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		<title>IL COMITATO PER L'ACQUA PUBBLICA: APPLICATE LA LEGGE!</title>
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		<description>LUNEDI' 5 DICEMBRE ORE 21.00 SALA DI VICOLO MEZZALUNA (DIETRO IL MUNICIPIO) ESTE &#8226;	il Comitato Provinciale Due S&#236; per l'acqua bene comune di Padova, aderente al Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua con Giuliana Beltrame e Sandro Punzo &#8226;	INCONTRA GLI AMMINISTRATORI LOCALI, I COMITATI E LE ASSOCIAZIONI DELLA BASSA PADOVANA &#8220;APPLICAZIONE DELL'ESITO REFERENDARIO NELL'A.A.T.O. BACCHIGLIONE&#8221; L'INCONTRO E' APERTO AI CITTADINI INTERESSATI A seguito della pubblicazione in G.U. del DPR n.116 del 18 (...)

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&lt;a href="http://www.cittafutura.net/spip.php?rubrique17" rel="directory"&gt;Diritti&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;span class='spip_document_1401 spip_documents spip_documents_left' style='float:left; width:233px;' &gt;
&lt;img src='http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L233xH250/logo_campagna_obbedienza_civile-41a9e.jpg' width='233' height='250' alt=&quot;&quot; style='height:250px;width:233px;' /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;LUNEDI' 5 DICEMBRE ORE 21.00 SALA DI VICOLO MEZZALUNA (DIETRO IL MUNICIPIO) ESTE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8226;	&lt;strong&gt;il Comitato Provinciale Due S&#236; per l'acqua bene comune di Padova, aderente al Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;con&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giuliana Beltrame e Sandro Punzo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8226;	&lt;strong&gt;INCONTRA GLI AMMINISTRATORI LOCALI, I COMITATI E LE ASSOCIAZIONI DELLA BASSA PADOVANA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;APPLICAZIONE DELL'ESITO REFERENDARIO NELL'A.A.T.O. BACCHIGLIONE&#8221;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'INCONTRO E' APERTO AI CITTADINI INTERESSATI&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A seguito della pubblicazione in G.U. del DPR n.116 del 18 luglio 2011 con il quale il Presidente della Repubblica dichiara abrogato il comma 1 dell'art.154 del D.lgs. 152/2006 (testo unico ambientale) il Comitato Provinciale Due S&#236; per l'acqua bene comune di Padova ritiene importante sollecitare un intervento degli Amministratori locali in sede Aato Bacchiglione, per dare seguito a quanto 26 milioni di cittadine e cittadini italiani hanno deciso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per quanto riguarda il secondo quesito, vanno cancellate le norme che garantiscono &#8220;l'adeguata remunerazione del capitale investito&#8221; nella determinazione della tariffa del servizio idrico integrato. Si tratta di una percentuale fissa del 7% che continua ad essere applicata nelle nostre bollette.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se proseguiranno questi comportamenti illegittimi, gli utenti potranno richiedere la restituzione in bolletta delle quote illegittimamente pagate fin dalla data di entrata in vigore dell'abrogazione referendaria.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'incontro &#232; proposto da :&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8226;	il Comitato Provinciale Due S&#236; per l'acqua bene comune di Padova &#8211; &#8226;	UN GRUPPO DI AMMINISTRATORI DI Este - Monselice &#8211; Baone &#8211; Montagnana &#8211; Battaglia&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Scarica la locandina...&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;dl class='spip_document_1402 spip_documents spip_documents_left' style='float:left;'&gt;
&lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;http://www.cittafutura.net/IMG/pdf/INCONTRO_ACQUA_PUBBLICA_ESTE_05-12-11.pdf&quot; title='PDF - 910.4 Kb' type=&quot;application/pdf&quot;&gt;&lt;img src='http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L52xH52/pdf-eb697.png' width='52' height='52' alt='PDF - 910.4 Kb' style='height:52px;width:52px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt;
&lt;/dl&gt;&lt;/div&gt;
		
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<item xml:lang="it">
		<title>IL SINDACO LUNGHI HA DIMENTICATO UNA SUPERTASSA SULLE PORSCHE&#8230;</title>
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		<dc:date>2011-08-23T11:53:59Z</dc:date>
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		<description>Che il Sindaco di Monselice Francesco Lunghi, avesse ambizioni politiche alte lo abbiamo sempre saputo, ma che ora s'improvvisi consulente economico del Governo francamente lascia perplessi. E' pur vero che la poltrona di Tremonti appare sempre pi&#249; in bilico, ma reputiamo ci sia gi&#224; la fila dei potenziali sostituti. A dire il vero, su questo terreno il Sindaco Lunghi si era gi&#224; cimentato da solo, inviando le sue richieste direttamente al presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi. Il (...)

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&lt;a href="http://www.cittafutura.net/spip.php?rubrique3" rel="directory"&gt;Monselice e dintorni&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Che il Sindaco di Monselice Francesco Lunghi, avesse ambizioni politiche alte lo abbiamo sempre saputo, ma che ora s'improvvisi consulente economico del Governo francamente lascia perplessi. E' pur vero che la poltrona di Tremonti appare sempre pi&#249; in bilico, ma reputiamo ci sia gi&#224; la fila dei potenziali sostituti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A dire il vero, su questo terreno il Sindaco Lunghi si era gi&#224; cimentato da solo, inviando le sue richieste direttamente al presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi. Il 07-07-2011 aveva scritto una lettera con contenuti analoghi all'attuale, nella quale chiedeva di &#8220;modificare la manovra finanziaria&#8221;. Ovviamente nessuna risposta&#8230; ma il nostro non si &#232; perso d'animo ed ora ci riprova coinvolgendo altri Sindaci del territorio. Chiaramente ci auguriamo che questa lettera faccia la fine della precedente, in quanto non siamo praticamente d'accordo su nulla di quanto proposto, in particolare su questo drastico innalzamento dell'et&#224; pensionabile (a 67 anni per tutti entro il 2016).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per Lunghi e i suoi colleghi Sindaci che hanno sottoscritto, non importa se uno ha gi&#224; lavorato 40 anni e non li sfiora nemmeno l'idea che non tutti i lavori sono uguali in termini di pesantezza e di usura, non si tiene conto che le donne hanno avuto anche il carico delle maternit&#224; e del lavoro domestico, non si bada al fatto della crescente disoccupazione giovanile&#8230; per loro &#232; tutto uguale, sia che fai il Sindaco, il geometra, l'impiegato, il primario o che lavori ai forni delle cementerie o asfalti le strade.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si capisce lontano un miglio che tutte queste proposte sono sfornate dalle cattive letture di &#8220;libero&#8221; e &#8220;il giornale&#8221;, perch&#233; non c'&#232; nessuna traccia che inciti a ridimensionare il ruolo delle banche, a colpire le transazioni e le speculazioni finanziarie, l'evasione fiscale. Per loro sono da colpire quelli che fumano una sigaretta e non quelli che si &#8220;fumano&#8221; miliardi di euro trasferendoli nei paradisi fiscali. Per loro &#232; prioritario ridurre il costo del lavoro, non gli emolumenti di centinaia di migliaia di euro percepiti dai vari manager pubblici e privati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nulla di nuovo sotto il sole del centrodestra, sempre teso a far pagare ai pi&#249; deboli i costi di una crisi che da finanziaria &#232; diventata globale e non per colpa della &#8220;povera gente&#8221;. E' insopportabile sentire ricette economiche da chi arriva a percepire pi&#249; di 10.000 euro al mese, da chi con 4 visite mediche private di 10 minuti, incassa quanto un operaio che lavora un mese intero. E i costi della sanit&#224; sono rappresentati anche da questo scandalo dei compensi a direttori e manager, da un servizio pubblico che non viene fatto funzionare per alimentare il privato e il convenzionato, dai costi delle baronie nei vari reparti dei nostri ospedali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E' infine condivisibile il lamento sul patto di stabilit&#224;, ma sei poi andiamo a vedere come spesso questi Sindaci negano aiuti ai bisognosi e spendono i soldi per addetti stampa, consulenti amici, mega-concerti, si capisce che il problema &#232; pi&#249; complesso e riguarda anche il modo di amministrare la cosa pubblica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quello che ci aspetta &#232; un periodo di grandi cambiamenti destinati a spazzare via le varie caste che hanno succhiato il sangue a questo paese e hanno ridotto alla fame milioni di persone. Con questo dovremo fare i conti tutti, sperando che il vento nuovo che sta soffiando dentro la nostra societ&#224;, ci porti verso una maggiore giustizia sociale, una vera democrazia partecipativa, una riconversione ecologica delle nostre produzioni&#8230; spazzando via anche le ricette dei piccoli economisti improvvisati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt; &lt;strong&gt;Francesco Miazzi &#8211; Consigliere Comunale &#8220;Nuova Monselice&#8221;&lt;/strong&gt; &lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;22-08-2011&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>UNA SOLUZIONE SEMPLICE PER RISOLVERE IL NODO DELLA &#8220;COMPLANARE&#8221;</title>
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		<dc:date>2011-08-23T11:52:36Z</dc:date>
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		<description>In questi giorni sulla stampa locale ha ripreso vigore il dibattito attorno alla cosiddetta &#8220;complanare&#8221;, una bretella parallela all'autostrada A13 che doveva congiungere l'attuale Casello con la Monselice - mare S.R. 104. Se pensiamo che l'Amministrazione di centrosinistra gi&#224; nel 1998 aveva individuato la soluzione del problema con lo spostamento del Casello autostradale, ben si comprende il fallimento delle giunte di centrodestra che hanno buttato all'aria quel progetto per sposare questa (...)

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&lt;a href="http://www.cittafutura.net/spip.php?rubrique21" rel="directory"&gt;Viabilit&#224;&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;In questi giorni sulla stampa locale ha ripreso vigore il dibattito attorno alla cosiddetta &#8220;complanare&#8221;, una bretella parallela all'autostrada A13 che doveva congiungere l'attuale Casello con la Monselice - mare S.R. 104. Se pensiamo che l'Amministrazione di centrosinistra gi&#224; nel 1998 aveva individuato la soluzione del problema con lo spostamento del Casello autostradale, ben si comprende il fallimento delle giunte di centrodestra che hanno buttato all'aria quel progetto per sposare questa inutile bretella.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Leggendo la corrispondenza intercorsa tra il Comune di Monselice e la societ&#224; &#8220;Autostrade per l'Italia&#8221; si capisce bene che il Sindaco Francesco Lunghi si sta nuovamente avventurando in uno scontro dove difficilmente il Comune uscir&#224; vincitore. Sono anni che sentiamo ripetere promesse e impegni da parte di Ministri e assessori vari. E intanto Via Orti continua a soffocare e con essa i residenti dei quartieri interessati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Consideriamo la &#8220;complanare&#8221; un inutile spreco di territorio e di risorse e riteniamo sbagliato usare il blocco del transito come strumento di ricatto, sia perch&#233; costringerebbe i mezzi ad ulteriori 20 Km con il risultato di aumentare complessivamente l'inquinamento, sia perch&#233; alla societ&#224; &#8220;Autostrade per l'Italia&#8221; questo divieto non comporter&#224; nulla!&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Potremmo aspettare e lasciare il Sindaco Lunghi affogare nel suo brodo di arroganza, ma siamo persone serie e responsabili e cerchiamo di dare il nostro contributo in termini di proposte.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sappiamo che nei progetti che coinvolgono tutti gli Enti Pubblici (Ministero, Regione, Provincia, Comune) e le varie Societ&#224; (Veneto Strade, &#8220;Autostrade per l'Italia&#8221;, ANAS) &#232; previsto lo spostamento del Casello nell'intersezione con la S.R. 104. Sappiamo che nella Convenzione sottoscritta tra ANAS e la societ&#224; &#8220;Autostrade per l'Italia&#8221;, approvata con la legge n.101/2008 si prevede il potenziamento di tutta l'A13. Sappiamo che tra la Regione Veneto e la Provincia di Padova vi &#232; la disponibilit&#224; di 9 milioni di euro destinati alla &#8220;complanare&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La nostra proposta &#232; di evitare una guerra perdente e di coinvolgere la societ&#224; &#8220;Autostrade per l'Italia&#8221; su un percorso diverso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si chieda alla societ&#224; &#8220;Autostrade per l'Italia&#8221; di anticipare la costruzione della terza corsia tra l'attuale Casello e l'intersezione con la S.R. 104, un tratto di circa 2,5 Km. Con una piccola parte dei contributi provinciali e regionali si costruiscono i necessari raccordi. Fino a che la societ&#224; &#8220;Autostrade per l'Italia&#8221; non avr&#224; completato tutto il potenziamento dell'A13 e attuato il previsto spostamento del Casello, la terza corsia funger&#224; da bretella di collegamento con la stessa funzione della &#8220;complanare&#8221;. Nella possibile convenzione, potrebbe rientrare un concorso economico e il futuro mantenimento dell'attuale Casello in forma completamente automatizzata al servizio dei residenti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se si arrivasse a quest'obiettivo, ci sarebbero solo aspetti positivi: un'opera con tempi certi, nessuno spreco di territorio, nessun costo pubblico per gli espropri ed un grosso risparmio di fondi pubblici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Sindaco Lunghi abbandoni il mondo dei sogni e lavori per cose semplici e fattibili, utilizzando i rapporti politici di chi governa Comune, Provincia, Regione e l'intero paese per dare una risposta concreta ai suoi cittadini. Dopo 13 anni di promesse sarebbe il tempo di fatti concreti e solo a queste condizioni potr&#224; contare nel modesto apporto di tutto il Consiglio Comunale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt; &lt;strong&gt;Francesco Miazzi &#8211; Consigliere Comunale &#8220;Nuova Monselice&#8221;&lt;/strong&gt; &lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>L'acqua di Napoli, &#171;modello Parigi&#187;</title>
		<link>http://www.cittafutura.net/spip.php?article566</link>
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		<dc:date>2011-06-26T20:25:57Z</dc:date>
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		<description>Tratto da www.acquabenecomune.org &#171;Napoli sar&#224; il primo comune italiano, dopo il referendum, a procedere verso la ripubblicizzazione dell'acqua&#187;. Il neoassessore ai Beni comuni, Alberto Lucarelli (tra gli estensori dei due quesiti sulle risorse idriche) si &#232; presentato ieri in sala Giunta con la delibera approvata ad appena cinque giorni dallo spoglio delle schede. Nelle premesse si cita il Forum mondiale dell'acqua del 2006 con il richiamo alla &#171;gestione partecipativa&#187;, gli utenti coinvolti (...)

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&lt;a href="http://www.cittafutura.net/spip.php?rubrique2" rel="directory"&gt;Emergenze ambientali&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Tratto da &lt;a href='http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1046:lacqua-di-napoli-lmodello-parigir&amp;catid=137' class='spip_out'&gt;www.acquabenecomune.org&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;&lt;strong&gt;Napoli sar&#224; il primo comune italiano&lt;/strong&gt;, dopo il referendum, a procedere verso la ripubblicizzazione dell'acqua&#187;. Il neoassessore ai Beni comuni, Alberto Lucarelli (tra gli estensori dei due quesiti sulle risorse idriche) si &#232; presentato ieri in sala Giunta con la delibera approvata ad appena cinque giorni dallo spoglio delle schede.
Nelle premesse si cita il Forum mondiale dell'acqua del 2006 con il richiamo alla &#171;gestione partecipativa&#187;, gli utenti coinvolti &#171;nella definizione delle politiche&#187; e poi il Parlamento europeo: &#171;La gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme di mercato interne&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'orizzonte dell'amministrazione diventa quello del Forum dei movimenti dell'acqua, e cos&#236; l'Arin spa, ente in house del comune che gestisce il servizio idrico integrato, da societ&#224; di capitali torner&#224; a essere soggetto giuridico di diritto pubblico &#171;con le caratteristiche di azienda improntata a criteri di economicit&#224;, efficienza, trasparenza e partecipazione&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'Arin era gi&#224; un'azienda speciale&lt;/strong&gt;, prima che l'innamoramento per il mercato diventasse una fede assoluta. Ma la novit&#224; sta nel punto che anticipa Lucarelli: &#171;Introdurremo il modello pubblico che si sta seguendo anche a Parigi, i movimenti entreranno nella governance e anche nei comitati di controllo. Il percorso giuridico verr&#224; costruito con il Forum dell'acqua&#187; ma anche con la consultazione di esperti, a partire per&#242; dall'assunto che si tratta di un diritto umano universale, da sfruttare secondo i criteri di &#171;solidariet&#224; e nel rispetto degli equilibri ecologici&#187;. Consultazione e condivisione si struttureranno anche attraverso l'utilizzo del web. A dare maggior peso alle affermazioni la presenta in sala di padre Alex Zanotelli, come rappresentante dei comitati che in anni di lotte hanno costruito la vittoria referendaria, e dell'assessore Riccardo Realfonzo, a cui spetter&#224; costruire il bilancio. Al tavolo anche il sindaco per introdurre altri aspetti legati al tema: apertura di almeno 10 beverini di acqua, refrigerata e addizionata di anidride carbonica, per disincentivarne l'acquisto in bottiglia, politica di riduzione dei bicchieri in plastica negli esercizi pubblici a favore di quelli in vetro.
Niente bicchieri usa e getta, perch&#233; il problema pi&#249; grande resta quello dei rifiuti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il vicesindaco Tommaso Sodano&lt;/strong&gt; &#232; l'ultimo a prendere la parola, nella giornata in cui i parlamentari campani del Pdl hanno provato a fare la voce grossa contro la Lega, che si mette di traverso all'invio dei rifiuti napoletani in altre regioni. Ennesimo paradosso italiano: la regione preme per uscire dalla crisi con la costruzione di megatermovalorizzatori, mentre le amministrazioni venete preferiscono acquistare legname da bruciare nei loro impianti piuttosto che guadagnare con i rifiuti campani. Dal summit in prefettura &#232; venuta fuori una lista di siti in cui sistemare momentaneamente la spazzatura per liberare gli impianti Stir di tritovagliatura e, passato il vento di Pontida, rimandare fuori i rifiuti. Per l'ultima volta, si spera: a breve verranno sbloccati da Palazzo Santa Lucia gli 8.250 milioni di euro per estendere entro 90 giorni la differenziata. La prossima settimana governo, regione e comune saranno a Bruxelles per cercare di sbloccare anche i 150 milioni di euro, fermi per la procedura di infrazione. Il governatore si presenter&#224; con la sua idea sull'impiantistica e la necessit&#224; di altre discariche (quelle esistenti hanno appena 6 mesi di vita), l'assessore Sodano con idee opposte: niente sversatoi, differenziata spinta e impianti di compostaggio.
Braccio operativo l'As&#236;a, municipalizzata addetta al servizio, al centro per&#242; di una nuova polemica a causa della riconferma come ad di Daniele Fortini, convinto inceneritorista. Dal comune rassicurano: sar&#224; il garante solo della parte gestionale. Ma i movimenti ormai sui rifiuti hanno un know how che hanno imparato a mettere a valore anche da soli: &#171;Al corso Vittorio Emanuele - spiega Gianni Morra - &#232; gi&#224; operativo un progetto costato 3 euro a famiglia per l'acquisto di una compostiera da 120 euro, che sta dando grandi risultati visto che il materiale conferito &#232; circa il 40% dei rifiuti prodotti. Basta estendere questa buona pratica al maxi condominio della citt&#224; di Napoli&#187;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>ITALCEMENTI IN DIALOGO CON LA DIFESA DEL POPOLO</title>
		<link>http://www.cittafutura.net/spip.php?article511</link>
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		<dc:date>2011-06-26T12:54:33Z</dc:date>
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		<description>LETTERE al Direttore della DIFESA DEL POPOLO - 26 GIUGNO 2011 ITALCEMENTI: dialogo, e buone ragioni Abbiamo letto con interesse il servizio pubblicato sul tema del revamping del nostro impianto di Monselice. L'appello al confronto &#232; un richiamo che Italcementi non pu&#242; che condividere, avendo l'azienda perseguito il dialogo fin dai primissimi passi del cammino del revamping, quando il progetto fu illustrato, oltre che all'amministrazione comunale, anche all'opposizione rappresentata da (...)

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&lt;a href="http://www.cittafutura.net/spip.php?rubrique4" rel="directory"&gt;Cementifici&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LETTERE al Direttore della DIFESA DEL POPOLO - 26 GIUGNO 2011&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; ITALCEMENTI: dialogo, e buone ragioni&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Abbiamo letto con interesse il servizio pubblicato sul tema del revamping del nostro impianto di Monselice. L'appello al confronto &#232; un richiamo che Italcementi non pu&#242; che condividere, avendo l'azienda perseguito il dialogo fin dai primissimi passi del cammino del revamping, quando il progetto fu illustrato, oltre che all'amministrazione comunale, anche all'opposizione rappresentata da Francesco Miazzi, consigliere di minoranza oltre che presidente di uno dei due comitati che si oppongono al progetto. A tale incontro sono seguite assemblee pubbliche e sono stati diffusi volantini e utilizzati spazi pubblicitari per illustrare alla popolazione le caratteristiche del progetto e i suoi vantaggi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Purtroppo, in questa vicenda, non tutti hanno cercato con altrettanta onest&#224; un confronto aperto e leale.. Altri, infatti, hanno cercato di inquinare il dibattito diffondendo con pervicacia notizie false come la presunta intenzione dell'azienda di bruciare CDR, oppure alimentando paure per la salute dei cittadini &#8211;paure che sono state fugate dalla stessa Ulss, che ha smentito l'aumento di tumori e patologie respiratorie a Monselice e nel circondario. Un atteggiamento, quello degli oppositori, che si spiega solo con la ricerca da parte loro di una soluzione a senso unico: la chiusura delle cementerie presenti sul territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ai comitati e alle poche decine di persone che li sostengono non importano dunque gli indubbi vantaggi del revamping, che farebbe della cementeria di Monselice un impianto tra quelli pi&#249; all'avanguardia nel mondo nella tutela dell'ambiente, una fabbrica capace di coniugare performance ambientali di valore assoluto all'efficienza e alla competitivit&#224; economica &#8211; e dunque alla garanzia occupazionale per i lavoratori e per l'indotto &#8211; il tutto con l'impegno di porre un termine, 28 anni, alla permanenza stessa dell'impianto nella zona del parco. Ci chiediamo come sia possibile il dialogo con chi, di fatto, altro non vuole che una deindustrializzazione della Bassa Padovana. Nella convinzione che questo territorio possa vivere di &#8220;altro&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La recente crisi economica ha dimostrato che l'industria &#232; alla base del benessere e dello sviluppo di ogni paese del mondo: la sfida &#232; quella di coniugare la presenza dell'industria con la tutela dell'ambiente e la condivisione di un cammino comune con la comunit&#224; locale. In una parola, la sfida &#232; la &#8220;sostenibilit&#224;&#8221;, che Italcementi ha come sua bandiera da sempre.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ci d&#224; forza constatare che, al di l&#224; dell'opposizione dei comitati, la popolazione ha dimostrato di aver capito e apprezzato lo spirito con cui abbiamo progettato il revamping: un recente sondaggio Ipsos dimostra proprio che la maggioranza dei cittadini &#232; favorevole all'intervento. E ci incoraggia l'appoggio forte e convinto che lavoratori e sindacati stanno dando al progetto, anche attraverso un impegno in prima persona degli stessi lavoratori nel monitoraggio delle performance ambientali dell'impianto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Italcementi &#232; convinta delle proprie buone ragioni e sente accanto a s&#233; il sostegno della comunit&#224; locale e dei lavoratori, delle piccole e medie imprese e delle realt&#224; associative, oltre che delle amministrazioni e delle istituzioni che hanno finora promosso l'iter. Per questo motivo abbiamo deciso di andare avanti con questo progetto, ricorrendo al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar Veneto, certi delle nostre buone ragioni e di operare nell'interesse di tutti: dell'azienda, del territorio e della comunit&#224; di Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ufficio stampa Italcementi (via e-mail)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;Risponde Guglielmo Frezza, il direttore della Difesa del Popolo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per prima cosa desidero ringraziare l'ufficio stampa di Italcementi per l'attenzione riservata al nostro giornale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Da parte nostra &#8211;e stanno a testimoniarlo i servizi pubblicati in questi mesi &#8211;mai &#232; stato detto che il revamping va respinto perch&#233; nell'impianto saranno bruciati rifiuti o perch&#233; le cementerie provocano tumori. Abbiamo tentato invece, raccogliendo le sollecitazioni venute dalle parrocchie e dal vicariato, di riflettere sul delicatissimo (ne convengo) tema dell'equilibrio tra tutela del dirritto al lavoro, del diritto alla salute e dell'ambiente; tra legittimi interessi di un'azienda e altrettanto legittimi auspici a uno sviluppo &#8220;altro&#8221; per un territorio che dalle cave &#232; stato umiliato e devastato fino a trent'anni fa. Non c'&#232; &#8211;sia ben chiaro- una soluzione perfetta e una nefasta. C'&#232; da governare una situazione complessa e capire quale sia il miglio punto d'equilibrio possibile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come fare? Innanzitutto, vale per Italcementi come per i comitati, deponendo le armi. Non &#232; vero, mi sia permesso, che il revamping sia osteggiato da poche decine di persone. Questa vicenda da anni sta dividendo e lacerando la comunit&#224; monselicense: se non lo ammettiamo, se la consideriamo la battaglia di un pugno di antagonisti fastidiosi e isolati, non si va da nessuna parte. Ma dire questo significa riconoscere anche che una buona met&#224; al revamping crede o comunque non &#232; ostile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ecco perch&#233; ci sta a cuore la riapertura di canali di dialogo tra tutte le parti, che non solo l'azienda e i comitati, ma gli enti locali, il parco Colli, i partiti, i sindacati, i cittadini residenti. Ciascuno faccia un passo indietro per favorire una soluzione condivisa. Che a decidere sia una sentenza della magistratura, quale che sia, ci pare l'esito peggiore, destinato comunque a mortificare la piena partecipazione dei cittadini e acuire le tensiioni in futuro. (da LA DIFESA DEL POPOLO - LETTERE - 26 GIUGNO 2011)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Trasmetto per conoscenza:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;1.&lt;/strong&gt; Lettera a Pavin, Presidente Unindustria Padova
Mercoled&#236; 22 Giugno 2011&lt;/p&gt; &lt;p&gt;LETTERA APERTA AL PRESIDENTE di UNINDUSTRIA PADOVA
Al Sig. Massimo Pavin, Presidente di Unindustria Padova
c/c organi di stampa (con preghiera di pubblicazione) e alla cittadinanza&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Illustre Presidente,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il TAR del Veneto ha dichiarato incompatibile con le norme del Parco Regionale dei Colli Euganei il progetto di revamping di Italcementi a Monselice. La sentenza giunge al termine di un acceso confronto tra l'azienda, sostenuta da alcune amministrazioni locali, e i comitati dei cittadini contrari al progetto. Quasi contemporaneamente il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso contro l'approvazione di una centrale di carbone nel Parco del Delta del Po e il TAR ha dichiarato contraria alle normative il revamping di un'altra fabbrica di cemento in Valpolicella nel veronese.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli studiosi di economia e societ&#224; sanno che l'equivalenza tra progresso e crescita delle costruzioni appartiene ormai al passato e non sar&#224; in grado di garantire lo sviluppo a un'Italia in declino.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In Italia e in tutto l'occidente sviluppato e democratico gli investimenti in imprese inquinanti e ad alto impatto ambientale &#8211; quale la filiera dal cemento alle costruzioni &#8211; sono sempre pi&#249; ostacolati dall'opinione pubblica. Le norme che la magistratura fa rispettare e che voi industriali vorreste cambiare, sono state approvate secondo procedure democratiche che si confanno a direttive europee. Sono difficili da
cambiare senza il consenso dei cittadini e della UE. Al pi&#249; si pu&#242; cercare di eluderle come s'&#232; tentato di fare. Ma che credibilit&#224; pu&#242; avere, nel richiedere il cambiamento delle norme, chi ha tentato di non rispettarle?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Anzich&#233; prendere atto delle sentenze e della mutata situazione economica e normativa, con il sostegno dei sindacati pi&#249; corporativi del settore, assistiamo invece a una reazione illiberale e conservatrice di voi imprenditori che arrivate a inscenare persino manifestazioni di piazza, con atteggiamenti da &#8220;quarto stato&#8221; di Pellizza da Volpedo! Richiedete ai rappresentanti dei cittadini di cambiare normative moderne tipiche dei paesi evoluti, che godono del consenso della cittadinanza e sono coerenti con le direttive europee. Anzich&#233; esprimere coraggio imprenditoriale, temete che le normative vigenti decurtino i vostri profitti di breve periodo in settori obsoleti. Fate pressioni per cambiare le norme invece che trarne stimolo per ammodernarvi. Usate il vostro potere per riproporre un modello di sviluppo e di occupazione superato che sta portando il Veneto e l'Italia al sottosviluppo. Sar&#224; una classe imprenditoriale illuminata quella di un paese che si colloca al penultimo posto nel mondo per tassi di sviluppo?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tra vent'anni l'Europa non sar&#224; pi&#249; competitiva in molti settori tra cui le costruzioni, mentre potrebbe produrre tecnologia, cultura, innovazione adatte ad assorbire i giovani lavoratori anzich&#233; proteggere aristocrazie operarie con denaro pubblico, le quali potranno essere sostituite solo da lavoratori immigrati. Lei sar&#224; senz'altro informato del fatto che i paesi occidentali con i tassi di sviluppo pi&#249; elevati sono quelli che hanno gi&#224; dagli anni ottanta effettuato lo &#8220;sganciamento&#8221; della crescita dai settori ad elevato impatto ambientale. E naturalmente conosce l'eccessivo sbilanciamento dell'Italia e del Veneto su industrie ad alto impatto ambientale e soprattutto sul cemento. Industriali moderni non dovrebbero preoccuparsi solo del profitto presente, ma dimostrare responsabilit&#224; per il futuro di tutto il paese e il rispetto per le istituzioni democratiche che producono leggi alle quali dovrebbero attenersi. Invece con il suo intervento regressivo e ottocentesco illude i suoi colleghi di potere continuare su una vecchia strada elemosiniera che porta alla povert&#224; di tutti e alle malattie di molti. Si renda conto che questo suo atteggiamento &#232; contrario a molti dei suoi stessi associati poich&#233; toglie risorse alla componente pi&#249; dinamica dell'imprenditoria.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Arch. Paolo Drago, Consigliere Comunale Monselice
Prof. Lorenzo Nosarti, Consigliere Comunale Monselice
Prof. Corrado Poli, Arqu&#224; Petrarca&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;2.&lt;/strong&gt; Lettera a Pavin, Presidente Unindustria Padova&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Durante l'assemblea generale di Confindustria Padova del 20 giugno 2011 il Presidente ha fatto alcune dichiarazioni, riportate dai giornali locali, che risultano abbastanza singolari. Ne vorrei prendere in considerazione due, che mi sembrano particolarmente significative. La prima &#232; assai sorprendente, infatti recita: &#171;Se fossi il titolare della Italcementi di Monselice avrei gi&#224; pronto un piano per andarmene dall'Italia&#187;. Se il Presidente di una sede di Confindustria nazionale consiglia un suo socio di lasciare l'Italia si pu&#242; considerare, volendo essere molto generosi, che abbia fatto, forse trascinato dall'enfasi, un'affermazione almeno infelice.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Relativamente alla seconda dove aggiunge &#171;che ci siano regole da rispettare va benissimo ma devono essere regole semplici, chiare e valide per tutti&quot; non si pu&#242; essere che d'accordo. In particolare sul fatto che &quot;le regole devono essere valide per tutti&quot; e proprio questo ha messo in evidenza la decisione del TAR che ha annullato le delibere di enti che avevano pensato che le regole fossero valide solo per alcuni. Quindi non &#232; assolutamente necessario che Italcementi accolga il suggerimento del presidente di Confindustria Padova di abbandonare l'Italia, &#232; sufficiente che costruisca il nuovo cementificio dove la legge glielo consente e, se lo facesse dove ci sono le cave di marne gi&#224; attive per il funzionamento dell'impianto, rispetterebbe la legge e risparmierebbe parecchi milioni di euro per anno di trasporti. Se invece Italcementi vuole costruire il nuovo stabilimento a Monselice (a 40 km dalle cave) e dentro il Parco Colli Euganei, protetto dalle leggi, permetter&#224; il sig. Presidente di Confindustria Padova che ci siano i residenti che protestano e che chiedano democraticamente alla Magistratura il rispetto della legge da Lui giustamente evocata.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Leandro Belluco Monselice (PD)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;NAPOLI E IL FUTURO DEI RIFIUTI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Mi permetto di inviare alcune considerazioni che spero possano esservi utili. Cordialit&#224; Leandro Belluco, Monselice (PD)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'esempio di Napoli - La questione dei rifiuti di Napoli: tutti ne dibattono e quindi sono portati a interessarsene. Pu&#242; essere perci&#242; un'occasione per un'analisi dei punti fondamentali atti a comprendere ci&#242; che &#232; possibile attendersi nel prossimo futuro.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come facilmente comprensibile, i modi in cui il problema rifiuti &#232; affrontabile sono sostanzialmente quattro:
1. Produrne di meno: obbiettivo logico coinvolgente una serie di variabili economiche, occupazionali, sociali, che non consentiranno di renderlo operativo, a livelli accettabili, in tempi brevi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;2. Favorire ovunque la raccolta differenziata: obbiettivo fondamentale, che tuttavia richieder&#224; tempi medio lunghi, un cambio della coscienza civica e, in ogni caso, non sar&#224; in grado di risolvere completamente la problematica.
3. Utilizzo delle discariche : palliativo che risolve apparentemente e solo sul breve l'emergenza.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;4. Combustione dei rifiuti: applicazione che, per una quota di rifiuti, si spera progressivamente inferiore (in funzione dello sviluppo dei punti 1e 2 ) dovr&#224;, realisticamente, continuare ad essere utilizzata.
La combustione pu&#242; essere realizzata attraverso gli inceneritori che sono specificatamente costruiti allo scopo o tramite altri impianti con altissimo consumo di combustibile pi&#249; o meno adattabili.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La differenza fondamentale tra gli inceneritori e gli altri possibili impianti &#232; data dal sistema di depurazione dei fumi: la parte di gran lunga pi&#249; costosa di tutto l'intero processo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ipotizzando che gli inceneritori siano in grado di garantire la salubrit&#224; del territorio in cui sono attivi (anche se molti non ne sono convinti), la loro realizzazione ha delle difficolt&#224; intrinseche. Per costruire un inceneritore sono necessari moltissimi soldi, tempi lunghi per le autorizzazioni e si devono affrontare battaglie ambientaliste difficili.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tra gli impianti, diversi dagli inceneritori, i cementifici sono quelli che, teoricamente, risulta-no i pi&#249; favoriti in quanto consentono di eliminare nel cemento prodotto gli stessi residui dei rifiuti utilizzati nel processo, cio&#232; le ceneri. Sono gi&#224; presenti e attivi su tutto il territorio nazionale, sono degli enormi divoratori di combustibile e inoltre, producendo cemento, riducono i costi di smaltimento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sono naturalmente i pi&#249; ben visti dai politici, specialmente in questo periodo, perch&#233; soldi per fare nuovi inceneritori non ce ne sono e i problemi dei rifiuti stanno scoppiando da tutte le parti ( per una colpevole trascuratezza inerente i punti 1 e 2 sopracitati).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ci&#242; spiega il proliferare di revamping di cementifici in tutta Italia.
Si stanno preparando, e nessuno pu&#242; impedirlo, ad essere pronti nel momento in cui la politica chieder&#224; loro di intervenire: &#232; infatti solo questione di poco tempo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I produttori di cemento hanno capito che dispongono di un affare potenzialmente enorme che va ben oltre quello della produzione del cemento inevitabilmente in crisi progressiva.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tuttavia ancora una volta la politica arruffona ed opportunista &#232; nella condizione di fare il buco pi&#249; grosso della toppa e lo dimostra l'aggressivit&#224; con cui si osteggiano coloro che manifestano dubbi chiedendo garanzie e lungimiranza per la tutela della salute della gente e del proprio territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Esempi emblematici sono la costruzione di un nuovo cementificio a Monselice all'interno del Parco Colli Euganei o il revamping di Fumane (VR) nella zona (la Valpolicella) di produzione dell'Amarone, uno dei vini pi&#249; famosi al mondo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Da sottolineare che in entrambi i casi il TAR del Veneto ha dato ragione ai comitati di cittadini sorti per contestare le scelte scellerate contro il territorio favorite da una politica inadeguata.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il cuore del problema &#232; il rispetto delle leggi del territorio e sopratutto l'accettazione di normative che pongano gli stessi limiti di emissione per tutti i grossi impianti di combustione che utilizzano rifiuti nel loro processo produttivo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I cementifici o gli altri impianti che utilizzano rifiuti devono cio&#232; avere gli stessi limiti di emissione in atmosfera degli inceneritori.
Una regola molto semplice e di buon senso che non viene applicata ma combattuta, incredibilmente da una parte della classe politica che per&#242; &#232; quella che decide.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'utilizzo dei cementifici nella gestione dei rifiuti, che sar&#224; inevitabilmente sempre pi&#249; presente, non pu&#242; essere gestita con gli stessi criteri irresponsabili, clientelari o semplicemente disattenti e non adeguati come l'esempio di Napoli ha finora purtroppo tristemente evidenziato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;head&gt; &lt;title&gt;My Great Web page&lt;/title&gt; &lt;/head&gt; &lt;body&gt; &lt;iframe src=&quot;http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=YOUR_URL&quot; scrolling=&quot;no&quot; frameborder=&quot;0&quot; style=&quot;border:none; width:450px; height:80px&quot;&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;/body&gt; &lt;/p&gt; &lt;div id=&quot;fb-root&quot;&gt;&lt;/div&gt;
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		<title>&quot;REVAMPING&quot; ITALCEMENTI: RASSEGNA STAMPA E COMUNICATI</title>
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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;AITEC La produzione &#232; in calo e i prezzi dei combustibili fossili hanno sub&#236;to fortissimi incrementi&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I cementieri in crisi puntano sui rifiuti &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;IL GAZZETTINO Gioved&#236; 23 Giugno 2011,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;ROMA - &#171;Il settore delle costruzioni ha perso 25 miliardi in 3 anni, corrispondenti ad un taglio di oltre il 18% dei volumi di attivit&#224;. Un'ulteriore flessione &#232; prevista nel 2011 (-0,5%)&#187;. A sottolinearlo &#232; il presidente di Aitec (Associazione italiana tecnico economica cemento di Confindustria), Alvise Zillo Monte Xillo, aprendo i lavori dell'Assemblea annuale. &#171;Complessivamente, l'industria del cemento risente della stagnazione preoccupante delle costruzioni e non coglie il faticoso recupero dell'economia che &#232; trainato essenzialmente dall'export&#187;, ha spiegato il presidente Aitec, precisando che &#171;nel 2010 la produzione di cemento in Italia ha di poco superato le 34 milioni di tonnellate. La distanza dal picco storico dei volumi produttivi del 2006 (quasi 48 milioni di tonnellate) rimane pertanto ancora rilevante, pari a circa il 30%. Anche i consumi di cemento hanno registrato un'analoga contrazione, con un pesante lascito in termini di sovracapacit&#224; produttiva. Da circa tre anni - ha sottolineato Zillo - scontiamo la fine del ciclo espansivo delle costruzioni&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &#171;Ad aggravare la situazione anche il fortissimo incremento del costo dei combustibili fossili&#187;, osserva Zillo: &#171;Il prezzo del pet-coke &#232; quasi raddoppiato. Inoltre, il prezzo dell'elettricit&#224; sta influendo pesantemente sui costi di produzione delle aziende cementiere. I dati evidenziano un incremento della bolletta energetica superiore al 15% rispetto ad inizio 2010&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Le cementerie italiane, spiega l'Aitec, scontano un ulteriore gap competitivo. Infatti esse possono raggiungere solo l'8% di sostituzione calorica dei combustibili fossili con quelli alternativi, come i rifiuti, contro il 61% della Germania, il 38% dell'Austria e il 27% della Francia. &#171;Siamo di fronte ad un doppio paradosso - ha affermato Zillo - il settore cementiero deve subire l'aumento dei combustibili fossili causato dalla ripresa internazionale, della quale non beneficia. In aggiunta sopporta maggiormente l'onere per lo sviluppo delle energie alternative, ma gli viene impedito di sfruttare un'importante fonte alternativa quale il combustibile da rifiuti. Questa doppia penalizzazione si traduce in una forte perdita di competitivit&#224; rispetto alla concorrenza europea. Che senso ha per un paese come l'Italia, dove molti Comuni sono letteralmente sommersi dai rifiuti - si chiede il presidente - impedire che si sviluppi la tecnologia pi&#249; semplice di recupero, che l'utilizzo dei rifiuti nelle cementerie e nelle centrali elettriche sparse lungo la Penisola?&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; L'industria di settore chiede perci&#242;, come ribadito anche dal vicepresidente Aitec, Carlo Colaiacovo &#171;una chiara politica di sviluppo industriale e infrastrutturale, seriet&#224; e certezza dei processi autorizzativi e un maggior senso di responsabilit&#224;&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;Il TAR boccia il cementificio veronese&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Servizio del TG3&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; width=&quot;480&quot; height=&quot;390&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/PVo-GUYbJjc&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;Cementificio e dati USL&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Servizio del TG3&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; width=&quot;480&quot; height=&quot;390&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/AUk_U4gpl7Q&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; IL MATTINO DI PADOVA DOMENICA, 27 FEBBRAIO 2011&lt;/p&gt; &lt;p&gt;lettera di LUIGI SECONDIN&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Monselice non ama il suo territorio&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Il 20 febbraio il Tg3 parlando del ricorso al Tar dei comuni Este e Baone ha detto che la decisione &#232; malto imporante per il futuro dei comuni del parco Colli. Lo penso anch'io e sono molto pessimista, penso che alla fine il parco Colli dovr&#224; convivere ancora a lungo con i cementifici. Perch&#233; n&#233; i cittadini n&#233; le amministrazioni hanno la cultura e la lungimiranza di fare scelte in proiezione futura. La nostra &#232; una zona che vive alla giornata incurante delle conseguenze di scelte fatte in maniera superficiale. Io ammiro molto quei cittadini che ci mettono la faccia per difendere la salute dei cittadini ma il nostro &#232; sempre stato e sempre sar&#224; un paese che non ama il proprio territorio. Basti pensare che se non fosse stato per Fracanzani e Romanato che non sono monselicensi, il Montericco ora non esisterebbe pi&#249;. Basti pensare che noi cittadini di Monselice non siamo nemmeno in grado di eleggere un sindaco nato nel nostro paese. Abbiamo un bilancio comunale da terzo mondo, una cementificazione del territorio da Milano anni 50.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;Il cementificio delle polemiche - Monselice&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Servizio del TG3&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;iframe title=&quot;YouTube video player&quot; width=&quot;480&quot; height=&quot;390&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/0ke7dlt-JaU&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; IL MATTINO DI PADOVA 26-02-11&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Revamping, comitati soddisfatti&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Francesca Segato&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. &#171;Abbiamo accolto con soddisfazione la decisione del Tar di esaminare il ricorso presentato dai Sindaci con il nostro a maggio. Ci ha fatto particolarmente piacere constatare che anche il Giudice Amministrativo riserva alla problematica da noi sollevata quell'attenzione che nessuna delle Amministrazioni ci ha mai concesso&#187;. E' positivo il commento che i comitati &#171;E Noi?&#187; e &#171;Lasciateci respirare&#187; affidano a una nota congiunta, all'indomani della decisione del Tar che ha &#171;congelato&#187; il revamping fino alla discussione nel merito, messa in calendario per il prossimo 5 maggio. La procedura amministrativa andr&#224; avanti ma i lavori non potranno iniziare. &#171;Nessuno mai, ha accettato un confronto serio e aperto con noi come abbiamo sempre richiesto assieme ai sindaci di Baone e di Este - ribadiscono i comitati - Spiace soprattutto notare la grossolanit&#224; con cui gli amministratori di Monselice ci hanno trattato per il solo fatto di portare interessi evidentemente diversi dai loro ma che dal nostro punto di vista dovrebbero essere i principali: la legalit&#224;, la salute, la pace sociale&#187;. Ma i comitati polemizzano anche con la diffusione dei dati sulla mortalit&#224; per tumori nella Bassa, da parte dell'Uls, arrivata proprio il giorno prima dell'udienza al Tar. &#171;E' con sconcerto, ma anche con profonda tristezza - dicono - che leggiamo le improvvide risposte di commento ai dati epidemiologici sulla frequenza di tumori da parte del sindaco e del vicesindaco di Monselice. Noi chiedevamo questi dati da anni, perch&#233; solo ora vengono diffusi? Ma siamo anche spaventati dalla strumentalizzazione operata su un tema cos&#236; importante quale la salute e la stessa vita dei cittadini&#187;.
I comitati annunciano per aprile un convegno con studiosi imparziali e qualificati per analizzare i dati dell'Uls. &#171;Anche se dovesse emergere che l'aria di Monselice uccide &#171;nella media&#187; - concludono - non ci dichiareremo comunque soddisfatti, ma cercheremo di sapere cosa intendono fare gli amministratori per ridurre le patologie di origine ambientale che sono sotto gli occhi di tutti. Per noi la salute &#232; la priorit&#224; e l'ansia di rassicurazione viene dopo&#187;. Negli stessi giorni, peraltro, &#232; stato diffuso anche il dato del centro di Crioconservazione dei gameti maschili dell'azienda ospedaliera padovana sul tasso di fertilit&#224; maschile nei giovani: a Monselice, &#232; il pi&#249; basso della provincia. Un dato che ai comitati suona come un preoccupante campanello d'allarme.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il diktat Italcementi deve essere ritirato&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Il neonato circolo Sel Bassa Padovana e la lista civica Arcobaleno di Este esprimono solidariet&#224; ai comitati &#171;Lasciateci Respirare&#187; ed &#171;E Noi?&#187;, destinatari di una richiesta di risarcimento danni di 160 mila euro da parte di Italcementi, per asserita diffamazione oltrech&#233; alle amministrazioni di centrosinistra di Este e Baone che hanno manifestato la loro opposizione al revamping. Il nostro partito, assieme alla Civica, ritengono questa richiesta irricevibile da parte non solo dei comitati ma anche di tutti i cittadini dell'area, i veri danneggiati dalla ingombrante e pericolosa presenza di una produzione che da decenni emette in aria tonnellate di inquinanti, come Pm10 ed altre sostanze. Chiediamo alla Fillea-Cgil e alla Filca Cisl di prendere responsabilmente le distanze dalle direttive della multinazionale, chiedendo alla direzione di ritirare la citazione contro i comitati. Riteniamo infatti che solo cos&#236; si possa ricostruire un rapporto unitario tra operai e cittadini nella prospettiva di un diverso modello di sviluppo per il nostro territorio, non pi&#249; basato sulla cementificazione. Temiamo che le cementerie, come gi&#224; paventato dalle associazioni ambientaliste e da numerosi esperti, possano riconvertire nel breve-medio periodo la produzione del cemento all'utilizzo del cdr (combustibile da rifiuti) affossando cos&#236; in modo irreparabile ogni possibilit&#224; di promuovere una nuova green economy. Il costo sociale ed umano che la nostra collettivit&#224; sostiene gi&#224; oggi in termini di malattie bronco-polmonari? Notevole. Milioni di euro che si potrebbero investire in produzioni eco-compatibili per la salvaguardia del paesaggio, della salute e della felicit&#224; di chi abita nel nostro territorio. Il fatto che recenti statistiche dimostrino per il nostro territorio una percentuale eguale agli altri non scagiona affatto le cementerie che ogni anno scaricano in atmosfera tonnellate di polvere ed altre sostanze inquinanti. Riteniamo infine che il ricatto occupazionale non funzioni. Poco meno di cento dipendenti possono venire ricollocati, nell'arco di qualche anno, nel territorio. Nel nuovo ospedale unico, ad esempio, che sorger&#224; entro breve a Schiavonia. E' necessario un tavolo occupazionale della Bassa Padovana che riunisca tutti i soggetti interessati per elaborare e programmare l'economia futura della nostra area e la salvaguardia occupazionale dei suoi residenti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; IL MATTINO DI PADOVA VENERD&#204;, 25 FEBBRAIO 2011&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Soluzione di buon senso proposta dal giudice Giuseppe Di Nunzio: tutti i ricorsi saranno esaminati insieme&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Tar decider&#224; il cinque maggio&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Subito l'udienza nel merito in cambio del ritiro delle richieste di sospensiva&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;FRANCESCA SEGATO&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. La sospensiva non &#232; arrivata, ma nemmeno il disco verde al revamping. Il Tar del Veneto ha optato, ieri mattina, per un rinvio &#171;di buon senso&#187;: la complessa questione del revamping Italcementi si discuter&#224; direttamente nel merito, a partire dall'udienza fissata per il 5 maggio. Nel frattempo, le parti si impegnano a non alterare lo stato dei luoghi. In ballo, ieri mattina, c'era la richiesta di sospensiva avanzata dai Comuni di Baone ed Este. Il loro ricorso contesta la legittimit&#224; della convenzione tra Parco, Comune di Monselice e Italcementi, che li ha tagliati fuori. Il presidente della terza sezione del Tar, Giuseppe Di Nunzio, ha esordito ricordando che sullo stesso argomento sono gi&#224; stati presentati altri ricorsi, ovvero quelli dei comitati. Vista la complessit&#224; della materia e l'importanza della questione, la proposta &#232; stata di affrontarla direttamente nel merito. Il giudice ha quindi proposto alle parti di fissare un'udienza ravvicinata per la discussione, evitando di affrontare le istanze di sospensiva. Tutti i ricorsi presentati contro il revamping, quindi anche quelli dei comitati, saranno unificati in un unico procedimento. Dopo una breve discussione, la proposta &#232; stata accolta da entrambe le parti. &#171;Di conseguenza i Comuni hanno ritirato la richiesta di sospensiva - spiega Paolo Neri, legale dei Comuni - La proposta alternativa che &#232; stata avanzata &#232; per noi ricorrenti la soluzione ottimale, perch&#233; consentir&#224; in tempi ragionevoli di discutere nel merito&#187;. Cosa comporter&#224; tutto ci&#242; per il revamping? Dal punto di vista amministrativo, l'iter potr&#224; andare avanti normalmente. Dal lato pratico, invece, le parti si sono impegnate a non alterare lo stato dei luoghi fino alla data dell'udienza. Un impegno messo anche a verbale. I lavori, dunque, non potranno iniziare. Ma probabilmente non sarebbero partiti comunque, visti i tempi tecnici che ancora occorrono per terminare l'iter (dal rilascio dell'Autorizzazione integrata ambientale della Provincia, al permesso comunale di costruire). Con questa svolta, i ricorsi contro il revamping potranno approdare a una decisione univoca, in tempi brevi. E' possibile che la sentenza di primo grado arrivi gi&#224; prima dell'estate. Il 5 maggio la causa sar&#224; discussa, relatore il giudice Marco Morgantini, e il giorno stesso arriver&#224; la decisione. L'esito per&#242; non sar&#224; noto fino a quando non sar&#224; depositata la sentenza.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;LE REAZIONI&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una decisione che accontenta tutte le parti &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Favorevoli o contrari al revamping, tutti accolgono positivamente la prospettiva di una decisione univoca, e in tempi stretti. &#171;Sono soddisfatto, perch&#233; nel giro di poche settimane avremo un tribunale che si pronuncer&#224; nel merito&#187; &#232; il commento del sindaco di Baone, Francesco Corso. &#171;Per quanto riguarda la convenzione, non credo ci saranno sorprese. Il nostro avvocato ha esibito persino il parere della commissione Via provinciale, fatto proprio dalla giunta provinciale, che raccomanda l'adozione di convenzioni anche con i Comuni di Este e Baone, come prescritto dal Piano ambientale del Parco&#187;. &#171;Il Tar ha riconosciuto che le nostre posizioni meritano di essere valutate attentamente - afferma anche il sindaco di Este Giancarlo Piva - Ora attendiamo fiduciosi il 5 maggio, consapevoli che stiamo difendendo la nostra dignit&#224; di essere parte di una trattativa che non pu&#242; riguardare solo Monselice&#187;. Ma si dichiara soddisfatto anche il sindaco di Monselice Francesco Lunghi: &#171;La decisione non mi dispiace - esordisce - Sono contento che intanto possa andare avanti l'iter amministrativo e spero che il 5 maggio la questione sar&#224; chiusa. Mi auguro che vengano respinti i ricorsi, e se questo accade che i comitati si fermino, e non succeda come nel caso dell'ascensore&#187;. &#171;Ancora una volta siamo nell'attesa che il progetto di revamping sia bloccato&#187; constata invece l'onorevole Paola Goisis, che ribadisce la sua ostilit&#224;. &#171;Il Tar ha precisato che nulla osta alla conclusione dell'iter autorizzativo del revamping dello stabilimento di Monselice&#187; precisa invece l'azienda in una nota. Italcementi sottolinea anche come &#171;i dati diffusi ieri dalla Usl 17 escludano una qualsiasi variazione negativa sugli indici di mortalit&#224; nelle aree prese in esame per effetto dell'attivit&#224; dei cementifici&#187;. &#171;Quanto abbiamo sempre auspicato &#232; proprio che l'autorit&#224; giudiziaria analizzi la congruit&#224; delle scelte operate dai vari soggetti coinvolti - rimarcano dal canto loro i comitati E Noi? e Lasciateci respirare - Finalmente avremo una sede appropriata per evidenziare tutte le anomalie che a nostro avviso hanno caratterizzato l'iter di questo progetto&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; IL MATTINO DI PADOVA GIOVED&#204;, 24 FEBBRAIO 2011&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il sindaco di Monselice su tumori e cementifici&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;Ecco dimostrato che &#232; falso ci&#242; che sostengono i comitati&#187; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. &#171;I fatti sono una cosa, le opinioni un'altra: i fatti, in questo caso, sono testimoniati dalla nostra Usl&#187;. Per il sindaco Francesco Lunghi e il vice Gianni Mamprin l'indagine presentata dall'azienda sanitaria smorza ogni polemica sul tema dell'inquinamento nel Monselicense e in genere nell'area dei cementifici: &#171;L'analisi dice senza ombra di dubbio che il territorio di Monselice &#232; del tutto in media con le altre zone dell'Usl 17 per quel che riguarda le morti da tumore - sottolinea Lunghi - Il dato &#232; addirittura in linea con la media di tutto il Veneto&#187;. Ecco dunque che il sindaco si toglie qualche sassolino dalle scarpe: &#171;Nell'ultimo anno abbiamo dovuto subire costantemente la propagazione di un messaggio, veicolato da alcune forze politiche e da alcuni comitati, che sensibilizzava in maniera negativa l'opinione pubblica, tentando di far passare il messaggio secondo cui la presenza di cementifici nel nostro territorio coincideva con un numero di morti da tumore maggiore rispetto alle altre zone: non &#232; vero!&#187;. Lunghi porter&#224; questi dati nel Consiglio comunale del 4 marzo e poi alla conferenza dei sindaci dell'Usl 17 da lui presieduta. &#171;Le paure agitate da questi ambientalisti di professione sono del tutto infondate - aggiunge Mamprin - Mi auguro che i comitati si rallegrino di questo e che dicano semplicemente, alla popolazione &#8220;Scusate, abbiamo sbagliato&#8221;. Ma so che non sar&#224; cos&#236;, perch&#233; &#232; molto pi&#249; semplice diffondere paure che confrontarsi con proposte concrete sulle alternative, cosa che ovviamente n&#233; i comitati n&#233; i politici che si ergono a loro guida hanno mai fatto&#187;. (n.c.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Malattie cardiovascolari, killer n&#186;1&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sono responsabili di quattro decessi ogni dieci, altri tre sono per cancro &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;NICOLA CESARO&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Era un documento atteso da anni. Un'indagine che fa chiarezza su tante problematiche, smorza alcune polemiche ma ne riaccende inevitabilmente altre: si tratta dello studio sulla mortalit&#224; nella Bassa Padovana che arriva a distanza di 12 anni dall'ultimo realizzato nel 1999. E' stato redatto dall'Usl 17 esaminando l'arco di cinque anni (2004-2008) e sommando i decessi di residenti avvenuti sia all'interno del territorio che al di fuori (ad esempio all'ospedale di Padova). E' stato presentato ieri dai vertici dell'azienda sanitaria. La popolazione. I residenti nell'Usl 17 sono aumentati di molto nell'ultimo decennio: dai 177.838 del 1999 ai 184.906 del 2009. E' una popolazione mediamente vecchia: il rapporto percentuale tra i cittadini oltre i 65 anni e quelli fino ai 14 fa emergere come l'area Estense-Montagnanese (163,9%) sia molto pi&#249; &#171;vecchia&#187; rispetto a quella Conselvana-Monselicense (149,7%). L'indice pi&#249; alto di vecchiaia va ad Anguillara Veneta (213,5), quello pi&#249; basso a Sant'Elena (94,8). La mortalit&#224;. Il tasso di mortalit&#224; &#232; in linea con quello regionale a partire dal 2006. Prima il tasso era del 5% pi&#249; alto rispetto a quanto avveniva in media nel Veneto. I decessi registrati nel 2008 sono stati 1.815, nel 2007 1.800 e nel 2006 &#171;solo&#187; 1.681. L'et&#224; media di vita &#232; di 74,6 anni per gli uomini e di 81,7 anni per le donne, dato in linea con quello regionale. Cresce l'aspettativa di vita delle donne: nel 2005 l'et&#224; di decesso era in media a 81,2 anni, nel 2008 invece era salita a 82,6. La causa principale: malattie cardiovascolari. Le cause principali di morte nella Bassa Padovana rimangono le malattie cardiovascolari: il 41,4% del totale. Ogni mille abitanti, almeno 8 persone ogni anno passano a miglior vita per questo. Si parla dunque di almeno 743 decessi, colpa (fra l'altro) di alimentazione scorretta, abuso di alcolici, fumo, scarso esercizio fisico e stress. Il peso dei fattori ambientali (inquinamento, per esempio) nelle malattie del sistema cardiocircolatorio incide invece pochissimo. Il dato registrato nell'Usl 17 &#232; peraltro nettamente pi&#249; alto rispetto a quello medio regionale. I tumori. A sorpresa, la Bassa Padovana non presenta dati anomali rispetto al panorama regionale. Ogni anno muoiono 547 persone a causa di tumori, il 31% del totale, 5.8 cittadini ogni mille. Esattamente come in qualsiasi altra parte del Veneto. La ricerca non ha evidenziato quali siano le neoplasie che provocano pi&#249; morti, ma ha indagato un altro fattore, quello geografico: non esistono particolari variazioni tra i decessi per tumori tra un'area e l'altra. I morti per tumore di Barbona si equivalgono in percentuale, pescando a caso, a quelli di Casale di Scodosia, di Carceri, di Baone, di Este, di Bagnoli, ma anche di Monselice, Conselve, Agna e Battaglia. Le altre cause. Il 5,2% delle morti &#232; dovuto a malattie legate al sistema respiratorio, che causano dunque 100 morti all'anno. Altri 80 periscono per patologie all'apparato digerente. Il decesso per disturbi psichici tocca 0,8 persone su mille, quello per malattie endocrine 0,6, per malattie al sistema nervoso 0,5: questi tre fattori causano rispettivamente 66, 54 e 52 morti all'anno. Le morti violente. Incidenti, traumi ed avvelenamenti causano 65 morti all'anno. E' curioso notare come, nel totale dei decessi, questo tipo di cause tocchi il 4,9% dei maschi e &#171;solamente&#187; il 2,5% delle femmine. Ancor pi&#249; curioso &#232; vedere come in certe zone questa percentuale sia molto pi&#249; alta rispetto alla media regionale: &#232; il caso, tra gli altri, di Megliadino San Fidenzio, San Vitale, Saletto, Santa Margherita d'Adige, Baone, Lozzo Atestino, Este, Sant'Elena, Monselice, Anguillara e Candiana.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt; Italcementi, il giorno del giudizio&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Este e Baone chiedono di bloccare il progetto: non siamo stati consultati &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un percorso tortuoso che ha visto nel sindaco il convinto sostenitore dell'investimento di Italcementi&lt;/p&gt; &lt;p&gt;FRANCESCA SEGATO&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Sar&#224; discussa oggi, al Tar del Veneto, la richiesta di sospensiva avanzata dai Comuni di Este e Baone, rappresentati dagli avvocati Paolo Neri di Padova e Francesco Maria Curato di Venezia. In realt&#224;, &#232; probabile che la decisione non sia immediata. Oggi le parti esporranno le proprie ragioni, ma l'esito si dovrebbe conoscere tra un paio di giorni. &#171;Fermiamoci e discutiamo&#187; &#232; quello che hanno chiesto, in tutte le salse e in tutti i modi, i due sindaci Corso e Piva, in questi mesi. &#171;Discutiamo pure, ma senza fermare il revamping&#187; diceva invece il fronte del s&#236;. Tradotto: imporre altri 30 anni di cementificio in un territorio vincolato a Parco, si fa e basta, su tutto il resto possiamo anche discutere. Per capire quanto poco dialogo c'&#232; stato in questa storia, basta guardare la marcia di avvicinamento al revamping. Una marcia a tappe forzate, con una decisione gi&#224; presa nel carteggio &#171;privato&#187; tra il sindaco di Monselice Francesco Lunghi e l'ingegner Carlo Pesenti. Alla prima prova del voto, la maggioranza affossa il revamping. Sono 27, con Monselice 28, le amministrazioni comunali che si schierano contro il progetto: o meglio, chiedono di poterne parlare. Invece, del revamping non si deve discutere. Se la maggioranza del consiglio comunale &#232; contraria, si cambia la composizione del consiglio. E se, al Parco, la Commissione Tecnica dice di no, i pareri si aggirano con una convenzione: il revamping si pu&#242; fare, basta che lo stabilimento duri &#171;solo&#187; altri 30 anni. L'azienda, pubblicamente, ne aveva chiesti 20, ma il sindaco e la presidente del Parco hanno voluto essere pi&#249; generosi. Poi sulla convenzione si &#232; abbattuta la scure del dirigente per i Beni culturali: 30 anni sono troppi. Facciamo 28. Tanta &#232; la fretta di firmare questa convenzione, che Lunghi e la Matteazzi si incontrano col direttore tecnico di Italcementi appena poche ore dopo il via libera del consiglio. Poi scoprono che la delibera non era ancora esecutiva, per cui devono incontrarsi un'altra volta e rifirmarla di nuovo. La corsa &#232; per salvare il maxi investimento da 160 milioni, con tutti i riflessi occupazionali del caso. Chi si permette di notare che una torre da 110 metri &#232; un po' inadatta, di fronte alla tomba del Petrarca, si becca un altro sconto, 89. E sempre in tempi di crisi, anche se la legge del Parco, il Piano Ambientale, dice chiaramente che le cementerie sono &#171;incompatibili&#187;, non si pu&#242; andar troppo per il sottile. &#171;Ma per noi anche il lavoro deve esistere all'interno delle regole che sono a tutela degli interessi di tutti -osserva Silvia Mazzetto, presidente del comitato E Noi?-. Perci&#242; se questo progetto non &#232; consentito dalla legge, &#232; la propriet&#224; che colpevole di non aver tutelato i propri lavoratori, non i cittadini che difendono il proprio diritto di vivere in un territorio pi&#249; sano e che ritengono di avere anche il diritto di sfruttarne al meglio le risorse che la natura ci offre&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'APPELLO &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Caro &#171;mattino&#187;, bisogna dialogare e tornare in sintonia col territori&lt;/strong&gt;o&lt;/p&gt; &lt;p&gt;francesco miazzi - CONSIGLIERE COMUNALE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Caro direttore, oggi il Tar &#232; chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva avanzata dai Comuni di Este e Baone, arbitrariamente esclusi da tutto il procedimento che ha portato alla convenzione siglata dalla multinazionale con il Parco Colli e il Comune di Monselice. La norma che considera questi Comuni, insieme ad Arqu&#224; Petrarca, come enti interessati &#232; esplicita. Il ricorso al Tar non sarebbe stato necessario se a guidare queste scelte ci fosse stato il buonsenso che consigliava fin da subito un coinvolgimento ampio, per una scelta che di fatto consegna per almeno altri 30 anni, il futuro del territorio ai cementieri. A prescindere dalla sentenza di oggi, a cui seguiranno altre sentenze con tempi e direzioni non prevedibili, s'impone a tutti la necessit&#224; della riapertura di un ragionamento complessivo sul futuro delle cementerie, sulle scelte economiche e ambientali strategiche, realmente in grado di coniugare reddito e ambiente, posti di lavoro e tutela della salute. Il sindaco si dimostri rappresentante di tutti i cittadini e non solo di una parte. Italcementi comprenda che non potr&#224; sopravvivere senza il consenso del territorio. Il sindacato non si riduca a un consiglio di fabbrica corporativo, non ceda al ricatto occupazionale e lotti per i diritti (e la salute) di tutti i lavoratori compresi quelli che aderiscono ai comitati. Se imbocchiamo questa strada, possono tornare sul tavolo proposte e progetti in sintonia con le finalit&#224; del Parco Colli, capaci di assorbire e rilanciare i livelli occupazionali. Leggendo in questi giorni la sequela di interventi coordinati dei fautori del revamping si confermano le linee guida che hanno caratterizzato da mesi questa possente campagna mediatica. Primo: il persistente tentativo di delegittimazione delle figure pi&#249; esposte contro il progetto. Secondo le azioni legali per centinaia di migliaia di euro! Terzo, il ricatto occupazionale che in tempo di crisi ha un effetto allucinogeno tale da impedire la razionalit&#224; dei ragionamenti di lungo periodo. Infine le garanzie per l'impatto ambientale: non si useranno, dicono, rifiuti e la torre sar&#224; pi&#249; bassa cos&#236; che in pochi giorni, non si comprende su quale base tecnica, si &#232; passati dal 50 al 75% di abbattimento degli inquinanti e persino alla costruzione di un'agenzia per lo sviluppo sostenibile. I cittadini di questo territorio non hanno bisogno che qualcuno ricordi come purtroppo stanno le cose. In questo contesto risultano incredibili anche le esternazioni degli stessi esponenti politici che in 12 anni di amministrazione locale non sono riusciti a gettare le basi per un ragionamento serio sul futuro e a negoziare con tutte le parti in causa. Medici-amministratori relegano la salute all'ultimo posto fingendo di ignorare che questi impianti inquinano da soli come decine d'inceneritori di rifiuti. Torniamo, quindi, ad un tavolo in grado di fornire proposte e progetti in sintonia con le finalit&#224; del Parco Colli e capaci di assorbire e rilanciare i livelli occupazionali: diversamente, come la storia ancor oggi ci insegna, &#171;E' difficile ridurre all'obbedienza chi non ama comandare&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;I COMMENTI &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il Comune di Este
pensi a Zillo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Ho letto in questi giorni una notizia che mi ha lasciato veramente sorpreso: il comune di Este ha presentato ricorso contro il Revamping della cementeria di Monselice. Con i soldi nostri, il sindaco di Este va ad agire sulla cementeria di Monselice? Ma con quale faccia, dopo che in tutti questi anni il comune di Este non ha mai fatto niente per abbassare le emissioni di CementiZillo? io non mi ricordo di un solo intervento fatto da Zillo su sollecitazione dell'amministrazione. Scusate la sfogo ma davvero mi chiedo come si possa amministrare il comune in questo modo.
Roberto Rosso Este&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Meno male che
ci sono i Comitati&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; La lettera dell'assessore Fabio Conte al mattino merita alcune osservazioni. Certamente &#232; noto a tutti che il fronte del no al Revamping &#232; costituito da poche persone: i soliti noti che da sempre si oppongono a tutto, mentre l'attuale assessore provinciale, Conte, ha sempre detto di s&#236; a tutto (bruciare farine animali, bruciare pneumatici, costruire un ascensore, devastando la Rocca, ecc.). E' per l'impegno dei soliti noti se la citt&#224; di Monselice non ha subito scelte devastanti nel recente passato. Mentre i politici di professione (pensavamo tutti che fossero medici!) hanno assecondato gli interessi pi&#249; retrivi e ottusi. All'assessore Conte va ricordato che la maggioranza consigliare, cui si riferisce, &#232; stata conquistata con accorte sostituzioni nel consiglio, che si era espresso in primavera 2010 contro il revamping. Sulla qualit&#224; e sulla correttezza delle procedure, poi, forse non tutto &#232; cos&#236; chiaro: basta ricostruire come sono rimaste inascoltate le indicazioni degli organi tecnici del Parco, per rendersi conto che forse siamo lontani dalla buona amministrazione. La democrazia &#232; la volont&#224; della maggioranza, ma solo se esercitata nel rispetto della legge! Un'osservazione sugli opportunismi leghisti: opposizione al revamping, per cavalcare il consenso a Monselice, ma astensione nel momento decisionale in Provincia; e cos&#236; pure sull'inceneritore di pollina a Motta d'Este (opposizione al progetto a livello cittadino e approvazione a livello regionale). Lega senza attributi, supina alle logiche del potere, non interessata a difendere gli interessi locali. Speriamo che i soliti noti continuino a difendere la citt&#224; dalle procedure amministrative poco trasparenti e continuino a opporsi alle scelte devastanti per il territorio. Grazie ai Comitati &#171;E noi?&#187; e &#171;Lasciateci respirare&#187;, grazie ai molti cittadini che non si arrendono alle logiche di prepotenza, per un rispetto solidale della vita e dei beni di tutti noi.
Francesco Bussi consigliere comunale di Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tante proteste
poche proposte&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Caro direttore, sono passati diversi mesi da quando l'assessore Gianni Mamprin ha pubblicamente chiesto ai comitati di presentare delle alternative concrete sul piano occupazionale al Revamping. Da allora, i comitati ambientalisti hanno sempre e solo risposto con accuse (senza mai provarle), facendo disinformazione ma senza mai -e dico mai- presentare una sola proposta vera e concreta che indicasse una strada per assumere anche una piccolissima parte dei lavoratori che sarebbero disoccupati se il revamping non si facesse e se italcementi decidesse di ritirare la sua presenza a Monselice. Seguo da vicino l'amministrazione -pur non facendone parte- e sto comprendendo quanto sia difficile trovare soluzioni concrete ai problemi: chi invece non ha nessuna responsabilit&#224;, pu&#242; permettersi di dire di tutto, tanto non sar&#224; chiamato a rispondere di quello che fa o che dice. Se il Tar dovesse fermare il procedimento e stoppare il revamping, per la nostra zona sarebbe una cosa grave.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;FABRIZIO GRIGOLETTO&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;Caro direttore&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oggi il TAR &#232; chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva avanzata dai Comuni di Este e Baone, arbitrariamente esclusi da tutto il procedimento che ha portato alla convenzione siglata dalla multinazionale con il Parco Colli e il Comune di Monselice.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La norma che considera questi Comuni, insieme ad Arqu&#224; Petrarca, come enti interessati &#232; esplicita. Il ricorso al TAR non sarebbe stato necessario se a guidare queste scelte ci fosse stato il buonsenso che consigliava fin da subito un coinvolgimento ampio, per una scelta che di fatto consegna per almeno altri 30 anni, il futuro del territorio ai cementieri.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A prescindere dalla sentenza di oggi, a cui seguiranno altre sentenze con tempi e direzioni non prevedibili, s'impone a tutti la necessit&#224; della riapertura di un ragionamento complessivo sul futuro delle cementerie, sulle scelte economiche e ambientali strategiche, realmente in grado di coniugare reddito e ambiente, posti di lavoro e tutela della salute. Il Sindaco si dimostri rappresentante di tutti i cittadini e non solo di una parte. Italcementi comprenda che non potr&#224; sopravvivere senza il consenso del territorio. Il Sindacato non si riduca a un consiglio di fabbrica corporativo, non ceda al ricatto occupazionale e lotti per i diritti (e la salute) di tutti i lavoratori compresi quelli che aderiscono ai comitati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Leggendo in questi giorni la sequela di interventi coordinati dei fautori del revamping si confermano le linee guida che hanno caratterizzato da mesi questa possente campagna mediatica. Primo: il persistente tentativo di delegittimazione delle figure pi&#249; esposte contro il progetto. Secondo le azioni legali per centinaia di migliaia di euro! Terzo, il ricatto occupazionale che in tempo di crisi ha un effetto allucinogeno tale da impedire la razionalit&#224; dei ragionamenti di lungo periodo. Infine le garanzie per l'impatto ambientale: non si useranno, dicono, rifiuti e la torre sar&#224; pi&#249; bassa cos&#236; che in pochi giorni, non si comprende su quale base tecnica, si &#232; passati dal 50 al 75% di abbattimento degli inquinanti e persino alla costruzione di un'agenzia per lo sviluppo sostenibile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I cittadini di questo territorio non hanno bisogno che qualcuno ricordi come purtroppo stanno le cose. In questo contesto risultano incredibili anche le esternazioni degli stessi esponenti politici che in 12 anni di amministrazione locale non sono riusciti a gettare le basi per un ragionamento serio sul futuro e a negoziare con tutte le parti in causa. Medici-amministratori relegano la salute all'ultimo posto fingendo di ignorare che questi impianti inquinano da soli come decine d'inceneritori di rifiuti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oltretutto, sentire un Sindaco che di fronte a un &#8220;abuso edilizio in un sito sottoposto a vincolo paesistico nonch&#233; di distruzione di bellezze ambientali e culturali&#8221; collegati ai lavori dell'ascensore nella Rocca, critica la magistratura che l'ha bloccato anzich&#233; chi ha commesso l'illecito, non rappresenta certo una buona premessa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Torniamo, quindi, ad un tavolo in grado di fornire proposte e progetti in sintonia con le finalit&#224; del Parco Colli e capaci di assorbire e rilanciare i livelli occupazionali: diversamente, come la storia ancor oggi ci insegna, &#8220;E' difficile ridurre all'obbedienza chi non ama comandare&#8221;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Francesco Miazzi &#8211; Consigliere Comunale&lt;/p&gt; &lt;p&gt;23-02-2011&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; IL MATTINO DI PADOVA 23-02-11&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Fertilit&#224;, medaglia d oro a Piombino&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fabiana Pesci&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Sar&#224; l'aria, sar&#224; l'acqua, o forse una congiuntura geografica poco propizia. Ma vivere a Monselice pare non favorisca la paternit&#224;. Numeri alla mano, i diciottenni cresciuti all'ombra della Rocca possono contare su quasi un quarto di spermatozoi in meno rispetto ai colleghi di Piombino Dese. Il centro di Crioconservazione dei gameti maschili dell'azienda ospedaliera ha costruito la mappa tutta padovana della fertilit&#224;: provincia batte citt&#224; cinque a due, l'alta padovana supera ogni record. Oltre ai giovani monselicensi, solo i diciottenni aponensi hanno parametri seminali inferiori al padovano doc. Ecco il podio della fertilit&#224;: medaglia d'oro a Piombino Dese, argento ai ragazzi di Piove di Sacco, bronzo ai giovani di Este. Motivo della classifica? Carlo Foresta, ordinario di Patologia clinica, ha verificato se l'ambiente di vita dei giovani pu&#242; influenzare la loro spermatogenesi. &#171;I risultati - spiega Carlo Foresta, direttore del centro di Crioconservazione - hanno dimostrato che la concentrazione e il numero di spermatozoi variano a seconda della residenza: pi&#249; alti in periferia e in campagna, pi&#249; bassi in citt&#224; e nelle aree centrali&#187;. I ricercatori hanno evidenziato come nell'area metropolitana (Padova, Cadoneghe e Abano terme) la quantit&#224; di spermatozoi risulti in media 58 milioni per millilitro, con una concentrazione totale di 138 milioni. Numeri completamente diversi registrati in periferia. Vivere in campagna fa bene alla paternit&#224;: il numero di spermatozoi aumenta a mano a mano che ci si allontana dalla citt&#224;. Tra i 66 ed i 68 milioni per millilitro a Piombino Dese, con una concentrazione che pu&#242; toccare 175 milioni. Ottimi &#171;padri potenziali&#187; anche i ragazzi del Piovese: tra i 54 ed i 66 milioni per millilitro, concentrazione totale fino a 160 milioni di spermatozoi. A portare alto il vessillo della fertilit&#224; maschile nella bassa padovana i giovani di Este che, pur lontani dalla performance di Piombino Dese, si attestano ad un discreto 65 milioni di spermatozoi per millilitro. &#171;La situazione dell'area metropolitana - continua Foresta - &#232; riconducibile all'inquinamento pi&#249; elevato: da tempo, anche se non facilmente dimostrabile, &#232; riportato in letteratura che lo smog influenza negativamente la spermatogenesi&#187;. Ecco spiegato il motivo per cui, Monselice a parte, Padova citt&#224; &#232; maglia nera della fertilit&#224;. &#171;Non risulta chiara la condizione della citt&#224; della Rocca - conclude Foresta - su questa sar&#224; necessario approfondire l'indagine e capire le ragioni&#187;. Assodato che le padovane che vogliano allargare la famiglia debbano puntare sui ragazzi di periferia, il centro di Crioconservazione ha stilato l'identikit del candidato ideale alla paternit&#224;. Obiettivo puntato sulla temperatura delle parti intime, dalla quale dipende la fertilit&#224;: questo tema sar&#224; trattato nel convegno ad Abano il 25 ed il 26 febbraio. Un buon candidato alla paternit&#224; non &#232; obeso, usa boxer e non slip, non si piazza il computer sulle ginocchia per troppo tempo e non sta seduto a una scrivania ore su ore, come non si affanna sulla cyclette. Una curiosit&#224;: pausa caff&#232; e pausa pranzo non danno solo sollievo allo spirito, ma anche alla temperatura delle parti intime.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sar&#224; uno degli impianti pi&#249; sostenibili del pianeta&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'accordo siglato da Italcementi con le organizzazioni sindacali Cgil e Cisl e con le Rsu aziendali rappresenta una svolta importante nei rapporti tra impresa e lavoratori. Non solo per Monselice, ma a livello di cultura d'impresa. Per la prima volta i lavoratori diventano protagonisti, insieme all'azienda, di un percorso di miglioramento della sostenibilit&#224; ambientale dell'attivit&#224; industriale, che sar&#224; consentito dal revamping dell'impianto con l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, al quale si affiancher&#224; il coinvolgimento quotidiano dei lavoratori nel controllo sugli impatti ambientali del cementificio e la bont&#224; dei risultati ottenuti. Italcementi ha nel suo Dna la ricerca del dialogo e del coinvolgimento delle maestranze nelle scelte importanti che caratterizzano il suo modo di fare impresa. Da dieci anni, ad esempio, tutti i lavoratori sono chiamati a essere parte attiva nel progetto &#171;Zero infortuni&#187;, che ha portato a un drastico calo degli incidenti. L'impianto, grazie alle migliori tecnologie disponibili e ad alcune innovazioni sviluppate e brevettate proprio da Italcementi, avr&#224; livelli emissivi talmente contenuti da fare della cementeria di Monselice una delle pi&#249; sostenibili del pianeta. Come sottoscritto nell'accordo siglato luned&#236; con i sindacati e le Rsu, si manterr&#224; infatti la concentrazione di ossidi di azoto nelle emissioni dal nuovo forno entro il valore medio annuo di 200 mg/Nm3. Si ridurr&#224; il flusso di massa annuale di macroinquinanti (polveri+ossidi di azoto+ossidi di zolfo+ammoniaca) a un quarto del valore attuale. Inoltre le emissioni inquinanti, anche nei momenti di avviamento, fermata e sottocarico saranno oggetto di monitoraggio in continuo e rientreranno nel calcolo del flusso emissivo annuale. Ed infine, nell'ottica della trasparenza che caratterizza l'operato di Italcementi, i valori saranno pubblicati in rete.
Edoardo Giudiceandrea Responsabile Direzione tecnica Italcementi&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La sospensiva farebbe chiudere le aziende
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Giovanni Camozza Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si sta avvicinando il momento della prima pronuncia del Tar e tante aziende che stanno aspettando con ansia l'inizio dei lavori del revamping, sono con il fiato sospeso. Conosco almeno 5-6 artigiani e piccoli imprenditori che sono in difficolt&#224; per il calo degli ordinativi, e si sono gi&#224; recati a Italcementi per presentarsi, hanno inoltrato curriculum confidando in quello che &#232; stato detto a pi&#249; riprese, e cio&#232; che una volta che il progetto per il revamping partir&#224;, circa il 50% della somma necessaria all'ammodernamento (quindi circa 80 milioni) verr&#224; commissionato ad aziende del territorio. E' difficile, per chi non &#232; abituato a convivere con la quotidiana ricerca di commesse, capire quanto sia importante per un artigiano e/o per un piccolo imprenditore avere la prospettiva o almeno la speranza di una grande mole di lavoro che verr&#224; commissionata in citt&#224;: questa prospettiva, questa speranza, spingono ad andare avanti, a tenere duro nell'attesa di tempi pi&#249; favorevoli. Credo davvero che se il Tar concedesse la sospensiva e la prospettiva dell'inizio dei lavori si spostasse in avanti nel tempo, qualcuna di queste aziende - privata di speranze - potrebbe cedere alla tentazione di chiudere. Mi auguro che questo non accada perch&#233;, checch&#233; ne dicano gli ambientalisti, alternative concrete a questo tipo di sviluppo, nella nostra zona, adesso non ce ne sono.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Spero non ci sia un altro caso-ascensore&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Francesco Lunghi sindaco di Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con l'approssimarsi della decisione del Tar sul ricorso presentato dai comuni di Este e di Baone, sono tornate a moltiplicarsi le prese di posizione e gli attacchi del fronte del &#171;No&#187;, ancora molto attivo nel diffondere informazioni fuorvianti. Vorrei ricordare brevemente i risultati ottenuti grazie all'azione dell'amministrazione: 1) La definizione, per la prima volta, di una data certa di cessazione dell'attivit&#224; dello stabilimento. Al termine della convenzione stipulata, l'area verr&#224; bonificata a cura di Italcementi e riconsegnata alla citt&#224;. 2) Il mantenimento dei posti di lavoro e l'assicurazione che circa 80 milioni di euro verranno spesi, nei prossimi due anni, in aziende del territorio durante i lavori di ristrutturazione della cementeria 3) La garanzia dell'abbattimento delle emissioni di almeno il 50% e la certezza che nello stabilimento di Monselice non verr&#224; mai utilizzato il combustibile da rifiuto. Tutto questo, in un quadro in cui molte aziende stanno delocalizzando: al contrario, Italcementi ha deciso di investire nel nostro territorio garantendo occupazione e ricchezza ancora a lungo per Monselice e la nostra zona. Questo progetto ha ottenuto il parere favorevole di Provincia, Sovrintendenza, Consiglio comunale, Parco Colli ed &#232; appoggiato da Unindustria, artigiani e sindacati. La mia speranza &#232; che non si verifichi da parte del Tar uno stop ai lavori, che sarebbe gravissimo per il territorio: la mia paura &#232; che si verifichi un altro caso ascensore della Rocca, una pagina tristissima per la nostra citt&#224; che ha subito e sta subendo un danno gravissimo a causa di un ricorso presentato da chi, non accettando la sconfitta politica, si rifugia nelle carte bollate.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quest intervento serve alla ripresa economica
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Andrea Cardin Presidente mandamentale Upa Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Caro direttore, dir&#242; una cosa forse scontata, forse banale ma assolutamente vera: la ripresa delle nostre aziende passa per un aumento del fatturato, la crisi si sconfigge solo con nuovi investimenti e dando la possibilit&#224; alle imprese di lavorare, acquistare, assumere. In poche parole, le imprese artigiane che io rappresento possono uscire dal momento di difficolt&#224; solo se ci sono dei lavori da fare. Il Revamping, per il nostro territorio, pu&#242; rappresentare proprio questo: l'occasione, la strada maestra per uscire dalla crisi. Il protocollo d'intesa sottoscritto da Italcementi con il Comune e il Parco Colli, assicura che circa il 50% dei lavori necessari alla ristrutturazione, verr&#224; affidato ad aziende del territorio. Da dichiarazioni rese dai dirigenti di Italcementi, si dice che i lavori di ristrutturazione dovrebbero durare circa due anni. Visto che l'investimento &#232; di 160 milioni di euro, significa 80 milioni di lavori per le nostre imprese nei prossimi 2 anni, cio&#232; 40 milioni di euro all'anno: in un momento di crisi come questo, si tratta di una risorsa fondamentale, potrebbe essere proprio questa l'occasione che ci mette tranquilli per un discreto periodo di tempo e che ci potrebbe permettere di aspettare la ripresa generale dell'economia con una certa tranquillit&#224;. Ma questo sarebbe solo se il revamping partisse subito: in questa fase cos&#236; delicata per la nostra economia, ci potrebbero essere dei gravi problemi se il procedimento subisse dei rallentamenti. Non siamo in una situazione in cui ci si pu&#242; permettere di perdere tempo: noi vogliamo che Italcementi abbatta le emissioni, che migliori il suo impatto ambientale, che alla fine dei 28 anni di concessione bonifichi l'area e la restituisca alla comunit&#224; di Monselice. Ma, detto questo, vogliamo che il Revamping parta e parta subito, perch&#233; le aziende hanno spese ogni mese. Un ritardo di mesi metterebbe in difficolt&#224; moltissime delle nostre aziende.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; IL MATTINO DI PADOVA 22-02-2011&lt;/p&gt; &lt;p&gt;MONSELICE. Ulteriori obiettivi di abbattimento delle emissioni, fino al 75 per cento, e una commissione tecnica per il controllo del processo di produzione. Sono i punti sanciti nelle linee operative siglate nei giorni scorsi tra Rsu, Fillea Cgil e Filca Cisl, da una parte, e Italcementi dall'altra.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dopo le linee guida, sottoscritte a settembre, &#232; arrivata ora una definizione pi&#249; puntuale degli impegni. Prima di tutto, sulle emissioni: dovranno rispettare non solo i limiti di concentrazione massima previsti dalla legge, ma anche i limiti di flusso di massa annuo consentiti dalle migliori tecnologie disponibili. L'intesa fissa poi gli obiettivi &#8220;virtuosi&#8221; e volontari di abbattimento delle emissioni assunti da Italcementi, ulteriori alle prescrizioni obbligatorie di legge. Nel dettaglio, si parla di una riduzione del flusso di massa di polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo del 75% rispetto al valore attuale dell'impianto. Inoltre, nei momenti di avviamento, fermata e sottocarica del forno, le emissioni saranno monitorate in continuo e i valori, pubblicati in rete, rientreranno nel calcolo del flusso emissivo annuo. Infine, le emissioni di microinquinanti (dai metalli pesanti alle diossine) rientreranno nei limiti pi&#249; restrittivi previsti dalla normativa europea e recepiti in Italia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le parti hanno gi&#224; proposto agli enti locali l'istituzione di una commissione tecnica, con un tecnico nominato rispettivamente da Provincia, Arpav, Ulss, Sisal, Comune di Monselice e limitrofi, Parco Colli, associazioni e comitati, azienda e Rsu. Avr&#224; la competenza di definire i metodi di controllo delle emissioni e verificare i risultati ottenuti, oltre a esprimere parere preventivo su ogni modifica gestionale all'impianto e proporre azioni per il continuo miglioramento dell'impatto ambientale. (Francesca Segato)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;MONSELICE. Un'agenzia per sfornare progetti che possano produrre lavoro legato allo sviluppo sostenibile. &#200; un altro dei punti contenuti nelle linee operative siglate tra lavoratori, sindacati e Italcementi. &#8220;Al fine di promuovere la cultura dello sviluppo sostenibile ed il lavoro nell'area del Parco Colli _recita l'accordo_ la Rsu definir&#224; nei prossimi mesi un progetto per l'avvio di un'Agenzia territoriale con l'obiettivo di coinvolgere associazioni ed enti locali nell'elaborazione di progetti per la creazione di lavoro correlati allo sviluppo sostenibile dell'area, con l'impegno dell'azienda a contribuire al finanziamento del progetto&#8221;. In pratica, dovrebbe trattarsi di una struttura in grado di sviluppare progetti che si traducano poi in nuova occupazione &#8220;Si &#232; molto discusso delle ipotetiche alternative occupazionali _riassume Marco Benati, Fillea Cgil_ noi vogliamo essere propositivi, perch&#233; &#232; giusto che si cominci a ragionare di queste cose&#8221;. Sempre nell'ottica dello sviluppo sostenibile, il protocollo prevede anche i prodotti a Km zero in mensa e l'avvio di un gruppo di acquisto solidale tra i lavoratori. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; IL MATTINO DI PADOVA 21-02-2011&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il fronte del &#171;no&#187; semina ancora paura e disinformazione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fabio Conte Assessore della Provincia di Padova&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gentile direttore, il dibattito sul Revamping, anche grazie all'ospitalit&#224; del suo giornale, si &#232; sviluppato in lungo e in largo nel corso degli ultimi mesi. Ormai le posizioni in campo sono chiare, gli atti sono stati adottati e votati, il quadro &#232; definito. Come sempre accade in Italia, per&#242;, siamo tutti in attesa dei risultati della solita coda giudiziaria, con i consueti ricorsi che contraddistinguono ogni atto importante. Tuttavia, alla immediata vigilia della decisione del Tar, sono rispuntate le solite prese di posizione che oltre a dare informazioni non corrette, contribuiscono a seminare nella popolazione il sentimento della paura. Ecco perch&#233; mi trovo costretto a chiedere ancora un po' di spazio, per una sorta di &#8220;promemoria&#8221; che mi pare necessario, di fronte alla consueta opera di disinformazione del fronte del &#171;no&#187;. Il progetto Revamping &#232; stato approvato dal consiglio comunale (espressione della volont&#224; popolare per definizione) con 12 voti favorevoli contro 7 contrari (pi&#249; 2 astenuti), e ha superato l'attento vaglio e controllo di tutti gli organi preposti: il Parco Colli, la Regione (attraverso la Sovrintendenza) e la Provincia. Tutte le sigle sindacali si sono espresse a favore del progetto. La Confindustria ha fatto lo stesso, tanto che il &#8220;caso revamping&#8221; &#232; stato citato dal neo presidente proprio come esempio di aziende che vogliono innovare ma trovano assurdi ostacoli. Le due categorie che rappresentano gli artigiani nella nostra Provincia, cio&#232; l'Upa e la Cna, hanno sottoscritto un documento congiunto in cui chiedono l'approvazione (e anche in tempi rapidi) del progetto. Molti dei sindaci che nella primavera scorsa avevano sottoscritto il documento bollato come &#8220;anti-revamping&#8221;, alla luce dei fatti (cio&#232; dopo aver riscontrato la bont&#224; del progetto che abbatte significativamente le emissioni e l'assoluta assenza di alternative valide sul piano occupazionale) hanno mutato la loro posizione, dichiarandosi a favore. La realt&#224; &#232; che tutte le categorie produttive, i sindacati, la maggioranza del consiglio comunale, la Provincia, l'Ente Parco Colli, la Sovrintendenza, nelle forme e nei modi previsti, hanno dato il loro appoggio a questo progetto che migliorer&#224; l'impatto ambientale, salvaguarder&#224; l'occupazione, porter&#224; oltre 80 milioni di fatturato per le nostre imprese nei prossimi due anni. A questo progetto si oppongono in pochi, e sono le stesse persone che nel corso degli anni si sono sempre e comunque opposti a tutto, senza mai proporre un'alternativa. Dopo aver perso sul piano politico, ora tentano la via giudiziaria e seminano paure: ne risponderanno alla loro coscienza, ma per amor della verit&#224;, di fronte a certe falsit&#224; colossali, davvero non si pu&#242; tacere.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;CORRADO POLI ALL'ASSESSORE PROVINCIALE FABIO CONTE: PER AMORE DI VERIT&#192;!&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Amicus Plato, sed magis amica veritas! In riferimento alla lettera dell'assessore Conte sul presunto consenso al progetto Re-vamping di Italcementi non si pu&#242; non notare un errore sostanziale quando egli afferma che a Monselice il &#8220;progetto Revamping &#232; stato approvato dal consiglio comunale (espressione della volont&#224; popolare per definizione) con 12 voti favorevoli contro 7 contrari (pi&#249; 2 astenuti)&#8221;. Non importa che io sia favorevole o contrario al progetto, ma sicuramente non si pu&#242; pensare che la &#8220;volont&#224; popolare&#8221; (complicato concetto filosofico peraltro) sia rappresentata da un Consiglio comunale che nasce con la &#8220;furbata&#8221; di avere evitato apparentamenti ufficiali in modo da ridurre la rappresentanza dell'opposizione al solo 20% dei consiglieri a fronte di un consenso elettorale del 45%! Inoltre &#232; gi&#224; il premio di maggioranza attribuito alle liste che sostengono il candidato sindaco vincente ad alterare il principio della rappresentativit&#224; numerica del Consiglio Comunale, che gode solo di una rappresentanza solo politicamente legittima. Di conseguenza, se questa maggioranza &#8220;drogata&#8221; a termine di legge e a seguito di &#8220;furbata&#8221;, si riduce ulteriormente, non si pu&#242; accampare alcun principio di vera rappresentanza dei cittadini.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per questo motivo l'assessore Conte e il Sindaco dovrebbero scegliere altri argomenti per sostenere la legittimit&#224; delle loro scelte che &#8211; per quanto formalmente legittime &#8211; appaiono in evidente contrasto con la volont&#224; della maggioranza numerica dei cittadini, che in democrazia conta molto. I politici sensibili e con il senso delle istituzioni si appellano alla volont&#224; popolare cercando di comprenderla e rappresentarla nel concreto e non di usarla solo in modo formalistico e opportunistico. D'altra parte sta succedendo qualcosa di simile a livello nazionale con Berlusconi che rifiuta il voto nonostante la coalizione con cui si era presentato alle elezioni non sia pi&#249; la stessa che sostiene il suo governo. Cos&#236;, se i politici non sono in grado di rappresentare la volont&#224; popolare &#8211; concetto difficile che ogni volta che nomino mi s'arrovello nel dubbio, ma altri usano a cuor leggero &#8211; allora non resta che ricorrere alla legge e ai magistrati. D'altra parte lo stesso assessore Conte, che inopinatamente accusa i comitati (della maggioranza) della popolazione di ricorrere alla Magistratura per riaffermare la legge e la volont&#224; popolare, ha recentemente creduto di rivolgersi a essa per stabilire se la &#8220;volont&#224; popolare&#8221; aveva premiato lui o Padrin! Mala tempora currunt!&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Egregio Direttore,&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;replichiamo alla lettera dell'assessore Conte che ieri sul Mattino definiva i tanti cittadini che attraverso i comitati si sono mossi contro il Revamping le stesse persone che nel corso degli anni si sono sempre opposte a tutto senza mai proporre un'alternativa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Noi diciamo che ai comitati, in questoo caso, va la nostra solidariet&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Italia dei Valori &#232; stato ospitato pi&#249; volte sul vostro giornale e non si riconosce nell'idea che della questione ha dato l'assessore Conte: non &#232; andato affatto tutto cos&#236; liscio nell'iter di approvazione del nuovo impianto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non sono, come afferma Conte, i comitati che &quot;seminano la paura tra la popolazione&quot;, ma forse sono i comitati che seminano la paura tra i politici che il Tar possa dare ragione agli stessi circa un vizio nella procedura di adozione della decisione gestita tutta dagli amministratori del PDL e Lega, fermando cos&#236; un investimento che per decollare ha bisogno di certezze.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Chi ha seguito la storia sa che per ogni elemento positivo chiamato a favore del Revamping nell'articolo di luned&#236; dall'assessore Conte esiste nella storia di questa decisione il suo contrario.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ad una prima prova sul Revamping il consiglio comunale di Monselice si &#232; spaccato al punto che la sua stessa Giunta ha subito un rimpasto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Parco Colli, ha messo in campo una convezione tra Italcementi , comune di Monselice e Parco, ma non ha realizzato l'accordo di programma, n&#233; coinvolto nell'adesione alla Convenzione tutti i comuni del Parco interessati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Consiglio Provinciale ha visto i suoi assessori leghisti uscire dall'aula, al momento del voto della Via a fine dicembre.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sul parere paesaggistico che precedeva l'autorizzazione del Parco, con prot. 29007 del 2 novembre 2010 la soprintendenza per i beni paesaggistici per le province di Padova, Venezia e Belluno testualmente trasmetteva al suo soprintendente la seguente nota: la riduzione della qualit&#224; e delle relazioni visive che la realizzazione delle opere de quibus comporterebbe rispetto al paesaggio pianeggiante e i Colli circostanti, esprime parere negativo sugli interventi proposti in quanto la percezione di un elemento anomalo rispetto al paesaggio naturale e al paesaggio antropizzato verr&#224; gravata dalla realizzazione delle strutture in elevazione ricomprese nel progetto anche se mitigate da una calibrata colorazione degli impianti. Sarebbe viceversa auspicabile delocalizzare l'impianto esistente che &#232; gi&#224; di per s&#233; elemento detrattore del paesaggio...&#8221;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se &#232; vero che il Presidente di Confindustria neo-eletto ha dichiarato &#8220;anti-industriali&#8221; gli oppositori del Revamping, &#232; pur vero che l'ex presidente Rossi Luciani interrogato sullo stesso tema ha ricordato che nell'area del Valpolicella, a Verona dove si era parlato di costruire un cementificio si &#232; preferito scegliere di valorizzare il territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se &#232; vero che il lavoro &#232; stato offerto come merce di scambio per un Revamping cos&#236; poco voluto dai cittadini c'&#232; da dire che oggi non abbiamo risposte per i centottanta lavoratori del settore del turismo di Galzignano Terme. Ci ha davvero guadagnato il lavoro?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se siamo ancora a parlare dello stesso argomento, in questi toni, forse, nell'impostare il dibattito, la politica ha sbagliato bersaglio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Invece di perseguire lo sviluppo di un territorio dandogli un'identit&#224; &#8211; quella del Parco Colli - che, nel suo Piano ambientale dichiarava attivit&#224; incompatibili con le finalit&#224; del Parco i cementifici, la politica ha preferito non dire di no al colosso Italcementi, la quale da azienda privata investe facendo esattamente il suo mestiere, laddove invece la politica dovrebbe lavorare per costruire le visioni che ha inteso adottare per il suo territorio negli anni. Se &#232; in corso una guerra tra Italcementi e comitati, evidentemente &#232; perch&#232; gli strumenti legali oggi permettono in tema ambientale ai cittadini di potersi direttamente difendere laddove in qualche modo ha latitato la politica. Per questo l'assessore Fabio Conte dovrebbe scusarsi con i cittadini e non attaccare i comitati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il gruppo Italia dei Valori&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sabrina Di Napoli consigliere provinciale IDV&lt;/p&gt; &lt;p&gt;AntoNino Pipitone consigliere regionale IDV&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;COMUNICATO STAMPA(SEL-Bassa Padovana e Lista Civica Arcobaleno)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;SU REVAMPING ITALCEMENTI-MONSELICE
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Este&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Il neonato Circolo Sel Bassa Padovana, insieme alla Lista Civica Arcobaleno di Este, esprimono solidariet&#224; ai Comitati &quot;Lasciateci Respirare&quot; ed &quot;E Noi?&quot;, destinatari di una richiesta di risarcimento danni di &#8364; 160.000,00 da parte di Italcementi S.p.a. per asserita diffamazione oltrech&#232; alle amministrazioni del centro sinistra di Este e Baone che hanno manifestato la loro opposizione al revamping.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il nostro partito, assieme alla Civica, ritengono questa richiesta irricevibile da parte non solo dei Comitati ma anche di tutti i cittadini dell'area, i veri danneggiati dalla ingombrante e pericolosa presenza di una produzione che da decenni emette in aria tonnellate di inquinanti, come Pm10 ed altre sostanze.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Chiediamo alla Fillea-CGIL e alla Filca-CISL di prendere responsabilmente le distanze dalle direttive della multinazionale, chiedendo alla direzione di ritirare la citazione contro i comitati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Riteniamo infatti che solo cos&#236; si possa ricostruire un rapporto unitario tra operai e cittadini nella prospettiva di un diverso modello di sviluppo per il nostro territorio, non pi&#249; basato sulla cementificazione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Temiamo che le cementerie, come gi&#224; paventato dalle associazioni ambientaliste e da numerosi esperti, possano riconvertire nel breve-medio periodo la produzione del cemento all'utilizzo del cdr (combustibile da rifiuti) affossando cos&#236; in modo irreparabile ogni possibilit&#224; di promuovere una nuova green economy.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il costo sociale ed umano che la nostra collettivit&#224; sostiene gi&#224; oggi in termini di malattie bronco-polmonari &#232; notevole.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Milioni di euro che si potrebbero investire in produzioni eco-compatibili per la salvaguardia del paesaggio, della salute e della felicit&#224; di chi abita nel nostro territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Riteniamo infine che il ricatto occupazionale non funzioni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Poco meno di cento dipendenti possono venire ricollocati, nell'arco di qualche anno, nel territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel nuovo ospedale Unico, ad esempio, che sorger&#224; entro breve a Schiavonia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E' necessario un Tavolo occupazionale della Bassa Padovana che riunisca tutti i soggetti interessati per elaborare e programmare l'economia futura del nostro territorio e la salvaguardia occupazionale dei suoi residenti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href='http://listacivicaarcobaleno.blogspot.com/2011/02/sul-revamping.html?spref=fb' class='spip_out' rel='nofollow'&gt;http://listacivicaarcobaleno.blogsp...&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; IL MATTINO DI PADOVA&lt;/p&gt; &lt;p&gt;DOMENICA, 20 FEBBRAIO 2011&lt;/p&gt; &lt;p&gt;CHRISTIANNE BERGAMIN&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sono disgustata dalla risposta di Italcementi
Si continua a voler nascondere la realt&#224;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; La risposta dell'ufficio stampa di Italcementi a Leandro Belluco, pubblicata sabato scorso, mi lascia sconcertata e disgustata. All'accusa di emettere in atmosfera una quantit&#224; di ossidi di azoto e biossido di zolfo molto superiore a quelle dell'inceneritore di San Lazzaro, Italcementi risponde che &#171;cementifici e inceneritori sono due processi diversi: il valore delle loro emissioni non &#232; pertanto confrontabile&#187;. Vogliono farci credere che gli ossidi di azoto e di zolfo emessi dai camini dei cementifici sono meno nocivi di quelli emessi dagli inceneritori? L'accanimento nel confrontare cementifici e inceneritori, di cui i comitati sono accusati, &#232; pi&#249; che legittimo e pertinente, visto che, in gran parte, le sostanze immesse nell'ambiente sono le medesime e che il nostro corpo, nell'assorbirle, non fa distinzioni. E anche abbattendo del 50% le attuali emissioni, Italcementi continuerebbe a produrne una quantit&#224; molto maggiore dell'inceneritore. Se una legge scellerata concede ad un cementificio limiti di emissioni molto pi&#249; permissivi di quelli di un inceneritore non significa che questo sia giusto. Se una legge trasforma il pet coke da rifiuto a combustibile non vuol dire che la sua combustione improvvisamente smetta di inquinare. La direttiva europea 2001/81/CE, relativa ai limiti nazionali di emissioni di alcuni inquinanti atmosferici, non distingue in che modo questi inquinanti vengono prodotti, ne fissa i limiti e basta. Ovviamente. Italcementi, nella sua lettera, continua a blandire quella che chiama &#171;l'intera comunit&#224;&#187; vagheggiando le benefiche ripercussioni di questo investimento da 160 milioni e una riduzione del 50% degli inquinanti (come dire: fino adesso vi ho avvelenato 100, da oggi in poi vi avvelener&#242; solo 50: rallegratevi!). Sono investimenti che vanno contro ogni logica di sviluppo lungimirante del nostro territorio. Purtroppo l'unico obbiettivo &#232; quello del profitto. Assecondare questa terribile strada significa essere pesantemente responsabili di un processo di avvelenamento senza scrupoli dell'ambiente. E l'alibi dell'ignoranza, del &#171;non sapevo&#187;, non regge pi&#249;. Ricordo che le migliaia di metri quadrati di pannelli di Eternit che ancora coprono le nostre zone industriali, e non solo quelle, erano tutti perfettamente legittimi fino a trent'anni dopo la scoperta della loro pericolosit&#224;. Ma a che prezzo? Migliaia di morti e costi di bonifica, tutt'ora in corso, per milioni di euro sulle spalle dei Comuni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; TRATTO DA &quot;LA REPUBBLICA&quot; 19-02-2011&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Monselice sfida i signori del cemento&lt;/p&gt; &lt;p&gt;ora l&#180;incubo &#232; un camino alto cento metri&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I comitati: &quot;Nella zona inquinamento altissimo, stop al progetto&quot;. Gioved&#236; la parola al Tar
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;MONSELICE - Si svegliasse dal suo lungo sonno, il poeta che dorme nel suo letto di marmo nella bella piazza di Arqu&#224;, si troverebbe davanti un gigantesco camino che sputa veleni, alto come un campanile. Altro che le chiare, fresche e dolci acque sognate da Francesco Petrarca. Il camino di 122 metri, un nuovo forno progettato da Italcementi per ristrutturare il suo cementificio vecchio di cinquant&#180;anni, &#232; l&#180;incubo di centomila persone che vivono nella Bassa Padovana, dove l&#180;inquinamento dell&#180;aria &#232; gi&#224; preoccupante per la presenza della pi&#249; alta concentrazione europea di cementifici: tre nel raggio di cinque chilometri, l&#180;Italcementi e la Cementeria a Monselice, la Cementizillo a Este. Per questo due comitati di cittadini, che raccolgono adesioni trasversali, si sono mobilitati con raccolte di migliaia di firme, anche perch&#233; temono che dietro il nuovo impianto si nasconda il business dello smaltimento dei rifiuti, e hanno presentato un esposto al Tar e una denuncia alla procura. Il Tar del Veneto decider&#224; il 24 febbraio sulla richiesta di sospensiva avanzata dai due comitati civici e dai comuni di Este e Baone. Il progetto di Italcementi, che a sua volta ha denunciato i comitati per &#171;danno all&#180;immagine&#187;, ha il tenebroso nome di &quot;revamping&quot;. Significa qualcosa come &quot;ammodernamento degli impianti&quot;, prevede un investimento di 160 milioni di euro e la costruzione di un nuovo forno verticale, il camino, al posto dei tre attualmente in funzione. Un impianto &#171;altamente efficace e competitivo&#187;, sostiene l&#180;azienda, &#171;e all&#180;avanguardia sul fronte della tutela ambientale&#187;. &#171;Un nuovo forno pi&#249; moderno che consuma meno materie prime, meno acqua, meno combustibile, e riduce le emissioni in atmosfera di almeno il 50 per cento&#187;, secondo il responsabile del servizio ambiente di Italcementi, Angelo Monti. Il sindaco di Monselice, Francesco Lunghi, del Pdl, &#232; entusiasta: &#171;Un miglioramento strutturale che porta grandi vantaggi per migliorare l&#180;ambiente e mantenere l&#180;occupazione&#187;. Ma si &#232; trovato in minoranza nel suo stesso consiglio comunale, che ha detto no al progetto, come hanno fatto altri 27 comuni della zona, e come ha fatto anche l&#180;Ente Parco dei Colli Euganei, che lo ha giudicato &#171;incompatibile&#187;. In effetti, gi&#224; trent&#180;anni fa, quando un&#180;analoga protesta popolare port&#242; alla chiusura delle cave che devastavano il territorio, venne prevista la graduale&lt;/p&gt; &lt;p&gt;dismissione delle tre cementerie, giudicate non pi&#249; idonee a coabitare con le attivit&#224; prevalenti della zona, l&#180;agricoltura e il turismo, che dalle terme ai colli porta tre milioni di visitatori l&#180;anno. Invece non &#232; successo nulla, i cementifici sono ancora l&#236;, le polveri si depositano su auto e davanzali, una patina nerastra copre gli orti e le siepi, certe notti si devono chiudere le finestre per la puzza, e un brutto giorno hanno dovuto evacuare l&#180;asilo nido perch&#233; i bambini facevano fatica a respirare. I comitati &quot;E noi? &quot; e &quot;Lasciateci respirare&quot;, sorto con l&#180;appoggio del parroco &#171;stanco di fare i funerali ai lavoratori delle cementerie&#187;, dicono che i tre impianti hanno sputato nell&#180;aria in un anno 1.700.000 tonnellate di anidride carbonica e 170 tonnellate di polveri sottili, che le leucemie sono in aumento e i tumori, che hanno colpito 60 ex dipendenti, superiori del 30 per cento alla media nazionale. Ora temono che con il nuovo camino andr&#224; ancora peggio. &#171;Vogliamo solo difendere la nostra salute&#187;, dice Carmen Soloni, imprenditrice, anima della protesta insieme a cittadini come l&#180;avvocato Fabio Greggio, l&#180;impiegata Silvia Mazzetto, e a consiglieri comunali di diversa estrazione politica come Francesco Miazzi del centrosinistra e l&#180;ex sindaco del centrodestra, appassionato latinista, Lorenzo Nosarti. Tra i contrari, anche il deputato della Lega Paola Goisis. Anche lei sospetta che &#171;dietro un investimento cos&#236; enorme vi sia in realt&#224; il business dei rifiuti&#187;, grazie a una legge, varata al tempo della &quot;mucca pazza&quot;, che consente ai cementifici di eliminare i rifiuti senza essere sottoposti al rispetto dei parametri previsti per gli inceneritori. L&#180;azienda, che si &#232; detta disponibile ad abbassare l&#180;altezza del camino, nega che questa sia la sua intenzione. Dice che impiega combustibile da rifiuti &#171;solo laddove le viene proposto per contribuire allo smaltimento dei rifiuti stessi&#187;. Attualmente lo fa in due impianti dei 17 che ha in Italia. Gli abitanti hanno paura che succeda anche a Monselice.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fonte: ROBERTO BIANCHIN - la repubblica | 19 Febbraio 2011&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Questo articolo, illustrato da un'immagine del rendering, uscir&#224; nel prossimo numero dell'autorevole &quot;Rivista di Architettura&quot;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;ODDONE LONGO, Difendiamo i Colli Euganei&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Uno scempio incombe su uno dei pi&#249; bei paesaggi del Veneto, tutelato (in teoria) dall'Ente Parco dei Colli Euganei, istituito nel 1989 e dal relativo Piano Ambientale progettato da Roberto Gambino e Paolo Castelnovi. Vi dovrebbe sorgere, a ridosso della Rocca federiciana di Monselice, al posto dell'attuale, il nuovo &#8220;cementificio&#8221; di Italcementi, in bella vista sulla pianura contigua con la sua torre metallica di circa 100 metri d'altezza. E scriviamo &#8220;cementificio&#8221; perch&#233; non vi &#232; nessuna garanzia che i suoi forni produrranno cementi e non altro, e neppure quanto ai combustibili impiegati (pet-coke, derivati del petrolio, e forse anche altro). Del resto, l'attuale ristagno dell'edilizia esclude che vi sia una incombente necessit&#224; di incrementare la produzione di materiali da costruzione. Italcementi dovrebbe dismettere il cementificio, liberando l'area da esso invasa, dopo 30 anni da oggi. E &#8220;lunga promessa coll'attender corto&#8221; &#232; fin dai tempi di Dante una massima consacrata dall'uso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Enti locali e Parco, nonch&#233; autorit&#224; di tutela, avevano ogni strumento per respingere la richiesta del gruppo Italcementi, una delle cui consociate &#232; Calcestruzzi Spa, in odor di... zagare in quel di Caltanissetta. Oggi come oggi, resistono ancora sulle barricate le associazioni ambientaliste locali, preoccupate anche della salute della popolazione. Inaspettatamente, il progetto &#8220;revamping&#8221; (cos&#236; &#232; denominato), &#232; stato invece accolto, con insignificanti correttivi, dal Soprintendente ai beni culturali e paesaggistici del Veneto Ugo Soragni, dalla Regione Veneto, dalla Provincia di Padova, dal Comune di Monselice (sindaco Francesco Lunghi), dalla maggioranza dei 15 comuni dell'area collinare, inizialmente contrari al progetto, ma poi &#8220;ammansiti&#8221; da Italcementi; e infine, dallo stesso Ente Parco, la cui ragione istitutiva era la tutela del paesaggio e dei monumenti, e non degli interessi dei cementieri e dei loro complici. Ma anche, dobbiamo sottolinearlo, nel silenzio della stampa nazionale. Il Parco Colli ha gi&#224; subito varie aggressioni, come il progetto di un quartiere di 25 villini con vista dalla Casa del Petrarca ad Arqu&#224;, e quello di un ascensore all'interno del Colle della Rocca; entrambi i relativi cantieri sono attualmente sotto sequestro giudiziario.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fig. 1 Rendering del nuovo stabilimento Italcementi; sullo sfondo la rocca di Monselice con il mastio federiciano.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova MERCOLED&#204;, 05 GENNAIO 2011&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La politica deve decidere&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Lettera aperta in risposta al professor Corrado Poli Gentile direttore, ho letto la lettera pubblicata a firma di Corrado Poli, docente universitario e residente ad Arqu&#224; Petrarca, che con grande educazione chiedeva a Pdl e Lega di spiegare il comportamento tenuto durante la giunta Provinciale sul caso Revamping. Gentile professor Poli, ho votato a favore del revamping, due volte: prima in qualit&#224; di consigliere comunale di Monselice, poi come assessore provinciale. L'ho fatto perch&#232; credo che questo progetto migliori la qualit&#224; delle emissioni, sostituendo un impianto vecchio con uno all'avanguardia della tecnica; l'ho fatto perch&#232; sono certo che in quello stabilimento non verranno bruciati rifiuti, in quanto questa eventualit&#224; espressamente vietata dalla convenzione; so che Italcementi &#232; un'azienda seria e rispetter&#224; le leggi e gli accordi sottoscritti. Ho votato s&#236;, in consiglio comunale e in Giunta provinciale, anche perch&#232; credo che in questa fase storica sarebbe stato irresponsabile contribuire alla chiusura di uno stabilimento che impiega non 50 ma oltre 100 dipendenti direttamente, e almeno altrettanti attraverso le imprese dell'indotto; le alternative a questo modello di sviluppo sono un po' come l'araba fenice, nel senso che tutti ne parlano ma dove siano non si sa: nessuno del fronte del no ha avanzato una sola ipotesi concreta per dare risposta alle persone che si sarebbero trovate senza lavoro. Nella sua lettera lei parla di una scelta che coster&#224; cara in termini di consenso al Pdl: non so se sar&#224; cos&#236;, vedremo. Ma non &#232; questo il punto: le scelte che abbiamo fatto come amministratori, prima ancora che come esponenti di partito, non sono state prese per avere voti ma per il bene del territorio, ed &#232; questo il principio che ci ha guidato. Io penso che in politica si sia eletti per governare e non si debba fare il contrario, cio&#232; governare per essere eletti: una classe dirigente deve prendersi le sue responsabilit&#224;, ed &#232; quello che abbiamo fatto.
Fabio Conte assessore provinciale&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Gazzettino - Mercoled&#236; 5 Gennaio 2011,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ferdinando Garavello&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nell'esatto momento in cui la Provincia approvava l'impatto ambientale del progetto di revamping, mercoled&#236; scorso, il Comune di Baone dava il via alla controffensiva. La giunta municipale ha deciso di mettere nelle mani di un avvocato tutta la faccenda. I ricorsi al Tar erano stati annunciati pi&#249; volte dal fronte del no, ma la delibera di Baone batte tutti sul tempo. Il legale che si occuper&#224; del ricorso &#232; il padovano Paolo Neri, il quale avrebbe gi&#224; deciso la strategia offensiva con il sindaco, Francesco Corso. Il tratto della muratura difensiva dell'iter del piano dell'Italcementi sul quale punteranno gli arieti di Baone &#232; uno solo: l'ente, assieme a Este, doveva essere coinvolto nella stesura e nell'approvazione della convenzione fra il privato e il Parco Colli. All'assedio si affiancher&#224; anche la giunta atestina di Giancarlo Piva, con tempi e modi che rimangono per adesso ignoti. Il ricorso al tribunale amministrativo, quindi, non attaccher&#224; direttamente l'impianto o l'Italcementi. E neppure le scelte autonome dell'amministrazione monselicense. Ma cercher&#224; di scardinare le basi stesse del lavoro portato avanti dalla presidente del Parco Colli, Chiara Matteazzi, in fase di contrattazione con l'azienda. &#171;Si tratta di un'azione concertata anche con l'amministrazione comunale di Este, che licenzier&#224; una delibera identica - avverte Corso - la motivazione forte di questo provvedimento &#232; che noi siamo stati individuati come Comuni interessati dalla commissione via della Provincia, assieme a Monselice e Arqu&#224; Petrarca&#187;. &#171;L'articolo 19 del piano ambientale del Parco - continua il sindaco - sostiene che alla stesura della convenzione avremmo dovuto partecipare anche io e Piva. Il concetto di base, che fa leva su di un'ampia giurisprudenza ormai attestata, &#232; che i nostri Comuni dovevano invece essere coinvolti&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova 31-12-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Idv e Pd contro la Lega &#171;Politica contraddittoria&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Il &#171;s&#236;&#187; della giunta provinciale al revamping Italcementi si lascia dietro una scia di polemiche. Dopo la delusione dei comitati e dei sindaci di centrosinistra, ieri &#232; toccato a Sabrina Di Napoli (Idv) e Paolo Giacon (Pd) esprimere verso il proprio dissenso. Attaccando soprattutto la Lega Nord, i cui assessori in giunta hanno disertato il voto. &#171;La Lega costruisce una politica sui giornali e una politica parallela e opposta nei centri decisionali, salvo salvarsi in corner nella decisione - commente la Di Napoli - Idv ha ribadito lo scempio di un impianto costruito dentro un Parco, senza rispetto per il suo paesaggio e per le sue norme. Idv, e non la Lega, ha ribadito la mostruosit&#224;, per i cittadini che abitano nel Parco e per gli operatori economici del turismo, di essere assoggettati ad un ente che non &#232; in grado di far rispettare le sue leggi e le finalit&#224; per cui &#232; nato&#187;. Per il consigliere &#171;nessun leghista in consiglio provinciale ha difeso il Parco Colli dalla visione superficiale che permette oggi di approvare questo progetto. Nella pagella dei consiglieri della Lega in Provincia, alla voce &#8220;posizioni sul revamping&#8221;, possiamo dare un solo voto: zero&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Sulla stessa riga Giacon: &#171;Per mesi gli esponenti della Lega Nord hanno tuonato contro il progetto di rinnovamento della cementeria e nel momento in cui sono stati chiamati a trasformare questa posizione politica in una scelta amministrativa se la sono data a gambe levate abbandonando in gran fretta la seduta della giunta. (n.c.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il gazzettino Gioved&#236; 30 Dicembre 2010,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;I LAVORATORI&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Entusiasmo in fabbrica, indetta un'assemblea&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(F.G.) Sindacati e lavoratori dell'Italcementi aspettavano da giorni la decisione finale della Provincia. Se Palazzo Santo Stefano avesse negato il via libera le ripercussioni sullo stabilimento sarebbero state gravissime: la propriet&#224;, senza l'approvazione del revamping, avrebbe probabilmente deciso di chiudere i battenti. &#171;La notizia &#232; stata accolta con grande entusiasmo, ora faremo un'assemblea per valutare la situazione e le prospettive - spiega Marco Benati della Cgil, il quale ha vissuto le ore cruciali della giornata di ieri assieme ai dipendenti del cementificio - c'&#232; molta soddisfazione da parte dei lavoratori per l'approccio alla problematica dimostrato dalla Provincia&#187;. Le maestranze avevano fatto sentire la propria voce anche a Padova in pi&#249; occasioni. &#171;Vuol dire che i vari problemi che abbiamo segnalato alla presidente della Provincia, Barbara Degani - conferma Benati - sono stati recepiti appieno. Abbiamo riscontrato una grande disponibilit&#224; da parte del governo provinciale e delle istituzioni in generale&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;LUNGHI&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;&#200; il momento di collaborare&#187; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(F.G.) L'approvazione della delibera da parte della Provincia non &#232; la conclusione di un percorso, ma l'inizio di una nuova strada di collaborazione fra le parti in causa. &#200; questa la posizione del sindaco di Monselice, Francesco Lunghi, che auspica in primo luogo uno smorzamento della tensione accumulata fin qui tra le opposte fazioni. &#171;Adesso bisogna aspettare il via libera dell'aia, l'autorizzazione integrata ambientale - spiega Lunghi - ovvero la sintesi di tutte le pratiche. Poi la propriet&#224; dovr&#224; collaborare con noi per capire che si potr&#224; fare per Monselice. C'&#232; da discutere l'assetto delle infrastrutture, della viabilit&#224; e di molti altri aspetti del progetto&#187;. Il primo cittadino monselicense minimizza pure le possibili ricadute legali e amministrative dei ricorsi annunciati dai Comuni limitrofi e dai comitati. &#171;Io credo che la procedura sia stata corretta - sottolinea il sindaco - e che tutti i parametri siano stati osservati, a mio avviso &#232; tutto a posto e anche eventuali esposti dovrebbero cadere nel vuoto&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;PIVA&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;La procedura &#232; illegittima&#187; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(F.G.) Un duro colpo per il fronte del no, che per&#242; continuer&#224; a lottare contro il progetto. &#171;Riteniamo che la procedura abbia dei profili di illegittimit&#224; - dice il sindaco di Este, Giancarlo Piva - che sar&#224; nostra cura impugnare nelle sedi opportune&#187;. I Municipi di Este e Baone avevano annunciato da tempo il ricorso al Tar. &#171;Si pu&#242; e si deve pensare a uno sviluppo diverso del territorio - avverte Piva - che veda il coinvolgimento dell'azienda, ma che sia molto diverso da quello che si prospetta con questa decisione della Provincia. Palazzo Santo Stefano si prende una grande responsabilit&#224; e se ne renderanno conto anche i lavoratori, quando le variazioni dei processi produttivi porteranno problemi al mondo del lavoro&#187;. La vicenda avrebbe quindi radici molto lontane nel tempo: &#171;Qualcuno si &#232; preso la responsabilit&#224; di chiudere le cave 40 anni fa - ammette il sindaco atestino - e noi, come classe politica, non siamo riusciti a dare un seguito a questa scelta con una riconversione del settore industriale del cemento&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'azienda soddisfatta, ma i comitati non mollano&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(F.G.) L'Italcementi esprime una grande soddisfazione per il risultato della votazione della giunta provinciale. L'azienda rilancia la propria disponibilit&#224; alla creazione di un tavolo comune assieme alle istituzioni, ai lavoratori, ai sindacati e ai movimenti per avviare un confronto sullo sviluppo del monselicense. &#171;La convenzione stipulata tra le parti - spiega una nota emessa ieri dalla propriet&#224; - rappresenta la piattaforma utile di riferimento per disegnare fin da subito il futuro di Monselice, dopo la concordata futura chiusura dell'impianto, con una visione orientata soprattutto allo sviluppo di future alternative economiche e una crescita professionale adeguata per le giovani generazioni attraverso anche il prezioso contributo del mondo accademico&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; I comitati intanto promettono battaglia. &#171;Non abbiamo intenzione di alzare bandiera bianca - avverte Francesco Miazzi - proseguiremo la nostra iniziativa su tutti i fronti. Su questi aspetti si dovr&#224; presto pronunciare anche la magistratura, chiamata in causa dagli esposti depositati in Procura e interessata dai ricorsi al Tar dei Comuni&#187;. &#171;Fino all'ultimo abbiamo sperato in una scelta almeno interlocutoria, che riaprisse lo spazio alle proposte alternative - continua il consigliere comunale monselicense - la giunta avalla un procedimento contraddittorio, a nostro avviso inficiato da numerose irregolarit&#224;. Con questo atto si pone in serio rischio la salute dei residenti esposti ad altri 30 anni di pericolose e consistenti emissioni inquinanti, si suggella la morte del Parco e delle prospettive economiche alternative e compatibili&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;LETTERE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;CONTRO IL REVAMPING&lt;/strong&gt; DEL CEMENTIFICIO DI MONSELICE. PAROLA STRANIERA X NASCONDERE IL SOTTERFUGIO PER NON CHIARIRE ALLA GENTE CHE SI TRATTA DI UN NUOVO CEMENTIFICIO CHE PRETENDE VITTIME X ALTRI 40 ANNI, ALLA FACCIA DELLA POPOLAZIONE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;nemmeno la seconda guerra mondiale ha ridotto i colli euganei nelle vergognose condizioni in cui sono stati ridotti, ma le mine s&#236;, dopo cos&#236; tanto scempio da parte dei politici responsabili si sono spesi soldi perfino x nascondere le cave, visibili da molto lontano, si &#232; poi fatto il parco colli per lavarsi le mani come ponzio pilato, obbligando gli abitanti a regole severe, di fatto come fossero stati loro i responsabili.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;ED OGGI IL PARCO, IN SFREGIO AI SACRIFICI DEI SUOI ABITANTI, PREZZOLATO DA TRENTA DENARI&lt;/p&gt; &lt;p&gt;COME GIUDA&lt;/p&gt; &lt;p&gt;CONSENTE ALL'ITALCEMENTI QUELLO CHE HA NEGATO ALLA POPOLAZIONE&lt;/p&gt; &lt;p&gt; respiriamo tutti la stessa aria, tutti la sporchiamo un po' x necessit&#224;, massimamente perch&#232; pochi al mondo guadagnano con il petrolio o con l'atomica, mettendo nel cassetto sistemi pi&#249; puliti al solo scopo di continuare a guadagnare di pi&#249;, sempre di pi&#249;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; oggi la gente muore di tumore x l'aria sporcata, il cibo sporcato, la vita nostra sporcata, ed &#232; una lotteria, sotto a chi tocca.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; a voi politici, comandanti e responsabili, vuoi vedere che a voi non tocca?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;io nel mio egoismo di sopravvivenza solo pensando che potesse toccare anche a me o a chi voglio bene, fermerei tutto questo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;noi non vi voteremo pi&#249; e passerete alla storia x quelli che hanno fatto continuare lo scempio x altri 40 anni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;anche se voi contate che non ci ricorderemo pi&#249;, ma io mi ricordo i vetri della casa tremare fino a Carceri quando scoppiavano le mine sui colli&lt;/p&gt; &lt;p&gt;MANDATECI UN SEGNO, DITE NO, VOTATE NO, AL NUOVO MOSTRO, IL CEMENTIFICIO NUOVO DI MONSELICE.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;per concludere toccherebbero i saluti! con quale cuore? non c'&#232; pi&#249; natale non c'&#232; pi&#249; pasqua c'&#232; solo sgomento davanti ....dio denaro&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Pietro Cucco&lt;/p&gt; &lt;p&gt; professione: che lavora da 40 anni&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Salve, mi chiamo Daniela,&lt;/strong&gt; ho 28 anni sono nata a Monselice, ho scelto di vivere qui e di costruirmi un futuro a Monselice.
Sto completando gli studi per diventare un'insegnante e lavoro per mantenermi gli studi. Sono profondamente amareggiata dalla situazione attuale in cui si sta decidendo qualcosa di veramente importante per i cittadini di Monselice e dei paesi limitrofi.
Sono sconcertata dalle informazioni parziali e ambigue, dalle falsit&#224; da cui veniamo travolti.
Nulla &#232; chiaro, solo che siamo nel paese dove chi ci vive, le persone comuni, non sono ascoltate, non sono considerate umanamante ma macchine, utili solo per produrre, per lavorare, per far crescere gli interessi dei potenti o di chi potente vuol diventare calpestando i propri doveri e i diritti altrui.
La questione sembra essere solo il problema del presente, ma del futuro, tra chi decide, nessuno si preoccupa. L'importante ora &#232; lavorare, lavorare, perch&#232; senza soldi come si fa adare da mangiare ai propri figli? Giusto! E la salute? Possiamo lavorare, certo e lasciare in eredit&#224; ai figli che nutriamo col nostro sudore la terra marcia e l'aria tossica, cos&#236; loro non faranno la fatica di lavorare poich&#232; probabilmente prima saranno morti di qualche tumore.
Io voglio vivere tranquilla, non col timore ogni giorno cosa respiro?Ho scelto di non vivere in citt&#224; per respirare aria buona, ma forse non ho fatto la cosa giusta. Voglio che si rispetti la terra, che viene solo sfruttata e coperta di cemento, la terra e l'aria ci danno la vita, come possiamo tradirla in questo modo? come si pu&#242; continuare come delle macchine a pensare solo ai soldi! Noi moriremo e i soldi rimarrano a farci compagnia nella tomba!&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tra qualche giorno si decider&#224; in Provincia sulla questione in oggetto.
Spero che il Presidente, che rappresenta tutti i cittadini della provincia di Padova, possa tener presenti le istanze e gli interessi delle persone reali che sono, nella stragrande maggioranza, contrari alla realizzazione di un nuovo cementificio (perch&#232; di questo si tratta) che, in base alla attuale normativa, potr&#224; inquinare molto di pi&#249; di un inceneritore.
Spero, che per una questione che incider&#224; pesantemente sul futuro dei prossimi 30 anni di una popolazione di almeno 50.000 abitanti, l'interesse della collettivit&#224; sia considerato primario.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Spero che, ancora una volta, non prevalgano l'arroganza dei soldi e del potere di pochi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con l'occasione desidero augurare a tutti voi e alle vostre famiglie i migliori auguri di buone feste.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Distinti saluti&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Daniela Girotto, Monselice.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Gentili Signori,&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;pur essendo io cittadina del Comune di Padova, ho seguito l'evolversi della discussione circa il revamping dell'impianto di Monselice dell' Italcementi SPA. L'ho fatto perch&#232; ritengo il nostro territorio un tutt'uno in termini geografici, sociali, storici e sanitari. Sono una studentessa universitaria ben conscia dell'importanza della conservazione dei posti di lavoro, ma ancor pi&#249; convinta che nulla valga quanto la salute dei cittadini e la libert&#224; di lasciare decidere a loro, in democrazia, il proprio futuro. Nonostante la bassa fiducia che molte persone ripongono nelle Istituzioni, specialmente in questo periodo, io sono tra quelli che non rinunciano a credere che ci siano tra i politici ed i pubblici amministratori persone oneste, intellettualmente e moralmente, e lungimiranti. Faccio appello a Voi proprio per questo.
Vi chiedo di considerare con la massima attenzione il bivio che ci /vi si pone davanti in questi giorni, con la necessit&#224; di una decisione che avr&#224; ripercussioni che potrebbero essere inimmaginabili e irreversibili, non solo per Monselice, ma per tutti noi. Vi chiedo di non accondiscendere ad una scelta miope e di corto respiro, oltrech&#232; pericolosa, come quella del revamping, ma di aprire quell'area ad una prospettiva di sviluppo sostenibile (e sicuramente pi&#249; redditizia in termini globali: ambientali, turistici, socio-saniatri, economici, ecc.) largamente applicate in molte altre zone in Europa e comunemente incluse nella terminologia di &quot;GREEN ECONOMY&quot; . E' quello il settore vitale, nuovo, per uno sviluppo vero e conveniente di tutto il nostro problematico territorio, dei suoi cittadini e delle generazioni che verranno. Da Voi, pubblici amministratori responsabili, mi aspetto una opzione di lungimiranza che dia la misura ed il segno di un coraggio che possa essere ricordato in avvenire, come quello che gli onorevoli Francanzani e Romanato misero in campo nel lontano 1975. Cogliete quest'occasione per una scelta di speranza autentica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Grazie.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con la massima fiducia ed i migliori auguri a tutti voi,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Giulia Menin&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Buongiorno.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sono un giovane e piccolo imprenditore&lt;/strong&gt; nato in provincia di Treviso, e mi trovo da alcuni anni a lavorare nella citt&#224; di Padova.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quando posso, per cercare di &quot;ricaricare le batterie&quot;, cerco riparo come tanti miei colleghi (e non solo!) sui Colli, e sogno un giorno (sognare non costa nulla!) di poterci andare a vivere con tutta la mia famiglia, con i miei figli, magari quando sar&#242; finalmente in pensione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Io ho cercato di seguire con attenzione la vicenda &quot;Revamping&quot;: ho letto, mi sono per quanto possibile documentato, ne ho parlato con amici, persone comuni, semplici cittadini.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ora, mi sento in diritto (e in dovere, credo) di chiedere a Voi - che avete la responsabilit&#224; di governare questo territorio e le sue genti - soltanto una cosa, che Vi chiedo con la massima trasparenza:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In linea di principio, voi pensate che i posti di lavoro e gli interessi particolari che vengono &quot;salvaguardati&quot; oggi, valgano davvero il futuro di questo territorio e quello dei nostri figli?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Vi prego, Voi che ci amministrate, pensateci bene: il territorio e i figli, sono anche vostri, no?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Grazie per l'ascolto, e buon lavoro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Guido Ostanel&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt; Io, Mario Mezzacasa&lt;/strong&gt; in servizio al Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Torreglia ai tempi della chiusura delle cave e che quindi, in prima persona ne ho vissuto tutta la storia, personalmente ho notificato a Mardegan ed altri cavisti la chiusura dei loro impianti, ho vissuto gli incendi dolosi del monte Ricco procurati col il lancio nel bosco di copertoni incendiati. vi chiediamo mia moglie insieme a me, di non dare proroga ed allargamento alla Italcementi di Monselice. Ricordo che in quel tempo si decise di dar proroga giusto per rendere positivo l'inventimento del cementificio. Oggi sicuramente si &#232; rientrati dalla spesa. Non &#232; giustificazione il licenziamento dei lavoratori, a quel tempo molti di pi&#249; furono licenziati. Ci si deve impegnare, come allora a trovare posti di lavoro, questo si.
Se si dar&#224; proroga, sar&#224; la seconda, non ci saranno pi&#249; certezze, chi ci assicura che tra 30 anni non se ne dar&#224; un altra? e gli altri cementifici? perch&#233; dovrebbero essere trattati diversamente?
Dimostrate di essere coraggiosi come lo furono i politici di quel tempo altrimenti dimostrerete, di essere pi&#249; attenti agli interessi dei forti che a quello dei pi&#249;.
Distinti saluti Mario Mezzacasa e De Reggi Maria Luigia
Torreglia PD&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Egregi Signori,&lt;/strong&gt;
siamo alla vigilia di una decisione che condizioner&#224; per i prossimi decenni
le condizioni di vivibilit&#224; e la qualit&#224; dell'aria della nostra provincia.
Una provincia che ospita tre cementifici e un inceneritore di grosse
dimensioni concentrati nel raggio di 30 chilometri, e che &quot;vanta&quot; tra i suoi
record negativi quello di essere una delle pi&#249; inquinate d'Italia.
Vi chiediamo dunque di valutare a fondo la vostra responsabilit&#224; nei
confronti della globalit&#224; dei vostri cittadini, anche alla luce delle gravi
irregolarit&#224; denunciate sulla stampa dagli Onorevoli Goisis e Bitonci.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Cordiali saluti&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Giulio Piras
LIPU Padova&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;SONO UN APICOLTORE...&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oggetto: Revamping cementificio Monselice&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tra qualche giorno si decider&#224; in Provincia sulla questione in oggetto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Spero che il Presidente, che rappresenta tutti i cittadini della provincia di Padova, possa tener presenti le istanze e gli interessi delle persone reali che sono, nella stragrande maggioranza, contrari alla realizzazione di un nuovo cementificio (perch&#232; di questo si tratta) che, in base alla attuale normativa, potr&#224; inquinare molto di pi&#249; di un inceneritore.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Spero, che per una questione che incider&#224; pesantemente sul futuro dei prossimi 30 anni di una popolazione di almeno 50.000 abitanti, l'interesse della collettivit&#224; sia considerato primario.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Spero che, ancora una volta, non prevalgano l'arroganza dei soldi e del potere di pochi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con l'occasione desidero augurare a tutti voi e alle vostre famiglie i migliori auguri di buone feste.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Distinti saluti&lt;/p&gt; &lt;p&gt;N.B. La sopravvivenza dell' Apicoltura e delle Api dipende da un territorio non inquinato,per poter produrre un miele pulito senza residui tossici al suo interno. Sappiamo bene che il miele &#232; l'alimento sano per eccellenza,nell'area italcementi ci sono molti alveari ,non i miei. Nono vorrei mai si scoprisse che in un vasetto di miele locale ci fossero certi residui da cementificio. Che sarebbe la fine della nostra apicoltura. Ma questo miele potrebbe anche arrivare sulla vostra tavola.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Vi invito a pensarci sulla scelta del repamping.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Magari cercate di dare pi&#249; impegno per la promozione territoriale,da questa di sicuro nasceranno nuovi posti di lavoro,con lo sviluppo dell'agricoltura di qualit&#224; e dell'artigianato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Io credo che nel futuro ci sar&#224; bisogno di meno cemento,anche per fare le case ne serve sempre meno,poi gli impianti di produzione saranno automatizzati sempre di pi&#249;, una sola persona ne produrr&#224; migliaia di tonnellate. Il cibo buono sano e di qualit&#224; la richiesta aumenta ogni giorno,per produrlo per&#242; non servono impianti industriali,ma basta un' ambiente sano,delle mani sapienti e dei piccoli laboratori anche su vecchi edifici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non si arricchiscono grandi manager o politici senza scrupolo,ma molte famiglie trovano la maniera giusta di lavorare e vivere nel territorio con un impatto ambientale molto basso. Spero che qualcuno mi capisca.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Antonio Ferraretto&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Via capitello 33 Calaone di Baone Padova&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Professione apicoltore e agricoltore&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sono molto preoccupato&lt;/strong&gt; perch&#232; tra qualche giorno si decider&#224; in Provincia sulla questione in oggetto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ho letto questi dati e non riesco a credere che i limiti di legge siano questi :&lt;/p&gt; &lt;p&gt;i cementifici hanno questi limiti: gli inceneritori hanno questi limiti:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; polveri totali: mg 30/Nm&#179; - polveri totali: mg.10/Nm&#179;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; biossido di zolfo: mg.600/Nm&#179; - biossido di zolfo: mg. 50/Nm&#179;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; ossido di azoto: mg.1800/Nm&#179; - ossido di azoto: mg. 200/Nm3&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Significa che approvare il revamping della nuova cementeria a Monselice sarebbe come costruire :&lt;/p&gt; &lt;p&gt;3 inceneritori per quanto riguarda le polveri totali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;12 inceneritori per quanto riguarda il biossido di zolfo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;9 inceneritori per quanto riguarda l'ossido di azoto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Mi sembra impossibile che questo sia vero, ma se lo fosse, mi auguro che chi ha il compito di prendere questa decisione, abbia a cuore il futuro dei nostri figli.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Luigi Pasto'&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Gentile Presidente,&lt;/strong&gt;
al riguardo della decisione che dovrete assumere nel merito del progetto di Revamping dell'Italcementi Le chiedo di considerare che a norma dell'art. 19, comma 3, del Piano Ambientale del Parco Colli Euganei la convenzione firmata con l'Italcementi doveva essere realizzata con tutti i Comuni interessati e non solo con il Comune di Monselice. I Comuni interessati, Monselice, Arqu&#224; Petrarca, Baone ed Este, sono stati individuati dalla Commissione VIA nell'ambito del procedimento di Valutazione del Revamping ma non sono stati minimamente coinvolti dall'Ente Parco Colli tant'&#232; che la Giunta Comunale del mio Comune ha ricorso al Tar per tutelare gli interessi della nostra comunit&#224;, ignorati dal Parco.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si ritiene infatti che nella trattazione aperta dal Parco e dal Comune di Monselice con l'Italcementi non siano stati considerati i pareri negativi della Commissione Tecnica del Parco, di cui non c'&#232; traccia nella delibera dell'Ente Parco Colli, e non siano stati assolutamente rappresentati interessi a difesa della nostra economia, basata sull'agricoltura, sulla valorizzazione dell'ambiente, del paesaggio, della nostra storia e sulla promozione delle attivit&#224; legate alla ristorazionne, alla residenzialit&#224;, al turismo, alle produzioni tipiche, alle coltivazioni biologiche che dalla convenzione approvata dalla Giunta del Parco ne verrebbero pesantemente penalizzate.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'assenza della rappresentanza dei nostri interessi ha fatto si che la convenzione preveda tempi di attivit&#224; &quot;lunghissimi&quot; (30 anni) e l'assenza di condizioni di tutela della salute, tant'&#232; che i limiti previsti per i cementifici restano sempre lontanissimi dai limiti che la legge prevede per gli inceneritori.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Crediamo che si dovesse innanzitutto ricercare alternative alla richiesta di Revamping e cercare di affrontare il tema dei cementifici nella sua complessit&#224;, attraverso un accordo di programma che riguardasse tutti tre i cementifici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ci&#242; non &#232; stato fatto, ma riteniamo che Lei possa ancora attivare un tavolo in cui siano presenti tutti i Comuni interessati in modo da arrivare ad una scelta condivisa con il territorio. Una scelta che ponga come primo obiettivo la verifica di opzioni compatibili con l'esistenza del Parco Regionale dei Colli Euganei ed in assenza di queste cercare di &quot;strappare&quot; condizioni migliorative a tutela della salute e termini di attivit&#224; non &quot;infiniti&quot;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Pensiamo che sia importante che almeno la Provincia, alla quale spetta la decisione finale, attivi quelle opportunit&#224; di condivisione e di confronto che il Parco Colli non ha promosso, chiudendo di fatto verso i Comuni che avevano obiezioni nei confronti del Revamping, verso quella parte della comunit&#224; che non la pensava come l'Italcementi, generando una convenzione sfacciatamente sbilanciata a favore dell'Italcementi.
Colgo l'occasione per porgerLe cordiali saluti e manifestarLe la mia disponibilit&#224; a lavorare per un esito della vicenda condiviso. Con stima
Francesco Corso&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;egregio signor Presidente della Provincia di Padova egregi signori Amministratori&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sono Luca Bernardini uno studente di Monselice; Monselice la citt&#224; della Rocca, del Palio e delle mille bellezze storiche immerse nel verde splendore sei Colli, diventata ultimamente la citt&#224; delle vergogne grazie al tentativo chiaramente fallito di costruire un ascensore all'interno del nostro famoso colle ,ai mille sprechi e soprattutto alla pessima aria che ogni giorno respiriamo all'interno di un parco naturalistico regionale sostanzialmente dovuta dalla presenza nell'arco di pochi chilometri di 2 cementifici che si aggiungono al terzo presente nel Comune di Este e ai numerosi impianti inquinanti che esistono e che si vogliono costruire nella Bassa Padovana;non voglio dilungarmi nel sottolineare per l'ennesima volta dati e cause assolutamente inaccettabili che questo tipo di sviluppo sta ottenendo,anche perch&#232; spero che dall'alto della sua competenza, in qualit&#224; di responsabile di tutto quello che succede all'interno del nostro territorio, sia pi&#249; informato di me; di certo avr&#224; capito che l'argomento in questione &#232; il tanto discusso revamping di Italcementi questo progetto tanto voluto da alcuni amministratori del quale ancora troppe questioni sono all'oscuro di tutta la cittadinanza e altrettante risultano assolutamente inspiegabili;mi rivolgo a lei con un appello breve all'ente che a questo punto sar&#224; decisivo nell'esito di questa travagliata vicenda; spero vivamente che nel momento della decisione finale si metta una mano nella coscienza e , a differenza di quello che hanno fatto i suoi colleghi, ragioni per il bene dei cittadini e del territorio con l'intera responsabilit&#224; di dire NO a questa scelta che comporterebbe un esito tragico per il nostro futuro;probabilmente come molti pensano non vede il pericolo di questo investimento,ma sia consapevole che optando per esso il destino della Bassa sar&#224; segnato;magari non in maniera catastrofica come si pu&#242; presupporre ma indubbiamente cambier&#224; per sempre la carta d'identit&#224; di un luogo verso cui tutti dovremmo nutrire pi&#249; rispetto e che cos&#236; come i nostri antenati e madre natura ce l'hanno donato potrebbe essere assai producente e reditizzio oltre che uno dei luoghi pi&#249; belli di Italia e non solo.
Convinto della sua disponibilit&#224; e sensibilit&#224; le porgo i miei pi&#249; cordiali saluti e auguri di buone feste
Luca Bernardini&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Oggetto: Prossimo futuro per gli abitanti di Monselice&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tra qualche giorno deciderete in Provincia sul futuro ambientale, sanitario ed economico di Monselice.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sono convinto che le decisioni prese fin d'ora dagli altri organi preposti non abbiano minimamente valutato il futuro di Monselice, ne valutato il peso e l'ipoteca che viene gravato sul nostro comune per decenni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La realizzazione del Revamping condizionera' NEGATIVAMENTE la salute, l'ambiente e l'economia di Monselice e dell'area circostante.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La decisione di prorogare per altri 30 anni l'attivita' della cementeria in condizioni di forte e negativo impatto ambientale e' passata sopra le nostre teste senza nessuna possibilita' di discussione e di condivisione e percio' di ogni conseguenza negativa della qualita' della salute e di vita (anche dopo la scadenza politica dei vs. mandati) sarete moralmente responsabili.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Spero che il Presidente, che rappresenta tutti i cittadini , possa tener presenti le istanze e gli interessi delle persone che a Monselice hanno le loro radici, hanno investito le loro professionalita' ,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;che vogliono pensare al futoro dei figli e che sono CONTRARI alla realizzazione di un nuovo cementificio (perch&#232; di questo si tratta) che, in base alla attuale normativa, potr&#224; inquinare molto di pi&#249; di un inceneritore.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Spero che il presidente conosca le esigenze del nostro territorio ed anche di quelle di carattere produttivo ed economico che non necessitano di una grande industria talmente impattante da compromettere invece altri comparti del tessuto produttivo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Spero che, ancora una volta, nelle scelte non prevalgano l'arroganza ed il potere dei soldi di qualcuno .&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con l'occasione desidero augurare a tutti voi e alle vostre famiglie i migliori auguri di buone feste.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Distinti saluti&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Bernardini Roberto&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Stiamo apprendendo&lt;/strong&gt; dai giornali locali che in questi giorni si decider&#224; la questione revamping Italcementi a Monselice; volevamo sottolineare alcune considerazioni prima del giudizio finale che la Provincia di Padova si apprester&#224; a dare:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lo stabilimento dell' Italcementi ha un forte impatto sulla popolazione trovandosi a ridosso del centro abitato di Monselice e a poche centinaia di metri dalle prime abitazioni di Baone ed Arqu&#224; Petrarca; nel territorio sono presenti altri due cementifici ed una grossa discarica che contribuiscono ulteriormente all'inquinamento dell'aria gi&#224; compromessa nel catino della Pianura Padana; i limiti previsti per i cementifici sono moto alti e restano lontanissimi da quelli che la legge prevede per gli inceneritori:
i cementifici hanno questi limiti: gli inceneritori hanno questi limiti:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; polveri totali: mg 30/Nm&#179; - polveri totali: mg.10/Nm&#179;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; biossido di zolfo: mg.600/Nm&#179; - biossido di zolfo: mg. 50/Nm&#179;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; ossido di azoto: mg.1800/Nm&#179; -ossido di azoto: mg. 200/Nm3&lt;/p&gt; &lt;p&gt;l'Italcementi si trova all'interno di un Parco Regionale;
l'abbassamento delle emissioni del 50% previste dall'azienda sono ben poca cosa rispetto all'enorme quantit&#224; emessa normalmente dallo stabilimento;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;la popolazione negli ultimi anni ha manifestato sempre pi&#249; riluttanza con la presenza delle 3 cementerie consapevoli dei danni alla salute di cui sono esposti da decenni;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;la nuova cementeria ha una cubatura molto superiore alla precedente degradando ulteriormente il territorio e il Parco Regionale dei Colli Euganei;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Queste sono solo alcune nostre cosiderazioni, noi abitiamo a 1200 m dai camini dell'Italcementi in una zona un po' pi&#249; elevata rispetto al piano campagna, e come quartieri come il Carmine forse per questo pi&#249; esposta, Vi assicuriamo che con certe condizioni atmosferiche percepiamo spesso odori acri arrivare dallo stabilimento, senza parlare dell'inquinamento luminoso e del rumore; insomma quello che andrete a decidere come avrete capito va ad interessare migliaia di famiglie le quali con questo progetto continueranno a respirare aria molto inquinata (gli studi dicono sempre di pi&#249; che certe emissioni in atmosfera possono influire gravemente sulla salute dei bambini e delle donne in gravidanza), avranno un territorio ulteriormente compromesso, pagheranno per essere all'interno di un Parco Regionale presente solo sulla carta, avranno una forte svalutazione delle loro abitazioni, senza parlare dei danni all'agricoltura e su chi ha investito nel turismo (bed and breakfast, agriturismi etc.).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Speriamo che il Presidente, che rappresenta tutti i cittadini della provincia di Padova, possa tener presenti le istanze e gli interessi delle persone reali che sono, nella stragrande maggioranza, contrari alla realizzazione di un nuovo cementificio (perch&#232; di questo si tratta) che, in base alla attuale normativa, potr&#224; inquinare molto di pi&#249; di un inceneritore.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Speriamo, che per una questione che incider&#224; pesantemente sul futuro dei prossimi 30 anni di una popolazione di almeno 50.000 abitanti, l'interesse della collettivit&#224; sia considerato primario.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Speriamo che, ancora una volta, non prevalgano l'arroganza dei soldi e del potere di pochi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con l'occasione desideriamo augurare a tutti Voi e alle Vostre famiglie i migliori auguri di buone feste.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Distinti saluti&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fam. Magagna Stefano -BAONE-&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Io penso&lt;/strong&gt; che se chiedete a ciascuno dei cittadini di Monselice se fossero disponibili a respirare gli scarichi delle cementerie per i prossimi 30 anni e di accettarne le conseguenze per il futuro, sono convinto la maggior parte dir&#224; sicuramente NO !&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I politici hanno il dovere morale di attuare scelte rispettose dei beni primari tra i quali primo di tutti &#232; la salute.
SULLA SALUTE NON DEVE PREVALERE L'ARROGANZA DI POCHI E IL POTERE DEI SOLDI.
NON APPROVATE IL PROGETTO.
IL NOSTRO TERRITORIO SI MERITA UN FUTURO DIVERSO .&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Buon Natale e Cordiali saluti&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Riccardo Fornasiero&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Gentili Signori,&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;pur essendo io cittadino del Comune di Padova, ho seguito con attenzione l'evolversi della discussione circa il rewamping dell'impianto di Monselice dell' Italcementi spa. L'ho fatto perch&#232; ritengo il nostro territorio un tutt'uno in termini geografici, sociali, storici e sanitari. Sono un pensionato CGIL ben conscio della importanza della conservazione dei posti di lavoro, ma ancor pi&#249; convinto che nulla valga quanto la salute dei cittadini e la libert&#224; di lasciare decidere a loro, in democrazia, il proprio futuro. Nonostante la bassa fiducia che molte persone ripongono nelle Istituzioni, a mio avviso, oggid&#236;, io sono tra quelli che non rinunciano a credere che ci siano tra i politici ed i pubblici amministratori persone oneste, intellettualmente e moralmente, e lungimiranti. Faccio appello a Voi proprio per questo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Vi chiedo di considerare con la massima attenzione il bivio che ci /vi si pone davanti in questi giorni, con la necesit&#224; di una decisione che avr&#224; ripercussioni che potrebbero essere inimmaginabili e irreversibili, non solo per Monselice, ma per tutti noi. Vi chiedo di non accondiscendere ad una scelta miope e di corto respiro, oltrech&#232; pericolosa, come quella del rewamping, ma di aprire quell'area ad una prospettiva di sviluppo sostenibile (e sicuramente pi&#249; redditizia in termini globali: ambientali, turistici, socio-saniatri, economici, ecc.) largamente applicate in molte altre zone in Europa e comunemente incluse nella terminologia di &quot;GREEN ECONOMY&quot; . E' quello il settore vitale, nuovo, per uno sviluppo vero e conveniente di tutto il nostro problematico territorio, dei suoi cittadini e delle generazioni che verranno. Da Voi, publici amministratori responsabili, mi aspetto una opzione di lungimiranza che dia la misura ed il segno di un coraggio che possa essere ricordato in avvenire, come quello che gli onorevoli Francanzani e Romanato misero in campo nel lontano 1975. Cogliete quest'occasione per una scelta di speranza autentica.Grazie&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con la massima fiducia ed i migliori auguri a tutti voi&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Adriano Menin&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova GIOVED&#204;, 30 DICEMBRE 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La Provincia d&#224; parere favorevole&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si defila la Lega, al via definitivo manca solo l'imprimatur dell'Aia&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'assessore Mauro Fecchio &#171;Capisco i dubbi, sull'ambiente la Giunta ha chiesto interventi&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;FRANCESCA SEGATO&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. E' arrivato nel primo pomeriggio di ieri, il s&#236; della Provincia al progetto di revamping Italcementi. La Giunta provinciale ha espresso parere favorevole alla compatibilit&#224; ambientale del progetto, prendendo atto delle conclusioni raggiunte dalla commissione Via. Un s&#236; sofferto, arrivato con il solo voto del Pdl. Gli assessori della Lega Nord non hanno partecipato al voto. Il punto. Quello appena raggiunto &#232; il giro di boa nella complessa procedura per il progetto revamping. Con la Valutazione di Impatto Ambientale, l'impianto &#232; stato valutato (positivamente) per l'impatto sul territorio. Ora dovr&#224; ottenere anche l'imprimatur dell'Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale), che, diversamente dal Via, valuta l'impianto in quanto tale, verificando l'impiego delle migliori tecnologie disponibili. Il consiglio provinciale nei mesi scorsi ha dato mandato alla Giunta di nominare un tecnico per un supporto nella valutazione: &#232; il professor Iginio Di Federico, dell'Universit&#224; di Ferrara. L'Aia verr&#224; rilasciata dal dirigente provinciale del settore Ambiente. &#171;Capisco che possano esserci perplessit&#224; per l'aspetto paesaggistico - commenta l'assessore provinciale all'Ambiente Mauro Fecchio - peraltro risolte direttamente dal Ministero. Ma dal punto di vista strettamente ambientale, la Provincia stessa, fin dal 2005 con il tavolo tecnico zonale per la qualit&#224; dell'aria e dal 2007 con il tavolo sui cementifici, aveva messo in evidenza che bisognava intervenire, proprio con interventi strutturali per adeguare questi impianti&#187;. &#171;Qui si &#232; scelta la strada della ristrutturazione complessiva, &#232; certamente un impianto che va a migliorare quel che c'era prima. Tra le prescrizioni poste c'&#232; il no all'uso del Cdr. Se l'azienda dovesse cambiare idea, comunque dovrebbe rifare tutta la procedura Via&#187;. La mediazione. Dietro lo slittamento della scorsa settimana, c'era la resistenza degli assessori leghisti, decisi a votare contro. La mediazione dei coordinatori provinciali di Lega e Pdl ha tessuto l'accordo, che ha portato gli esponenti del Carroccio a non partecipare al voto. Soddisfatta la coordinatrice Pdl Lorena Milanato: &#171;Si &#232; convenuto tra i coordinatori che la delibera era essenzialmente tecnica&#187; spiega. L'azienda. In una nota, Italcementi esprime soddisfazione per la decisione della Giunta e si dice disponibile &#171;alla costituzione di un tavolo comune di progetto insieme alle istituzioni, ai lavoratori e loro rappresentanze, alle associazioni imprenditoriali e ai movimenti per avviare un confronto costruttivo sullo sviluppo di Monselice&#187;, sulla base della convenzione stipulata tra Parco, Comune e azienda. Il sindacato. &#171;C'&#232; grande sollievo tra i lavoratori - assicura Marco Benati della Fillea Cgil -. Valutiamo positivamente l'atteggiamento che ha avuto la presidente e tutta la Provincia, di ascolto e di attenzione al problema delle prospettive di lavoro. Ora vorremmo ricordare a tutti le altre situazioni di sofferenza della bassa padovana, dalla Selce a Casale&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;LE REAZIONI&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il sindaco Giancarlo Piva: &#171;Non &#232; finita, impugneremo gli atti&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. &#171;Una grande sconfitta del territorio - commenta il sindaco di Este, Giancarlo Piva -. Questa decisione compromette definitivamente il nostro territorio, non tenendo conto di soluzioni alternative che potevano dare altrettante garanzie per l'occupazione. Parco e Provincia non si sono mai cimentati a cercare queste alternative, hanno dato un'adesione pedissequa alle decisioni dell'azienda, senza il tentativo di limitare un impatto che lasceremo ai nostri figli per due generazioni. Questa soluzione non sar&#224; senza ripercussioni sull'occupazione, avr&#224; pesanti ricadute sull'occupazione nelle altre due cementerei, di cui mai si &#232; voluto tener conto nel ragionamento che si &#232; fatto. Per noi non finisce qui - assicura Piva - il percorso adottato &#232; pesantemente viziato e impugneremo gli atti&#187;. &#171;La commissione Via ha verificato che gli impegni ambientali sono rispettati - evidenzia invece il sindaco di Monselice, Francesco Lunghi -. Il progetto va avanti, ora ci sar&#224; l'Aia e dopo la questione ritorna in Comune&#187;. Soddisfatto anche il vicesindaco Gianni Mamprin: &#171;Si dice che la politica &#232; lontana e staccata dalla realt&#224;. Mai come in questo caso del revamping - rileva - sindacati, lavoratori, artigiani e industria hanno avuto risposte concrete alle loro esigenze. Ringrazio la Provincia e tutti gli attori che hanno fatto in modo che arrivasse il s&#236;&#187;.&#171;&#200; una sconfitta della legalit&#224; - sostiene invece il consigliere comunale Pdl Lorenzo Nosarti - mi domando qual &#232; la funzione di un amministratore pubblico. Quella di tutelare gli interessi generali &#232; venuta meno&#187;. &#171;La Giunta avvalla un procedimento contraddittorio - afferma il consigliere di opposizione Francesco Miazzi - a nostro avviso inficiato da numerose irregolarit&#224;. Con questo atto si pone in serio rischio la salute dei residenti esposti ad altri 30 anni di pericolose e consistenti emissioni inquinanti, si suggella la morte del Parco e delle prospettive economiche alternative e compatibili. Questa autorizzazione sancisce inoltre la bassa qualit&#224; di un'intera classe politica che si dimostra inadeguata ad assumere scelte globali e di lungo periodo, evidenzia l'arretratezza di un Sindacato incapace di uscire dalla stretta logica della difesa corporativa. Non abbiamo intenzione di alzare bandiera bianca&#187; assicura Miazzi. Dopo l'esposto alla magistratura, a breve partiranno i ricorsi al Tar di Comuni e Comitati. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;Commento al Si &#8211; revamping della Provincia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La decisione della Giunta Provinciale non giunge inaspettata, anche se fino all'ultimo abbiamo sperato in una scelta perlomeno interlocutoria, che riaprisse lo spazio al confronto ed esaminasse le proposte alternative. In questo modo la Giunta avvalla un procedimento contradditorio, a nostro avviso inficiato da numerose irregolarit&#224;. Con questo atto si pone in serio rischio la salute dei residenti esposti ad altri 30 anni di pericolose e consistenti emissioni inquinanti, si suggella la morte del Parco e delle prospettive economiche alternative e compatibili. Questa autorizzazione sancisce inoltre la bassa qualit&#224; di un'intera classe politica che si dimostra inadeguata ad assumere scelte globali e di lungo periodo, evidenzia l'arretratezza di un Sindacato incapace di uscire dalla stretta logica della difesa corporativa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non abbiamo intenzione di alzare &#8220;bandiera bianca&#8221; e proseguiremo la nostra iniziativa su tutti i fronti. Proprio su questi aspetti si dovr&#224; presto pronunciare anche la Magistratura, gi&#224; chiamata in causa dagli esposti depositati in Procura della Repubblica e nei prossimi giorni, interessata dai ricorsi al TAR presentati da Comuni e Comitati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Francesco Miazzi &#8211; Consigliere Comunale&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; IL MATTINO DI PADOVA MARTED&#204;, 28 DICEMBRE 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;I comitati ricorrono al Tar&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Revamping, colpo di scena alla vigilia dell'esame in Provincia &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;FRANCESCA SEGATO&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Un ricorso al Tar e decine di e-mail gi&#224; partite all'indirizzo dei presidenti di Provincia e Regione. E' la controffensiva dei comitati &#171;Lasciateci respirare&#187; ed &#171;E noi?&#187;, alla vigilia della decisione sul revamping da parte della Giunta provinciale. &#171;Spero che il Presidente, che rappresenta tutti i cittadini della provincia di Padova - si legge nelle mail che i cittadini stanno inviando - possa tener presenti le istanze e gli interessi delle persone reali che sono, nella stragrande maggioranza, contrari alla realizzazione di un nuovo cementificio (perch&#233; di questo si tratta) che, in base alla attuale normativa, potr&#224; inquinare molto di pi&#249; di un inceneritore. Spero, che per una questione che incider&#224; pesantemente sul futuro dei prossimi 30 anni di una popolazione di almeno 50.000 abitanti, l'interesse della collettivit&#224; sia considerato primario. Spero che, ancora una volta, non prevalgano l'arroganza di soldi e potere&#187;. Ma l'azione contro il revamping prosegue sul piano giudiziario. Le assemblee dei due comitati hanno dato mandato ad un legale per un ricorso urgente al Tar. &#171;L'iter seguito, la sequenzialit&#224; dei pareri, la convenzione siglata tra enti e i cambi di campo di alcuni amministratori, hanno destato molte perplessit&#224; e a nostro avviso, palesi violazioni delle norme&#187; ribadiscono i comitati. Anche l'esposto gi&#224; presentato alla Procura, fanno sapere, &#171;sar&#224; integrato con nuova ed eclatante documentazione di cui siamo pervenuti in possesso&#187;. L'ultima battuta &#232; per il sindaco Lunghi e il suo annuncio, dato in consiglio comunale, della possibile denuncia ai comitati. &#171;Interpretiamo l'azione come un passaggio sequenziale di quel tentativo di intimidazione ai Comitati e ai loro esponenti al quale siamo sottoposti da mesi - afferma la nota dei comitati -. Attendiamo con serenit&#224; anche l'esito di questa brillante operazione legale, attuata peraltro con l'ausilio di strutture e fondi pubblici... con lo scopo di imporre gli interessi di un imprenditore privato&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Goisis e Lega ribadiscono il no al piano Italcementi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Domani dovrebbe essere il &#171;giorno della verit&#224;&#187; per il revamping Italcementi, che dopo il rinvio della scorsa settimana torner&#224; nuovamente in Giunta provinciale, per la presa d'atto delle conclusioni della commissione Via. Rimangono per&#242; forti le resistenze da parte della Lega Nord, contraria al progetto. Lo ribadisce l'onorevole Paola Goisis. &#171;La pausa di riflessione che la giunta provinciale s'&#232; presa prima decidere - afferma - &#232; un piccolo segnale indicatore. Le autorizzazioni sono arrivate a cascata: Parco Colli, Comune di Monselice e Sovrintendenza. Il tutto &#232; stato preceduto dal voltafaccia di molti sindaci che avevano aderito al fronte del no al progetto e poi avevano invertito la rotta. La giunta provinciale si &#232; presa altro tempo per decidere. Lo giudico un segnale positivo. Mi auguro che il fronte monolitico dei sostenitori del progetto comincia a registrare qualche piccola crepa. Da li potrebbe nascere lo squarcio che potrebbe impedire la realizzazione del revamping&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;REVAMPING: COMUNICATO STAMPA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'approvazione del progetto di Italcementi, denominato &#8220;revamping&#8221;, sembra muoversi a passi spediti, ignorando completamente le osservazioni, le diffide, gli appelli e le proposte avanzate da pi&#249; parti in questi mesi. Nei prossimi giorni la Giunta provinciale sar&#224; chiamata ad esprimere un parere sulla base della relazione della Commissione VIA, che senza alcun riflesso critico, ha riaffermato il proprio consenso al progetto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'iter seguito, la sequenzialit&#224; dei pareri, la convenzione siglata tra enti e i cambi di campo di alcuni amministratori, hanno destato molte perplessit&#224; e a nostro avviso, palesi violazioni delle norme.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per questi motivi le assemblee dei rispettivi Comitati, hanno dato l'assenso ai loro Presidenti di conferire mandato ad un legale di fiducia, al fine di presentare un ricorso urgente al TAR del Veneto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Contestualmente s'informa l'opinione pubblica che l'esposto gi&#224; presentato presso la Procura della Repubblica di Padova, nei prossimi giorni sar&#224; ulteriormente integrato con nuova ed eclatante documentazione di cui siamo pervenuti in possesso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per quanto concerne l'annuncio del Sindaco di Monselice, che in Consiglio Comunale ha dichiarato di aver incaricato l'ufficio legale per perseguire la nostra opera d'informazione agli operatori economici e alla cittadinanza, interpretiamo l'azione come un passaggio sequenziale di quel tentativo di intimidazione ai Comitati e ai loro esponenti al quale siamo sottoposti da mesi. Attendiamo con serenit&#224; anche l'esito di questa brillante operazione legale, attuata peraltro con l'ausilio di strutture e fondi pubblici&#8230; con lo scopo finale di imporre gli interessi di un imprenditore privato. Un vero capolavoro che il Sindaco pu&#242; aggiungere al suo medagliere di amministratore.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Restiamo profondamente convinti che questo progetto di nuovo cementificio sia non solo incompatibile con le norme vigenti, ma altres&#236; pesantemente contradditorio con le potenzialit&#224; di sviluppo che potrebbero essere offerte dal Parco Colli e dal territorio nel suo insieme. Proseguiremo la nostra opposizione al progetto affiancata dalla costante ricerca di proposte e percorsi alternativi che facciano uscire la nostra economia dalla dipendenza dei cementifici, che facciano uscire la popolazione dall'incubo d'impianti capaci di produrre un inquinamento infinitamente pi&#249; grande di quello degli inceneritori.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Comitato &#8220;E NOI?&#8221;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Comitato Popolare &#8220;lasciateci respirare&#8221;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;MONSELICE 27.12.2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;CONSIDERAZIONI SULLA VIA DEL REVAMPING&#8230;
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dalla lettura della Relazione Istruttoria per la V.I.A. del progetto di &#8220;revamping&#8221; di Italcementi, emergono diverse incongruenze e molti punti che lasciano aperti tutti i dubbi che fin dall'inizio hanno caratterizzato l'iter seguito dai vari Enti interessati. Appare evidente la scarsa considerazione delle osservazioni presentate da Enti, cittadini e associazioni. Emerge in modo esplicito che i vari pareri contrari espressi dalla Commissione Tecnica del Parco Colli come dalla Soprintendenza sono stati palesemente ignorati. L'obiettivo era quello di esprimere parere favorevole&#8230; e cos&#236; &#232; stato. Oggi la Giunta provinciale, salvo miracolosi quanto improbabili ripensamenti, metter&#224; il sigillo finale all'operazione imposta dai cementieri, con buona pace di chi ha auspicato una soluzione diversa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tra i tanti aspetti considerati nella relazione, vogliamo porre l'attenzione su tre punti:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;1) 1) A pag. 2 della Relazione si legge che hanno deciso di non considerare rilevanti per il pubblico le integrazioni prodotte da Italcementi su parere della Commissione VIA. Ma a pag. 4 leggiamo che le valutazioni espresse nella relazione fanno riferimento principalmente alla documentazione integrativa presentata dalla ditta. Se sono state cos&#236; determinanti per prendere una decisione che vincola trenta anni un territorio, SICURAMENTE e forse OBBLIGATORIAMENTE dovevano informare anche il pubblico. MA NON L'HANNO FATTO!&lt;/p&gt; &lt;p&gt;2) 2) A pag. 7, sulla tabella delle emissioni di micro-inquinanti, si sostiene che attualmente per tutti gli inquinanti l'impatto non &#232; significativo e confermano che con il nuovo impianto l'impatto futuro sar&#224; ancora NON SIGNIFICATIVO. Per capire che il dato lascia perplessi, basta guardare il registro E-PRTR (registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti) che si basa sulle dichiarazioni fatte dalle aziende, dove Italcementi dichiara nel 2008 di aver emesso le seguenti sostanze: Benzene 4,14 t, Biossido di Carbonio 834.000 t, Mercurio e composti (espressi come Hg) 22,9 Kg, Ammoniaca NH3 14,4 t, Ossidi di Azoto (NOx - NO2) 1880 t, Bifenil policlorurati (PCB) 889 g, Ossidi di azoto (SOx - SO2) 527 t. Se l'emissione annua di 23 Kg di Mercurio e 889 g di PCB non rappresentano un dato significativo, c'&#232; qualcosa che non quadra.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;3) 3) Per alimentare i forni si bruceranno 110.000 t/a di Pet-coke, la cui pericolosit&#224; &#232; ormai riconosciuta. Inoltre, i Rifiuti Speciali saranno ancora utilizzati come sostitutivo alle materie prime: si prevedono 267.000 t all'anno di Gessi chimici, Ceneri pesanti provenienti da combustione di rifiuti solidi urbani e CDR, fanghi e polvere di segagione marmi, sabbie esauste di fonderia, scorie di acciaieria, etc. Di fronte a questo scenario le prescrizioni sono deboli sulla parte emissioni e non c'&#232; nulla relativamente alla gestione delle fasi di arresto/avvio e/o dei transitori. Inoltre non c'&#232; nessun riferimento alle condizioni locali specifiche, dove insistono altri due cementifici in un'area considerata parco naturale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ora ci sono molti attori che stanno gi&#224; cantando vittoria. Consigliamo loro molta cautela, perch&#233; le forzature applicate a questo procedimento sono state troppe per passare inosservate e rimanere impunite. Restiamo dell'idea che conviene a tutti ripensare al progetto e ad arrivare a una scelta condivisa con il territorio e i suoi abitanti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Francesco Miazzi &#8211; Consigliere Comunale&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;PER ORA HANNO VINTO LORO....&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Domani la provincia conceder&#224; l'autorizzazione alla realizzazione del nuovo stabilimento Italcementi a Monselice.
Hanno vinto loro: la lobby industriale con l'appoggio incondizionato del sindaco di Monselice, della presidentessa del Parco colli Euganei, del sovraintendente dei beni paesaggistico culturali, della commissione della Provincia e della Provincia di Padova.
Le approvazioni sono venute in cascata con una modalit&#224; che &#232; un'insulto al buon senso, alla logica e forse alla legge.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il comune di Monselice, modificando il voto precedente, semplicemente cambiando le persone che dovevano votare apre la macabra danza. Lo segue a ruota il Parco Colli che semplicemente non applica il parere negativo della commissione tecnica e assieme al comune di Monselice stipula con italcementi una convenzione (ancora prima della conclusione del Consiglio Comunale) con la quale vende il territorio e le leggi del parco per 33.000 euro all'anno.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Subito dopo la Sovraintendenza, facendo riferimento alla convenzione stipulata fornisce semplicemente il suo parere positivo al nuovo cementificio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quindi la commissione provinciale facendo riferimento alle tre precedenti autorizzazioni semplicemente si adegua.
Naturalmente la provincia seguir&#224; lo stesso filone, semplicemente.
Semplicemente la gente non conta pi&#249; niente, semplicemente comandano loro: si fanno le regole, non tengono conto delle proteste, interpretano le leggi a seconda della convenienza.
Siamo oramai difronte ad un nuovo diffuso metodo di gestione: le istituzioni operano a comando e in cascata pensando in questo modo di autoproteggersi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Unica barriera ancora possibile, per quel poco di democrazia che rimane, &#232; quella della Magistratura.
Poi si vedr&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I segnali che indicano quanto la gente (non i partiti) sia arrivata al punto di rottura nel sopportare questa politica di arraffoni e opportunisti si sta levando in tutta Italia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Alcuni sperano ancora che le cose possano cambiare, altri stanno gi&#224; preparando i forconi e se li porteranno in piazza saranno cavoli amari.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nota di Leandro&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova MERCOLED&#204;, 22 DICEMBRE 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La relazione della Commissione Via svela alcuni dettagli&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Domani la Provincia decider&#224; le sorti del progetto Revamping&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; FRANCESCA SEGATO&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. E' attesa per gioved&#236; la decisione della Giunta provinciale sul revamping Italcementi. La Giunta dovrebbe prendere atto delle conclusioni raggiunte dalla Commissione Via. Conclusioni di segno favorevole al revamping, come &#232; spiegato nelle 38 pagine di relazione istruttoria. Tra le due alternative prospettate da Italcementi, ovvero la dismissione dell'impianto nel breve-medio periodo oppure il revamping, il Gruppo di lavoro della Commissione Via ha ritenuto preferibile la seconda. Questo perch&#233;, come si legge nella relazione istruttoria, &#171;&#232; caratterizzata da una tempistica che &#232; di fatto gi&#224; stata stabilita nel Parere della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto, espresso nel dicembre 2010: viene stabilito un arco temporale di 28 anni per la produzione, a partire dalla fine delle attivit&#224; di revamping, seguito da un biennio dedicato alla demolizione degli impianti e alla bonifica del sito industriale&#187;. Invece l'altra opzione non dava la possibilit&#224; di precedere &#171;una precisa scansione temporale in base alla quale, alla continuazione delle attivit&#224; (alle condizioni attuali), seguano in successione le fasi di dismissione, demolizione e bonifica dell'intero sito industriale&#187;. Insomma, la commissione Via si &#232; allineata al parere formulato dal direttore regionale per i Beni culturali, Ugo Soragni, basato a sua volta sulla convenzione tra Parco, Italcementi e Comune di Monselice. La commissione detta inoltre alcune prescrizioni. Dovr&#224; essere redatto un piano di gestione delle emergenze per eventi accidentali. Entro 6 mesi dal rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale dovr&#224; essere definito un accordo con Provincia, Arpav, e Comuni di Monselice, Este, Baone, Arqu&#224;, per la divulgazione dei dati sulle emissioni, a cui Arpav dovr&#224; sempre avere accesso. I camion diretti alla cementeria dovranno rispettare i vincoli imposti dai comuni per il transito. I combustibili usati potranno essere solo pet-coke, carbone e olio combustibile: altri solo previa valutazione della Commissione Via. Altre prescrizioni riguardano l'inquinamento acustico e luminoso. Per l'impatto da viabilit&#224;, &#232; richiesta una convenzione anche con i comuni di Este e Baone, come previsto dal Piano Ambientale del Parco. Infine, per garantire il corretto smaltimento dei rifiuti derivanti dalla dismissione dell'impianto, la Provincia chiede a Italcementi una idonea fideiussione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; L'altra sera il revamping &#232; tornato in consiglio comunale con uno strascico polemico. Il neo consigliere del Pdl, Loris Rossato, si &#232; scagliato contro gli autori del volantino distribuito alle Terme, in cui si ammonivano gli operatori turistici sul revamping: &#171;Chiedo al sindaco di procedere a una denuncia nei confronti dei firmatari, per evitare il rischio di emulazioni&#187;. Il Comune potrebbe denunciare i comitati &#171;E Noi?&#187; e &#171;Lasciateci respirare&#187;. Il sindaco Francesco Lunghi non ha respinto la proposta: &#171;Chieder&#242; al nostro ufficio legale di valutare se ci sono gli estremi per querelare&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova LUNED&#204;, 20 DICEMBRE 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;REVAMPING ITALCEMENTI&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La farsa &#232; finita, si chiude il sipario su ogni futuro alternativo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Davide Ruzzon&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ecco, ci siamo. Il bivio si intravedeva in lontananza, prima, ora &#232; proprio qui davanti ai nostri occhi: spalancato come una bocca pronta ad inghiottire il futuro. Falsi dottori chini sulle nostre malate incertezze si apprestano a sventolare orgogliosi bandiere nere, appestate di fuliggine e stupidit&#224;. Pochi giorni e una delibera firmata dalla giunta provinciale di Padova caler&#224;, come un sipario mesto e pesante, su un intero anno di repliche di questa commedia dell'assurdo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Salviamo il lavoro. Questo potrebbe esserne il titolo. Schiere di politici sono accorsi sulle soglie di case operaie, affannati a proteggere il futuro dei capifamiglia, non certo quello dei loro figli. Ora saltellano felici: &#171;Abbiamo vinto&#187;, sembrano canticchiare. Hanno vinto. Ma che cosa hanno vinto? Italcementi a Monselice manterr&#224; ancora per anni decine di uomini: solo loro hanno vinto, solo quei pochi padri. Ma possiamo davvero biasimare uomini e donne che si sono spesi per salvarsi un posto di lavoro? Nessuno forse al posto loro si sarebbe sottratto a quella lotta.
Non era loro, infatti, il compito di trovare la strada sia per metterli al riparo dalla precariet&#224; del nostro tempo, sia di aprire ad un futuro diverso l'area ai piedi dei Colli Euganei che comprende Monselice, Este, Baone ed Arqu&#224; (chiss&#224; se il poeta si sceglierebbe ancora questa tomba?). Era compito di quelli che ora son diventati i becchini del futuro cercare di scegliere al bivio la strada giusta. Era il compito troppo gravoso per queste modesti figuri? Era troppo difficile dire &#171;Un momento, si, ma vediamo come fare&#187; al pilota del grande aereo che solca i cieli del mondo chiamato Italcementi?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sposare l'economia e l'ambiente &#232; semplicemente uno dei precetti fondamentali della sostenibilit&#224;, come indicato dall'Onu. E' un pilastro che dovrebbe orientare e dare solidit&#224; ad ogni agire politico. Se rinunciare all'ipotesi di investimento sarebbe stato troppo rischioso, in assenza di un piano industriale sostenibile alternativo, si doveva cercare un luogo diverso, un luogo dove un impianto simile non sarebbe stato causa di un danno cos&#236; rilevante alle generazioni future.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Nel tempo del mondo globale i B52 dell'economia scelgono, per&#242;, con molta cura i territori dove poggiare le ali: cercano spazi nei quali la resistenza &#232; debole, le distanze ampie e le torri di controllo prive di esseri umani vigili, al pi&#249; confusi in altre faccende. Monselice era quindi il luogo ideale. L'aeroporto &#232; gi&#224; esistente, con controllori inclini all'ossequio ed oppositori schiacciati dal dubbio. Connubio perfetto, aderenze al piano di volo nella stanza dei bottoni ed un'opposizione incapace di formulare proposte decise ed alternative.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Che dovremo dire perci&#242; di coloro che nel Partito democratico hanno fatto si che solo alla vigilia del definitivo via libera della Commissione VIA sia stata presa una posizione, dopo un anno dall'avvio del dibattito? Per non parlare dell'opposizione ambientalista che non ha indicato una sola proposta concreta, se non quella di chiudere lo stabilimento. Nel mentre la Lega Nord ha lasciato soli sul territorio, in trincea, alcuni esponenti locali ad urlare la propria contrariet&#224;, come giapponesi nelle isole del Pacifico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Cos&#236; i professori del futuro alle spalle hanno potuto lavorare, giorno dopo giorno, alla costruzione, sull'uscio del parco dei Colli Euganei, della pista d'atterraggio di quell'enorme uccello dal becco gigante che produrr&#224; ancora per 28 anni cemento. Il velivolo una volta messo a terra il suo nuovo corpo, eretto al cielo il suo enorme becco colorato, sar&#224; a guardia del proprio futuro: si, solo del proprio futuro. Terr&#224; alla larga altri uccelli e altre specie. Nessun altro investimento di capitali, soldi buoni e progetti diversi, compatibili con la vita dei figli e con quello che poteva essere il parco dei Colli Euganei, verr&#224; a cercarci nei prossimi decenni. Possiamo esserne certi: chi ha voglia potr&#224; cominciare a fare la conta dei danni per chiedere al ministro dei Temporali e dei Tromboni un congruo e giusto risarcimento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si chiude il sipario. La farsa &#232; finita. Gli attori ringraziano il pubblico assente mentre cercano di svegliare quello addormentato sulle poltrone. &#171;Forza, a casa all'ombra della torre il televisore acceso vi aspetta. State tranquilli, tutto passa, perfino la vita&#187;. E' Natale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova 16-12-10,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sui Berici cave ancora &#171;congelate&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Francesca Segato&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Mentre l'approvazione del revamping Italcementi si avvicina alle battute conclusive, e si attende ora il passaggio del progetto in Giunta provinciale, rimane aperto l'altro fronte che interessa il futuro dello stabilimento Italcementi di Monselice: quello relativo alla cava sui Colli Berici. Il prolungamento dell'escavazione, che interessa prevalentemente il comune vicentino di Orgiano, &#232; ancora al vaglio della commissione regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale. Commissione per&#242; decaduta e di fatto &#171;congelata&#187;. &#171;Da quanto sappiamo - spiega il sindaco di Orgiano, Marco Zecchinato - era stata convocata una prima volta la commissione Via, dove &#232; stato presentato il progetto. Ma non sono state fatte altre riunioni perch&#233; si aspettano i sopralluoghi promossi dalla Regione. Nei mesi scorsi abbiamo avuto, come amministratori, un incontro interlocutorio con la ditta proponente, chiedendo alcuni approfondimenti sugli studi. Ora hanno prodotto ulteriori studi, che a breve dovrebbero presentare ai Comuni, su alcune questioni che avevano sollevato gli amministratori intervenuti&#187;. &#171;Ora si attende il rinnovo della commissione Via - continua il sindaco - ma comunque il progetto ha iniziato il suo iter e deve ancora completarlo&#187;. Con l'attuale concessione, in ogni caso, Italcementi dispone ancora di circa 5 anni di escavazione: i permessi scadranno nel 2015. In caso di Via positiva, il cementificio potr&#224; continuare l'escavazione fino al 2030. Tempi che, se confermati, non coincidono perfettamente con i 28 anni di vita concessi allo stabilimento dall'avvio del revamping (calcolando 3 anni per la realizzazione dell'intervento, si finirebbe al 2041). Ma nella sostanza garantirebbero il futuro approvvigionamento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel padovano i riflettori si puntano ora sulla giunta provinciale, che entro l'anno dovrebbe prendere in esame le conclusioni della commissione Via. E a proposito dell'audizione in commissione Via, il sindaco di Arqu&#224; Petrarca, Luca Callegaro (intervenuto insieme ai sindaci di Monselice, Este e Baone), precisa: &#171;Non sono un convinto sostenitore del revamping. Solo che secondo me, a questo punto, non abbiamo alternative. Tanto &#232; vero che ho anche dichiarato che io all'inizio ero per cercare un tavolo di conciliazione, sono rammaricato perch&#233; non si &#232; concretizzato, ma ora la mia coscienza mi impone di dire che non pu&#242; chiudere tutto e mandare a casa tutti. Ho ringraziato la commissione per averci convocati e ascoltati come sindaci - continua Callegaro - e ho espresso il mio rammarico perch&#233; in tutto questo tempo mai riusciti a parlare e non &#232; venuta fuori nessuna trattativa per valutare un'ipotesi diversa&#187;. Una posizione che ormai &#232; lontana da quella Este e Baone, comuni che invece hanno gi&#224; preannunciato l'intenzione di ricorrere al Tar. Nel mirino c'&#232; la convenzione tra Parco e Comune di Monselice, che non ha coinvolto gli altri Comuni interessati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le risate di Conte mancanza di rispetto&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Sono un cittadino di Monselice. Il 29 novembre ho assistito ai lavori del consiglio comunale sul progetto Revamping di Italcementi, e sono rimasto disgustato dal comportamento tenuto durante la seduta dal sindaco Lunghi. Mentre intervenivano i consiglieri di opposizione, lui si alzava e se ne andava a chiacchierare con l'ex sindaco Conte, scambiandosi grandi risate, e cos&#236; mancando di rispetto al pubblico e allo stesso consiglio comunale. Un semplice consiglio, signor sindaco. Abbiamo la fortuna di avere fra noi l'ex sindaco Giuseppe Trevisan. Si faccia dare da questo ottimo esempio di politico qualche lezione di buona educazione e buona amministrazione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Luigi Secondin Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova 17-12-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un sacchetto di escrementi all attivista anti-revamping&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; ARQU&#192; PETRARCA. Ancora sacchetti pieni di escrementi davanti alla porta di casa di un attivista anti-revamping. Stavolta la sgradevole sorpresa &#232; toccata a Carla Manfrin, residente ad Arqu&#224; Petrarca. L'altro ieri ha scoperto un &#171;pacchetto natalizio&#187;, confezionato con un sacchetto rosso, che conteneva escrementi umani. &#171;Luned&#236; - racconta - ho recuperato dall'esterno il bidone del vetro e l'ho riportato in cortile, ma senza aprirlo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ieri, quando sono andata a gettare alcune bottiglie, ho scoperto il sacchetto&#187;. Ieri mattina l'episodio &#232; stato segnalato alla locale stazione dei carabinieri. Viste le posizioni pubblicamente espresse da Carla Manfrin, va da s&#233; pensare a un collegamento con la questione revamping. E' di un mese fa il precedente: due sacchetti pieni di escrementi davanti alla porta di casa di Francesco Miazzi, consigliere comunale di opposizione. I comitati avevano denunciato anche altre intimidazioni, volantini strappati e frasi pesanti al presidio. E pure il diverbio con i lavoratori Italcementi, che venerd&#236; avevano filmato l'assemblea promossa dai comitati, testimonia il clima poco disteso. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;Carla Manfrin Arqu&#224; Petrarca&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gentile direttore, le scrivo perch&#233; anch'io, come altri prima di me, ho ricevuto - quasi dono natalizio - un sacchettino rosso di plastica contenente escrementi ben frollati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La mia responsabilit&#224;? Aver contribuito a organizzare un incontro a cui erano stati invitati il sindaco, consiglieri di maggioranza e di opposizione (che non sono venuti), il parroco, i cittadini tutti, il 19 novembre nella sala parrocchiale di Arqu&#224; Petrarca per capire meglio le caratteristiche e le conseguenze del revamping Italcementi nella zona in cui viviamo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Non ero contro i lavoratori di quell'impianto: all'alba dei sessant'anni e madre di due figli, conosco il peso che grava su chi ha una famiglia. Ma, come altri, mi sono posta molte domande su alcune questioni che riguardano soprattutto il futuro dei miei figli in questo territorio: quali garanzie per la salute (non siamo ipocriti, la salute &#232; bene assolutamente primario, che viene prima anche del lavoro perch&#233;, se siamo ammalati o defunti, non possiamo certo lavorare), quali opportunit&#224; lavorative in un territorio sempre pi&#249; avvelenato (perch&#233; l'autorizzazione a bruciare combustibili come il pet coke o il cdr e assimilati consente l'emissione in atmosfera di gas tossici in quantit&#224; fino a 9 volte superiore a quella di un inceneritore e i cementifici, revamping o no, non sono tenuti a dichiarare le emissioni di diossine e metalli pesanti, cancerogeni certi), come valorizzare questa bassa padovana in cui sono nata e ho lavorato per tanti anni senza distruggerne la ricchezza paesaggistica e soprattutto umana, cercando strade nuove rispetto allo sfruttamento delle persone e del territorio?&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Alla luce dei fatti, logica vuole che la &#171;cacca&#187; venga da chi &#232; favorevole al revamping e cerca, in modi grezzi come questo, di impedire che le persone si pongano domande perch&#233; le risposte potrebbero portare proprio a dimostrare quanto tutta l'operazione abbia ricadute drammatiche sugli oltre centomila residenti nell'area in termini di salute e di possibilit&#224; occupazionali a fronte della salvaguardia non tanto di qualche centinaio di posti di lavoro quanto degli interessi di una multinazionale (e di chi localmente ne trae benefici...) che ha saputo ben strumentalizzare a proprio vantaggio le angosce di dipendenti con famiglia. I quali, mi chiedo, non si sono accorti del gioco? Non hanno pi&#249; parole e hanno solo le ragioni della &#171;cacca&#187;? E' il valore della &#171;cacca&#187; che vogliono difendere per se stessi e per noi tutti? Se questi sono gli argomenti e i metodi di chi &#232; a favore del revamping, cosa dobbiamo aspettarci dall'attuazione dello stesso? Ben misero mondo quello in cui si riduce a questo il confronto e si fa mercato della salute e della vita di molti per gli interessi di pochi!&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova 15-12-10,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Anche la commissione Via accende il semaforo verde al revamping Italcementi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Via libera al revamping Italcementi dalla commissione provinciale per la Valutazione di impatto ambientale (Via). Alla sequenza di pareri positivi gi&#224; ottenuti, non senza polemiche, dal mega progetto per il rifacimento del cementificio monselicense, ieri si &#232; aggiunto quello determinante della commissione Via. Che ha espresso il proprio parere positivo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sono state anche ascoltate le istanze dei primi cittadini dei quattro Comuni coinvolti: Monselice, Este, Baone e Arqu&#224; Petrarca. Ora che ha incassato l'assenso della commissione Via, il revamping dovr&#224; approdare sui tavoli della giunta provinciale per l'ultimo passaggio. E l'iter dovrebbe concludersi entro l'anno.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ieri mattina la commissione, riunita al completo, ha esposto appunto i risultati dell'istruttoria, contenuti in un documento di 36 pagine. Un'analisi tecnica del progetto, che si &#232; conclusa con il parere positivo. Tra le prescrizioni introdotte c'&#232; anche una novit&#224; riguardo ai materiali potranno venire bruciati nel forno del cementificio: solo pet-coke e gasolio. Per qualsiasi altro combustibile dovr&#224; essere riattivata la procedura di Via.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Al termine della lettura, i commissari hanno ascoltato il parere dei sindaci. Favorevoli Luca Callegaro (Arqu&#224; Petrarca) e Francesco Lunghi (Monselice). &#171;L'opzione di una chiusura dell'Italcementi, senza sapere quando, non era percorribile - ha dichiarato Lunghi - mentre il revamping garantisce l'occupazione, la riduzione dell'inquinamento e la dismissione con bonifica del sito dopo 28 anni di attivit&#224;&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il sindaco di Este, Giancarlo Piva, insieme al collega di Baone, Francesco Corso, ha invece illustrato le ragioni del no: &#171;Il parere della direzione regionale per i beni culturali si basa sul presupposto della convenzione tra Parco, comune di Monselice e Italcementi. Convenzione per noi illegittima, in quanto non ha coinvolto anche Este, Baone e Arqu&#224;. Quel presupposto illegittimo ha consentito a Soragni di scavalcare un parere negativo della soprintendenza ai beni architettonici&#187;. Il secondo ostacolo, secondo Piva, &#232; la mancanza di un accordo di programma complessivo sul comparto cementifero, come previsto dalle norme del Parco. &#171;E se proprio si vuole fare questo danno al territorio - ha aggiunto Piva - chiediamo di fare almeno il danno minore: massimo 15 anni e imporre i limiti emissione degli inceneritori pi&#249; restrittivi. Come sindaco di Este sottolineo anche il tema dei trasporti, in quanto non &#232; stato adeguatamente valutato l'impatto su Este, Ospedaletto e Saletto per il trasporto di tutte le materie prime dal Vicentino. Con danni alla salute dei cittadini, rischi per incidenti e danni ai manufatti stradali&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Messaggero Veneto &#8212; 15 dicembre 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Fanna, continuano le battaglie contro il combustibile da rifiuto&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;FANNA. Non mollano gli ambientalisti a Pordenone e Fanna: dopo le 1.086 firme anti-inceneritori &#232; lotta continua a colpi di pubblicit&#224;. La petizione &#232; stata depositata in Regione e tanti cartelloni sono stati affissi dal comitato &#8220;no incenerimento&#8221;. &#171;Bruciare rifiuti? No: &#232; uno scandalo sanitario, economico, sociale&#187;. Slogan e proteste con l'ambiente nel cuore. Per difendere i siti di Fanna, San Vito al Tagliamento e altrove, dove gli inceneritori potrebbero accendersi e bruciare tonnellate di rifiuti, inquinando. Il comitato &#8220;S&#236; riciclo no incenerimento&#8221; in provincia si &#232; messo di traverso al progetto della Cementizillo a Fanna per l'utilizzo di Cdr, combustibile da rifiuto, nei forni della cementeria. La Conferenza dei servizi regionale ha acceso il verde sul progetto e il malumore serpeggia nella Pedemontana. &#171;Le future generazioni &#8211; mette in guardia il cartellone &#8211; non ci perdoneranno per questo omicidio ambientale. E tu?&#187;. Le direttive europee indicano le priorit&#224; assolute della riduzione, differenziazione, riuso e riciclo dei rifiuti urbani. &#171;No su tutta la linea: nella Pedemontana non vogliamo ammalarci &#8211; ha ribadito Giacomino Pipolo, cittadino di Fanna, con Giovanni Rampogna, presidente provinciale Ada e Adoc, e Francesca Merighi del comitato di Pordenone &#8211;. S&#236; al riciclo, al recupero, alla valorizzazione del rifiuto come nel modello virtuoso&#187;. Salute a rischio con le nano-particelle sprigionate nell'aria dagli inceneritori. &#171;Serve chiarezza sui rischi &#8211; ha spiegato il medico Gustavo Mazzi, presidente Isde, che sta dalla parte degli ambientalisti &#8211;. L'idea di bruciare il residuo secco dei rifiuti attira perch&#233; ci sono tanti soldi in gioco&#187;. (c.b.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;INTERVENTO DI CORRADO POLI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quando Italcementi propose il progetto Re-vamping a Monselice, prevalevano di gran lunga le ragioni per opporsi, ma non nego che ce ne fosse qualcuna valida anche per sostenerlo. Oggi le gi&#224; poche ragioni a favore sono ulteriormente diminuite e quelle contrarie aumentate. Non &#232; pi&#249; necessario mettersi a calcolare quante particelle di polveri sottili in pi&#249; o in meno entreranno nell'aria e nei polmoni, quanti posti di lavoro saranno salvati o quanti camion circoleranno. La valutazione andr&#224; eseguita su cosa ne pensa la gente e su quali sono le forze in campo che rendono conveniente o meno procedere con un'iniziativa che sar&#224; comunque di difficile attuazione poich&#233; si colloca ai margini della legalit&#224;. Infatti si pu&#242; a buon diritto dubitare della compatibilit&#224; della presenza dell'impianto con le norme, i piani e le dichiarazioni relative al Parco Colli. A meno che non sia abolito il Parco Colli, questa incompatibilit&#224; rester&#224; una spada di Damocle e creer&#224; costanti fastidi a Italcementi per tutta la durata del progetto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Allo stato dei fatti, il vero problema &#8211; oltre a quello normativo &#8211; &#232; il contesto politico e sociale che s'&#232; creato a Monselice di cui cercher&#242; di dare una spiegazione oggettiva per quanto ovviamente non neutrale.
So bene che Italcementi ha esperienza di scontri con comitati e popolazione praticamente dovunque vada a causa delle caratteristiche delle sue produzioni. Posso immaginare che l'impresa sappia bene come comportarsi efficacemente in queste situazioni. Ammetto che talora Italcementi abbia compiuto sforzi tecnici validi nel mitigare sostanzialmente gli impatti delle produzioni. Aggiungo persino che sono convinto dell'efficacia di molte delle soluzioni adottate e del progresso tecnico applicato, non solo per conformarsi alle normative ambientali, ma anche per dare un'immagine di azienda sensibile alla tutela ambientale secondo le dichiarazioni dello stesso Consigliere delegato Carlo Pesenti. In alcuni contesti Italcementi &#232; riuscita persino a confrontarsi in modo costruttivo con la cittadinanza grazie alla mediazione di amministrazioni capaci che, anche per mezzo della negoziazione di compensazioni adeguate, spesso ha circoscritto le contestazioni.
A Monselice per&#242; ci sono alcune situazioni che giocano contro Italcementi e pongono l'azienda in una situazione di svantaggio e debolezza rispetto ad altre realt&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il primo fatto &#232; di tipo normativo e riguarda la difficolt&#224; di mantenere un impianto in un'area protetta. Per tutta la durata dell'impianto, Italcementi e i sostenitori dell'impianto saranno soggetti a costanti contestazioni sul piano legale. Questo svantaggio avrebbe potuto essere ridotto se ci fosse stato un maggiore consenso da parte di una quota rilevante della popolazione che accettava l'impianto.
Invece &#8211; e questo &#232; il secondo fatto &#8211; la cattiva gestione della proposta di Italcementi da parte dell'amministrazione ha sedimentato la formazione di un fronte anti re-vamping molto pi&#249; compatto e trasversale di quanto ci si sarebbe potuti aspettare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La discussione tra favorevoli e contrari al re-vamping ha visto prevalere sempre di pi&#249; i contrari i quali gi&#224; partivano con un vantaggio forse sottovalutato. A parte la questione del Parco e dei vincoli normativi, io credo che Italcementi e il Sindaco abbiano creduto che la carta vincente fosse il fare leva sulla crisi e sulle opportunit&#224; di lavoro offerte. Invece, (a) anni di opposizione organizzata sul territorio, (b) la presenza delle aree protette e (c) soprattutto una nuova sensibilit&#224; ambientale della cittadinanza (che si va affermando in tutto l'occidente opulento) ha reso meno efficace il ricorso all'usurato e retorico discorso della tutela dei posti di lavoro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il linguaggio sindacale e del lavoro, persino in un periodo di crisi, non la pi&#249; la presa di un tempo. Riunisce solo piccoli gruppi corporativi che non a caso negano la lotta di classe tradizionale e si alleano con l'impresa. Ma, a differenza di un tempo, restano minoritari.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quelli che oggi comunemente chiamiamo i &#8220;giovani&#8221;, dovremmo piuttosto chiamarli &#8220;persone scolarizzate&#8221; portatrici di valori e comportamenti nuovi. Il loro numero &#232; cresciuto a partire gi&#224; dagli anni ottanta, ma la scolarizzazione e l'imborghesimento della societ&#224; s'&#232; accelerato negli ultimi dieci anni. Ormai anche nella ex-operaia ed ex-contadina Monselice, i &#8220;giovani&#8221; rappresentano una quota rilevante della popolazione che si estende a quasi tutti coloro che hanno meno di quaranta o forse cinquant'anni. Fare appello ai &#8220;giovani&#8221; oggi significa rivolgersi a gran parte delle persone sotto i cinquant'anni. La tutela della salute e la necessit&#224; di posti di lavoro adeguati alle vocazioni attuali del territorio e dei suoi abitanti sono i temi che incontrano il favore di questa parte crescente, per ovvi motivi d'et&#224; e di salute, della popolazione. I vecchi pi&#249; poveri e meno istruiti, i quali hanno svolto lavori usuranti e condotto una vita meno sana, moriranno presto e prima e non sono in grado di esprimere la loro voce. Non si pu&#242; negare che per la ovvia resistenza al cambiamento, la retorica del linguaggio operaista e sindacale consente nel breve periodo di aggregare un consenso che per&#242; &#232; relativamente facile estirpare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In questo contesto sociale e politico, non poteva che accadere quello che &#232; effettivamente accaduto. L'amministrazione non l'ha compreso e ha reagito nel modo pi&#249; inetto immaginabile trascinando Italcementi in una situazione difficile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Comitato &#8220;Lasciateci respirare&#8221; guidato da Francesco Miazzi &#232; stata una presenza costante e un avversario storico dei cementifici da almeno vent'anni. Un avversario forte, preparato, ma anche comodo in quanto ormai conosciuto e circoscritto nell'ambito di un discorso sociale e politico superato. &#8220;Lasciateci respirare&#8221; rappresenta l'immagine speculare, l'opposto dell'amministrazione, che usa al contrario lo stesso vecchio linguaggio, usato anche da una parte minoritaria dell'elettorato del PD..&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Pur avendo acquistato un peso politico rilevante, tanto da avere sbaragliato (non a caso) alle primarie il candidato del PD e conseguito un risultato eccellente alle elezioni per il Sindaco, Miazzi e il Comitato non sono mai stati nelle condizioni di ampliare i loro consensi. Italcementi questo l'ha sempre saputo e non mi meraviglierei se ne avesse persino favorito la presenza. L'origine nell'estrema sinistra e il linguaggio politico di Miazzi e &#8220;Lasciateci respirare&#8221; erano e sono un limite invalicabile all'aumento dei loro consensi. Visto dalla parte di Italcementi, hanno operato efficacemente come un argine di contenimento all'opposizione ai cementifici che era considerata da buona parte della popolazione troppo ideologica e troppo di &#8220;sinistra&#8221;. Emblematico fu il commento di una signora prima delle elezioni: &#8220;Io voto per Lunghi, tanto Miazzi non glielo far&#224; fare il cementificio a Italcementi!&#8221;. Come dire che era contraria al cementificio, ma non avrebbe mai votato uno di sinistra. Questa &#232; la mentalit&#224; veneta: pasciutasi di anticomunismo cattolico, oggi vede nella Lega la vera opposizione. Monselice non fa eccezione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'argine per&#242; &#232; crollato la primavera scorsa con la formazione del Comitato &#8220;Enoi?&#8221;. Questa operazione ha ampliato il consenso al centrodestra rompendo l'argine ideologico dell'opposizione a Italcementi. Ma non solo: esso &#232; composto da persone di spessore intellettuale, politico e tecnico capaci di aggregare consenso tra fasce della popolazione finora prive di rappresentanza politica. Avendo una certa esperienza di queste situazioni, vissute a turno da entrambi i lati della barricata, sinceramente devo dire che dalla loro parte hanno una forza in pi&#249;, cio&#232; un entusiasmo e una dedizione alla causa tipica dei giovani nonostante alcuni abbiano rilevanti esperienze professionali e politiche che consentono loro di operare efficacemente nell'allargamento del consenso. Il problema &#232; anche strutturale e politico di lungo termine e Monselice potrebbe essere solo l'antesignano di qualcosa che succeder&#224; anche altrove: presto in tutta Italia sui temi ambientali potranno formarsi coalizioni anomale capaci di cambiare le logore tradizionali aggregazioni del consenso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Sindaco e l'amministrazione con la loro incapacit&#224; di comprendere le sensibilit&#224; e le nuove esigenze della cittadinanza hanno determinato questa situazione e con il passare del tempo l'hanno peggiorata.
Al punto che ora non interessa pi&#249; domandarsi se si &#232; favorevoli al Re-vamping o alla diversa economia che &#8220;Enoi?&#8221; e &#8220;Lasciateci respirare&#8221; efficacemente promuovono e che non pu&#242; essere contrastata tra le componenti piccolo borghesi intellettuali (oggi la maggioranza) poich&#233; trova eco su tutti i media nazionali. L'occasione perduta da Italcementi &#8211; per evidente colpa del Sindaco e dell'amministrazione &#8211; &#232; stata di non avere voluto collegare il progetto re-vamping con le esigenza moderne dell'economia e della popolazione. Non avendo capito il potenziale di opposizione della componente &#8220;giovane&#8221; ed istruita della popolazione e sviati dal pregiudizio operaista degli anni sessanta, hanno rifiutato un dialogo che avrebbe potuto portare a nuovi progetti e a un compromesso legittimo e corretto. Hanno tentato la via dell'autoritarismo che porter&#224; Italcementi a essere costretta ad abbandonare il progetto. Infatti, se anche l'amministrazione riuscir&#224; a farlo approvare nonostante i ricorsi, gli inevitabili ritardi e gli ostacoli che incontrer&#224;, come potr&#224; Italcementi essere ancora sicura che le converr&#224; avere uno stabilimento in un'area protetta contro il parere di tutta la popolazione per trent'anni? La prossima amministrazione sicuramente esprimer&#224; un sindaco anti-revamping e anti-Italcementi che creer&#224; costantemente problemi. Oltre che per motivi morali, questo atteggiamento sar&#224; necessario a chiunque vorr&#224; ottenere sia posizioni politiche rappresentative, sia compensazioni dall'azienda per il territorio che rappresenta.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'azienda deve prendere atto che il Sindaco e l'amministrazione sono stati i veri nemici del re-vamping: Italcementi ha fatto un grave errore a puntare su di loro. Se i finanziamenti di Italcementi avrebbero potuto essere un'opportunit&#224;, Monselice l'ha perduta per sempre. Ora sembra davvero difficile riuscire a ricucire e, se anche si arriver&#224; a fare il re-vamping, cosa improbabile, si riveler&#224; un pessimo investimento nel tempo per Italcementi. Infatti i cittadini che si riuniscono nei Comitati per la salute e l'ambiente di Monselice hanno scoperto il piacere di &#8220;un'esperienza nuova per il nostro tempo (che) &#232; entrata nel gioco politico: ci si &#232; accorti che agire &#232; divertente ... quando l'uomo partecipa alla vita pubblica apre a se stesso una dimensione di esperienza umana che altrimenti gli rimane preclusa, e che in qualche modo rappresenta parte di una felicit&#224; completa&#8221;(Hannah Arendt).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;a href='http://pdnuovopercorso.blogspot.com/2010/11/documento-sul-revamping-italcementi.html' class='spip_out'&gt;Documento del PD sul Revamping Italcementi&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;Alla Camera del Lavoro di Monselice.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Vorrei chiarire subito che mi rivolgo alla CGIL -il sindacato a cui sono iscritto dal mio primo giorno di lavoro- perch&#233;, oggi, &#232; l'unico dei grandi sindacati a mantenere una qualche dignit&#224; quando non si appiattisce sulle posizioni delle altre organizzazioni, ridotte a &quot;cinghia di trasmissione&quot; del governo della destra.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I gravi episodi di intolleranza messi in atto dai sostenitori del revamping, tra cui anche dei lavoratori, nei confronti di consiglieri comunali e cittadini, preoccupati per il futuro del loro territorio e per la salute dei loro figli, sono un fatto grave che chiama in causa la responsabilit&#224; del sindacato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La differenza di opinioni sulle prospettive occupazionali e di sviluppo dell'area dei Colli Euganei e della Bassa Padovana &#232;, ovviamente, legittima. Esercitare e giustificare violenze verbali, dileggi, provocazioni, NO! Su questi fatti la responsabilit&#224; del sindacato &#232; OGGETTIVA, per il clima di scontro che alcuni esponenti hanno voluto creare, contrapponendo gli interessi dei lavoratori del cemento a quelli degli altri lavoratori e dei cittadini. Quando si creano e si esasperano allarmismi occupazionali, in funzione di interessi aziendali (padronali), &#232; chiaro che poi le &quot;teste calde&quot; vengono fuori e trovano l'humus per l'esercizio di ci&#242; che riesce loro meglio: non ascoltare posizioni diverse dalle proprie, aggredire e trasformare in nemico i lavoratori-cittadini che difendono la qualit&#224; della vita nel loro paese.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Alcune regolette chiare del vecchio &quot;operaismo&quot; sarebbero bastate a non far diventare il sindacato il &quot;bastone&quot; del padrone:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;alle aziende non importa un bel nulla dell'occupazione e del reddito dei lavoratori (per loro sono COSTI!), n&#233; del benessere dei lavoratori, n&#233; della salute delle cittadine e dei cittadini, n&#233; dell'ambiente. Le aziende si preoccupano solo di fare profitti, anche contro le leggi, o revocando unilateralmente i contratti. Vedrete cosa vorr&#224; dire la fusione Zillo-Cementeria di Monselice in termini occupazionali e pure in termini di inquinamento ... o si accuseranno ancora gli ambientalisti? un imprenditore non investe centinaia di milioni per produrre meno di prima, sarebbe semplicemente uno stolto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il sindacato e gli esponenti del centrosinistra che si prestano a fare da sostenitori, o magari anche da manovalanza violenta del padrone, lo sanno perfettamente che l'affare da qualche parte c'&#232;! Lo sanno benissimo che l'affare sono i rifiuti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Noi cittadini veneti della Bassa Padovana, pagheremo lo smaltimento dei rifiuti che produciamo, poi pagheremo, una seconda volta, con un maggiore inquinamento della nostra zona -per aver dato spazio a &quot;cementifici-inceneritori&quot;, che possono &quot;legittimamente&quot; inquinare fino a sei volte di pi&#249; di un impianto di incenerimento- e infine pagheremo, una terza volta, a chi brucia i rifiuti, gli incentivi per aver usato &quot;combustibili alternativi&quot;, con le nostre tasse.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Veramente, a me, cittadino, che le cementerie immettano in ambiente sostanze inquinanti, fino a sei volte pi&#249; degli inceneritori, bruciando rifiuti o bruciando pet-coke, fa lo stesso. Impianti di questo tipo, autorizzati a inquinare, non sono compatibili con il livello di civilt&#224; che questo paese merita.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Chiss&#224; che almeno la CGIL si dissoci pubblicamente dai violenti e dai provocatori e manifesti le diverse posizioni che sono presenti al suo interno: non tutta la CGIL la agisce come qualche sindacalista locale che, a testa bassa, sostiene le posizioni aziedali. Forza! abbiamo bisogno di idee nuove, non di asservimento alle logiche padronali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Francesco Bussi&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Consigliere Comunale di Monselice, tesserato FLC-CGIL&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova - DOMENICA, 21 NOVEMBRE 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Otto sindaci cambiano parere&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Cresce il fronte del s&#236; al revamping, poste condizioni a Italcementi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; FRANCESCA SEGATO MONSELICE. Rompono gli indugi i sindaci pro revamping: 12 amministratori hanno sottoscritto un documento di appoggio al piano Italcementi, ponendo dei paletti. Dei 27 sindaci che pochi mesi fa avevano chiesto uno stop al progetto, 8 si sono &#171;sfilati&#187; e sono passati dalla parte opposta: Arqu&#224; Petrarca, Battaglia, Cinto, Lozzo, Rovolon, San Pietro Viminario (con delibera di giunta), Teolo, Vo'. Gli altri quattro comuni sottoscrittori sono Monselice, Montagnana, Montegrotto, Stanghella.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; L'assenso al revamping prevede cinque condizioni. La prima &#232; la riduzione delle emissioni attuali di almeno il 50% (riduzione gi&#224; prevista nel progetto). &#171;Da valutare con Italcementi la possibilit&#224; di adottare tecnologie all'avanguardia per abbattere ulteriormente le emissioni&#187;. La seconda &#232; il mantenimento dell'occupazione, con l'utilizzo di manodopera locale per il revamping. Terzo punto &#171;l'affidamento alle imprese del nostro territorio una percentuale non inferiore al 50-60% dei lavori necessari alla manutenzione straordinaria e alla realizzazione tecnica del revamping&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Il penultimo paletto &#232; la convenzione tra Comune, Provincia e Parco Colli &#171;che preveda la futura dismissione dello stabilimento con piano di riconvertire l'area in area verde&#187;, l'ultimo &#171;la realizzazione di un accordo tra i comuni del Territorio (capofila Monselice), il Parco Colli e Italcementi stessa per prevedere una serie di compensazioni a vantaggio dei comuni del territorio stesso, sotto forma di interventi dell'azienda&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; I sindaci sposano le istanze dei sindacati, rilevano la grave crisi e concludono chiedendo esplicitamente &#171;agli organi competenti di esprimere parere positivo affinch&#233; il progetto ottenga le necessarie autorizzazioni&#187;. &#171;Il documento &#232; molto importante, perch&#233; dimostra che il territorio non &#232; contro il nuovo progetto dell'ammodernamento dell'impianto, ma anzi c'&#232; grande volont&#224; di trovare una soluzione&#187; &#232; il commento del sindaco Francesco Lunghi, secondo cui le 12 firme sono destinate a lievitare. Mentre il vicesindaco Gianni Mamprin difende chi aveva sottoscritto il &#171;documento dei 27&#187;: &#171;Qui non ci sono voltagabbana&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;E' l'accordo sottoscritto fra l'azienda di Pesenti e l'esecutivo del Parco Colli. Este e Baone annunciano ricorso al Tar&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Cementificio chiuso fra trent'anni e soldi subito&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Un s&#236; da un milione di euro. E' il &#171;prezzo&#187; che il Parco Colli presieduto da Chiara Matteazzi ha concordato con Italcementi, nella convenzione approvata l'altro ieri dall'esecutivo dell'Ente Parco. Una convenzione su cui pesa una spada di Damocle: Este e Baone annunciano un ricorso al Tar. 3 anni per realizzare l'intervento, poi ancora 30 anni di cementeria prima della dismissione. E' quanto prevede la convenzione: poi l'area torner&#224; verde e passer&#224; al Comune di Monselice (in cambio di un credito edilizio). Oltre al milione di euro (per sistemare le frane) che il Parco avr&#224; da Italcementi, gli altri punti salienti dell'accordo prevedono la riduzione delle emissioni e del traffico veicolare, la continuit&#224; occupazionale e l'impegno a non usare Cdr. &#171;Questo accordo &#232; carta straccia, in quanto non vede al tavolo tutti i soggetti coinvolti&#187; tuonano i sindaci di Este Giancarlo Piva e di Baone Francesco Corso. &#171;L'articolo 19 del Piano Ambientale parla di una convenzione tra Ente Parco, proponente e comuni interessati: non solo Monselice, che come al solito prevarica sul territorio. I Comuni interessati sono anche Arqu&#224;, Este, Baone. Questo lo sosterremo a tutti i livelli, fino a fare ricorso al Tar. E' inaccettabile compromettere per altre tre generazioni il nostro territorio. Ci sconvolge che questo documento arrivi dal presidente di un ente di tutela. Parco e Provincia hanno fatto solo sponda alla volont&#224; di Italcementi, proni alle sue richieste. Avevamo chiesto un tavolo di discussione, nulla hanno fatto in questo senso&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Soddisfatto il sindaco di Monselice Francesco Lunghi. &#171;Ho richiesto che il sito sia trasformato in area verde, 600 mila mq da consegnare al Comune di Monselice con piantumazione autoctona&#187;. Quanto alle voci su una sostanziosa compensazione economica per il comune di Monselice, Lunghi chiarisce: &#171;Se verr&#224; approvato il revamping, ci sar&#224; un'altra convenzione tra Italcementi e Comune&#187;. Duro il consigliere Francesco Miazzi: &#171;Con questo atto, l'esecutivo di Chiara Matteazzi sancisce la morte del Parco e delle norme che lo reggono, lancia il messaggio che costruzioni incompatibili si possono fare... a patto che si paghi. La salute dei cittadini, la vocazione del territorio e la possibilit&#224; di uno sviluppo diverso, sono sacrificati in nome dei profitti dei cementieri&#187;. &#171;La bassa sar&#224; ingessata per trent'anni: il futuro &#232; compromesso - afferma anche il consigliere estense Maurizio Lucca (Pdl) -. Il Parco ora non ha pi&#249; motivo di esistere: propongo che sia sciolto&#187;. Per l'onorevole Paola Goisis, &#171;I sindaci del Parco attraverso i loro delegati in esecutivo hanno tradito gli elettori in cambio di promesse&#187;. L'onorevole chiede la testa della presidente del Parco: &#171;Ha finito per sacrificare la salute dei cittadini del Parco per il biblico piatto di lenticchie&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;NACCARATO BOCCIATO&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Piva ha vinto la sua battaglia&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Pd ora &#232; contrario al progetto&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. &#171;Il Pd &#232; contro il revamping&#187;. Dopo il fermento dato dalle opposte prese di posizione del sindaco Giancarlo Piva e dell'onorevole Alessandro Naccarato, ieri mattina si sono riuniti i vertici del Pd locale: parlamentari, consiglieri regionali, provinciali, sindaci del territorio interessato, coordinatori di zona e componenti Parco. Largamente maggioritario il dissenso al progetto Italcementi. Ora il Pd si appresta a votare un documento, il 28 novembre, che con tutta probabilit&#224; sancir&#224; il &#171;no&#187; al revamping. &#171;Dalla riunione di gioved&#236; con tutti i coordinatori della zona - spiega il segretario provinciale Pd, Federico Ossari - &#232; emerso che la posizione del partito a livello locale &#232; di contrariet&#224;. La direzione politica provinciale si riunir&#224; domenica 28 per ufficializzare la presa di posizione. L'orientamento, che parte dalle indicazioni che vengono dal territorio, &#232; che il revamping non &#232; un progetto condivisibile. L'occupazione ci sta a cuore, ma va valutata dopo le questioni di salvaguardia di cittadini e territorio. Occorre una riflessione pi&#249; ampia sul futuro dei cementifici&#187;, chiude Ossari. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Gazzettino - Domenica 21 Novembre 2010,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Torre pi&#249; bassa, met&#224; emissioni&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Toccher&#224; al consiglio comunale approvare l'accordo&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il sindacato &#232; ottimista: &#171;Ascoltati i lavoratori&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ferdinando Garavello&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Manca una settimana al consiglio comunale di Monselice, che si riunir&#224; per approvare la convenzione gi&#224; licenziata dal Parco colli. Se anche il Comune dar&#224; parere positivo appare molto difficile che la Provincia possa cassare il progetto. Lo stesso pu&#242; dirsi per la Sovrintendenza. Indiscrezioni confermano che da Venezia potrebbe arrivare, in seguito alla stesura della convenzione, un placet in tempi molto rapidi. Il progetto attualmente sottoposto al vaglio delle istituzioni pubbliche si rif&#224; alla &#171;seconda&#187; stesura del piano. La documentazione prevede infatti la costruzione di una torre alta 89 metri, al posto della prima ipotesi, che prevedeva invece una struttura di preriscaldo di un centinaio di metri. Questa nuova apparecchiatura sostituir&#224; i vecchi forni, assicurando una riduzione delle emissioni in atmosfera del 50 per cento. L'installazione di tecnologie avanzate dovrebbe, sempre secondo il materiale tecnico fornito dall'Italcementi, ridurre in modo sostanziale il consumo di risorse. Il costo totale dell'intervento si aggira sui 160 milioni di euro. I paletti posti dal Parco riguardano invece - oltre a varie rassicurazioni ambientali - la necessit&#224; di chiudere lo stabilimento fra 30 anni e di rendere l'area al Municipio. A questi si aggiunge il milione di euro che l'azienda fornir&#224; per la sistemazione delle frane nel comprensorio collinare. Esultano infine i sindacati, che vedono finalmente uno spiraglio di luce alla fine del percorso. &#171;Abbiamo gi&#224; incontrato i lavoratori - dice Marco Benati della Cgil - siamo contenti perch&#233; vediamo che il nostro appello &#232; stato ascoltato. L'impostazione della convezione &#232; molto vicina all'accordo che abbiamo sottoscritto noi con l'azienda, perch&#233; collega il progetto di revamping ad un piano di lungo termine di dismissione della fabbrica e riqualificazione del sito&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;I FAVOREVOLI
&#171;Il territorio non &#232; contro il progetto, ma vuole la soluzione&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(F.G.) L'amministrazione di Monselice si prepara alla battaglia del 29, quando la convenzione sar&#224; discussa in consiglio comunale. Nel frattempo 13 sindaci del territorio hanno firmato un documento, nel quale viene espressa una netta approvazione nei confronti dell'accordo. &#171;Questo documento &#232; molto importante, perch&#233; dimostra che il territorio non &#232; contro il nuovo progetto - sottolinea il sindaco di Monselice, Francesco Lunghi - ma anzi c'&#232; grande volont&#224; di trovare una soluzione. Bisogna dare atto che in un momento di grave crisi economica, durante il quale molte aziende spostano i loro stabilimenti all'estero, Italcementi mantiene investimenti e mano d'opera nel territorio. Mi pare una scelta responsabile da parte delle amministrazioni locali collaborare con questa scelta&#187;. &#171;Nell'elenco dei sindaci c'&#232; anche qualcuno che aveva firmato in primavera il documento che chiedeva di interrompere l'iter per l'assegnazione dei permessi e l'apertura di un tavolo - gli fa eco il vicesindaco, Gianni Mamprin - Contrariamente a quanto cerca maldestramente di far passare qualche comitato, qui non ci sono voltagabbana, perch&#233; le due posizioni non sono in contrapposizione&#187;. Hanno firmato i sindaci di Monselice, Arqu&#224; Petrarca, Battaglia Terme, Cinto Euganeo, Lozzo, Montagnana, Montegrotto, Rovolon, San Pietro Viminario, Stanghella, Teolo e Vo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;I CONTRARI
&#171;Il Parco e la Provincia tradiscono gli elettori in cambio di promesse&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(F.G.) Il fronte anti-revamping insorge contro il documento approvato dal Parco colli. &#171;La convenzione - taglia corto il sindaco di Este, Giancarlo Piva - &#232; carta straccia. Queste decisioni vanno prese collegialmente, secondo la normativa del Parco, assieme a tutti i Comuni interessati&#187;. &#171;Parco e Provincia - continua furibondo il sindaco atestino - hanno lavorato solo per convincere i sindaci a trovare una soluzione per arrivare all'approvazione del progetto, invece di aprire un tavolo di lavoro legato a un nuovo tipo di sviluppo del territorio. La partita &#232; ancora aperta&#187;. La politica estense sembra schierarsi decisamente contro il progetto: &#171;Sosterremo Piva - dice Maurizio Lucca, consigliere Pdl - in ogni sua decisione sull'argomento&#187;. &#171;I sindaci - accusa quindi l'onorevole leghista Paola Goisis - hanno tradito gli elettori in cambio di promesse. A Cernusco l'Italcementi ha fatto le stesse promesse per approvare un progetto analogo. Sono trascorsi 10 anni e tutti aspettano ancora il denaro e le infrastrutture, mentre l'impianto &#232; stato realizzato&#187;. &#171;Con questo atto - sottolinea Francesco Miazzi, consigliere di minoranza a Monselice - l'esecutivo di Chiara Matteazzi sancisce la morte del Parco e delle norme che lo reggono, lancia il messaggio che costruzioni incompatibili si possono fare, a patto che si paghi&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'azienda tentenna: &#171;Condizioni onerose&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(F.G.) La convenzione &#232; pronta, ma Italcementi nicchia. La propriet&#224; ha emesso ieri una nota dalla quale si evince una certa diffidenza nei confronti dei paletti imposti dal Parco. &#171;Prendiamo atto delle condizioni - spiega l'azienda - alle quali il Parco, attraverso la convenzione approvata venerd&#236;, intende vincolare il proprio assenso al revamping dell'impianto di Monselice. Si tratta di impegni molto rilevanti e onerosi per l'azienda&#187;. &#171;Occorre sottolineare che l'impegno di Italcementi si concretizza gi&#224; attraverso un progetto di revamping molto avanzato sul fronte della tutela dell'ambiente - prosegue la ditta - con la messa in campo delle migliori tecnologie disponibili nel settore, tali da abbattere di oltre la met&#224; le attuali emissioni, oltre che con la diminuzione della capacit&#224; produttiva del forno rispetto a quella odierna&#187;. Le condizioni degli enti sono &#171;molto onerose e aggiuntive - conclude il comunicato - e vanno ben oltre la normale prassi. Italcementi si riserva dunque di valutare con attenzione seppure con spirito costruttivo&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova - SABATO, 20 NOVEMBRE 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sei esponenti del Pd parlano di &#171;atteggiamento semplicistico e irresponsabile&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Centrosinistra spaccato&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Piva contestato per l'attacco a Naccarato e Sartori&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;NICOLA CESARO ESTE. Le parole di Giancarlo Piva e di Natalino Furlan nei confronti di Alessandro Naccarato e Boris Sartori (&#171;sulla questione revamping i due non rappresentano la base del Pd&#187;) hanno creato frizioni nel centrosinistra atestino. Francesco Panfilo, Fabio Rizzo, Luciano Iodi, Massimo Puggina, Simone Ferraretto e Decimino Rocca, militanti ed esponenti del Pd, hanno contestato l'uscita del primo cittadino atestino: &#171;Le dichiarazioni di Piva e Furlan non rappresentano tutto il Pd - scrivono - Stupisce innanzi tutto l'atteggiamento semplicistico e irresponsabile nell'affrontare un tema cos&#236; delicato&#187;. I sei vanno gi&#249; duro: &#171;Lascia esterrefatti l'arroganza e la supponenza con cui si stabilisce chi ha capacit&#224; di rappresentanza all'interno del Pd e chi invece no. Bisogna ricordare a Piva e Furlan che l'onorevole Naccarato e il consigliere provinciale Sartori non solo rappresentano le stesse posizioni di molti iscritti e militanti del Pd, ma che il loro punto di vista raccoglie consensi anche tra i cittadini e i lavoratori di Este e della Bassa Padovana che pur non hanno la tessera democratica. Invece di dare lezioni a destra e a manca, qualcuno dovrebbe tenere in debito conto anche le posizioni di chi la pensa in modo diverso, rispettando le opinioni altrui che non per questo vanno considerate per forza sbagliate o addirittura non rappresentative&#187;. Chiudono poi i membri democratici: &#171;Per fortuna il Pd non &#232; una caserma e al suo interno tutti hanno diritto di esprimere la propria idea e il proprio punto di vista, anche se questo non coincide con quello del sindaco. Altro che esami di coscienza! Per fortuna che quando il mondo del lavoro e i lavoratori hanno qualcosa da dire, c'&#232; anche chi come Naccarato si prende la cura di ascoltarli&#187;. Insomma, lo sfogo di Piva ha fatto storcere il naso a parecchi colleghi di partito. Non sono solo Naccarato e Sartori, per esempio, a sposare la tesi del &#171;s&#236;&#187; al revamping. Anche il consigliere regionale Mauro Bortoli, sempre del Pd, ha dato il proprio assenso al progetto: &#171;Senza ipocrisie deve essere chiaro a tutti che senza revamping non ci sar&#224; pi&#249; il cementificio di Monselice. E' quanto stanno tentando di far capire i lavoratori di Italcementi e delle aziende dell'indotto che da giorni si appellano al senso di responsabilit&#224; di amministratori e politici per garantire il futuro a 250 famiglie della zona&#187;. Esattamente il contrario di quanto pensa Piva: &#171;Consentire il revamping all'Italcementi equivale a condannare a morte le altre due cementerie - aveva sostenuto il sindaco di Este - motivo per cui la tanto acclamata difesa dei lavoratori si ritorce contro s&#233; stessa, penalizzando gli operai delle altre due realt&#224;&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Chiusura fra venticinque anni&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Convenzione Parco-Italcementi: si apre la strada al &#171;s&#236;&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'intesa supererebbe l'incompatibilit&#224; fissata dal Piano ambientale&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Arriva dal Parco Colli quella che potrebbe rivelarsi la spinta decisiva per far decollare il progetto di revamping di Italcementi. Proprio ieri l'esecutivo dell'Ente Parco ha approvato la convenzione che prevede la dismissione del cementificio nel lungo periodo. La durata dello stabilimento Italcementi sarebbe prevista per altri 25 anni. E proprio questo passaggio potrebbe diventare la chiave di volta per far passare il progetto di revamping, da pi&#249; parti considerato in contrasto con il Piano ambientale del Parco, che considera le cementerie attivit&#224; &#171;incompatibili&#187; con le finalit&#224; del Parco stesso. Italcementi si impegna a porre gi&#224; una data di scadenza alla vita dello stabilimento, purch&#233; ora non trovi ostacoli il revamping. E il Parco inizierebbe il percorso verso la dismissione del cementificio, secondo la linea tracciata dalla presidente Chiara Matteazzi. Ieri sera la convenzione tra Comune di Monselice, Parco Colli e Italcementi per la dismissione del cementificio &#232; stata inserita in fretta e furia nell'ordine del giorno del consiglio comunale del 29 novembre. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Gazzettino - Sabato 20 Novembre 2010,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Revamping: &quot;s&#236;&quot; del Parco&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fra 30 anni l'impianto dovr&#224; bloccare l'attivit&#224; ed essere smantellato&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'area dovr&#224; passare al Comune con vincolo a verde pubblico&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Via libera al revamping, ma a trent'anni dall'accensione dell'impianto la cementeria cesser&#224; ogni attivit&#224;. Sono queste, in estrema sintesi, le basi della convenzione stipulata fra il Parco e l'Italcementi, che si impegner&#224; a fornire un milione di euro all'ente per la sistemazione delle frane del comprensorio. La penultima tessera del complicato mosaico riguardante il progetto monselicense &#232; stata incollata ieri sul disegno dall'esecutivo del Parco, riunitosi per approvare la delibera che ufficializza la convenzione fra le parti. L'ultimo tassello &#232; ora in mano alla Provincia, che dovr&#224; decidere se accettare la valutazione d'impatto ambientale inoltrata dall'azienda. Un discorso a parte merita la Sovrintendenza, la quale ha un mese e mezzo di tempo per approvare o rigettare la domanda. Dalle indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi sembra per&#242; che la posizione di Padova e Venezia sia favorevole al progetto, cos&#236; come &#232; stato scolpito in seguito alle riunioni degli ultimi giorni. La convenzione &#232; composta da nove punti e si basa sul miglioramento dell'impatto ambientale della struttura. Parco e Comune di Monselice prendono atto che il miglioramento in termini di emissioni atmosferiche &#232; raggiungibile con il cambio della tecnologia produttiva, che arriver&#224; dopo un intervento strutturale lungo tre anni. Italcementi si impegna quindi a dotarsi delle pi&#249; avanzate tecniche per la protezione dell'ambiente e ad assicurare la totale trasparenza su procedimenti ed emissioni. Particolare attenzione avranno poi gli aspetti estetici ed architettonici del nuovo impianto. Per quanto riguarda il traffico, l'azienda adeguer&#224; il proprio parco automezzi, con una riduzione delle ripercussioni sulla viabilit&#224; del 14 per cento. Non verranno usati in nessun caso combustibili derivati da rifiuti. L'area dello stabilimento sar&#224; interessata dalla piantumazione intensiva, non inferiore a 300 piante per ettaro, di alberi e arbusti. &#171;Italcementi - recita il documento - si impegna a cessare la propria attivit&#224; entro 30 anni dalla messa in funzione del nuovo impianto&#187;. Una volta spenti i forni, la propriet&#224; demolir&#224; edifici e manufatti, ripristinando lo stato dei luoghi. Inoltre la zona sar&#224; ceduta al Comune, che la destiner&#224; a verde pubblico. Infine il Parco ricever&#224; un milione di euro, in tempi e modi da valutare, per mettere in sicurezza i movimenti franosi degli Euganei. &#171;Spero - spiega la presidente del Parco, Chiara Matteazzi - che questo sia il segnale per la chiusura positiva del lungo processo del progetto, e che possa dare serenit&#224; finalmente a tutti coloro che si sono impegnati in questi mesi&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un milione per sistemare le frane sui Colli&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#200; andato in scena ieri al Parco colli di Este il penultimo atto dell'intricata vicenda legata al revamping Italcementi. La giunta ha approvato la convenzione con l'azienda, che ora aspetta solo l'ok della Provincia ed il silenzio assenso della Soprintendenza per poter passare alla fase esecutiva del progetto. In cambio la cementeria fornir&#224; un'ingente somma di denaro per sistemare le frane e programmer&#224; la chiusura dell'impianto fra una trentina d'anni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un anno di tira e molla politico&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sul progetto presentato dalla cementeria il 12 dicembre 2009 un'altalena di posizioni&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(F.G.) &#200; passato un anno da quando la vicenda revamping &#232; piombata sulla bassa padovana. Il 12 dicembre del 2009 Italcementi fa la prima mossa, svelando il progetto. Fra boutade, false notizie e qualche verit&#224; si arriva a marzo, quando se ne parla nel consiglio comunale di Monselice. Qualche settimana dopo viene coinvolta anche la Provincia, che dovr&#224; approvare o cassare la Via. Quasi nello stesso momento il progetto viene presentato ai sindaci e agli amministratori del territorio e inizia la bagarre vera e propria. Comuni e Parco iniziano a studiare la situazione, alla ricerca di una soluzione che possa mettere d'accordo tutti. A maggio si torna in consiglio comunale, all'ombra della Rocca: la mozione pro revamping non viene approvata e il sindaco, Francesco Lunghi, manda a casa l'assessore Bruno Cama, contrario al piano. Il patto sociale inizia a scricchiolare e si delineano chiaramente le fazioni. Da una parte gli ambientalisti tout-court e i contrari. Dall'altra le forze politiche propense ad accettare la proposta, i lavoratori timorosi di perdere il posto e - ovviamente - l'azienda stessa. A questo punto le cose iniziano a farsi caotiche e la faccenda &#232; in continua evoluzione. Chiunque, dall'usciere al parlamentare, si sente in dovere di dire la sua. E non ci sono alleanze, tessere e amicizie che tengano. Le manifestazioni, pro e contro, si susseguono e l'atmosfera si fa incandescente. Tutto sembra perduto quando la Soprintendenza inizia a storcere il naso. Poi il vento cambia e tutti gli ingranaggi si allineano, fino alla delibera di ieri.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; PER UN FUTURO CON MENO CEMENTO&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le minacce e le intimidazioni al Comitato Lasciateci respirare mi riportano al clima di 40 anni fa quando ad essere presi di mira erano quelli che si battevano per liberare i Colli dalle cave.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una reazione, allora come ora, in parte comprensibile, anche se non giustificabile. Mi riferisco naturalmente alla sacrosanta preoccupazione di chi vede messo in pericolo il posto di lavoro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma il problema non pu&#242; fermarsi qui, solo al posto di lavoro. Avremmo altrimenti dovuto tenerci le cave, una realt&#224; che sicuramente pochi oggi rimpiangono.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se quello che &#232; in discussione &#232; un cambiamento dal quale la collettivit&#224; ha da guadagnarci, la decisione va presa, affrontando contemporaneamente le conseguenze di questa decisione. Lo si &#232; fatto appunto negli anni 70 (anche se forse non con la efficacia auspicabile). Lo si faccia anche ora, da parte di politici e amministratori innanzitutto che dovrebbero avere una strategia ben precisa: i prossimi anni dovrebbero essere, non tanto per la crisi, ma per una scelta condivisa, gli anni della &#8220;decementificazione&#8221;. Lo impongono problemi non solo ambientali, ma anche culturali ed economici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il diluvio di cemento che si &#232; abbattuto negli ultimi decenni ha massacrato il nostro territorio, ma ha anche inquinato culturalmente la societ&#224; (pu&#242; essere il cemento a salvare i bilanci comunali?). E ha inoltre orientato l'economia verso una forma &#8220;palazzinara&#8221; che non pu&#242; avere futuro. &#8220;Cemento amato&#8221; &#232; il titolo di un lungo servizio nell'ultimo numero del Giornale dell'Architettura dedicato al ruolo eccessivo avuto dal cemento nella nostra politica, in particolare quella regionale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E' significativo rilevare che quelle nazioni che in anni recenti ci avevano sorpassato in fatto di consumo di cemento (Grecia, Irlanda, Spagna, Portogallo) sono ora quelle in cui la crisi &#232; pi&#249; profonda. Mentre la Germania, che ha saputo dimezzare il suo consumo pro capite, ha l'economia pi&#249; solida del continente. E una politica ambientale rigorosa. Quale modello vogliamo seguire per il futuro?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Queste considerazioni generali valgono in modo particolare per la nostra area, che pur essendo un'area parco e con i ben noti problemi di inquinamento, ha una concentrazione di cementerie senza altre uguali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Possibile allora continuare ad affidare il nostro futuro al cemento per altri decenni?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E' comprensibile che non siano direttamente gli operai a porsi questo problema. Ma i loro vertici sindacali? E soprattutto gli amministratori e i politici? Si faccia quel che, invero per motivi meno nobili, si &#232; fatto con gli zuccherifici. Se ne sono chiusi addirittura quindici, ma per far fronte alle conseguenze si &#232; anche adottato, tra l'altro, un provvedimento legislativo ad hoc.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Solidariet&#224; piena allora a chi trova il coraggio di sollevare queste problematiche, ma contemporaneamente un forte richiamo a chi ha il dovere di guidare le scelte che riguardano il nostro territorio. Spetta a loro, come si &#232; fatto 40 anni fa, fare quelle pi&#249; vantaggiose per il futuro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Gianni Sandon&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Comitato Difesa Colli Euganei&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova VENERD&#204;, 19 NOVEMBRE 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il sindaco di Este attacca i compagni di partito per il loro s&#236; al revamping&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Piva contro Naccarato e Sartori &#171;Non rappresentano la base&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Bacchettate rivolte pure al collega di Orgiano &#171;Si prenda i cementifici&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;FRANCESCA SEGATO&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Questione &#171;revamping Italcementi&#187;: direttamente da Este e proprio dal Partito democratico, arriva una vigorosa bacchettata sulle mani per Alessandro Naccarato e Boris Sartori. Il sindaco di Este, Giancarlo Piva, ritorna sul tema e non usa mezze misure contro il deputato Alessandro Naccarato e il consigliere provinciale Boris Sartori, entrambi di marca Pd come il sindaco atestino. I due non hanno mai nascosto di ritenere valido il contestatissimo progetto di riqualificazione del grande cementificio monselicense(in foto il rendering dell'intervento). &#171;Il loro appoggio al revamping rappresenta una mancanza di rispetto alle rappresentanze democratiche del nostro territorio. Queste persone, che pure hanno deleghe nel partito, non ci rappresentano assolutamente. E' bene che si facciano un esame di coscienza e che pensino se portando avanti certe idee rispondono o meno al mandato elettorale che &#232; arrivato anche dai democratici della Bassa Padovana&#187;. Al sindaco si associa anche Natalino Furlan, presidente del consiglio comunale e segretario atestino del Pd: &#171;Naccarato e Sartori non rappresentano n&#233; gli amministratori locali n&#233; la cittadinanza e, a questo punto, neanche la base del partito&#187;. Piva lancia un monito all'amministrazione di Orgiano: &#171;Se il sindaco di Orgiano vuole mantenere le proprie cave, si prenda anche i nostri cementifici. E' dal 1971, anno della legge Romanato-Fracanzani, che si &#232; deciso di dare uno sviluppo diverso al territorio: perch&#233; continuiamo a contraddirci? E' arrivata l'ora di attuare questo cambiamento nella visione della Bassa Padovana&#187;. Da ultimo, il primo cittadino di Este esprime vicinanza e solidariet&#224; a chi &#232; stato colpito a causa delle propria battaglia contro il revamping: &#171;Sono preoccupato da quanto sta avvenendo a Monselice - commenta Piva -. Gli atti di intimidazione verso chi si batte legittimamente contro il revamping sono una violenza da condannare e fermare&#187;. Il sindaco fa riferimento agli insulti ricevuti per strada dalla famiglia di un promotore del &#171;no&#187; al revamping e agli escrementi lasciati sulla porta di casa di Francesco Miazzi. &#171;Spero solo che queste intimidazioni - dice Piva - non facciano parte di una strategia che mira ad aumentare la tensione per legittimare poi uno spiccio assenso al progetto di Italcementi&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;STASERA COMITATI AD ARQUA'&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;Troppi volta gabbana&#187;
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; ARQUA' PETRARCA. Rimane mobile il fronte della battaglia pro o contro il revamping di Italcementi. Alcuni nodi probabilmente verranno al pettine questa sera, nel corso assemblea pubblica che i comitati &#171;Lasciateci Respirare&#187; ed &#171;E noi?&#187; propongono alle ore 21 in sala parrocchiale. &#171;Cosa significa vivere nell'area dei cementifici? Cos'&#232; il revamping proposto da Italcementi? Quale futuro per il nostro territorio?&#187; gli interrogativi a cui cercheranno di dare risposta amministratori e rappresentanti dei comitati. Tutto questo nei giorni in cui il fronte pro revamping lavora febbrilmente alla rimonta che potrebbe condurre in porto l'investimento da 160 milioni di euro sullo stabilimento Italcementi. Le indiscrezioni riferiscono delle trattative intorno a un documento &#171;pro revamping&#187;, sponsorizzato dall'amministrazione di Monselice e dai vertici del Parco regionale dei Colli Euganei, e sottoscritto da vari sindaci del territorio, anche tra quelli che inizialmente si erano espressi contro il progetto. Tra gli aderenti ai comitati c'&#232; sconcerto per le voci che circolano sui nomi dei sindaci che avrebbero gi&#224; dato il loro assenso a questo documento. Per gli ambientalisti, una svolta cos&#236; repentina da essere difficilmente immaginabile. Stasera si parler&#224; anche di questo, e sar&#224; inevitabile che i cittadini chiamino i loro amministratori a chiarire da che parte stanno. Sempre secondo gli ambientalisti, alla base dell'accordo che si sta confezionando in questi giorni ci sarebbero sostanziose compensazioni per i comuni aderenti: un milione di euro potrebbe andare al Parco, per essre poi ripartito in interventi nei vari comuni. Mentre una fetta pi&#249; consistente toccherebbe a Monselice. I comitati anti-revamping intanto programmano nuove iniziative pubbliche, e dovrebbe essere questioni di giorni anche l'invio della diffida sottoscritta dai cittadini.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova GIOVED&#204;, 18 NOVEMBRE 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Rsu, Cgil e Cisl sollecitano le autorizzazioni affinch&#233; Italcementi realizzi l'investimento da 160 milioni&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In corteo per invocare il revamping&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Cinquecento operai delle cementerie manifestano per tutelare l'occupazione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;FRANCESCA SEGATO&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Lo slogan &#232; di una sola parola: &#171;revamping&#187;. A scandirla, ieri mattina, centinaia di lavoratori dell'Italcementi durante lo sciopero di 4 ore, accompagnati dalle delegazioni dell'indotto e delle altre due cementerie. Una manifestazione, promossa dalle Rsu con Fillea Cgil e Filca Cisl, con un solo obiettivo: difendere l'occupazione e l'investimento da 160 milioni di euro. Oltre 500 i manifestanti secondo gli organizzatori (250 per le forze dell'ordine): un serpentone rumoroso ma pacifico, con tamburi, trombe e fischietti, le bandiere e gli striscioni intervallate dagli autotreni. Il senso &#232; quello di un pressing sulla politica, nei giorni in cui la vertenza revamping si avvicina alle battute conclusive. E' dell'altro ieri il sopralluogo in azienda del Soprintendente Ugo Soragni, e in questi giorni &#232; in atto pure un fitto lavorio sui sindaci, per portarli a sottoscrivere un documento a favore del revamping, da parte degli amministratori di Monselice e della presidente del Parco Colli. A preoccupare per&#242; &#232; l'esito ancora incerto della procedura Via e soprattutto l'allungarsi dei tempi. Dalla loro, i sindacati hanno il documento con le linee guida in materia ambientale, sottoscritto giusto l'altro ieri con Italcementi. &#171;Possiamo rivendicare di aver avviato un percorso di contrattazione - spiega il segretario provinciale Fillea Cgil, Marco Benati - sulla gestione ambientale e per la salute di cittadini e lavoratori&#187;. Gli fa eco Salvatore Federico, segretario regionale della Filca Cisl: &#171;Questa iniziativa far&#224; scuola a livello nazionale: vogliamo far capire che si possono coniugare ambiente e lavoro. Dalla politica vogliamo risposte certe, chiediamo a Comune e Provincia che continuino a starci vicini&#187;. Lungo il corteo si respira tanta apprensione. &#171;Siamo preoccupati - conferma Franco Celadin, trasporatore per Manfrinato - perch&#233; se chiude l'Italcementi o non passa il revamping sono a rischio tanti posti di lavoro dell'indotto. 45 della nostra ditta&#187;. Daniele Capovilla, dipendente: &#171;Siamo per la tutela dell'ambiente, ma i primi a difenderlo siamo noi operai&#187;. &#171;L'incontro di ieri&#187; spiega Giancarlo Tosato della Filca Cisl, presente al vertice con la Soprintendenza &#171;&#232; stato per sbloccare la situazione e fare pressione alle parti per risolvere la situazione: i tempi sono ormai stretti&#187;. Gianni Ba&#249; (Acm): &#171;Credo che Parco Colli e Soprintendenza abbiano adottato certe normative in momenti che non erano di crisi come questo&#187;. Leonardo Zucchini, segretario regionale Fillea Veneto: &#171;Rivendichiamo un investimento per salvaguardare l'occupazione e difendere la qualit&#224; del territorio&#187;. In corteo il vicesindaco Gianni Mamprin, il consigliere di Veneto Libero Lucio Perin e uno spaccato del Pd: il consigliere comunale Antonio Aldrigo e i consiglieri provinciali Fabio Rocco e Luca Micalizzi, mentre il consigliere regionale Mauro Bortoli ha inviato un messaggio. La Rsu Italcementi ha anche ribadito la propria estraneit&#224; alle intimidazioni denunciate dai comitati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Accordo per l'ambiente&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Azienda e sindacato sottoscrivono un patto Tra gli impegni c'&#232; la rinuncia a bruciare Cdr&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Sette linee guida per la gestione ambientale, se verr&#224; attuato il revamping: &#232; l'accordo sottoscritto con Italcementi da Fillea Cgil e Filca Cisl presentato ieri. Ecco in sintesi il contenuto del documento. &#171;La gestione dell'impianto sar&#224; programmata attraverso un percorso di definizione e verifica del &#8220;continuo miglioramento&#8221; delle prestazioni in termini ambientali - spiega una nota dei sindacati -. Si introdurr&#224; lo schema di gestione europeo Emas che promuove la cooperazione e la trasparenza con la comunit&#224; locale&#187;. Secondo punto: si richiede alla Provincia di costituire una Commissione Tecnica pubblica e permanente per definire pareri su emissioni, materiali e combustibili e proporre gli interventi per il &#171;continuo miglioramento&#187;. Terzo: &#171;Le tipologie di materie prime che saranno utilizzate a revamping concluso non cambieranno rispetto alle attuali per tipo e quantit&#224;&#187;. Altra linea guida &#232; la previsione di non utilizzare, anche nel futuro, combustibili da rifiuti, ossia il Cdr, &#171;come richiesto da ampia parte della comunit&#224;&#187;. Spazio anche agli &#171;obiettivi virtuosi&#187; di abbattimento delle emissioni in considerazione anche dei flussi di massa: &#171;La nuova tecnologia dovr&#224; garantire abbattimenti delle principali emissioni ben oltre il 50%&#187;. L'accordo prevede inoltre per tutti i lavoratori dell'impianto una specifica formazione continua sulle questioni ambientali legate al processo, e l'impiego di un proprio consulente tecnico indipendente. Infine, nel caso gli enti locali richiedano di concordare un futuro termine dell'attivit&#224; dello stabilimento legata alla realizzazione del revamping, &#171;si &#232; condiviso tra le parti di concertare questa possibilit&#224; a condizione di raggiungere un accordo che programmi il riutilizzo dell'area e la ricollocazione del personale&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il gazzettino Mercoled&#236; 17 Novembre 2010,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;MONSELICE Il progetto Italcementi&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Vertice in municipio,
fumata grigia sul revamping&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(F.G.) Fumata grigia - &#232; davvero il caso di dirlo - sulla vicenda del revamping dell'Italcementi. Si &#232; svolta ieri pomeriggio, nel municipio di Monselice, l'ennesima riunione sull'argomento. All'incontro hanno partecipato i rappresentanti del Comune e della Provincia, oltre ai vertici del Parco colli e ai delegati dell'azienda. Rappresentata anche la Soprintendenza regionale ai beni ambientali, che avr&#224; l'ultima parola sulla questione. Il tavolo tecnico si &#232; tenuto a porte chiuse e non ci sono state fughe di notizie su quanto &#232; avvenuto durante la discussione. L'ipotesi pi&#249; accreditata &#232; che si possa arrivare ad un via libera in cambio della promessa, da parte della propriet&#224;, di dismettere il sito in una ventina d'anni. Il gruppo, al termine dell'incontro, ha effettuato un sopralluogo nello stabilimento monselicense. Nel frattempo il termometro della tensione a Monselice continua a salire, dopo le intemperanze verbali (e non solo) fra le varie fazioni. Stamani &#232; in programma una nuova manifestazione dei dipendenti della cementeria. Il serpentone partir&#224; dalla strada statale Adriatica e raggiunger&#224; la sede comunale, dove &#232; previsto un sit in di protesta. I lavoratori, supportati da Cisl e Cgil, temono che la bocciatura del progetto porti ad una chiusura dell'impianto in tempi rapidi. Con gravi ripercussioni sul difficile momento occupazionale della bassa padovana. I sindacati hanno emesso una nota in cui sottolineano l'equilibrio fra mantenimento dei posti di lavoro e sostenibilit&#224; ambientale del piano.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova Mercoled&#236; 17 Novembre 2010,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il soprintendente all'Italcementi&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Vertice ieri a Monselice in vista del parere sul Revamping&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;FRANCESCA SEGATO&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Altre pedine si muovono sulla scacchiera della complessa partita revamping. Una mossa che potrebbe aprire nuovi spiragli &#232; stata la visita, ieri pomeriggio, del Soprintendente dei beni culturali e paesaggistici del Veneto, Ugo Soragni, che ha partecipato a un vertice in Comune, seguito dalla visita all'Italcementi, con la presidente del Parco Colli Chiara Matteazzi. C'erano anche l'assessore provinciale Mauro Fecchio, il sindaco Francesco Lunghi, il vicesindaco Gianni Mamprin, il consigliere regionale Stefano Peraro, le Rsu di Italcementi. Riunione rigorosamente a porte chiuse, mentre i lavoratori del cementificio manifestavano davanti all'ingresso. All'uscita dal vertice, Soragni e Matteazzi si sono attenuti a un rigido &#171;no comment&#187;. Non si &#232; sbilanciato neanche il sindaco: &#171;Il senso di questo incontro? Valutare l'impatto paesaggistico, il problema della dismissione, tutti i problemi che ci sono&#187;. La delegazione si &#232; quindi spostata in azienda per una visita agli impianti con i dirigenti Italcementi. Solo nei prossimi giorni si potr&#224; valutare il peso di questi incontri: alla base c'&#232; la volont&#224; della Soprintendenza di approfondire la questione. Un'ipotesi &#232; che, nel porre la firma sul parere definitivo, il Soprintendente possa vincolare l'assenso al revamping ad alcune prescrizioni, legate anche alla dismissione dell'impianto nel lungo periodo. Ora i riflettori si spostano sul corteo promosso da sindacati e lavoratori, che questa mattina partir&#224; dalla Sr 16 alle 9 e arriver&#224; fino al municipio. A supporto dei lavoratori e del revamping interviengono anche Cgil, Cisl e Uil provinciali: &#171;Non pu&#242; sfiorare nessuno l'idea che in questo territorio ci possa essere uno sviluppo locale, vero e all'altezza dell'attuale, tranciando nettamente col passato - affermano - confidando in alternative tanto suggestive quanto ad oggi fortemente irreali&#187;. Continuano a far discutere le intimidazioni denunciate dai comitati (tra cui i sacchetti di escrementi davanti a casa di Francesco Miazzi). Solidariet&#224; arriva dal comitato &#171;E Noi?&#187;, che mette in guardia: &#171;Ci aspettiamo che quanti, tra coloro che sono a favore del progetto, si uniscano alla nostra protesta e che, per non essere associati a questi individui, ne prendano subito e pubblicamente le distanze&#187;. Venerd&#236; assemblea ad Arqu&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Impianto troppo vicino all'ospedale&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il sindaco Giancarlo Piva e il deputato Paola Goisis fanno rilevare che l'inceneritore di pollina di Motta risulterebbe a 1.719 metri&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; ESTE. Un numero che potrebbe giocare un ruolo determinante nella battaglia per bloccare la realizzazione dell'inceneritore di pollina di Motta d'Este. 1.719 sono i metri che separano il progettato impianto di via Gazzo al futuro ospedale unico di Schiavonia. Poco pi&#249; di un chilometro e mezzo che secondo i pi&#249; non garantirebbe le giuste garanzie per la nascente struttura ospedaliera. A sottolineare l'esigua distanza tra impianto e ospedale sono stati il sindaco Giancarlo Piva e la parlamentare Paola Goisis. La leghista aveva gi&#224; espresso questa preoccupazione nell'affollato dibattito pubblico che si era tenuto il 5 novembre in sala Fumanelli. Piva l'ha ribadita nell'ultimo consiglio comunale. Durante l'assise consigliare il sindaco ha risposto ad una domanda di attualit&#224; del consigliere Pd Rosa Rizzato, preoccupata per l'assenso arrivato dalla conferenza dei servizi regionali al progetto di Motta. &#171;La Regione non pu&#242; trascuare l'esigua distanza che verr&#224; a crearsi tra inceneritore e ospedale. Questa valutazione &#232; stata inserita nella relazione di parte che abbiamo presentato alla Regione: crediamo sia tra i fattori determinanti per fermare il progetto&#187;, ha sottolineato il sindaco. Piva ha poi smentito le voci che lo riguardano: &#171;Si vocifera che io avrei organizzato, a inizio mandato, delle visite per studiare impianti di combustione da esportare poi a Este: nulla di pi&#249; falso. Sono stato invitato a partecipare a dei sopralluoghi ad un impianto di combustione del legno a San Candido (Bolzano), di pirolisi a Lodi e di produzione del biogas dal mais in Germania. Essendo, quattro anni fa, una materia ancora poco nota, ho ritenuto opportuno aderire all'invito per approfondire l'argomento. Ma un conto &#232; visionare, un conto &#232; voler copiare&#187;. Ad uno degli incontri, oltre al sindaco Piva e all'attuale presidente del consiglio comunale Natalino Furlan, aveva partecipato anche Simone Menesello, promotore dell'inceneritore di Motta: &#171;Anche in questo caso c'&#232; chi specula sulla presenza mia e di Menesello - chiude Piva - Quest'ultimo era presente come rappresentante del Consorzio Produttori Biomasse. Ribadisco la mia piena contrariet&#224; all'iniziativa dei Menesello&#187;.
Nicola Cesaro&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di Padova MARTED&#204;, 16 NOVEMBRE 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Minacce agli ambientalisti e sacchetti di escrementi davanti alla casa di Miazzi&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il fronte anti-revamping denuncia intimidazioni forti da parte di lavoratori Italcementi favorevoli al progetto &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Toni sempre pi&#249; aspri attorno al revamping Italcementi. Mentre i lavoratori continuano le loro iniziative di protesta, i comitati denunciano una serie di intimidazioni. &#171;Sabato pomeriggio la moglie di un esponente del comitato Lasciateci Respirare con figli al seguito, &#232; stata fermata da lavoratori presenti al presidio &#8220;pro-revamping&#8221; che le hanno rivolto frasi di tono tutt'altro che scherzoso&#187;. Frasi di questo tenore: &#171;Ora facciamo sul serio... state attenti...&#187;. Lo denuncia il consigliere Francesco Miazzi: &#171;Sabato notte, ignoti hanno avuto la brillante idea di mettere due sacchettini con escrementi umani sul tappeto di casa mia&#187;. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per verificare la circostanza e raccogliere la segnalazione. Domenica mattina &#232; toccato ad un altro consigliere comunale, &#171;colpevole&#187; di essere contrario al revamping. E' stato pesantemente apostrofato mentre transitava con la famiglia in piazza San Marco, vicino al presidio. Miazzi elenca altri episodi: &#171;Insulti e minacce ai consiglieri comunali che hanno votato contro il revamping, inseguimenti e minacce a cittadini individuati ad applaudire nelle assemblee pubbliche, volantini raccolti e strappati messi davanti casa di un esponente del comitato &#8220;E noi?&#8221;, altre minacce e offese quando eravamo ai banchetti di raccolta delle diffide, le locandine dei comitati strappate in piazza sotto gli occhi di tutti. Per una singolare coincidenza, vogliamo inoltre evidenziare l'intensificarsi delle segnalazioni di fumi e odori, che in modo persistente invadono la zona di Marendole e in particolare il Carmine. Abbiamo la sensazione di trovarci di fronte ad una strategia precisa&#187;. Intanto ieri mattina la protesta pro revamping &#232; proseguita con il blocco del semaforo di Ca'Oddo: una settantina di operai Italcementi ha distribuito volantini agli automobilisti e creato qualche disagio all'incrocio con la Sr10, dalle 7.30 alle 9.30. Il volantinaggio &#232; continuato al mercato. I lavoratori ora preparano la manifestazione di domani a Monselice. E incassano anche la solidariet&#224; dell'onorevole Pd Alessandro Naccarato, che domenica ha fatto tappa al loro presidio con il consigliere provinciale Boris Sartori. Ai lavoratori si rivolge anche l'onorevole Paola Goisis: &#171;A loro va la nostra solidariet&#224; per la battaglia che stanno conducendo in difesa del loro posto di lavoro - dice la parlamentare del Carroccio - ma non possiamo dimenticare le migliaia di persone che chiedono la tutela della loro salute. E' nostro scopo in quest'ambito specifico tutelare l'ecosistema ambientale e il patrimonio storico architettonico di Monselice, sostenendo le decisioni assunte dal Parco Colli prima e ora della Sovrintendenza&#187;. La Goisis sottolinea: &#171;Italcementi deve porre fine alle minacce di chiusura dello stabilimento&#187;. E torna a chiedere il confronto su progetti diversi e innovativi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;IL DIBATTITO SUL REVAMPING &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;LEANDRO BELLUCO MONSELICE &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quante domande senza risposta
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In questi giorni la Provincia di Padova ha chiesto una ulteriore proroga, prima di prendere una decisione sulla questione revamping. La conclusione sull'intricata faccenda del pi&#249; grosso cementificio presente all'interno del Parco dei Colli Euganei sembra quindi allontanarsi ancora da un'equilibrata soluzione nell'interesse della societ&#224; proponente, delle popolazioni residenti e dei lavoratori coinvolti. Ci&#242; &#232; dovuto, in buona parte, al fatto che, nel tentativo di averne vantaggi esclusivi, alcune parti in gioco hanno evitato di fare e altre di rispondere in modo concreto alle domande fondamentali. O lo hanno fatto in modo assai generico, per non dire fuorviante. Si possono prendere in esame alcune di queste domande, che dovrebbero avere priorit&#224; rispetto ad altre di natura ideologica. Ne potrebbero bastare, preliminarmente 3. 1. Perch&#233; si vuole costruire un nuovo cementificio a circa 40 chilometri dal luogo in cui naturalmente dovrebbe essere realizzato, cio&#232; dove ci sono le cave della materia prima indispensabile per produrre cemento in modo naturale? 2. Come si fa a giustificare, secondo le normali regole di matematica finanziaria (cio&#232; con i numeri e non con le enunciazioni), un investimento che richiede un accantonamento, per il solo ammortamento, di circa 21 milioni di euro ogni anno per 10 anni, per costruire un impianto industriale che, a regime, ridurr&#224; la attuale produzione del 10% e il personale a qualche decina di persone? 3. In base a quale artificio mentale, che interpreta i regolamenti attuali, &#232; possibile concedere l'autorizzazione alla costruzione di un nuovo cementificio (con la famosa torre alta 80, 100 o 120 metri) in un Parco dei Colli Euganei che non permette neppure la realizzazione, ad un privato, di un impianto fotovoltaico a due metri dal suolo, come &#232; stato documentato da una cittadina indignata? Poich&#233; a queste semplici ma cruciali domande non si &#232; data alcuna risposta, a rispondere ci prova, con tutte le sue limitazioni, un semplice cittadino. 1. Non esiste al mondo, a quanto &#232; dato conoscere, alcun luogo dove si costruisca un cementificio ad una simile distanza dalle materie prime necessarie (marne). Disinteressarsi della localizzazione dell'impianto significa spingere il produttore di cemento a puntare sull'impiego, molto pi&#249; remunerativo, di altri materiali alternativi (che sono chiamati con tanti nomi di fantasia, ad esempio &#171;materie prime seconde&#187; ma che, per legge, sono, fino a prova contraria, rifiuti!). 2. Non &#232; possibile giustificare, salvo documentazione mai esibita se pur richiesta da molti, e tanto meno garantire un accantonamento di circa 21 milioni di euro ogni anno per 10 anni (dopo aver pagato tutti i costi fissi e variabili ecc.) senza il probabile utilizzo, nella produzione del cemento, di altri materiali e/o combustibili alternativi (che, si risottolinea, sono chiamati con tanti nomi di fantasia ma che, per legge, si definiscono rifiuti!). 3. Il costo della torre, elemento innovativo e indispensabile nel nuovo processo di produzione di cemento del nuovo stabilimento, risulta, sulla base dei dati di progetto, di circa 28 milioni di euro su un totale di circa 160. Autorizzare la costruzione della torre, nel Parco dei Colli Euganei, &#232; non solo contrario al buon senso e a quanto previsto dallo stesso regolamento del Parco: lo &#232; anche perch&#233; con la torre si autorizzano altri interventi (basta vedere le immagini del vecchio e del nuovo stabilimento), dei quali nessuno parla, che economicamente valgono circa 5,7 volte la torre. Di fronte a queste semplici domande la Provincia (l'ente che alla fine deve decidere se rilasciare l'autorizzazione alla realizzazione del revamping) invece di pretendere delle risposte che avrebbero definitivamente chiarito sia sotto il profilo economico che legislativo il problema, ha pensato, da buon Ponzio Pilato, di spostare la questione sotto l'aspetto tecnico. Ha chiesto, infatti, la valutazione tecnica della nuova &#171;macchina&#187; ad un consulente (pagato dalla collettivit&#224;) per decidere se il nuovo stabilimento inquina meno ed &#232; pi&#249; efficiente di quello vecchio (di 50 anni) attualmente in funzione. E' come chiedere di far valutare, da un super esperto, se la mitica Fiat 500 degli anni Sessanta inquina e consuma di pi&#249; o di meno della nuova Cinquecento del 2009. Che cosa nasconde una richiesta tanto incomprensibile? Come da pi&#249; parti evidenziato e mai neppure discusso (da chi istituzionalmente lo dovrebbe fare) una possibile soluzione che tenga conto degli interessi di tutti &#232; la realizzazione del nuovo cementificio, come in ogni altra parte del mondo, laddove ci sono le cave della materia prima indispensabile. Se invece, per accontentare interessi di pochi imprenditori, di qualche sindacalista e politico compiacenti o peggio ancora perch&#232; la decisione &#232; gi&#224; stata presa da tempo, la Provincia abbia il coraggio di dire chiaramente che il cementificio dovr&#224; continuare ad operare a Monselice, magari utilizzando lauti incentivi che noi tutti dovremo pagare, e probabilmente diventare, per i prossimi 20-30 anni, uno smaltitore autorizzato di rifiuti (tramite una legislazione che consente ai cementifici di non rispettarei i limiti di legge sulle emissioni imposti agli inceneritori). La Provincia si assuma la responsabilit&#224; della scelta e abbia almeno la decenza di decidere, lasciando da parte il paravento di un'inappropriata, inutile, costosa e autoprotettiva consulenza.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'incomprensibile no dei centri sociali&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Caro direttore, oggi sono transitato per il centro di Monselice e un sindacalista del presidio di Italcementi mi ha consegnato un volantino, nel quale spiegano la loro opinione sulla questione revamping. Non riesco a credere a quello che ho leggo. C'&#232; una societ&#224; che vuole investire e dare da lavorare a cittadini di questo territorio e per motivi burocratici si dice di no. E i centri sociali sono contro questo progetto. Ma come &#232; possibile? Questi, prima fanno casino per difendere gli immigrati che sono saliti sulla gru a Brescia, perch&#232; pretendono un permesso di soggiorno che consenta loro di mantenere il posto di lavoro, e poi lasciano che dei lavoratori di Monselice perdano il posto? Ma questi centri sociali sinistroidi ci sono o ci fanno? Ma allora &#232; vero che vengono prima gli immigrati? E' vero che per farsi ascoltare bisogna fare delle cose eclatanti come salire sulle gru? E gli operai che fanno una protesta civile, non bloccano strade ma distribuiscono volantini, hanno meno dignit&#224; degli immigrati? E la Lega? Anche lei contro i dipendenti? Contro i lavoratori di Monselice e del nord? Ma allora devono salire anche loro su una gru, questi padri di famiglia dilaniati dalla preoccupazione di perdere il lavoro e di non riuscire a mantenere i loro figli? Spero che chi si oppone a questo progetto si svegli presto... In bocca al lupo ai lavoratori: tutta la mia solidariet&#224;.
Francesco Martino e 4 amici Este&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Aiutateci: siamo a rischio chiusura&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Noi lavoratori dell'Italcementi e dell'indotto siamo in mobilitazione da giorni per richiamare l'attenzione di istituzioni e cittadini sul rischio reale che stiamo correndo di perdere la fabbrica di Monselice, nel caso di bocciatura del progetto revamping. La situazione &#232; paradossale! Potremmo perdere il lavoro ed una fabbrica importante per il tessuto economico della Bassa Padovana, nonostante la volont&#224; dell'azienda di investire per ammodernare l'impianto garantendo il lavoro (per circa 250 famiglie) e un abbattimento delle emissioni ben oltre al 50% delle attuali. In questi mesi sono state infinite le discussioni e certamente non sono mancate le strumentalizzazioni con la disinformazione volta ad alimentare paure tra la cittadinanza. Ma oggi siamo in un momento cruciale per il nostro futuro e pertanto facciamo appello al senso di responsabilit&#224; delle istituzioni regionali e provinciali, dei sindaci, dei partiti politici a far prevalere il buon senso! Riaffermiamo con forza e con competenza che il progetto del revamping &#232; un'opportunit&#224; per garantire un punto di equilibrio molto avanzato tra lavoro ed ambiente. Per questi motivi:
1. Tutti gli studi e pareri di esperti sul progetto presentato da Italcementi ci confermano che avremo un impianto all'avanguardia a livello europeo, con elevati abbattimenti delle emissioni e minori consumi di risorse (materia prima e combustibile).
2. Ammodernare l'impianto non significa creare un &#171;mostro&#187;, in quanto si prevede di diminuire la capacit&#224; di produzione del 10% rispetto a quella attuale.
3. L'ammodernamento dell'impianto &#232; stato programmato da Italcementi in applicazione al Patto per l'Ambiente sottoscritto con il ministero dell'Ambiente ed &#232; necessario per abbattere le emissioni di CO2 in previsione dei nuovi parametri in vigore in Europa dal 2013.
4. Il cementificio non &#232;, e non sar&#224; un inceneritore! Con il nuovo progetto non &#232; previsto l'utilizzo di ulteriori nuovi materiali e tanto meno non &#232; previsto l'utilizzo del CDR come combustibile! L'unica somiglianza del nuovo forno con un inceneritore saranno i limiti alle emissioni (nel secondo caso pi&#249; bassi) che stiamo concordando con l'azienda.
5. Noi lavoratori stiamo contrattando linee giuda per la gestione ambientale dello stabilimento attraverso la partecipazione attiva dei lavoratori ed una commissione tecnica pubblica. Facciamo appello affinch&#233; nelle prossime settimane ci sia un impegno da parte di tutte le forze economiche e politiche del territorio per una seria e responsabile valutazione del progetto che tenga conto di tutti i vantaggi che ci&#242; potrebbe apportare al territorio per il lavoro e l'ambiente.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;I SOSTENITORI DEL REVAMPING ALZANO IL LIVELLO DELLO SCONTRO
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dopo la riuscita e partecipata Assemblea/convegno di Venerd&#236; 12 a Monselice, si sono verificati alcuni episodi che non intendiamo sottovalutare. Sabato pomeriggio la moglie di un esponente del comitato Lasciateci Respirare con figli al seguito, &#232; stata fermata da alcuni lavoratori presenti al presidio &quot;pro-revamping&quot; e le frasi rivolte con tono tutt'altro che scherzoso, sono state di questo tenore: &quot;ora facciamo sul serio... state attenti...&quot; . Sabato notte, persone ignote hanno avuto la brillante idea di mettere due sacchettini con escrementi umani sul tappeto di casa mia... Sul posto sono intervenuti i carabinieri per verificare la circostanza e per raccogliere la segnalazione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Domenica mattina &#232; toccato ad un altro consigliere comunale, &#8220;colpevole&#8221; di essere contrario al revamping, essere pesantemente apostrofato mentre transitava con la famiglia in piazza San Marco, nei pressi del presidio. Da notare che al presidio intanto, facevano passerella alcuni politici e notabili locali, nonch&#233; imprenditori collegati al settore.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questi, sono solo gli ultimi di una serie tanti altri episodi: insulti e minacce ai Consiglieri comunali che hanno votato contro il revamping, inseguimenti e minacce a semplici cittadini individuati ad applaudire nelle assemblee pubbliche, volantini raccolti e strappati messi davanti casa di un esponente del comitato &#8220;E NOI?&#8221;, altre minacce e offese quando eravamo ai banchetti di raccolta delle diffide, le locandine dei Comitati strappate in piazza sotto gli occhi di tutti, etc...&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per una singolare coincidenza, vogliamo inoltre evidenziare l'intensificarsi delle segnalazioni di fumi e odori, che in modo persistente invadono la zona di Marendole e in particolare il quartiere del Carmine.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Abbiamo la netta sensazione di trovarci di fronte ad una strategia precisa, dove ogni soggetto favorevole alla nuova costruzione nel cementificio, svolge un compitino ben definito: intimidire gli oppositori del revamping, costruire mobilitazioni per sostenere l'azienda e i suoi protettori, far passare la rassegnazione tra la popolazione e convincerla che &#232; &quot;meglio ammodernare gli impianti&quot;...&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ora, anche la nostra pazienza e volont&#224; di comprensione delle legittime preoccupazioni dei lavoratori, si &#232; esaurita e comunichiamo che non intendiamo pi&#249; soprassedere o &#8220;lasciar perdere&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A quanti vorrebbero impedirci di dire quello che pensiamo di questo progetto e dei pericoli per la salute collegati all'uso dei rifiuti nei cementifici, confermiamo che non ci faremo intimidire e continueremo con le nostre iniziative per informare la popolazione, ricercare uno sviluppo economico in sintonia con le finalit&#224; del Parco dei Colli Euganei.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Francesco Miazzi &#8211; Consigliere Comunale &#8220;Nuova Monselice&#8221;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Monselice 15-11-2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il comitato di cittadini &#8220;E Noi?&#8221; ritiene doveroso esprimere la propria solidariet&#224; a coloro che in questi giorni hanno sub&#236;to pesanti intimidazioni e offese per il solo fatto di aver espresso la propria opinione contraria al cosiddetto &#8220;revamping&#8221; di Italcementi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La vilt&#224; e l'estrema rozzezza di questi comportamenti definiscono da sole il livello culturale dei loro autori.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questa &#232; evidentemente l'unica risposta di chi non ha argomenti validi da contrapporre alle nostre ragioni che si basano invece su studi, ricerche e dati inconfutabili.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Finora non avevamo fatto segnalazioni alle Forze dell'Ordine per non aumentare la tensione che impedisce di affrontare i problemi con limpidezza di pensiero, ma ora riteniamo di dover denunciare chi vuole impedire, con metodi d'altri tempi, la manifestazione democratica delle proprie opinioni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il problema da affrontare &#232; troppo serio e merita di essere affrontato da tutti con il massimo impegno perch&#233; si giunga alla soluzione pi&#249; saggia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ci aspettiamo perci&#242; che quanti, tra coloro che sono a favore del progetto si uniscano alla nostra protesta e che, per non essere associati a questi individui, ne prendano subito e pubblicamente le distanze.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Silvia Mazzetto - Comitato &#8220;E Noi?&#8221;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; IL MATTINO DI PADOVA DOMENICA, 14 NOVEMBRE 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il no della Sovrintendenza &#232; soltanto preliminare Partita revamping aperta&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I comitati in assemblea: &#171;Nel cementificio Zillo di Fanna &#232; stato autorizzato l'utilizzo del combustibile da rifiuti&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Sale la tensione attorno al progetto di revamping Italcementi. Trova una parziale conferma la voce in circolazione, secondo cui dalla Soprintendenza sarebbe arrivato un primo parere negativo alla torre del revamping (anche in versione abbassata): si tratterebbe per&#242; solo di un parere tecnico preliminare. E non del provvedimento definitivo, che dovr&#224; avere la firma del Sovrintendente Ugo Soragni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Intanto si intensificano le iniziative, pro e contro il maxi progetto da 160 milioni di euro. Cementifici e inceneritori sono stati messi a confronto, l'altra sera, nell'assemblea promossa dai comitati che ha visto la partecipazione di circa 300 persone. Leandro Belluco, tecnico di Lasciateci Respirare, ha ricordato la disparit&#224; nei limiti: &#171;In base alla legge, i cementifici possono inquinare sei volte pi&#249; degli inceneritori per l'anidride solforosa, nove volte di pi&#249; per gli ossidi di azoto e tre per le polveri, mentre non sono tenuti a controllare gli altri inquinanti&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Il dottor Gustavo Mazzi, invece, ha illustrato i pericoli dell'incenerimento per la salute umana. Senza dimenticare il Cdr: il medico, residente a Pordenone, ha gelato i presenti con la notizia che a Fanna, proprio nei giorni scorsi lo stabilimento della Cementizillo &#232; stato autorizzato a bruciare il Cdr. &#171;Qualcuno ci dice che facciamo terrorismo, invece dobbiamo preoccuparci seriamente&#187; ha evidenziato il consigliere di opposizione Francesco Miazzi. &#171;E' assurdo che nella nostra provincia non esista un registro dei tumori. La prossima mobilitazione sar&#224; sotto la sede dell'Uls, per pretendere un'indagine epidemiologica seria&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Mentre il consigliere del Pdl Lorenzo Nosarti ha insistito sul rispetto della legalit&#224; nella procedura del revamping: &#171;La Provincia sta commettendo degli abusi di potere, uscendo dalle sue competenze. Il Parco Colli con la commissione tecnica e i Comuni hanno espresso parere negativo: la Provincia non pu&#242; tenere aperta una pratica all'infinito, concedendo tra l'altro due proroghe non previste dalla legge&#187;. Durante la serata &#232; continuata anche la raccolta di sottoscrizioni alle diffide contro il revamping: sarebbero gi&#224; diverse centinaia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Sul fronte sindacale, invece, i lavoratori hanno incontrato l'altro ieri la presidente della provincia, Barbara Degani. &#171;Si &#232; detta molto preoccupata e ha confermato il sostegno al progetto - riferisce Marco Benati, segretario provinciale Fillea Cgil -. Ha gi&#224; avvisato il prefetto per le ricadute occupazionali e di ordine pubblico&#187;. Ieri e oggi lavoratori in piazza, davanti al municipio, con un presidio permanente in difesa del revamping e dell'occupazione. Mentre si annuncia una settimana densa di iniziative: per mercoled&#236; &#232; gi&#224; in programma un nuovo sciopero, con una manifestazione nel centro cittadino. &#171;I sindaci locali che hanno sempre parlato di posti alternativi al revamping si preparino ad offrirceli - tuonano i lavoratori Italcementi -. Facciamo appello a tutte le forze sociali e politiche di far sentire la loro voce su questa inverosimile situazione&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La cementeria di Este rende noti attraverso il sito i dati sulle emissioni&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; ESTE. E' un'attivit&#224; pi&#249; trasparente quella della Cementizillo di Este. Da qualche giorno nel sito della cementeria atestina vengono rese note le emissioni dell'azienda. E' sufficiente visitare il link &lt;a href='http://www.cementizillo.it/' class='spip_out' rel='nofollow'&gt;www.cementizillo.it&lt;/a&gt;, accedendo poi alla sezione &#171;Ambiente&#187; e quindi a &#171;Monitoraggio delle emissioni cementeria di Este&#187;. &#171;Si tratta di una richiesta fatta dal Comune almeno da un anno - commenta l'assessore all'Ambiente Beatrice Andreose -. Ritengo importante questo risultato, che va nella direzione della trasparenza e dell'informazione ai cittadini dei dati ambientali che riguardano la loro citt&#224;&#187;. Ora la Andreose chiede che i dati siano validati dall'Arpav: &#171;Confido di poter ottenere anche questo passaggio. Lo abbiamo richiesto formalmente all'Arpav che si &#232; detta disponibile, assieme alla cementeria, a lavorare in tal senso&#187;. L'iniziativa avviata con la Cementizillo arriva a due anni di distanza dall'installazione, nell'atrio del municipio di Este, di un video che manda in onda i dati Arpav relativi alle emissioni di Pm 10 ed ozono registrati quotidinamente nella centralina fissa di via Stazie Bragadine. (n.c.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; IL MATTINO DI PADOVA SABATO, 13 NOVEMBRE 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La Sovrintendenza boccia il progetto Revamping Compresa la torre &#171;ridotta&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In mattinata operai Italcementi hanno bloccato due incroci Protestano per i ritardi del Via. Ieri sera comitati in assemblea &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Il revamping &#232; a rischio. Mentre i lavoratori dell'Italcementi scendono in strada, bloccando il traffico all'uscita dell'autostrada per richiamare l'attenzione sulla difesa dei loro posti di lavoro, arriva la notizia di quello che potrebbe segnare un punto di svolta: la Sovrintendenza ha detto no. Stando alle voci, il parere paesaggistico, espresso ieri dalla Sovrintendenza, sarebbe di segno negativo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Inaccettabile la maxi torre da 122 metri, ma anche la sua versione &#171;ridotta&#187;. Un parere che molti prospettavano come cruciale per l'esito del progetto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Intanto ieri mattina, armati di bandiere, striscioni e volantini, i dipendenti della cementeria hanno scandito la loro preoccupazione per il nuovo slittamento nella procedura Via, altri 60 giorni. Dalle 7.30 fino alle 9.30 hanno &#171;invaso&#187; i due incroci ai semafori sulla statale, di via Marconi e via Costa Calcinara. Sul posto anche la polizia locale e i carabinieri. Il punto pi&#249; critico verso le 8, quando a causa del blocco all'uscita dal casello, si &#232; creata una coda di un chilometro in A13. &#171;I lavoratori hanno scioperato per dimostrare la forte preoccupazione per il futuro del loro posto di lavoro - spiega una nota congiunta di Marco Benati della Fillea Cgil e Giancarlo Tosato della Filca Cisl -. In questi giorni la tensione sta aumentando a causa del prolungarsi delle procedure per la valutazione del progetto Revamping da cui dipende il futuro del loro lavoro. A questa situazione si &#232; aggiunta la conferma avuta dalla direzione che in caso di eccessivo prolungamento dei tempi di realizzazione del progetto, nel breve periodo, valuter&#224; di rinunciare all'investimento nello stabilimento di Monselice&#187;. Toni ancora pi&#249; preoccupati tra i lavoratori. &#171;Se il revamping non passer&#224;, siamo disposti a venire qui a bloccare il traffico tutti i giorni&#187; scandisce uno dei dipendenti. A loro supporto ieri mattina sono arrivati anche diversi politici locali: il consigliere regionale Stefano Peraro dell'Udc, con l'assessore Alberto Negrello, il vicesindaco Gianni Mamprin, il consigliere comunale del Pd Antonio Aldrigo. Un presidio scattato in una giornata particolarmente calda, che ha visto ieri sera al Kennedy un'assemblea &#171;Inceneritori e cementifici: impatti e pericoli dell'incenerimento dei rifiuti&#187;, promossa dai comitati. Fuori non c'era nessun lavoratore Italcementi: tensioni evitate. Poche ore prima, alle 17, i sindacati con circa 80 dipendenti e 25 lavoratori dell'indotto hanno incontrato, in Provincia, la presidente Barbara Degani. E la loro mobilitazione non si ferma.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Perch&#232; Italcementi no&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;FRANCESCO BORDIN&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Perch&#232; Italcementi no
e Zillo &amp; Radici si?&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Ho visto a Monselice il volantino che pubblicizza l'appuntamento di stasera al Kennedy: un dibattito sul tema &#171;Inceneritori e cementifici, impatti e pericoli dell'incenerimento dei rifiuti&#187;. Tanto per far capire da che parte stanno, gli organizzatori hanno messo in fondo al volantino una bella scritta in grande: &#171;No al revamping&#187;, il progetto lanciato da Italcementi. E mi sono ricordato che Italcementi ha detto, in tutti i modi, che se non potr&#224; realizzare il revamping, avr&#224; una sola alternativa: chiudere lo stabilimento di Monselice.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Allora mi chiedo: &#232; questo quello che vogliono i comitati? Che Italcementi chiuda? Diciamo per un momento che io sia d'accordo. E lasciamo stare anche i problemi legati alla mancanza di posti di lavoro, che pure sarebbero enormi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Ma mi sbaglio o nel nostro territorio ci sono altri 2 cementifici? Allora chiudendo Italcementi la nostra aria sarebbe immediatamente pulitissima o ci sarebbero anche altre emissioni? O le altre due cementerie scaricano nell'aria essenze di violette?&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Allora ai vari comitati chiedo di essere coerenti: se dire no al revamping vuol dire no all'Italcementi, nello stesso momento dovete chiedere la chiusura anche dei cementifici di Zillo e Radici. Come mai non lo fate? Come mai questo accanimento solo verso Italcementi? Il revamping permetterebbe a Italcementi di realizzare lo stabilimento meno inquinante e pi&#249; moderno dei tre in attivit&#224; a Monselice.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Allora mi chiedo: come mai volete far chiudere proprio questo e tenere in vita gli altri? Come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato, per&#242;...
Francesco Capodaglio Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; IL MATTINO DI PADOVA 11-11-10, 47Provincia&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tre lavoratori di Zillo &#171;Spostare sarebbe follia&#187;
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. &#171;Una posizione superficiale ed estemporanea, oltre che sbagliata&#187;. Definiscono cos&#236;, tre lavoratori di Cementizillo, la proposta del Pd monselicense: caldeggiare il trasferimento di Italcementi nell'area delle cave vicentine, in alternativa al revamping. &#171;Spostare l'insediamento da un comune ad un altro, dimostra l'incapacit&#224; di affrontare concretamente il tema - sostengono Simone Ferraretto, Nazzareno Andreose e Decimino Rocca - provando, attraverso soluzioni generiche e sbrigative, semplicemente a spostarlo da un'altra parte&#187;. Per i tre la proposta denota anche &#171;una scarsa conoscenza della tipologia degli impianti e delle strutture: non si tratta di reperire un altro capannone dove spostare i macchinari, ma costruire un nuovo sito produttivo, con difficolt&#224; e costi ben pi&#249; alti. Pertanto dire &#171;spostiamoItalcementi da un'altra parte&#187; significa di fatto affermare &#171;chiudiamoItalcementi&#187;. Stupisce che il Pd assuma posizioni cos&#236; lontane dall'entrare nel merito delle questioni&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Revamping, ritardi in Provincia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Francesca Segato&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. &#171;Inceneritori e cementifici: impatti e pericoli dell'incenerimento dei rifiuti&#187;. E' il titolo del convegno che si terr&#224; domani dalle 20.45, all'auditorium del Kennedy, organizzato dai comitati &#171;Lasciateci respirare&#187; ed &#171;E Noi?&#187; e dalla rete dei comitati &#171;Salute ambiente&#187;. Un'iniziativa che punta a riaccendere il dibattito sul revamping Italcementi, e sul futuro dei cementifici nella Bassa. Il tutto alla luce delle preoccupazioni sul possibile utilizzo di rifiuti nello stabilimento. &#171;Nel nostro territorio i rifiuti sono gi&#224; parte integrante dei processi produttivi dei cementifici e sullo sfondo permane il rischio di vederli usati anche come &#171;combustibile alternativo&#187; sottolineano i comitati. Dopo la proiezione di un filmato sulla manifestazione del maggio scorso, e l'introduzione dei comitati, interverr&#224; Gustavo Mazzi, dell'Associazione Italiana Medici per l'Ambiente. Il medico che risiede a Pordenone, ha seguito da vicino l'evolversi della situazione collegata al cementificio Zillo di Fanna, dove i proprietari hanno avviato il procedimento per utilizzare il Combustibile derivato dai Rifiuti. Nella sua relazione illustrer&#224; i rischi per la salute, derivanti dall'utilizzo e l'incenerimento dei rifiuti. A seguire il dottor Roberto Marinello, Pediatra di Padova che riporter&#224; l'attenzione sugli effetti dell'inquinamento, in particolare sui bambini, ed illustrer&#224; l'appello che i medici della provincia hanno sottoscritto di fronte all'apertura di una nuova linea d'incenerimento a Camin. I legali dei Comitati faranno poi il punto sulla diffida da inviare ai soggetti promotori e agli enti che si apprestano a valutare l'autorizzazione, del revamping di Italcementi: centinaia le diffide gi&#224; raccolte. Nel frattempo, la procedura di Via (valutazione di impatto ambientale) per il revamping accusa un nuovo ritardo. La Provincia infatti ha ulteriormente prorogato i termini per le domande di Valutazione di Impatto Ambientale e Autorizzazione ambientale integrata per il progetto di revamping Italcementi. Al momento in Provincia &#232; vacante la direzione del settore Ambiente, dopo il trasferimento di Livio Baracco. Un nuovo provvedimento a firma del direttore generale dispone il prolungamento del procedimento di valutazione per un massimo di altri 60 giorni, dal 2 novembre. La decisione sul revamping potrebbe dunque slittare all'anno nuovo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il gazzettino Venerd&#236; 29 Ottobre 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'OPERAZIONE L'azienda assume la propriet&#224; della Radici. Nel nome della competitivit&#224;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Zillo assorbe la Cementi di Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il presidente: &#171;Un'integrazione che non metter&#224; in discussione il rispetto dell'ambiente&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una grande operazione per restare restare competitivi in un mercato sempre pi&#249; difficile. La Cementizillo spa ha assunto ieri la propriet&#224; della Cementeria di Monselice, conosciuta anche come cementeria Radici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &#171;L'integrazione delle due aziende, che da lungo tempo operano nel settore del cemento nel Nord Italia, consentir&#224; la formazione di una nuova struttura pi&#249; adeguata per far fronte ad un mercato globalizzato e caratterizzato dalla presenza di grandi gruppi a larga base internazionale&#187;, spiega il presidente di Cementizillo, Giovanni Zillo Monte Xillo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; L'operazione si &#232; conclusa ieri mattina nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova. Ieri pomeriggio ad Este, nella sede dell'azienda, si &#232; invece discusso della riorganizzazione del nuovo gruppo, che diventer&#224; definitiva nei prossimi mesi. Paolo Radici, fino ad ieri presidente della Cementeria di Monselice, rester&#224; per qualche tempo all'interno del consiglio di amministrazione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Quanto al futuro dei dipendenti della Cementeria di Monselice, lo stesso presidente Zillo spiega che &#171;il passaggio di propriet&#224; &#232; un iter delicato e complesso, anche nella definizione degli incarichi e nella costituzione della nuova assemblea&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Il presidente Giovanni Zillo assicura poi il rispetto dell'ambiente. &#171;Entrambi gli impianti sono dotati di sistemi che garantiscono una tutela ottimale dell'aria. - spiega - In particolare la Cementeria di Monselice &#232; all'avanguardia da questo punto di vista&#187;. Ma cosa ne &#232; stato della prospettiva ventilata nei mesi scorsi di cominciare ad utilizzare combustibile alternativo? &#171;Visto che entrambi gli impianti si trovano nell'area del Parco Colli - dichiara il presidente - almeno al momento non faremo ricorso a combustibili alternativi, come il cdr. Ma specifico, si tratta di una decisione di breve periodo. Non sappiamo ancora cosa avverr&#224; in futuro&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Quel che &#232; certo &#232; che nel territorio della Bassa, dopo Italcementi che ancora lotta per la realizzazione del discusso progetto del revamping dell'impianto di Monselice, anche Cementizillo spa si &#232; mostrata determinata nel portare a termine l'importante investimento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; IL MATTINO DI PADOVA VENERD&#204;, 29 OTTOBRE 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;ITALCEMENTI&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sullo sfondo c'&#232; il revamping&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; ell'acquisizione della Cementeria Radici da parte di Zillo &#232; destinata a pesare anche nel dibattito, che resta assai vivace se non rovente, intorno al progetto di revamping dello stabilimento Italcementi. Un maxi progetto il cui importo ammonta a 160 milioni di euro, per una radicale ristrutturazione dello stabilimento con una nuova torre a cicloni, che garantirebbe anche una forte riduzione delle emissioni. Il tutto con l'obiettivo di mantenere la presenza a Monselice. Il colosso del gruppo Pesenti ieri non ha rilasciato alcun commento alla fusione tra i suoi due competitor locali. E' attesa per oggi qualche reazione ufficiale. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;CementiZillo acquista la Radici&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il conte di Este: &#171;Un'unica grande realt&#224; sar&#224; pi&#249; forte e competitiva&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;FRANCESCA SEGATO&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Ora &#232; ufficiale: il conte Zillo si &#232; comprato la Cementeria di Monselice. La voce, che circolava gi&#224; dalla scorsa estate, ha trovato conferma definitiva ieri. A dare l'annuncio dell'avvenuta acquisizione, una nota a firma del presidente di Cementizillo Spa, Giovanni Zillo Monte Xillo. &#171;In data odierna, la Cementizillo Spa ha assunto la propriet&#224; della societ&#224; Cementeria di Monselice Spa - recita la nota - L'integrazione delle due aziende, che da lungo tempo operano nel settore del cemento nel Nord Italia, consentir&#224; la formazione di una nuova struttura, pi&#249; adeguata per far fronte a un mercato sempre pi&#249; competitivo, globalizzato e caratterizzato dalla presenza di grandi gruppi a larga base internazionale&#187;. Un passaggio che segna un salto di qualit&#224; per il gruppo Zillo, che aggiunge un terzo stabilimento ai due di Este e Fanna (Pordedone), oltre a eliminare un concorrente diretto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Presidente Zillo, cosa vi ha spinto a puntare verso l'aggregazione, con l'acquisizione della Cementeria di Monselice? &#171;Certamente la ricerca di un rafforzamento della nostra posizione in quanto, logicamente, per stare sul mercato in tempi sempre pi&#249; difficili &#232; necessario avere una certa dimensione. E questo vale anche per il cemento, pur essendo questo un prodotto locale, che nel nostro caso viene distribuito nel Nord Est. Si pensa comunque che un gruppo pi&#249; forte possa resistere meglio&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Per il momento la Cementizillo non si sbilancia sul piano industriale... &#171;Non &#232; stato ancora approntato, lo stiamo organizzando - spiega il presidente Zillo - Per il 2011 definiremo un piano industriale congiunto per le due realt&#224;. Ci stiamo gi&#224; lavorando, ma bisogna essere sul campo per stabilire un piano industriale concreto. Verr&#224; messo a punto comunque nell'arco di alcuni mesi&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Cosa cambier&#224; ora nei due stabilimenti? Resteranno due realt&#224; distinte? &#171;La Cementizillo ha acquisito la Cementeria di Monselice, che rimane tale, con il suo marchio. Logicamente la gestione d'ora in poi sar&#224; in mano alla Cementizillo&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; E dal punto di vista dell'occupazione? &#171;E' presto per sbilanciarsi. Ora si tratta di prendere in mano la gestione e verificare come creare sinergie totali. Sono cose che non si possono decidere dall'oggi al domani. Naturalmente ne discuteremo con i sindacati. Oggi abbiamo semplicemente effettuato un atto ufficiale, che era nell'aria da tempo&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Con questa acquisizione, la Cementizillo migliora notevolmente la sua posizione nel mercato nazionale. &#171;Acquisiamo una quota di mercato del 5% a livello nazionale, su tre stabilimenti dislocati nel Nord Est. Certo i due stabilimenti pi&#249; vicini, Este e Monselice, verranno gestiti in tandem: cercheremo di avere una gestione pi&#249; unitaria possibile&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Nella classifica 2009 della produzione di cemento in Italia, Cementizillo si posizionava all'ottavo posto con il 2,5% della produzione, Radici invece al decimo con l'1,9%. Su un punto il presidente di Cementizillo non si sbilancia, ed &#232; quanto gli sia costata l'acquisizione della Cementeria dall'ormai ex propriet&#224; di Radici. &#171;Il valore &#232; riservato&#187; precisa. Di voci in proposito ne erano circolate parecchie. Volendo azzardare una stima, l'operazione potrebbe essere nell'ordine di (almeno) 100 milioni di euro. Nessuno parla invece a Monselice. Il presidente uscente, Paolo Radici, sieder&#224; nel Consiglio di amministrazione di CementiZillo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Radici, 75.000 tonnellate di cemento Via Solana fattura 50 milioni di euro all'anno &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Costituita nel 1953 dai fratelli Paolo e Cesare Radici, la Cementeria di Monselice Spa inizia a operare, con l'attuale denominazione sociale, a partire dal 1955. Dispone di un'unit&#224; di produzione tecnologicamente all'avanguardia dove, grazie al lavoro di circa 190 addetti, vengono prodotti cementi e leganti idraulici. Di recente ha investito molto per la riduzione dell'inquinamento, dotandosi del &#171;catalizzatore Denox&#187;, un sistema per la riduzione delle emissioni inquinanti la cui installazione &#232; costata 8 milioni di euro. Dispone inoltre della certificazione Emas. L'impianto di via Solana produce circa 75.000 tonnellate di cemento all'anno, per 50 milioni di fatturato. Con la vendita da parte della famiglia Radici, Monselice perde un pezzo della sua storia: ma un gruppo con un solo stabilimento &#232; ormai una rarit&#224;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Zillo, ben 128 anni di storia aziendale e uno stabilimento attivo anche in Friuli&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; ESTE. 128 anni di storia. Fondata nel 1882 da Domenico Zillo, Cementizillo inizia la produzione di calci con forni a tino a Este, Cinto Euganeo e Baone. Nella seconda met&#224; degli anni 40 avvia la produzione del cemento artificiale con forni verticali di cottura. Tra la fine degli anni 50 e gli anni 60 Giovanni Zillo Monte Xillo, che tuttora guida l'azienda insieme ai figli, sostituisce i forni verticali con moderni forni rotanti trasformando radicalmente l'azienda di Este in una moderna cementeria. Cementizillo conta oggi due stabilimenti, a Este (dove lavorano circa 130 addetti) e a Fanna (Pordenone). Con circa 240 addetti e un fatturato 2009 di 74 milioni, offre un'ampia gamma di leganti idraulici. Oltre che da Cementizillo Spa, il Gruppo Zillo &#232; composto dalla controllate al 100% Calcestruzzi Zillo Spa e Compagnia Valliva Srl. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il sindaco di Monselice incontrer&#224; l'azienda estense per progetti di tutela ambientale&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;Voglio rassicurazioni sull'occupazione&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Marco Benati (Cgil) &#171;Ora attendiamo il piano industriale&#187; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. &#171;Ora che quello che era un semplice &#8220;rumor&#8221; &#232; diventata una notizia ufficiale, chieder&#242; immediatamente un incontro con la nuova propriet&#224;, al fine di capire quali siano i programmi e le intenzioni relative allo stabilimento di Monselice&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; E' all'insegna della prudenza la prima reazione del sindaco Francesco Lunghi, alla notizia dell'ufficializzazione dell'acquisto da parte di CementiZillo della Cementeria Radici di Monselice. &#171;Le mie preoccupazioni sono di due tipi: ambientale e occupazionale - sottolinea Lunghi - Sono molto interessato a capire dal conte Zillo quali siano i suoi progetti in merito allo sviluppo degli impianti, per abbassare il pi&#249; possibile il livello di emissioni nell'atmosfera, e quali siano le sue intenzioni relativamente ai posti di lavoro. In un momento di grande crisi globale e complessiva, sarebbe grave perdere anche un solo lavoratore, e la nostra amministrazione sar&#224; come sempre in prima fila per cercare di difendere i posti di lavoro&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Restano cauti anche i sindacati, che questa mattina avranno un primo incontro con i vertici aziendali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &#171;A livello occupazionale non &#232; stata fatta ancora alcuna discussione - spiega Marco Benati, segretario provinciale della Fillea Cgil - L'acquisto era nell'aria e ora &#232; stato confermato. Cambia la propriet&#224; ma per ora le aziende restano due, divise. Pensiamo che dall'anno prossimo con il nuovo piano industriale si inizier&#224; a vedere quale sar&#224; lo sviluppo. Per ora, nei vari incontri avuti, &#232; sempre stato detto che le aziende per il momento andranno avanti cos&#236; come sono. La cosa era nell'aria, del resto processi di aggregazione simili a questo stanno avvenendo in tutto il settore del cemento. Era anche prevedibile perch&#233; la Cementeria di Monselice era una delle pochissime realt&#224; in Italia ad avere un solo stabilimento&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Di segno analogo anche il commento di Fabio Graziotto, della Filca Cisl. &#171;Attendiamo l'incontro di domani mattina (oggi, ndr), quando ci verranno illustrati i particolari dell'acquisizione e i primi sviluppi. Sappiamo gi&#224; che per il progetto industriale ci saranno tempi piuttosto lunghi. Per ora abbiamo solo l'ufficialit&#224; dell'acquisizione con il controllo totale delle quote. Poi si tratter&#224; di un ragionamento pi&#249; complesso. Zillo ha una cava per altri due anni e mezzo - fa notare Graziotto della Cisl - la Cementeria di Monselice invece ha concessioni di escavazione per altri vent'anni. Tenendo presente anche questo, credo che quello che sar&#224; il futuro lo sapremo soltanto tra qualche mese&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un futuro certo solo col revamping&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;GIANNI MAMPRIN VICE SINDACO DI MONSELICE&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Sono passati quasi tre mesi da quando, proprio dalle colonne di questo giornale, avevo lanciato senza polemica una sfida a tutti coloro che si sono dichiarati contrari all'ipotesi del &#171;revamping&#187; di Italcementi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Avevo chiesto, a tutti quelli che parlano continuamente di &#171;modelli di sviluppo diversi da quelli che ci sono adesso&#187;, di proporre idee concrete, di lanciare progetti veri, realizzabili e capaci di dare in tempi brevi, risposte &#171;in termini di occupazione&#187; a quanti si ritroverebbero per strada se il &#171;revamping&#187; non si facesse e lo stabilimento Italcementi finisse pian piano col chiudere i battenti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Purtroppo (ma non ne sono troppo sorpreso, anzi me lo aspettavo) idee concrete, progetti realizzabili, non se ne sono visti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Da sinistra sono arrivati i soliti, immancabili &#171;no&#187;: quello scontatissimo di Francesco Miazzi, che come sempre si oppone a tutto quello che viene realizzato, e quello originale del Pd di Monselice, che ha addirittura proposto lo spostamento in blocco dello stabilimento dalla nostra citt&#224; ad Orgiano.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Secondo gli esponenti del Partito democratico, per ridurre quello che loro definiscono &#171;l'inutile, inquinante, pericoloso, dispendioso via vai di camion sul territorio&#187;, tanto varrebbe spostare direttamente la fabbrica in provincia di Vicenza.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Il Partito democratico nel suo manifesto dei valori scrive che &#171;&#232; necessario il coinvolgimento del lavoro nell'impresa, attraverso nuove forme di democrazia economica&#187;: nel caso del revamping, azienda e lavoratori sono uniti e compatti, ed &#232; proprio il Partito democratico a mettersi contro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Purtroppo la classe dirigente di Monselice sta perdendo l'occasione per mettere da parte le divisioni e discutere liberamente della situazione: stanno prevalendo i calcoli di bassa lega per arrivare al consenso, nel tentativo di cavalcare le legittime preoccupazioni e paure dei cittadini.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Allora, dopo aver constatato che, in concreto, nessuno &#232; stato in grado di proporre una soluzione realistica che sia in grado di assicurare il livello occupazionale che oggi garantisce lo stabilimento Italcementi a Monselice, e dopo aver preso atto che in questa fase di crisi mondiale sarebbe una vera follia perdere in un colpo solo centinaia di posti di lavoro (tra dipendenti ed indotto) che creerebbero nel nostro territorio una tensione sociale senza precedenti, non resta che tirare le somme.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Appare davvero strano che tutti, a parole, riconoscano l'importanza del lavoro e della sua difesa e poi, di fronte a fatti pratici e concreti, si cerchi di speculare su una questione per ottenere visibilit&#224; sui media. Noi lo affermiamo in modo forte e chiaro: il &#171;revamping&#187; si deve fare, per mantenere un livello di occupazione che garantisca le famiglie e i lavoratori, e anche perch&#233; il livello delle emissioni diminuir&#224; rispetto a quelle attuali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Tocca adesso agli amministratori, alla collettivit&#224;, trovare le modalit&#224; perch&#233; questo avvenga nella maniera migliore per il nostro territorio, dialogando con il management Italcementi per avere ricadute positive non solo per Monselice, ma anche per tutto il territorio che gli gravita attorno. Mi auguro che non inizi di nuovo una stagione di veleni e cattiverie, di divisioni violente su temi di principio, quando la questione che stiamo trattando &#232; terribilmente seria e concreta, considerato che riguarda direttamente la vita e il futuro di centinaia di persone e di famiglie. Discutiamo sul &#171;come&#187; realizzare questa importante e fondamentale infrastruttura, ma rendiamoci conto che il &#171;revamping&#187; Italcementi resta un tassello indispensabile per il futuro del nostro tessuto economico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova MARTED&#236;, 26 OTTOBRE 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;IMPIANTO NUOVO VICINO ALLE CAVE, NEL VECCHIO IL PARCO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;DAVIDE RUZZON&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Strano, per trovare la strada serve uno sguardo strabico: non si possono fissare solo i piedi, n&#233; si pu&#242; solo guardare l'orizzonte. Bisogna pensare quindi, fuor di metafora, insieme al futuro dell'area sud dei Colli Euganei ma nello stesso istante, adesso, anche agli interessi dei lavoratori e dell'impresa. Esercizio complicato, vediamo come uscirne: primo, bisogna capire il valore strategico di uno sviluppo economico sostenibile nei Colli Euganei, nei Colli Berici, nel Montello, nella Laguna, insomma, negli ambiti sensibili della regione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Il futuro del Veneto centrale, inteso come sistema urbano articolato ma unito, della sua capacit&#224; di attrazione di risorse umane e di capitali d'investimento innovativi (quindi competitivi) si dovr&#224; molto alla qualit&#224; del suo sistema ambientale e alla ricchezza culturale diffusa. Questi, &#232; ormai noto agli studiosi del settore, sono fattori determinanti per le universit&#224;, per le produzioni di qualit&#224; e per lo sviluppo del terziario avanzato: importanti come il credito e la logistica. Punto. Qualit&#224; del sistema ambientale. E' chiaro? Un nuovo cementificio in quell'area non va nell'esatta direzione: &#232; evidente.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Nuovo!? Meglio ribadire un concetto: a mio avviso, l'intervento proposto non &#232; corretto chiamarlo revamping, trattandosi di fatto di un nuovo impianto. Se nuovo allora perch&#233; non realizzarlo in un sito pi&#249; appropriato? Pi&#249; vicino all'area di escavazione, pi&#249; compatibile con il sistema paesistico e pi&#249; vicino alle infrastrutture logistiche. Se &#232; vero che l'epoca dei campanili &#232; archiviata, che la citt&#224; &#232; tutto il Veneto, ma tra Monselice negli Euganei ed Orgiano nei Berici non &#232; possibile, davvero non &#232; possibile, pensare un sito diverso? Proviamo ad aprire un po' di pi&#249; gli occhi. La Valdastico Sud sta procedendo, questo non suggerisce nulla? Non &#232; possibile davvero immaginare, in un ambito meno prossimo ai due gruppi collinari, un nuovo sito per la produzione? Spostare l'impianto si deve. Ma spostare si pu&#242;? Si. Secondo le valutazioni di una societ&#224; specializzata nella costruzione di cementifici, di Milano, tra i cui clienti c'&#232; anche Italcementi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Un cementificio analogo a quello di Callusco d'Adda costa tra 210 e 240 milioni di euro. Non sembrano quindi attendibili le voci secondo le quali un nuovo cementificio costerebbe come una piccola portaerei, come tre volte il nuovo ospedale unico di Monselice o come due terzi della Fiera di Rho a Milano.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Era intuitivo, ma i dati forniti indicano in 140 milioni il costo dell'impianto fino all'insacco, escluse macchine di cava, circa 50 milioni di strutture edili, 30 milioni per il filtro poi il progetto quindi l'area. Il costo di demolizione e bonifica? Secondo una grande societ&#224; di demolizioni industriali italiane, con il recupero di tutto il ferro, che l'impianto custodisce al suo interno, il costo gira intorno ai 5 milioni di euro. Infine &#232; palese che mediante un accordo di programma, che coinvolga la Regione Veneto, si potrebbe bonificare e valorizzare economicamente il sito di Italcementi, destinandolo per&#242; ad una nuova funzione, che sia davvero stavolta un aiuto allo sviluppo dell'area. Italcementi si troverebbe con un impianto nuovo e con gli stessi costi ipotizzati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Monselice e i Colli Euganei, ma insieme la citt&#224;-regione, con un ambito pronto per accogliere funzioni pi&#249; legate al futuro che al passato. Quali? Ho sottoposto il quesito ad un gruppo di sviluppo per Student housing e Social housing italiano. Mi &#232; stato detto che se la Metropolitana di superficie fosse gi&#224; realizzata fino a Monselice si potrebbero gi&#224; collocare, al posto del cementificio, spazi per gli studenti dell'ateneo, con investimenti privati e pubblici. Potrebbe, inoltre, essere valutata l'ipotesi con l'Universit&#224; di Padova dell'inserimento, nello stesso contesto, di uno spin-off di qualche sede prestigiosa e centrale e legata all'ambito del Parco dei Colli: Geologia o Scienze Naturali ad esempio. Porta del Parco, spazi espositivi, accoglienza dei turisti, studenti, universit&#224;, poi verrebbero privati con laboratori di ricerca, spazi per lo sport e il tempo libero. Non sarebbe difficile, mettendoci un po' di calma, realizzando un collegamento su ferro rapido con i nuclei centrale della citt&#224;-rete del Veneto, scegliere cosa fare in un'area di cos&#236; grande valore ambientale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Ultimo problema: inceneritore o cementificio? E' chiaro che tutto questo ragionamento viene meno senza un impegno immodificabile di Italcementi a non usare CDR o similari nell'impianto. Servirebbe una convenzione che obblighi a chiudere se si trovano rifiuti o CDR nell'impianto, in modo automatico, totale. Stop.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Inoltre un obbligo economico, preciso: titoli di stato cointestati tra azienda e ogni singolo lavoratore, per un importo pari a cinque anni di stipendi e contributi, fruttiferi solo per l'azienda, ma che divengano propriet&#224; esclusiva del lavoratore nel caso si debba chiudere l'impianto.
(architetto)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;I LAVORATORI&lt;/p&gt; &lt;p&gt;DELUSIONE PER L'IDEA DEL PD&lt;/p&gt; &lt;p&gt; LA RSU ITALCEMENTI DI MONSELICE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La proposta del Partito Democratico sullo spostamento della Cementeria ad Orgiano ci lascia allibiti. Abbiamo finalmente avuto un segnale di autonomia dal Partito Democratico di Monselice nell'avanzare una propria posizione sulla questione revamping. Quello che molti lavoratori hanno per&#242; sottolineato, il giorno dopo aver letto sul giornale quanto proposto &#232; stato di incredulit&#224;: ci mancava solo questa! Dopo aver subito per mesi le proposte pi&#249; insensate ed irrealizzabili su come chiudere lo stabilimento Italcementi di Monselice, (si &#232; passati dalla proposta di costruzione di Monselice2, alla costruzioni di Motel, all'agricoltura con l'impiego di tutte le maestranze disoccupate), sinceramente, anche la proposta di trasferire fisicamente la cementeria non ce lo aspettavamo! Questo insieme di proposte avanzate da destra e sinistra, hanno un comune denominatore che &#232; la volont&#224; di chiudere la fabbrica, e rappresentano perfettamente il &#8220;minestrone&#8221; di forze politiche che stanno osteggiando il revamping rifiutando, a nostro avviso, un confronto pi&#249; sereno e responsabile sugli aspetti positivi in termini ambientali ed occupazionali del progetto. Non si pu&#242; dialogare con chi diffida legalmente e nemmeno con chi querela! Non si pu&#242; dialogare con chi raccoglie firme per appelli alle commissioni deputate a decidere sul revamping, presentando il progetto come una catastrofe apocalittica, e cos&#236; non si pu&#242; dialogare con chi rifiuta di riconoscere sistematicamente i risultati positivi che il revamping apporterebbe a tutta la comunit&#224;. Ci saremmo aspettati da un partito che afferma di mettere al primo posto il lavoro per voce del proprio segretario nazionale: 1. Un metodo di confronto anticipato con le RSU delle cementerie e con le OO.SS., questo probabilmente avrebbe fatto risparmiare questa sparata a vuoto che sembra un esempio da antologia di sindrome da Nimby. 2. Un approccio che partisse dalla difesa dei posti di lavoro in questo periodo di crisi all'interno di un progetto di miglioramento dell'impatto ambientale attuale. Purtroppo anche nel caso del Partito Democratico i lavoratori sono rimasti delusi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;I COMITATI&lt;/p&gt; &lt;p&gt;UNA SOLA RISPOSTA A TRE DOMANDE
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Egregio direttore, il giornale ha pubblicato recentemente tre articoli sulla questione revamping del cementificio di Monselice e precisamente: 1. Il consigliere delegato Pesenti &#171;Opporsi? un fatto personale&#187; 2. &#171;L'intervento conviene a tutti&#187;. 3. &#171;Le emissioni di Italcementi sono sempre sotto controllo&#187;. Ogni articolo evidenzia il punto di vista di Italcementi tramite consigliere delegato e propri alti dirigenti, secondo le funzioni specifiche (tecniche e legali). Un'importante azienda ha il diritto di esprimere la propria opinione su una questione che la interessa e che trova, in tutto il territorio, un'opposizione agguerrita, motivata e documentata. Sotto il profilo della sostanza e cio&#232; dei contenuti, il comportamento della multinazionale lascia tuttavia pi&#249; di qualche dubbio. Il primo dubbio riguarda proprio l'intervento del consigliere delegato quando afferma che &#171;opporsi &#232; un fatto personale&#187; non considerando che ben 27 Comuni del circondario hanno manifestato contrariet&#224;. Contrariet&#224; espressa anche dal Consiglio del Comune di Monselice dove l'attuale sindaco, promotore interessato al revamping, &#232; stato messo in minoranza dai suoi stessi consiglieri. Pure singolare &#232; la domanda che pone sullo stesso articolo: &#171;Come mai non c'&#232; altrettanto livore verso concorrenti che hanno ammesso di bruciare anche copertoni?&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Forse il consigliere delegato non ricorda che &#232; stata proprio Italcementi che ha cercato di bruciarli a Monselice e la popolazione, con un'opposizione che ha visto uniti cittadini e sindacato (di altri tempi), non glielo ha consentito. Per quanto attiene l'articolo &#171;l'intervento conviene a tutti&#187; &#232; rilevabile dallo stesso quanto sia contradditorio specialmente quando paragona, a sostegno della sua tesi, il revamping dell'impianto di Martinsburg (Stati Uniti). Localit&#224; nella quale si arriva dopo aver percorso un centinaio di chilometri in mezzo ai boschi e ai prati e dove la marna (materia prima) si estrae da cave adiacenti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; A Monselice, invece, il cementificio si trova al centro di una zona densamente popolata, all'interno di un parco regionale protetto, a circa un chilometro dalla municipio del paese e le cave distano 40 km dallo stabilimento. Centinaia di camion percorrono, ogni giorno, la direttrice Monselice-Este-Orgiano, generando un ulteriore inquinamento da traffico cui si associano pericoli e intasamenti. Ma l'articolo pi&#249; sorprendente &#232; quello a firma del responsabile affari legali di Italcementi dal titolo &#171;le emissioni sono sempre sotto controllo&#187;, che dichiara essere allo studio un'azione legale nei confronti di un cittadino, reo di aver protestato per l'inquinamento generato dal cementificio, e del giornale, il mattino di Padova, reo di aver pubblicato la lettera.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Una delle motivazioni cardine che hanno fatto propendere Italcementi verso &#171;lo studio di un'azione legale in sede civile&#187; (con richiesta di danni) cos&#236; recita: &#171;Si parla di emissioni..., addirittura con un impatto superiore a quelle degli inceneritori. Sono affermazioni gravi, false e diffamatorie&#187;. Se ne evince che Italcementi considera il semplice accostamento inceneritore-cementificio diffamatorio. Di conseguenza che l'attivit&#224; di un inceneritore, sempre secondo Italcementi, &#232; sicuramente molto ma molto pi&#249; inquinante, impattante e pericolosa di quella di una cementeria. A questo proposito una tabella che possiamo fornire riporta, assieme ai valori delle emissioni reali, anche gli attuali limiti di emissioni del cementificio Italcementi di Monselice in confronto con quelli l'inceneritore di Padova. Almeno, una volta per tutte, si potr&#224; far chiarezza sull'incredibile situazione esistente che consente, legalmente, ai cementifici, non solo a Monselice, di immettere in atmosfera alcuni pericolosi inquinanti in quantit&#224; notevolmente superiore rispetto a quella consentita ai famigerati inceneritori.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Ciascun cittadino potr&#224;, anche da solo, valutare oggettivamente se opporsi &#232; un fatto personale, se l'intervento conviene a tutti e se il semplice accostamento cementificio-inceneritori sia una ipotesi talmente grave da ritenere necessaria un'azione legale a tutela dell'immagine del potente gruppo industriale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sivia Mazzetto presidente Carmen Soloni vicepresidente del Comitato Popolare E Noi? di Monselice Francesco Miazzi
presidente del Comitato Popolare Lasciateci Respirare&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;LA REPLICA&lt;/p&gt; &lt;p&gt;CHIEDO RISPETTO PER CHI HA GI&#192; PAGATO&lt;/p&gt; &lt;p&gt;LUCIANO BOZZA MONSELICE
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Egregio direttore, la pubblicazione della lettera a firma di Agostino Mazzolo - direttore Affari Legali Italcementi SpA - da voi pubblicata nelle scorse settimane, mi ha fortemente sorpreso ed impressionato e solo dopo averla letta attentamente mi sono reso conto di averla fatta grossa. Rispondo ora a distanza di qualche tempo dopo aver elaborato con calma quel che &#232; successo. Il tono cosi grave e minaccioso proveniente da cotanto mittente, le confesso, mi ha fatto sudare freddo. Pur tuttavia, non posso modificare quello che ho scritto poich&#233;, come si dice carta canta; mi limito perci&#242; a fare alcune precisazioni: 1) Non ho mai asserito che c'&#232; un diretto rapporto causa - effetto tra le emissioni e i morti per tumore anzi, ho precisato che tale rapporto non &#232; provato. Gli studi americani e svedesi facevano riferimento alle cementerie che bruciano sostanze tossiche (anche ammesse dalla legge). Domanda: perch&#233; la cementeria Italcementi si identifica con questa fattispecie tanto da sentirsi diffamata? 2) Non ho mai scritto che le emissioni sono incontrollate ma &#171;parziali&#187;. Non c'&#232; bisogno dello sfogo o dell'opinione espressa da un vecchio pensionato per allarmare la popolazione, bastano i morti per tumore che toccano la quasi totalit&#224; delle famiglie. 3) Per quanto riguarda il patrimonio (reputazionale) &#232; la sensibilit&#224; sociale e paesaggistica delle cementerie, basta guardare lo scempio fatto sul bellissimo colle di Monselice, il Montericco, lasciato a perenne testimonianza dell'ingorda ferocia dell'uomo con le viscere aperte sui fianchi: spregio, minaccia e monito a chiunque si permetta protestare. Eppure, qualcuno ha dichiarato che se un uomo pretende di definirsi tale deve avere dai valori per i quali &#232; disposto a dare anche la vita: ebbene, l'aria che respirano i nostri bambini &#232; uno di questi. Caro direttore, chiedo un po' di rispetto per coloro che hanno gi&#224; pagato con la vita e per coloro che sono in lista di attesa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova VENERD&#204;, 22 OTTOBRE 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Orgiano si ribella alla proposta Pd&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il sindaco: &#171;Pi&#249; facile spostare le cave da voi, che il cementificio da noi&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;FRANCESCA SEGATO&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Risponde piccato, il sindaco di Orgiano Marco Zecchinato, alla proposta suggerita dal Partito Democratico di Monselice: impegnare il Comune di Monselice, con un atto di indirizzo, a operare per trasferire il cementificio Italcementi nei pressi delle cave vicentine.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &#171;Mi pare quanto mai opportuno sottolineare che i comuni vicentini sono amministrati da persone regolarmente elette dalla cittadinanza e non dal Partito Democratico di Monselice&#187; premette il sindaco di Orgiano. &#171;Tale proposta - dice Zecchinato - dimostra in tutta evidenza la miopia politica del Pd monselicense, affetto da quella che comunemente gli esperti chiamano sindrome Nimby (not in my back yard, ovvero non nel mio cortile): in sostanza va bene tutto purch&#233; non sia a casa mia. E' lecito quindi promuovere nel proprio territorio &#171;lo sviluppo eco-compatibile&#187; ed &#171;eco-sostenibile&#187; anche se questo va a discapito di altri territori e altre popolazioni: da urbanista, oltre che da sindaco, devo sottolineare al Pd di Monselice che purtroppo questo vecchio modo di pensare la pianificazione territoriale &#232; stato la causa di molti degli scempi perpetrati nelle nostra regione negli ultimi trent'anni&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Per Zecchinato, l'assunto che se il cementificio fosse a Orgiano non ci sarebbe il via vai di camion sta in piedi fino ad un certo punto, in quanto &#171;il nostro comune non ha n&#233; autostrada n&#233; ferrovia, infrastrutture presenti invece a Monselice: il materiale in uscita dal cementificio e commercializzato ovunque avrebbe pi&#249; problemi ad essere smistato da Orgiano piuttosto che da Monselice&#187;. Tanto che il sindaco capovolge la questione: &#171;A ben guardare, se volessimo ottimizzare i costi di trasporto in relazione alle infrastrutture l'unica convenienza sarebbe quella di spostare l'estrazione del materiale sulle colline padovane&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Quanto all'occupazione, il sindaco del comune berico sottolinea il pendolarismo dal Basso padovano al Basso vicentino che si verrebbe a creare. &#171;Sono sicuri poi che le condizioni meteo climatiche di Orgiano siano favorevoli per l'insediamento di un cementificio e siano migliori rispetto a quelle di Monselice? Sono cos&#236; sicuri che il trasferimento del cementificio sia economicamente sostenibile? E i riflessi sull'indotto delle aziende di trasporto, delle trattorie, dei bar, delle carrozzerie e delle officine meccaniche? Il tema - conclude - &#232; evidentemente pi&#249; complesso di come lo si vuole far apparire&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; DA &quot;Il manifesto&quot; 21-10-2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;MONSELICE (PADOVA)&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;strong&gt;L'affare REVAMPING MONSELICE SOTTO RICATTO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Si scrive revamping. Si pronuncia rifiuti da bruciare. E si legge affare privato sulla pelle di tutti. Italcementi a Monselice (17.586 anime nella Bassa padovana) culla un mega-progetto che tiene insieme il ricatto in stile Marchionne con la &#171;riconversione&#187; in stile Marghera. Torna cos&#236; in primo piano l'eterno dilemma fra posti di lavoro e tutela dell'ambiente. E la contraddizione resta sotto i riflettori ormai da un anno. Dividendo ad ogni livello la citt&#224; della Rocca e del castello Cini: chi sposa l'investimento multinazionale contro chi si preoccupa della salute di tutti. &#200; ormai muro contro muro. Perfino dentro i partiti, perch&#233; il revamping di Italcementi a Monselice divide Pdl e Pd e perfino la Lega.Tutto comincia il 12 dicembre 2009. Italcementi annuncia il progetto di &#171;ristrutturazione&#187; della cementeria: in ballo oltre 100 milioni per ridurre la capacit&#224; del 10% e abbattere a met&#224; le emissioni inquinanti con il filtro a maniche di tessuto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ancora: via i vecchi tre forni per un impianto tecnologicamente al passo con i tempi ma con una &#171;torre&#187; alta 110 metri. Per l'ingegner Pesenti, a Monselice non ci sono alternative: o passa il revamping della storica fabbrica oppure si va verso la chiusura nel giro di un paio d'anni.In prima fila, a documentare puntualmente la situazione (anche anticipando corrispondenza agli atti in municipio) c'&#232; il mancato sindaco del centrosinistra.Francesco Miazzi, ambientalista da sempre, ragiona a voce alta: &#171;Appare strano, che a fronte di un calo della capacit&#224; produttiva prevista in progetto, un calo della domanda di cemento stimato per i prossimi anni sull'ordine del 20-30%, con relativo abbattimento dei prezzi, una multinazionale decida un investimento simile. &#200; evidente che il vero obbiettivo &#232; incamerare nuovi profitti, bruciando rifiuti. Il rischio che si profila &#232; un inceneritore di rifiuti urbani e speciali, mascherato da cementificio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per di pi&#249; dentro il Parco Colli, area gi&#224; compromessa per la qualit&#224; dell'aria&#187;.Nella seduta del consiglio comunale del 19 marzo 2010 solo fra i banchi del centrodestra gira il documento riservato che di fatto &#232; la &#171;brutta copia&#187; del progetto, di cui la giunta del sindaco Francesco Lunghi &#232; al corrente. Cos&#236; Santino Bozza apre un altro fronte pubblicando i &#171;12 dubbi della Lega&#187; sfidando Italcementi: &#171;&#200; disposta a monitorare 24 ore su 24 l'immissione nei forni del combustibile e rendere disponibili le immagini in Internet?&#187;.Il sindacato e una parte del Pd, invece, non esitano a schierarsi dalla parte opposta. Maurizio Zanovello (Cgil) della Rsu scandisce: &#171;Non vediamo un motivo per cui si dovrebbe dire no al revamping. A questo punto siamo nelle mani della politica&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In primavera, Italcementi porta in Provincia l'intera documentazione con la richiesta di valutazione di impatto ambientale. E presenta ufficialmente il revamping durante una riunione con gli amministratori dei comuni, i rappresentanti del Parco e i tecnici dell'Arpav. E finalmente spunta il nuovo camino a pi&#249; di 100 metri d'altezza, dipinto per &#171;fondersi&#187; nel paesaggio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per di pi&#249; si cita esplicitamente l'analogo impianto di Calusco d'Adda (Bergamo) che utilizza il cdr e brucia rifiuti. Sei consiglieri comunali del Pdl (Andrea Basso, Paolo Drago, Romano Gelsi, Tiziano Montecchio, Lorenzo Nosarti, Andrea Parolo) fanno un pubblico passo indietro. Poi tocca ai sindaci dei comuni limitrofi. Luca Callegaro di Arqu&#224; Petrarca: &#171;Gi&#224; oggi subiamo la costante visione di Italcementi. Con questa nuova torre cos&#236; alta l'impatto visivo sar&#224; senza dubbio pi&#249; gravoso per Arqu&#224; che non a Monselice&#187;. Francesco Corso, sindaco di Baone, attacca: &#171;Va coinvolto il Parco Colli, che deve mettere dei paletti&#187;. E Giancarlo Piva, sindaco di Este, contesta la &quot;prepotenza&quot; di Monselice evidenziando l'incompatibilit&#224; dei cementifici in un'area protetta. Il &#171;caso&#187; &#232; oramai squadernato, di dominio pubblico, ben oltre i confini del Parco Colli. Antonella Buson, consigliera del Parco Colli, interviene cos&#236;: &#171;Dobbiamo garantire un percorso trasparente che bandisca l'uso dei rifiuti come combustibili o additivi. Il Parco Colli assuma un ruolo attivo, coinvolgendo Comuni, Provincia, sindacati e comitati in un percorso alla luce del sole&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E il vertice fra gli amministratori locali della zona prende atto di dubbi, perplessit&#224;, critiche e preoccupazioni. Il 22 maggio il consiglio comunale di Monselice, con oltre 500 cittadini stipati nell'auditorium dell'istituto Kennedy, si conclude a tarda ora con la bocciatura del revamping. Determinante l'astensione di Andrea Parolo (Pdl) e Pietro Antonio Aldrigo (Pd) quanto la spaccatura interna alla coalizione di centrodestra. La mozione di maggioranza non passa: 11 a 9 i voti. Quella anti-Italcementi &#232; approvata con 10 favorevoli, 9 contrari e due astensioni. Una seduta incandescente, con i carabinieri schierati in forze. Alla fine, applausi e un coro &#171;Dimissioni&#187;. Ma anche la rabbiosa reazione dei lavoratori di Italcementi che minacciano i dissidenti.Il giorno dopo il sindaco Lunghi &#171;licenzia&#187; su due piedi l'assessore Bruno Cama che non aveva nascosto il suo scetticismo. Ma agli atti resta la richiesta di Monselice: come vogliono altri 27 sindaci della Bassa il revamping va rimesso in discussione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'ex primo cittadino Lorenzo Nosarti (Pdl) non ha dubbi: &#171;&#200; il privato che detta il futuro di un territorio oppure sono gli amministratori a dover fare delle scelte?&#187;. Miazzi, che si &#232; preso una bella rivincita, interpreta il senso comune di Monselice: &#171;Il sindaco deve agire come amministratore della citt&#224;, non essere l'amministratore delegato aggiunto di un'azienda&#187;. E il leghista Emanuele Rosina evidenzia: &#171;Le regole valgono per i cittadini come per le multinazionali&#187;. Dopo l'estate, non solo a Monselice il dibattito torna ad infiammarsi. Ma il progetto di Italcementi &#171;sbatte&#187; contro nuovi ostacoli. La Commissione tecnica del Parco Colli (con 4 voti contro 2) esprime parere negativo al termine di un vivace confronto sull'impatto paesaggistico. L'autorizzazione era in cima alle integrazioni che la Provincia aveva chiesto a Italcementi per esaminare la pratica dell'impatto ambientale del nuovo impianto. Sul tavolo dell'organo tecnico del Parco c'erano due opzioni del camino: la torre originale di 110 metri e una versione &quot;limata&quot; a 89 metri. La presidente del Parco Chiara Matteazzi (Pdl) &#232; finita in minoranza: il revamping era e resta incompatibile, in attesa che anche la Sovrintendenza si esprima definitivamente.Intanto stridono le prese di posizione politiche.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel Pd, &#232; il deputato Alessandro Naccarato a guidare il &#171;partito del s&#236;&#187; che affianca il sindacato da sempre schierato a presidio dei tre cementifici della zona. Nella Lega Nord addirittura &#232; manifesto il braccio di ferro fra opposte fazioni. Manuela Dal Lago (ex presidente della Provincia di Vicenza) ha incontrato nel ruolo istituzionale di presidente della commissione attivit&#224; produttive della Camera una delegazione del gruppo Italcementi, che sollecitava &#171;attenzione&#187; per i 600 milioni di investimenti concentrati negli impianti del nord Italia. Al contrario, la deputata Paola Goisis resta in trincea perfino a costo di polemizzare con la collega di partito: &#171;&#200; un segnale di un processo che vuole relegare l'area della Bassa padovana a &quot;pattumiera&quot; del Veneto&#187;. E provocatoriamente ipotizza uno &#171;scambio&#187; alla luce del trasferimento nel Vicentino dei rifiuti dalla discarica di Sant'Urbano: traslocare anche il cementificio ad Orgiano, vicino alla cava. Muro contro muro, dunque. E forse a Italcementi non baster&#224; nemmeno uno &#171;sponsor&#187; del calibro di Gianni Letta per vincere la partita. di Ernesto Milanesi&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova MERCOLED&#204;, 20 OTTOBRE 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Proposta choc del Partito Democratico di Monselice: &#171;Si eviterebbe l'inutile e inquinante viavai dei camion&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;Trasferiamo l'Italcementi vicino alle cave vicentine&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Un atto di indirizzo al sindaco e alla giunta perch&#233; promuovano il trasferimento dell'Italcementi nei pressi delle cave vicentine. In sostanza nella zona di Orgiano, da cui provengono oggi parte dei materiali utili alla produzione del cemento. E' la proposta choc avanzata dal Coordinamento del Circolo del Partito Democratico di Monselice. Il Pd sottolinea la preoccupazione occupazionale, dettata sia dal prospettato revamping che dalla possibile fusione Zillo-Radici. Oltre che il timore di un inquinamento prolungato nei prossimi decenni, sia pur percentualmente ridotto. Richiama le norme del Parco Colli sulla delocalizzazione delle cementerie e ribadisce che &#171;si deve operare perch&#233; l'intera area possa essere riconvertita con attivit&#224; urbanisticamente e paesaggisticamente compatibili con il Parco dei Colli Euganei ed economicamente vantaggiose per la propriet&#224;&#187;. Il Pd denuncia &#171;la colpevole assenza di una strategia di promozione economica del territorio da parte della giunta Lunghi e dei partiti di centro-destra che amministrano Monselice, rendendo la citt&#224; facile ostaggio di scelte aziendali non controllabili e assoggettandola, a seconda delle convenienze delle propriet&#224;&#187;. Il Partito Democratico propone &#171;al fine di rimediare all'incapacit&#224; del sindaco e della giunta di promuovere e attuare le condizioni per uno sviluppo eco-compatibile ed eco-sostenibile, pur consapevole che i margini per un efficace azione sono molto ridotti, che il consiglio comunale deliberi un atto di indirizzo al sindaco e alla giunta affinch&#233; operi attivamente per consentire il trasferimento dell'Italcementi nei pressi delle cave che dovranno garantire la materia prima. Il tutto per ridurre l'inutile, inquinante, pericoloso, dispendioso via vai di camion sul territorio, e nel contempo consentire, in futuro, l'occupazione di una parte dei lavoratori che attualmente sono impiegati a Monselice. Ma cos&#236;, nell'attesa della costruzione del nuovo stabilimento in altra sede, i lavoratori potranno continuare a lavorare nella vecchia cementeria, senza ulteriori licenziamenti&#187;. Per il Pd, &#171;il sindaco e la giunta di Monselice, insieme con il Parco Colli, dovrebbero concertare con l'Italcementi un piano di dismissione, per il recupero dell'area e la sua valorizzazione con interventi compatibili con la residenzialit&#224; adiacente&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova LUNED&#204;, 18 OTTOBRE 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cementifici, oggi due incontri&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A Baone i comitati esamineranno anche la diffida dell'Italcementi A Montegrotto i delegati Filca-Cisl parleranno di rilancio del settore&lt;/p&gt; &lt;p&gt; BAONE. Cementifici e futuro del territorio, se ne parler&#224; in due incontri che si terranno oggi a Baone e a Montegrotto Terme. Alle 21 villa Mantua Benavides, nella frazione di Valle San Giorgio, ospiter&#224; il dibattito organizzato dai comitati &#171;Lasciateci respirare&#187; ed &#171;E Noi?&#187;. Tre sono le domande a cui si cercher&#224; di dare una risposta: &#171;Cosa significa vivere nell'area dei cementifici? - si legge nel volantino - Cos'&#232; il revamping proposto da Italcementi? Quale futuro per il nostro territorio?&#187;. Interverranno rappresentanti dei comitati e amministratori. Nel corso della serata alcuni legali illustreranno la diffida contro il revamping Italcementi: &#171;Facciamo presente che nonostante la minacce di querela di Italcementi - aggiunge l'ambientalista Francesco Miazzi - sabato pomeriggio nei nostri banchetti in decine hanno sottoscritto il documento di diffida al progetto&#187;. Al ristorante &#171;Al Bosco&#187; di Montegrotto Terme, dalle 9.30 i delegati Filca-Cisl si incontreranno invece per discutere del rilancio del settore dei cementifici. Interverranno Salvatore Federico, segretario generale Filca Veneto, che illustrer&#224; le problematiche delle diverse cementerie; Giampietro Vecchiato, della Pr Consulting, che parler&#224; di sviluppo sostenibile; Giuseppe D'Ercole, della Cisl Confederale, a cui spetta l'onere di illustrare la teoria e la prassi dello sviluppo sostenibile nel settore del cemento. Le conclusioni dell'incontro le tirer&#224; Maurizio Cecchetto, segretario della Usr Cisl del Veneto. (s.r.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova DOMENICA, 17 OTTOBRE 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;I comitati confermano la diffida a Italcementi &#171;Chi firma non rischia&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sul caso inceneritore di Motta Pd all'attacco con due interrogazioni&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Venerd&#236; per il fronte ambientalista della Bassa Padovana &#232; stata una vera e propria Caporetto: dalla conferenza dei servizi regionale &#232; infatti arrivato il &#171;s&#236;&#187; all'inceneritore di pollina di Motta d'Este, mentre dall'Italcementi sono arrivate minacce di azioni legali per quanti sottoscriveranno la diffida mirata a contrastare il progetto di revamping. Le reazioni, all'indomani del doppio colpo inferto al territorio, non sono mancate. La diffida Italcementi. &#171;Prendiamo atto di quanto affermano i legali di Italcementi e confermiamo la sostanza della diffida che intendiamo presentare - rispondono i comitati &#8220;Lasciateci respirare&#8221; ed &#8220;E Noi?&#8221;, promotori della diffida &#8220;accusata&#8221; di essere diffamatoria - Garantiamo che nessuno di quanti hanno firmato sar&#224; esposto a rischi di natura legale. Da quando si &#232; avviata la nostra opposizione al revamping l'obiettivo &#232; stato solo di fornire un'informazione diversa ed equilibrata. Chiedevamo un confronto ed abbiamo ricevuto solo violenze verbali al limite dell'intimidazione e pubbliche denigrazioni&#187;. I due comitati sottolineano i motivi che da sempre hanno spinto ad osteggiare il revamping, &#171;facendo notare l'evidente sproporzione tra la nostra iniziativa autogestita e la reazione di Italcementi&#187;. Domani, peraltro, villa Mantua Benavides a Baone ospiter&#224; un convegno dedicato alla questione. A Montegrotto, invece, si incontreranno i delegati Filca-Cisl di tutte le cementerie venete per fare il punto sulle problematiche del settore. L'inceneritore di Motta. Sul fronte dell'inceneritore di pollina di Motta, invece, Piero Ruzzante e Boris Sartori, rispettivamente consigliere regionale e provinciale del Pd, annunciano la presentazione di due interrogazioni urgenti in Regione e in Provincia: &#171;Da anni il territorio della Bassa Padovana attende risorse economiche per il rilancio di questa zona troppo spesso dimenticata, e invece puntualmente diventa il luogo dove vengono collocati impianti inquinanti, senza una seria prospettiva di sviluppo&#187;. Una tesi condivisa anche dal sindaco di Baone, Francesco Corso: &#171;Ora non ci resta che unirci stretti al Comune di Este nella lotta contro questa iniziativa: serve un fronte comune di tutti i sindaci&#187;. Piergiorgio Cortellazzo (Pdl), infine, ricorda come la scelta della conferenza dei servizi sia tecnica e non politica. La Lega Nord. Parte degli attacchi sono diretti in particolar modo agli esponenti locali della Lega Nord: &#171;Riteniamo molto grave l'atteggiamento della Lega, che nei mesi scorsi per voce dell'onorevole Paola Goisis si era dichiarata contraria - continuano Sartori e Ruzzante - La Goisis si era inoltre pubblicamente impegnata a dimettersi dalla Lega se fosse stato approvato l'impianto: l'onorevole si dimetta se la giunta regionale approver&#224; il progetto di Motta&#187;. La stessa richiesta arriva da Paolo Venco e Gaudenzio Candeo, consiglieri comunali di Rifondazione Comunista: &#171;La Lega ha dimostrato di avere una doppia faccia: invitiamo quindi la parlamentare Goisis e il consigliere regionale Santino Bozza a dimettersi, come avevano promesso. Saremo loro grati se decideranno di risparmiare all'intera cittadinanza pagliacciate come l'incatenarsi davanti a qualche edificio pubblico&#187;. Dal canto suo, la Goisis (assieme allo stesso Bozza e ad Emanuele Rosina) si difende attaccando Italcementi e la scelta di querelare chi firmer&#224; la diffida contro il revamping: &#171;Si tratta di un'azione intimidatoria volta ad incutere timore. L'azione legale intrapresa dall'Italcementi &#232; una forma di pressione psicologica che richiama i tempi bui della storia italiana. E' dal libero confronto d'idee che nascono l'intesa e l'accordo. L'imposizione, viceversa, allarga le distanze e incancrenisce il dialogo&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova SABATO, 16 OTTOBRE 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Italcementi denuncer&#224; chi ha promosso e chi firma la diffida&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Secondo l'azienda il documento contiene dati falsi e diffamatori&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(NICOLA CESARO)&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Denunce a chi firmer&#224; la diffida e ai promotori dell'iniziativa. Le promette l'Italcementi, che ha affidato all'avvocato Caterina Malavenda di Milano il compito di avviare azioni legali contro chi sosterr&#224; in ogni modo l'iniziativa. La diffida &#232; stata elaborata dai comitati &#171;Lasciateci Respirare&#187; ed &#171;E Noi&#187;. Il documento nato per contrastare il progetto di revamping, sta viaggiando nella rete ed &#232; fortemente pubblicizzato dai due gruppi. &#171;Italcementi ha deciso di contrastare, rivolgendosi all'autorit&#224; giudiziaria, la divulgazione di notizie false e tendenziose che alcuni &#8220;ecologisti&#8221; diffondono da tempo, con pervicace ostinazione - si legge in una nota ufficiale della multinazionale - In particolare, l'azienda ha dato mandato ai propri legali di promuovere tutte le iniziative pi&#249; opportune contro le affermazioni diffamatorie e infondate, contenute nella bozza della diffida&#187;. Azioni legali contro i promotori dell'iniziativa, dunque, ma anche a chi firmer&#224; il documento: &#171;L'utilizzo del testo originario - fa sapere Italcementi - esporrebbe anche i sottoscrittori ad eventuali richieste di risarcimento, nonostante le rassicurazioni di segno contrario offerte dai promotori&#187;, visto che, a detta di Italcementi, firmare quel documento equivarrebbe a sottoscrivere notizie false e diffamatorie. Ma quali sono le falsit&#224; che, secondo Italcementi, sarebbero contenute nel testo della diffida? Nel documento si parla di &#171;incomprensibili e pericolosi favoritismi&#187; di cui l'impianto godrebbe per controlli e limiti di emissione in aria: &#171;I limiti alle emissioni - spiega il legale di Italcementi - sono quelli espressamente previsti dalla normativa e prescritti nel provvedimento autorizzativo&#187;. La diffida tira inoltre in ballo l'articolo 19 del piano ambientale del Parco Colli e afferma che le cementerie sono incompatibili con il territorio: &#171;La norma vieta la costruzione di nuove cementerie - corregge il legale - ma disciplina gli interventi ammissibili su quelle esistenti, qual &#232; quella gestita da Italcementi, consentendo anche gli interventi di adeguamento&#187;. L'avvocato bacchetta poi le considerazioni secondo cui l'intervento di revamping sia stato gestito unicamente in un rapporto diretto con il sindaco Francesco Lunghi: segue infatti un lungo elenco di contatti e incontri informativi in merito al progetto della cementeria. Ulteriori appunti riguardano pet-coke e Cdr.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova SABATO, 04 SETTEMBRE 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Analisi ferme durante il guasto&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli odori acri di luned&#236;: arrivavano da Radici&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(FRANCESCA SEGATO)&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Arriva il primo responso dell'Arpav sugli odori acri che per tutta la giornata di luned&#236; hanno invaso il centro storico. Ma &#232; gi&#224; polemica sui limiti dei controlli. Dal camino del principale forno della cementeria Radici, si legge nel verbale Arpav, &#171;fuoriusciva del fumo visibile e si avvertiva odore di combustione&#187;. Il tutto perch&#233; l'impianto era in fase di riscaldo dopo un fermo tecnico per manutenzione. E nel frattempo, erano sospese le rilevazioni in continuo, &#171;in quanto&#187; scrivono i tecnici Arpav &#171;partiranno dopo il superamento del minimo tecnico&#187;. Insomma, solo odore di terra bruciata, dovuto al pre-riscaldamento della marna. E il vento che spingeva a terra fumi e odori. &#171;Parlando con i dipendenti della Cementeria Radici, abbiamo invece raccolto una versione diversa - denuncia il consigliere Francesco Miazzi - Si evidenziava un problema al forno avvenuto la settimana precedente e un riavvio dello stesso, in una situazione tecnica e ambientale non ottimale&#187;. Ma nel mirino finiscono soprattutto i controlli dell'Arpav. &#171;Era indispensabile analizzare i fumi in uscita dai camini e un'analisi accurata dei materiali utilizzati sia nel processo produttivo, sia nei combustibili - evidenzia Miazzi - Dal primo rapporto di Arpav emerge un quadro deludente: sono stati prelevati solo dei campioni d'aria nei dintorni della Cementeria, di cui per&#242; si dovr&#224; attendere l'analisi di laboratorio, ma non &#232; stato fatto un controllo delle emissioni al camino, elemento che avrebbe permesso d'incrociare i dati degli inquinanti presenti. E sempre dal rapporto Arpav emerge che proprio nel &#8220;giorno nero&#8221; di luned&#236;, nella cementeria sono stati sospesi anche i monitoraggi in continuo delle emissioni, con la motivazione che i forni non erano a regime. Insomma, proprio nel momento in cui sarebbe pi&#249; necessario sapere cosa respiriamo, i controlli registrano un blackout&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;FUORIUSCITE &#8220;ACCIDENTALI&#8221; DAI CAMINI DELLE CEMENTERIE E CONTROLLI:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'EPISODIO DEL 30 AGOSTO METTE A NUDO LIMITI E PERICOLI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La giornata di luned&#236; 30 agosto, si pu&#242; archiviare come uno dei &#8220;giorni infausti&#8221; per gli abitanti di Monselice, investiti da &#8220;odori acri&#8221; rimasti forti e persistenti fino il giorno successivo. Nelle aree del centro storico e dintorni, respirare era diventato difficile&#8230; la rabbia cresceva e aumentavano le telefonate allarmistiche alla Polizia Municipale, ai Carabinieri, agli assessori, all'ARPAV, agli esponenti dei Comitati, per segnalare che fumo e odori provenivano dalla Cementeria di Radici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Poi sono giunte le rassicurazioni informali delle autorit&#224; interpellate: ci hanno detto che si trattava di odore di terra bruciata, dovuta al pre-riscaldamento della marna. Il vento spingendo a terra fumi e odori, creava una spiacevole situazione respiratoria, ma non c'era stato nessun pericolo per la salute.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il giorno dopo, parlando con i dipendenti della Cementeria Radici, abbiamo invece raccolto una versione diversa, in cui si evidenziava un problema al forno avvenuto la settimana precedente ed un riavvio dello stesso, in una situazione tecnica e ambientale non ottimale. Insomma, pur di ripartire con la produzione non ci si &#232; fatti nessuno scrupolo per il prevedibile disagio che l'operazione avrebbe creato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La nostra preoccupazione era anche di capire la tempestivit&#224; e la completezza dei controlli, sia della Ditta, ma soprattutto da parte di ARPAV, in quanto era indispensabile analizzare i fumi in uscita dai camini ed un'analisi accurata dei materiali utilizzati in questo frangente, sia nel processo produttivo, sia nei combustibili.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dal primo rapporto di ARPAV, consegnatoci in questi giorni, emerge un quadro deludente: sono stati prelevati solo dei campioni d'aria nei dintorni della Cementeria, di cui per&#242; si dovr&#224; attendere l'analisi di laboratorio, ma non &#232; stato fatto un controllo delle emissioni al camino, elemento che avrebbe permesso di incrociare i dati degli inquinanti presenti. E sempre dal rapporto ARPAV emerge che proprio nel &#8220;giorno nero&#8221; di luned&#236;, nella cementeria sono stati sospesi anche i monitoraggi in continuo delle emissioni, con la motivazione che i forni non erano a regime. Insomma, proprio nel momento in cui sarebbe pi&#249; necessario sapere cosa respiriamo, i controlli registrano un black-out&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo episodio riconferma che manca il rispetto per la citt&#224; e i suoi abitanti, per chi vive e opera in questo territorio. Lo diciamo francamente: dopo che abbiamo scoperto che rifiuti d'ogni tipo (leciti ed illeciti) possono arrivare nelle cementerie, dopo che sono state trovate sostanze come i ftalati mescolati all'argilla utilizzata per fare cemento&#8230; quando si registrano questi episodi, non siamo tranquilli ed esigiamo maggior severit&#224; nei controlli, ma anche severe sanzioni nel caso fosse appurato che simili &#8220;incidenti&#8221; si potevano evitare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Francesco Miazzi &#8211; Consigliere Comunale &#8220;Nuova Monselice&#8221;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;03-09-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova 01-09-10, 18Altre&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Italcementi, essenziale &#232; la salvaguardia dei posti di lavoro&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lucio Fortin / Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ormai da mesi assistiamo ad un dibattito sui giornali che si sviluppa attorno al tema del &#171;revamping&#187; di Italcementi a Monselice. Le posizioni si sono radicalizzate e ci tocca anche leggere sui giornali che ci sono persone ed esponenti politici che si autoeleggono &#171;rappresentanti del popolo&#187;, affermando di parlare in nome della citt&#224; solo perch&#233; una certa mozione &#232; stata approvata in consiglio comunale. Da semplice cittadino, ma anche da persona che vive ogni giorno in questa citt&#224; ed in questo territorio, posso affermare che davvero le cose non stanno cos&#236;: la questione dello sviluppo e della difesa dei posti di lavoro legati a Italcementi, non &#232; mai stata posta all'attenzione della cittadinanza. Anzi, semmai le elezioni le ha vinte chi aveva detto di essere a favore di Italcementi (come Lunghi) e non chi era contro (come Miazzi). Secondo me, le posizioni in consiglio comunale non rispettano le idee dei monselicensi. La verit&#224; &#232; che in citt&#224; tante persone non sono contrarie al &#171;revamping&#187;, anzi secondo me la maggioranza &#232; favorevole, a condizione che ci sia un ente in grado di controllare (Arpav?) che le emissioni non siano fuorilegge ma da quello che ho letto, Italcementi ha sempre rispettato i limiti. Ma se &#232; vero quello che dice Italcementi, e cio&#232; che i posti di lavoro vengono salvaguardati per altri 20 anni, e che le emissioni diminuiscono, &#232; da pazzi dire di no. Questo io penso, e come me tanti altri. Problemi estetici? Si cercher&#224; di mitigarli, ma la salvaguardia del lavoro in questa fase &#232; la cosa pi&#249; importante: per i dipendenti, per le loro famiglie e per le imprese dell'indotto. Semmai se si pu&#242; usare questa situazione per indurre Italcementi &#171;aprirsi&#187; un po' verso il territorio e a fornire qualche &#171;ricaduta&#187; positiva per la citt&#224;, tanto di guadagnato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova MARTED&#204;, 31 AGOSTO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;I cementieri non sono credibili&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Miazzi invita i sindacati a riflettere: useranno i rifiuti come ricatto&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;LA FUSIONE RADICI-ZILLO Il leader ambientalista &#232; convinto che i livelli occupazionali caleranno&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;di Francesca Segato MONSELICE. &#171;Il sindacato esca dalla trappola dei cementieri e dei loro sostenitori&#187;. E' un duro attacco, quello che il consigliere Francesco Miazzi sferra al fronte sindacale, dopo le notizie sul possibile matrimonio Zillo-Radici. &#171;E' chiaro che quest'aggregazione aziendale produrr&#224; un effetto sull'occupazione in entrambi gli stabilimenti e dar&#224; maggior forza alla contrapposizione tra ambiente e lavoro, in quanto l'uso dei rifiuti diventer&#224; il principale ricatto posto per la salvaguardia di livelli occupazionali, destinati comunque a ridursi drasticamente - ritiene Miazzi -. Se poi, dietro a tutte queste operazioni, c'&#232; la regia di una multinazionale, sar&#224; la storia a dircelo con certezza, non certo i comunicati stampa delle aziende coinvolte. Resta che moltissimi lavoratori dei cementifici non hanno nessuna certezza sul loro futuro e la popolazione si ritrova con uno scenario incerto e a tinte fosche&#187;. &#171;Eppure non ci voleva molto a capire che la crisi del settore non era congiunturale: il tasso di cementificazione in atto nella nostra regione non era e non &#232; pi&#249; sostenibile - sottolinea Miazzi -. Tre cementerie, con le cave a 40 km di distanza, con la necessit&#224; di riadeguamento strutturale, non potevano reggere a lungo, qualcuna avrebbe chiuso e chi rimaneva lo poteva fare solo utilizzando il business dei rifiuti&#187;. &#171;Da anni sosteniamo che il pericolo per questi impianti e il livello occupazionale non era rappresentato dai comitati e dalle loro legittime istanze, ma dall'evoluzione del mercato - ricorda Miazzi -. E ora, di fronte a questo nuovo scenario, imposto dalla logica aziendale e non da chi governa il territorio, come la mettiamo? Cosa diciamo ai lavoratori che stanno perdendo il posto di lavoro?&#187;. Per il consigliere ambientalista, &#232; evidente che il revamping Italcementi comporti ricadute sulle altre cementerie della zona. &#171;E' con estrema amarezza - conclude - che dobbiamo constatare l'assoluta incapacit&#224; da parte del sindacato di leggere la realt&#224; del territorio, di interpretare le tendenze di mercato, di essere soggetto protagonista della trasformazione. Abbiamo dovuto assistere all'involuzione di quest'apparato, pronto a scagliare la rabbia operaia contro la popolazione, protagonista di linciaggi mediatici nei confronti delle figure rappresentative del percorso alternativo, capace di entrare in rotta di collisione con tutte le amministrazioni locali, con tutte le forze politiche&#187;. Miazzi auspica un &#171;cambio di rotta&#187; e un confronto a tutto campo che riporti le aziende a concertare con il territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;IL DUBBIO&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;L'Arpav riveli i dati&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Antonino Pipitone (IdV) esige chiarezza sulle emissioni prodotte dai cementifici&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Mette alle strette la Regione sui controlli relativi alla qualit&#224; dell'aria, il consigliere regionale Antonino Pipitone. L'esponente dell'Italia dei Valori interviene nel dibattito sul revamping Italcementi, chiedendo chiarezza sulle concentrazioni di materie inquinanti o potenzialmente pericolose emesse dai camini del cementificio. &#171;Chiedo che la Regione porti immediatamente a conoscenza del Consiglio regionale i risultati gli accertamenti effettuati dall'Arpav negli ultimi anni e negli ultimi mesi - afferma Pipitone - per vagliare ed approfondire eventuali relazioni tra patologie e polveri inquinanti. Confido che tali controlli siano stati fatti. In caso contrario sar&#224; un'altra tegola per l'Arpav e la Giunta di centrodestra, che dovr&#224; spiegare perch&#233; non si sono mossi&#187;. Pipitone polemizza poi con l'onorevole Goisis. &#171;Le parole della deputata della Lega - osserva - mi suscitano un dubbio. Goisis lo sa che il ministro dell'Interno Maroni &#232; del suo partito? Le similitudini e gli accostamenti che fa Goisis con mafia e criminalit&#224; sono preoccupanti. Sono veri o fa demagogia? La deputata del Carroccio sa qualcosa? Allora dica quello che sa e faccia intervenire immediatamente Maroni&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'ALLARME&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Odori acri in centro&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Decine di chiamate ai vigili ieri mattina I tecnici Arpav hanno prelevato campioni&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Varie decine di chiamate ai vigili per odori acri, per tutta la giornata di ieri. Di nuovo allarme odori in centro storico: da ieri mattina il comando di Polizia Locale &#232; stato tempestato di telefonate che segnalavano una forte puzza di plastica bruciata. Miasmi che si avvertivano in tutto il centro e a nord del paese. Gi&#224; alle 14 l'Arpav ha inviato sul posto i suoi ispettori. &#171;Io stesso, arrivato a casa, ho avvertito un odore tremendo. Ho provato pi&#249; volte a contattare i responsabili Arpav che devono intervenire in questi casi, ma invano - denuncia il consigliere regionale e comunale Santino Bozza -. Ho constatato che si vedevano nuvole di fumo uscire dai camini della Cementeria Radici - osserva -. Come membro della Commissione regionale Ambiente, chieder&#242; un sopralluogo nei magazzini della cementeria: intendo verificare cosa bruciano. Abito a 500 metri da l&#236; ma mai avevo sentito un odore come questo&#187;. L'odore segnalato &#232; stato descritto come puzza di plastica bruciata o terra bruciata, proveniente presumibilmente da nord. &#171;I tecnici Arpav sono intervenuti subito - riferisce l'assessore all'Ambiente Beppino Zerbetto - e hanno effettuato le campionature dell'aria, ma esiti e risultati li sapremo tra qualche giorno. Renderemo noti i verbali&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il comitato &#171;E noi?&#187; &#232; contro Italcementi &#171;Il loro piano &#232; incompatibile col Parco&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Una nuova diffida alla Provincia sull'incompatibilit&#224; tra revamping Italcementi e Piano Ambientale del Parco Colli Euganei. L'ha inviata nei giorni scorsi il comitato di cittadini &#171;E Noi?&#187;. Il comitato analizza nel dettaglio le Norme Tecniche del Piano Ambientale, ricordando che le attivit&#224; in questione sono ammesse &#171;per ragioni di pubblica utilit&#224;&#187;. E attacca: &#171;Nella fattispecie, non si configura in nessun modo la pubblica utilit&#224;. La produzione del cemento e l'eventuale produzione di energia elettrica &#232; esclusivamente un business privato! E non si venga a parlare di mantenimento dei posti di lavoro - scrive il comitato - perch&#233; allora, non solo le multinazionali, ma anche altri operatori economici privati avrebbero diritto a pari privilegi. Questo per&#242; significherebbe violare la legge in materia, danneggiando sicuramente tanti altri operatori del settore turistico, commerciale e agricolo&#187;. Per il comitato, inoltre, il Piano Ambientale prevede la dismissione degli impianti, &#171;e non la realizzazione di nuove costruzioni finalizzate alla prosecuzione delle suddette attivit&#224; incompatibili ancora per molti anni&#187;. Conclusione di &#171;E Noi?&#187;: &#171;Riteniamo che la richiesta avanzata da Italcementi Group non possa che avere risposta negativa&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'OPPOSIZIONE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;Tavolo di lavoro sul revamping mai partito a causa di Lunghi&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Il tavolo di lavoro sul revamping? &#171;Non &#232; mai partito perch&#233; il sindaco Lunghi lo voleva piegare ad un percorso funzionale al revamping, mentre la posizione prevalente emersa dal consiglio comunale di Monselice era quella di studiare le possibili alternative&#187;. Ad affermarlo sono i capigruppo di minoranza Francesco Miazzi e Rino Biscaro. &#171;Quando Lunghi &#232; andato in minoranza - ironizzano i due rappresentanti dell'opposizione - ha fatto come i bambini viziati, quelli che vogliono sempre comandare. Alle prime contestazioni, si &#232; portato a casa il pallone e ha deciso che non si pu&#242; pi&#249; giocare. Deve ricordare che siamo consiglieri comunali che rappresentano il 45% dell'elettorato. Non siamo come le persone di cui si circonda, per convenienza sempre disponibili a subire i suoi capricci: noi portiamo avanti le nostre idee con determinazione, rispettando il compito istituzionale che ci &#232; stato assegnato dai cittadini di Monselice&#187;. L'ultima stoccata &#232; per un articolo su un quotidiano vicentino, in cui Lunghi &#171;consigliava&#187; al Comune di Orgiano, dove ha sede la cava utilizzata dall'Italcementi, di chiedere compensazioni all'azienda. &#171;Invece di rappresentare il suo consiglio comunale, Lunghi assume iniziative che non stanno bene in bocca ad un sindaco, ma ad un amministratore delegato aggiunto di un'azienda privata con forti interessi nell'operazione&#187; chiudono i due consiglieri comunali di minoranza. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova 30-08-10, 16Provincia&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tante rassicurazioni al prefetto&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;di Francesca Segato MONSELICE. Il prefetto Ennio Mario Sodano ha chiesto chiarimenti, il Comune risponde. Dal municipio &#232; partito nei giorni scorsi un documento a firma del sindaco Francesco Lunghi, contenente le spiegazioni dell'amministrazione sui &#171;casi&#187; sollevati a gennaio con il dossier-edilizia presentato dalla minoranza consiliare, seguito dal nuovo esposto sulla vicenda Monselice Uno. A divulgare la risposta &#232; il consigliere Francesco Miazzi, che commenta: &#171;Nella risposta che il sindaco ha trasmesso al prefetto emerge un chiaro tentativo di sminuire le problematiche condendo il tutto con rassicurazioni che non sempre coincidono con la realt&#224; dei fatti&#187;. Ma vediamo quali sono state le risposte del Comune, a cui seguono in alcuni casi le ulteriori puntualizzazioni del consigliere comunale che ha voluto portare tutti questi casi all'esame della prefettura. Stazione bus provvisoria da 4 anni. Si ribadisce che l'attuale ubicazione &#232; &#171;provvisoria in attesa della realizzazione del Piano di recupero antistante l'ospedale civile, ora di propriet&#224; privata&#187;. Al momento per&#242; non risulta presentato alcun Piano di recupero. La beffa delle aree verdi pubbliche. Qui c'&#232; una conferma: le aree a standard a verde pubblico sono ubicate dal Prg prevalentemente su Montericco e Rocca. &#171;Il dimensionamento dei vari piani attuativi realizzati in conformit&#224; al Prg ha tenuto conto di tale situazione - conferma l'amministrazione - e comunque ogni lottizzazione realizzata &#232; stata dimensionata secondo le disposizioni di legge&#187;. Resta il fatto che le due &#171;aree verdi&#187; sono sempre meno fruibili dai cittadini, dal momento che la Rocca &#232; totalmente inaccessibile da anni e la strada del Montericco &#232; chiusa da una sbarra. Ex giardini del pattinaggio. L'area era in degrado e quindi era necessario intervenire. Il sindaco ricorda che a maggio 2006 &#232; stato posto il quesito al progettista estensore della variante al Prg per il centro storico, sulla necessit&#224; del piano particolareggiato. E il progettista ha ritenuto che non servisse, perch&#233; c'era un mero recupero. Secondo la minoranza, invece, serviva e si &#232; agito senza rispettare le norme. Rocca. Per Casa Bernardini, il sindaco sottolinea che l'intervento &#232; conforme al Prg. L'opposizione per&#242; contestava la legittimit&#224; della variante adottata dal Consiglio comunale. Mentre per l'ascensore, il Comune si limita a ricordare che &#232; sospeso, e che comunque competenza e onere dell'intervento sono della Regione. Zona industriale. &#171;Deriva da interventi urbanistici iniziati negli anni 70&#187; risponde Lunghi. &#171;La situazione esistente &#232; il frutto di un insieme di interventi poco coordinati, non strutturati e parzialmente pianificati, i quali hanno determinato uno sviluppo viario infrastrutturale e di servizi poco funzionale e di difficile utilizzazione&#187;. Per questo l'amministrazione ha predisposto una variante alle norme tecniche di attuazione e al regolamento edilizio, anche per rivitalizzare la zona. &#171;Si ammettono i problemi, ma si scaricano le colpe sul passato - controbatte Miazzi - Un passato che in buona parte &#232; stato gestito dalle stesse persone che governano oggi. Continuiamo ad auspicare una seria indagine su tutte le operazioni svolte nell'area industriale&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Ora bisogna approfondire le responsabilit&#224;&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. &#171;L'attenzione del Prefetto per le problematiche che gli abbiamo esposto dimostrano che anche a livello di autorit&#224; di governo, si &#232; compresa la gravit&#224; della situazione - commenta Francesco Miazzi - Ora quello che auspichiamo &#232; un approfondimento ulteriore, teso a evidenziare le responsabilit&#224; della situazione e le possibili soluzioni per riportare il paese in una posizione di normalit&#224;. Attendiamo con fiducia la risposta del Prefetto e un suo preciso intervento&#187;. Anche sulle vicende che hanno coinvolto privati, &#232; lungo l'elenco delle risposte fornite dal Comune. Ex vetreria Pulze: sacrificata la pista ciclabile. Si richiamano ragioni tecniche, come l'impossibilit&#224; di modificare l'argine per raccordare l'eventuale pista ciclabile. &#171;Le difficolt&#224; erano superabili - ritiene per&#242; Miazzi - ma &#232; prevalsa la volont&#224; di accondiscendere al privato a scapito della collettivit&#224;&#187;. Condomini &#171;Alba&#187; in via Costa Calcinara. E' immediatamente intervenuto l'Ufficio tecnico che dopo sopralluogo e perizia sulla stabilit&#224; delle strutture, ha rilasciato in data 29/01/10 il certificato di agibilit&#224; e sono state rimosse le strutture di ponteggio. Monselice Uno. La risposta del Comune &#232; di 3 pagine: si giustifica l'operato con la complessit&#224; della vicenda e si spiega il tentativo di un accordo di programma per uscire dall'empasse. Peraltro poi c'&#232; stata anche la contestata nomina di un consulente sul tema. Area artigianale. Risposta: &#232; un'area privata, le eventuali contestazioni non riguardano l'amministrazione. &#171;Ma il problema qui, oltre per gli incredibili intrecci con gli amministratori, &#232; proprio collegato alla contestazione al Comune per aver ceduto il ruolo di autorit&#224; espropriante al Consorzio nuove attivit&#224; produttive Scarl&#187; ricorda Miazzi. Abusi edilizi. Nell'esposto c'era quello di Perin, su cui si &#232; abbattuta l'ordinanza di demolizione dei volumi eccedenti. C'erano poi il caso di via Carrubbio e quello di viale della Repubblica, chiusi con sanatorie. Fight club. Qui il Comune risponde che &#232; stato autorizzato solo un impianto sportivo con bar-ristoro a servizio dell'impianto. E che adesso l'edificio &#232; usato solo per lo sport. &#171;Si sorvola su tutti gli aspetti collegati che hanno portato all'esposto dei residenti e all'indagine tutt'ora aperta dalla magistratura - punge per&#242; Miazzi - Il sindaco si autoassolve, vedremo cosa diranno i giudici&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt; -Editoriale del n. 146 di &quot;Padova e il suo territorio&quot;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In un momento di difficile transizione economica, sociale e culturale come quello oggi attraversato dal Paese, non sar&#224; fuori luogo proporre alcune considerazioni che vadano oltre i confini di una provincia, calata come questa &#232; in una realt&#224; ben pi&#249; ampia e complessa, su dimensioni nazionali, europee e addirittura globali. &#200; indubbio che, tramontata l'era del capitalismo industriale, ci troviamo immersi in una realt&#224; postmoderna dominata dalla speculazione finanziaria, con tutti i concreti rischi che questa comporta. Del pari, il contatto con la realt&#224; &#232; sempre pi&#249; mediato e reso evanescente dall'informazione virtuale dominante, saldamente in mano ad entit&#224; monopolistiche e difficilmente contrastabili.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tuttavia, la realt&#224; fisica, nella sua invincibile materialit&#224;, rimane quella con cui ci troviamo a competere e a confrontarci, nella speranza di raggiungere una way of life per tutti accettabile e praticabile. Questa realt&#224; si chiama t e r r i t o r i o , ed &#232; a questo che dobbiamo pensare per il futuro. Orbene, troppo facilmente si dimentica che per la nostra Regione il territorio, nella sua inesauribile variet&#224; naturale e storico-culturale, costituisce tuttora la risorsa principale, da utilizzare ma non da sfruttare nei modi insensati fino ad oggi seguiti. Risorsa anche economica, tale da fare del Veneto dell'et&#224; postindustriale una delle regioni meglio dotate di spazi naturali, di emergenze monumentali a livello di centri storici anche esigui, di paesaggi montani, collinari, fluviali e marittimi difficilmente reperibili in cos&#236; ricca associazione in altre regioni della nostra pur prodigiosa penisola. Di questa sua prodigiosa ricchezza, anche economica, la nostra regione non ha saputo fino ad oggi essere n&#233; attenta custode n&#233; sapiente utilizzatrice. Non avverrebbe infatti che si discettasse ostinatamente oggi, ad esempio, sull'opportunit&#224; o meno di trasformare la cementeria di Monselice in un ben pi&#249; allarmante e invasivo impianto, a vent'anni dalla creazione dell'Ente Parco Colli, che prevedeva la progressiva dismissione di siffatte installazioni, gravemente pregiudiziali per la tutela del paesaggio euganeo. Ma non sarebbe neppure accaduto, nel cinquantennio seguito alla guerra, che il territorio della regione venisse via via cementificato, quando non desertificato, per fare spazio ad installazioni industriali anche precarie: non perch&#233; non si dovesse transitare da un'economia agricola ad una industriale, ma perch&#233; il passaggio avrebbe assai meglio potuto verificarsi senza una dispersione a pelle di leopardo di microzone industriali e artigianali su tutto il territorio, con un enorme spreco, purtroppo irreversibile, di aree agricole e naturali &#8211; di una risorsa esauribile come, appunto, il territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una terza via oggi praticabile, anzi inevitabile, &#232; quella di una utilizzazione delle ricchezze regionali che, non solo sia rispettosa dell'esistente, ma che si faccia carico della conservazione e miglioramento delle emergenze paesaggistiche e monumentali, con l'effetto sia di un auto-finanziamento di questa conservazione, che della creazione e potenziamento di un indotto da essa direttamente derivato, sotto forma di una frequentazione turistica diversa dall'odierno mordi-e-fuggi. Cultura che generi profitto, profitto che generi cultura, in un circolo virtuoso tutt'altro che impensabile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oddone Longo&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il Gazzettino Mercoled&#236; 25 Agosto 2010,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;IL REVAMPING DI ITALCEMENTI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE: Ho letto la posizione dell'onorevole Goisis in rappresentanza della Lega, rispetto al progetto Revamping. Facendo un'analisi del suo ragionamento rimango perplessa. La signora Goisis, infatti, parte dall'idea di una contrariet&#224; al revamping - condivisa - legata alla necessit&#224; di tutelare la salute della popolazione della bassa padovana ci&#242; visto che &quot;le cementerie sono fonte di inquinamento e nessuno pu&#242; negarlo&quot;. Tuttavia, l'onorevole argomenta la sua posizione presentandoci i legami con la mafia di Italcementi calcestruzzi Spa. Non che il tema delle infiltrazioni mafiose non sia di sicuro interesse per la cronaca, ma se la tesi &#232; dimostrare che le cementerie sono fonte di inquinamento, il punto critico per la salute della popolazione riguarda quali emissioni inquinanti si respirano nell'aria. Qualsiasi azienda gestita da malviventi &#232; infatti pericolosa a prescindere dai suoi impatti ambientali e questa infatti &#232; materia che coinvolge, tra gli altri, anche il Ministro degli Interni Maroni, guarda caso, leghista. Proprio perch&#232; le cementerie sono fonte di inquinamento, invece, ci si deve chiedere perch&#232; nel tavolo tecnico sui cementifici che la Provincia insieme ad Arpav ha aperto nel 2006 si &#232; parlato di come ridurre gli impatti sul territorio richiedendo alle aziende l'adeguamento degli impianti, senza mai trattare la dismissione degli impianti tout court se non come alternativa alla mancanza di investimenti migliorativi per le condizioni di sicurezza della salute della popolazione dell'area. Quando si capisce che &#232; proprio sulla base dell'assunto che &quot;sia pi&#249; importante la salute dei cittadini&quot; che si &#232; provveduto a richiedere ad Italcementi un impegno a rinnovare i propri impianti nella direzione delle migliori tecnologie disponibili, si capisce che il Revamping dello stabilimento di Monselice, &#232; figlio di una scelta politica partecipata anche dalla Lega. Per altro, non &#232; del tutto esatto dire che l'investimento manterr&#224; i livelli occupazionali. Perch&#232; l'anno passato, in previsione dell'investimento, l'azienda ha attuato una politica di progressiva riduzione del personale. Vero &#232; che si &#232; impegnata a mantenere stabile l'occupazione ai livelli attuali a fronte del nuovo impianto, lo abbiamo appurato in fase di dibattito in Commissione ambiente-lavoro congiunta quando abbiamo ospitato i sindacati. Se i comitati ambientalisti hanno ragione, perch&#232; la Lega al governo in Provincia da pi&#249; di un decennio non ha affrontato il problema dell'esistenza delle cementerie nel parco Colli in modo diverso, chiedendone la chiusura? Nel suo complesso, come ella stessa ha ammesso, l'impianto sar&#224; migliorativo almeno per alcuni impatti delle emissioni in atmosfera. Altrimenti non si giustificherebbe. Quindi, coerentemente con il primo periodo assunto della signora Goisis, che &#232; pi&#249; importante difendere la salute degli abitanti della bassa, l'onorevole si mostra nei fatti (anche se non a parole) favorevole e non contraria all'impianto. Se la salute dei cittadini rischia di non essere sufficientemente tutelata, cos&#236; come non lo &#232; oggi con le attuali caratteristiche dell'impianto, e a lamentarsene &#232; la rappresentante di un partito al governo nel territorio il tutto &#232; paradossale. Visto che alla fine sar&#224; un atto della Giunta provinciale ad avallare il parere della commissione Via. La Lega faccia chiarezza, ci dica cosa difende e quali interessi e come i suoi rappresentanti si porranno in giunta rispetto al tema.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sabrina Di Napoli - Consigliere provinciale IDV&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Gazzettino - Domenica 22 Agosto 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Agli occhi di tante persone sto diventando l'archetipo del bastian contrario per ci&#242; che riguarda il progetto di revamping. La mia contrariet&#224; nasce dalla necessit&#224; di tutelare la salute della popolazione della Bassa padovana. Le cementerie sono fonti d'inquinamento e nessuno pu&#242; negarlo. Mi sono documentata sull'attivit&#224; degli impianti per la produzione del cemento che operano a Monselice e ad Este ed ho scoperto che Calcestruzzi Italcementi group che fa capo alla societ&#224; Pesenti di Bergamo &#232; stata al centro di un'operazione antimafia denominata &#8220;Doppio colpo&#8221;. Nello scorso aprile la Dda siciliana ha tratto in arresto 14 persone e sequestrate sette aziende. Secondo gli inquirenti, &#8220;con l'appoggio della mafia, cui cedeva parte dei maggiori profitti realizzati frodando i propri clienti, ai quali forniva calcestruzzo con minori quantitativi di cemento, l'azienda bergamasca, da pi&#249; di due anni sotto amministrazione giudiziaria, aveva assunto il monopolio nella fornitura di calcestruzzo in Sicilia&#8221;. I dirigenti della Calcestruzzi Spa Italcementi di Bergamo sono stati accusati dei reati d'associazione per delinquere e frode in pubbliche forniture. Un avviso di garanzia &#232; stato notificato a Carlo Pesenti rappresentante pro tempore della Italcementi spa. Tutto questo avveniva, mentre la societ&#224; lanciava il progetto revamping a Monselice. Come si dice aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso, ma qualche dubbio c'&#232;. Battendo la gran cassa l'Italcementi ha presentato il progetto di revamping che &#232; stato realizzato nell'impianto della societ&#224; di Martinsburg in Virginia (Stati Uniti). L'ingegner Federico Vitaletti ha reso noti i fattori d'economicit&#224;, di riduzione delle emissioni che si sono ottenute con la realizzazione del progetto. Analoga operazione dovrebbe essere realizzata a Monselice con un investimento di 150 milioni di euro. L'intervento si dice porter&#224; al mantenimento dei livelli occupazionali e ridurr&#224; la riduzione delle emissioni di CO2 del 30% rispetto al vecchio impianto. A ben vedere, come dicono i comitati ambientalisti dai camini delle cementerie non esce solo anidride carbonica ma piombo, mercurio, nichel, metalli pesanti, policiclici aromatici, cloruro di vinile, acroleina. Di questi altri componenti il dirigente dell'Italcementi non fa menzione. Un altro aspetto mi ha fatto riflettere. Le autorit&#224; della Virginia hanno concesso la costruzione dell'impianto ad una distanza ragguardevole dal primo centro abitato: un centinaio di chilometri, protetto da una barriera ambientale formata da una vasta area boschiva. La scelta &#232; certamente razionale e a tutela della popolazione. A Monselice, invece l'impianto sorge su un'area densamente popolata ed &#232; privo di barriere ambientali. La Regione Veneto assegna alla citt&#224; della Rocca il bollino rosso per quanto riguarda la qualit&#224; dell'aria. Un primato che Monselice divide con Marghera, sede del petrolchimico, Porto Tolle, centrale dell'Enel e la valle del Chiampo, dove operano le industrie della concia delle pelli. I sostenitori del progetto di revamping riflettano su queste considerazioni e sulla possibilit&#224; di progetti d'innovazione in campo della produzione del cemento basati sulla green economy, rispettosa della salute dei cittadini e dell'ambiente. PAOLA GOISIS - deputato Lega Nord&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Gazzettino - Sabato 21 Agosto 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Caro Stefano Peraro, collega di minoranza in consiglio regionale, ho letto con molta attenzione il tuo intervento sul progetto di revamping che dovrebbe essere realizzato allo stabilimento dell'Italcementi di Monselice, e non m'&#232; sfuggito che dietro le tue parole spuntano gli &#8220;occhi&#8221; dei tuoi suggeritori. Il tuo politichese &#232; un po' stantio. Cito il tuo richiamo a una classe politica &#8220;che possa chiamarsi tale&#8221;. L'espressione sembra una prerogativa delle persone che fanno capo al tuo partito o a pochi altri soloni politici, invece &#232; solo un retaggio della prima Repubblica. La tua necessit&#224; di ragionare in grande si traduce nella conversione dell'impianto di via Solana in un distruttore di Cdr e di rifiuti solidi urbani. Si tratta per&#242;, a mio avviso, di un processo naturale al quale si devono piegare gli impianti di questo tipo. E' una scelta obbligata dettata dal mercato globale, che tu ben conosci, e i cementieri, quindi anche il gruppo Pesenti, ne sono consapevoli. Il cemento che viene dall'estero &#232; commercializzato a prezzi concorrenziali rispetto a quello italiano: quindi la scelta del mercato interno &#232; scontata. Inoltre ti ricordo che la Pesenti, societ&#224; che tu ricordi, &#232; quotata in borsa, ha avviato la delocalizzazione degli stabilimenti, costruendo impianti per la produzione del cemento in Asia Minore e nord Africa. Anche questo dovrebbe farti riflettere quando sostieni, senza riserve, il progetto di revamping. La tua velata demagogia non pu&#242; fare a meno di chiamare a raccolta il territorio per cercare consensi su un progetto sul quale molti amministratori locali hanno gi&#224; mostrato pollice verso. La necessit&#224; di coinvolgimento non si limita solo alle istituzioni, ma si allarga a macchia d'olio sino a lambire gli istituti di credito. Posizione ripresa pari, pari dal tuo amico di partito ed ex assessore provinciale Gino Gastaldo, il quale come te vede nelle banche lo strumento a sostegno della riconversione dell'impianto dell'Italcementi. Gli istituti di credito, come tu ben sai, operano con la logica del profitto e nulla pi&#249;. Se interverranno per finanziare la ristrutturazione dell'impianto di via della Cementeria a Monselice punteranno al guadagno costi quel che costi. Il territorio come lo chiami tu in maniera tanto anonima, quasi da fargli perdere la connotazione di area dove vivono e producono reddito delle persone, cosa far&#224;? Per cinquanta anni abbiamo pagato a caro prezzo e sulla nostra pelle la presenza delle cementerie e ora dobbiamo piegarci a quella che tu chiami una trattativa con l'Italcementi. Non sarebbe pi&#249; opportuno aprire un confronto su un progetto di green economy che produrrebbe nuovi posti di lavoro e rispetterebbe l'ambiente. Una proposta troppo ambiziosa anche per il rappresentante dell'Rsu dell'Italcementi che la rifiuta a priori, forse perch&#233; non formulata dal suo datore di lavoro. Peraro tenti di allettarci con uno zuccherino che non ci piace, preferiamo un caff&#233; amaro che tuteli la comunit&#224;, il territorio, l'economia e l'ambiente. Le tue dichiarazioni non mi convincono: ero e resto contrario al progetto di revamping, perch&#233; voglio tutelare la salute dei miei concittadini. Santino Bozza&lt;/p&gt; &lt;p&gt; consigliere regionale&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova 18-08-10,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;IL DIBATTITO SUL REVAMPING&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Coinvolgiamo tutti i soggetti&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Che la vicenda Italcementi non sia solo una questione che riguarda Monselice ma tutto il territorio, ormai, credo sia un dato di fatto. Personalmente, credo che quando si ha a che fare con la vita delle persone (perch&#233; in questa fase lavoro e vita sono due cose strettamente connesse) la prudenza debba essere alla base di tutto e che la priorit&#224; sia quella di non dissipare posti di lavoro e possibilit&#224; di sviluppo. Tutti noi vogliamo vivere in un ambiente pi&#249; pulito e meno inquinato possibile, ma tutti noi sappiamo anche che la situazione impone dei prezzi da pagare; il revamping di Italcementi rientra, a mio avviso, in questa tipologia. Io al revamping sono favorevole, ma il territorio, cio&#232; tutti noi, non pu&#242; e non deve essere escluso da una trattativa che, alla fine, deve portare ad una serie di reciproci passi avanti, in modo che da trovare un punto di incontro. E' evidente che il territorio abbia pagato, stia pagando e pagher&#224; in futuro, un prezzo alla presenza dei cementifici. Ma &#232; anche indubbio che lo stesso territorio abbia ricevuto dei benefici in questo stesso lasso di tempo, sotto forma di posti di lavoro e di creazione di reddito. Se adesso si decide che questo &#8220;patto&#8221; debba essere rivisto, benissimo, discutiamone. Ma non dobbiamo commettere l'errore di ridurre la questione ad un &#8220;dare - avere&#8221; tra Italcementi ed il comune di Monselice. Ragioniamo come territorio? E allora allarghiamo il concetto: non pi&#249; solo Italcementi come controparte, ma anche le altre cementerie. Non pi&#249; solo il comune di Monselice, ma la Provincia e tutti i comuni della bassa. Questo dibattito, se vuole essere davvero alto, positivo e degno di una classe dirigente che si possa chiamare tale, deve essere complessivo; non si pu&#242;, tanto per capirci, pensare di difendere l'occupazione dei cementifici a Este e infischiarsene dei posti di lavoro di Monselice o viceversa. Se decidiamo (e io sono d'accordo su questo) che il nostro territorio per mantenere la presenza dei cementifici (e non solo il revamping di Italcementi) ha diritto a qualcosa in pi&#249; del semplice mantenimento dei posti di lavoro, apriamo un confronto su questo coinvolgendo per&#242; tutti i soggetti in campo, da una parte e dall'altra. O vogliamo pensare che solo Italcementi debba, in qualche modo, farsi carico di &#8220;risarcire&#8221; il territorio perch&#233; ha chiesto di innovare? Se vogliamo riscrivere il patto tra cementifici e territorio, facciamolo su vasta scala. E io credo che questo confronto possa essere l'occasione anche per riorganizzare l'attivit&#224; di tutta la nostra zona, includendo nel dibattito la chiesa, le associazioni di categoria e anche le banche che, in questa fase storica, svolgono un ruolo fondamentale per il mantenimento dell'economia e certo non possono essere escluse da decisioni cos&#236; importanti. Del resto anche a livello nazionale e internazionale, si vede come le pi&#249; grandi decisioni strategiche vengano prese in accordo proprio con il sistema bancario. Gino Gastaldo (gi&#224; assessore provinciale)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le analisi inconcludenti&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Egregio direttore, ancora una volta siamo a leggere e a commentare interventi, che alla fine portano inesorabilmente a collegare qualsiasi situazione al progetto &#8220;revamping Italcementi&#8221;. Interventi che ci lasciano perplessi, per non dire sgomenti, non tanto per le diversit&#224; di opinioni al riguardo, ma per l'inconcludenza di certe analisi che non portano nessun contributo costruttivo, ma riaffermano concetti semplicistici e inesatti che hanno tanto il sapore di una precoce campagna elettorale. Nello specifico, le nuove dichiarazioni dell'onorevole Goisis sul futuro del comparto del cemento, sembrano un'analisi molto confusa e abbastanza fantasiosa; l'unico senso che noi comprendiamo &#232; la sua personale crociata contro la ristrutturazione degli impianti Italcementi. Tralasciando le solite falsit&#224; sul presunto futuro utilizzo di Cdr, vista la disponibilit&#224; di Italcementi a sottoscrivere qualsiasi documento che le autorit&#224; competenti ritenessero adeguato per il non utilizzo, &#232; innegabile che la realizzazione di questo progetto, confermato altres&#236; da esperti super partes al di sopra di ogni sospetto, ci doterebbe di un impianto industriale a Monselice che vanterebbe l'utilizzo della pi&#249; avanzata tecnologia disponibile per il settore, quindi, il pi&#249; moderno e tecnologico d'Italia finalizzato, s&#236; al profitto per l'impresa, ma anche alla salvaguardia dei posti di lavoro e dell'ambiente. Sarebbe questa una seria minaccia all'occupazione di cui &#232; preoccupata l'onorevole Goisis? L'unica minaccia per operai, impiegati e indotto di Monselice, nonch&#233; per l'ambiente, &#232; la non realizzazione del revamping. O sono forse questi operai considerati diversamente dagli altri operai e non meritano la possibilit&#224; di un futuro di lavoro dignitoso? Lasciamo a chi di alleanze industriali &#232; competente, commentare eventuali possibili scenari futuri e non avventuriamoci ogni volta in subdole analisi da bar dello sport sulla crisi, sulle alternative, oggi sulle eventuali alleanze, ecc. ecc. Noi siamo disponibili a qualsiasi confronto come ultimamente abbiamo avuto con le organizzazioni sindacali e i sindaci della zona, siamo disponibili a qualsivoglia tavolo che preveda la discussione per il futuro sviluppo ambientale, urbanistico e di prospettive lavorative, ma analisi di questo tipo ci lasciano solo l'amarezza di constatare come qualche politico, incoerentemente, cambia le precedenti posizioni su determinati argomenti, a seconda di come prevede ritorni loro utile. Maurizio Zanovello Rlssa Italcementi Cementerie di Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Una replica a Italcementi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gentile direttore, in merito alla lettera del direttore dell'Ufficio Legale di Italcementi, &#232; doveroso precisare quanto segue: 1. Nessuno ha mai dichiarato che Italcementi non rispetta i limiti di emissione previsti dalla legge. 2. Alla luce delle leggi permissive di cui Italcementi e gli altri cementieri dispongono &#232; per&#242; giustificato e legittimo porre delle questioni. Eccone alcune: a. Perch&#233; i cementieri dispongono di limiti di emissioni permissivi. b. Perch&#233; i cementieri anche quando smaltiscono e/ o bruciano rifiuti non sono soggetti ai controlli previsti per gli inceneritori. 3. Perch&#233; se un inceneritore fa uscire dalla sua ciminiera, per esempio, una concentrazione di ossidi di azoto, anidride solforosa e polveri pari a quella di Italcementi viene prima denunciato e sanzionato e poi chiuso. In questi giorni a Mosca muoiono 750 persone al giorno. Nello stesso periodo, l'anno scorso, ne morivano 300. Non esiste alcuna possibilit&#224;, senza studi specifici che possono durare anni, dimostrare scientificamente e legalmente che il raddoppio delle morti &#232; attribuibile ai fumi della combustione generati dagli incendi. Ma i morti ci sono e sono raddoppiati, anche senza la prova provata. Nessuno pu&#242; dimostrare, se non con studi scientifici che possono durare anni, la relazione: incremento di malattie presenza di cementifici. E' per&#242; realt&#224; documentata che nell'area Monselice Este sono scaricate in atmosfera dai cementifici (dati Ines cio&#232; dichiarati dalle industrie medesime): 1.700.000 tonnellate all'anno di anidride carbonica, 4500 tonnellate di ossidi di azoto, 300 tonnellate di anidride solforosa, 170 tonnellate di poveri sottili e inoltre sulla base di rilevazioni Arpav. Piombo, Mercurio Nickel, metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici e, quando si cercano, anche cloruro di vinile, acroleina e chi pu&#242; sapere ancora cosa. Non si pu&#242; certamente dimostrare, legalmente e scientificamente, l'incremento malattie perch&#233; i dati ufficiali sono secretati o semplicemente non ci sono come pure gli studi specifici. Comitato Lasciateci respirare AI LETTORI Grazie per la quantit&#224; di contributi che ci inviate sulla questione &#8220;revamping&#8221;. I testi sono spesso molto lunghi, costringendo la redazione a corpose sforbiciate. La brevit&#224; &#232; garanzia di pubblicazione integrale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova 17-08-10,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;IL DIBATTITO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sono a favore del revamping ma Italcementi ci deve dare di pi&#249;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel dibattito sul tema del revamping e dei cementifici, si sta creando una contrapposizione tra tifoserie (chi pro e chi contro) che a mio parere &#232; nella migliore delle ipotesi inutile se non addirittura dannosa. Una classe dirigente che si possa chiamare tale, deve svincolarsi dalle logiche del consenso immediato, condizionato dalle scadenze elettorali che sono alle porte per diversi comuni, e deve avere il coraggio di ragionare in grande. Ho gi&#224; detto in passato che il vizio originario di questa vicenda sta nel modo in cui &#232; stata presentata e proposta al territorio, con un comune di Monselice chiuso in se stesso, che ha trattato l'argomento quasi come fosse un fatto di casa sua, escludendo il territorio che invece &#232; assolutamente parte in causa. Io sono a favore dell'ipotesi revamping, ma a condizione che questo avvenga alla fine di un confronto, se non addirittura di una trattativa, tra l'azienda e il territorio (e si badi bene, non parlo appositamente di Monselice ma di territorio). Penso che Italcementi, cio&#232; un gruppo quotato in borsa e che ha puntati addosso i riflettori dei mercati internazionali, non possa esporsi al rischio di mettere in piedi un impianto che poi si venga a scoprire come fuori legge, con conseguenze deleterie sull'immagine che avrebbero poi ripercussioni anche importanti sui mercati. Penso che sia interesse prima di tutto di Italcementi stessa rispettare i limiti e le prescrizioni che Comune, Provincia e Enti preposti le imporranno. Tuttavia, questo non basta: credo che il mantenimento del livello occupazionale e il rispetto dei limiti delle emissioni, non siano sufficienti per il territorio che ha gi&#224; pagato un prezzo importante alla presenza dei cementifici (tutti, non solo Italcementi). Io credo che Italcementi debba far sentire in maniera concreta e pesante al territorio il suo aiuto ed il suo apporto, lavorando d'intesa con soggetti istituzionali, per aiutare famiglie e imprese. Penso ad esempio ad una collaborazione fattiva con le banche del territorio, con le associazioni di categoria, con i comuni. Ecco, io penso che se Italcementi inizier&#224;, oltre a quello tecnico per l'approvazione della pratica, anche un percorso di dialogo, confronto e collaborazione con i soggetti che nel territorio rappresentano a vario titolo gli interessi dei cittadini, il revamping non solo verr&#224; accettato, ma diventer&#224; pure l'opportunit&#224; per un rapporto nuovo. Stefano Peraro&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sono contraria al revamping le strumentalizzazioni non servono&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Mi inserisco nell'acceso dibattito sul revamping, in particolare in quello delle ultime settimane, per chiedere la cortesia, a chi partecipa con fervore, di attenersi a fatti e a realt&#224; documentabili, e non a scadere in triti e fasulli luoghi comuni volti probabilmente a denigrare gli avversari, ma che offendono il lavoro di molte persone e dipingono la realt&#224; a proprio uso e consumo. Nella sua lettera, il signor Capodaglio, parlando di Paola Goisis, dice testualmente: &#171;Che vaneggia di alternative incredibili&#187;. E questo perch&#233; &#232; una dipendente pubblica... L'invettiva di Capodaglio non &#232; contro i privilegi dei parlamentari, ma soprattutto contro il corpo docente; infatti continua: &#171;Come mai, mi domando, quelli che si scagliano con forza contro il revamping sono soprattutto dipendenti pubblici (professori, docenti, pensionati, politici di professione) cio&#232; persone che una volta vinto il concorso o avuto il posto non hanno pi&#249; avuto problemi? E' questo quello che unisce Goisis, Bozza e Miazzi? Il fatto di avere lo stipendio sicuro e di poter giocare su quello degli altri?&#187;. O Capodaglio dileggia una categoria di persone senza sapere di chi parla, oppure &#232; in malafede. Sono un'insegnante e ne sono orgogliosa! Non sono alle prime armi, ho un curriculum di tutto rispetto, eppure a scuola sono pagata da settembre a giugno (con paga base e solo per le ore che riesco ad avere) e quando lavoro con altri enti pubblici di formazione ho sempre contratti di collaborazione occasionale, quindi a termine... Tanto perch&#233; gli statali sono tutti a posto, comodi, tutelati! Esistono docenti in carne ed ossa, e in piena salute mentale (non vaneggianti!) che, ben lungi dall'essere &#171;categorie protette&#187;, vivono da tanti anni nel precariato pi&#249; totale, pur lavorando sodo, accettando ogni incarico, a qualunque distanza da casa, accumulando pochissimi o nessun giorno di malattia, e sono comunque contrari al revamping! Ecco, sono un'insegnante, senza stipendio sicuro e che quindi non pu&#242; &#171;giocare su quello degli altri&#187;, ma ugualmente contraria al revamping. Avere a cuore il proprio territorio, la propria economia, le proprie famiglie, non vuol dire solo salvare posti di lavoro esistenti, ma anche cercare di creare le condizioni perch&#233; la vita dei nostri figli sia migliore della nostra, perch&#233; la qualit&#224; del lavoro sia pi&#249; alta, perch&#233; si cerchi di creare un tessuto economico che richieda professionalit&#224; avanzate e specializzate (non &#232; per questo che facciamo studiare i nostri figli?). Nessun pregiudizio contro gli operai, tutt'altro: sono figlia di un operaio, a cui devo moltissimo, ma vorrei comunque che mio figlio potesse avere almeno quello che ho avuto io, non meno, e possibilmente nel suo territorio, perch&#233; i nostri figli sono ricchezza per il territorio! Dire no al revamping non &#232; una presa di posizione a prescindere: &#232; cercare di cogliere un'occasione per dare una svolta alla vita nel territorio che sia davvero migliorativa, che permetta ai nostri &#171;cervelli&#187; di creare ricchezza qui, per loro, per noi. Non servono solo dirigenti o ingegneri, &#232; ovvio, ma ci vuole un guadagno in qualit&#224; del lavoro e della vita per tutti; la scelta non pu&#242; e non deve essere tra &#171;operai nei cementifici&#187; e &#171;operai disoccupati&#187;: se diamo per scontato che le opzioni sono solo queste, ogni tentativo di vera innovazione &#232; compromesso in partenza. un'insegnante&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova 15-08-10,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il consigliere delegato Pesenti &#171;Opporsi &#232; un fatto personale&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MARTINSBURG (Stati Uniti) L'opposizione cos&#236; forte al revamping Italcementi viene vista pi&#249; come un fatto personale che come una critica basata su fatti concreti. Lo dice Carlo Pesenti (nella foto), consigliere delegato di Italcementi Spa. L'industriale commenta l'intervento americano, e sottolinea che di questi tempi un gruppo che investa 150 milioni di euro (il caso di Monselice) in sviluppo tecnologico non &#232; cosa da poco. La multinazionale bergamasca non fa beneficenza, e l'accrescimento degli utili derivante dall'investimento &#232; il suo obiettivo. Ma se i benefici economici restano nei bilanci dell'azienda, quelli ambientali sarebbero per i residenti. Per questo Pesenti si dice sorpreso dalle polemiche e si chiede come mai non ci sia altrettanto livore verso i concorrenti che hanno ammesso di bruciare anche copertoni, e ci si ostini a criticare un revamping che ha pure degli importanti risvolti ambientali, effettuato da un'azienda che s'impegna a non bruciare Cdr. Quanto all'altezza del camino, ha ordinato ai suoi tecnici di abbassarlo, anche se ci&#242; comporta una spesa maggiore. (c.bel.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;L intervento conviene a tutti&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Carlo Bellotto) / MARTINSBURG (Stati Uniti) Resta rovente la polemica sul revamping Italcementi e il termine di riferimento rimane Martinsburg, la localit&#224; americana dove opera un cementificio che &#232; gi&#224; stato ammodernato con le stesse tecnologie proposte per Monselice. L'ingegner Federico Vitaletti &#232; amministratore delegato del Centro Tecnico del gruppo, che ha progettato l'opera appena terminata in Virginia. Quanto &#232; costato il revamping e quanto sarebbe costato realizzare una cementeria nuova? L'investimento qui si aggira sui 500 milioni di dollari, pi&#249; del doppio di quanto preventivato per Monselice. Costruire uno stabilimento sarebbe costato enormemente di pi&#249;. Stesso discorso vale per Monselice, dove gli interventi di manutenzione della struttura sono stati costanti negli anni. Che combustibile si usa a Martinsburg? L'impianto &#232; alimentato a carbone, che dopo i lavori del revamping &#232; ora stipato in un capannone. Prima era accumulato all'esterno. Le materie prime usate nell'impianto della West Virginia quali sono e da dove arrivano? Sono principalmente calcare a argilla, altri prodotti sono presenti in percentuale esigua. Il calcare arriva da una cava accanto allo stabilimento. Raggiunge i forni attraverso una piccola ferrovia. Come fate l'autocontrollo? Esiste una vigilanza pubblica su fumi e odori? Gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno legislazioni simili in materia, e pure a Martinsburg l'autorit&#224; ha predisposto un controllo assai severo. Le nostre emissioni sono ben al di sotto dei parameri stabiliti dalla legge. I nostri protocolli di autocontrollo sono molto accurati. I livelli occupazionali dopo il revamping nello stabilimento americano come sono? Si &#232; rimasti sostanzialmente ai livelli occupazionali preesistenti, e questo avverr&#224; pure a Monselice. Beneficiate di finanziamenti pubblici negli Stati Uniti e in Italia? Finanziamenti no. Negli Usa sono previste delle agevolazioni fiscali per le aziende che fanno forti investimenti nell'ammodernamento degli impianti. Quanto a Monselice, l'ingegner Vitaletti sottolinea che la cementeria dopo il revamping consumer&#224; il 30 per cento all'anno di combustibile in meno: anche da questo deriveranno minori emissioni, che saranno ridotte dall'uso di filtri pi&#249; avanzati degli attuali. I tecnici Italcementi hanno assicurato che quel 30 per cento in meno vale 15 milioni di euro (da qui si pu&#242; risalire a quanto Italcementi spende oggi per alimentare lo stabilimento di Monselice: circa 50 milioni l'anno). Quindi l'investimento monselicense, stimato in 150 milioni, sar&#224; ammortizzato - considerando il solo risparmio in combustibile - in 10 anni. Dati pi&#249; che raddoppiati per Martinsburg. Dove la cava &#232; attigua allo stabilimento e quindi non ci sono camion che trasportano la pietra: a Monselice invece sono centinaia al giorno. La nuova linea di Martinsburg garantisce emissioni di CO2 estremamente contenute e ridotte del 30 per cento rispetto al vecchio impianto. La concentrazione dei principali inquinanti delle emissioni viene ridotta di almeno il 50 per cento, cos&#236; come il consumo termico. L'impatto ambientale della cementeria &#232; il pi&#249; basso tra tutti gli impianti di produzione di cemento negli Stati Uniti, ma la sua collocazione &#232; totalmente differente da quella monselicense. A Martinsburg si arriva dopo aver percorso un centinaio di chilometri in mezzo ai boschi e ai prati, sono pochissime le case vicine all'impianto. A Monselice si tratta invece della terza cementeria nel giro di una manciata di chilometri, sorge all'interno del Parco Colli in un'area dove esistono due discariche (Este e Sant'Urbano) e numerosi allevamenti avicoli, che fanno della Bassa una delle zone a pi&#249; alta densit&#224; d'Italia di impianti a elevato impatto ambientale. Un buon motivo quindi per chiudere l'Italcementi... Un'idea che non sfiora i tecnici della cementeria, che piuttosto ribadiscono l'opportunit&#224; di farla funzionare ammodernata, quindi col minore impatto ambientale possibile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;O il Parco &#232; un corpo estraneo o lo sono le cementerie&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Paolo Bonaldi / gi&#224; vicesindaco / di Battaglia Terme&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Parco dei Colli Euganei ha compiuto nel 2009 vent'anni di vita. Le attivit&#224; svolte per celebrare questo evento da parte dell'amministrazione del Parco hanno trascurato di valutare pienamente da una parte la legge istitutiva del Parco e le sue finalit&#224;, dall'altra gli obiettivi raggiunti nei vent'anni di vita di questo Ente. Oggi tutte le forze politiche riconoscono valore alla scelta che nel 1989 &#232; stata fatta. Il Parco dei Colli Euganei, quando &#232; stato istituito, voleva rappresentare un luogo dove sperimentare una modalit&#224; di sviluppo economico e sociale &#171;alternativa&#187; che, partendo dal rispetto dei luoghi, desse un significato nuovo allo sviluppo delle comunit&#224; euganee. In un momento di straordinaria crisi economica, come quella che oggi stiamo vivendo, ci rendiamo forse conto dell'occasione persa: non si &#232; voluto sperimentare fino in fondo il significato di sviluppo sostenibile e le alternative a quanto nel corso degli ultimi quarant'anni &#232; successo sui Colli Euganei. Il Piano ambientale dei Colli Euganei, approvato dal parco, dichiara incompatibile la presenza delle cementerie nell'area del Parco. Il Piano Cave approvato dal Consiglio dell'ente nel 1997, nel regolamentare l'attivit&#224; di cava di trachite finalizzando l'uso di questo materiale soprattutto per fini di manutenzione monumentale, definiva la cessazione di ogni attivit&#224; estrattiva di marna, prodotto che alimenta le cementerie per la produzione di cemento. Se tutto questo &#232; vero, che senso ha parlare di &#171;revamping&#187; di Italcementi? E cio&#232; di consistenti investimenti che dovranno essere ammortizzati nel tempo per la riqualificazione dello stabilimento di Monselice? E poi, arriver&#224; forse la proposta dell'altra cementeria di Monselice e di quella di Este? E quando mai riusciremo a liberarci di questa ingombrante presenza industriale nel nostro territorio ed immaginare uno sviluppo pi&#249; legato al turismo, attraverso la valorizzazione dei siti culturali e monumentali, e della piccola e media impresa e dell'artigianato che costituiscono la vera risorsa ed alternativa imprenditoriale alla grande impresa? Il tema non ammette dubbi: o il Parco &#232; un corpo estraneo e allora, via a tutti i vincoli, o le cementerie sono il vero corpo estraneo. Io non ho dubbi: le cementerie non rappresentano il futuro dello sviluppo economico per il nostro territorio. Il vero tema per il presente &#232; quello della riduzione della quantit&#224; di cemento prodotto. Ora il Parco intende avviare un &#171;accordo di programma&#187; che punti all'adeguamento, alla riconversione o alla delocalizzazione dei tre cementifici, cos&#236; abbiamo letto sui giornali le prese di posizioni &#171;estemporanee&#187; della presidente. Non deve essere questo ulteriore &#171;fumo&#187; per nascondere od allontanare la soluzione di un problema ancora una volta. Se la volont&#224;, con chiarezza, &#232; quella di riprendere la discussione che ha portato alla approvazione del Piano ambientale tra il 1994 e il 1998, ed alla prima stesura del Progetto cave (intesa come regolamentazione e chiusura delle cave di marna) allora si pu&#242; parlare di comprensione per un nuovo modello di sviluppo senza portare indietro l'orologio della storia del Parco. Le amministrazioni comunali, i rappresentanti dei lavoratori, i rappresentanti delle imprese, le istituzioni devono farsi carico di questo problema e trovare le soluzioni pi&#249; adeguate affinch&#233; il Parco sia realmente tale, con la sua idea di cultura e di ambiente, e lo sviluppo economico legato al Parco stesso sia compatibile al nostro territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova 11-08-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Le emissioni di Italcementi sono sempre sotto controllo&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Agostino Mazzolo / direttore Affari Legali / Italcementi Spa
Egregio Direttore, lo scorso 27 luglio il giornale da Lei diretto ha dato spazio a un intervento a firma Luciano Bozza, intitolato &#171;Cari bambini, c'era un drago sputa fuoco&#187; riguardante il progetto di revamping della Cementeria Italcementi di Monselice. Nel testo si richiamano non meglio precisati testi scientifici americani e svedesi e di fatto si associano all'attivit&#224; delle cementerie - e in particolare a quella di Monselice - conseguenze gravissime come morti da tumore, leucemie e neoplasie che avrebbero colpito i residenti nei pressi degli impianti. Si parla di emissioni senza controllo, addirittura con un impatto superiore a quelle degli inceneritori. Sono affermazioni gravi, false e diffamatorie. L'attivit&#224; della Cementeria &#232; sottoposta a controlli accurati da parte delle autorit&#224; competenti e tutti i limiti emissivi sono rispettati, anzi risultano ben al di sotto dei limiti imposti. L'asserito rapporto causa-effetto tra le emissioni e le conseguenze sulla salute dei cittadini, inoltre, non risulta in alcun modo comprovato e tali infondate dichiarazioni ledono gravemente l'immagine della Cementeria. La gravit&#224; delle parole pubblicate sul suo giornale sar&#224; oggetto di un'attenta valutazione ai fini di un'eventuale azione in sede civile a tutela del patrimonio reputazionale della Cementeria soprattutto se la campagna diffamatoria nei confronti dell'impianto di Monselice dovesse proseguire con altri articoli basati su dati falsi o manipolati al solo scopo di gettare discredito sull'attivit&#224; produttiva e di creare ingiustificato allarme nella popolazione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova10-08-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Cementerie unite pi&#249; forti ma vigileremo sui posti di lavoro&#187;
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Prime valutazioni a freddo per i sindacati del possibile matrimonio tra Cementizillo e Cementeria di Monselice. L'altro ieri i vertici di Fillea Cgil e Filca Cisl hanno fatto il punto della situazione con la dirigenza del cementificio Radici, mentre dopo la pausa estiva incontreranno anche il gruppo Zillo. Gli scenari. Ad oggi &#232; in atto un percorso di analisi tra le due cementerie per definire possibili percorsi di collaborazione congiunta in termini commerciali o di aggregazione. Se ne sapr&#224; qualcosa di pi&#249; a fine settembre. Una prima possibilit&#224;, &#232; che le aziende si consolidino in un rapporto di collaborazione commerciale, rimanendo distinte nella propriet&#224;. Ma lo scenario pi&#249; probabile, &#232; che Zillo acquisiti quote azionarie di Cementeria di Monselice. E sar&#224; da capire se ne acquisir&#224; la maggioranza o se rimarr&#224; anche la propriet&#224; della famiglia Radici. Per un certo periodo, che potrebbe essere di un paio d'anni, le due aziende potrebbero rimanere distinte. Ma in prospettiva diverrebbe probabile l'aggregazione verso un unico gruppo, vista la tendenza nazionale. In quest'ottica diventerebbe una variabile possibile, nel medio periodo, anche la chiusura di una linea di cottura. E non si esclude che le aziende (o il gruppo) propongano una razionalizzazione sui livelli occupazionali che potrebbe riguardare soprattutto l'amministrazione. I sindacati. &#171;Non &#232; una strategia legata la revamping di Italcementi, ma giustificata dalla tendenza nazionale del settore che si sta ristrutturando - sottolinea Marco Benati, segretario provinciale della Fillea Cgil -. Da un lato vediamo positivamente la possibilit&#224; di collaborazione tra le due aziende perch&#233; rafforzerebbe le aziende che devono affrontare la competizione del mercato accentuatasi negli ultimi due anni. Dall'altro lato, in generale, ogni processo di modifica degli assetti organizzativi potrebbe vedere una modifica dei livelli occupazionali o anche una modifica delle condizioni di lavoro e contrattuali: su questo vigiliamo e non transigiamo. Al momento i rapporti sindacali con le direzioni sono buoni, abbiamo gi&#224; richiesto impegni sui livelli occupazionali&#187;. &#171;Siamo di fronte a due aziende che stanno studiando insieme come rafforzarsi per il futuro&#187; evidenzia il segretario regionale della Filca Cisl, Salvatore Federico. &#171;Un segnale positivo perch&#233; il mercato del cemento chiede alleanze importanti, per far fronte al calo dei prezzi. Dall'altro lato siamo preoccupati che si mantengano i livelli occupazionali e gli standard di qualit&#224; dell'ambiente, sia interno che esterno&#187;. Il tavolo. Per i sindacati &#232; evidente che si sta verificando una modifica dello scenario del distretto industriale del cemento della Bassa Padovana. &#171;Gi&#224; 3 anni fa richiedemmo, inascoltati, una parte attiva di Provincia e Regione - ricorda Benati -. Contiamo che nei prossimi mesi si apra un tavolo di programmazione per garantire l'attivit&#224; industriale e il lavoro in una continua promozione della garanzia del migliore equilibrio con l'ambiente&#187;. Un tavolo che non &#232; quello proposto dai sindaci per discutere il revamping, ma servirebbe a ragionare sul futuro del comparto. Il mercato. Per Zillo e Radici, la competizione nel mercato del Nord Est viene prevalentemente da vari gruppi (Italcementi ma non solo) e dalle importazioni. Tra le 10 maggiori aziende del settore, Italcementi &#232; leader con il 25,7% della produzione nel 2009, Cementizillo &#232; all'ottavo posto con il 2,5% e la Cementeria al decimo, con una quota dell'1,9%. Le aziende con un solo stabilimento sono tre. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova DOMENICA, 08 AGOSTO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Cava utilizzabile da due anni&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Miazzi d&#224; poi ragione a Businaro: perso di vista l'interesse generale&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(FRANCESCA SEGATO) /&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. &#171;Non basta liberare la cava, ora bisogna rilanciare la fruibilit&#224; del colle&#187;. Il consigliere Francesco Miazzi si inserisce nel dibattito sulla destinazione della Cava della Rocca, che potrebbe tornare ad ospitare la Giostra, se liberata dalla trachite estratta dallo scavo per l'ascensore, materiale della ditta Eurocostruzioni, e se Regione, Procura e ditta dessero l'ok. &#171;A distanza di 27 mesi, l'assessore Mamprin si accorge che avevamo ragione e preannuncia la richiesta per il ripristino della cava della Rocca - rileva Miazzi -. Ma si tratta di un'affermazione seria o come al solito si fanno queste uscite per attaccare qualcuno che non si presta facilmente ai giochini della Giunta? La domanda sorge spontanea visto l'enorme ritardo con cui si avanza questa proposta di utilizzo della cava. L'area, di fatto, non &#232; mai stata sotto sequestro e l'intervento poteva essere attuato gi&#224; da due anni&#187;. &#171;Con Ferdinando Businaro, presidente della Societ&#224; Rocca - aggiunge ancora Miazzi - dissentiamo profondamente sul futuro dell' ascensore in costruzione e ora bloccato dal sequestro, visto che lo consideriamo un'opera inutile, costosa ed invasiva, ma concordiamo pienamente sul richiamo ad un protagonismo dei nostri amministratori sull'intera vicenda, condividiamo con lui il fastidio per l'azione &#8220;interessata&#8221; che l'amministrazione svolge solo su determinati settori, perdendo di vista l'interesse generale. Gi&#224; lo scorso anno il sindaco aveva risposto ad una nostra interpellanza preannunciando incontri e proposte risolutive per il colle. Poi invece &#232; piombato il silenzio. Alla luce dell'autorevole richiamo di Ferdinando Businaro, auspichiamo che l'amministrazione comunale, invece di polemizzare sul ruolo e i fondamenti storici della &#171;Giostra della Rocca&#187;, si muova rapidamente in questa direzione, con la capacit&#224; di coinvolgere nell'assunzione di responsabilit&#224;, la Regione, la Provincia, il Parco Colli e la stessa societ&#224; Beni la Rocca&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova SABATO, 07 AGOSTO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;REVAMPING&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mamprin, la tutela dei posti di lavoro
e la sinistra anti-cementifici&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come &#232; facile parlare quando non si rischia del proprio. E' bastato che l'assessore Mamprin lanciasse una semplice sfida a entrare nel concreto, che le persone che si oppongono al revamping hanno lanciato attacchi personali, senza entrare nel merito. Non credo che l'assessore Gianni Mamprin abbia problemi a difendersi da solo, ma quando leggo che tocca ai politici produrre soluzioni alternative e creare posti di lavoro mi viene in mente che forse qualcuno si &#232; dimenticato di un fatto molto semplice. Che nel 2009 ci sono state le elezioni a , che hanno opposto Lunghi e la sua coalizione (di cui faceva parte Mamprin) al ballottaggio contro Miazzi e la sinistra anti-cementifici. La citt&#224; ha confermato la fiducia al centro destra e ha giudicato positivo il lavoro fatto sin qui. Che poi a qualcuno questo possa non stare bene, fa parte della democrazia. Ma che con il centro destra si siano recuperati pezzi importanti di patrimonio artistico di Monselice, &#232; un dato che non si pu&#242; contestare. Che questa amministrazione abbia investito sulla promozione, con trasferte importanti, anche all'estero, cui hanno partecipato moltissime persone, non si pu&#242; contestare. Eppure a Monselice (e non solo) il turismo fa ancora fatica a essere una alternativa valida per i posti di lavoro. Le terme sono in gravissima crisi negli ultimi anni, e non mi pare che sia colpa del revamping o delle cementerie perch&#233; le cementerie c'erano sia quando le cose andavano bene che quando le cose andavano male al turismo. Se il turismo non riesce a essere un'alternativa valida nemmeno qui, con una amministrazione che investe e dei colli bellissimi, non raccontiamoci la favola che &#232; perch&#233; c'&#232; Italcementi. E' perch&#233; la nostra economia non &#232; ancora pronta a vivere solo di turismo, anche perch&#233; per fare turismo ci vogliono i soldi che si fanno lavorando. Allora diciamo le cose come sono: non &#232; l'amministrazione che vuole creare una faida, il clima di scontro a Monselice non lo fa il sindaco ma chi, prendendo spunto dal revamping, vuole chiudere i cementifici. Questa &#232; la verit&#224;: qui c'&#232; qualcuno che vuole chiudere i cementifici e le fabbriche. Non hanno problemi a farlo perch&#233; tanto loro lavorano e vivono lo stesso, perch&#233; il posto di lavoro in ballo non &#232; il loro, ma quello degli altri. Troppo facile ragionare sulla pelle degli altri. Gianni Mamprin e gli altri eletti, non sono alla guida della citt&#224; perch&#233; sono stati estratti a sorte, ma perch&#233; si sono presentati davanti ai cittadini e hanno chiesto il voto per amministrare. Se qualcuno adesso si sente afono, pu&#242; mettersi in lista e chiedere il consenso: se viene eletto potr&#224; convocare tavoli. Se c'&#232; un posto in cui si lavora per far crescere il turismo e creare un'alternativa, &#232; proprio Monselice. Ma questa &#232; anche la citt&#224; che ha inventato il ricorso per bloccare l'ascensore sulla rocca, che del turismo doveva essere la punta di diamante. La giunta &#232; a favore del revamping e io sono d'accordo perch&#233; non voglio vedere dei miei amici per strada, disoccupati e disperati, solo perch&#233; qualcuno parla di alternative che non ci sono. Ma come si fa a dire che si potrebbero costruire case che poi sarebbero vendute subito? Ma questa signora sa di cosa parla? Ma se a Monselice e nei paesi vicini ci sono lotti e lotti invenduti, case ferme come si pu&#242; pensare che si venderebbero subito appartamenti sotto i colli? Con cosa la paga uno la casa se non ha il lavoro? Se questa &#232; l'alternativa dei comitati, bisogna fare come nei chewingum di una volta: ritenta, sarai pi&#249; fortunato.
Fabrizio Grigoletto Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mamprin, dare risposte concrete
magari riaprendo le cave sui colli...&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Abbiamo letto con grande interesse l'articolo del vicesindaco di Monselice, Mamprin, e riteniamo doveroso esprimergli il nostro plauso per la seriet&#224; e l'assoluta competenza che da sempre contraddistingue la sua opera politica. Siamo quindi convinti che il suo invito a dare concrete risposte debba essere fatto proprio da tutti coloro che hanno a cuore i problemi dell'occupazione. E' ora di finirla con questi pseudo paladini della salute pubblica che sventolando falsi dati sui tumori provocati dall'inquinamento terrorizzano i cittadini meno avveduti e allora tutti insieme diciamo s&#236; al revamping! Anzi, se davvero vogliamo risolvere i problemi occupazionali cos&#236; drammatici come ci fa sapere il dottor Mamprin, dovremmo proporre una soluzione che soddisfi il bisogno di lavoro presente nonostante la meritoria opera delle cementerie. Questa &#232; la nostra proposta: riapriamo le cave, avremo cos&#236; una fantastica esplosione di attivit&#224; che assorbir&#224; interamente la disoccupazione per i prossimi trenta anni non solo locale ma anche extracomunitaria; nel settore dei trasporti assisteremo ad un vero e proprio boom. Il numero dei camion sar&#224; moltiplicato con mezzi sempre pi&#249; grandi e rispettosi dell'ambiente. Sul Montericco sar&#224; completata cos&#236; l'opera troppo frettolosamente interrotta facendo spazio ad eventuali e meno inquinanti cementerie. A chiunque si opponga a questo progetto, ai ventisette sindaci del circondario, al consiglio Comunale di Monselice, alla commissione tecnica del Parco Colli e a comitati vari si risponda perentoriamente. Vuolsi cos&#236; col&#224; dove si puote ci&#242; che si vuole e pi&#249; non dimandare.
Cinzia Andolfo&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova 05-08-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Zillo e Radici cercano un patto Ma Italcementi &#232; estranea&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Alvise Zillo Monte Xillo / consigliere delegato di CementiZillo
Abbiamo letto con attenzione le dichiarazioni apparse sui giornali e considerate alcune inesattezze vorremmo ribadire le logiche che hanno spinto due famiglie a studiare possibili strategie in un contesto economico particolarmente difficile. Come da tempo tutti sanno il settore sta attraversando la pi&#249; grave crisi degli ultimi decenni che ha toccato tutta la filiera senza risparmiare nessuno. Questa situazione impone per ogni singola azienda non solo semplici ristrutturazioni ma logiche industriali nuove. E' per questo che due famiglie storiche del territorio (Radici e Zillo) hanno deciso di provare a intraprendere un nuovo cammino comune che le renda pi&#249; forti e pi&#249; strutturate per affrontare un futuro sempre pi&#249; difficile e sempre pi&#249; scenario delle multinazionali. Desideriamo anche smentire il coinvolgimento dell'azienda Italcementi, siamo concorrenti e notizie che sospettino logiche di strategie comuni ledono entrambe le aziende. Sar&#224; nostra premura, se mai arriveremo ad una definizione dei progetti, comunicarlo con chiarezza&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova 01-08-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Tre cementerie in effetti sono troppe&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Francesca Segato) ESTE. Continua a suscitare reazioni la notizia, anticipata ieri dal mattino, dell'interesse della Cementizillo per l'acquisizione della Cementeria di Monselice. E' prudente il commento di Francesco Corso, sindaco di Baone. &#171;I contorni non sono ancora definiti, ma ora abbiamo chiaro che il quadro &#232; molto pi&#249; complesso, non coinvolge solo il revamping Italcementi ma anche le altre due cementerie - sottolinea Corso -. Secondo me si possono porre delle preoccupazioni, da verificare, anche sul piano occupazionale: il quadro riguarda tutto il comparto cementerie sui Colli. D'altra parte, una presenza cos&#236; massiccia sui Colli Euganei, secondo me, da tempo era sovradimensionata. La strada che risulta comunque la pi&#249; opportuna per tutti, &#232; di istituire un tavolo che parli di occupazione per la Bassa e verifichi le alternative. La partita diventa ancora pi&#249; complessa e non possiamo pensare che la programmazione del territorio resti in mano a poche persone. Abbiamo il mercato che si autoregola e questo secondo me non &#232; tanto positivo, n&#233; per la politica n&#233; per l'occupazione&#187;. Ieri Miazzi e Bozza avevano ipotizzato una longa manus dell'Italcementi dietro l'operazione. Dall'azienda assicurano che Italcementi ne &#232; assolutamente al di fuori. E contro il &#171;duo Miazzi-Bozza&#187; si scaglia il consigliere comunale monselicense Lucio Perin: &#171;Dire che dietro a questa manovra ci sia l'Italcementi mi sembra alquanto illogico. E' assurdo pensare che Pesenti vada a favorire un suo diretto concorrente. Sarebbe molto pi&#249; semplice e logico che se le comprasse entrambe. Pensando allo stesso modo dei due, si potrebbe anche presumere che magari qualcuno gi&#224; sapeva e che la crociata anti revamping possa essere stata usata per lasciare il monopolio territoriale ad un unico gestore, in questo caso Zillo. Se cos&#236; fosse si potrebbe credere che sia in atto un cannibalismo industriale gestito in un vasto scenario con tanti attori&#187;. Perin chiama in causa il Pat di Este con la previsione su Zillo: &#171;Non si dice se verranno lasciati a casa dei lavoratori e se saranno quelli di Este o di Monselice. Tutto ci&#242; mi sembra solo una presa in giro, materiale per le prossime campagne elettorali. Credo invece che sia opportuno che i sindacati scendano in campo subito. Qui non si parla solo dei posti di lavoro dell'Italcementi ma di un vero stillicidio di tutto il settore con il suo vasto indotto&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;IL SINDACATO ESCA DALLA TRAPPOLA DEI CEMENTIERI E DEI LORO SOSTENITORI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'evolversi della situazione collegata al revamping dell'Italcementi, con l'acquisizione della cementeria Radici da parte di Zillo, sta lentamente mettendo in luce tutte le problematiche e le contraddizioni che abbiamo cercato di evidenziare fin dall'inizio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E' chiaro che quest'aggregazione aziendale produrr&#224; un effetto sull'occupazione in entrambi gli stabilimenti e dar&#224; maggior forza alla contrapposizione tra ambiente e lavoro, in quanto l'uso dei rifiuti diventer&#224; il principale ricatto posto per la salvaguardia di livelli occupazionali, destinati comunque a ridursi drasticamente. Se poi, dietro a tutte queste operazioni, c'&#232; la regia di una multinazionale, sar&#224; la storia a dircelo con certezza, non certo i comunicati stampa delle aziende coinvolte. Resta che moltissimi lavoratori dei cementifici, non hanno nessuna certezza sul loro futuro e la popolazione residente, si ritrova con uno scenario incerto e a tinte fosche.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Eppure non ci voleva molto a capire che la crisi del settore non era congiunturale: il tasso di cementificazione in atto nella nostra regione non era e non &#232; pi&#249; sostenibile, il crescente uso di materiali naturali collegati alla bio-edilizia abbassa progressivamente la richiesta di cemento, dai paesi dell'area mediterranea si propone nel nostro mercato, clinker a prezzi altamente competitivi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tre cementerie, con le cave a 40 km di distanza, con la necessit&#224; di riadeguamento strutturale, non potevano reggere a lungo, qualcuna avrebbe chiuso e chi rimaneva lo poteva fare solo utilizzando il business dei rifiuti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Da anni sosteniamo che il pericolo per questi impianti e il livello occupazionale non era rappresentato dai comitati e dalle loro legittime istanze, ma dall'evoluzione del mercato. Da anni facciamo da parafulmine a tutte le ingiurie possibili, per denunciare l'alto livello d'inquinamento e per sostenere la necessit&#224; di aprire per tempo un percorso produttivo e occupazionale diverso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E ora, di fronte a questo nuovo scenario, imposto dalla logica aziendale e non da chi governa il territorio, come la mettiamo? Cosa diciamo ai lavoratori che stanno perdendo il posto di lavoro?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il revamping era ed &#232; un'operazione coordinata da una multinazionale e da un Sindaco espressione di una cordata politica ben precisa. Era ed &#232; evidente che quest'operazione di Italcementi comportava delle ricadute sulle altre cementerie della zona, una questione che abbiamo pi&#249; volte cercato di sottolineare, sollecitando a pi&#249; riprese un tavolo che affrontasse complessivamente la problematica del settore. Questo, per adeguarci con quanto stabilito dal piano ambientale del parco colli, ma in particolare per assorbire senza traumi, le ricadute occupazionali complessive.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E' con estrema amarezza che dobbiamo constatare l'assoluta incapacit&#224; da parte del Sindacato di leggere la realt&#224; del territorio, di interpretare le tendenze di mercato, di essere soggetto protagonista della trasformazione. Abbiamo dovuto assistere all'involuzione di quest'apparato, pronto a scagliare la rabbia operaia contro la popolazione, protagonista di linciaggi mediatici nei confronti delle figure rappresentative del percorso alternativo, capace di entrare in rotta di collisione con tutte le amministrazioni locali, con tutte le forze politiche. Questo per ritrovarsi trasformato come strumento acritico dei giochi aziendali, come braccio operativo di un filone politico trasversale notoriamente compromesso con la lobby dei cementieri.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;IL SINDACATO CAMBI IMMEDIATAMENTE LA ROTTA, si riposizioni al fianco degli amministratori locali, ricostruisca un rapporto con la rete della societ&#224; civile rappresentata dalle associazioni, dai comitati, dai consigli pastorali, rimetta in discussione il rapporto strumentale con le aziende e i loro padrini politici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;NON C'E' ALTRO TEMPO DA PERDERE: SI RICHIEDA UN CONFRONTO A TUTTO CAMPO, SI COSTRUISCANO I PRESUPPOSTI PER CONCRETIZZARE ALTERNATIVE, SI RIPORTINO LE AZIENDE A CONCERTARE CON IL TERRITORIO E NON AD IMPORRE LE LORO LOGICHE DI PROFITTO SULLA PELLE DELLA SALUTE DEI CITTADINI E SUI BISOGNI DEGLI STESSI LAVORATORI.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Francesco Miazzi &#8211; Consigliere Comunale &#8220;Nuova Monselice&#8221;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova 31-07-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Una strana nuvola bianca crea allarme&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Oltre una decina di segnalazioni, ieri mattina, al comando di Polizia Locale, per una strana &#171;nuvola&#187; che fuoriusciva dai camini della cementeria Radici (in foto). A partire dalle 7.30, dal centro storico il Montericco appariva coperto da strane nuvole che si muovevano da nord verso sud ovest. Dall'argine del Bisatto si poteva vedere la nube bianco-grigia che proveniva dalla cementeria. Alcuni l'hanno fotografata. Alle 9 i vigili hanno fatto un sopralluogo, senza riscontri, ma alle 10.45 altre segnalazioni. Gli agenti hanno richiesto una verifica urgente all'Arpav. Dallo stabilimento rassicurano: gli impianti sono nella normalit&#224; e il forno in quel momento era in marcia regolarmente. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cementizillo vuole comprare Radici&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;di Francesca Segato ESTE. La voce circola da un po' di tempo e con molta insistenza. Adesso una conferma, almeno parziale, la d&#224; il diretto protagonista: il commendator Giovanni Zillo. L'azienda di cui &#232; presidente, la Cementizillo Spa, sta seriamente valutando l'acquisizione della Cementeria di Monselice. Uno scenario che potrebbe scompigliare le carte nell'intenso dibattito sulla presenza dei tre cementifici, alimentato anche dalla discussione sul revamping dell'Italcementi. Le trattative. Le voci sulla trattativa in corso, erano alimentate anche da un indizio: dirigenti della Cementizillo sono stati &#171;avvistati&#187; nello stabilimento di Radici. Si parlava di una collaborazione commerciale tra le due realt&#224;. Ma potrebbe trattarsi di qualcosa di pi&#249;. Se la dirigenza del cementificio Radici preferisce non rilasciare alcun commento, a sbilanciarsi &#232; il fronte estense. &#171;La crisi spinge verso l'aggregazione - esordisce il presidente Zillo -. Le aziende pi&#249; piccole sono costrette ad unirsi. Da parte nostra stiamo studiando la possibilit&#224;, anche con la propriet&#224; della Cementeria, in parte di acquisire e in parte di aggregare. Logicamente si tratterebbe di un'aggregazione sotto di noi. L'ipotesi &#232; allo studio, &#232; una cosa che stiamo analizzando&#187;. Quindi le voci hanno un fondamento? &#171;Il fondamento &#232; l'esigenza di creare qui nella zona qualcosa di pi&#249; concreto. L'ipotesi &#232; quella del controllo e la decisione avverr&#224; entro l'anno&#187;. Gli scenari. In questo modo il gruppo Zillo si rafforzerebbe notevolmente, aggiungendo un terzo stabilimento ai due di Este e Fanna (Pn). &#171;Il passaggio a tre stabilimenti come gruppo porterebbe un rafforzamento - conferma Zillo - e anche la riduzione di un competitor della zona&#187;. E' possibile che uno scenario di questo tipo incontri qualche paletto dall'Antitrust? &#171;Anche un'aggregazione del genere &#232; entro i limiti dell'Antitrust. Avremmo il via libera perch&#233; saremmo sotto la percentuale prevista, sia a livello nazionale che locale, come quota di mercato&#187;. In questa scelta &#232; entrato in gioco in qualche misura anche il revamping Italcementi? &#171;Del dibattito sul revamping siamo solo osservatori, anche noi lo seguiamo attraverso la stampa. Per forza di cose siamo osservatori interessati, abbiamo interessi contrastanti. La concorrenza a livello locale c'&#232;, gli stabilimenti sono inseriti nella stessa area commerciale. Ma &#232; una zona, a parte la crisi, che d&#224; notevole spazio&#187;. L'ipotesi dell'acquisizione di una quota, che porterebbe la Cementeria di Monselice nell'orbita del gruppo Zillo, sarebbe d'altronde nella logica del settore cementiero, composto per lo pi&#249; da gruppi, dove una realt&#224; con un unico stabilimento, come la Radici, &#232; addirittura una rarit&#224;. Se andr&#224; in porto, l'acquisizione potrebbe consentire economie di scala e un salto di qualit&#224; per il gruppo Zillo. Ma nel medio periodo, questo passaggio potrebbe anche essere preludio alla chiusura di una delle linee di cottura, con l'acquirente che si terrebbe le quote commerciali in pi&#249;. Il Pat. L'ipotesi di una chiusura della Cementizillo, quanto meno a lungo termine, sembra prefigurata anche dal Pat di Este. Ma il presidente Zillo smentisce: &#171;Sono rimasto sorpreso nel leggere queste notizie sul Pat. Mi pare siano ipotesi di programmazione per il futuro, qualora noi decidessimo. Per ora non c'&#232; questa intenzione&#187;. Il profilo. Sono circa 190 i dipendenti della Radici, mentre alla Cementizillo lavorano circa 130 addetti. Finora entrambi gli stabilimenti hanno evitato il ricorso alla cassintegrazione. &#171;Abbiamo dovuto ridurre la produzione ma siamo riusciti, nelle fermate, a impegnare il personale interno per le manutenzioni. Non sappiamo se ricorreremo alla cassintegrazione in seguito, se la crisi dovesse continuare&#187; spiega Zillo. Sia la Cementizillo che la Radici dispongono di concessioni a lungo termine per l'escavazione. Entrambe hanno investito di recente per l'abbattimento delle emissioni. Radici si &#232; dotato del &#171;catalizzatore Denox&#187;, la Cementizillo di un filtro a maniche che ha sostituito i filtri elettrostatici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Bozza: &#171;Sotto c &#232; lo zampino di Pesenti&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; ESTE. &#171;Ovviamente noi attendiamo conferme, ma l'auspicio &#232; che questa volont&#224; sia in linea con la volont&#224; espressa dal territorio, per una razionalizzazione degli stabilimenti esistenti - commenta il sindaco di Este Giancarlo Piva -. Sarebbe finalmente andare incontro al rispetto del Piano Ambientale. Potrebbe essere che questo percorso sia definito anche da azioni della propriet&#224;. Valuteremo i piani industriali, vorremmo fossero coinvolti anche gli enti locali&#187;. &#171;Quello che a noi sta a cuore, &#232; anzitutto che si continui nel miglioramento delle performance ambientali, sulla tutela della salute e dei posti di lavoro - chiariscono il sindaco di Monselice Francesco Lunghi e il vice Gianni Mamprin -. Chiederemo un incontro per ottenere garanzie. Che non diventi un'acquisizione per poi togliere dei posti di lavoro, questo deve essere un punto fermo. Se la trattativa andasse avanti, avremo modo di ragionare con i proprietari e porteremo queste richieste come punti fermi&#187;. Di segno diverso il consigliere regionale leghista Santino Bozza: &#171;Con il Pat di Este si parla di chiusura e riconversione per la Cementizillo. Come mai i lavoratori non si muovono in difesa dei posti di lavoro? Dall'altra parte, anche la Cementeria di Monselice sar&#224; condizionata dallo sviluppo del Sfmr. Non vorremmo che il tutto fosse un gioco per far passare il revamping di Italcementi. C'&#232; sotto lo zampino di Pesenti, che sappiamo ha legami con la Radici. Ci viene da dubitare che sotto ci sia una specie di gioco dei tre bussolotti. Offriranno di farne sparire due, tenendo il cementificio di gran lunga pi&#249; inquinante&#187;. Solleva dubbi anche il consigliere comunale Francesco Miazzi. &#171;Sarebbe importante conoscere il ruolo e le intenzioni di Italcementi, che sicuramente &#232; al corrente dell'operazione, visto l'intreccio storico con la cementeria Radici. E' lecito chiedersi se &#232; fondata l'indiscrezione secondo la quale il manovratore occulto dell'operazione, sia la stessa Italcementi, in procinto di acquisire quote importanti della Zillo. Non vogliamo fare semplice dietrologia, per&#242; ci sono troppi aspetti oscuri che riguardano la stessa operazione del revamping. Queste acquisizioni ed aggregazioni in corso sono collegate all'incertezza nel futuro delle cave dei Berici? E' casuale che Italcementi affidi il progetto allo stesso architetto che nel redigere il Pat di Este prevede la delocalizzazione della Cementizillo?&#187;. Miazzi ricorda anche che lo stabilimento di Zillo a Fanna ha ottenuto le autorizzazioni per l'uso del Cdr nei forni. E invita tutti a mettere le carte in tavola. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;QUALCHE IDEA SU MONSELICE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt; All'assessore Mamprin. 17 agosto 2005: &#232; da questa data, Gianni, che sto aspettando come tanti altri di sedermi ad un tavolo di lavoro per risolvere i problemi legati alle cementerie. Ti sei forse scordato di tale data? Io no. Eppure dovrebbe venirti in mente l'impegno preso tutte le volte che parli di &#171;revamping&#187;. Ti chiedo, quando hai scritto la lettera per &#171;il mattino&#187; ti sei chiesto che cos'&#232; il pudore ed il rispetto per i cittadini dei quali sei amministratore? Perch&#233; scrivi sui giornali quando invece potresti convocare un consiglio aperto a tutti? Noi, comuni mortali non eletti non possiamo farlo. Noi, siamo obbligati ad essere auditori afoni quando voi, amministratori da noi eletti per salvaguardare la nostra salute ed il nostro lavoro, avete l'opportunit&#224; di parlare e di dire tutto quello vi salta per la testa. E sei tu che, irrispettoso dei consiglieri tuoi colleghi che stavano esprimendo i loro motivi del no al revamping, ti sei fatto intervistare rendendo faziosa e di parte la comunicazione trasmessa agli utenti del servizio. Che sfida vuoi lanciare? Sei tu, che devi portare sul tavolo del lavoro progetti alternativi, sei stato eletto e sei pagato per questo. Sono io a lanciarti una sfida ma credo che, se non ti ricordi della data del 17 agosto 2005, non ti ricorderai neanche di questa sfida, ad ogni modo ci tento: &#171;Inizia con azioni pratiche, metti in campo le tue idee alternative, dai lavoro a chi &#232; gi&#224; senza lavoro, cerca finanziatori diversi dalle cementerie&#187;. Non vogliamo abbassamento delle emissioni, non vogliamo ricatti, la tua proposta &#232; &#171;dovete accettare l'abbassamento delle emissioni, altrimenti continuiamo con questa quantit&#224; e non vogliamo nemmeno sentir parlare di dismissione?&#187;. Parli dell'amministrazione che ha sempre creduto nel turismo: oltre al recupero dell'immenso patrimonio artistico proporrai un tour per far vedere ai turisti la torre di 120 metri colorata di verde facendola passare come &#171;green economy&#187; perch&#233; sei amico dell'ambiente? Se credi nel turismo, trova posti di lavoro in questo settore anzich&#233; ancorarti a quelli di un'azienda privata, fai produrre i tuoi interventi di marketing! E ancora, sei contento della situazione sociale che avete creato? In una citt&#224; come Monselice mai era accaduto che ci fosse una divisione tra amici d'infanzia dovuta al &#171;S&#236; revamping&#187; o &#171;No revamping&#187;: arriveremo alle faide? Ma cosa credi che io non pensi ai lavoratori dell'Italcementi?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Carmen Soloni Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ho sentito alla radio il discorso fatto da Marchionne, geniale amministratore delegato della Fiat, in merito alle polemiche di questi giorni, e ci ho trovato molte similitudini alla situazione di Monselice e della discussione relativa al revamping diItalcementi. Ha ragione Marchionne quando dice che in Italia le discussioni sono infinite, se uno ci si infila in mezzo, non ne esce pi&#249;: nel dibattito sul revamping ho letto di tutto, da chi confonde la cementeria come un &#171;drago sputafuoco&#187; a chi per dire che si deve trovare un nuovo modo per occupare i dipendenti usa come prova il fatto che lo stand italiano sulle energie rinnovabili &#232; stato tra i pi&#249; visitati in una fiera. Mentre noi discutiamo dalle altre parti del mondo decidono e ci portano via i posti di lavoro. Come &#232; successo con la fabbrica della Multipla, che aprir&#224; nella ex Yugoslavia, come succeder&#224; ancora. Come succeder&#224; a Monselice e al nostro territorio. Davvero curiosi questi personaggi, che si lamentano delle imprese che non investono e poi si oppongono agli investimenti. Io penso che non si tratti di Italcementi pro o contro, &#232; questione di capire che il mondo sta cambiando, e che qui ci sia qualcuno che non ha capito che le garanzie e le possibilit&#224; di ieri, oggi e domani non ci saranno pi&#249;. Se in Italia non capiamo che &#232; necessario aiutare, o almeno non ostacolare, le aziende che investono (circostanza non secondaria) lo fanno mettendo dei soldi propri senza chiedere aiuti o fondi pubblici allo stadio, siamo destinati a diventare il terzo mondo, con una grave crisi che pu&#242; solo peggiorare. Mentre da noi c'&#232; chi discute di green economy, di alternative sulla carta, altrove c'&#232; chi stende tappeti rossi per attirare le imprese che lavorano e che generando posti di lavoro, generano ricchezza e benessere. Qual &#232; la vera Lega Nord: &#232; quella di Paola Goisis, che vaneggia di alternative incredibili, al caldo del suo posto di parlamentare oggi e di professoressa (quindi dipendente pubblica) sia ieri che (speriamo) domani? O &#232; quella del presidente del Piemonte Roberto Cota che dice che &#171;stare dalla parte di chi genera lavoro e dalla parte degli operai&#187;? E' questo quello che vuole la Lega? Una terra piena di disoccupati, tutti l&#236; in attesa che si verifichi la manna delle energie rinnovabili? E nel frattempo, dove andremo a mangiare? Come mai, mi domando, quelli che si scagliano con forza contro il revamping sono soprattutto dipendenti pubblici (professori, docenti, pensionati, politici di professione) cio&#232; persone che una volta vinto il concorso o avuto il posto non hanno pi&#249; avuto problemi? E' questo quello che unisce Goisis, Bozza e Miazzi? Il fatto di avere lo stipendio sicuro e di poter giocare su quello degli altri? Tanti lavoratori sono solidali con i dipendenti Italcementi, che sono impegnati nella difesa della loro azienda, i sindacati sono con i dipendenti e anche le persone che capiscono a sinistra, come Naccarato. E a chi dice che &#232; ora di presentare il conto aItalcementi, ricordando le ferite che questo territorio ha subito in passato, chiedo: ma se noi ora diciamo no a Italcementi e al Revamping, chi pagher&#224; questo conto? Certo non l'azienda, che chiuder&#224; lo stabilimento, lo lascer&#224; l&#236; e le conseguenze saranno sulla collettivit&#224; per lo smaltimento e sui dipendenti che perderanno il posto. Italcementi aprir&#224; da un'altra parte (magari all'estero) e arrivederci. Se invece il territorio vuole qualcosa indietro? DaItalcementi, deve chiedere soldi e garanzie a Italcementi ma deve tenerlo nel territorio, se no a pagare il conto non sar&#224; l'azienda, ma i lavoratori e quelli dell'indotto. L'Italia rischia di fare come quel marito che voleva far dispetto alla moglie. La sola via per uscirne &#232; dividere responsabilit&#224; e rischi; sommando, al tempo stesso, energie, intelligenze e qualit&#224;. Ma per costruire e per tenere capitali nella nostra zona, non per farli scappare. Francesco Capodaglio&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova 28-07-10,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;DUE SINDACI, DUE IDEE SBAGLIATE IN COMUNE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Paola Goisis&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Due storie di sindaci per larghi tratti simili. Il primo &#232; l'attuale sindaco di Monselice, il secondo ha guidato l'amministrazione locale nel primo decennio del terzo millennio. Due medici: il primo primario ospedaliero, il secondo pediatra di base, entrambi svolgono la loro attivit&#224; a Monselice. Due medici, una posizione. Si tratta della posizione unica sul progetto di revamping presentato dall'Italcementi: accettazione incondizionata. Una scelta dettata dalla difesa dei posti di lavoro di 120 operai e dell'indotto, rilancio dell'azienda di via della Cementeria, che in questi anni mostra tutti i segni di un indebolimento in termini di rilancio dell'attivit&#224; imprenditoriale contrassegnato dai ripetuti ricorsi alla cassa integrazione. La lunga stagione dell'oblio per l'impianto di via della Cementeria sembra essere finita. La famiglia rilancia la struttura produttiva di Monselice presentando un progetto di rinnovamento dell'impianto a dir poco faraonico: 160 milioni di euro. Un'inversione di tendenza che scada il cuore del sindaco di Monselice che vede la soluzione di un grosso problema e il rilancio dell'economia locale attraverso la riconversione dell'impianto. Una posizione condivisa da Fabio Conte, consigliere di maggioranza. Nel valutare positivamente il progetto di revamping, non condiviso dalla maggioranza della popolazione e anche della stessa classe politica locale, c'&#232; una scarsa valutazione degli effetti indotti che il rinnovato impianto andr&#224; a generare. Conte nella sua qualit&#224; di pediatra di base dimentica gli effetti negativi prodotti dalle cementerie sulla popolazione. Alla met&#224; del secolo breve quando a Monselice gli impianti per la produzione del cemento cominciarono a lavorare a pieno regime cominciarono a registrarsi sulla popolazione i primi segnalai delle patologie delle vie respiratorie. A distanza di sessant'anni non &#232; stata effettuata un'indagine epidemiologica sulla popolazione locale sugli effetti prodotti dall'inquinamento derivante dalle emissioni delle cementerie di Monselice. Forse questo consente al pediatra Conte di caldeggiare la realizzazione del progetto dell'Italcementi. Manca letteratura al riguardo e quindi il problema sembra non esistere. La tutela della salute pubblica comincia con la prevenzione. Evitare che i bambini di Monselice subiscano l'attacco di patologie derivanti dagli inquinamenti dell'aria &#232; un obbligo al quale devono attenersi gli amministratori locali: Conte per primo. La popolazione locale ha gi&#224; pagato un prezzo alto alla presenza delle cementerie in termini di salute adesso &#232; necessaria un'inversione di tendenza. In Italia la green economy registra un fatturato di 12 miliardi di euro prodotto dagli sgravi fiscali per l'eco edilizia. Un'impresa su tre ha deciso di scommettere sulla sfida ambientale. Il dato di partenza &#232; uno spaccato sulle piccole e medie imprese italiane, quelle che hanno tra i 20 e i 499 dipendenti (ambito nel quale rientra anche l'Itacementi di Monselice). Il 30 per cento delle imprese punta sulla Green economy come strumento per superare la crisi. E' un numero gi&#224; alto, ma se andiamo a vedere come si arriva a questa media del 30 per cento, scopriamo che pi&#249; si investe in innovazione ambientale pi&#249; le performance aziendali migliorano. La prova? Il padiglione italiano all'Exp&#242; di Shangai sulle nuove tecnologie ambientali &#232; stato quello pi&#249; visitato dopo quello cinese. La ragione? Rappresentava la sfida che abbiamo di fronte: puntare sulla qualit&#224; italiana, dall'hi-tech del cemento (ed in questo pu&#242; inserirsi a pieno titolo l'Italcementi di Monselice) all'artigianato che produce bellezza e senso. Un processo che dovrebbe farci uscire dalla crisi. E' sull'innovazione della green economy si deve puntare per la riconversione dell'impianto di via della Cementeria per dare vita ad una soluzione combinata tra le esigenze della propriet&#224;, quelle della popolazione, evitando rischi per la salute, e della tutela ambientale. (parlamentare della Lega Nord)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova 27-07-10,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;SE AVETE UN IDEA ALTERNATIVA, FATEVI SOTTO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gianni Mamprin&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Leggo in questi giorni sul mattino di Padova, con stupore e curiosit&#224;, gli articoli di tanti paladini del &#8220;no al revamping&#8221; che continuano a parlare di alternative concrete e reali da offrire ai dipendenti ed alle aziende del territorio. Aziende e persone che si troverebbero a spasso nel caso in cui Italcementi dovesse incassare il &#8220;no&#8221; al progetto e decidesse di dismettere la sua attivit&#224;. Sono certo che queste persone parlano in assoluta buona fede e sono convinte di quello che dicono: pensano che ci sia davvero un modo per impiegare le tantissime persone che perderebbero il lavoro se Italcementi dovesse chiudere il suo stabilimento di Monselice. E allora, a queste persone in buona fede, lancio una sfida. In qualit&#224; di vicesindaco, sono quotidianamente a contatto con tantissime persone della nostra citt&#224; e del nostro territorio che sono disoccupate e non sanno come fare a tirare avanti. Ci sono molte persone in questa condizione, ci sono molte imprese in difficolt&#224;. Allora io dico: davvero credete che si possa creare sul territorio una attivit&#224; in grado di assorbire centinaia di posti di lavoro? Bene, iniziate da subito a metterla in piedi e a dare risposte concrete ai disoccupati che ci sono gi&#224; oggi. Chi parla di alternative non aspetti la chiusura di Italcementi: tiri fuori subito l'idea, c'&#232; tanta manodopera disponibile che non aspetta altro che la possibilit&#224; di avere un lavoro. In altri termini: volete convincerci che esiste davvero una alternativa al revamping e ai cementifici? Iniziate con azioni pratiche, mettete in campo le vostre idee e date lavoro a chi &#232; senza lavoro, senza aspettare che ai disoccupati di oggi si aggiungano quelli di domani. Cercate finanziatori, ideate un business plan, troverete il comune al vostro fianco per fare tutto quel che &#232; possibile per aiutarvi. In caso contrario, parliamo di come gestire il revamping, chiediamo certezze sull'abbassamento delle emissioni e sul contenimento dell'inquinamento, ma non mettiamo pi&#249; in discussione in progetto in s&#233;, perch&#233; questo vorrebbe dire giocare sulla pelle degli altri. Naturalmente l'amministrazione, assieme a chi dice &#8220;s&#236;&#8221; al revamping, pensa anche alla salute dei cittadini. Non a caso ci sono gli enti preposti al controllo (su tutti la Provincia) che si stanno muovendo esattamente in questa direzione: per chiedere chiarimenti, ottenere garanzie e chiedere eventuali miglioramenti. Ma non possiamo mettere in pericolo la permanenza nel nostro territorio di una realt&#224; che garantisce lavoro (diretto o indiretto) a tantissime persone e a tantissime famiglie. Da ultimo, mi sia permessa una precisazione: quando si parla di &#8220;alternative&#8221; che l'amministrazione non avrebbe costruito, credo che si manchi in modo clamoroso di informazioni. L'amministrazione comunale ha sempre creduto moltissimo nel turismo, al punto da effettuare splendidi recuperi dell'immenso patrimonio artistico di Monselice, svolgendo un'opera di promozione turistica continua, rilanciando la Giostra e promuovendo campagne di marketing. Non tutti, in questi anni, l'hanno pensata in questo modo: se non ricordo male, tra coloro che adesso invocano alternative, ci sono anche persone che hanno realizzato o hanno condiviso il ricorso che da quasi due anni tiene bloccati i lavori per la realizzazione dell'ascensore sulla Rocca. Quella &#232; un'opera che avrebbe reso Monselice una meta molto attraente per un grande numero di turisti, che avrebbe fatto da volano per un modello di economia nuova. Eppure, gli stessi che adesso dicono no al revamping chiedendo alternative, allora dicevano no all'ascensore e hanno presentato ricorsi al Tar, al consiglio di Stato e al giudice ordinario per far bloccare i lavori e rallentare lo sviluppo turistico della nostra citt&#224;. Sempre no, insomma: anche a loro &#232; rivolta la mia sfida. Mettano in campo idee per impiegare i tanti disoccupati che ci sono adesso a Monselice, dimostrino di saper dire anche qualche s&#236;, ogni tanto. (l'autore &#232; vicesindaco di Monselice)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;I soldi cambiano Bozza&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lo dicono i vecchi che i soldi cambiano le persone. Santino Bozza &#232; entrato a far parte della Casta solo 4 mesi fa e gi&#224; si comporta come un politico di professione, come uno di quelli che lui diceva di voler cambiare. E' stato eletto 4 mesi fa e ha iniziato a prendere 9 mila euro al mese, subito &#232; cambiato: come un politico di professione, si rimangia le promesse elettorali, quando era andato a casa di operai Italcementi a garantire che lui era a favore dei cementifici e adesso li vuole chiudere. Provate a chiedere in cementeria in quanti lo hanno votato per questo, e adesso cambia idea. Tanto a lui cosa importa se un operaio perde il lavoro, se una ditta chiude e non sa come fare per mantenere i figli? Tanto lui prende 9 mila euro al mese e fa battaglie solo per andare sui giornali. Viene eletto e subito si sente sopra la legge: sale in treno e non timbra il biglietto come fanno tutti gli altri. Quando lo beccano, dice che &#232; un consigliere, non vuole pagare, dice che non ha 50 euro in tasca (uno che prende 9 mila euro al mese gira senza soldi?), minaccia il controllore gli dice comunista... viene eletto e sui giornali viene fuori che deve pagare per un vecchio debito, perch&#233; il giudice lo condanna a pagare. Gente che ha molti meno soldi di lui, come Maurizio Drago, dice di essere preoccupati per la somma e lui dice che non vuole tirare fuori in soldo. Ancora fuori dalle regole? Adesso viene fuori che siccome &#232; offeso perch&#233; Lunghi non lo invita a una cerimonia, vuole mandare a casa il sindaco. Perch&#233; la Lega ha vinto alle regionali? Intanto a Monselice la Lega ha preso meno voti del Pdl, e Bozza ha preso meno voti di Conte (400 in meno) e anche di Miazzi, ne ha presi pochi di pi&#249; di Peraro che lui tanto disprezza. Marco Masin (Monselice)&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;strong&gt;CARI BAMBINI, C ERA UN DRAGO SPUTAFUOCO...&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Luciano Bozza&lt;/p&gt; &lt;p&gt;G entile direttore, desidero intervenire nel dibattito che il giornale sta ospitando con una certa assiduit&#224; a proposito del progetto di revamping. Comincio con alcune domande. Quante morti per tumori dobbiamo pagare per far felice le cementerie ed alcuni nostri amministratori? Non sono state sufficienti le morti finora causate? Quanti bambini moriranno di leucemia per &#171;sostenere&#187; il favoloso investimento? Tutto falso! Lo garantisce il sindaco di Monselice Lunghi, nostro esimio luminare della scienza medica. Allora andiamo a vedere cosa dicono i dati dell'Ulss 17: i dati dell'Ulss 17 dicono che... non si possono avere poich&#233; non &#232; possibile con le attuali conoscenze scientifiche stabilire la connessione causa-effetto quindi, prudenzialmente secretati (naturalmente a tutela dei dividendi delle azioni di Italcementi SpA). Secondo studi americani e svedesi pubblicati, l'aumento dei tumori in zone soggette ad inquinamento da cementerie (dove si bruciano sostanze tossiche anche ammesse per legge) e l'aumento delle neoplasie arriva al 60 per cento in pi&#249; che nelle altre zone. Quanti lutti saranno necessari per placare l'ingordigia de cementieri e di coloro che in buona o in cattiva fede la sostengono? Da studi fatti sulle ricadute tossiche degli inceneritori tra i pi&#249; avanzati tecnologicamente e soprattutto, sotto controllo pubblico, risulta che interi raccolti agricoli e partite di latte vengono tolte dal mercato perch&#233; inquinate. Le emissioni delle cementerie sono, per legge fatta ad hoc, molto superiori a quelle degli inceneritori e soprattutto controllate solo per alcuni inquinanti e non i pi&#249; pericolosi (utile, a questo proposito, la pubblicazione da parte di questo giornale dell'articolo sui miti da sfatare a proposito dei cementifici in Italia e negli Stati Uniti). Eppure, alle pendici dei nostri colli (profanati, deturpati, feriti dalle stesse cementerie che ora li avvelenano ma che prima se li volevano mangiare) sono presenti boschi con essenze uniche e dove i declivi si fanno pi&#249; dolci, vigneti ordinati dal lavoro faticoso ma onesto dei nostri padri producono vini di assoluta qualit&#224; esportati in tutto il mondo, aziende agricole dove i nostri giovani agricoltori con grande passione lavorano applicando tecniche di agricoltura biologica reimpiantando essenze locali per conservare l'indispensabile biodiversit&#224; e ottenere prodotti sani migliorando l'ambiente. Onore a loro che sono i veri custodi del tempio. Altri nostri giovani a integrazione del reddito agricolo trasformano parte dell'azienda in agriturismo offrendo ospitalit&#224; a prezzi convenienti. Non vanno dimenticate poi, le numerose trattorie che offrono ottimi prodotti locali insieme all'impareggiabile dolcezza del paesaggio, e i campeggi, e gli alberghi termali: tutte queste attivit&#224; insieme procurano migliaia di posti di lavoro e sono assolutamente incrementabili a patto che si smetta subito di avvelenare l'ambiente. Spero che un giorno, dalle pendici del Montericco, seduti sotto un &#171;bagoaro&#187; possiamo dire ai nostri nipoti &#171;l&#224; c'era un drago che sputava veleno, ora c'&#232; un bel parco giochi con fattoria biologica didattica&#187;, dove spiegare ai piccoli che &#171;el bagoaro&#187; serviva a fare &#171;e bagoine per noi vecchi&#187;. (Monselice)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova 26-07-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Bozza vada pure con Miazzi&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Francesca Segato) /&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Ha sortito l'effetto di un terremoto, l'uscita pubblica del consigliere leghista Santino Bozza sullo &#171;stato di salute&#187; della maggioranza. Il sindaco Francesco Lunghi assicura che gli parler&#224;, ma intanto ieri ha voluto controbattergli punto per punto. Partendo dal tema che ha segnato l'inizio della divisione, il revamping Italcementi. E qui Lunghi si &#232; tolto qualche sasso dalla scarpa nei confronti dell'alleato. &#171;Il revamping &#232; un problema di cui sarebbe meglio non parlasse: proprio lui che nella campagna elettorale 2009 sostenne che potevano addirittura bruciare rifiuti, adesso improvvisamente &#232; diventato pi&#249; verde dei Verdi - attacca il sindaco - Sul revamping, con la Lega di Monselice, ci metto una pietra sopra. Ma quando sono entrati in maggioranza con me erano a favore&#187;. Il punto successivo sono le critiche alle consulenze, troppe secondo Bozza, che ha alluso all'assessorato all'Urbanistica (in mano Udc) e all'architetto Giancarlo Ghinello. &#171;Si scorda che &#232; stato il suo assessore Beppino Zerbetto, quando era all'Urbanistica, a incaricare Ghinello per il Pat: sta criticando il suo assessore?&#187; ribatte Lunghi. Il sindaco non ha digerito nemmeno la stoccata sulla consulenza affidata all'ingegner Mauro Raniolo per il caso Monselice Uno. &#171;In preconsiglio ho detto che avrei fatto di tutto per risolvere il problema di Monselice Uno. Mi si critica, perch&#233; cerco di risolverlo incaricando un professionista che ha 10 anni di esperienza in Ufficio tecnico a Spinea? Perch&#233; Miazzi ha trovato tra le carte cose strane? (Il riferimento &#232; alle vicende giudiziarie in cui &#232; stato coinvolto il professionista, per abuso d'ufficio e circonvenzione d'incapace, ndr). Se Bozza vuole andare con Miazzi ci vada&#187;. E la Pescheria? &#171;L'idea di Bozza &#232; di venderla: che mi faccia venire qui chi vuole comprarsela. Dobbiamo ancora decidere cosa farne, ma era inesorabile che andasse chiusa, ci sono i colombi&#187;. Quanto alla richiesta di rimpasto di giunta, il sindaco ammicca: &#171;Il rimpasto? E' in corso. E' in corso da dopo il consiglio sul revamping, ma in modo graduale, in base alla consistenza delle forze politiche e all'appoggio all'amministrazione&#187;. Ma se Bozza rivendica il nuovo primato leghista, Lunghi lo smorza subito: &#171;Non mi risulta che la Lega a Monselice sia il primo partito. Il primo &#232; il Pdl e anche l'Udc ha avuto un peso significativo. Bozza si &#232; candidato sindaco, ma ha perso&#187;. E la delega alla Sicurezza? &#171;Non l'ho invitato alla cerimonia di consegna dell'etilometro ai carabinieri perch&#233; non era lui l'artefice del progetto, e poi perch&#233; Bozza ha un rapporto conflittuale con i nostri vigili&#187;. Lunghi tira le somme: &#171;Parler&#242; con la Lega. Ma si sono dimenticati che ho 17 consiglieri: se vogliono uscire dalla maggioranza, che escano. Bozza ha corso contro di me, e l'appoggio esterno me lo possono anche togliere. Ormai riporta le stesse parole di Miazzi: vuole stare con la sinistra? Lo dica. Poi se avr&#242; la maggioranza continuer&#242; a governare, se no andremo al voto. E lui si allei pure con Miazzi&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; IL MATTINO DI PADOVA - SABATO, 10 LUGLIO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;LA STORIA: LA TRASFORMAZIONE DI ITALCEMENTI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'operazione di contenimento fatta dall'amministrazione comunale e il comportamento dell'azienda&lt;/p&gt; &lt;p&gt;GIANNINO SCANFERLA / LAVORATORE DELLA CONOSCENZA / (GI&#192; ASSESSORE / DEL COMUNE DI MONSELICE)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gentile direttore, nel ringraziarla per il lodevole servizio pubblico che il mattino di Padova sta garantendo con la partecipata tribuna sulla tematica del revamping Italcementi, desidero integrare il dibattito con questo contributo che trae spunto da una campagna informativa promossa proprio dal suo giornale negli anni &#8216;80. &#8220;La spia parla: aria irrespirabile&#8221; era il titolo di un articolo pubblicato il 3 ottobre 1985. Si riferiva ai rilevamenti che certificavano il frequente superamento del limite di 150 microgrammi per metro cubo di polveri immesse in atmosfera. Nel 1990 in qualit&#224; di assessore all'Ecologia, feci la scelta, di parte, di non ostacolare la ristrutturazione della Cementeria di Monselice, considerando obiettivi primari la riduzione delle polveri e il miglioramento dell'impatto visivo. Fu anche una scelta tattica, al fine di prevenire argomentazioni pretestuose che potessero impedire al Consiglio comunale di approvare la pi&#249; ampia perimetrazione del Parco dei Colli Euganei nel territorio di pertinenza, e, in seguito, per supportare chiare linee guida di ecologia sostenibile nel redigendo piano ambientale. Fu scelta ideologica: ideale continuit&#224; di condotta con i vari Sandon, Romanato, Fracanzani. Di parte fu pure il caparbio lavoro che permise nel 1994, di concerto con Regione, Provincia e Ussl di obbligare entrambi i cementifici di dotarsi di sistemi di controllo in continuo per il rilevamento delle emissioni. Azione politica, di parte, impegnativa e difficoltosa, onerosa in termini di risorse umane e finanziarie. Azione garibaldina, giocata su terreno infido, mirata a smantellare le barriere alzate dai cementieri. Ricordo i loro ricorsi al Tar a sostegno della tesi che non esistevano al mondo strumenti per misurare &#8220;in continuo&#8221; le emissioni in camino. Il tutto al fine di non investire per migliorare le prestazioni degli impianti, sottrarsi al controllo e alla conseguente eventuale responsabilit&#224; penale nel caso di superamento dei limiti di legge. Attivit&#224; amministrative, di parte, che in un quinquennio servirono a far diminuire di molto la concentrazione di polveri in atmosfera; senza lo stimolo di comitati, al tempo inesistenti, con il sostegno del gruppo consiliare e dei miei concittadini, incluso quello dei lavoratori e della stampa libera. A fine mandato pensavo fosse risolvibile l'antagonismo tra lavoro, ambiente e salute, meno quello con il paesaggio. Infatti il risultato del revamping Cementeria di Monselice anni'90 non &#232; la D&#233;fence in miniatura che auspicavo sulla base di argomentazioni simili a quanto il professor Muraro ha proposto da queste pagine. Ci&#242; che si vede dalla linea ferroviaria PD-BO, dalla A13 e dalla ss16, dalle localit&#224; Costa e Monticelli, da ogni cima dei colli prospicienti il sito &#232; l'effetto sul paesaggio dell'incontro tra disponibilit&#224; imprenditoriali, requisiti tecnologici e capacit&#224; progettuali (queste ultime, ricordo, stimolate con passione dall'assessore De Marco). Migliorativo, ma poco suggestivo! Soprattutto mi aspettavo che la maggiore serenit&#224; conquistata permettesse di adoperare le energie per risolvere le altre problematiche ambientali, determinate da carenza di strumenti pianificatori (Piano urbano del traffico) e comportamenti individuali da non ignorare, come le emissioni degli autoveicoli e degli impianti di riscaldamento. Mi sbagliavo perch&#233; nel successivo mandato, meno direttamente (in qualit&#224; di presidente del Consiglio comunale e della commissione urbanistica), ho dovuto contribuire ad affrontare l'emergenza dei combustibili alternativi. Pneumatici che l'Italcementi intendeva incenerire a ridosso del quartiere di Montericco, forte dell'efficace azione lobbistica svolta presso il ministero dell'Industria. L'approccio dei vertici aziendali con il sindaco e con l'assessore alle attivit&#224; produttive &#232; stato simile a quello visto in questi mesi. Ma a differenza di oggi, la citt&#224; non si &#232; spaccata (a parte un'iniziale confronto di posizioni, interno alla maggioranza e alla giunta, e superato con la convocazione di un Consiglio comunale aperto alla partecipazione di tutti i soggetti coinvolti). Anzi la convergenza tra cittadini nel frattempo organizzatisi in comitato, lavoratori ed Rsu, gruppi consiliari di centrosinistra, ha consentito al sindaco Bettin con la preziosa collaborazione dell'assessore all'Ecologia Guglielmo di impedire che una nuova emergenza ambientale ci facesse arretrare di decenni. Il tutto per&#242; distraendo risorse umane da altri ambiti amministrativi e comportando oneri non indifferenti per i monselicensi e per i veneti. La bonifica del sito (RaccPel), privato, dove erano stati stoccati i pneumatici &#232; costata milioni di euro, pubblici. Schei de noantri regalati, durante l'amministrazione Conte, per il mancato affare della multinazionale Italcementi! Altro che immediata e unilaterale rinuncia a utilizzare il legittimo, ma incompatibile impiego di pneumatici nel processo di combustione! Nel frattempo si affacciavano altre minacce, senza che i sindacati lo facessero presente con la stessa, giustificata, veemenza di questi giorni: alla Radici si sperimentava l'uso di materiali non tradizionali, sommando sconcerto al timore. Mi chiedevo per quale motivo non si potesse produrre usando tecnologie innovative; riducendo le emissioni tradizionali con combustibili a basso tasso di inquinamento, come nelle nostre case, senza ricercare scorciatoie nell'affare dei rifiuti e delle cosiddette materie prime seconde. Allora la politica, di parte, si fece carico di affrontare la nuova situazione, senza clamore e rifuggendo da dichiarazioni terroristiche sulla salute pubblica. Si ricercarono le modalit&#224; per consentire il diretto controllo delle attivit&#224; pur in presenza di normative nazionali che espropriavano di fatto l'esercizio di rappresentanza decisionale nel territorio di competenza. Cercando di prefigurare uno sviluppo alternativo dove la conflittualit&#224; tra lavoro, salute e ambiente si riducesse con gradualit&#224;. Fu cos&#236; che venne approvato un Piano del Traffico, conosciuto sperimentato e contestato solo per una minima parte, che prevedeva la non transitabilit&#224; dei mezzi pesanti su via Valli, la realizzazione della complanare, o in alternativa lo spostamento del casello, e numerosi percorsi ciclabili e pedonali che permettessero una diversa mobilit&#224; cittadina. Fu cos&#236; che venne adottata una variante al piano del Centro storico che creava le condizioni economiche per lo spostamento dell'Indelve, ora Abb. Fu cos&#236; che venne adottata una variante generale al Piano Regolatore che prevedeva nell'arco di un ventennio la dismissione dei cementifici, in perfetta integrazione con le norme del piano ambientale del parco dei Colli Euganei nel frattempo definito, il tempo di vita degli impianti esistenti e quello necessario per creare alternative occupazionali credibili. Avevamo messo a disposizione il tempo di una generazione affinch&#233; una classe politica capace, con lo spirito di Agenda 21, costruisse un futuro diverso, mirato alla valorizzazione della persona nel rispetto del creato. Era il 1999. Ma l'altra politica, anch'essa di parte, la subentrata amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Conte e dal capogruppo Lunghi, annull&#242; quelle delibere, grazie anche al supporto fornito dal solito ricorso al Tar della Cementeria di Monselice e dell'Italcementi. Italcementi che ripag&#242; questa apertura di credito con la consueta moneta: il nuovo affare delle farine animali! Bloccato non senza difficolt&#224; dalla giunta Conte, sotto la pressione popolare e del comitato Lasciateci Respirare. Oggi, quando penso con rammarico che una municipalit&#224; capace sarebbe a met&#224; dell'opera, vedendo la Citt&#224; sospinta in un cul de sac, mi chiedo se rifarei la stessa scelta del 1990 anche per l'Italcementi. E adesso? La volont&#224; della comunit&#224; locale si &#232; espressa attraverso la maggioranza dei suoi rappresentanti, nella seduta di Consiglio comunale che ha chiesto la sospensione della procedura di Via. Perch&#233; Italcementi non ha preso atto della richiesta fatta dalla Comune di Monselice alla Provincia e ha ritirato unilateralmente la domanda? Se questo &#232; il modo di rispettare la volont&#224; della comunit&#224;, nel 2010, quale garanzia abbiamo sull'uso del Cdr o di altre schifezze analoghe per i prossimi decenni? Ah... dimenticavo, da che parte sto? Resto dalla parte dei lavoratori ricattati, ma che non accettano di essere turlupinati!&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;LA LETTERA: LA CRISI C'&#200;. LE RISPOSTE NO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(LAVORATORE DEL COMPARTO DEL LEGNO)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Di fronte al dibattito sul revamping dello stabilimento Italcementi che seguo in solidariet&#224; con i lavoratori dei cementifici, in qualit&#224; di lavoratore del distretto del legno della Bassa Padovana -notoriamente in pesante crisi- mi sento in dovere di dare un contributo propositivo alla discussione. Sicuramente gli oltre 200 lavoratori che l'anno scorso hanno perso il posto di lavoro e gli altri 500 operai e operaie sospesi dall'inizio del 2010 nell'area del distretto di Casale-Montagnana stanno pensando, a proposito della possibilit&#224; di chiudere i cementifici e realizzare in breve tempo centinai di nuovi posti di lavoro: ma dove viviamo? Sulla Luna! Pongo a riguardo almeno due riflessioni. 1. La crisi sta bruciando posti di lavoro e ci lascia nella disperazione; questa non &#232; una crisi che passer&#224; come ci ha raccontato il Governo, per cui mi sembra assurdo sommare disoccupazione a disoccupazione anche perch&#233; se ci sar&#224; la ripresa, non &#232; scontato che l'occupazione ritorni come prima. 2. Noi lavoratori del distretto del legno in profonda crisi abbiamo richiesto quasi un anno fa, davanti al prefetto di Padova, un intervento della Provincia per studiare proposte per superare la crisi, rilanciare il distretto del legno, creare nuove possibilit&#224; di lavoro; non abbiamo ancora avuto nessuna risposta. Dopo quasi un anno di crisi le istituzioni non hanno ancora promosso uno studio della situazione per avanzare proposte per il futuro. Per questo mi sento di raccomandare la massima attenzione quando si parla con facilit&#224; di poter creare posti alternativi. Se questa capacit&#224; di creare occupazione fosse reale, come mai non &#232; stata utilizzata per creare occupazione alle migliaia di lavoratori che in bassa padovana sono gi&#224; disperati perch&#233; senza lavoro e anche senza ammortizzatori e assistenze sociali?
Michele Masiero&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;LA REPLICA: CARO PERARO, TOCCA A VOI POLITICI FARE DELLE PROPOSTE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;GIULIANO BRUNAZZO / MONSELICE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Caro Stefano ti scrivo dopo aver letto il tuo intervento sul mattino. Ti dimostri fortemente impreparato quando fai dei collegamenti con aziende come la ex Saiace o la Komatsu, perch&#233; sai benissimo che queste aziende hanno chiuso i battenti (Saiace) o hanno ridimensionato gli investimenti (Komatsu) per motivazioni assolutamente diverse da quelle che ci investono con il revamping Italcementi. Sono stato testimone attivo di un tentativo di salvataggio della Saiace da parte di privati, ma non mi risulta che esponenti dell'amministrazione n&#233; del sindacato abbiano fatto mosse eclatanti come nel caso di Italcementi: l'amministrazione era praticamente la stessa ed i posti di lavoro e l'indotto altrettanto importanti, tanto che il brand dei prodotti era rappresentativo del territorio a livello internazionale. Non c'erano i trasportatori, che in questo momento sentono molto questa crisi incombere sulle loro teste e forse sono proprio loro a subire i maggiori disagi. Caro Stefano non devi porti delle domande alle quali tu come amministratore (in minuscolo) dovresti dare risposte certe e concrete con i tuoi compagni di ventura. Non appartenere anche tu alla classe dirigente che dice sempre agli elettori che ha ereditato una situazione disastrosa dalla quale non pu&#242; fornire certezze. Finiamola per favore, perch&#233; i cittadini ancor prima di essere elettori hanno bisogno di rispetto e di progetti forti scaturiti da professionisti capaci e non da politicanti dell'ultima ora. Caro Stefano, ti poni il quesito se quello che fa realmente paura sia l'espressione usata per attuare una nuova struttura o sulla tipologia di produzione all'interno od ai confini del Parco Colli. Mio caro, forse hai anche centrato uno dei problemi: i cittadini hanno gi&#224; tanto dato e sono stanchi di vivere in un'area ad alto tasso di inquinamento, dove si spaccia per benessere il mantenimento di alcuni posti di lavoro (indicateci quanti sono, quali ruoli svolgono, quante persone in prepensionamento), dove in effetti la redditivit&#224; non &#232; mai stata spalmata nel territorio n&#233; ieri, n&#233; oggi e n&#233; mai lo sar&#224;. Cementifici, discariche, inceneritori e quanto altro non sappiamo. Caro Stefano, non &#232; certo guardando alle progettualit&#224; del passato che risolverai i problemi del presente e che metterai sul tavolo soluzioni per il futuro. Ci preoccupiamo di fare quello che fanno gli ultimi della classe: costruire, costruire e costruire ed anche male. Il consumo medio di cemento in Italia &#232; doppio di quello europeo e nel Veneto &#232; quasi tre volte tanto. O siamo bravi noi o sono stupidi i tedeschi, gli inglesi, i francesi e tutti gli altri, Tu, caro Stefano, che dici? Caro Stefano, il futuro del territorio (finiamola di parlare solo di Monselice), &#232; legato alla capacit&#224; degli Amministratori di preparare un piano a lungo termine condiviso da tutti per il bene di tutti e non la solita melina politica riservata a pochi ed incomprensibile a molti, sono finiti i tempi della politica becera e se i nostri attuali amministratori non lo sanno fare, significa che i cittadini cercheranno di porre delle condizioni per la difesa del territorio, della dignit&#224; dei Cittadini e dei posti di lavoro di chi in questo momento viene strumentalizzato per ordire solo interessi di pochi. Caro Stefano, finisco dicendoti che anch'io nella mia vita ho fatto degli sbagli, tra i pi&#249; recenti, averti chiesto se volevi candidarti quale sindaco ed aver votato l'attuale sindaco. Che errore!&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; IL MATTINO DI PADOVA 08-07-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Gli investimenti o la fuga? Il caso dell Italcementi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Stefano Peraro - consigliere regionale Udc&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oggi, in un momento di forte crisi, una qualsiasi azienda che decidesse di investire nel territorio 150 milioni di euro presentando un progetto di ristrutturazione ed ammodernamento tecnologico del proprio stabilimento con riduzione del cinquanta per cento delle emissioni in atmosfera e con l'incremento dei posti di lavoro, verrebbe accolta con favore dall'opinione pubblica e dalle forze politiche. Fai, Komatsu e Saiace, hanno scelto di non investire pi&#249; qui, generando disoccupazione nonch&#233; enormi problemi economici e sociali. Lo stesso stava per succedere per l'Abb, se non si fosse trovato un sito idoneo; oggi si afferma che forse per Conselve sarebbe stato meglio realizzare il famoso outlet. Se invece l'azienda che decide di investire nel territorio si chiama Italcementi ed il progetto di ristrutturazione e ammodernamento prende il nome di &#171;revamping&#187;, allora si salvi chi pu&#242;. Io mi lamento perch&#233;, solo adesso, quasi obbligata, Italcementi ha presentato questo progetto per la riduzione dell'inquinamento, mentre gli altri cementifici gi&#224; da tempo hanno ammodernato i loro impianti. Mi chiedo allora: il vero problema &#232; il progetto revamping di Italcementi? Oppure la presenza dei cementifici all'interno dei confini del Parco Colli? E ancora, esisterebbero tutti questi problemi se i cementifici fossero nella zona industriale? Nel dibattito che ne &#232; scaturito ed in attesa dei pareri di Parco Colli, Provincia e Sopraintendenza, tutti hanno evocato il ruolo della politica e la capacit&#224; della stessa di fare delle scelte. S&#236;, forse l'Amministrazione Comunale di Monselice ha sbagliato a non coinvolgere sul progetto fin dall'inizio i comuni confinanti o le forze politiche. Quanto al Parco Colli, io vorrei che chiedessimo ai cittadini di Monselice se ha senso oppure no la presenza di Monselice dentro il Parco, come per Este o per Abano Terme, comuni che hanno solo una limitata porzione di territorio dentro il confine del parco e non possono pertanto avere le stesse problematiche di comuni che hanno l'intero territorio comunale all'interno del confine del parco. Quando nel passato si &#232; deciso di chiudere le cave, allora si dovevano chiudere anche i cementifici o si doveva prevederne la loro esclusione dai confini del Parco. S&#236;, proprio le cave, per anni abbiamo pensato al loro possibile riutilizzo e pochi sanno che l'ammistrazione comunale di Monselice negli anni Ottanta present&#242; un progetto per la realizzazione di una discarica di rifiuti pericolosi e deposito di fanghi di lavorazione proprio in una delle nostre cave. Il futuro di Monselice orientato alla produzione manifatturiera ed ai servizi &#232; stato deciso negli anni Settanta quando &#232; partita la prima zona industriale, quando si sono costruite le pi&#249; importanti vie di comunicazioni e quando nel 1998 si sono approvati ulteriori seicentomila metri di nuova zona industriale. Ora vogliamo una citt&#224; solo turistica? Forse abbiamo sbagliato pianificazione! La vera curiosit&#224; sta nel fatto che al governo della citt&#224; negli anni si sono alternati tutte le forze politiche al centro del dibattito: chi &#232; contrario oggi era amministratore ieri e viceversa. Ora, io non vorrei che l'occupazione diventasse il pretesto o il ricatto per risolvere il problema, ma oggi pi&#249; che mai una persona che non ha lavoro, non pu&#242; realizzarsi, va in crisi e pu&#242; entrare in derive pericolose. La politica pu&#242; produrre delle alternative? S&#236;. Non vuole pi&#249; le cementerie? Basta fare un segno nel piano regolatore e decretarne la morte, ma in assenza di una scelta credibile concertata con le propriet&#224; circa la riconversione delle aree, sarebbe una decisione politica miope, come fu fatto nel piano regolatore del 1998. C'&#232; un'alternativa industriale? Bene, allora si promuova un incontro con tutte le realt&#224; economiche con la Provincia con la Regione, il Governo i cementifici e le parti sociali per studiare l'insediamento nel Monselicense di una nuova realt&#224; imprenditoriale che assorba tutti i dipendenti ora impiegati nei cementifici. Ne abbiamo visti tanti casi simili in Italia, ora ne abbiamo bisogno anche noi!&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; IL MATTINO DI PADOVA - MARTED&#204;, 06 LUGLIO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;REVAMPING&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Qualche proposta su Monselice&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;SILVIA MAZZETTO / CARMEN SOLONI / FABIO GREGGIO / PER &#171;E NOI?&#187; / COMITATO DI CITTADINI&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p&gt;Padova e Monselice sono sorelle in un triste primato di inquinamento: secondo Legambiente (su dati Istat) Padova &#232; l'ottava citt&#224; pi&#249; inquinata d'Europa. Il dato &#232; stato reso noto nei giorni scorsi dall'Istat presentando i risultati dell'analisi sulla qualit&#224; dell'aria nelle citt&#224; europee nel periodo compreso tra il 2004 e il 2008. Complessivamente le citt&#224; prese in considerazione sono state 221. Padova risulta essere nona per quanto riguarda i giorni di superamento del limite di Pm10, 15. per i giorni di superamento del limite di legge relativo all'ozono e ottava rispetto alla media annuale del biossido di azoto&#187;. Quest'informazione consente di fare alcune valutazioni che il Comitato di cittadini &#171;E Noi?&#187; di Monselice desidera proporre per una riflessione. La questione &#232; quella del revamping del pi&#249; grosso stabilimento della Bassa padovana sostenuto da una grande multinazionale, appoggiato incondizionatamente da alcuni e osteggiato pesantemente da altri. Il nostro comitato, di recente costituzione, parte dall'analisi dei dati, disponibili a tutti, che cos&#236; si possono riassumere: nel comune di Padova risultano emesse (valutate da analisi Arpav), in un periodo di tempo compreso in quello considerato e cio&#232; negli anni 2004-2005, 150 tonnellate di PM10 (polveri sottili). Nello stesso periodo (anni 2004-2005) i tre cementifici, ubicati nel raggio di 5 km tra Este e Monselice, dichiarano (dati Ines) di aver rilasciato in atmosfera ben 160 tonnellate di PM10. 1) Risulta dai numeri che nell'area dei cementifici di Este-Monselice si respira un'aria pi&#249; inquinata di quella di Padova. Ne deriva che viviamo, pure noi, in uno dei posti peggiori d'Europa per l'inquinamento da PM10. I dati Ines (160 tonnellate di PM10) non tengono conto, tra l'altro, dell'inquinamento prodotto dal traffico veicolare correlato all'attivit&#224; dei 3 cementifici (ca. 3,7 milioni di tonnellate movimentate per anno, corrispondenti a ca. 150.000 camion). Quindi la situazione reale, nel territorio dei cementifici, &#232; ancora peggiore di quanto le cifre, gi&#224; preoccupanti, facciano apparire. 2) Considerando che le polveri sottili si distribuiscono notoriamente su un grande territorio, &#232; verosimile che parte dell'inquinamento di Padova sia dovuto ai 3 cementifici considerati. La conclusione ovvia che se ne pu&#242; trarre &#232; che la delocalizzazione del pi&#249; grosso cementificio (responsabile, secondo Arpav, del 65% dell'inquinamento totale dei 3 cementifici) porterebbe grandi miglioramenti sulla qualit&#224; dell'aria non solo a Monselice ma pure nei paesi limitrofi, compresa Padova. E' incomprensibile quindi la volont&#224; intransigente della multinazionale di investire 160 milioni di euro (corrispondenti a circa 210 milioni di euro nei 10 anni di ammortamento previsto) per ripristinare un cementificio vecchio di oltre 50 anni in un'area senza materie prime in un territorio gi&#224; pesantemente inquinato. In nessun posto al mondo si realizzano cementifici a 40- 50 km dalle cave. La scelta pi&#249; logica, sotto tutti i punti di vista, prevederebbe lo spostamento del cementificio laddove ci sono le materie prime (le marne) con un risparmio, in soli trasporti, di circa 100 milioni di euro in 10 anni. I 310 milioni di euro disponibili basterebbero gi&#224; da soli a dimostrare la convenienza dello spostamento, anche senza considerare il possibile recupero di almeno 50 milioni di euro dai circa 650.000 metri quadrati resi possibili dalla vendita dell'area dismessa, situata in una zona incantevole circondata dai Colli e prospicente il borgo di Arqu&#224; Petrarca. La multinazionale potrebbe realizzare un nuovo stabilimento, con le migliori tecnologie produttive e quindi meno inquinante, tra l'altro, in una localit&#224; poco popolata (Orgiano -Vi- zona cave). La garanzia dei posti di lavoro, in questo caso, sarebbe realmente certa, la produzione di cemento pure e l'area liberata potrebbe essere utilizzata con una strategia pi&#249; consona ad un territorio da tutelare (quello del Parco Colli Euganei, che per statuto non consente l'insediamento di una revamping come quello proposto) che ha bellezze, non solo paesaggistiche, da valorizzare anche in sinergia col turismo termale (pi&#249; di 3 milioni di presenze annue). La nostra proposta va nella direzione delle esigenze dei lavoratori, preoccupati del loro posto di lavoro, di quelle della popolazione sottoposta da decenni a pesantissimo inquinamento e anche di quelle della propriet&#224; del cementificio preoccupata di mantenere la presenza nel territorio e di ottenere una giusta remunerazione dall'area dismessa. Si vuole anche sottolineare che in queste ultime settimane per un investimento di circa 650 milioni di euro alla Fiat di Pomigliano giornali e televisioni dibattono continuamente la questione del posto di lavoro di almeno 5000 persone. Nel caso specifico del nuovo cementificio, possono essere in gioco fino a 360 milioni di euro, accettando di trasferirlo dove naturalmente dovrebbe sorgere. Purtroppo alcuni lavoratori, opportunamente sobillati, minacciano barricate o gesti estremi se non si accetta di realizzare il revamping solo a Monselice. Tutto per garantire, in apparenza, il posto di lavoro al massimo a qualche decina di persone in prossimit&#224; del loro cancello di casa. Questo comportamento &#232; quanto meno irrispettoso nei confronti delle, almeno altrettanto giuste rivendicazioni, di migliaia di persone residenti stanche dell'inquinamento elevatissimo e dimostrato che subiscono da decenni e che dovrebbero continuare a subire per altri decenni. Anche questo comportamento, lontano dal buon senso e dalla logica, lascia spazio a dubbi e sospetti su certe posizioni sindacali e di qualche politicante, di destra e di sinistra, alla ricerca di opportunit&#224; personali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;LUNGHI SCARICA LE SUE RESPONSABILITA' E RINNEGA IL MANDATO DEL CONSIGLIO COMUNALE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il 29 giugno sono state recapitate ai Consiglieri Comunali due delibere di giunta, la prima datata 20/04/10 che istituiva un tavolo di lavoro sul revamping, l'altra del 15/06/10 che la revocava.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Praticamente nello stesso momento, siamo venuti a conoscenza del testo di una delibera mai vista e la revoca contestuale. Dire che la colpa &#232; dei Consiglieri di minoranza, dimostra la malafede e lo stato confusionale in cui versa la Giunta ed in particolare il Sindaco. Per altro il Sindaco si attribuisce la paternit&#224; di una proposta che invece era contenuta nella nostra interpellanza del 15 aprile 2010 dove si chiedeva: &#8220;la costituzione di un tavolo permanente al quale partecipino i rappresentanti istituzionali, le rappresentanze dei lavoratori, dei cittadini e delle categorie economiche, al fine di analizzare comunemente i contenuti del progetto, le possibili ricadute sul territorio e la ricerca di soluzioni condivise&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Tavolo di lavoro non &#232; mai partito perch&#233; il Sindaco lo voleva piegare ad un percorso funzionale al Revamping, mentre la posizione prevalente emersa dal Consiglio Comunale era quella di studiare le possibili alternative alla ristrutturazione del cementificio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quando Lunghi &#232; andato in minoranza, ha fatto come i bambini viziati, quelli che vogliono sempre comandare. Alle prime contestazioni, si &#232; portato a casa il pallone e ha deciso che non si pu&#242; pi&#249; giocare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lunghi deve ricordare che siamo consiglieri comunali che rappresentano il 45% dell'elettorato. Non siamo come le persone di cui si circonda, per convenienza sempre disponibili a subire i suoi capricci: noi portiamo avanti le nostre idee con determinazione, rispettando il compito istituzionale che c'&#232; stato assegnato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dobbiamo notare che questa filosofia non appartiene al nostro Sindaco, visto che, pur consapevole del mandato ricevuto dal Consiglio Comunale sul tema del revamping, continua in ogni sede ad esternare la sua opinione personale: questo &#232; successo in sedute istituzionali, nella pubblicit&#224; istituzionale e nei numerosi interventi di stampa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma in questi giorni sta passando il segno, ed ecco la dichiarazione apparsa su un quotidiano di Vicenza il 30 Giugno scorso a proposito della cava di Orgiano dalla quale dipende il futuro del Revamping di Italcementi: &#171;Alla cava sono legati i 150 dipendenti del cementificio - spiega il sindaco di Monselice Francesco Lunghi - Italcementi ha poi il progetto da 150 milioni di euro per abbattere l'inquinamento del cementificio, vale a dire per almeno due anni altri 200 posti di lavoro e commesse alle imprese locali. Desidero perci&#242; dire a Orgiano che se serve qualche garanzia in pi&#249; o altre forme di compensazione per i disagi che sopporta. Italcementi, che investe cos&#236; tanto, sar&#224; la prima interessata a fornirle&#187;. &#171;Consiglio di dialogare - continua il sindaco di Monselice - perch&#233; l'azienda &#232; un interlocutore attento e, coi tempi che corrono, bisogna anche pensare alle centinaia di migliaia di euro che ogni anno entrano nelle casse comunali come benefit&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dopo averci nascosto per mesi le lettere e gli accordi in corso con Giampietro Pesenti, ora invece di rappresentare il suo Consiglio Comunale, assume iniziative che non stanno bene in bocca ad un Sindaco, ma se permettete, ad un Amministratore Delegato aggiunto di un'azienda privata con forti interessi nell'operazione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ora il dott. Lunghi deve decidere cosa vuol fare da grande: il Sindaco di tutti o l'operatore di grandi aziende&#8230;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Francesco Miazzi e Rino Biscaro - capigruppo consiliari (Nuova Monselice e PD)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; IL MATTINO DI PADOVA VENERD&#204;, 02 LUGLIO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Commissione scomparsa&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. &#171;Il tavolo comunale sul revamping &#232; saltato perch&#233; l'opposizione non l'ha voluto&#187;. Il sindaco Lunghi interviene cos&#236; per precisare la &#171;vicissitudine&#187; amministrativa che ha visto come protagonista il tavolo di discussione sul revamping, istituito con una delibera di giunta, mai decollato. &#171;Era stata una mia proposta, annunciata in consiglio comunale&#187;, ricostruisce Lunghi. &#171;Il tavolo doveva essere presieduto dal sindaco, e composto da due consiglieri di maggioranza, un consigliere di minoranza, un rappresentante del comitato Lasciateci Respirare, uno delle Rsu Italcementi, uno delle categorie produttive. Ma l'opposizione, Miazzi e Biscaro, si sono rifiutati, perch&#233; volevano che la discussione avvenisse in consiglio. Per questo il tavolo non &#232; mai partito: si sono rifiutati di darmi i nomi&#187;. (f.s.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;LA LETTERA - &lt;strong&gt;ITALCEMENTI VADA NELLA CAVA DI ORGIANO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;LETTERA FIRMATA&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gentile direttore,
risiedo a Monselice e ho sentito il desiderio, quasi la necessit&#224;, di scrivere questa lettera perch&#233; attorno al problema del revamping si continua a girare ad alta quota privilegiando alcune opinioni e i cittadini comuni non possono ottenere la stessa visibilit&#224; per esprimere il loro pensiero. Molte persone condividono queste idee ma si sentono abbandonate, scoraggiate, impotenti e fatalisticamente preferiscono non pensare troppo anche a questo problema. Non sono alla ricerca di visibilit&#224; e perci&#242; le chiederei si riportare questo mio intervento come &#171;lettera firmata&#187;; perch&#233; penso che le idee, specialmente se condivise, siano molto pi&#249; importanti delle singole persone. Tra l'altro la Provincia di Padova, proprio in questi giorni ha deciso all'unanimit&#224; la necessit&#224; di un ulteriore approfondimento della questione a dimostrazione del fatto che le certezze granitiche sulla validit&#224; del revamping cominciano a scricchiolare. Insomma, proviamo a vedere anche qualche proposta, dopo le polemiche. Sono una cittadina nata a Monselice, qui ritornata per ragioni familiari. Sono stata un'insegnante di matematica e scienze, ne ho ricavato molte soddisfazioni: spero di aver trasferito ai miei studenti la capacit&#224; di analizzare le situazioni in modo costruttivamente critico e di individuare le soluzioni pi&#249; convenienti per tutti, di porsi tante domande prima di scegliere con la loro testa e, perch&#233; no, anche col loro cuore. Questo stesso criterio &#232; quello che mi anima, mi piace ascoltare e valorizzare opinioni diverse, che comunque rispetto senza preconcetti e con il coraggio anche di cambiare. Se a tutto ci&#242; si aggiunge il fatto che amo il posto in cui sono tornata, ne consegue che ho seguito con attenzione tutte le opinioni espresse, anche con enfasi, riguardanti il tema importante per il futuro di tutto questo territorio. Revamping Italcementi: 160 milioni di euro per trasformare un impianto vecchio in uno meno inquinante che produrr&#224; di meno ma immetter&#224; nel mercato cemento prodotto con costi inferiori, diminuendo l'emissione solo di alcuni inquinanti. Da buona casalinga, da sempre interessata al bilancio e benessere familiare, mi sono fatta molte domande e mi sono impegnata a cercare le risposte. E' un investimento enorme (per capire la proporzione basti considerare che la Fiat di Pomigliano ne investir&#224; 4 volte tanto per salvaguardare il posto di 5000 lavoratori e il fatto &#232; di grande rilievo non solo mediatico). Non ci sono pi&#249; cave nei dintorni, perch&#233; dunque la multinazionale si ostina a voler costruire qui uno stabilimento praticamente nuovo? Viene spontaneo chiedersi cosa nasconda la perversa volont&#224; di far girare centinaia e centinaia di camion ogni giorno per trasportare pietre? Negli Usa, dove l'azienda ha fatto e pubblicizzato un altro revamping, la scelta del luogo &#232; logicamente diversa! In tutto il mondo, da quanto mi &#232; dato conoscere, e ho cercato di documentarmi, nessuno investe una cifra tale a 40-50 km dalle cave di marne (materia prima indispensabile). E allora perch&#233; non costruire davvero un nuovo stabilimento con tutti gli accorgimenti tecnologici che veramente consentano di ridurre drasticamente l'inquinamento laddove ci sono le materie prime necessarie, salvaguardando, in questo modo, davvero anche l'occupazione. E' pi&#249; comodo servire i potenti e alcuni piccoli interessi locali e non il bene comune? Ha senso non ammettere che un'area cos&#236; pregevole e gi&#224; fornita di strade ed infrastrutture pu&#242; essere pi&#249; validamente utilizzata per scopi pi&#249; consoni, ad esempio la costruzione del nuovo ospedale la cui ubicazione (al di l&#224; della dubbia utilit&#224; dello stesso) spreca nuovo territorio e trova tanti ostacoli anche logistici? Perch&#233; tanta miopia e ritorno ad un passato che non ha pi&#249; ragione di esistere, con la sola patetica scusa della salvaguardia pi&#249; o meno legittima di pochi posti di lavoro sottocasa? E' urgente fare uno sforzo per innovarsi, dare a questo territorio il futuro che merita, liberarlo da questo asservimento a industrie che, anche se rinnovate, rimangono altamente insalubri e rappresentano il passato. Questo territorio ha gi&#224; dato molto e comunque continua a mantenere in ambito urbano due stabilimenti per la produzione del cemento. La scelta di conservare per i prossimi venti, trenta anni anche il terzo &#232; talmente assurda che potrebbe essere motivata solo dalla masochistica volont&#224; di mantenere il poco invidiabile primato di area nella quale i residenti sopportano la maggior concentrazione di cementifici d'Europa (ed &#232; meglio, per non disperarsi, non considerare che attualmente i cementifici stanno alla chetichella, rassicurando la popolazione, trasformandosi qualcos'altro, pi&#249; redditizio, considerato l'affare del secolo). Bisogna non solo tutelare razionalmente i posti di lavoro ma crearne di nuovi, non costringere ad emigrare la migliore giovent&#249;. Perch&#233;, ad esempio, non utilizzare le cave dismesse e inutilizzate all'interno del parco colli per creare parchi di produzione di energia fotovoltaica e similari, considerando, tra l'altro, che, in Italia, i due terzi delle aziende di fotovoltaico sono padovane (cito un articolo che lo letto sulla Difesa del Popolo: inserto economia del 27 giugno 2010). Probabilmente sommando queste tre proposte: nuovo stabilimento ma ad Orgiano (Vi) dove ci sono le cave, trasferimento dell'ospedale nell'area ex cementificio e valorizzazione delle cave dei Colli Euganei dismesse per la realizzazione di parchi ad energia solare si potrebbe mettere in moto un investimento dell'ordine di grandezza di quello di Pomigliano e pensare con lungimiranza al futuro del nostro territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;LE ASSOCIAZIONI - &lt;strong&gt;C'&#200; BISOGNO DI UNO SVILUPPO RISPETTOSO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;ASSOCIAZIONI / IL COLIBR&#204; DI MONSELICE / LA BILANCIA DI ESTE / MILLESOLI DI CONSELVE / E L'ARCOBALENO DI SOLESINO&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Noi volontari delle botteghe di commercio equo e solidale vogliamo condividere alcune riflessioni sui progetti che coinvolgono il territorio di Monselice. Coltiviamo un sogno dagli ideali forti (uguaglianza, libert&#224;, solidariet&#224;, rispetto della dignit&#224; umana), che cerchiamo di perseguire con un nuovo modello di sviluppo fondato su commercio equo, consumo critico, sostenibilit&#224; e sobriet&#224; degli stili di vita. La carta dei principi cui aderiamo ci impegna a sostenere la salvaguardia dell'ambiente in quanto diritto umano alla salute, preoccupati del benessere delle generazioni future. Il Commercio equo si propone di favorire nel Mondo realt&#224; produttive rispettose della salute di lavoratori, terra, aria e acqua. E nel nostro territorio? Anche qui lavoriamo per raggiungere questo obiettivo. Per questo sollecitiamo tutti i cittadini, gli amministratori e l'Italcementi stessa a riflettere a lungo sul revamping. Una riflessione che non si limiti alla scelta radicale tra ambiente e lavoro, ma che vada oltre questi due valori per nulla antitetici, ponendosi da una prospettiva diversa: quale societ&#224; vogliamo? quale ruolo vi ricoprir&#224; il cemento? come possiamo costruire nel nostro territorio un futuro davvero rispettoso della salute, della solidariet&#224; e della dignit&#224; dell'uomo? Italcementi con il revamping continuer&#224; a produrre, seppur ridotto, inquinamento dell'aria per ben altri 25 anni. Crediamo che un futuro migliore per tutti passi attraverso una scelta diversa:la riduzione e dismissione a breve degli impianti ad alto impatto ambientale, una diversa politica abitativa, uno sviluppo del territorio in controtendenza rispetto al modello della cementificazione sproporzionata. E' fondamentale che all'impegno di ciascuno per stili di vita pi&#249; sobri si affianchino scelte coraggiose e lungimiranti di chi &#232; stato eletto: politiche virtuose, ad esempio, che indirizzino verso l'abitazione delle case sfitte senza costruirne di nuove, l'utilizzo dei capannoni vuoti delle zone industriali, l'incentivazione dei mezzi pubblici e non la costruzione di nuove strade e viadotti come soluzione al traffico. Dunque l'amministrazione comunale deve ricercare opportunit&#224; produttive e lavorative da insediare in zone gi&#224; predisposte con l'obiettivo prioritario di non consumare ancora beni comuni quali l'aria, l'acqua e la terra. Siamo per un ambiente vivo e per il benessere delle persone che esso ospita e crediamo che i mezzi per realizzare il benessere collettivo esistano: solidariet&#224; con la nostra terra, con il diritto alla salute e con il diritto al lavoro per tutti i cittadini che nel territorio e del territorio vivono.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;LA REPLICA/1 - &lt;strong&gt;VORREMMO TUTTI ABITARE IN CAMPAGNA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;BAONE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gentile signor Bepi Contin
rispondo al suo intervento in replica a una mia presa di posizione. Premetto che la mia non era una sfida a nessuno, ma un insieme di problematiche, amministrativamente risolvibili. Intendevo dire che ci si concentra attorno ad un problema attuale (revamping) per giustificarne molti altri che potevano essere gi&#224; risolti. Le faccio un esempio relativo ai mezzi pesanti: se fossero costruite le apposite infrastrutture locali, non avrebbero pi&#249; creato alcun fastidio, perch&#233; si sa benissimo che la maggior parte dei Tir moderni inquina pochissimo. Ma vengo alla sua lettera che in linea di massima posso anche condividere. Si sa che a volte la realt&#224; &#232; diversa o addirittura si scontra con ci&#242; che si vuole o si vorrebbe. Lo so che sarebbe bello vivere tranquilli in campagna o nei colli all'aria sana, ma credo che anche per il futuro rimarr&#224; un sogno. Non sono d'accordo con lei quando afferma che un imprenditore &#232; tale se prevede, rischia ed innova, senza distinguere in che settore si opera. Ci sono molte attivit&#224; come la mia che si possono definire univoche perch&#233; non hanno alcun altro settore collaterale dove poter sfruttare fantasia, creativit&#224;, ecc. e che purtroppo necessitano in ogni caso di una committenza. Senza presunzione le confermo che cerco sempre di guardare una spanna davanti al naso. Un altro punto sul quale non sono d'accordo &#232; quello in cui afferma che queste attivit&#224; distruggono i colli. Le assicuro che se vedesse il progetto di escavo a Orgiano si ricrederebbe: se rispettato riconsegner&#224; una parte di territorio meritevole di considerazione. Un'ultima cosa, e qui almeno spero sia d'accordo con me, riguardo a certi politici. Quando cercano la carica di amministratori dovrebbero considerare che certi problemi, anche in loco, devono essere risolti con le loro capacit&#224; e non con egoismo e opportunismo, cercando di spostare il problema nell'orticello dell'altro, mi sembra che anche questo ultimamente si stia cercando di fare. Confesso che sono scettico e pessimista per il futuro. Ci&#242; nonostante &#232; giusto pensare ad alternative, per salvaguardare settori come agricoltura e turismo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Paolo Lorenzin&lt;/p&gt; &lt;p&gt;LA REPLICA/2 - &lt;strong&gt;GLI INSULTI DI CHI NON HA PI&#217; ARGOMENTI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come avevo gi&#224; anticipato nella prima delle due lettere che ho scritto al &#171;mattino di Padova&#187;, mi tocca costatare che lo stile e il tono di chi sostiene la ristrutturazione dell'Italcementi &#232;, al solito, violento e arrogante, incapace di ascoltare, di leggere e di comprendere. Al compagno Zanovello chiederei di segnalare nella mia ultima lettera una sola delle affermazioni che mi attribuisce. Ho troppo rispetto per le persone e per i lavoratori per definire qualcuno sfigato o sminuire l'intelligenza di chi compie un lavoro manuale. Raccontare falsit&#224; su quello che gli altri scrivono &#232; un modo per crearsi un falso nemico, contro cui sfogare le proprie frustrazioni. Il compagno Zanovello dice che non sa quale professione faccio e che qualifiche io abbia, ma poi si smentisce un tantino, definendomi un impiegato pubblico, che sarebbe pagato dal reddito prodotto da lui, personalmente! Ma non cerco lo scontro: non mi abbasso al livello delle aggressioni personali, come ha fatto Zanovello! Nel merito, il compagno Zanovello non fa che darmi ragione: con mia grandissima soddisfazione le sue figliole sono laureate in scienze della formazione primaria o frequentano brillantemente l'universit&#224;. E' chiarissimo che, per loro, Zanovello non immagina, tra venticinque anni, un lavoro in cementeria, ma magari le vede, giustamente, formatrici, insegnanti, ricercatrici, dirigenti! La lungimiranza e la generosit&#224; di un genitore non dovrebbe fermarsi a garantire l'universit&#224; ai figli, ma provare a preparare le occasioni di lavoro che meritano e sperano. Se nel cementificio vi sono laureati e diplomati, che svolgono mansioni non adeguate alla loro qualifica, come dice Zanovello, allora &#232; evidente che anche lui la pensa come me. La cultura della nostra forza lavoro e, soprattutto, la qualificazione dei nostri figli, &#232; pi&#249; elevata rispetto a quanto richiesto da questo sistema industriale, che il compagno Zanovello vuole perpetuare. Quanto al Pil (prodotto interno lordo) misura la ricchezza prodotta, ma non il livello di benessere delle persone, cosa ben diversa, come gi&#224; riconosceva Kennedy, cinquant'anni fa. Inoltre, purtroppo per il compagno Zanovello, nei paesi avanzati, la maggior parte del Pil non &#232; prodotto dall'industria, ma dai servizi, soprattutto quelli pi&#249; qualificati. La conosciamo bene la storiella che l'idraulico sarebbe capacissimo di fare il carpentiere, il postino sa dire perfettamente cosa dovrebbe fare il commercialista, e, certamente, chiunque pu&#242; sostenere che un insegnante, o qualsiasi altro pubblico dipendente, non fa nulla di utile. Di questa retorica da osteria ne abbiamo le tasche piene! Ci si confronti sul fatto che facciamo studiare i nostri figli perch&#233; speriamo per loro un futuro migliore: &#232; opportuno che usiamo le nostre energie e le nostre risorse per dare loro altre opportunit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Francesco Bussi (Consigliere comunale di Monselice insegnante 30 anni di tessera Cgil)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il corriere del veneto - 01/07/10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;IL BASSO VENETO SEDE PER IMPIANTI INQUINANTI: LA NECESSIT&#192; DI UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Consiglio provinciale di Padova ha approvato all'unanimit&#224; la proposta di nominare un esperto per decidere l'approvazione del controverso ampliamento del cementificio Italcementi di Monselice. I cittadini di tutto il Basso Veneto sono da tempo mobilitati a difesa della salute e per una nuova economia locale, moderna e sicura. Alcuni imprenditori hanno investito in attivit&#224; protette dal Parco Colli in quanto coerenti con le vocazioni territoriali solennemente dichiarate. Invece, succede che il Basso Veneto venga ancora considerato il luogo eletto per collocare tutte le attivit&#224; pericolose e inquinanti. Per anni la popolazione ha accettato cementifici, discariche e tumori in cambio di lavoro rischioso e dequalificato. Si trattava di aree povere che tra il '50 e il '90 hanno perduto fino alla met&#224; della popolazione. Oggi cittadini, lavoratori e imprenditori, aspirano a un modello di sviluppo moderno e competitivo che garantisca una vita migliore e pi&#249; lunga per s&#233; e per i figli.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il problema della localizzazione di impianti pericolosi &#232; esclusivamente politico e riguarda la strategia dello sviluppo e le preferenze dei cittadini. Imprese estranee al territorio intendono ancora il Veneto come una colonia da sfruttare. Per promuovere i propri interessi, operano come le multinazionali nel Terzo Mondo: cercano appoggio tra i dirigenti locali e tra le categorie lavorative e imprenditoriali pi&#249; protette e restie al cambiamento. C'&#232; una differenza di risorse disponibili tra coloro che si battono per il cambiamento e la modernizzazione e chi invece spende migliaia di euro propagandare la conservazione. Solo con la politica e con una corretta informazione si pu&#242; sperare in uno sviluppo alternativo e in una equa circolazione delle informazioni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per questo i cittadini, che hanno gi&#224; sfiduciato il Sindaco attraverso i loro rappresentanti in Consiglio, sono consci che l'esperto della Provincia sar&#224; un cavallo di Troia. Domandiamoci: &#232; verosimile che l'esperto nominato sia un ambientalista o un epidemiologo anzich&#233; un ingegnere? Sar&#224; certamente un ingegnere che vorr&#224; fare un depuratore migliore, pi&#249; sicuro. Ma sa fare solo quello e non sa immaginare altro! Soprattutto, l'esperto sar&#224; lautamente pagato: come potrebbero i cittadini pagare un altro esperto di pari prestigio per eventualmente contestarlo? Per non dire che l'esperto, operando nel settore, non &#232; interessato a inimicarsi chi in futuro potrebbe avvalersi della sua competenza.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La questione degli impianti a rischio va sottratta al monopolio dei tecnici e riportata nel suo naturale ambito politico. Si deve ragionare con le parti sociali in termini: (1) di modello di sviluppo e di occupazione per il futuro; (2) di qualit&#224; della vita e di rischi per la salute; (3) di tutela del paesaggio, cio&#232; della nostra casa e del nostro territorio che deve produrre beni adatti ai tempi e alle persone che oggi vi risiedono. Perch&#233; si rifiuta un tavolo di concertazione e ci si vuole affidare a un tecnico? Se davvero la multinazionale del cemento e i suoi sostenitori vogliono il bene dei lavoratori, pensino a diversificare gli investimenti! Appelliamoci anche all'articolo 41 della Costituzione: la propriet&#224; privata &#232; libera, ma ha una funzione sociale! Che oggi non si limita all'occupazione, ma include la salute e la tutela dell'ambiente: in altre parole vero sviluppo e non una crescita e un profitto, cercato peraltro in un settore nel quale siamo perdenti rispetto ai paesi emergenti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;CORRADO POLI&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; IL GIORNALE DI VICENZA - Mercoled&#236; 30 Giugno&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;ORGIANO.Occupati oltre 150 dipendenti&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cava Italcementi. &#171;Chiedete altre compensazioni&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Interviene il sindaco di Monselice dove ha sede la ditta escavatrice&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se la commissione Via regionale non dovesse rinnovare la concessione a scavare nella cava di Orgiano, che scade nel 2012, Monselice teme una forte ricaduta occupazionale. Dalla cava ai piedi dei Berici, la pi&#249; grande del Triveneto, vengono infatti scavati i materiali lavorati nel cementificio del centro euganeo, e sia una che l'altro sono gestiti dall'Italcementi, societ&#224; che ha anche in ballo l'ammodernamento della cementeria, il revamping. L'iter della Via prevede il parere del Comune di Orgiano, che nello scorso consiglio ha rinviato la decisione, ma che per il futuro di Monselice pu&#242; diventare doppiamente decisivo. &#171;Alla cava sono legati i 150 dipendenti del cementificio - spiega il sindaco di Monselice Francesco Lunghi - Italcementi ha poi il progetto da 150 milioni di euro per abbattere l'inquinamento del cementificio, vale a dire per alm! eno due anni altri 200 posti di lavoro e commesse alle imprese locali. Desidero perci&#242; dire a Orgiano che se serve qualche garanzia in pi&#249; o altre forme di compensazione per i disagi che sopporta. Italcementi, che investe cos&#236; tanto, sar&#224; la prima interessata a fornirle&#187;. &#171;Consiglio di dialogare - continua il sindaco di Monselice - perch&#233; l'azienda &#232; un interlocutore attento e, coi tempi che corrono, bisogna anche pensare alle centinaia di migliaia di euro che ogni anno entrano nelle casse comunali come benefit&#187;. M.G.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova 29-06-10,&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;strong&gt;QUI ALL ITALCEMENTI NON SIAMO UN GRUPPO DI IGNORANTI
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Maurizio Zanovello&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gentile direttore, da qualche giorno non c'era all'interno del giornale il consueto paginone sul revamping Italcementi, e dobbiamo dire che un po' ci mancava. Finalmente mercoled&#236; della scorsa settimana &#232; riapparso e noi tutti ad acquistare il nostro quotidiano preferito, curiosi di leggere cosa si diceva e quali soggetti avrebbero esposto le loro opinioni favorevoli o contrarie. Siamo rimasti un po' delusi dai soggetti, che regolarmente si propongono e delle cui opinioni siamo da tempo a conoscenza. Infatti, le idee di Bepi Contin e Francesco Miazzi non spiccavano per originalit&#224;, tanto che, gi&#224; lui stesso (Miazzi), definisce &#171;immutate&#187; le sue ragioni per essere contrari. Gli consiglieremmo di condire le sue esternazioni future con qualche metafora simpatica, qualche aneddoto, in modo da renderci un po' pi&#249; piacevole la lettura delle sue, per noi nefaste ragioni. Alla signora Emanuela Tinello, garantiamo che con il revamping le emissioni complessive diminuiranno di almeno il 50%, ma in particolar modo, le polveri a cui lei si riferisce, gi&#224; abbondantemente al di sotto dei limiti di legge, diminuiranno del 90% e non ci sembra uno sconto da sottovalutare. Ovviamente la lettera che pi&#249; ci ha colpiti, anzi a dire la verit&#224; indignati, &#232; quella del consigliere comunale di Monselice Bussi, al quale chiediamo qual &#232; il suo grado di istruzione e qualifica professionale visto che non l'ha menzionato. L'indelicatezza delle sue affermazioni, il suo modo vergognoso di qualificare l'occupazione del personaleItalcementi e di tutti i lavoratori che non sono avvocati, magistrati, commercianti, giornalisti ecc. ecc., ci offendono profondamente e siamo amareggiati che queste affermazioni siano fatte da un esponente del centrosinistra che dovrebbe difendere e valorizzare le professioni operaie. Forse il signor Bussi non ha ben presente che il prodotto interno lordo, quindi la ricchezza dalla nazione, &#232; il frutto per gran parte di chi lavora nelle fabbriche, nell'edilizia, il frutto di chi ogni giorno si fa il &#171;sedere&#187; per permettere allo Stato di pagare lo stipendio a lui e a tanti come lui, che forti del loro posto statale o della pensione si arrogano il diritto di dirci che noi dovremmo rinunciare al nostro posto di lavoro e accettare le loro (non si sa quali) alternative. Comunque, vogliamo informare il signor Bussi, che, a parte qualche laureato, non meno del 50% del personale Italcementi &#232; in possesso di diploma di scuola superiore, ancora il 30% ha un diploma professionale e solo il 20% della manodopera &#232; composta da sfigati poco qualificati come li definisce lui. Noi sostenitori del nuovo stabilimento, vogliamo tenerci per i prossimi anni la nostra struttura occupazionale altamente qualificata, che non comprende lavoratori precari con contratti a termine, che garantisce tutti i diritti contrattuali e nell'immediato, molto lavoro in appalto (altro che un po') nella meccanica, nell'elettronica nell'edilizia e scusate se &#232; poco. Per quanto mi riguarda, alle mie figlie e al loro futuro ci ho pensato eccome. Una si &#232; laureata in Scienze della formazione primaria con 110 e lode, l'altra &#232; al secondo anno di universit&#224; ed &#232; avviata agli stessi risultati della sorella. Per un povero sfigato dequalificato con licenza media inferiore non mi sembra un risultato di poco conto. Italcementi mi ha dato un lavoro e mi ha permesso di costruire per le mie figlie il futuro che loro si sono scelte; mi ha dato un lavoro, non vaghe e ipotetiche alternative. (Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, salute, ambiente di Italcementi)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova 27-06-10,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Revamping, giusto approfondire&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. E' positivo il commento del sindaco Francesco Lunghi alla delibera sul revamping Italcementi, votata l'altra sera, all'unanimit&#224;, dal consiglio provinciale. &#171;Mi sembra che vada nella direzione che ho sempre auspicato - ha commentato il primo cittadino di Monselice -. Innanzitutto dobbiamo verificare se sono veri i dati forniti dall'azienda e se effettivamente il revamping consente un abbattimento delle emissioni. Quindi prendere un valido tecnico super partes, che certifichi se questo progetto &#232; davvero migliorativo, &#232; la scelta migliore. L'avrei fatto io, ma costa e come Comune non ce lo possiamo permettere. Giusto invece che lo nomini la Provincia, che ha l'onere di autorizzare il progetto&#187;. Senz'altro necessario, anche se non strettamente legato al revamping, &#232; per il sindaco anche la concertazione con i colleghi primi cittadini del territorio. &#171;Solo l'altro giorno ho avuto cinque persone in ufficio per chiedermi lavoro. L'emergenza &#232; seria e la situazione sta diventando insostenibile - lamenta Lunghi -. Mi preoccupano anche le stime secondo cui usciremo dalla crisi con un aumento della disoccupazione. Il tavolo di lavoro &#232; fondamentale per tutte le emergenze, dalla Komatsu al distretto del legno, per trovare soluzioni occupazionali&#187;. E conclude: &#171;Mi auguro che il territorio non perda un investimento da 150 milioni&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova VENERD&#204;, 25 GIUGNO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;N&#233; s&#236; n&#233; no al progetto&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il documento approvato ieri sera non prende ancora una posizione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(FRANCESCA SEGATO)&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. La Commissione Ambiente per arrivare al documento ha effettuato una serie di consultazioni fra le varie parti in causa. Dall'azienda, alla presidente del Parco Colli Chiara Matteazzi, ai sindaci dell'area dei cementifici, ai sindacati. All'attenzione dei consiglieri provinciali si &#232; imposta la riduzione delle emissioni inquinanti che il revamping, secondo quanto dichiarato dall'azienda, consentirebbe. Ma anche il serrato dibattito acceso dalla proposta. &#171;L'argomento suscita un grande interesse presso l'opinione pubblica locale - sottolineano i membri della Commissione Ambiente - da sempre particolarmente sensibile alle problematiche legate alla presenza di tre cementifici, ubicati in una zona delicatissima per le caratteristiche dell'area all'interno del Parco Colli Euganei, vicino a zone di particolare pregio turistico come Arqu&#224; Petrarca, Este e la stessa Monselice&#187;. Altra novit&#224; &#232; la richiesta di &#171;un impegno formale, ufficiale e vincolante da parte di Italcementi, relativo al non utilizzo di Cdr nei processi produttivi del cementificio di Monselice&#187;. Da queste premesse seguono tre richieste alla Giunta provinciale. La prima &#232; di &#171;valutare ogni possibile iniziativa volta a tutelare il territorio, coinvolgendo l'Ente Parco Colli Euganei e i Comuni dell'area, al fine di vagliare proposte e prospettive di sviluppo alternative, attivando un Tavolo permanente presso la Provincia sul futuro dei cementifici della Bassa Padovana&#187;. Un impegno che va nel senso richiesto dai 27 sindaci (28 con il Comune di Monselice), ma senza contemplare la sospensione del revamping. La seconda &#232; di un incarico a un tecnico esterno per valutare il revamping, &#171;con il compito di esaminare ogni aspetto dell'impianto, anche indicando eventuali alternative di progetto&#187;. Uno studio che dovr&#224; essere completato entro settembre e presentato alla Commissione Ambiente. Infine, si chiede di &#171;interessare la Sovrintendenza per l'espressione di un parere esplicito sull'argomento&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Chiesti ulteriori approfondimenti&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Voto all'unanimit&#224; del Consiglio provinciale sul lavoro della commissione&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Attivato il Tavolo permanente sul futuro dei cementifici&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;di Simone Varroto PADOVA. Passa all'unanimit&#224;, con 34 s&#236; su altrettanti votanti, la mozione del Consiglio provinciale sul revamping dell'impianto dell'Italcementi di Monselice. L'argomento, discusso in quattro sedute delle commissioni V (Ambiente) e III (Lavoro) della Provincia, in cui sono stati coinvolti i Comuni del Tavolo tecnico zonale, l'Ente Parco Colli, dirigenti e progettisti della ditta e le rappresentanze sindacali dei lavoratori, ha comunque suscitato una lunga discussione con distinguo e pareri contrastanti da parte di diversi consiglieri, sia in seno alla maggioranza che all'opposizione. La decisione della Provincia non entra nel merito del progetto. Oltre ad attivare un tavolo tecnico permanente sul futuro dei cementifici della Bassa, e a chiedere il parere della Sovrintendenza per i Beni paesaggistici, il voto di ieri sera d&#224; mandato alla giunta d'incaricare un tecnico che dovr&#224; completare il suo studio entro settembre, prima del rilascio dell'Autorizzazione integrata ambientale. Una soluzione, condivisa da tutti i gruppi consiliari, che per il presidente della V commissione, il leghista Giulio Centenaro, fornisce la garanzia di poter vagliare ogni possibile alternativa - meno impattante - rispetto al progetto presentato dall'Italcementi. Antonio Albuzio (Italia dei valori) ha proposto d'integrare la mozione chiedendo un parere della Commissione provinciale per i vincoli paesaggistici. Emendamento bocciato per non snaturare un testo condiviso, ma l'assessore Mauro Fecchio la convocher&#224; ugualmente. Fecchio ha poi spiegato che l'Aia non mette in secondo piano la Via, ma d&#224; un ulteriore approfondimento sul progetto. Per Domenico Menorello (Partito della libert&#224;), invece, &#171;risultano poco chiare la ragione e le tempistiche del progetto, dal punto di vista giuridico e occupazionale&#187;. Boris Sartori (Partito democratico), dopo aver sottolineato l'importanza di garantire il diritto al lavoro, ha preso le distanze dal consigliere comunale Francesco Miazzi, che aveva attaccato la Provincia accusandola d'inoperosit&#224;. &#171;Al contrario ci siamo mossi ascoltando tutte le parti in causa - ha detto Sartori - e un tecnico esterno garantisce la massima imparzialit&#224; nella valutazione del progetto&#187;. E' una questione sentita e sofferta&#187; ha ammesso invece Giacon del Pd. &#171;Il dibattito ha suscitato divisioni nel mio partito - ha aggiunto Giacon - Perch&#233; pi&#249; diritti, quello della libert&#224; d'impresa, quello dei lavoratori, quello alla salute e quello dell'ambiente, contrastano tra loro. E' evidente che c'&#232; incompatibilit&#224; tra Parco e cementifici. Personalmente voterei contro ma questa mozione ci consente comunque di studiare soluzioni alternative&#187;. Critici pur votando a favore anche Sabrina di Napoli (IdV), che ha invece apprezzato la funzione di &#171;pungolo&#187; svolta da Miazzi, e Matteo Corbo (Pd).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;REVAMPING ITALCEMENTI MONSELICE: 24/06/2010 MOZIONE APPROVATA ALL'UNANIMITA' NEL CONSIGLIO PROVINCIALE DI PADOVA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;PRESENTAZIONE:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo documento che andr&#242; a leggere e a proporre per l'approvazione a questo consiglio provinciale, riguarda una richiesta di ammodernamento e messa a norma di un impianto per la produzione di cemento della societ&#224; &#8220;Italcementi&#8221; con sede a Monselice, che &#232; una zona delicata dal punto di vista ambientale e turistico dove sorgono da decenni tre cementifici inseriti all'interno del &#8220;Parco Colli Euganei&#8221;. Questo tipo di stabilimenti, con tutte le implicazioni e criticit&#224; che possono avere, assorbono una parte significativa di forza lavoro di quella zona, si pensi, che dalle notizie avute in uno degli incontri in 5^ Commissione, la stessa &#8220;Italcementi&#8221; impegna direttamente pi&#249; di un centinaio di operai e con l'indotto che genera, supera le duecento persone e quindi sostiene economicamente altrettante famiglie. Quando si presentano questo tipo di interventi, si auspica che la parte politica ed amministrativa si prodighi per dare delle risposte concrete ai Cittadini cercando di trovare quel giusto equilibrio tra la salvaguardia dell'ambiente, la tutela della salute pubblica e lo sviluppo territoriale ed economico, al di la delle posizione partitiche e dei preconcetti, che a volte distolgono l'attenzione sulle vere questioni, specialmente in questo periodo di crisi economica che attanaglia anche il nostro amato Veneto. Il documento nasce dalla presentazione di una mozione a firma dei consiglieri appartenenti all'Italia dei Valori che ringraziamo per aver avviato la discussione e l'approfondimento che merita questa tematica e che ci ha indotto, come 5^ Commissione &#8220;Ambiente e Territorio&#8221;, a fare una serie di incontri per approfondire meglio la problematica al fine di avere un'opinione responsabile come lo si addice a chi ha avuto il mandato popolare per amministrare il territorio provinciale, e mi riferisco sia alla maggioranza che alla minoranza consiliare seppur con diversi ruoli e responsabilit&#224;.
Auspichiamo quindi la pi&#249; ampia - se non l'unanime - convergenza su questo documento, visto che &#232; il frutto di un importante lavoro consiliare da parte dei vari gruppi al fine di dare un segnale concreto, responsabile ed equilibrato al nostro territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Giulio Centenaro
Presidente 5^ Commissione Provinciale &quot;Ambiente e Territorio&quot;&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p&gt;MOZIONE:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;IL CONSIGLIO PROVINCIALE
VISTA la mozione presentata dai consiglieri Di Napoli, Albuzio e Nibale, sul progetto di &#8220;Revamping&#8221; dello Stabilimento Italcementi di Monselice, le cui premesse si riportano:
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &#8220;che tra il 2006 e il 2009 il cementificio ha partecipato ad un tavolo tecnico di confronto aperto con la Provincia di Padova e l'Arpav che ha prescritto un rinnovamento dell'impianto a causa dei valori di inquinamento ambientale legato alle emissioni di NOx, polveri e SO2. nell'area di Monselice;
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; che il progetto di adeguamento detto &#8220;Revamping&#8221; prevede la sostituzione di tre forni obsoleti dal punto di vista delle BAT con un forno unico che si sviluppa in altezza, dando corpo a una torre alta oltre 120 metri, cio&#232; solo qualche metro meno della Rocca di Monselice, particolarmente visibile anche da alcuni dei comuni contermini;
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; che l'accordo volontario sottoscritto da Italcementi con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e il Ministro dell'Ambiente e denominato &#8220;patto per la tutela dell'ambiente&#8221; ha previsto un percorso programmatico di investimenti Italcementi finalizzati alla riduzione dei gas a effetto serra e alla produzione di energia da fonti rinnovabili in diversi siti, tra cui Monselice, senza coinvolgere n&#233; il Parco Colli, n&#233; la Provincia, n&#233; i comuni del Parco;
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; che &#232; gi&#224; stato depositato presso l'ufficio 14 della Provincia il progetto di Revamping Italcementi SpA denominato di &#8220;adeguamento tecnologico alle migliori tecnologie disponibili&#8221;;
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; che la procedura VIA prevede la presentazione delle osservazioni al progetto da parte dei Soggetti coinvolti entro il 25 maggio 2010&#8221;;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;VISTA l'interrogazione presentata dagli stessi consiglieri sullo stesso argomento nella seduta del Consiglio Provinciale del 29 aprile u.s.;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;DATO ATTO che l'argomento &#232; stato discusso nelle Commissioni consiliari, e precisamente:
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; nella V^ Commissione &#8220;Ambiente e Territorio&#8221; del 25 maggio u.s., 31 maggio u.s., 9 giugno u.s., 16 giugno u.s.;
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; nella III^ Commissione &#8220;Attivit&#224; produttive &#8211; Formazione, lavoro ed occupazione&#8221; nella seduta congiunta con la V^ Commissione &#8220;Ambiente e Territorio&#8221; del 16 giugno u.s.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;DATO ATTO che nel corso di dette riunioni sono stati sentiti i soggetti interessati e cio&#232; i Comuni dell'area dei Cementifici facenti parte del Tavolo Tecnico Zonale (Monselice, Este, Baone, Arqu&#224; Petrarca, S.Pietro Viminario, Battaglia Terme e Pernumia), l'Ente Parco Colli Euganei nella figura del suo Presidente, la ditta Italcementi con i suoi progettisti, il Sindacato dei lavoratori;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;RILEVATO che il progetto di &#8220;Revamping&#8221;, sul quale la ditta ha presentato domanda di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e contestuale richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), prevede interventi di riorganizzazione complessiva dello stabilimento con contestuale realizzazione di una torre di produzione alta 109 mt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;RILEVATO, altres&#236; che, stante quanto contenuto nel progetto, attualmente all'esame della Commissione provinciale VIA e del Settore Ambiente per la procedura AIA e secondo quanto dichiarato dall'azienda, la riorganizzazione consente tra l'altro una sensibile riduzione delle emissioni inquinanti oltre ad un generale risparmio in termini energetici;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;CONSIDERATO che l'argomento suscita un grande interesse presso l'opinione pubblica locale, da sempre particolarmente sensibile alle problematiche legate alla presenza di tre cementifici, ubicati in una zona delicatissima per le caratteristiche dell'area all'interno del Parco Colli Euganei, vicino a zone di particolare pregio turistico come Arqu&#224; Petrarca, Este e la stessa Monselice;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;RITENUTO in particolare che il progetto, per la sua intrinseca complessit&#224;, per la particolarit&#224; delle soluzioni progettuali prospettate, per le dimensioni stesse dell'intervento necessiti di un esame approfondito e specialistico anche e soprattutto ai fini del rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale, e ci&#242; per la specifica valenza della procedura e del contenuto dell'AIA;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;PRESO ATTO delle posizioni espresse dai vari interlocutori nel corso dei numerosi incontri in Commissione consiliare;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;RILEVATO che &#232; stato richiesto un impegno formale, ufficiale e vincolante da parte di Italcementi, relativo al non utilizzo di CDR nei processi produttivi del cementificio di Monselice;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;tutto ci&#242; premesso
si invita la Giunta Provinciale&lt;/p&gt; &lt;p&gt;a) a valutare ogni possibile iniziativa volta a tutelare il territorio, coinvolgendo l'Ente Parco Colli Euganei ed i Comuni dell'area, al fine di vagliare proposte e prospettive di sviluppo alternative, attivando un Tavolo permanente presso la Provincia sul futuro dei cementifici della Bassa Padovana;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;b) ad incaricare, in vista del possibile rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale ai sensi del D.Lgs. 59/2005, un tecnico esterno esperto nella materia impiantistica, con il compito di esaminare ogni aspetto dell'impianto, anche indicando eventuali alternative di progetto. Lo studio dovr&#224; essere completato entro il mese di Settembre 2010 e presentato alla 5^ Commissione Consiliare &#8220;Ambiente e Territorio&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;c) a interessare la &#8220;Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per la Provincia di Padova&#8221; per l'espressione di un parere esplicito sull'argomento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; VENERD&#204; 25 GIUGNO 2010 - PROGETTO DI REVAMPING ITALCEMENTI DI MONSELICE - &lt;strong&gt;Il testo dell'intervento di Paolo Giacon (PD) in Consiglio Provinciale&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Vorrei partire da alcune considerazioni di ordine generale riguardante il progetto di revamping per arrivare poi in conclusione di questo intervento al contenuto specifico della mozione proposta.
Vi confesso che, da quando &#232; cominciato questo nostro mandato, la questione relativa al rinnovo dell'impianto produttivo Italcementi di Monselice &#232; la piu' complessa che abbia mai dovuto affrontare. Una questione che ha sollevato comitati di cittadini e residenti, che ha messo in difficolt&#224; il sindaco Lunghi di Monselice creando insanabili attriti nella sua maggioranza, che ha mobilitato un fronte compatto di sindaci, che ha messo in difficolt&#224; anche il partito a cui appartengo in cui liberamente e in maniera molto franca si &#232; svolto un dibattito in cui alcuni dirigenti hanno preso posizione a favore, altri contro questo progetto.
Un dibattito che si &#232; svolto alla luce del sole, che ha messo in evidenza pregi e difetti di entrambe le posizioni, che in fondo &#232; stato trasparente e cristallino. Mi risulta invece che altri partiti non abbiano preso posizione e si siano disinteressati alla questione o che abbiano consumato i propri attriti interni, nel buio delle segreterie senza cavare un ragno dal buco. Non sappiamo cosa ne pensi la presidente della provincia di questo progetto. Non sappiamo cosa ne pensi il governatore Zaia, non sappiamo quale sia la posizione della Lega o del PdL. Un silenzio che francamente ci sorprende. E che di sicuro ha sorpreso gli elettori di Lega e centrodestra.
Dove sta la complessit&#224; nel progetto di revamping? Non &#232; certo una complessit&#224; di natura tecnica &#8211; nonostante le tecnologie utilizzate siano particolarmente avanzate. - Si tratta di una complessit&#224; tutta politica perche', attorno al progetto innovativo di Italcementi si intrecciano giuste e sacrosante rivendicazioni che non abbiamo paura di chiamare e riconoscere come diritti fondamentali. Vediamo quali sono questi diritti.
1) Siamo di fronte ad un'azienda che vuole innovare il proprio processo produttivo per meglio rispondere al mercato e garantire la sostenibilit&#224; del proprio business nel medio e lungo periodo. Un'azienda che sceglie di non chiudere un impianto, che sceglie di non de localizzare e mantenere la produzione a Monselice , un'azienda che investe in tecnologia avanzata per ridurre emissioni sonore ed inquinanti sulla base di precisi impegni presi con le istituzioni locali. Chiamerei questo comportamento l'esercizio del diritto all'innovazione, alla sopravvivenza del proprio business e ad adottare azioni di responsabilit&#224; sociale. Diritti reali ed importanti da un punto di vista economico ma anche sociale.
2) I lavoratori rivendicano il mantenimento del proprio status occupazionale. In un clima di generale riduzione dei posti di lavoro a causa della piu' generale crisi internazionale, i singoli lavoratori e chi li rappresenta portano avanti una battaglia sacrosanta. Si chiama semplicemente diritto al lavoro.
3) Il Parco Colli e numerosi comitati ed associazioni ambientaliste hanno sottolineato in diverse occasioni l'incompatibilit&#224; della presenza di un industria di cemento nel territorio del Parco dei Colli Euganei, sia per motivi legati alla salute dei cittadini sia per l'impatto visivo e paesaggistico della torre prevista dal progetto. In questo caso pensiamo ad una declinazione concreta del diritto alla salute da una parte e dell'altra del diritto a tutelare il paesaggio
4) Cittadini e sindaci del territorio, pur auspicando uno sviluppo industriale sostenibile per la bassa padovana, che porti sviluppo economico e lavoro, si sono dichiarati contrari al progetto ed auspicano un ridimensionamento o l'eliminazione di insediamenti industriali di produzione del cemento o analogamente inquinanti nella zona euganea. Esercitano dunque il diritto allo sviluppo sostenibile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Siamo dunque in presenza di quattro o piu' tipologie di diritti che gli stakeholder del revamping legittimamente esercitano. Che cosa deve fare dunque la politica? Forse prendere questi diritti, pesarli e stilare una classifica con lo scopo di identificare quello piu' importante? Non penso che la politica debba ridursi ad una semplice decisione di priorit&#224; tra i diritti che ho test&#232; elencato. Non dobbiamo fare un arido bilancio tra i diritti, dobbiamo tentare di tenerli assieme. Vediamo di ragionare e di evidenziare alcuni punti fermi
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &#200; gia stato puntualizzato come vi sia una manifesta incompatibilit&#224; tra la presenza dei cementifici e la mission ed il senso stesso del Parco Colli
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; La posizione di numerosi sindaci del territorio non puo' e non deve essere trascurata dalla provincia di Padova che dei comuni deve essere portavoce
A questi due fatti rilevanti ed oggettivi aggiungo due compiti fondamentali della politica
1) Garantire i diritti di tutti e tenere insieme la societ&#224; e le nostre comunit&#224; nelle loro diverse articolazioni, impresa lavoro ambiente salute rappresentanza territoriale. E' quel dovere di coesione sociale che ha la politica e a cui non possiamo abdicare. Fare una classifica dei valori e dare semplicemente ragione al fronte del si o del no, limita il dovere di garantire coesione sociale che &#232; missione fondamentale per il nostro Ente
2) L'altro compito fondamentale della politica, accanto al dovere della coesione sociale &#232; quello della lungimiranza. Dobbiamo usare uno sguardo lungo che ci permetta di consegnare alle future generazioni un territorio provinciale ed una comunit&#224; provinciale migliore di quella che abbiamo ricevuto dai nostri predecessori.
Alla luce della posizione degli enti territoriali, Parco e Comuni interessati e dei due compiti fondamentali della politica che ho appena ricordato, abbiamo il dovere di delineare un'alternativa al progetto di revamping. Non ho una soluzione facile in tasca, n&#233; voglio dare un colpo al cerchio ed uno alla botte. Penso invece che la politica debba assumersi le proprie responsabilit&#224;. Un gesto che passa attraverso la risposta alle seguenti domande?
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Se il progetto di revamping non venisse effettuato, l'impianto rimarrebbe in funzione per una durata pari alla concessione della cava che lo rifornisce?
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Se si ipotizzasse una fuoriuscita morbida degli operatori dell'impianto e dell'indotto, gli altri cementifici della zona potrebbero portare un contributo nell'assorbimento di posti di lavoro? Quali altri soggetti potrebbero farsi carico di questa fuoriuscita morbida? (penso alla provincia ma anche ai Ministeri competenti e alla Regione Veneto)
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Quale ruolo dovrebbe dunque ricoprire il Parco Colli, abbandonando la funzione di centro di potere e diventando un vero ente di promozione e valorizzazione dell'are euganea?
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Puo' l'intesa programmatica d'area attualmente avviata nella Bassa Padovana e di cui &#232; capofila proprio la Provincia farsi carico di ridisegnare un modello industriale alternativo per l'area, facendosi carico della questione dei cementifici?
Queste, colleghi consiglieri sono domande a cui la politica non puo' non rispondere. Se mi fosse chiesto di votare oggi a favore o contro il progetto di Italcementi, tenuto conto della posizione del parco e dei sindaci, voterei contro il progetto di revamping. Tuttavia non &#232; richiesto a questo consiglio di pronunciarsi, perche' lo faranno la commissione tecnica e la giunta. Se dovessi prendere la decisione vorrei prima una risposta chiara sulle possibili alternative, sulla natura effettiva della migliore tecnologia possibile, sull'opzione della fuoriuscita morbida della forza lavoro e sul ruolo dell'IPA.
Da questo punto di vista penso che la mozione che &#232; stata promossa ci permetta di approfondire diversi aspetti tra cui
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Le tecnologie degli impianti di revamping
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; La concertazione con parti sociali, sindaci, enti e stakeholder sul destino della produzione del cemento nell'area eurganea grazie alla creazione del tavolo permanente
E ci dar&#224; la possibilit&#224; di creare uno spazio per elaborare alternative al progetto di revamping. La Politica &#232; l'arte del possibile. Dimostriamo, oltre le appartenenze politiche e con inedito coraggio, che la classe politica di questa provincia &#232; in grado di disegnare alternative possibili, in un quadro di sviluppo economico sostenibile, da sempre stella polare del nostro impegno di noi democratici.
Grazie&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova 23-06-10,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dieci (immutate) ragioni per non essere a favore del revamping&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Francesco Miazzi / consigliere comunale / di Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Caro direttore, sono trascorsi 2 mesi dalla pubblicazione del progetto di revamping di Italcementi ed evitando di rispondere a quanti hanno cercato di trascinarmi in una rissa verbale, provo a fare il punto e ad evidenziare i possibili percorsi alternativi, emersi dal dibattito. 1) La promessa di una riduzione degli inquinanti tradizionali, tutta da verificare, si scontra con un impatto emissivo che rimarrebbe comunque molto elevato per altri 25-30 anni e con le omissioni relative agli altri inquinanti, come le diossine, il mercurio, il tallio, il cadmio etc. presenti in tutti gli studi relativi ai cementifici, ma ignorati dalla relazione Italcementi. 2) Non si affronta il problema delle micropolveri che i filtri, per quanto moderni, non possono bloccare. I processi di combustione ad alte temperature producono miliardi di &#8220;nano-particelle&#8221; cariche di metalli pesanti, che attraverso le vie respiratorie possono entrare nel circuito sanguigno con effetti incalcolabili sulla salute. 3) I rifiuti d'ogni genere, sono e rimarranno parte integrante del processo produttivo e al di l&#224; delle rassicurazioni, il rischio di vederli utilizzati come combustibile rimane altissimo, visto che Italcementi sta usando Cdr (combustibile derivato da rifiuti) in molti suoi stabilimenti. 4) Il Pet-coke, combustibile previsto per il nuovo forno, &#232; un derivato dai processi di raffinazione del petrolio. Da scarto, considerato tossico e nocivo, &#232; divenuto un combustibile solo in virt&#249; di un Decreto legge. 5) Il quadro economico dell'investimento, &#232; passato da 100 a 160 milioni di euro. L'azienda dichiara poterlo assorbire nell'arco di 10 anni con un semplice risparmio energetico e produttivo. Per&#242; non ha esibito nessun Piano economico di rientro. Se i dubbi emersi sono infondati, Italcementispieghi bene come, dopo aver pagato tutti i costi di gestione, si possano recuperare 15-20 milioni di euro l'anno, in una situazione di crollo della domanda e dei prezzi del cemento. 6) L'impianto proposto, mascherato dal termine inglese revamping, &#232; nei fatti una nuova costruzione in aperto contrasto con le norme del Piano ambientale del Parco Colli. Se tutti i cittadini residenti nel Parco, sono obbligati al rispetto di queste norme, altrettanto deve valere per una multinazionale, anche se gode dell'appoggio di un sindaco e altri importanti sostenitori. 7) La strategia elaborata dal sindaco Francesco Lunghi in linea diretta con l'ingegner Pesenti, che prevedeva di far passare sotto traccia un'imponente operazione di ristrutturazione industriale, &#232; fallita. Il sindaco che garantiva un passaggio indolore, si &#232; ritrovato contro 28 sindaci del territorio e la maggioranza del suo Consiglio comunale, il Parco ha rimarcato l'incompatibilit&#224; di questi impianti, la societ&#224; civile ha fatto sentire la propria voce. 8) Le variabili per la realizzazione di questo progetto sono molte: l'autorizzazione alla nuova escavazione ad Orgiano &#232; ancora in seria discussione, manca al momento il parere paesaggistico della Soprintendenza che deve valutare l'impatto della torre proposta a 122 m s.l.m., Commissione Via e Giunta provinciale devono ancora pronunciarsi, sono altrettanto probabili ricorsi giudiziari viste le pronunce di incompatibilit&#224; espresse dal Parco Colli. 9) Non &#232; vero che non sono emerse proposte alternative. E' vero purtroppo che non si sono volute creare le condizioni per articolarle e discuterle, creando un clima di scontro sociale che difficilmente si potr&#224; sanare. E' vero che si &#232; giocato con il ricatto occupazionale, che si &#232; usato il ricatto ambientale (se non facciamo il revamping continueremo ad inquinare come in questi anni). 10) In tutte le idee che sono state avanzate, c'&#232; il presupposto di garantire un'alternativa occupazionale ai lavoratori attualmente impiegati nel cementificio, c'&#232; la volont&#224; di rispettare le direttive del Piano ambientale che dichiara i cementifici come &#8220;attivit&#224; incompatibili&#8221;. Per concretizzare questo passaggio &#232; necessario che la Regione Veneto, la Provincia, il Parco Colli, i Comuni interessati, di concerto con il Ministero per l'Ambiente, coinvolgano i privati per aprire una fase di confronto che analizzi tutte le altre possibili opzioni emerse in questa fase di confronto. Per brevit&#224; ne illustro almeno 3 a titolo di esempio. A. Riconversione dell'area. Costruzione del nuovo ospedale nell'area attigua al cementificio che alla sua dismissione potrebbe lasciare spazio a hotel, motel, multisala, centri medici, residenze, strutture per la costruzione di una &#8220;porta sul Parco&#8221;. L'area di Schiavonia, liberata dal nuovo ospedale potrebbe ospitare impianti sportivi e piattaforme logistiche per lo scambio gomma-rotaia, risparmiando alla cementificazione la campagna di Ca'Oddo. B. Delocalizzazione come prevede il Piano Ambientale. I cementifici vengono costruiti dove ci sono le cave. Non ha senso un nuovo impianto dove le cave non ci sono pi&#249;. Se con il parere favorevole dei Comuni, la Regione autorizza la nuova escavazione nel Vicentino, l'impianto pu&#242; essere ricostruito in quel sito. Un paio di pullman al giorno per il trasporto dei lavoratori, toglierebbe da strade inadeguate il costoso traffico di almeno 100 mila camion ogni anno. C. Il cementificio si trasforma in via transitoria in un centro di macinazione. La riduzione dei livelli occupazionali sarebbe minima e di pi&#249; facile gestione nell'assorbimento territoriale. Alla fine di questo percorso la parola deve tornare ai cittadini, devono essere loro, anche attraverso lo strumento di un referendum per poter decidere il futuro di questo territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Prima Radici poi tocca agli altri
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;San Pietro Viminario&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A bito a San Pietro Viminario, comune direttamente interessato dal problema dell'inquinamento dell'aria, stretto com'&#232; nell'abbraccio tutt'altro che salubre delle zone industrialmente congestionate di Monselice e Conselve. Pare che la nostra gi&#224; privilegiata situazione stia per essere migliorata dal previsto revamping di Italcementi. Aggiungo alla giustissima indignazione delle molte voci ospitate dal vostro giornale, alcune riflessioni a proposito delle schermaglie di amministratori e cementieri sul &#171;presunto&#187; pericolo-Cdr. A supportare il timore &#232; la presa di posizione del cementificio Radici nei confronti della sbandierata ostilit&#224; del sindaco Lunghi al Cdr. Il s&#236; al revamping innescher&#224; un gioco al rialzo. Quando i lavoratori di Radici si troveranno in difficolt&#224; occupazionale, il sindaco Lunghi (sempre assai ambiguo in merito) potr&#224; cogliere al volo l'occasione per dare il via libera al Cdr a Radici. Se parte uno dei cementifici, l'altro rester&#224; a guardare? Nel suo volantino, Italcementiafferma di bruciare Cdr solo dove ve ne sia richiesta. Scommettiamo che, tra un po', qualche politico glielo chieder&#224; anche a Monselice? Per legge ne hanno tutto il diritto. Un impegno preso oggi ha solo un valore &#171;morale&#187;, non legale. La normativa ambientale nazionale sul Cdr, del resto, ha aggirato i vincoli imposti a livello europeo, tanto che l'Italia ha sub&#236;to per questo una condanna. Decine di dipendenti Italcementi saranno soggetti a pensionamento nell'arco di qualche anno: un arco di tempo all'incirca coincidente con la prevista fine della concessione della cava di Orgiano, da cui Italcementi si rifornisce. Perch&#233; non pensare alla dismissione di Italcementi in tempi pi&#249; brevi, che corrispondano a tali scadenze? Italcementi continua a fare un curioso doppio gioco: per costringere sindacati e lavoratori ad accettare il revamping, dichiara che chiuder&#224; nel caso il progetto non venga approvato; per spingere l'Ente Parco ad un s&#236; al progetto, minaccia che, in alternativa, continuer&#224; a produrre cemento, dichiarando (soltanto ora) quanto la propria attivit&#224; sia nociva per l'ambiente. Paradossali anche le dichiarazioni dell'azienda sulla riduzione delle emissioni tossiche tramite il progetto di riconversione: riduzione rispetto a quali parametri? Rispetto ai vecchi, ci vuole poco, dato l'altissimo inquinamento attuale, per cui oggi Italcementi &#232; l'industria che emette il 90% di polveri dell'intero comparto cementifici della provincia (dati Arpav). Di fronte a queste emissioni esorbitanti, promette un piccolo &#171;sconto&#187; del 36%: ma rester&#224; sempre immenso l'impatto sulla nostra salute, per altre decine di anni. Emanuela Tinello&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Costruiamo un futuro diverso per i nostri figli&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Francesco Bussi / consigliere comunale / di Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un dato importante del dibattito sulla ristrutturazione (nuovo stabilimento!)Italcementi &#232; che nella Bassa si ricomincia esplicitamente a parlare di quale sviluppo vogliamo per il nostro territorio. Non &#232; cosa da poco! L'impressione &#232; per&#242; che sul &#171;salvataggio&#187; dei posti di lavoro si parta col piede sbagliato, perch&#233; &#232; evidente la fondatezza di quanto dice Gianni Boetto: salvaguardare il lavoro, non vuol dire difendere a tutti i costi i posti di lavoro oggi esistenti. Tanto per capirci, in un cementificio, tipo Italcementi, al massimo il 10-15% del personale &#232; qualificato: un paio di ingegneri, qualche impiegato, un diplomato in chimica. Insomma l'85-90% della manodopera &#232; poco qualificata e resa precaria con gli appalti a ditte esterne. E' questa l'occupazione che vogliamo per i nostri figli? Una classe politica, degna di questo nome, dovrebbe dare visibilit&#224; e prospettive ai pi&#249; alti livelli di qualificazione, perch&#233; sono quelli che possono permetterci di rispondere alle sfide globali e dare originalit&#224; spendibile al territorio. Ed &#232; proprio la qualit&#224; del territorio e dell'ambiente il secondo fattore nel gioco delle prospettive per il futuro. Gli investimenti esterni e le risorse economiche locali, debbono poter contare su un tessuto economico e sociale in grado di valorizzare i beni culturali e ambientali di cui sono ricche le nostre citt&#224;. Questa &#232; un'altra sfida forte per la classe politica locale e regionale. Su questo, per&#242;, ed &#232; un altro punto su cui riflettere, non ci si pu&#242; limitare alle petizioni di principio e ai progetti vaghi. C'&#232; bisogno di un impegno preciso di tutti coloro che hanno interessi economici e sociali antagonistici, rispetto alla concentrazione di attivit&#224; industriali a forte impatto ambientale. Le associazioni di categoria e professionali devono far sentire la loro voce e mostrare la dimensione degli interessi che vengono compromessi dalla presenza di lungo periodo dei cementifici. Il passo successivo &#232; di delineare, con il sostegno delle politiche pubbliche, l'incontro di interessi e professionalit&#224;, che innalzino la qualit&#224; della vita, puntando a un miglioramento dei servizi e a una identit&#224; locale che si rispecchi nell'organizzazione del territorio e nel rispetto dei valori ambientali. Il Comune di Monselice si &#232; mosso rispetto ai bandi del Fondo Sociale Europeo sulla imprenditorialit&#224; giovanile, in scadenza in questi giorni? Il consigliere Perin dice, perentoriamente: &#171;La salute si difende lavorando, non si sfamano le famiglie con le chiacchiere. Non si risolve il problema economico dicendo il rosario. Dobbiamo essere realisti, non &#232; tempo di fantasie&#187;. Vogliamo provare a mettere in fila tutte le professioni che usano le &#171;chiacchiere&#187; per sfamare le famiglie? Parliamo di avvocati, magistrati, politici, promotori finanziari, commercialisti, giornalisti, insegnanti...? Le attivit&#224; di servizio sono nettamente prevalenti nelle societ&#224; complesse e sono attivit&#224; che vendono &#171;pensiero, idee, innovazione&#187;, capacit&#224; di vedere le cose in modo diverso e originale. Quanto al mantenersi recitando rosari... la battuta &#232; fin troppo facile: lo fanno da almeno 20.000 anni i preti di tutte le religioni! Senza che questo suoni offensivo verso chi usa la parola per dare conforto allo spirito! Oggi non c'&#232; nessuno che produca qualcosa di materiale, un'auto o una carota o un sacco di cemento, senza avere alle spalle un &#171;esercito&#187; di persone che &#171;costruiscono&#187; e vendono idee: tant'&#232; che per i nostri figli vogliamo pi&#249; alti livelli di cultura, affinch&#233; possano sviluppare idee e innovazioni tali da garantirci il domani. I sostenitori del nuovo stabilimentoItalcementi vogliono offrirci per i prossimi venti o trent'anni la struttura occupazionale dequalificata oggi esistente e, nell'immediato, un po' di lavoro a ditte in appalto e subappalto nell'edilizia. Non mi pare ci offrano molto. Possiamo e dobbiamo pretendere di pi&#249;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;L indagine sui tumori esiste o &#232; inventata?&#187;
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; ESTE. &#171;Nessuno ha mai sostenuto che il progetto di revamping peggiori l'impatto ambientale di Italcementi: gran parte delle critiche all'intervento sono frutto di atteggiamenti precondizionati&#187;. L'opinione &#232; dell'onorevole del Pd Alessandro Naccarato, che nell'incontro organizzato luned&#236; sera a Este dalla Fondazione Nuova Societ&#224; ha ribadito la propria chiara posizione in merito all'ammodernamento dell'Italcementi di Monselice. &#171;Il revamping migliorer&#224; l'impatto ambientale del cementificio - ha sottolineato il deputato - e grazie ad esso ci sar&#224; tempo per riscrivere il futuro occupazionale di questo territorio. Non raccontiamo storie banali: per riconvertire l'occupazione dei cementifici occorrono almeno trent'anni&#187;. L'intervento di Naccarato ha raccolto il plauso dei sindacalisti Marco Benati (Fillea) e Maurizio Zanovello (Rsu Italcementi), mentre il sindaco di Baone Francesco Corso ha ribadito i dubbi gi&#224; espressi dai 27 Comuni che hanno firmato il documento unitario contro il revamping. Ha trovato invece parecchie ostilit&#224; nella platea, eccezion fatta per i dipendentiItalcementi. &#171;Naccarato pare pi&#249; il manager di una multinazionale che un deputato di centrosinistra - ha accusato l'assessore all'Ambiente di Tribano, Paolo Girotto - Quel che mi preoccupata maggiormente &#232; l'aspetto legato alla salute dei cittadini. L'onorevole leghista Paola Goisis ha assicurato di aver visionato un'indagine secretata dall'Usl 17, in cui emerge che la Bassa Padovana sarebbe ai primi tre posti in Italia per morti di tumori&#187;. Tesi confermata anche dai rappresentanti dei comitati &#171;Il Moraro&#187; di Bagnoli di Sopra e &#171;Lasciateci Respirare&#187; di Monselice. Ma anche dal consigliere regionale Santino Bozza, presente alla serata. &#171;Mi sembra anomalo che l'Usl 17 compia un'indagine del genere e non la renda pubblica - ha chiuso Naccarato - Chieder&#242; ai vertici dell'Usl 17 di confermare o meno l'esistenza di questi dati&#187;. (n.c.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova 22-06-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;il Cdr / del mattino di Padova&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Le opinioni sono libere, ognuno ha il diritto di esprimerle, i giornali servono anche a questo. Non si paga per un simile &#8220;servizio&#8221;, non ci sono tariffe per accedere alla tribuna di un giornale. Il lavoro del giornalista &#232; appunto quello di raccogliere notizie e dar conto delle diverse opinioni, soprattutto di quelle dove c'&#232; contrasto di interessi. Ci&#242; che non &#232; consentito &#232; che una primaria azienda italiana si compri un'intera pagina del mattino di Padova per fare la sua &#8220;informazione&#8221;, esprimendo opinioni senz'altro legittime ma di parte e gi&#224; degnamente illustrate assieme a quelle contrarie, in articoli, interviste e reportage apparsi sul giornale. Lo vieta la ragione del nostro mestiere, lo vieta espressamente la &#8220;Carta della trasparenza informazione-pubblicit&#224;&#8221;. Carta i cui principi sono stati concordati tra l'editore, la direzione e l'organismo di rappresentanza giornalistico di questa testata. E' il caso della pagina comprata dall'Italcementi e uscita l'11 giugno corrente con il titolo &#8220;Tutti i veleni sparsi dal comitato Lasciateci Respirare&#8221;. Vendere come fosse uno spazio publicitario, un'intera pagina del giornale a degli interessi di parte, significa fare a meno del lavoro giornalistico, rinunciare ad analisi e raffronti, significa appaltare spazi a un'informazione univoca e interessata, in altre parole vuol dire fare a meno del lavoro del giornalista ogni volta che un ente, un'azienda o un partito abbiano i soldi e la voglia di comprarsi una parte del giornale. Venerd&#236; 18 giugno inoltre, sullo stesso argomento, &#232; stata pubblicata a pagamento la lettera di un imprenditore, come fosse un'informazione pubblicitaria. Il Comitato di redazione del mattino di Padova contesta all'editore e alla direzione l'aperta violazione degli impegni liberamente sottoscritti nella &#8220;Carta&#8221; su informazione e pubblicit&#224; e ne chiede pubblica spiegazione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;Preg.mi Sigg.ri Componenti effettivi 5^ Commissione Consiliare Permanente&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Preg.mo Sig. Presidente della Provincia di Padova&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Preg.mo Sig. Presidente del Consiglio&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Pregg.mi Sigg.ri Capigruppo Consiliari&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Pregg.mi Signori Assessori Provinciali&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Preg.mo Sig. Segretario Generale&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Preg.mo Sig. Presidente Parco Regionale dei Colli Euganei&lt;/p&gt; &lt;p&gt; LORO SEDI&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Oggetto: richiesta di incontro con la 5 ^ Commissione Consiliare Permanente sul tema &quot;revamping&quot; di Italcementi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Abbiamo seguito con estremo interesse, sia direttamente sia attraverso gli articoli di stampa, i lavori della 5 ^ Commissione Consiliare Permanente sul tema del &quot;revamping&quot; di Italcementi - stabilimento di Monselice.
Con la presente rinnoviamo la richiesta ad estendere la fase di ascolto e confronto, che fino a questo momento ha interessato l'Azienda Italcementi, gli amministratori locali e le Rappresentanze Sindacali, anche alla rete dei Comitati e delle Associazioni che nella Bassa Padovana, da oltre un decennio seguono la problematica dell'impatto dei cementifici e delle altre emergenze ambientali sul nostro territorio.
La rappresentativit&#224; di questi organismi &#232; sicuramente nota a molti di voi e pertanto auspichiamo, in tempi brevi, di essere convocati della 5^ Commissione Consiliare Permanente &quot;Ambiente e Territorio&quot;, alla presenza degli amministratori della Provincia e del Parco del Colli Euganei.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Distinti saluti&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Comitato popolare &quot;lasciateci respirare&quot; Monselice e Conselve - Comitati &quot;No fly zone&quot; Este e Carceri - &quot;Legambiente&quot; Este - Comitato &quot;No reflui speciali&quot; Sant'Urbano - Comitato &quot;Altrambiente e salute&quot; Ospedaletto E. - Comitato &quot;Salute e ambiente&quot; Tribano - Associazione &quot;Il Moraro&quot; Bagnoli di S.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;Revamping o &quot;decementificazione&quot; per il futuro dei Colli?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Doveva essere, nelle intenzioni dell'Italcementi, d'accordo in particolare il Sindaco di Monselice, una pratica da sbrigare alle svelte, senza neanche dover coinvolgere Consiglio comunale o Ente Parco.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La vicenda ha preso in realt&#224; ben altra piega. Il Consiglio comunale di Monselice, passando per una spaccatura della maggioranza, ha espresso il 21 maggio scorso forti perplessit&#224; sul percorso e sugli effetti dell'operazione. Posizione sostanzialmente fatta propria in un documento sottoscritto da ben 27 sindaci di Comuni gravitanti nell'area attorno a Monselice. E rilievi critici e preoccupati sono venuti anche da vicariato e parrocchie della zona. Il Parco, dal canto suo, con un parere unanime della Commissione Tecnica, ha chiarito che &#8220;l'intervento risulta incompatibile con le Norme di Attuazione del Piano Ambientale&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ora il progetto &#232; all'esame della Commissione provinciale VIA la quale, oltre che delle predette posizioni, dovr&#224; tenere conto anche del parere paesaggistico che dovr&#224; emettere la Soprintendenza.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma oltre agli aspetti legati al rispetto delle norme ambientali e urbanistiche, ci sono anche aspetti &#8220;politici&#8221; di non secondario rilievo. E su questi forse il dibattito meriterebbe un maggiore approfondimento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non si dovrebbe innanzitutto perdere di vista il fatto che la battaglia fondamentale che dovrebbe vedere impegnato nel prossimo futuro il fronte &#8220;ambientalista&#8221;, in tutte le sue diverse componenti, &#232; quello di &#8220;decementizzare&#8221; questo nostro maltrattato &#8220;Bel Paese&#8221; che da troppi anni guida, a livello mondiale, la classifica del consumo pro capite di cemento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Siamo diventati succubi di una vera e propria &#8220;cultura&#8221; del cemento, che oltre ad avere provocato in pochissimi anni enormi danni all'ambiente, ha &#8220;inquinato&#8221; gli stessi rapporti politici e sociali. Il nostro regime dei suoli, per citare qualche esempio, &#232; quello che pi&#249; ha favorito gli interessi speculativi; gli stessi bilanci comunali sono ormai affidati alla spinta a cementizzare il territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ipotizzare che questa situazione di iperconsumo di cemento si protragga ancora per i prossimi decenni vuol dire accettare che venga dato al nostro ambiente il &#8220;colpo di grazia&#8221;. In questa direzione continuano peraltro a spingere, purtroppo, provvedimenti come il Piano casa o certe &#8220;grandi opere&#8221;. Il peso del cemento nella nostra economia e nella nostra cultura, se il mercato non venisse &#8220;drogato&#8221; con provvedimentidi questo tipo e si facesse una seria politica ambientale, dovrebbe invece andare incontro nel prossimo futuro a un &#8220;naturale&#8221; ridimensionamento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In questa prospettiva &#232; saggio allora ipotecare ancora per almeno 20/30 anni il territorio dei Colli alla presenza di ben tre cementerie? Un territorio che 40 anni fa ha avuto la lungimiranza (invero sotto la spinta di pochi) di avviare la chiusura delle cave. Ora che questa chiusura &#232; stata praticamente completata e che per consolidare, in alternativa, una economia pi&#249; sostenibile, &#232; stato istituito un Parco, perch&#232; dovremmo restare ancora ostaggio di una superproduzione di cemento?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gianni Sandon, coordinamento associazioni ambientaliste Parco Colli&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il gazzettino Venerd&#236; 18 Giugno 2010,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;MONSELICE: IL REVAMPING DI ITALCEMENTI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sono nato e vivo a Monselice e sto seguendo con preoccupazione la questione Revamping Italcementi. Amo la natura e la zona dei colli perch&#232; a qualche chilometro da casa offre a tutti l'opportunit&#224; di godere di un &quot;giardino verde&quot;, anche a chi come me, vive in un appartamento e non ha grandi spazi. Spesso osservando i colli dall'autostrada o venendo da Baone o da Galzignano verso Monselice non posso fare a meno di notare come le cementerie siano una stonatura pesante all'armonia dei colli, a tratti nascondendo scorci di paesaggio che sarebbero unici. Se fossi un turista che venisse a visitare le nostre zone cos&#236; ricche di storia, cultura e natura rimarrei deluso dal paesaggio rovinato da queste costruzioni industriali gi&#224; troppo imponenti. Poi basta andare a fare una passeggiata sul Montericco per accorgersi delle emissioni atmosferiche di questi stabilimenti che oltre ad essere maleodoranti sono insalubri ed il solo pensiero che ci sia il rischio che si possa arrivare anche all'uso del Cdr mi inquieta, perch&#232; basta consultare il web per informarsi che conseguenze hanno questo tipo di attivit&#224;, sulla salute di tutti. Questo mio pensiero si scontra con chi lavora in queste industrie e che a fatica, soprattutto in questi tempi di crisi, quotidianamente cerca di guadagnarsi un futuro. Mi danno fastidio tutte le strumentalizzazioni che contrappongono le preoccupazioni dei lavoratori, i quali temono la perdita del posto, con il problema molto importante e altrettanto attuale della salvaguardia dell'ambiente che &#232; la risorsa di vita primaria per tutti. Quando avremo distrutto la natura cosa ce ne faremo di tutto il nostro cemento? Io ho vissuto sulla mia pelle una situazione difficile ed ho perso il lavoro a causa di una &quot;ristrutturazione aziendale&quot;. Mi auguro che nel rispetto di tutti riusciamo ad avere il coraggio di prendere una decisione giusta e responsabile e che magari un domani i nostri figli ci ringrazino per averlo fatto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Riccardo Fornasiero Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;lettera al gazzettino
Bassa Padovana, un'indagine seria per stabilire la pericolosit&#224; dei cementifici&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sono riusciti ad avere dalla loro parte anche i sindacati, almeno quelli maggiori, della triplice, oltre a qualche sindaco della zona. Complimenti, Signori dei Cementi, le vostre tecniche non cambiano proprio, usate armi obsolete ma di sicuro effetto, quelle dei secoli bui del primo industrialismo: non ci date il permesso a costruire, ad ampliarci, a scaricare veleni nei corsi d'acqua o nei cieli? E noi licenziamo. Allora &#232; tutto un correre da parte dei vari interessati per far rientrare la minaccia, timoroso ciascuno di perder la propria clientela. E gli sfruttatori (dell'ambiente, delle risorse naturali e via elencando) continuano nel loro saccheggio del territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ben pochi guardano oltre il proprio naso. Si deve mirare al qui ed ora. Non importa quello che accadr&#224; domani, cio&#232; fra cinque, dieci, venti anni, cosa riserver&#224; il futuro alle prossime generazioni, ai nostri figli, nipoti. Sindacati e dipendenti dicono di volere il lavoro per mantenere la famiglia: quale famiglia, se assicurate ai figli un mondo futuro inquinato, grigio, in cui la natura sar&#224; stata cancellata nelle sue espressioni pi&#249; sane?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Entrando un momento nel merito di quanto si dibatte, chi ha detto che il no al revamping produce l'immediata chiusura degli impianti e conseguentemente il licenziamento di tutti gli attuali dipendenti? Si tratta caso mai di p r o g r a m m a r e una progressiva dismissione degli impianti, cos&#236; come si &#232; fatto in passato in altri settori produttivi la cui attivit&#224; si era rivelata n o c i v a alla salute dell'uomo. Del resto ai cementieri questi problemi e questi programmi erano stati posti gi&#224; al tempo delle legge sulle cave, oltre trent'anni fa. E hanno fatto furbescamente gli gnorri, sicuri nel loro retropensiero che altri ricatti in termini di minacciati licenziamenti gli avrebbero fatto facilmente ottenere altre lunghe proroghe, altre eccezioni al blocco dello sfruttamento delle cave sui colli e cos&#236; via.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma programmare una lenta dismissione degli attuali impianti non significa affatto licenziare dipendenti. Significa una riduzione progressiva della produzione e, a livello occupazionale, la non sostituzione dei pensionamenti, facendo cos&#236; in modo che l'attenzione delle nuove leve di lavoro si rivolga verso altri settori, non perniciosi per la salute come questo. E non ci vengano a raccontare le belle favolette che questi impianti sono e saranno innocui per la salute, poich&#233; saranno supercontrollati e superforniti di meccanismi di filtraggio, abbattimento fumi ecc. Sono delle vere favole per ingenui o interessati creduloni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Perch&#233; non &#232; stata mai fatta una vera ricerca sulle morti dovute sia al lavoro all'interno dei cementifici, sia nelle zone attigue? Perch&#233; non si fa come si &#233; fatto altrove in relazione all'amianto, per esempio, in cui sono stati registrate le morti causate da questa materia tossica anche a distanza di anni (il maledetto mesotelioma polmonare). Tutti noi che abitiamo in questa zona conosciamo certamente la storia di qualche parente, conoscente, amico, colpito da malattie quali silicosi, tumore alla gola o ai polmoni, sicuramente avente come causa, o concausa, le polveri rilasciate dai cementifici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il problema va poi posto sotto un'altra ottica, cos&#236; come evidenziato dagli ambientalisti della Bassa Padovana: non &#232; pi&#249; tollerabile che questa nostra zona sia sempre, dico sempre, considerata la pattumiera della provincia. Qui si vogliono insediare i termovalorizzatori, gli inceneritori (compresi quelli della pollina), mantenerci le discariche / se non aumentarle), i cementifici (se non ampliarli, come si sta tentando con il revamping). Tanto vale dichiarare la Bassa come area off limits e ordinare il trasferimento di massa di tutta la sua popolazione verso zone meno sciagurate.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Antonio Olivato
Este (Padova)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova - 18-06-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le Rsu di Italcementi ricevute in Provincia &#171;Revamping decisivo&#187;
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Francesca Segato)&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Sindacati e lavoratori Italcementi di Monselice di nuovo a colloquio in Provincia a Padova (palazo Santo Stefano). Ad incontrarli, stavolta, &#232; stata la 5&#170; commissione consigliare Ambiente, riunita in seduta congiunta con la 3&#170; Commissione, Lavoro e attivit&#224; produttive. Obiettivo, discutere anche con la parte sindacale il progetto di revamping dello stabilimento Italcementi. Questo all'interno della serie di incontri che la Commissione provinciale sta portando avanti, prima di arrivare al voto in consiglio provinciale sulla mozione presentata dall'Italia dei Valori, il partito di Di Pietro. All'incontro hanno partecipato la Rsu Italcementi al completo, la sindacalista Maristella Zambon della Filca Cisl e il segretario provinciale della Fillea Cgil, Marco Benati. &#171;I lavoratori hanno molto apprezzato di essere stati chiamati a Palazzo Santo Stefano - commenta Benati - si &#232; visto che c'&#232; molta attenzione alla questione. Dagli interventi e dalle domande fatte abbiamo constatato che c'&#232; un approccio positivo e trasparente alla discussione sul revamping. Le domande sono state concentrate sui livelli occupazionali e sulla garanzia del loro mantenimento: abbiamo spiegato che abbiamo un accordo sindacale, per cui i numeri attuali rimarranno negli anni. Abbiamo fatto presente - continua Benati - che se non passasse il progetto del revamping siamo consapevoli che questa fabbrica andrebbe a spegnersi negli anni. E abbiamo sottolineato l'importanza in termini congiunturali, rispetto alla crisi e alla stagnazione che sta vivendo la Bassa Padovana&#187;. Presenti all'incontro anche l'assessore provinciale al Lavoro Massimiliano Barison e l'assessore all'Ambiente Mauro Fecchio. &#171;Sembra che il nodo principale sia la questione della torre - sostiene Benati - noi speriamo che l'Italcementi faccia il possibile dal punto di vista tecnico: se riuscisse a limitare progettualmente l'altezza del camino come ha annunciato sarebbe positivo. Questo aspetto ci sembra tuttavia un problema relativo rispetto a quello del lavoro&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;strong&gt;La Cna &#232; favorevole al piano &#171;Per gli autotrasportatori non vi sarebbe alternativa&#187;
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Nicola Cesaro)&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Si allarga il fronte del s&#236; al progetto di revamping promosso daItalcementi. L'apertura all'iniziativa industriale relativa al cementificio di Monselice arriva dalla Cna di Padova: &#171;Gli artigiani manifestano forti preoccupazioni per le difficolt&#224; economiche che le imprese della zona stanno vivendo - spiegano dall'associazione di categoria -. Difficolt&#224; che si aggravarebbero se si pensasse di dismettere a breve l'impianto. Per questo il progetto Italcementi deve andare avanti, pur con tutte le garanzie, che devono essere richieste e verificate&#187;. L'indotto legato a Italcementi &#232; fondamentale per il territorio: &#171;E' sbagliato - sostiene Mariano Cesaro, presidente degli autotrasportatori Cna - pensare a una riconversione nel breve periodo della tipologia di trasporto delle nostre imprese: le conseguenze, vista la crisi del settore trasporto, sarebbero negative sia per gli artigiani che per l'occupazione, senza alternative di ricollocazione in altre attivit&#224; produttive&#187;. La Cna chiede di non nascondersi dietro a falsi pregiudizi: &#171;Perch&#233; contrapporre il tema dell'occupazione a quello della tutela ambientale, come sembra emergere dalle polemiche di queste settimane? - aggiunge il portavoce della Cna - Perch&#233; lasciare i singoli comuni da soli a tentare di risolvere problemi pi&#249; grandi di loro? Perch&#233; lasciare che le contrapposizioni si radicalizzino? Se &#232; vero che le prospettive di sviluppo della Bassa non possono ruotare attorno ai cementifici ma ad attivit&#224; produttive anche legate alla tipologia del territorio, quali l'agricoltura e il turismo, si incominci a lavorare subito in questo senso&#187;. Chiude Eddi Gennaro della Cna di Este: &#171;La Provincia assuma la regia di questi lavori, dal momento che &#232; il soggetto responsabile dell'intesa d'area della Bassa Padovana: convochi il tavolo istituzionale gi&#224; previsto e non si perda altro tempo&#187;. Cna favorevole al revamping, dunque. Pur con i dovuti distinguo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;CONSIGLIO COMUNALE DI BAGNOLI DI SOPRA&lt;/p&gt; &lt;p&gt;INTERROGAZIONE AL SINDACO &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;da parte dei Consiglieri: Nadio Codemo e Cristian Ferraro&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Premesso:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; che, il Consiglio Comunale di Conselve, con la delibera n&#176;51 del 27 settembre 2006, ha approvato una variante urbanistica riguardante un'area, precedentemente destinata al verde pubblico, al fine di consentirvi la realizzazione di un impianto di cogenerazione alimentato a biomassa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; che, con la successiva delibera n&#176;17 del 7 marzo 2007 venne autorizzata, da parte del Consiglio Comunale di Conselve, la realizzazione dell'impianto e venne inoltre stabilito che &#8220;il combustibile utilizzato sar&#224; olio ottenuto da colture provenienti da un raggio di 35 KM dalla centrale&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; che la Regione Veneto, con delibera della Giunta regionale n. 2685 dell' 11 settembre 2007, ha autorizzato la societ&#224; di servizi Cosecon Spa - attualmente Attiva Spa - alla realizzazione e messa in esercizio di un impianto di cogenerazione con potenza elettrica di 5,3 MW alimentato a biomassa costituita da olio vegetale nel territorio di Conselve;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; che per realizzare il sopracitato impianto, Attiva Spa ha ottenuto un contributo dall'Unione Europea pari a 2,6 milioni di euro - nell'ambito del DOCUP (Documento unico di programmazione), Obiettivo 2 - relativo agli interventi strutturali comunitari nella Regione Veneto, sulla base del presupposto indicato nella delibera della Giunta regionale n. 3074 del 2006, secondo cui &#171;la provenienza e disponibilit&#224; del combustibile sar&#224; assicurata dalla produzione locale nella misura richiesta dall'impianto tramite un accordo in corso di definizione tra Cosecon Spa e Consorzio Agrario di Padova e Venezia&#187;;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; che la Regione Veneto, con delibera di giunta n. 1682 del 2002 ha stabilito che la provenienza del combustibile da produzioni locali era condizione necessaria per accedere ai contributi comunitari per impianti di cogenerazione energetica con l'utilizzo di biomasse. Presupposto che ha consentito all'ex Cosecon Spa di incamerare il finanziamento dell'Unione Europea nonostante la condizione non sia stata in alcun modo rispettata.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; che Attiva Spa ha recentemente locato il cogeneratore in questione alla societ&#224; bolognese Newco 56 e che, quest'ultima, ha fatto sapere che alimenter&#224; l'impianto bruciando olio di jatropha, arbusto che cresce unicamente nelle zone desertiche di Africa e Sudamerica e in nessuno modo disponibile nelle colture locali;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; che, quindi, anche le attivit&#224; produttive agricole, insistenti nel territorio del Comune di Bagnoli di Sopra, non trarranno i benefici attesi dalla realizzazione dell'impianto di cogenerazione;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; che, per contro, il Comune di Bagnoli di Sopra dovr&#224; sopportare rischi ambientali e per la salute dei cittadini inevitabilmente connessi con la messa in funzione di un simileimpianto;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; che, poi, esiste il fondato timore che il contratto di locazione posto in essere da Attiva Spa non rispetti i limiti e le condizioni imposti dalla Comunit&#224; Europea e dalla Regione Veneto; limiti e condizioni il cui rispetto sembra funzionale alla conservazione del finanziamento ottenuto;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; che, infatti, in caso di riscontrata illegittimit&#224; non &#232; da escludersi un atto di rettifica del finanziamento erogato ed il sorgere di obblighi restitutori in capo ad Attiva Spa e/o agli altri Enti coinvolti in favore della Comunit&#224; Europea (ex art. 39 Regolamento 1260/1999 oggi sostituito dagli artt. 98-102 Regolamento 1083/2006);&lt;/p&gt; &lt;p&gt;che, per dette ultime ragioni, si profila l'ulteriore rischio di un danno patrimoniale indiretto per il Comune di Bagnoli di Sopra, vista la consistente partecipazione azionaria che questo detiene in Attiva Spa;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tutto ci&#242; premesso,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;i consiglieri Nadio Codemo e Cristian Ferraro interrogano il Sindaco per sapere:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Se sia al corrente dei fatti sopra esposti;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Se ritenga che il contratto di affitto dell'impianto di cogenerazione in questione sia compatibile con i limiti e le condizioni poste dall'Unione Europea e dalla Regione Veneto;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Se ritenga opportuno procedere alla richiesta di chiarimenti scritti nei confronti del Comune di Conselve, di Attiva Spa e della Regione Veneto e/o degli altri soggetti eventualmente coinvolti;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Se del caso, quali azioni e misure, anche legali, intenda intraprendere al fine di tutelare gli interessi pubblici del Comune di Bagnoli di Sopra.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Bagnoli di Sopra, l&#236; 17 giugno 2006&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova 16-06-10,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dubbi su cave e occupazione &#171;Martinsburg non &#232; Monselice&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Guerra di cifre tra il comitato Lasciateci Respirare e Italcementi, sul progetto di revamping.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dopo l'attacco degli ambientalisti e la replica dell'azienda, che ha pure acquistato una pagina di giornale, giunge la controreplica del comitato. Gli ambientalisti rilevano che alcuni aspetti da loro denunciati non sono stati smentiti. Su altri punti rilanciano i dubbi. Biomasse. Un combustibile (non rifiuto) dichiarato solo in un documento tecnico, non accessibile a tutti. Domanda il comitato: &#171;Se si vorranno usare le biomasse vegetali, ci sar&#224; una filiera di approvvigionamento: quale? Di quale tipo di biomasse (legno) stiamo parlando? Vengono da fuori regione? Sono locali? Inoltre, se si fosse letto bene il comunicato, avreste notato che non abbiamo mai assimilato biomasse vegetali a rifiuti ma solo ai combustibili convenzionali. Non ci risulta essere convenzionale a Monselice l'uso di biomasse vegetali&#187;. Diossine. &#171;All'affermazione che la &#8220;diossina emessa &#232; poca&#8221; ribattiamo prima dicendo che dev'essere aggiunta quella dovuta ai camion collegati ai cementifici (che sono diesel), secondo, ricordiamo che il rischio sanitario delle diossine &#232; dovuto prevalentemente al loro accumulo progressivo nelle zone di impatto&#187;. Occupazione. Citando fonti della stessa azienda, Lasciateci Respirare rimarca le differenze tra i revamping di Martinsburg (Usa) e di Monselice. &#171;Prima differenza: il cementificio americano, con un investimento di 160 milioni di euro, &#8220;ha avuto un incremento di capacit&#224; produttiva di del 40% arrivando a 1.8 milioni di tonnellate/anno con una riduzione del personale&#8221;. Mentre a Monselice, con lo stesso investimento e una diminuzione di produzione del 10% arriver&#224; ad una capacit&#224; produttiva molto inferiore pari a 1,0 milioni di tonnellate/anno e dichiara di mantenere gli attuali livelli occupazionali&#187;. Inquinanti. Seconda differenza: &#171;Gli inquinanti, secondoItalcementi Italia, si ridurranno drasticamente. Secondo Italcementi Usa alcuni invece sono destinati ad aumentare&#187;. Cave. A Monselice, rileva il comitato, le materie prime vengono prelevate a 40 Km di distanza, e la proroga dell'escavazione non &#232; certa. A Martinsburg le materie prime vengono definite illimitate da Italcementi Usa. &#171;Risulta perci&#242; di buon senso - ritiene il comitato - considerando che tutti i cementifici vengono realizzati dove ci sono le cave, pensare che se non sono pi&#249; disponibili le materie prime in prossimit&#224; dello stabilimento, si prenda in considerazione il trasferimento laddove naturalmente dovrebbe stare&#187;. Parco. &#171;Italcementi &#232; lo stabilimento che genera, secondo Arpav, il 65% dell'inquinamento totale prodotto da tutti i cementifici della zona (ben 3 nel raggio di 5 km), che ricadono nell'area del Parco dei Colli Euganei - conclude il comitato -. Martinsburg non &#232; all'interno di un parco e il revamping contrasta con le finalit&#224; del Parco: dura lex sed lex deve valere anche per una potente multinazionale&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino - 16 giugno 10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Difendiamo la nostra terra&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Francesca Golja / Este&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Amo la mia terra, ci sono nata e non voglio andarmene. Eppure tanti amici con cui parlo affermano di volersene andare a cercare luoghi meno inquinati, quando si mettono a discutere di quello che succeder&#224; tra qualche anno, sia per la trasformazione delle cementerie, che per tutti quei progetti in corso per bruciare di tutto, a pochi passi da casa. La Bassa, dicono, diventer&#224; una pattumiera e l'aria diventer&#224; molto pi&#249; inquinata di quanto lo sia attualmente. I progetti nella zona sono davvero tanti, che a metterli in fila fa impressione: Motta d'Este, Carceri e tanti altri posti scelti per bruciare pollina, quei cogeneratori a Conselve, il trattamento dei rifiuti pericolosi a Saletto, un altro inceneritore a Sant'Urbano, eccetera. Tanti come me, persone semplici che non hanno potere e perci&#242; spazio per esprimere il loro parere sui giornali, pensano che quanto sta avvenendo sia molto pericoloso e distruttivo per la nostra zona. Fino ad ora ho sentito soprattutto la voce dei cementieri, Italcementi in particolare, quella dei sindacati dei lavoratori, l'azienda dei trasporti. Hanno il pieno diritto di dire la loro perch&#233; sono parte in causa, ma chi d&#224; voce a quelli come me che non la pensano allo stesso modo? Lancio un appello ai politici di qualunque schieramento: facciano delle scelte con lo sguardo rivolto al domani e per il bene di tutta la comunit&#224;, non agli interessi economici di una parte soltanto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dubbi su cave e occupazione: &#171;Martinsburg non &#232; Monselice&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Guerra di cifre tra il comitato Lasciateci Respirare e Italcementi, sul progetto di revamping. Dopo l'attacco degli ambientalisti e la replica dell'azienda, che ha pure acquistato una pagina di giornale, giunge la controreplica del comitato. Gli ambientalisti rilevano che alcuni aspetti da loro denunciati non sono stati smentiti. Su altri punti rilanciano i dubbi. Biomasse. Un combustibile (non rifiuto) dichiarato solo in un documento tecnico, non accessibile a tutti. Domanda il comitato: &#171;Se si vorranno usare le biomasse vegetali, ci sar&#224; una filiera di approvvigionamento: quale? Di quale tipo di biomasse (legno) stiamo parlando? Vengono da fuori regione? Sono locali? Inoltre, se si fosse letto bene il comunicato, avreste notato che non abbiamo mai assimilato biomasse vegetali a rifiuti ma solo ai combustibili convenzionali. Non ci risulta essere convenzionale a Monselice l'uso di biomasse vegetali&#187;. Diossine. &#171;All'affermazione che la &#8220;diossina emessa &#232; poca&#8221; ribattiamo prima dicendo che dev'essere aggiunta quella dovuta ai camion collegati ai cementifici (che sono diesel), secondo, ricordiamo che il rischio sanitario delle diossine &#232; dovuto prevalentemente al loro accumulo progressivo nelle zone di impatto&#187;. Occupazione. Citando fonti della stessa azienda, Lasciateci Respirare rimarca le differenze tra i revamping di Martinsburg (Usa) e di Monselice. &#171;Prima differenza: il cementificio americano, con un investimento di 160 milioni di euro, &#8220;ha avuto un incremento di capacit&#224; produttiva di del 40% arrivando a 1.8 milioni di tonnellate/anno con una riduzione del personale&#8221;. Mentre a Monselice, con lo stesso investimento e una diminuzione di produzione del 10% arriver&#224; ad una capacit&#224; produttiva molto inferiore pari a 1,0 milioni di tonnellate/anno e dichiara di mantenere gli attuali livelli occupazionali&#187;. Inquinanti. Seconda differenza: &#171;Gli inquinanti, secondoItalcementi Italia, si ridurranno drasticamente. Secondo Italcementi Usa alcuni invece sono destinati ad aumentare&#187;. Cave. A Monselice, rileva il comitato, le materie prime vengono prelevate a 40 Km di distanza, e la proroga dell'escavazione non &#232; certa. A Martinsburg le materie prime vengono definite illimitate da Italcementi Usa. &#171;Risulta perci&#242; di buon senso - ritiene il comitato - considerando che tutti i cementifici vengono realizzati dove ci sono le cave, pensare che se non sono pi&#249; disponibili le materie prime in prossimit&#224; dello stabilimento, si prenda in considerazione il trasferimento laddove naturalmente dovrebbe stare&#187;. Parco. &#171;Italcementi &#232; lo stabilimento che genera, secondo Arpav, il 65% dell'inquinamento totale prodotto da tutti i cementifici della zona (ben 3 nel raggio di 5 km), che ricadono nell'area del Parco dei Colli Euganei - conclude il comitato -. Martinsburg non &#232; all'interno di un parco e il revamping contrasta con le finalit&#224; del Parco: dura lex sed lex deve valere anche per una potente multinazionale&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino - 15 giugno 10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Il Cdr &#232; una risorsa, non un rifiuto da temere&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E' giunto il momento di smettere di demonizzare l'utilizzo del Cdr nei cementifici. Se poi trattasi di Cdr-Q &#232; ancora meglio. Ed &#232; giunto il momento di considerare il Cdr una risorsa e poco importa se &#232; classificato come rifiuto, in quanto le sue caratteristiche qualitative lo rendono un combustibile che ben si addice ad essere affiancato alle risorse energetiche tradizionali di origine fossile. La parziale sostituzione nei forni da cemento, non altera le caratteristiche del prodotto permettendo altres&#236; di ridurre le emissioni in atmosfera; principalmente di biossido di carbonio (CO2) ma non solo: si riducono sensibilmente anche gli ossidi di azoto (NOX). Il tutto senza togliere spazio alla raccolta differenziata che dovr&#224; continuare come prima e pi&#249; di prima in quanto ci&#242; che forma il Cdr &#232; tutto ci&#242; che non si pu&#242; recuperare e che immancabilmente finirebbe in discarica. Il forno da cemento non &#232; semplicemente una camera di combustione bens&#236; un vero e proprio &#171;reattore di processo&#187;. In virt&#249; delle caratteristiche legate alle altissime temperature e ai tempi di permanenza dei gas, questo processo &#232; particolarmente adatto all'utilizzo del combustibile da rifiuto escludendo nella maniera pi&#249; assoluta la formazione di diossine e, non da sottovalutare, anche di ceneri. Queste ultime vengono incorporate nel prodotto evitando ulteriori oneri di tipo economico e ambientale per uno smaltimento finale. Anche sul fronte delle emissioni i benefici sono indiscutibili e l'ampio rispetto dei limiti prescritti nelle autorizzazioni rilasciate dalle autorit&#224; competenti sono una garanzia di buon funzionamento. L'utilizzo di combustibile da rifiuto nei cementifici &#232; un'operazione consolidata nei paesi europei del nord, che in questi anni hanno accresciuto le quote percentuali di utilizzo. I benefici per questi paesi esteri sono tangibili sia in termini di bilancio energetico che in termini ambientali, supportati da una tecnologia di assoluta affidabilit&#224; a garanzia di ecocompatibilit&#224; del processo di recupero energetico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gianfranco Piccolo Giuseppe Raffo Matteo Capodaglio (residenti a Este)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino - 13 giugno 10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Non &#232; corretto creare allarme&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Francesco Segato&lt;/p&gt; &lt;p&gt; TRIBANO. Una tavola rotonda sul revamping Italcementi, con posizioni diverse a confronto. E' quella che si &#232; svolta l'altra sera a Tribano, promossa dalla civica &#171;Noi + Voi&#187;. Un ulteriore occasione di dibattito sullo scottante tema del momento. A discutere la ristrutturazione del cementificio, si sono alternati Massimo Cavazzana, consigliere comunale e membro della commissione Via, il consigliere regionale Stefano Peraro, il sindaco di Baone Francesco Corso, il direttore tecnico Italcementi Edoardo Giudiceandrea, il delegato RsuItalcementi Maurizio Zanovello, e il consigliere dell'Ente Parco Gianni Sandon. &#171;La commissione Via &#232; di natura tecnica, e si esprimer&#224; in base a tutta la documentazione presentata - ha esordito Cavazzana -. Ma penso sia il momento di attivare una vera discussione, forse in questo qualcuno ha mancato&#187;. Dopo avere illustrato ai presenti il progetto di revamping, il direttore tecnico di Italcementi &#232; tornato ad attaccare il comitato Lasciateci Respirare, per il comunicato in cui elencava inquinanti che il revamping non abbatterebbe. &#171;Non &#232; corretto procurare allarme fra la popolazione - ha sostenuto Giudiceandrea - e fa male al territorio. Se questo territorio deve vivere di turismo, non mi pare che questa sia una buona pubblicit&#224;&#187;. Ha tentato un appello al dialogo, invece, Corso. &#171;28 amministrazioni della Bassa hanno condiviso con noi delle osservazioni. Non vogliamo lo scontro, ma la condivisione. Ora davanti a noi ci sono due scenari: la commissione Via potrebbe approvare o respingere il progetto. Perch&#233; non utilizzare i mesi che mancano alla decisione, invece che per polemizzare, per sedersi a un tavolo e ragionare sul futuro dell'occupazione?&#187;. Una proposta respinta al mittente per&#242; dai sindacati. &#171;Peccato che voi abbiate chiesto la sospensione della procedura Via - ha ribattuto Zanovello -. Noi riteniamo inaccettabile pensare a occupazioni alternative nel breve periodo. Siamo d'accordo a una mediazione per il termine tra 25 anni&#187;. Mentre Peraro ha criticato il fronte dei sindaci: &#171;Nessun Comune &#232; andato a vedere il progetto, ad esempio, del cogeneratore di Stanghella&#187;. Per l'ex assessore provinciale all'Urbanistica, sarebbe ora piuttosto di pensare &#171;se Este, Monselice e Abano devono far parte del Parco Colli&#187;. Di tutt'altro tenore Sandon, che ha invocato una programmazione da parte della Regione per il settore, a partire da un piano cave.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Discutendo si possono conciliare salute, paesaggio e occupazione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Paolo Giaretta&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il mattino di Padova &#232; diventato un importante luogo di partecipazione civica sul problema del revamping dell'impianto cementiero di Monselice. E' stata una scelta giusta, perch&#233; la questione trascende la specificit&#224; del luogo e riguarda pi&#249; in generale l'apertura di una nuova fase che deve includere nel concetto di sviluppo quello di un modo di produrre sostenibile e pi&#249; attento ai bilanci ambientali ed energetici. Non sono finora intervenuto perch&#233; se il torneo &#232; &#171;lavoro contro ambiente&#187; &#232; un gioco che non mi interessa. Non siamo in presenza di un valore che deve prevalere sull'altro. Siamo in presenza di tre valori tutti e tre rilevanti e tutti e tre da far convivere. Il lavoro, intanto. Per i lavoratori dell'impianto e per gli occupati indiretti, a partire dal settore dei trasporti. La salute dei cittadini, che hanno diritto a vivere in un ambiente pi&#249; salubre. L'elemento paesaggistico, che &#232; una risorsa decisiva guardando al futuro dell'area euganea. La contrapposizione non risolve nulla. Prendiamo in esame le due soluzioni derivanti dalla contrapposizione. La Provincia (che &#232; quella che decide) decide per il no. L'impianto di Monselice continua a produrre nelle attuali condizioni e con le attuali emissioni per tutto il tempo che lo riterr&#224; conveniente. Quando dismetter&#224; rester&#224; una ferita paesaggistica che non avr&#224; alcun interesse a ricucire. Avr&#224; mani libere dal punto di vista occupazionale. La Provincia decide per il s&#236; (che &#232; la cosa pi&#249; probabile) magari trincerandosi dietro il parere tecnico sul Via. Manifestazioni, proteste, ecc. ma si realizzer&#224; una grave ferita al paesaggio, ed ancora una volta l'azienda sar&#224; libera, sulla base di diritti legittimi, di sfruttare l'ambiente senza alcuna specifica responsabilit&#224; sociale. Proviamo finch&#233; c'&#232; il tempo una strada diversa, che non sia quella del gioco a &#171;somma zero&#187; (vinco io e perdi tu), ma quella del gioco che aggiunge utilit&#224;, mettendo un po' di ordine nelle decisioni. Partendo da una premessa. La Regione assuma le proprie responsabilit&#224;. Ha strumenti e poteri per aiutare soluzioni. A partire dalla decisione sulla cava di Oggiano, perch&#233; sarebbe paradossale tutto questo dibattito che ha come presupposto la disponibilit&#224; della materia prima proveniente da quella cava, se poi la Regione dicesse di no. Sulla salute dei cittadini. Poich&#233; l'alternativa non &#232; tra cessazione immediata delle emissioni e esistenza dell'impianto ma tra impianto nuovo, con i relativi tempi di ammortamento, e permanenza dell'impianto attuale, per decidere occorre fare un bilancio serio sull'impatto sulla salute. Prendendo dei numeri a caso ha un impatto maggiore sulla salute dei cittadini l'esercizio dell'impianto per 10 anni nelle attuali condizioni di inquinamento o per 20 anni con le emissioni dopo il revamping? Sul paesaggio. E' inaccettabile in un sito paesaggisticamente delicato una torre di quelle dimensioni. L'altezza se ho ben capito &#232; necessaria per rendere pi&#249; efficiente l'impianto dal punto di vista del risparmio energetico e dell'abbattimento delle emissioni. Deve stare tutto fuori terra? E' possibile prevederne l'interramento parziale per ricondurre ad altezza accettabile, con idoneo trattamento di mitigazione ambientale? L'occupazione. L'attivit&#224; cementiera &#232; incompatibile con il parco. In Italia in genere si mettono i divieti e poi ci si disinteressa della realt&#224;. Si faccia un serio piano di dismissione, diluito nel tempo ma certo nel risultato finale. Con prospettive certe di rioccupazione, con un accordo per il risanamento dei siti. L'esperienza della legge Fracanzani-Romanato che impose la cessazione dell'attivit&#224; di escavazione nei Colli pu&#242; ancora insegnare qualcosa. Anche allora c'era questo contrasto tra lavoro e paesaggio. Se la politica avesse ceduto alle motivazioni dei cavatori e al ricatto che facevano sui lavoratori (ed era un Veneto molto pi&#249; povero con molto meno lavoro) oggi i Colli sarebbero spianati e vi sarebbe un deserto economico e un disastro ambientale. Si decise con lungimiranza e coraggio, lasciando tuttavia il tempo necessario per una fuoriuscita morbida dal settore. Questa &#232; la strada da ripercorrere oggi. Il resto &#232; solo in capo alle faziosit&#224; ideologiche e ad una politica che rifugge dalle responsabilit&#224;. Il risultato, come ho cercato di dimostrare, sarebbe la sconfitta di tutti: tutti sconfitti e nessun vincitore. Regione e Provincia invece di fare il pesce in barile mettano insieme le parti: sindaci, sindacati e imprese e costruiscano un serio percorso per tenere insieme i tre valori che ho indicato. Si pu&#242; fare e la gente capirebbe.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;ITALCEMENTI NON RIUSCIRA' A METTERCI IL BAVAGLIO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;1. Il comitato non ha la forza economica che gli consente di uscire a pagamento sui giornali per fare attacchi demagogici e inqualificabili, ma che piaccia o no, &#232; stata una risorsa per far emergere problemi, progetti e anche contraddizioni sul territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;2. Il comitato non ha il potere di convincimento economico che gli permette di avere certezza in appoggi incondizionati di certi politicanti di destra e di sinistra.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;3. Il comitato, essendo completamente trasversale e non ideologico, si basa sull'appoggio di persone comuni: molte hanno dichiarato di non votare, altre sono di destra, altre di sinistra e di centro. Sono trasversali anche considerando le classi sociali e culturali: operai, impiegati, dirigenti, casalinghe ma sopratutto padri, madri, nonni e nonne.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;4. In questi anni tutto quanto presentato dal comitato in pubblici dibattiti o alla stampa si basa su documentazione certa: molto spesso l'origine &#232; dei cementieri stessi, altre volte dell'ARPAV e in ogni caso sempre su documenti ed articoli di giornali pubblicati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In merito alle pesanti critiche mosse al Comitato vogliamo solamente fare alcune considerazioni. Il Comunicato conteneva vari aspetti. Prendiamo atto che alcuni di essi non essendo stati oggetto di critica sono ritenuti quanto meno non discutibili dalla stessa azienda, su quelli invece fortemente contestati vorremmo puntualizzare quanto segue.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;1- in merito alle biomasse vegetali: la scelta dell'utilizzo di biomasse vegetali non era presente nella relazione disponibile on-line nel sito della Provincia, ma era presente solo nel documento tecnico a disposizione delle Commissioni. Credendo che la trasparenza con il territorio sia una cosa importante, non abbiamo certo apprezzato questa &quot;dimenticanza&quot;. Del resto se si vorranno usare le biomasse vegetali, ci sar&#224; una filiera di approvvigionamento: quale? Di quale tipo di biomasse (legno) stiamo parlando? Vengono da fuori regione? Sono locali? Inoltre, se si fosse letto bene il comunicato, avreste notato che non abbiamo mai assimilato biomasse vegetali a rifiuti ma solo ai combustibili convenzionali. Non ci risulta essere convenzionale a Monselice l'uso di biomasse vegetali nei cementifici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;2 - in merito alle diossine: all'affermazione che la &#8220;diossina emessa &#232; poca&#8221; ribattiamo prima dicendo che dev'essere aggiunta quella dovuta ai camion collegati ai cementifici (che sono diesel), secondo, ricordiamo che il rischio sanitario delle diossine &#232; dovuto prevalentemente al loro accumulo progressivo nelle zone di impatto. Se ci si nasconde dietro la concentrazione di legge si riconosca almeno il contributo significativo (produzione clinker + trasporti) alla bio concentrazione di questa classe di composti, lungo la catena alimentare locale. Se 1 grammo &#232; la dose massima ammessa per 4,5 milioni di abitanti (prof. Gianni Tamino, Docente di Biologia presso il Dipartimento di Biologia dell' Universit&#224; degli Studi di Padova) chiediamo al Sindaco, all'ARPAV e alle altre autorit&#224;, quanto &#232; il valore per il nostro territorio? Da l&#236; siamo disposti a partire per capire se un valore &#232; tanto o poco.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per quanto attiene pi&#249; specificatamente il confronto tra i revamping di Martinsburg USA e quello di Monselice (PD) si sottolinea che le differenze evidenziate (che tanto hanno fatto adirare Italcementi Monselice) sono le seguenti:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A. L'impianto di Martinsburg, che ha visto un investimento di ca. 160 milioni di euro ha avuto un incremento di capacit&#224; produttiva di ca. il 40% arrivando a 1.8 milioni di tonnellate/anno con una riduzione del personale (fonte Italcementi USA: The upgrades will mean a slight decrease in employment, from 186 people to between 140 and 150, Nicholls said.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;B. L'impianto di Monselice con lo stesso investimento e una diminuzione di produzione del 10% arriver&#224; ad una capacit&#224; produttiva molto inferiore pari a 1,0 milioni di tonnellate/ anno ( fonte Italcementi Italia) dichiara di mantenere gli attuali livelli occupazionali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le dichiarazioni A e B ci sono sembrate e ci sembrano abbastanza in contrasto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;C. Gli inquinanti, secondo Italcementi Italia, si ridurranno tutti drasticamente. Secondo Italcementi USA alcuni invece sono destinati ad aumentare (es.but carbon monoxide emissions still would increase said the manager plant. )&lt;/p&gt; &lt;p&gt;D. Le materie prime tradizionali (marne) vengono prelevate a Monselice da una cava distante 40 km (Ogiano) e le autorizzazioni alla continuazione di escavazione non sono ancora state concesse. A Martinsburg le materie prime vengono definite illimitate da Italcementi USA (.Company has virtually endless supply of raw materials).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Risulta perci&#242; di buon senso, considerando che tutti i cementifici al mondo vengono realizzati dove ci sono le cave ( e lo &#232; stato anche a Monselice negli anni '60), pensare che se non sono pi&#249; disponibili le materie prime in prossimit&#224; dello stabilimento, si prenda in considerazione il trasferimento laddove naturalmente dovrebbe stare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E. Lo Stabilimento Italcementi &#232; quello che genera, secondo ARPAV, il 65% dell'inquinamento totale prodotto da tutti i cementifici della zona (dove nel raggio di 5 km ce ne sono ben 3), che ricadono nell'area del Parco dei Colli Euganei. Martinsburg non &#232; all'interno di un parco e il revamping contrasta con le finalit&#224; del parco stesso: dura lex sed lex deve valere anche per una potente multinazionale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si potrebbe continuare, ma non vogliamo occupare troppo spazio ai giornali che gentilmente, ma doverosamente dovrebbero dar voce anche al nostro intervento di replica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ci auguriamo per contro che sia data la giusta evidenza alle proposte alternative al revamping che da pi&#249; parti sono state poste e verranno presentate che, se accettate, avrebbero un'importanza strategica ed economica ben pi&#249; elevata rispetto a quella di Italcementi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In conclusione vogliamo riaffermare che Italcementi ha costituito per il territorio di Monselice un'importante attivit&#224; che ha portato lavoro. Vogliamo altres&#236; sottolineare che Italcementi ha avuto da Monselice un'attivit&#224; altamente remunerata per pi&#249; di 40 anni e in un bilancio totale non &#232; certamente Monselice che risulta in debito. L'ostinazione la durezza con le quali Italcementi insiste in questo revamping dai molti punti oscuri (ritenuto non adatto nella forma presentata da 30 Comuni del circondario e non da un semplice Comitato Popolare), &#232; la chiara dimostrazione che l'interesse non pu&#242; essere solo quello della semplice produzione tradizionale del cemento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; COMITATO POPOLARE &#8220;LASCIATECI RESPIRARE&#8221;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Monselice 12-06-2010&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino - SABATO, 12 GIUGNO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Rsu: &#171;Comitato smentito&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I lavoratori dell'Italcementi contro Lasciateci Respirare &#171;Non lavoriamo in una fabbrica di veleni, sono falsi&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(FRANCESCA SEGATO)&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Dopo l'azienda, anche la Rsu di Italcementi replica all'ultima uscita di Lasciateci Respirare. Ovvero quella con cui il comitato contestava il revamping citando una serie di inquinanti che l'ammodernamento non abbatterebbe. &#171;Argomenti velenosi&#187; per Maurizio Zanovello, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza salute e ambiente. &#171;Quando ci sentiamo accusati di svolgere il nostro lavoro in una fabbrica di veleni, come affermato dal comitato lasciateci respirare, non possiamo non esprimere il nostro dissenso pi&#249; totale&#187; sbotta. &#171;Non accettiamo di essere etichettati come coloro che pur di lavorare accettano passivamente condizioni &#8220;velenose&#8221; imposte dall'azienda, perch&#233; la Rsu da sempre &#232; stata ed &#232; vigile e parte attiva sul controllo delle materie prime e sui combustibili che entrano in stabilimento, nonch&#233; sulle emissioni ai camini, tra l'altro in visione disponibile a tutti i cittadini nel sito internet del comune di Monselice. &#171;Gli argomenti addotti dal comitato sono triti e ritriti - controbattono i lavoratori - smentiti dalle analisi effettuate dall'Universit&#224; degli studi di Padova sulle ricadute di sostanze inquinanti nei terreni. Se si vuole impressionare la popolazione sciorinando dati in nano grammi senza dare un'idea dell'ordine di grandezza (un miliardesimo di grammo o l'equivalente della massa di una cellula umana) di tale unit&#224; di misura, tanto che dalle analisi ai camini non sono nemmeno rilevabili, dal nostro punto di vista significa che non si &#232; pi&#249; in grado di anteporre argomenti veri di discussione. Si &#232; passati dall'iniziale spettro Cdr, dall'altezza della torre che provocherebbe scompensi psicologici solo a guardarla&#187;. In sostanza, spiega la Rsu, se &#232; vero che l'inquinamento &#232; in buona parte dovuto alla cementeria, gli ultimi due anni, con un forno solo attivo su tre, avrebbero dovuto vedere grosse differenze: &#171;Ma da quanto sappiamo non &#232; stato cos&#236;&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;LA LETTERA DEL DR. GASTONE ZILIO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Caro direttore&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se c'era bisogno della prova del nove, l'Italcementi, con le dichiarazioni
rese alla stampa locale, ha svelato il vero progetto sulla citt&#224;, con parole
suadenti e ingannevoli, perch&#232; ricattatorie
Bartoldo si confessava ridendo ma la direzione di Italcementi di Monselice ha
fatto di meglio.
Irridendo i tanti cittadini di Monselice, perplessi e seriamente preoccupati
per la progettata opera di
revamping della cementeria, la direzione ha svelato il vero progetto del
padrone, il suo vero volto sulla citt&#224;.
Nulla ha fatto per rispettare l'ambiente: ora promette il revamping della
riparazione.
Poco o nulla ha speso fino ad oggi per ammodernare un vetusto cementificio da
sempre inquinante, anche alla luce delle recenti valutazioni Arpav (2010): ora
promette un investimento, una torre ex-novo, che nelle dichiarazioni riparer&#224; i
danni dell'inquinamento, della met&#224;: fino al 50%.
Il padrone del cemento ha perpretato per anni, nei colli, lo scempio delle
cave e ci ha lasciato in eredit&#224; squarci lenti a colmare, uno sfregio
naturalistico che ferisce per sempre. Ma ora scopre una eccezionale vocazione
ambientale (&quot;straordinario livello ambientale, nell'interesse di tutti&quot;) e, se
lo lasciamo fare, risaner&#224; l'aria caricandola di ancora il 50% in inquinanti.
Che poi, a conti fatti con il lungo autotrasporto dalla cava di Orgiano,
l'inquinamento non sar&#224; affatto abbattuto del 50% ma, se andr&#224; tutto per il
verso giusto, del 30%.
E noi a godere come matti per l'insperata vocazione ambientale del padrone.
Poi - e questo &#232; il giubileo delle buone intenzioni, la farsa dell'imbonitore
&#8211; il dichiarante rivela la propensione a mettere le mani sulla citt&#224; e ghermire
l'ingenuit&#224; dei monselicensi: non realizzare il revamping vuol dire lasciare la
produzione come st&#224; ora e inquinare come sta facendo (dichiarazione congiunta
ARPAV e Amministratori in carica di Monselice) seppur nel rispetto delle leggi
vigenti. Ecco il ricatto: nessuno ci impone di chiudere ma ve la faremo pagare
inquinando come avviene oggi, nei termini di legge. E' scritto: &quot;noi non
intendiamo usare il CDR nel forno da cemento&quot;, MA &quot;sarebbe una opportunit&#224;&quot;
come avviene altrove ed &#232; un peccato sprecarla! Se non si potr&#224; sfruttare
questa insperata opportunit&#224; sotto casa, pazienza, USEREMO IL PETCOKE; non
useremo un grammo di rifiuti MA TONNELLATE DI PETCOKE che, badate bene, non &#232;
uno &quot;scarto tossico&quot; (vedi che lo pensano), anzi, come la Comunit&#224; Europea
permette, &#232; un combustibile convenzionale.
Il petcoke, in verit&#224;, fino al 2002 &#232; stato unanimemente considerato la
feccia, per piroscissione, dei derivati petroliferi pesanti e oleosi,
pericoloso per l'elevata presenza di metalli come il nichel, il cromo e il
vanadio e particolarmente tossico perch&#232; ricchissimo in idrocarburi policiclici
(quali il benzene) incriminati nell'indurre tumori. E' per tutto questo che il
petcoke &#232; da sempre considerato lo scarto dello scarto dell'oro nero.
Ma all'ombra dei cementifici, godiamo di tutto questo, in un particolare stato
di grazia!
Vi ricordate? Il massimo del gradimento &#232; stato nell'anno di grazia 2004:
l'Arpav metteva in evidenza un singolare inquinamento dell'aria di Monselice
con elevate concentrazioni di benze, acrilonitrile e cloruro di vinile, tutte
sostanze venefiche e tossiche. Tutti si sono girati a guardare le cementerie;
le Direzioni delle cementerie e gli assessori (in)competenti in carica con
relativi sindaci medici e indicare invece le stalle e i capannoni dei vicini
agricoltori. Non c'&#232; che dire: si tratta di esperienze esilaranti all'ombra
degli alti camini di Monselice e di Este. Oppure si tratta del teatro povero,
per la plebe di Monselice, dei grandi burattinai?
Infine, la faccenda della diossina: grazie perch&#232; ci vorrete fornite delle
&quot;piccole prese&quot; quotidiane che in pico-dosi male non fanno. Vergognatevi: la
diossina prodotta dai camini, infinitamente piccola, si aggiunge alla
concentrazione della diossina ambientale e delle altre attivit&#224; produttive. Per
questo &#232; criminoso giustificare la produzione di una sostanza che &#232; un
carcinogeno certo, ad attivit&#224; mutagena, teratogena e disendocrina. Non
dovrebbe mai essere prodotta: n&#233; per gioco, n&#233; per ragionevole margine di
rischio in attivit&#224; produttive, in vicinanza della popolazione. N&#233; nelle sagre,
n&#233; nei fal&#242; &quot;dea vecia&quot; delle piazze cittadine!
Cari cementieri, le dichiarazione rese ai giornali fanno torto alla vostra
intelligente ricerca del benessere dei cittadini e dell'ambiente. Oppure
rivelano che siete in difetto di intelligenza. Oppure ci dicono ben altro: che
state cavalcando il bisogno del lavoro e della fame della gente e siete la
testa di ponte della deriva imprenditoriale che nella resa dell'economia
mondiale al profitto e alla speculazione state provocando all'ambiente dei
danni severissimi. Scenari disastrosi come Seveso, Bophal o l'apocalisse delle
coste del Messico e della Florida risultano insopportabili anche per i teneri
palati della Bassa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino - VENERD&#204;, 11 GIUGNO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Veleni nei fumi? Solo accuse false&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Italcementi ribatte al Comitato: diossine e micropolveri a livelli impercettibili&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(FRANCESCA SEGATO) /&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Risponde punto per punto, l'Italcementi, al comunicato del comitato Lasciateci Respirare che denunciava alcune &#171;ombre&#187;, per quanto riguarda gli inquinanti, non dissipate dal revamping dello stabilimento. Lo fa con un intervento a firma del responsabile Ambiente e Igiene industriale, Angelo Monti. Tanta &#232; stata l'irritazione per la nota diffusa dal comitato, da indurre l'azienda ad acquistare un'intera pagina del giornale (la 12 dell'edizione di oggi) per rispondere dettagliatamente alle accuse e attaccare frontalmente il comitato, accusandolo senza tanti giri di parole di agire in malafede. Ecco in sintesi quanto precisa l'azienda. Limiti di legge. Le emissioni dell'impianto sono sempre rimaste entro i limiti di legge. &#171;Come verificato attraverso un costante controllo 24 ore su 24 dei diversi parametri emissivi e i numerosi controlli eseguiti da Arpav quale autorit&#224; preposta&#187; sottolinea Monti. Diossine. Quelle emesse dal cementificio sono inferiori a quelle del parco auto di Monselice. &#171;Tutte le attivit&#224; umane, anche quelle naturali, generano o possono generare diossina - sostiene l'azienda - Anche i forni per la produzione di cemento, potenzialmente, possono emettere diossine, ma in quantit&#224; assolutamente irrilevante grazie alla tipologia produttiva e all'adozione delle migliori tecniche disponibili&#187;. Ne &#232; riprova il fatto che le emissioni di diossina si valutano per legge in termini di miliardesimo di grammo per metro cubo, e che spesso i rilievi riscontrino valori inferiori ai minimi rilevabili dalle pi&#249; moderne strumentazioni analitiche. &#171;In sostanza - rileva Monti - le emissioni della cementeria sono stimabili in pochi milligrammi all'anno, ovvero meno di quanto emesso dal parco auto circolante a Monselice, o da quanto pu&#242; derivare dall'incendio dei boschi o dalla combustione all'aria aperta di limitate quantit&#224; di residui dell'agricoltura&#187;. Italcementi ricorda a tal proposito lo studio condotto dall'Universit&#224; di Padova nel 2009 sulla ricaduta al suolo delle diossine dai cementifici: i valori riscontrati sono sempre nei limiti e spesso addirittura inferiori alla rilevabilit&#224; strumentale. Micropolveri. &#171;E' strumentale e improprio addebitare particolari rischi specifici a una cementeria che adotta le migliori tecniche disponibile per il controllo delle polveri, nei cui fumi le micropolveri costituiscono frazioni trascurabili&#187; ribatte la ditta. Biomasse. Il comitato denunciava il previsto uso di biomasse come combustibile. Chiarisce la ditta: &#171;L'uso di biomasse vegetali combustibili non rifiuto (quali il legno), &#232; un obiettivo del Gruppo Italcementi nell'ottica della sostenibilit&#224; volto alla riduzione delle emissioni di CO2 in linea con la direttiva comunitaria &#8220;20-20-20&#8221;. E' curioso come i sedicenti ambientalisti del comitato demonizzino l'intenzione di utilizzare le biomasse, note in tutto il mondo come combustibili verdi&#187;. Pet-coke. Solo frasi fatte per Monti le accuse di pericolosit&#224; al combustibile che verr&#224; utilizzato: &#171;Combustibile che &#232; utilizzato da tutte le cementerie d'Italia, d'Europa e del mondo ad esclusione, apprendiamo, della Giordania&#187;. Le accuse del comitato comprendevano anche altre voci, come la critica sul filtro utilizzato, che non abbatterebbe certi metalli pesanti. &#171;Non entriamo nel merito delle altre consuete considerazioni e accuse del comitato - le liquida l'azienda - per la loro ripetitivit&#224;, inconsistenza e pochezza di contenuti&#187;. Italcementi ribadisce che il revamping porter&#224; alla riduzione di almeno il 50% delle emissioni dello stabilimento. E chiarisce: &#171;L'alternativa non &#232; la chiusura ma il mantenimento dello stabilimento attuale, che in ogni caso ha tutti i diritti di esistere e tutti i parametri ambientali perfettamente in regola&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; -Il Gazzettino - Gioved&#236; 10 Giugno 2010,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il progetto Italcementi
affronta la commissione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(F.G.) Si &#232; tenuta ieri pomeriggio in Provincia un'importante riunione, alla quale hanno partecipato anche molti sindaci della bassa padovana. Sul piatto il tema dell'estate: il progetto di revamping dello stabilimentoItalcementi di Monselice. Marted&#236; c'era stato un altro incontro in Regione, dove erano stati invitati i rappresentanti di Este e Monselice, la Provincia, il Parco ed il Ministero dell'ambiente. A Venezia si &#232; discusso del futuro dei tre cementifici della zona e dell'applicazione del piano ambientale del Parco. Adesso la patata, bollente pi&#249; che mai, passer&#224; nelle mani della commissione consiliare provinciale, competente in materie ambientali e del territorio. La commissione raccoglier&#224; le osservazioni proposte dai vari Municipi e dagli enti interessati. Quindi si prender&#224; qualche mese, probabilmente una novantina di giorni, per esprimersi sulla faccenda. &#171;Alla commissione - dice il sindaco di Monselice, Francesco Lunghi - posso solo comunicare quanto &#232; emerso dal consiglio comunale sul revamping, dal quale sono uscite alcune osservazioni alla valutazione di impatto ambientale&#187;. &#171;Alcune di esse mi trovano d'accordo, su altre ho una posizione critica - continua Lunghi - sono d'accordo ad esempio sulla necessit&#224; di istituire un tavolo di lavoro, sul fatto che il progetto prevede un'altezza eccessiva per la torre e sulle tematiche legate al mantenimento dei posti di lavoro. Ma le nostre istanze hanno un valore indicativo per la commissione, che dovr&#224; decidere in totale indipendenza&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova - GIOVED&#204;, 10 GIUGNO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La commissione provinciale ascolta le opinioni dei sindaci della Bassa&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il &#171;no&#187; di 27 Comuni, il &#171;s&#236;&#187; di Simonetto, Lunghi legge e commenta: Miazzi lo riprende col sostegno di Bozza&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;MONSELICE. I sindaci dell'area cementifici a colloquio con la Commissione provinciale Ambiente. Ieri dalle 17.30, i primi cittadini di Arqu&#224; Petrarca, Baone, Battaglia, Este, Monselice, Pernumia, San Pietro Viminario hanno preso parte alla riunione della 5&#170; Commissione a Palazzo Santo Stefano, convocata ancora una volta per discutere il revamping dello stabilimento Italcementi. Quasi tre ore in cui sono emerse con chiarezza le diversit&#224; di vedute sul progetto. Era uno dei vari passaggi con cui la Commissione Ambiente sta cercando di approfondire la problematica del revamping, prima di arrivare al voto della mozione presentata in Consiglio provinciale, con valenza di indirizzo, dall'Idv. Il sindaco di Este Giancarlo Piva, il collega di Arqu&#224; Petrarca Luca Callegaro e il primo cittadino di Baone Francesco Corso hanno ribadito le posizioni espresse nel documento dei 27 sindaci. Chiedendo con forza l'istituzione di un tavolo di confronto tra tutti i soggetti coinvolti, per valutare anche ipotesi occupazionali alternative al progetto. Mentre Luciano Simonetto, sindaco di Pernumia, ha espresso il suo s&#236; al revamping. Per Monselice, invece, il sindaco Francesco Lunghi spiega di aver riportato i contenuti della delibera votata a maggioranza in consiglio. &#171;Ho letto la delibera del consiglio e le osservazioni contenute - racconta - In parte sono d'accordo, sulla torre da 122 metri, sul tavolo di lavoro e sul divieto del Cdr. Ma non sull'ultimo punto, la richiesta di sospendere la procedura Via: infatti l'assessore Fecchio ha risposto che la Via &#232; una procedura tecnico-amministrativa, non politica&#187;. A chi assisteva, per&#242;, non &#232; andato gi&#249; che Lunghi, pi&#249; che leggere la delibera, facesse una lettura &#171;con commento&#187;, facendo risaltare le sue diverse opinioni rispetto a quanto scritto. Al punto che la seduta ha registrato il &#171;fuori programma&#187; di un siparietto con Francesco Miazzi, consigliere di opposizione. Il quale si &#232; alzato ed &#232; intervenuto, qualificandosi cos&#236;: &#171;Rappresento la maggioranza del Consiglio comunale di Monselice&#187;. Accanto a lui, Santino Bozza assentiva: il consigliere regionale (e comunale) del Carroccio ha ricordato l'alto tasso di malattie all'apparato respiratorio nella Bassa. Un altro tassello importante si &#232; avuto luned&#236; in Regione. Alla presenza di Parco, sindaci e Provincia si &#232; attivato il tavolo, presieduto dall'assessore regionale Franco Manzato, per cominciare a discutere l'eventuale futura delocalizzazione delle cementerie. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Ecco tutti i veleni contenuti nei fumi&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Diossine, metalli pesanti, micropolveri e Pet-coke: la controanalisi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; (FRANCESCA SEGATO) /&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. &#171;Quale costo in termini di vite e di salute saremo costretti a pagare per assecondare questo investimento?&#187;. Lo chiede il comitato Lasciateci respirare, in una nota sul revamping Italcementi che affronta il punto centrale per i fautori dell'iniziativa: la riduzione delle emissioni. E snocciola una serie di punti critici rispetto ai dati di Italcementi. Diossine e metalli. &#171;In tutte le comunicazioni si tralascia di dire che, nei propri cementifici, Italcementi dichiara l'emissione di diossine nell'ordine delle decine di nanogrammi e delle decine di milligrammi di metalli (mercurio, tallio, cadmio) per tonnellata di clinker prodotto - denuncia il comitato - Se calcoliamo una produzione di 3.000 tonnellate per anno a Monselice e proviamo a moltiplicare, possiamo farci un'idea della &#8220;schifezza&#8221; uscita e di quanta ne uscir&#224;, se si continuer&#224; con questa attivit&#224; industriale&#187;. Micropolveri. &#171;Si omette di parlare delle micropolveri che nessun filtro &#232; in grado d'intercettare - continua l'analisi - Le &#8220;nano-particelle&#8221; liberate dai processi di combustione contengono svariati metalli pesanti (cadmio, cromo, nichel, mercurio, piombo), ai quali tutti riconoscono un'azione genotossica, teratogena, mutagena, in grado di superare le barriere polmonari ed entrare direttamente nel sistema circolatorio. Quante tonnellate di queste sostanze sono state immesse in questi decenni? Quante ne verranno immesse nell'aria nei prossimi 20-30 anni di funzionamento della cementeria?&#187;. Rifiuti. Nel mirino del comitato pure l'uso dei rifiuti come ingredienti del clinker. &#171;Anche se non vengono bruciati, sono sottoposti a un processo di cottura che libera sostanze pericolose. Una parte &#232; catturata nel clinker (sul cui inquinamento nessuno ha mai indagato), il resto si libera in atmosfera&#187;. Biomasse. L'analisi del comitato svela anche che a Monselice verrebbero usate biomasse: &#171;Non si pu&#242; chiedere di dare fiducia a chi dichiara di voler usare solo combustibili tradizionali, ma poi nella sintesi tecnica del progetto (quella non disponibile on-line a tutti) scrive: &#171;E' intenzione inoltre di utilizzare biomasse vegetali&#187;. A quali altri combustibili pian piano vi aprirete, quali sono le vostre reali intenzioni nei prossimi anni?&#187;. I filtri. Quello scelto per Monselice non abbatterebbe certi pericolosi metalli pesanti. &#171;Nello screeening del cementificio di Scafa - rivela il comitato - l'azienda dichiara che per la stessa tipologia di filtro &#8220;Resta esclusa la possibilit&#224; di abbattimento della quota di metalli, estremamente volatili, che non condensa con il materiale particolato alle pur basse temperature di esercizio del filtro&#8221;. Proprio il mercurio, il tallio e il cadmio&#187;. Il sindacato. &#171;Non &#232; sufficiente il controllo sindacale - contesta il comitato - perch&#233; nel 2006 fu il comitato Lasciateci respirare a portare alla luce l'inchiesta del Corpo forestale dello Stato che evidenzi&#242; un traffico illegale di rifiuti e la fuoriuscita del pericolosissimo mercurio dall'Italcementi di Monselice&#187;. Cdr e Pet-coke. Il comitato sottolinea i rischi di emissioni di diossine e metalli pesanti dal Cdr. Ma non &#232; tranquillo nemmeno se Italcementi garantisce che non lo user&#224;: &#171;Fa passare in secondo piano l'uso di 100.000 tonnellate annue di Pet-coke, previsto per il nuovo forno. Perch&#233; non dire che si tratta di uno scarto tossico, che contiene benzopirene, ossidi di zolfo e metalli pesanti come nichel, cromo e vanadio? Perch&#233; non mettere in evidenza che l'uso del Pet-coke nella raffineria di Gela ha suggerito alcune indagini epidemiologiche, dove si &#232; registrata una possibile correlazione con le malformazioni e l'alto tasso di tumori tra la popolazione locale? Perch&#233; non rilevare che, per questi motivi, l'utilizzo del Pet-coke &#232; stato vietato in Giordania?&#187;. Usa. Infine, per il comitato, lo stabilimento di Martinsburg non &#232; paragonabile con la realt&#224; di Monselice: &#171;I Colli sono una barriera che limita fortemente la dispersione degli inquinanti&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;ALCUNE RIFLESSIONI SUL PROGETTO REVAMPING DELL'ITALCEMENTI.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Scrivo queste note sia come esponente del sindacalismo di base (ADl-Cobas &#8211; USB) che &#232; presente in molte situazioni critiche della bassa padovana, sia come ex residente di Monselice che ha partecipato, a partire dalla fine degli anni 60, a molte battaglie per rendere migliore questo territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Vorrei prima di tutto fare una premessa. Vent'anni fa nasceva il Parco dei Colli Euganei. Quando &#232; stato istituito, voleva rappresentare un luogo dove sperimentare una modalit&#224; di sviluppo economico e sociale &quot;alternativa&quot; che, partendo dal rispetto dei luoghi, desse un significato nuovo allo sviluppo delle comunit&#224; euganee. Era evidente e lo &#232; ancora di pi&#249; oggi, che la presenza dei tre cementifici nel raggio di 10 chilometri, rappresentasse e rappresenta un corpo estraneo ad un progetto che doveva individuare ben altre direttrici di sviluppo. Ma il progetto del Parco &#232; rimasto un progetto incompiuto, in particolar modo perch&#233; sono rimasti i tre cementifici che continuano a deturpare e ammorbare l'ambiente. E' evidente che in una situazione di questo tipo, pensare ad uno sviluppo diverso &#232; molto difficile. Solo per pensare ad una delle possibili alternative a questo modello di sviluppo, &#232; scontato che il turista che passa per Monselice, sia che arrivi da sud o da nord e vede la bellezza della Rocca restaurata, da un lato, ma dall'altro vede due impianti mostruosi per la produzione di cemento, possa pensare di fermarsi per trascorrere qualche giorno di relax. E allora le cose sono due: o si pensa che la scelta del Parco dei Colli Euganei fosse una semplice boutade e che la chiusura delle cave fosse solo merce di scambio con gli albergatori di Abano e Montegrotto, oppure si pensava che quella scelta rappresentasse una effettiva inversione di tendenza che doveva comunque mettere in conto la chiusura dei cementifici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I sindacati confederali CGIL, CISL e UIL, unitamente alle RSU, hanno espresso il loro fermo convincimento che si debba realizzare il progetto &#8220;revamping&#8221;. Non dicono per&#242; che questa scelta implica necessariamente l'affossamento definitivo del progetto del Parco Colli e che l'unico sviluppo possibile per questo territorio, almeno per i prossimi 30 anni, sar&#224; basato sulla centralit&#224; della produzione di cemento. Sarebbe questa una strategia che guarda al futuro, in tempi nei quali &#232; sempre pi&#249; evidente che, o si progetta uno sviluppo ecosostenibile - che prevede ovviamente sempre meno l'impiego di cemento &#8211; oppure, anche dal punto di vista economico non c'&#232; futuro. E' veramente incredibile che all'interno dei sindacati confederali vi sia ancora una mentalit&#224; interamente subalterna ai grossi centri di potere e a logiche produttivistiche che hanno portato alla devastazione dell'ambiente e a danni incalcolabili all'ambiente e alla salute dei cittadini. Vedi solo l'ostinata difesa da parte dei sindacati confederali del polo chimico di Porto Marghera, nonostante le migliaia di omicidi bianchi perpetrati in nome dello sviluppo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;C'&#232; chi vuole far credere che essere contro il &#8220;revamping&#8221; significhi essere contro gli operai che lavorano nei cementifici. E' invece esattamente l'opposto! Contrastare il progetto dell'Italcementi e dei Pesenti significa mettersi nell'ottica di costruire un nuovo futuro , non pi&#249; vincolati dall'obbligo di accettare la presenza, per chiss&#224; quante altre generazioni, dei cementifici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il problema allora &#232; quello di andare fino in fondo sulla scelta del Piano Ambientale dei Colli Euganei approvato dall'Ente Parco, che dichiara incompatibile la presenza delle cementerie nell&#180;area del Parco. E quindi, stabilire dei tempi per la loro chiusura, aprendo una gara di idee per arrivare ad una trasformazione del territorio che, salvaguardando reddito e lavoro, ponga le basi di una nuova epoca storica di sviluppo eco-compatibile. E' il momento di scelte coraggiose, ma anche di buon senso, perch&#233; gli argomenti che ci devono portare ad opporci al progetto &#8220;revamping&#8221; non sono solo di natura strategica, di concezioni diametralmente opposte di sviluppo, che, di per s&#233; dovrebbero essere sufficienti, ma attengono anche al fatto che, da persone semplici, non ci possono convincere alcuni argomenti dell'Italcementi. Ad esempio: sembra che l'unico scopo di un investimento di 160 milioni di &#8364; sia quello di abbattere le emissioni nocive del 50%, dei costi dovuto al risparmio del consumo energetico - che, da solo, dovrebbe garantire l'ammortamento in dieci anni dell'investimento effettuato - con una produzione di cemento che rimarr&#224; invariata. Si danno numeri, cifre, difficilmente verificabili, ma si pu&#242; non essere diffidenti su quello che viene dichiarato? Sappiamo da sempre, che a ricatto segue ricatto e sempre in nome della difesa dei posti di lavoro. Come &#232; stato detto da pi&#249; parti, se verr&#224; posta la necessit&#224; di bruciare CDR perch&#232; diversamente l'impianto non sar&#224; in grado di sopportare l'aumento dei costi, si sar&#224; sottoposti ad un ennesimo ricatto occupazionale e avanti di questo passo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Inoltre, non si dice che Italcementi, come combustibile per il nuovo forno, prevede l'utilizzo di almeno 100.000 tonnellate annue di Pet-coke, conosciuto anche come &quot;feccia del petrolio&quot;. Perch&#233; non dire che data la sua composizione, l'Osha, ente statunitense per la sicurezza sul lavoro, ha fissato un limite di esposizione che non va mai superato in quanto &#232; alta la probabilit&#224; che causi danni permanenti o la morte? Perch&#233; non sottolineare che l'uso del Pet-coke come combustibile nella raffineria di Gela, ha suscitato interrogativi sulla possibile correlazione con le malformazioni e i numerosissimi tumori nella popolazione locale?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Difendere i lavoratori, non sempre coincide con la difesa di &quot;quel&quot; posto di lavoro, ma passa anche attraverso la ricerca di alternative occupazionali pi&#249; salubri per la popolazione e per gli stessi addetti, che non dimentichiamolo, in questi anni hanno pagato un prezzo altissimo in termini di salute.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ai confederali purtroppo, questo coraggio manca da sempre .&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per ADL-Cobas USB Gianni Boetto&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;CONTRARIO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E' troppo il cemento&lt;/p&gt; &lt;p&gt;RICCARDO FORNASIERO / MONSELICE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sono nato e vivo a Monselice e sto seguendo con preoccupazione la questione Revamping Italcementi. Amo la natura e la zona dei Colli dove vivo. Spesso osservando i colli dall'autostrada o venendo da Baone o da Galzignano verso Monselice, non posso fare a meno di notare come le cementerie siano una stonatura pesante all'armonia dei Colli, a tratti nascondendo scorci di paesaggio che sarebbero unici. Se fossi un turista che venisse a visitare le nostre zone cos&#236; ricche di storia, cultura e natura rimarrei deluso dal paesaggio rovinato da queste costruzioni industriali gi&#224; troppo imponenti. Poi basta andare a fare una passeggiata sul Montericco per accorgersi delle emissioni atmosferiche di questi stabilimenti, che oltre ad essere maleodoranti sono insalubri, e il solo pensiero che ci sia il rischio che si possa arrivare anche all'uso del Cdr mi inquieta, perch&#233; basta consultare il web per informarsi che conseguenze hanno questo tipo di attivit&#224;, sulla salute di tutti. Questo mio pensiero si scontra con chi lavora in queste industrie e che a fatica, soprattutto in questi tempi di crisi, quotidianamente cerca di guadagnarsi un futuro. Mi danno fastidio tutte le strumentalizzazioni che contrappongono le preoccupazioni dei lavoratori, i quali temono la perdita del posto, con il problema molto importante e altrettanto attuale della salvaguardia dell'ambiente che &#232; la risorsa di vita primaria per tutti. Quando avremo distrutto la natura cosa ce ne faremo di tutto il nostro cemento?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;FAVOREVOLI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Secondo noi serve ancor pi&#249; dibattito e confronto&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Siamo iscritti e militanti del Partito Democratico di alcuni Comuni dei Colli e della Bassa Padovana, abbiamo seguito con attenzione sin dall'inizio il dibattito sul progetto di revimping di Italcementi a Monselice e siamo sorpresi e stupiti dall'intervento pubblico di alcuni dirigenti locali del Pd contro l'onorevole Alessandro Naccarato, di cui condividiamo le posizioni sull'ammodernamento del cementificio di Monselice. In primo luogo, non riteniamo sussista alcun problema di metodo nel Pd: il Pd si definisce democratico proprio perch&#232; deve essere un partito aperto, che favorisce il confronto e che considera positivo ogni contributo ed ogni idea che aiutino a ragionare nel merito delle questioni, in modo serio e concreto. Relativamente al progetto di revamping, la nostra opinione &#232; positiva poich&#233; il progetto industriale mantiene sul territorio un'attivit&#224; produttiva che offre un lavoro di qualit&#224; a centinaia di famiglie della Bassa Padovana che altrimenti andrebbero ad incrementare il drammatico numero di 25.000 persone disoccupate nella nostra provincia, a causa della grave crisi economica che ha colpito anche la nostra zona (un esempio per tutti &#232; il caso del distretto del mobile). Inoltre, il progetto ha un forte e positivo valore ambientale poich&#233; ridurr&#224; del 50% le emissioni oggi prodotte dall'attuale cementificio, migliorando quindi l'impatto ambientale e la qualit&#224; della vita dei residenti. Di fronte alla presa di posizione unanime dei sindacati a sostegno del progetto di revimping e delle posizioni del mondo economico e produttivo, riteniamo che un partito come il Pd che ha individuato come priorit&#224; assoluta la tutela del lavoro ed il rilancio dell'economia, debba sostenere la bont&#224; del progetto del revimping. Auspichiamo infine pi&#249; occasioni di dibattito e confronto, anche pubbliche, per approfondire seriamente un progetto che pu&#242; dare prospettive di lavoro a molte famiglie, senza che si riduca un tema cos&#236; importante a una questione di piccole beghe locali. Siamo convinti che in un momento di difficolt&#224; del Pd, serva maggiore apertura e non aiutino invece atteggiamenti di chiusura che hanno solo l'obiettivo di affermare presunte verit&#224;. Luciano Iodi (Baone), Fabio Rizzo (Este), Federico Ambrosi (Baone), Primo Magri (Piacenza d'Adige), Fabio Bonin (Piacenza d'Adige)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;CONTRARIO O FAVOREVOLE?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Rispettiamo il territorio&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli amministratori si facciano valere con l'azienda&lt;/p&gt; &lt;p&gt;SABRINA DI NAPOLI / CONSIGLIERE PROVINCIALE / ITALIA DEI VALORI&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dall'inglese &#171;revamp&#187;, il termine &#171;revamping&#187; di Italcementi su cui si discute anche dalle colonne del giornale dei padovani, indica un rinnovamento mediante sostituzione di impianto obsoleto con uno pi&#249; nuovo. IL LUOGO Sappiamo che il nuovo processo ridurr&#224; anche l'impatto del traffico veicolare del 14%, ma il passaggio dei camion che trasportano materia prima dalla cava di Orgiano (Vicenza) a Monselice continuer&#224; a creare disagi ai cittadini. La zona in cui sorge il cementificio &#232; classificata industriale dal piano regolatore, peccato per&#242; che quella di un cementificio non &#232; un'attivit&#224; compatibile con le finalit&#224; del Parco. A determinate condizioni gli impianti preesistenti hanno diritto di esistere, ma l'opportunit&#224; della loro presenza sul territorio necessita di una scelta politica responsabile, prodotta a partire dall'analisi delle condizioni in cui si realizza un certo investimento. Il dibattito aperto su questo giornale fa discutere onorevoli e semplici cittadini, ognuno ha la sua verit&#224; e le sue convinzioni, ma alcuni elementi sono parte dell'inquadramento dei fatti e come tali vanno trattati: in primo luogo, il nuovo impianto &#232; in linea con le richieste provenienti dal Tavolo tecnico sui cementifici aperto in Provincia nel 2006 per garantire maggiormente i cittadini circa la qualit&#224; delle emissioni in atmosfera. In secondo luogo: l'impianto occupa direttamente centoventi persone. Italcementi nel 2009 ha ridotto il numero di lavoratori impiegati, ma a fronte del nuovo impianto si impegnerebbe a non promuovere ulteriori tagli. L'indotto muove circa altrettante persone. Attualmente la provincia di Padova ha un elevatissimo livello di cassaintegrati e lavoratori in mobilit&#224; di cui non si pu&#242; non tener conto nella valutazione dell'investimento proposto. In terzo luogo: la direzione Italcementi si impegna verso la popolazione a che l'impianto non funzioni bruciando rifiuti e combustibili da rifiuto. In quarto luogo: l'impianto &#232; sito dentro il Parco Colli e il Piano attuativo del Parco specifica che le cementerie non sono attivit&#224; industriali compatibili con le finalit&#224; del Parco. Sotto la spinta dei consiglieri di minoranza, il Parco Colli ha assunto una posizione di vigilanza in riferimento all'adeguamento degli impianti che obbliga l'impresa a un iter che prevede la sottoscrizione di una convenzione rispettosa di &#171;paletti&#187; proposti dalla pubblica amministrazione. LE COMPONENTI. Il dibattito sul futuro del cementificio &#232; una scelta di sviluppo sostenibile che &#232; intrinsecamente connessa a tre aspetti fondamentali: la componente ambientale, la componente economica e la componente sociale. L'equilibrio di sostenibilit&#224; &#232; il problema. Il confronto con alternative accettabili &#232; la via di soluzione. LE SOLUZIONI. Nella scelta della migliore soluzione &#171;di qualit&#224;&#187; per il territorio, i principi su cui sono state elaborate le norme di tutela che oggi indirizzano e regolano le caratteristiche dell'investimento Italcementi, permettono agli amministratori di poterlo condizionare di molto, pertanto &#232; auspicabile che gli stessi amministratori si rendano responsabili nel chiedere soluzioni compatibili con le criticit&#224; del territorio. A questo proposito ricordiamo che il sottosegretario Letta e il ministro Prestigiacomo che hanno siglato l'Accordo di programma sugli investimenti Italcementi nel luglio 2009, l'hanno sottoscritto senza coinvolgere n&#233; confrontarsi n&#233; la Regione, n&#233; i sindaci n&#233; il presidente del Parco Colli. Concludendo, la decisione politica che permetterebbe per ulteriori trent'anni la presenza sul territorio di un cementificio nel Parco dei Colli Euganei deve necessariamente conciliarsi con le regole imposte agli abitanti residenti che, per la stessa ragione di vivere in un Parco, sono costretti a norme edilizie pi&#249; restrittive che altrove e a soluzioni pi&#249; costose. Anche a garanzia della tutela dell'armonia del paesaggio. Queste norme, in applicazione di un semplice principio di legalit&#224;, gli amministratori saranno tenuti a farle rispettare a Italcementi, allo stesso modo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;MOSTRO FALLICO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; CORRADO POLI&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La realizzazione di una torre grigia e fumante alta 120 metri e il continuo via vai di camion nel parco Colli &#232; una cosa tanto assurda che non dovrebbe esserci nemmeno bisogno di discuterne. A un chilometro circa dal borgo medievale di Arqu&#224; Petrarca, un fallo di centoventi metri che violenta il paesaggio (mal) tutelato del Parco &#232; osceno e immorale. Punto! Se poi c'&#232; il rischio che, una volta realizzato il camino, vi si brucino rifiuti e i fumi saranno respirati da Este a Monselice e nella zona termale, non si dovrebbe nemmeno prendere in considerazione l'ipotesi. L'investimento di Italcementi &#232; una mera operazione volta a un profitto che andr&#224; fuori dal territorio, senza ricadute concrete sull'occupazione eccetto su una possibile richiesta di nuova immigrazione per svolgere lavori pericolosi che i padovani non vogliono pi&#249; fare. Come &#232; ovvio, un folto schieramento trasversale di forze politiche locali &#232; contrario. Pochissimi, ma potenti, sono quelli favorevoli, tra cui il sindaco di Monselice, una parte del Pd. Persino il professor Muraro, di cui ben conosco la sensibilit&#224; ambientale si schiera a favore di un'opera che egli ritiene senza impatti. La realizzazione dell'ecomostro euganeo, &#232; giustificata con argomenti poco credibili anche per una citt&#224; di poveracci disposti a barattare rischi per la salute con un pezzo di pane.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;FAVOREVOLE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Parlando solo di questioni estetiche non si mangia&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Chi paga i mutui? chi paga gli stipendi? Il turismo non basta&lt;/p&gt; &lt;p&gt;VENETO LIBERO&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In questa situazione di profonda crisi economica, dove si fanno i salti mortali perch&#233; le aziende restino nel nostro paese e continuino a dare lavoro e stipendi alla gente, a Monselice si sta parlando di chiudere un'azienda. Eppure il revamping dimezzer&#224; l'inquinamento, e dar&#224; un aumento di posti lavoro di circa 250 unit&#224; per i primi tre anni. Dire: si chiude, mi sembra paradossale. Posso essere d'accordo che, in linea di principio, sarebbe meglio chiudere le cementerie. Ma datemi una proposta concreta, che tenga conto e risolva tutte le problematiche che ne deriverebbero: i posti di lavoro persi, la mancanza di stipendi, i mutui che non vengono pi&#249; saldati, e poi ne discutiamo. Se non ci sono, invito a non fare demagogia. La discussione &#232; concentrata sull'altezza del camino, sui traumi estetici che potr&#224; portare un camino cos&#236; alto. E i traumi che ci saranno se quello stabilimento verr&#224; chiuso e si perderanno posti di lavoro? A questo nessuno ci pensa? La salute si difende lavorando, non si sfamano le famiglie con le chiacchiere. Non si risolve il problema economico dicendo il rosario. Dobbiamo essere realisti, non &#232; tempo di fantasie. Altra cosa usata come motivo per dire no &#232; che questa torre porter&#224; danno al turismo. Allora mi chiedo: vuoi vedere che la crisi attuale di Abano e Montegrotto, Arqu&#224;, ecc. &#232; colpa del camino che non &#232; ancora stato costruito? Non ci accorgiamo che in questo momento di crisi il turismo non &#232; una alternativa credibile al lavoro negli stabilimenti? Ipotizziamo che il revamping non venga concesso. Cosa potrebbe fare l'Italcementi? O, di propria iniziativa chiudere e andarsene, lasciandoci il problema del lavoro e un impianto il cui smaltimento costa 80 milioni di euro. Oppure, dismettere nel tempo l'impianto, lasciandoci cos&#236; il problema della disoccupazione e continuando a bruciare quello che brucia oggi, aggiungendoci anche quello che &#232; previsto dalla legge, cio&#232; il 15% di rifiuti. Non siamo in un periodo in cui possiamo permetterci il lusso di fare scelte in nome di un ideale di bellezza estetica! La risposta &#232; una sola: lavoro lavoro lavoro.
Lucio Perin&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;CONTRARIO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;ESTE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sono riusciti ad avere dalla loro parte anche i sindacati, almeno quelli maggiori, oltre a qualche sindaco della zona. Complimenti, Signori dei Cementi, le vostre tecniche non cambiano proprio, usate armi obsolete ma di sicuro effetto, quelle dei secoli bui del primo industrialismo: non ci date il permesso a costruire, ad ampliarci, a scaricare veleni nei corsi d'acqua o nei cieli? E noi licenziamo. Ben pochi guardano oltre il proprio naso. Non importa quello che accadr&#224; domani, cio&#232; fra cinque, dieci, venti anni, cosa riserver&#224; il futuro alle prossime generazioni, ai nostri figli, nipoti. Sindacati e dipendenti dicono di volere il lavoro per mantenere la famiglia: quale famiglia, se assicurate ai figli un mondo futuro inquinato, grigio, in cui la natura sar&#224; stata cancellata nelle sue espressioni pi&#249; sane? Entrando nel merito di quanto si dibatte, chi ha detto che il no al revamping produce l'immediata chiusura degli impianti e conseguentemente il licenziamento di tutti gli attuali dipendenti? Si tratta caso mai di programmare una progressiva dismissione degli impianti, cos&#236; come si &#232; fatto in passato in altri settori produttivi la cui attivit&#224; si era rivelata nociva alla salute. Del resto ai cementieri questi problemi e questi programmi erano stati posti gi&#224; al tempo della legge sulle cave, oltre trent'anni fa. E hanno fatto furbescamente gli gnorri.
Antonio Olivato&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;CINQUE RAGIONI PER DISSENTIRE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;MICHELE CRIVELLARO / LEANDRO BELLUCO / MONSELICE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In merito ai numerosi articoli apparsi su il mattino di Padova pro-revamping (confrontando Monselice con quanto avviene a Martinsburg negli Usa), risulta evidente a molti lettori quanto questa roboante azione comunicativa nasconda, probabilmente, una fragilit&#224; di fondo del revamping proposto a Monselice. Ecco perch&#233;, dal nostro punto di vista. In primo luogo si afferma che il cementificio inaugurato a Martinsburg &#232; identico a quello proposto a Monselice. Se ci&#242; &#232; vero, viene sostanzialmente smentito quanto &#171;garantito&#187; a Monselice in merito all'uso dei combustibili alternativi (vedasi rifiuti, Cdr e altro). Infatti si legge chiaramente in un articolo che &#171;i sistemi di combustione progettati per la nuova linea saranno perfettamente adattabili al futuro impiego di qualunque combustibile alternativo&#187;. Ecco quindi chiaro quale sar&#224; il futuro anche per Monselice. Del resto, quale azienda di queste dimensioni investe milioni di euro per poi non cercare il massimo profitto? Inoltre, a conferma dei dubbi generali di chi &#232; contrario al revamping, nello stesso articolo l'azienda chiarisce che &#171;l'ammodernamento aumenter&#224; la capacit&#224; produttiva&#187; (del 40%): a Monselice invece investono per ridurre la capacit&#224; produttiva. Miracolo? Da non trascurare che nello stabilimento americano le materie prime vengono dichiarate &#171;illimitate&#187; (viene infatti dichiarato &#171;Company has virtually endless supply of raw materials&#187;). Infine, sintetizzando: l'unico posto dove l'investimento proposto a Monselice sembra realmente economicamente sostenibile (senza l'impiego di rifiuti!) &#232; ad Orgiano: ovvero vicino alle cave, proprio come a Martinsburg, con costi ed emissioni dovute ai camion per il trasporto delle materie prime di cava nettamente inferiori! Del resto, dove sono ora non era perch&#233; c'erano le cave vicine? Se non bastasse ci sono altri elementi degni di nota e di attenta riflessione, ignorati o taciuti da &#171;quelli che conoscono i fatti&#187;. Primo: lo stabilimento non &#232; in un'area pregiata come quella dei Colli Euganei e siamo certi che gli americani non consentirebbero la stessa cosa nel parco di Yellowstone. Secondo: lo stabilimento non &#232; a ridosso di rilievi che riducono fortemente la capacit&#224; dispersiva degli inquinanti, com'&#232; invece nell'area di Monselice. Terzo: Martinsburg non ci risulta essere in una zona dove ci sono cos&#236; tanti cementifici vicini, come invece si verifica tra Monselice e Este. Quarto: negli Usa non ci sono gli stessi riferimenti legislativi che ci sono in Europa. Se poi qualcuno ha dei dubbi sul fatto che i cementifici emettono inquinanti ben peggiori della anidride carbonica, lo invitiamo a scaricarsi dal sito dell'azienda il rapporto di Sostenibilit&#224; 2009 e leggere quanto riportato nella pagina relativa ai fattori di emissione di diossine e metalli per tonnellata di clinker prodotto (noterete poi che sono quelli non monitorabili in continuo). Quinto: a Martinsburg con un aumento del 40% della produzione ci sar&#224; la riduzione del personale (da 186 a circa 145), mentre a Monselice con la riduzione del 10% della produzione il personale non diminuir&#224;. Altro miracolo? Forse non siamo tra quelli &#171;che conoscono i fatti&#187; come ha sostenuto l'interessato presidente di una importante societ&#224; di trasporti locale, ma &#232; chiaro che o ignorava quanto detto sopra (cosa assai grave) oppure &#232; (solo ora) tra coloro i quali si trovano (inaspettatamente) in forte difficolt&#224; dopo le posizioni contrarie di Commissioni tecniche e di numerosi sindaci. Se poi passer&#224; il revamping anche contro tutti e tutto, sar&#224; alla faccia del federalismo e del rispetto del territorio e delle sue istanze.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;Quale costo in termine di salute saremo costretti a pagare per assecondare questo investimento?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; In questo comunicato tralasciamo la discussione sulle proposte alternative (che pure ci sono e sono credibili), sulla perdita di valore dell'attuale patrimonio residenziale (anche questo acquisito a suon di mutui e sacrifici), sul danno economico all'intero sistema produttivo del territorio (che non vive di sole cementerie come si vorrebbe far credere). Vogliamo soffermarci solo sull'aspetto per noi pi&#249; importante, che &#232; quello della salute e dell'ambiente. Ci preoccupiamo di quanti grammi o tonnellate d'inquinanti verranno fuori in un giorno, in un anno da questi impianti e per quanto tempo ce li respireremo o ce li troveremo nei nostri campi, nei nostri giardini perch&#233; poi quello che &#232; in aria cade anche a terra.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Noi ci siamo sempre battuti per denunciare l'imponente inquinamento prodotto da questi impianti, ricevendo attacchi gratuiti e secche smentite, dai cementieri come dai Sindacati, dai politici locali come dai tanti paladini del progetto Italcementi. Ora, in modo strumentale, tutti sono disposti a riconoscere il pesante impatto inquinante, al solo fine di legittimare questa radicale ristrutturazione che condanner&#224; il territorio ad altri 30 anni di cementifici. In tutto questo poi dimenticano che questi impianti godono di privilegi legislativi ingiustificati soprattutto se si considera la loro concentrazione nel nostro territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per questo, riteniamo utili queste precisazioni:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non siamo sereni quando ci viene detto che ci sar&#224; la riduzione delle polveri e di altri inquinanti perch&#233; si omette di dire che cosa esce come inquinanti pericolosi e persistenti. Infatti in tutte le comunicazioni si tralascia di dire che, nei propri cementifici, Italcementi dichiara l'emissione di diossine nell'ordine delle decine di nanogrammi e delle decine di milligrammi di metalli (mercurio+tallio+cadmio) per tonnellata clinker prodotto (&lt;a href='http://www.italcementi.it/ITA/Sviluppo+Sostenibile' class='spip_out' rel='nofollow'&gt;www.italcementi.it/ITA/Svilu...&lt;/a&gt;). Se calcoliamo una produzione anche solo di 3.000 tonnellate/anno a Monselice e proviamo a moltiplicare, possiamo farci un'idea della &quot;schifezza&quot; uscita e quanta ne uscir&#224; nei prossimi anni, se si continuer&#224; con questa attivit&#224; industriale. Si omette di parlare delle micropolveri che nessun filtro &#232; in grado d'intercettare. Le &quot;nano-particelle&quot; liberate dai processi di combustione, contengono svariati metalli pesanti, ai quali tutti riconoscono un'azione genotossica, teratogena, mutagena, (cadmio, cromo, nichel, mercurio, piombo, etc.), in grado di superare le barriere polmonari ed entrare direttamente nel sistema circolatorio del sangue. Quante tonnellate di queste sostanze sono state immesse in questi decenni? Quante ne verranno immesse nell'aria nei prossimi 20-30 anni di funzionamento della cementeria? Quale costo in termine di vite e di salute saremo costretti a pagare per assecondare questo investimento? I cementieri non possono raccontarci la favola che l'utilizzo di rifiuti non cambia le emissioni. Basta leggere le loro stesse dichiarazioni per vedere come possono variare fortemente le emissioni di alcuni inquinanti da un anno all'altro. Anche senza il CDR, i rifiuti vengono da molti anni utilizzati dai cementifici come ingredienti del clinker, il principale costituente del cemento, producendo gi&#224; pesanti impatti ambientali. In questo passaggio i rifiuti, anche se non vengono bruciati, sono sottoposti ad un processo di cottura che libera sostanze pericolose. Una parte &#232; catturata nel clinker (sul cui inquinamento nessuno ha mai indagato), il resto si libera in atmosfera. A conferma di questo, in altri cementifici alcuni superamenti dei limiti di inquinanti pericolosissimi, erano &quot; da imputarsi all'utilizzo di rifiuti integrativi alle materie prime (ad es. scorie di allumina, scaglie di laminazione), nel ciclo di produzione del cemento&quot; (cosa che avviene anche all'Italcementi). Non &#232; sufficiente il controllo &#8220;sindacale&#8221;, perch&#233; nel 2006 fu il Comitato &#8220;lasciateci respirare&#8221; a portare alla luce l'inchiesta del Corpo Forestale dello Stato che evidenzi&#242; un traffico illegale di rifiuti e la fuoriuscita del pericolosissimo mercurio dall'Italcementi di Monselice e fu sempre e solo il Comitato, a dire che si usavano rifiuti nel processo produttivo dei cementifici. Non si pu&#242; chiedere di dare fiducia a chi dichiara di voler usare solo combustibili tradizionali, ma poi nella sintesi tecnica del progetto (quella non disponibile on-line a tutti!) scrive: &quot;E' intenzione inoltre di utilizzare biomasse vegetali &quot; (pag. 74 della Stima Impatti dello Studio di Impatto Ambientale). A quali altri combustibili pian piano vi aprirete, quali sono le vostre reali intenzioni nei prossimi anni? Non si pu&#242; credere a chi a Monselice dichiara di installare filtri con la migliore tecnologia e poi in un documento di un altro stabilimento (screeening dello stabilimento di Scafa), dichiara che per la stessa tipologia di filtro &quot;Resta esclusa la possibilit&#224; di abbattimento della quota di metalli, estremamente volatili, che non condensa con il materiale particolato alle pur basse temperature di esercizio del filtro&quot;. Guarda caso proprio il mercurio, il tallio e il cadmio. Come possiamo credere ai cementieri quando dichiarano che &quot;La combustione di rifiuti nei forni da cemento non genera variazioni di concentrazioni di inquinanti nei fumi; anche la portata dei fumi di combustione rimane invariata, in quanto si tratta solo di una sostituzione nel combustibile utilizzato. Ne consegue che i flussi di inquinanti emessi in atmosfera risultano invariati &quot;&#8230; ma poi la Comunit&#224; Europea nel 2003, dichiara che la combustione di una tonnellata di CDR in un forno di cemento se paragonata al carbone, causa un incremento di emissioni di 421 mg di mercurio, 4.1 mg di piombo e 1,1 mg di cadmio (European Commission, Directorate General Environment, 2003. Refuse Derived Fuels, current practice and perspectives. Final report). E l'ARPA del Piemonte nel 2007 sostiene che per ogni Kg di CDR utilizzato, si stima che dai cementifici vengano emessi 10 nanogrammi di diossine (PCDD). Italcementi garantisce che non user&#224; CDR, ma fa passare in secondo piano l'utilizzo di 100.000 tonnellate annue di Pet-coke, previsto per il nuovo forno. Allora, perch&#233; non dire che si tratta di uno scarto tossico, molto nocivo secondo gli studi epidemiologici, divenuto un vero e proprio combustibile solo grazie al D.L. 22 del 2002, poi convertito dalla Legge 82 del 6/5/2002? Perch&#233; non ricordare che vista la sua composizione, comprendente oltre ad IPA (in particolare benzopirene), ossidi di zolfo e metalli pesanti come nichel, cromo e vanadio, si richiede che sia movimentato con cura per evitare di sollevare polveri che verrebbero inalate con gravi rischi per la salute? Perch&#233; non mettere in evidenza che l'uso del Pet-coke nella raffineria di Gela ha suggerito alcune indagini epidemiologiche, dove si &#232; registrata una possibile correlazione con le malformazioni e l'alto tasso di tumori tra la popolazione locale? Perch&#233; non rilevare che per questi motivi, l'utilizzo del Pet-coke &#232; stato vietato in Giordania? Infine, ci sia consentito rilevare come non sia possibile paragonare Martinsburg con Monselice o Este, in quanto i Colli rappresentano una barriera che limita fortemente la dispersione degli inquinanti. A sostenere il paragone invece, ritroviamo gli stessi che non hanno rilevato che a Martinsburg, Italcementi ha investito per aumentare del 40% la capacit&#224; produttiva&#8221;, mentre a Monselice l'investimento servirebbe a ridurla del 10%... Gli stessi che non dicono che con questa nuova situazione si prevede a Martinsburg un calo dell'occupazione, da 186 persone a 140-150&#8230; facendoci credere che a Monselice, calando la produzione la manodopera rester&#224; allo stesso livello&#8230; NE ABBIAMO VISTE E SENTITE TROPPE IN QUESTI ANNI PER ACCORDARE LA NOSTRA FIDUCIA AI VENDITORI D'IMPIANTI MIRACOLOSI E NON VOGLIAMO SENTIRCI DIRE FRA 10-20-30 ANNI, CHE AVEVAMO RAGIONE. QUESTO TERRITORIO NON E' VENDITA, PERCHE' LA SALUTE NON HA PREZZO.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;COMITATO POPOLARE &#8220;LASCIATECI RESPIRARE&#8221;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;09-06-2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino - 9 giugno 10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Primo il lavoro&#187; &#232; un nostro principio o no?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Alessandro Naccarato / deputato del Pd&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le dichiarazioni di dieci esponenti del Pd padovano sul revamping di Monselice pubblicate ieri da Il Mattino di Padova meritano una risposta. Non ho mai avuto la pretesa di esprimere la posizione del Pd, ma soltanto la mia modesta opinione, dopo aver ascoltato ed essermi confrontato con decine di cittadini e lavoratori delle cementerie, molti dei quali iscritti ed elettori del Pd e del centrosinistra. Altro che logiche interne al Pd che non mi competono e di cui non mi occupo. La questione riguarda un intervento industriale che riduce le emissioni, migliora l'impatto ambientale e garantisce un'occupazione di qualit&#224;. Finora nessuno ha sostenuto il contrario. Perch&#233;, quindi, il progetto non va bene? Mi permetto di tornare sulla vicenda ponendo l'attenzione su tre punti. Primo. La ristrutturazione della cementeria di Monselice non &#232; una questione locale. Il revamping dell'impianto riguarda il lavoro, lo sviluppo, la salvaguardia di un settore produttivo fondamentale, e l'ambiente. Si guardi a quanto sta accadendo negli Stati Uniti. Proprio nei giorni scorsi, a Martinsburg &#232; stato inaugurato un impianto dell'Italcementi analogo a quello di Monselice. Uno dei pi&#249; autorevoli quotidiani nazionali il 6 giugno scorso ha definito la cementeria come caratterizzata &#171;dal pi&#249; basso impatto ambientale tra tutti gli impianti di produzione di cemento negli Stati Uniti&#187;. Negli Usa la ristrutturazione &#232; stata accompagnata da una discussione diffusa e trasparente. E costituisce un tassello della Green economy varata a livello federale dal presidente Barack Obama. Inoltre, il progetto di Monselice &#232; il risultato di un accordo tra il governo italiano e Italcementi per rispettare il Protocollo internazionale di Kyoto. E' evidente, dunque, che si tratta di una vicenda di rilevanza nazionale. Se si fosse trattato di una semplice questione locale mi sarei ben guardato dall'intervenire. Secondo. Il Pd, a tutti i livelli, dovrebbe tenere conto della posizione unitaria dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil e delle Rsu delle cementerie della zona che sono favorevoli al progetto. Quando il Pd dice &#171;Primo il lavoro&#187; scherza o sostiene davvero l'occupazione? Non si pu&#242; sostenere tutto e il contrario di tutto. Il rischio &#232; perseverare nella logica perdente del &#171;ma anche&#187;, secondo cui l'importante &#232; dar ragione a tutti senza mai prendere una posizione. Cos&#236; non si conquista consenso, ma si perdono voti come dimostra la breve esperienza del Pd. Temo, inoltre, che in questo modo il Partito democratico rinunci alla sua identit&#224;, per inseguire chi &#232; sempre contrario a tutto, finendo per cedere - come accaduto in questi anni in molte realt&#224; della provincia - la direzione politica del centrosinistra a frange estremiste e minoritarie con pessimi risultati elettorali. Terzo. Alcuni sostengono che bisogna guardare al futuro senza paura e iniziare a ricollocare i lavoratori dei cementifici. In realt&#224;, la crisi economica &#232; molto profonda. Nel Distretto del mobile del Montagnanese le aziende chiudono e i lavoratori stanno a casa. Nel settore turistico-termale le difficolt&#224; sono enormi e i contratti sempre pi&#249; precari. Dove si possono ricollocare i lavoratori in un futuro privo di siti produttivi? In questa situazione perch&#233; rifiutare un investimento privato di 150 milioni di euro che migliora l'impatto ambientale e tutela l'occupazione?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sindaci invitati oggi in Provincia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Francesca Segato) /&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Avvertenza al sindaco Francesco Lunghi: sul revampingItalcementi deve portare avanti la posizione votata dal Consiglio comunale, ossia la richiesta di sospendere la procedura di Via. E' questo il senso di una lettera che ieri mattina alcuni cittadini hanno protocollato in municipio. Oggi infatti si riunir&#224; la Commissione provinciale Ambiente sul tema del revamping. Sono invitati a parteciparvi i sindaci di Arqu&#224; Petrarca, Baone, Battaglia, Este, Monselice, Pernumia, San Pietro Viminario. La delibera approvata dal consiglio comunale il 21 maggio, vincola il sindaco a riportarne i contenuti in tutte le sedi dove il Comune pu&#242; esprimere un parere. I firmatari della lettera ricordano che, per le norme del Parco Colli, prima di valutare una proposta come il revamping, si deve convocare una conferenza di tutti gli enti interessati per un eventuale Accordo di programma che fissi termini e tempi per la prosecuzione dell'attivit&#224; della cementeria. E quindi invitano il sindaco &#171;ad agire affinch&#233; l'amministrazione comunale abbia a chiedere, in seno alla programmata riunione, la sospensione di ogni valutazione nel merito del progetto, la quale dovr&#224; invece essere eventualmente effettuata solo dopo la conclusione dell'Accordo di programma&#187;. Questo anche, aggiungono, per &#171;sottrarre tutti coloro che dovranno pronunciarsi sulla materia dal rischio di essere passibili di procedimento penale per eccesso e abuso di potere&#187;. Anche il consigliere del Pdl Paolo Drago richiama Lunghi, dopo le sue ultime dichiarazioni sul revamping. &#171;Occorre rispettare la legalit&#224; e anche le regole democratiche: il sindaco non pu&#242; disattendere un indirizzo politico-amministrativo del Consiglio comunale - afferma - La delibera votata afferma che il revamping confligge con il Piano ambientale del Parco&#187;. Un atto votato a maggioranza che confligge col personale convincimento del primo cittadino e della giunta, favorevoli alla ristrutturazione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino - 8 giugno 10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Duro attacco a Naccarato&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Non &#232; una voce singola ma un coro, quello che si leva dalla Bassa Padovana: dieci esponenti di punta del Pd locale si fanno sentire sul revampingItalcementi. Con &#171;imbarazzo, disorientamento e sconcerto&#187; per aver letto sulla stampa interventi in netto dissenso dalla linea che il partito aveva concordato: a rompere le fila sono stati, nei giorni scorsi, l'onorevole Alessandro Naccarato, dichiaratosi pro revamping, e il consigliere comunale Pietro Antonio Aldrigo, astenutosi in consiglio. &#171;Desideriamo evidenziare, sempre con maggior decisione, la necessit&#224; di un dialogo interno al partito, in particolare riteniamo importante il confronto tra circoli e rappresentanti istituzionali, prima che vengano espressi pareri contrapposti sui mezzi stampa&#187; scrivono Maria Luisa Cagnotto, Federico Bettin, Boris Furlan, Matteo Chiodin, Riccardo Slanzi, Marco De Piccolo, Filippo Melato, Umberto Zampieri, Antonia Maddalosso, Germana Urbani. &#171;In questo caso specifico gli organismi territoriali del Pd si erano espressi chiaramente contro questa ipotesi di ristrutturazione ed erano rimasti in attesa di un incontro finale per una sintesi condivisa. Questo non si &#232; verificato, al contrario abbiamo dovuto apprendere dalla stampa posizioni che hanno provocato imbarazzo, disorientamento e sconcerto fra attivisti e simpatizzanti e che non tenevano per nulla in conto n&#233; le osservazioni sottoscritte da 27 sindaci dei Colli e della Bassa Padovana, n&#232; quelle dei consiglieri del centro-sinistra e tanto meno la delibera approvata in consiglio comunale di Monselice il 21 maggio&#187;. &#171;Quanto accaduto - continuano i dieci esponenti del Pd - si inserisce in una serie di atteggiamenti che talvolta evidenziano la volont&#224; di qualche rappresentante del nostro partito di impegnarsi pi&#249; a rispondere a logiche interne che ai cittadini-elettori. Tali esternazioni ci inducono a manifestare la nostra preoccupazione sul metodo utilizzato, per nulla rispettoso delle posizioni maggioritarie nel partito e dell'autonomia locale&#187;. E' proprio il metodo, il nocciolo del problema. Il Pd, in una riunione a livello regionale, aveva deciso a larghissima maggioranza di appoggiare la linea dei sindaci. Poi Naccarato ha scritto l'esatto contrario. &#171;Siamo perfettamente consapevoli che non basta dire dei no - concludono i dieci del Pd - ma siamo anche fermamente convinti che un futuro diverso per il nostro territorio basato su una economia sostenibile sia possibile. Sono necessari buona volont&#224; e un importante lavoro comune per conciliare ambiente e occupazione. Ci vorr&#224; la collaborazione di tutti gli organismi istituzionali (Provincia, Regione, Stato e Comunit&#224; Europea) per la formazione e la ricollocazione delle maestranze, e questa non &#232; utopia ma la possibile concretizzazione di una visione che guarda lontano. Abbiamo sempre avuto paura di guardare al futuro, limitandoci sempre a risolvere contingenza, ma questo non fa crescere il nostro territorio e nemmeno il Paese&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Torre pi&#249; bassa? Cambia poco&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Francesca Segato)&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Per i favorevoli, in fondo andava bene anche prima. Per i contrari, non &#232; qualche metro a fare la differenza. L'offerta lanciata da oltreoceano, per bocca dell'ingegner Carlo Pesenti, di abbassare di 40 metri la torre del revamping Italcementi, non muove di molto gli schieramenti all'ombra dei Colli Euganei. La sensazione che la torre si potesse ridurre era nell'aria. Abbiamo chiesto ad alcuni protagonisti della discussione un commento sulla disponibilit&#224; di Italcementi ad abbassare la torre. &#171;Credo che sia fattibile, ci sono tecnologie per abbassare l'impatto, scavando - spiega il sindaco di Monselice Francesco Lunghi -. Due cose sono chiare, c'&#232; un miglioramento ambientale e anche la diminuzione dell'impatto paesaggistico, molti degli ostacoli ventilati all'inizio mi sembra che siano scomparsi&#187;. Non la pensa cos&#236; il consigliere del Pdl Lorenzo Nosarti, esponente dei &#171;dissidenti&#187;: &#171;Non &#232; un problema estetico. Queste sono trovate che lasciano il tempo che trovano, ma l'ingegner Pesenti ha fatto un autogol clamoroso. Dice che il forno va abbattuto e ricostruito: &#232; proprio una nuova costruzione, incompatibile con quel sito, come abbiamo sempre detto. La legge dice questo, e credo che un amministratore pubblico abbia il dovere di richiamare tutti al rispetto della legalit&#224;&#187;. E' caustico Giancarlo Piva, sindaco di Este: &#171;Mi viene da dire che siamo al mercato delle vacche - commenta -. La situazione &#232; da affrontare in maniera molto pi&#249; seria e responsabile, con un percorso ben diverso, che metta al tavolo tutti i soggetti interessati per cercare di trovare delle soluzioni, che io ritengo debbano essere alternative al revamping. La torre non cambia il merito della questione: mi viene da pensare che l'abbiano &#8220;sparata&#8221; a 110 metri sapendo che poi potevano ridurla&#187;. Non cambia idea nemmeno Paola Goisis. &#171;A me la torre alta 120 o 80 metri non interessa, a me interessa l'inquinamento - chiarisce l'onorevole leghista -. Ci stanno prendendo in giro, un investimento di questo tipo &#232; possibile soltanto se dietro c'&#232; il business dei rifiuti. La nostra Uls &#232; quella che ha la percentuale pi&#249; alta di morti per tumori all'apparato respiratorio del Veneto...&#187;. Anche Francesco Miazzi ribadisce: &#171;Questo &#232; un progetto che prevede una nuova costruzione e come tale deve sottostare alle leggi e ai regolamenti vigenti. Questo vale per un residente che deve spostare una finestra, come per una multinazionale. Pensiamo che negli Usa nessuno si sognerebbe di autorizzare qualcosa di simile nei parchi federali, mentre si continua ad ignorare che la presenza del cementificio nel Parco Colli &#232; da tempo definita &#8220;incompatibile&#8221;&#187;. Se Pesenti vuol veramente bene a questo territorio e lo vuol ripagare del saccheggio ambientale perpetrato in questi anni, ascolti l'invito del consiglio comunale di Monselice e fermi l'iter del revamping. Da qui si potrebbe riaprire un dialogo per discutere il futuro dell'impianto e dell'area su cui insiste&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Taglieremo 40 metri del camino&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MARTINSBURG (Stati Uniti). L'ingegner Carlo Pesenti, consigliere delegatoItalcementi, &#232; raggiante. Il revamping di Martinsburg lo soddisfa e si vede. Arriva qui con la famiglia, moglie e due figli, e resta assieme ai suoi dipendenti sino al termine della cerimonia: discute, saluta, spiega le caratteristiche dell'impianto. L'impressione che d&#224; a chi non lo conosce &#232; di una persona molto democratica, alla mano, nonostante sia a capo di un gruppo che nel 2009 ha registrato un fatturato consolidato di oltre 5 miliardi di euro. Sull'ammodernamento di Monselice non ha dubbi. &#171;Il forno di quell'impianto ha 35 anni - spiega - Va demolito e rifatto completamente. Ce lo chiede la tecnologia. E' come paragonare consumi e inquinamento di una vecchia Fiat 127 con quelli di un'auto appena prodotta. Non c'&#232; confronto. Con un impianto performante si diventa competitivi&#187;. Ma le cementerie vicine a voi, Radici e Cementizillo, come faranno a rimanere competitive dopo il vostro drastico taglio dei costi? &#171;Entrambi gli stabilimenti vicini attualmente sono pi&#249; competitivi di noi, Radici ha fatto un revamping negli anni Ottanta, Zillo ha un forno molto piccolo. Se noi facessimo un revamping puntando ad una maggiore produzione li faremo uscire dal mercato, ma non &#232; a questo che miriamo. Noi investiamo sulla qualit&#224; della struttura. E' l'unica scelta migliore per Monselice, a patto che non si voglia deindustrializzare l'area&#187;. Qual &#232; la sua idea in merito alle fonti di energia alternative? &#171;A Monselice c'&#232; l'impegno a non bruciare il Cdr e questo verr&#224; fatto. Bisognerebbe far capire, per&#242;, in generale, che questa soluzione &#232; una risorsa. Infatti si riesce a farlo e a non alterare i fumi, le emissioni restano in regola&#187;. Italcementi ha mai beneficiato di aiuti statali o incentivi fiscali, sia in Italia che all'estero? &#171;Qui negli Stati Uniti abbiamo dei rilevanti incentivi, anche a fronte di un investimento di 500 milioni di dollari sull'impianto di Martinsburg che ha una potenza produttiva che &#232; esattamente doppia rispetto a quello di Monselice. In Italia non sono mai arrivati aiuti, ad eccezione di qualche agevolazione con la legge Tremonti&#187;. Le proteste e le perplessit&#224; sorte fino ad ora per l'impianto all'ombra della Rocca sono giustificate? &#171;Assolutamente no. Posso garantire che c'&#232; solo tanta tecnologia, emissioni ridotte e un costo produttivo decisamente minore per noi, a fronte di un investimento impegnativo. Francamente non mi spiego le perplessit&#224; emerse, mi pare siano pi&#249; un qualcosa di personale, versoItalcementi che altro. Pure mio nonno aveva avuto qualche problema molti anni fa. Ricordo una denuncia. Dai nostri calcoli dei soldi spesi sul revamping, all'incirca la met&#224; resta sul territorio. Quindi mi viene da dire che almeno 50-60 milioni di euro aiutino l'economia locale della vostra zona&#187;. Si discute molto anche del camino, troppo alto. &#171;Ho imposto ai tecnici di fare tutti gli sforzi di progettazione per abbassarlo il pi&#249; possibile e lo stanno facendo. Mi pare che una misura tra i 70 e i 90 metri sia ragionevole. Pi&#249; si abbassa e pi&#249; alta &#232; la spesa, ma l'impegno e la volont&#224; del nostro gruppo ci sono&#187;. Sull'investimento a Monselice, dunque, l'ingegner Pesenti &#232; determinato e ha pochi dubbi. Nonostante il mercato in questa fase sia leggermente contratto, le richieste ci sono e ci saranno. Tra le ultime grandi opere in ambito regionale realizzate con il cemento uscito dall'impianto di Monselice vanno ricordati il secondo lotto della tangenziale nord di Padova, la variante della Strada Regionale 10 Este-Monselice e la pi&#249; grande vasca di accumulo di acqua potabile del Veneto, costruita nel territorio di Chioggia. Il mercato ora frena, come si diceva, ma presto torner&#224; a correre. E questo Pesenti lo sa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Emissioni ridotte con meno consumi&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MARTINSBURG (Stati Uniti). I pi&#249; scettici sul perch&#233; una multinazionale investa 150 milioni di euro sospettano che nell'uso dei combustibili ci possano essere sostanze pericolose. Solo cos&#236;, a loro dire, si giustifica un investimento troppo alto. Per i dirigenti Italcementi sono falsit&#224;. Ecco perch&#233; sono cos&#236; categorici. Monselice consumer&#224; il 30% in meno rispetto a ora. Una percentuale che, tradotta in cifre, significa un risparmio di 15 milioni di euro all'anno. Fatti due conti significa che l'impianto Italcementi di Monselice brucia 50 milioni di combustibile all'anno. Mica scherzi. Quindici milioni all'anno risparmiati: ecco che in 10 anni l'investimento &#232; ammortizzato. E in pi&#249; si inizia da subito a guadagnare sulla vendita del prodotto. Il tecnico che spiega questi conti lo fa con una semplicit&#224; disarmante. E qui a Martinsburg questo semplice processo &#232; gi&#224; partito, con cifre ben pi&#249; rilevanti che a Monselice. A Martinsburg il responsabile dell'impianto spiega che qui si usa calcare e argilla, la cava &#232; a pochi metri dallo stabilimento. La struttura &#232; perfettamente in ordine, strade pulite e dipendenti al lavoro contenti. Il carbone per alimentare il forno &#232; stato stivato in un capannone chiuso con un tetto dalla forma di un'enorme cupola. Paul Biel, direttore dello stabilimento racconta di molte riunioni con i residenti. &#171;Ma dopo - racconta soddisfatto - quando hanno toccato con mano che alle parole sono seguiti i fatti, si sono convinti della bont&#224; delle nostre intenzioni&#187;. Insomma, qui l'investimento ha fatto girare l'economia ed &#232; servito a migliorare le emissioni. Pure qui i controlli dei fumi spettano a un ente governativo e sono molto severi. Ma Italcementi &#232; sotto ai limiti di legge. E pure di molto. (c.bel.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova - VENERD&#204;, 04 GIUGNO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;LA LETTERA. Mauro Masin sul progetto Italcementi&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;Uomini del Pdl sul revamping dite qualcosa di centrodestra&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MAURO MASIN / MONSELICE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Parlano tutti, su Italcementi e sul camino. Tutti. Fuorch&#232; il Pdl, fuorch&#232; Forza Italia. Solo il sindaco Lunghi ha detto qualcosa a favore, poi ci sono stati dei consiglieri comunali (in arrivo direttamente dalla Prima Repubblica e non so perch&#233; ospitati nelle liste Pdl) che hanno detto di no. Addirittura hanno sfilato fianco a fianco con Miazzi e con i no global, contro i lavoratori e le imprese, piccole e grandi. Ma poi non ha pi&#249; parlato nessuno. Un intervento confuso di Cortelazzo, uno incomprensibile dell'assessore provinciale (tutti e due di An). Ah no: ha parlato anche Padrin che dal suo buen ritiro di Venezia ha detto di essere contrario. Mi chiedo su che basi. Mi chiedo se Padrin ha parlato con qualcuno di Monselice (la gente vera, intendo, non i suoi riferimenti) o se invece la sua presa di posizione non sia dovuta al tentativo di andare contro Lunghi che aveva sostenuto Conte alle Regionali, eccetera eccetera. Ma il partito? I deputati? La Provincia? Gli assessori provinciali? Dove sono? Credono che questa sia una cosa solo locale? Perch&#233; non parlano? Dobbiamo dar loro una martellata come al David di Michelangelo? Dobbiamo chiedere, alla Nani Moretti, di dire qualcosa di centro destra? Dov'&#232; il partito della societ&#224; civile e delle partite Iva che era Forza Italia? Dov'&#232; la classe dirigente che dovrebbe interpretare sogni, paure e aspettative di quel &#8220;Popolo&#8221; che d&#224; il nome alla formazione politica? Qui a Monselice abbiamo paura. Paura di perdere il posto di lavoro. Paura di ricevere una raccomandata dalla banca che ci dice che il mutuo non viene pagato, paura di non dare un futuro ai nostri figli. Se Italcemente chiude, sar&#224; il dramma. Chi si fa portavoce delle nostre paure? Di noi dipendenti, di noi piccoli imprenditori con la partita Iva, che combattiamo ogni giorno con la crisi? Solo Lucio Perin ha detto qualcosa di giusto, dicendo che la salute si difende dando da mangiare ai nostri figli. Essere eletti, essere a capo di un partito, d&#224; vantaggi? Uno stipendio alto, una vita agiata, delle segretarie e degli autisti? Oppure comporta anche responsabilit&#224;, nell'interesse dei cittadini? Io ho sempre votato Forza Italia prima e Pdl poi. Perch&#233; vedevo un partito di gente che viene dal mondo del lavoro, un partito che si faceva carico delle cose concrete. Da un po' non lo vedo pi&#249;, spaventato dal ricatto della Lega di mandare tutti a casa. La Lega che in campagna elettorale dice una cosa e il giorno dopo un'altra. Se il Pdl tace, vuol dire che acconsente. Acconsente a questo clima in cui tutti dicono quello che vogliono, in cui la Lega spaventa e impone. Dirigenti del Pdl, onorevoli, presidenti, assessori provinciali e regionali, ascoltate il nostro grido di dolore: sul revamping non &#232; in ballo solo il futuro di Monselice (che sarebbe gi&#224; tanto) ma anche il rapporto presente e futuro con la Lega e, soprattutto, con la gente. Non state zitti. Dite qualcosa! Possibilmente, a favore di chi lavora.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il gazzettino (Venerd&#236; 4 Giugno 2010)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Naccarato (Pd): &#171;Perch&#232; dico
s&#236; al revamping di Italcementi&#187; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(F.G.) Il progetto di revamping dell'Italcementi &#232; da giudicare in modo positivo sia dal punto di vista occupazionale, che da quello ambientale. A dirlo &#232; Alessandro Naccarato, onorevole padovano del Pd. Questi si era gi&#224; espresso positivamente nei confronti del piano di rinnovamento della cementeria, molto contestato da forze politiche e comitati ambientalisti. &#171;Lo scopo del progetto - ribadisce il deputato - &#232; raggiungere una maggiore efficienza ambientale nei processi produttivi secondo quanto &#232; stato previsto da un'intesa tra Italcementi e Governo, sostenuta dalle principali associazioni ambientaliste, per ridurre i gas a effetto serra in base all'accordo di Kyoto e dalle indicazioni del tavolo tecnico della Provincia&#187;. L'onorevole ricorda pure che l'impianto non arriver&#224; mai a bruciare il combustibile derivato dai rifiuti, perch&#233; ritenuto non conveniente dalla stessa azienda. In una nota ufficiale emessa qualche giorno fa, l'esponente del Pd sottolinea come il progetto costituisca una grande opportunit&#224; per tutelare i posti di lavoro e per ridurre l'impatto ambientale dello stabilimento di Monselice. &#171;&#200; inutile agitare lo spettro di danni alla salute causati dalla realizzazione del progetto - conclude Naccarato - Non c'&#232; alcuna relazione tra i due argomenti, a meno che non si voglia sostenere che continuare utilizzare gli attuali impianti obsoleti dello stabilimento Italcementi sia meglio che ridurre le emissioni inquinanti, come accadrebbe dopo il tanto contestato revamping. Sarebbe questo il modo giusto di difendere l'ambiente e la salute dei cittadini? Credo proprio di no&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;PROGETTO DEL REVAMPING ITALCEMENTI: OPPORTUNITA' O PERICOLO PER IL TERRITORIO?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;NESSUNA CONTRAPPOSIZIONE TRA LAVORO E TUTELA INDIVIDUALE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In questi mesi la discussione sull'opportunit&#224; del progetto di rinnovo sostanziale degli impianti dello stabilimento Italcementi di Monselice &#232; molto dibattuta e travagliata per una serie di motivazioni. Il dibattito e le posizioni critiche alla realizzazione del progetto, a partire dalla posizione dei 27 sindaci della Bassa padovana, evidenziano una percezione molto critica dell'attivit&#224; industriale dei cementifici e per questo motivo &#233; necessario approfondire le valutazioni e le richieste.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ogni amministratore locale, anche se purtroppo non sempre &#232; cos&#236;, deve giustamente partire dalla valutazione della tutela della comunit&#224;, per piccola o grande che sia, cercando di indirizzare le scelte politiche del proprio territorio verso una visione di sostenibilit&#224; ambientale e sviluppo locale. Ci sembra inequivocabile che sia proprio questo l'atteggiamento prevalente che emerge dalle delibere dei diversi consigli comunali e riteniamo sia molto giusto e responsabile prendere in considerazione le posizioni dei sindaci locali, non solo in occasione del revamping, ma in generale sull'attivit&#224; di tutti i cementifici dell'area ed ancora pi&#249; in generale per la definizione dei progetti di sviluppo, oggi, e domani, tanto urgenti per la profonda crisi economica e sociale che si sta attraversando con particolare gravit&#224; proprio nella Bassa Padovana.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quello che non riteniamo invece accettabile e percorribile &#232; di discutere del revamping quando il giudizio negativo &#232; gi&#224; espresso, anche questo in modo inequivocabile dalle delibere dei comuni che chiedono non un ulteriore tavolo di approfondimento del progetto e dell'attivit&#224; delle cementerie, bens&#236; un tavolo concertativo per la ricerca di alternative per i lavoratori. Questo metodo di discussione sull'attivit&#224; industriale in generale rappresenta un errore ed anche un pericolo. Privare la programmazione delle politiche industriali di una visione generale e mantenerlo sul livello particolaristico, per quanto importante come la questione ambientale, &#232; un pericolo perch&#233; espone il lavoro e lo sviluppo locale e nazionale comunque a processi di decisione estemporanei. Un esempio &#232; dato dal c.d.effetto Nimby, emerso anche dalle proposte di delocalizzazione verso i Colli Berici o il Conselvano degli stessi cementifici di Este e Monselice. Per questo motivo la decisione del revamping &#232; in capo anche alla Provincia e alle Regione, e contiamo che proprio in queste sedi la valutazione sia svolta in termini generali partendo anche dalle nostre valutazioni che qui riportiamo sinteticamente:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;la crisi della Bassa Padovana &#232; particolarmente grave e, purtroppo, strutturale. Pertanto il territorio ha estrema necessit&#224; di progetti industriali di ampio respiro in termini di livelli occupazionali e di durata nel tempo. Il revamping dello stabilimento va perfettamente in questo senso. Pensare di chiudere fabbriche di notevole dimensione nel territorio oggi sarebbe particolarmente irresponsabile e grave sia per l'occupazione diretta e dell'indotto ma anche per lo sviluppo del territorio che non pu&#242; prescindere da quote ampie di produzione manifatturiera; la questione dell'inquinamento che colpisce la nostra provincia, la regione e tutta la pianura padana, per noi &#232; un problema primario e riteniamo che il revamping, che persegue gli obbiettivi fissati dal protocollo di Kyoto, sia anche in questo caso una risposta positiva per l'abbattimento delle emissioni. Dopo una verifica che va affidata necessariamente agli organi preposti; il Parco Colli per noi &#232; un ente fondamentale, da difendere e valorizzare, ma non &#232; l'unica sede per definire un piano di sviluppo economico e senza che ci&#242; rappresenti uno svilimento dello stesso Ente. Il Piano Ambientale del Parco Colli prevede coerentemente la programmazione dell'attivit&#224; delle stesse cementerie e riteniamo che la disponibilit&#224; dichiarata dell'Italcementi a vincolare il revamping ad una consegna dell'area nel termine di 25 anni sia una novit&#224; e una opportunit&#224; da valutare attentamente.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In definitiva noi auspichiamo che le commissioni tecniche svolgano le dovute valutazioni sul progetto presentato dall'azienda, e che la valutazione che sar&#224; espressa dalla Provincia di Padova, parta da una visione generale di risposta alla crisi e in prospettiva per lo sviluppo economico e sociale dell'area, evitando di vanificare questo importante investimento, la cui realizzazione deve, per una serie di motivi cogenti e documentati, essere avviato in tempi brevi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Riteniamo infine fondamentale che la programmazione dell'attivit&#224; delle cementiere sia seriamente avviata, come previsto dal Piano ambientale del Parco Colli e sia a tutela degli interessi dei lavoratori, dei cittadini e del territorio, in quanto deve essere sempre pi&#249; chiaro e inconfutabile che la programmazione condivisa e responsabile dello sviluppo di un territorio cos&#236; particolare, non pu&#242; prescindere dal contesto ambientale in cui si trovano le comunit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Padova, 03.06.2010 Le Segreterie CGIL CISL e UIL di Padova&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova MERCOLED&#204;, 02 GIUGNO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Inquinamento oltre le aspettative&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Coordinamento vicariale estense preoccupato dalle aziende insalubri&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(NICOLA CESARO) /&lt;/p&gt; &lt;p&gt; ESTE. Preoccupazione, speranza, impegno. Sono i tre cardini del documento scritto dal coordinamento vicariale di Este. I membri dei consigli pastorali parrocchiali e i sacerdoti dell'Estense hanno infatti deciso di prendere la parola in un periodo estremamente delicato per lo sviluppo del territorio, in cui scelte imprenditoriali fanno a pugni con il rispetto per l'ambiente e la societ&#224;. Il coordinamento vicariale ha promosso due incontri proprio per riflettere sulle questioni ambientali che pi&#249; interessano la Bassa Padovana: al termine del percorso, a cui hanno partecipato anche i sindaci in veste di relatori, il gruppo ha redatto un documento ufficiale. Un po' come ha fatto la parrocchia monselicense del Carmine, che si &#232; schierata contro il revamping dell'Italcementi. &#171;E' stata una presa di coscienza di numerose situazioni - scrivono laici e sacerdoti - Ci sono stati illustrati i vari e gravi problemi di inquinamento del nostro territorio: le cementerie, la Sesa, il traffico pesante connesso a queste attivit&#224;, l'inquinamento elettromagnetico prodotto dalle antenne, lo smaltimento dei rifiuti dei vari allevamenti. Ne &#232; risultato un quadro non sereno e, forse, non sempre del tutto conosciuto, che fa del nostro territorio una fascia di grave inquinamento&#187;. Il coordinamento cristiano prende anche una posizione: &#171;E' apparsa interessante la valutazione circa la non pertinenza della salvaguardia dell'occupazione con il mantenimento delle attivit&#224; inquinanti. Grandi aziende-fabbriche possono chiudere nell'arco di poco tempo per ragioni di mercato e non per i costi di recupero dell'ambiente. Gli investimenti in politiche ambientali sono in grado di creare occupazione e migliorare contemporaneamente la qualit&#224; di vita dei residenti&#187;. Le comunit&#224; parrocchiali di Este &#171;esprimono dunque motivi di preoccupazione per una situazione che si ripercuote sul benessere delle persone - continua il documento - Non &#232; di nostra competenza tecnica la proposta di soluzione dei problemi, ma &#232; nostro dovere di cristiani affermare che, al centro di ogni scelta, deve sempre essere il bene integrale della persona umana&#187;. La posizione del coordinamento apre per&#242; anche alla speranza e all'impegno: &#171;C'&#232; una sempre pi&#249; seria presa di coscienza dei problemi di ecologia nelle nostre comunit&#224;. Ci attiveremo nel campo formativo delle persone, affinch&#233; si attivi una proposta che educhi ai nuovi stili di vita e che possa esprimere anche l'ispirazione evangelica&#187;. Non &#232; no esplicito a revamping e trasformazione della Columbus in depuratore, ma la contrariet&#224; s'intuisce bene.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;IL TERRITORIO DEVE ESSER BELLO - Naccarato/1&lt;/p&gt; &lt;p&gt; di Davide Ruzzon&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(ARCHITETTO)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La lettera sul Revamping dell'onorevole Naccarato mi ha suscitato una delusione tale che, purtroppo per voi, devo condividerla. Venerd&#236; scorso sono stato ad un convegno molto intelligente, un pezzo di futuro a portata di mano. Il cambiamento dell'economia dopo l'accordo del G20 nello scorso settembre 2009 a Pittsburgh, ha cambiato a tal punto l'asse strategico mondiale, verso un rapporto diretto tra Stati Uniti e Cindia (Cina ed India), da mettere in forse la permanenza dell'Europa nel grande gioco. Questo potrebbe voler dire involuzione, perdita di lavoro, perdita di centralit&#224;. I flussi della globalizzazione possono atterrare nel territorio (parola magica del nostro tempo politico) solo se questo si riorganizza ed &#232; in grado di contrattare, anche con forza, con questi moloch giganteschi, questi B52 che passano sulle nostre teste. Qui torniamo appunto a Naccarato. Questo territorio deve assumere una forma tale da avere forza ed idee chiare sul futuro: dobbiamo riuscire a creare una grande e coesa struttura urbana da 5 milioni di persone, con comuni da 40-50 mila abitanti in su, dove le Province non servono pi&#249;. Dobbiamo aspettare Roma? Non possiamo fare da soli questo cambiamento? (Zaia, che cosa ne pensi?) Sotto questa taglia resteremo delle mosche che non si sentono quando parlano. Dobbiamo avere chiaro che i distretti industriali sono finiti. Esistono delle filiere che si organizzano dentro ai flussi globali e che, se hanno muscoli, discutono con questi. Quali filiere avranno futuro, quali potranno dare lavoro? Quelle che sanno navigare insieme dentro ai flussi. Quale ruolo ha la ricerca e lo sviluppo del terziario avanzato? E' fondamentale, senza servizi di eccellenza la produzione manifatturiera non star&#224; pi&#249; in piedi. Dobbiamo riuscire a sviluppare le Universit&#224; in un solo sistema veneto, organizzate insieme per non distruggere pi&#249; risorse e per creare futuro. La Fondazione Corrazzin tra poco presenter&#224; uno studio sui giovani tra i 20 e i 30 anni: l'esito anticipato al convegno &#232; catastrofico. Per questi ragazzi il nostro Veneto non &#232; pi&#249; attraente, pensano ad andarsene, in grande quantit&#224;. Non solo per le difficolt&#224; del lavoro, ma anche perch&#233; si avverte una staticit&#224; e una politica che si rinserra al suo interno, appunto nel territorio, dominata dall'idea della paura. Non ci nascondiamo dietro al fatto che una buona parte della responsabilit&#224; di questo timore deriva dalla linea di marketing politico leghista (ma oggi la ricreazione &#232; finita, adesso hanno il manubrio della bici), ma le idee lanciate dall'onorevole Naccarato su Monselice non sono meno regressive. In uno scenario come questo, dove la qualit&#224; dell'ambiente &#232; un tesoro ed una eredita del Veneto, pensare di ipotecare per altri venti anni un sistema ambientale, per carit&#224; un tassello del Nord Est, come quello tra Este e Baone, davanti ad Arqu&#224;, come area proto-industriale (tale rimane e diventa ancor pi&#249; a seguito della realizzazione dell'intervento di revamping) significa non aver ancor capito nulla del presente, dei territori e delle loro vocazioni, dell'autonomia dei soggetti decentrati, del federalismo, di economia, significa non essere qui, ma ancora dentro a vecchi schemi ottocenteschi (badate non novecenteschi) dell'economia. Si &#232; chiesto l'onorevole Naccarato quali ricadute esterne (dette per l'appunto esternalit&#224; economiche) produce realizzare oggi quel progetto. Farlo oggi &#232; come farlo nuovo. Che cosa si scaccia via? La moneta buona. Quella cattiva scaccia quella buona. Si badi non &#232; detto che la produzione del cemento sia in assoluto moneta cattiva, lo &#232; dentro a quel contesto, perch&#233; ogni contesto ha delle sue richieste (vocazioni) naturali che un buon politico deve riconoscere. Quanti investimenti potrebbero essere respinti con questa scelta? Qual &#232; il modello economico che non avr&#224; pi&#249; futuro in quell'area? Con quali conseguenze? A queste domande si deve rispondere e le risposte si trovano se si fa riferimento alle premesse. Dobbiamo innovare processi, produrre conoscenza per elevare i livelli delle manifatture esistenti, dobbiamo creare servizi, terziario avanzato importante: per attirare persone qui a lavorare serve anche un ambiente accogliente e bello. S&#236;, bello. Oggi le persone si muovono e scelgono dove andare a vivere e lavorare anche per quello che offre l'ambiente in termini di vivibilit&#224; e di cultura. Serve una struttura urbana che profumi di bella citt&#224; e non di periferia infinita (altro che citt&#224; infinita... facciamo subito la Sfmr per esempio). Per far questo serve una classe dirigente che abbia chiaro questo obiettivo, questo passaggio di fase storica. All'onorevole Naccarato devo dire con franchezza che attraverso le parole stampate sul foglio ha eseguito un proprio autoritratto: ai miei occhi quella figura non ricorda quella di un agile pensatore del 2010, piuttosto quella del capitano d'industria, con tuba e sigaro, tipica dell'immaginario ottocentesco, che tuona: &#171;Poche ciance! Dobbiamo andare avanti con il progresso&#187;. Ma quale progresso? Andiamo avanti dritti verso la marginalit&#224; dell'Europa e del Nord Est. Il B52 di Italcementi vuole riportare al suolo un suo aereo? Facciamolo atterrare! Ma dove &#232; giusto, come &#232; giusto e senza che produca danni al nostro futuro. Una classe dirigente seria scalda i muscoli e fa girare le rotelle quando deve affrontare una sfida. PS: Gi&#224;. Classe dirigente: la domanda che maggiormente rimane oggi inevasa, che anche al convegno di venerd&#236; &#232; rimasta appesa per aria &#232; proprio questa: chi potr&#224; comprendere e realizzare questo progetto politico? Chi sono i soggetti politici oggi in grado di farsi carico di questa speranza-necessit&#224;?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;SI DICONO COSE NON VERE&lt;/strong&gt; - La replica&lt;/p&gt; &lt;p&gt; di Lorenzo Colombo&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(RESPONSABILE / DELL'UFFICIO STAMPA / DEL GRUPPO ITALCEMENTI / BERGAMO)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Caro direttore, fra le tante affermazioni lette e ascoltate durante la manifestazione di sabato scorso a Monselice, si sono sentite parole palesemente infondate e Italcementi ritiene opportune alcune precisazioni e smentite. Innanzitutto il nuovo impianto, come &#232; gi&#224; stato ripetuto in varie occasioni, non &#232; un inceneritore, ma un forno per la produzione di cemento: sono due processi e impianti industriali completamente diversi. La cementeria di Monselice non ha mai utilizzato combustibili alternativi (il Cdr) e il loro utilizzo non &#232; assolutamente previsto nel nuovo impianto. Inoltre la &#171;torre&#187; prevista nel progetto di revamping non &#232; alta 122 metri. Tale dato &#232; riferito all'altezza della struttura rispetto al livello del mare. Se la torre fosse su una cima dell'Alto Adige, l'altezza sul livello del mare potrebbe anche essere oltre 2000 metri, a fronte di un manufatto di qualche decina di metri. Dunque, si tratta chiaramente di una interpretazione fuorviante: &#232; come se attribuissimo alla Rocca un'altezza che comprende anche il colle sui cui sorge (oltre all'altitudine del colle rispetto al livello sul mare). Questo dimostra ancora una volta l'uso strumentale che qualcuno si ostina a fare delle informazioni relative al progetto. Infine, Italcementi ritiene necessario smentire un'affermazione di un politico locale, apparsa sul mattino di Padova domenica in un articolo dal titolo &#171;Investono per bruciare scarti&#187;. La societ&#224; non &#232; risultata beneficiaria di 7 milioni di euro nel 2009 - come scritto nell'articolo - per i contributi CIP6 in qualit&#224; di produttori di energia da fonti rinnovabili. Italcementi produce cemento e non ha ricevuto n&#233; nel 2009 n&#233; in anni passati contributi CIP6 per la produzione di energia elettrica. Spiace dover constatare per l'ennesima volta come si voglia evitare un confronto corretto e consapevole sul tema del revamping e sui dati che sono stati presentati, primo fra tutti l'abbattimento delle emissioni del 50 per cento - previsto con il nuovo impianto - e come certe affermazioni non rispondano al vero, ma siano soltanto speculazioni per trarne vantaggi personali per soli fini politici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;SINISTRA LONTANA DAL LAVORO&lt;/strong&gt; - Naccarato/2&lt;/p&gt; &lt;p&gt; di Carla Montelatici&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gentile direttore, non pensavo di intervenire nel dibattito sulla questione della ristrutturazione dello stabilimento Italcementi di Monselice poich&#233;, dopo essere stata &#171;pesantemente sconfitta&#187; (uso le cortesi parole di Leandro Belluco, usate nella lettera contro Naccarato pubblicata dal mattino di Padova) alle primarie per la candidatura a sindaco dell'anno scorso, ho considerato chiusa una stagione della mia vita, decidendo di rimanere una semplice elettrice del Partito democratico: mi sono fatta da parte lasciando ad altri l'opportunit&#224; di far crescere il partito per la cui nascita mi sono impegnata da segretaria dei Democratici di sinistra e Costituente nazionale. Non &#232; stato facile, non ho certo lasciato a cuor leggero ma &#232; con sofferenza maggiore che ho seguito il cammino del Partito democratico monselicense: ho visto in questi mesi un partito chiuso, isolato, che ha perduto i contatti con le diverse realt&#224; del paese, prima di tutto con il mondo del lavoro. Dove sono oggi i lavoratori che partecipavano alla vita di partito nei Ds? Qual &#232; il dialogo con i sindacati e le categorie sui temi del lavoro e dell'economia locale? Questi ed altri pensieri sarebbero rimasti soltanto miei se alcuni passaggi dell'articolo della corrispondente locale e l'intervento di Leandro Belluco nel mattino di Padova del 28 maggio non fossero per me inaccettabili. A chi insinua interessi &#171;matrimoniali&#187; nei miei confronti ricordo un solo fatto: l'essere la moglie di un imprenditore &#171;la cui attivit&#224; &#232; notoriamente collegata ai cementifici&#187; sicuramente concorre alla formazione delle mie opinioni ma non le condiziona: ricordo alle persone poco informate o dalla memoria corta che l'amministrazione del sindaco Bettin, nella quale ero assessore negli anni '95/'99, approv&#242; un Piano Regolatore Generale nel quale si prevedeva la progressiva dismissione delle cementerie. Ricordo pure che quel piano fu ritirato immediatamente dalla prima amministrazione Conte, con il voto di alcune delle forze politiche e forse (potrei sbagliare) anche degli stessi consiglieri che oggi chiedono la chiusura dei cementifici entro cinque anni! Nel merito, condivido la posizione sostenuta dall'onorevole Alessandro Naccarato e non la ripeto dato che non saprei esprimerla con maggiore chiarezza e concretezza: sono stata educata nel rispetto e nella considerazione del valore del lavoro, figlia di uno di quei fiorentini che nel 1941 vennero a lavorare presso le Officine Galileo di Battaglia Terme e l&#236; rimase per poco meno di cinquant'anni. Ma Galileo &#232; una realt&#224; industriale del nostro territorio che non esiste pi&#249;, come Saffa, come Saiace, come tutte le industrie del settore della bambola, come Komatsu o Frarica e le altre del settore manifatturiero - tessile. Quali sono le opportunit&#224; di lavoro che si pensa di dare al nostro territorio? Pochi mesi fa, nella discussione in Consiglio comunale a proposito dell'intervento previsto per Ca' Oddo si &#232; affermato che le pannocchie non danno ricchezza e sviluppo, oggi gli stessi consiglieri suggeriscono una riconversione agricola per l'area Italcementi: &#232; aumentata forse la quotazione delle pannocchie? Concludo con un'altra domanda che si ricollega alla situazione delle donne in politica, argomento che, ovviamente, ha sempre orientato il mio lavoro nell'Amministrazione comunale e nel Partito: se fossi stata un uomo, se fossi stata Carlo Montelatici si sarebbe affermato che il mio silenzio dipendeva dagli interessi di mia moglie? Io conosco gi&#224; la risposta.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;PERCH&#200; IO SONO FAVOREVOLE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La lettera di Rita De Marco&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(UNA LETTRICE AFFEZIONATA / DEL MATTINO DI PADOVA)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In un periodo di crisi, in un momento di recessione &#232; quanto mai orribile ci&#242; che si sta tentando di fare: chiudere uno stabilimento multinazionale dove lavorano oltre 200 operai, senza considerare tutto l'indotto. Operai con famiglia e mutui da pagare (anche se continuano a dire che non vogliono che questo accada). Ma la cosa pi&#249; scandalosa &#232; che questi politici stanno prendendo in giro non solo gli abitanti di Monselice ma anche chi sta nei dintorni. Basta fare processi alle intenzioni, basta dire falsit&#224;, basta parlare di pattumiera del Veneto, basta riempire la testa della gente con mostruose calunnie, basta far finta di preoccuparsi dell'ambiente quando sono i primi loro a sfruttare l'ambiente dove vivono. Comincino a smettere di fumare, di telefonare, di andare in giro in macchina in quanto sono anch'essi motivo d'inquinamento. Si parla di alta percentuale dei tumori nel Veneto (vorrei sottolineare a tal proposito, che tale percentuale &#232; tutta da dimostrare e non ci sono indagini epidemiologiche che lo confermino), inoltre &#232; scientificamente provato che gli scarichi delle automobili, le radiazioni provenienti dai telefonini, la sigaretta fumata e gettata per strada sono altamente inquinanti. Inoltre vorrei chiedere a questi Signori se fanno i clochard o vivono nelle case fatte di cemento ben riscaldate. Per quale motivo dare la colpa all'Italcementi della salute dei cittadini? Fino a prova contraria ha sempre rispettato le normative di legge. Purtroppo se qualche nuova patologia &#232; emersa non &#232; solo in Veneto ma in ogni parte del mondo (dati statistici lo confermano). Ricordiamoci che l'Italcementi &#232; sul nostro territorio da oltre 50 anni e se fosse stata una &#171;fuori legge&#187; non credo che avrebbe avuto lunga vita. In questo ultimo periodo ho sentito tantissime mostruosit&#224; da persone che credevo essere meno ottuse. Ma c'&#232; da dire che a volte la colpa non &#232; solo la loro ma soprattutto delle informazioni sbagliate che provengono da certi quotidiani. NUMERI. Per esempio ho letto sul giornale del 30 maggio che alla manifestazione dei Comitati per l'ambiente c'erano un migliaio di partecipanti... saranno stati non pi&#249; di 300. ALBERGHI. Ho sentito persone che parlavano della costruzione di alberghi nel sito dove opera lo stabilimento. Vorrei ricordare a queste persone illuminate che il territorio dove sorge lo stabilimento ha un proprietario che si chiama Pesenti. FUMI. Ho sentito persone dire che il fumo che fuoriesce dai camini dello stabilimento sia un condensato di polveri ma in realt&#224; &#232; l'effetto provocato dal vapore acqueo che esce ad alte temperature e si scontra con l'aria fredda (&#232; scienza, non fantascienza). SITO. Ho sentito dire anche di spostare la cementeria in un altro sito... ma allora mi chiedo: in un altro luogo inquina meno? Tutto ci&#242; &#232; ridicolo e credo che bisogna andare in fondo a tutta questa situazione e troveremo la &#8220;vera&#8221; verit&#224;. Concludo con una mia umile opinione: il problema non &#232; la torre di 120 metri (non &#232; un inceneritore e questo tutti lo sanno) ma &#232; solo una questione politica. Il 23 aprile al cinema Corallo ho assistito personalmente alla presentazione del progetto di revamping dell'Italcementi e sono profondamente convinta di questo ammodernamento, sia per la riduzione dei costi di produzione del cemento sia per l'abbattimento degli inquinanti. Questo li render&#224; pi&#249; competitivi sul mercato e non sussiste il bisogno di utilizzare il Cdr (combustibile da rifiuti). Infine credo che, un'azienda come l'Italcementi non &#232; come tanti politici che un giorno affermano una cosa il giorno dopo l'esatto contrario. La seriet&#224; di questa multinazionale &#232; evidente altrimenti, ribadisco, non avrebbe avuto lunga vita. Invece bisognerebbe apprezzare chi in un momento di grande crisi investa per la tutela dell'ambiente, per l'occupazione e per la collettivit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il Gazzettino (Mercoled&#236; 2 Giugno 2010)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Italcementi: &#171;I numeri veri sul progetto di revamping&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(F.G.) Fra le tante voci che da settimane si sormontano sulla questione del revamping, arriva ora anche quella dell'Italcementi. L'azienda ha emesso nei giorni scorsi una nota per fare chiarezza sull'iter in corso e per difendersi dalle molte accuse mosse dal fronte del &quot;no&quot;. Il colosso industriale giudica infondati gran parte degli strali lanciati durante la manifestazione di protesta tenutasi sabato a Monselice. &#171;Innanzitutto il nuovo impianto - spiega la nota - non &#232; un inceneritore, ma un forno per la produzione di cemento. Sono due processi e impianti industriali completamente diversi&#187;. La cementeria monselicense, inoltre, non ha mai utilizzato combustibili alternativi e il loro utilizzo non &#232; assolutamente previsto, secondo quanto riferisce Italcementi, nel nuovo impianto. Per quanto riguarda la &quot;torre&quot; prevista dal progetto, non &#232; alta 122 metri: questo dato &#232; riferito all'altezza complessiva sul livello del mare. &#171;Dunque - dicono dall'Italcementi - si tratta chiaramente di una interpretazione fuorviante. &#200; come se attribuissimo alla Rocca un'altezza che comprende anche il colle sui cui sorge. Questo dimostra ancora una volta l'uso strumentale che qualcuno si ostina a fare delle informazioni relative al progetto&#187;. La torre &#232; infatti al centro di un dibattito legato all'aspetto paesaggistico della zona, inserita nell'area protetta del Parco dei colli Euganei. &#171;Spiace dover constatare per l'ennesima volta - conclude il documento - come si voglia evitare un confronto corretto e consapevole sul tema del revamping e sui dati che sono stati presentati, primo fra tutti l'abbattimento delle emissioni del 50% previsto con il nuovo impianto, e come certe affermazioni non rispondano al vero, ma siano soltanto speculazioni per trarne vantaggi personali per soli fini politici&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova 01-06-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La Provincia ascolta i lavoratori&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Francesca Segato) /&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Un'ora di faccia a faccia con la presidente della Provincia, Barbara Degani, e con l'assessore provinciale all'Ambiente Mauro Fecchio. Ieri i rappresentati sindacali dei lavoratori Italcementi hanno incontrato i vertici della Provincia, e hanno manifestato le ragioni del loro s&#236; al revamping del cementificio monselicense. Dall'incontro sarebbero emerse rassicurazioni sul fatto che la procedura di Via non verr&#224; interrotta o sospesa. Presenti in Provincia i lavoratori della Rsu Italcementi, il segretario provinciale della Fillea Cgil Marco Benati, mentre per la Filca Cisl c'erano Maristella Zambon e il segretario regionale Salvatore Federico. Positiva la valutazione dei sindacati. &#171;Abbiamo illustrato la nostra posizione - spiega Benati - e la presidente ha dimostrato molta attenzione ai problemi occupazionali e alle motivazioni per cui noi abbiamo dato un giudizio positivo del revamping&#187;. Oltre alla garanzia occupazionale, i sindacati rilevano infatti, nel progetto, il miglioramento ambientale rispetto all'impianto attuale. &#171;Indipendentemente da quel che pu&#242; dichiarare l'impresa, temiamo che ci potremmo trovare di fronte a una chiusura nel caso in cui il revamping non dovesse passare - mette in chiaro Benati - Questo perch&#233; sappiamo che l'azienda deve rientrare nei parametri nazionali per le emissioni di CO2 entro il 2013. Molti fanno passare il messaggio che &#8220;tanto rimangono aperti&#8221;: ma non sar&#224; cos&#236;. Dovessimo trovarci con un no definitivo a questo progetto, ci sarebbero ridimensionamenti immediati o quasi&#187;. La Provincia avrebbe anche rassicurato sul fatto che la procedura per la Valutazione di impatto ambientale non verr&#224; sospesa. Questa &#232; infatti la richiesta avanzata da pi&#249; parti, e specialmente dal fronte dei 28 Comuni di Bassa e Colli. &#171;Comunque i tempi sono ancora abbastanza lunghi - riferiscono - oltre i 90 giorni prima di avere una analisi definitiva della Commissione tecnica provinciale. Non vogliamo influire sulle questioni tecniche e sulla necessaria indipendenza nella valutazione del progetto, ma non condividiamo la lettura secondo cui, nel caso dovesse passare il revamping, dovrebbe venir meno il Parco Colli. A nostro avviso non si tratta di un impianto nuovo, e la stessaItalcementi si &#232; detta disponibile a ragionare su una dismissione a lungo termine&#187;. La proposta-choc era uscita al termine della manifestazione promossa sabato dai comitati Salute e ambiente Bassa Padovana: nel caso in cui il revamping ottenesse il disco verde, l'ambientalista Francesco Miazzi ha annunciato una proposta di legge per sciogliere l'Ente Parco. I sindacati non concordano, cos&#236; come non accettano l'altro spettro agitato dagli oppositori al progetto, quello dell'uso di Combustibili da rifiuti. &#171;Vorremmo lavorare per un clima pi&#249; sereno e obiettivo - rimarca Benati - Vediamo tante strumentalizzazioni e mancanza di obiettivit&#224;&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Progetto migliorativo&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Spetter&#224; alla commissione Via, e quindi alla giunta provinciale, l'ultima parola sul revamping Italcementi. Chiuso il termine per la presentazione delle osservazioni, ora la commissione per la Valutazione di impatto ambientale ha 60 giorni di tempo per valutare il progetto e acquisire i pareri di Parco e Sovrintendenza. A chiarire i prossimi tasselli nella lunga marcia del revamping, &#232; l'assessore provinciale all'Ambiente, Mauro Fecchio (nella foto). L'Iter. 60 giorni per analizzare la pratica dal punto di vista tecnico e acquisire il parere di compatibilit&#224; ambientale da parte del Parco e il parere della Sovrintendenza per l'aspetto paesaggistico. A quel punto, la commissione provinciale Via potr&#224; esprimere il suo parere finale, che poi dovr&#224; essere portato in Giunta provinciale per il giudizio di compatibilit&#224; ambientale. C'&#232; per&#242; anche la possibilit&#224; che la commissione chieda delle integrazioni alla documentazione presentata. In questo caso Italcementi avrebbe 60 giorni di tempo per fornirle. Dalla data della risposta, ci sarebbero altri 30 giorni per valutarle e quindi per chiudere la procedura. Calendario alla mano, la decisione sul revamping potrebbe arrivare in piena estate. A fine luglio se tutto procede velocemente, oppure in pieno agosto. I pareri. Al momento, si sa che la Commissione Tecnica del Parco ha dato un parere negativo: l'intervento non &#232; compatibile con il Piano ambientale. Mentre la Presidente del Parco, Chiara Matteazzi, ha scritto che l'intervento rientra tra quelli da attuarsi previa convenzione con l'Ente Parco. Ma sul tavolo della Provincia, assicura Fecchio, il parere del Parco non &#232; ancora arrivato. Per l'assessore pidiellino, i casi sono due. &#171;O si ha la consapevolezza e il coraggio di dire che questa azienda deve andar via, in ogni caso - spiega Fecchio - oppure si valuta il progetto presentato, che di per s&#233; &#232; sicuramente migliorativo. Fermo restando il divieto di usare Cdr, la valutazione dell'impatto sul traffico e dell'altezza della torre, che forse pu&#242; essere ridotta. Questa azienda &#232; quella che nel Padovano emette in assoluto pi&#249; polveri. Per anni, nel tavolo tecnico zonale, la Provincia l'ha sollecitata a intervenire. Lo fanno con questo progetto: credo lo si debba prendere in esame&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova LUNED&#204;, 31 MAGGIO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;REVAMPING ITALCEMENTI A MONSELICE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'assessore Andreose: &#171;Bruceranno Cdr&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;Progetto pericoloso Puntiamo sul turismo&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;BEATRICE ANDREOSE / ASSESSORE ALL'AMBIENTE / DEL COMUNE DI ESTE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il revamping si discute, eccome. Chi, se non gli amministratori, che rappresentano i diritti e gli interessi di tutti i cittadini del territorio, e non di una sola categoria, pu&#242; discutere legittimamente dello sviluppo economico dell'area che temporaneamente rappresentano? E' possibile, per una volta tanto, porsi in modo responsabile l'interrogativo sul futuro ecosostenibile della Bassa Padovana, in particolar modo di quella che gravita attorno ad Este e Monselice, senza derive isteriche che contrappongano lavoro ad ambiente? Credo sia indispensabile coniugare i due diritti, quello all'occupazione e quello alla protezione dell'ambiente, programmando nel medio periodo con responsabilit&#224;, consapevolezza e competenza, uno sviluppo economico ed urbanistico rispettoso dell'ambiente, del paesaggio e della salute umana. Nei giorni scorsi ho accompagnato per un giro turistico per le vie del centro lo scrittore Marco Tornar arrivato ad Este per la presentazione in prima nazionale di un suo libro dedicato a Clara Clermont, amante di Lord Byron turista ad Este per tre mesi nel 1818. Tornar era rapito dalla bellezza della citt&#224;, dai suoi monumenti, dalle sue strade. Perch&#233; non prevedere uno sviluppo legato alle attivit&#224; ecocompatibili e al turismo per questi nostri centri dalla bellezza incomparabile? In quanto al revamping sottolineo che Italcementi (18 impianti solo in Italia) pu&#242; ammortizzare l'investimento (160 milioni di euro: i primi 10 anni per il pareggio, i secondi 10 anni per guadagnare altri 160 milioni di euro: totale 20 anni) solo sottraendo fette di mercato a Radici e a Cementizillo. Il rischio che la cementeria inizi a bruciare Cdr esiste. Italcementi brucia gi&#224; i rifiuti (chiamate &#171;materie prime seconde&#187;) nei propri stabilimenti presenti negli altri paesi. Dare il via a un progetto di questo genere rappresenta un pericolo non solo per gli abitanti e per l'ambiente euganeo, ma per gli stessi lavoratori.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il sindacalista: &#171;L'impegno ambientale c'&#232;&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;C'&#232; crisi occupazionale manteniamo i posti&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;SALVATORE FEDERICO / SEGRETARIO REGIONALE / EDILI CISL&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oggi &#232; altissimo il rischio di perdere il lavoro. I tanti che si ritrovano in queste condizioni perdono la propria rispettabilit&#224;, sono obbligati a ricorrere all'aiuto e al sacrificio di altri. La disoccupazione non ha solo risvolti drammatici dal punto di vista pratico, ha risvolti altrettanto importanti dal punto di vista psicologico e sociale. L'estromissione dal lavoro per lungo tempo, oppure la dipendenza prolungata dall'assistenza pubblica o privata, minano la libert&#224; e la creativit&#224; della persona e i suoi rapporti familiari e sociali con forti sofferenze sul piano psicologico e spirituale. Ora si vuole condurre a chiusura anche le cementerie, aziende che producono occupazione stabile ma che vogliono essere impegnate anche nella tutela dell'ambiente, e che vogliono investire somme ingenti in questo campo. Il sindacato &#232; da sempre impegnato nel rispetto delle norme ambientali e delle condizioni di lavoro interne, con ottimi risultati in materia di accordi. Responsabilit&#224; che rivendichiamo anche oggi perch&#233; la tutela dell'ambiente non pu&#242; essere delegata in modo esclusivo ai &#171;paladini&#187;, ai professionisti della materia. L'ambiente &#232; un bene comune e comune deve essere l'assunzione di responsabilit&#224; della sua tutela. Il buon senso chiede per&#242; anche la tutela dell'occupazione, della possibilit&#224; di vita di centinaia di persone. La risposta &#232; possibile, nel territorio di Monselice, e vede gi&#224; l'accordo di imprenditori, lavoratori e parte delle istituzioni. L'accordo per tutelare ambiente e lavoratori c'&#232;, quello che manca &#232; la responsabilit&#224; di chi gioca con la vita degli altri in base a prese di posizione precostituite. Ricordiamo che la Costituzione all'articolo 4 comma 1 afferma che la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Riteniamo pertanto che tale responsabilit&#224; ricada per primi sugli amministratori. Noi siamo a fianco dei lavoratori.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; IL MATTINO DI PADOVA DOMENICA, 30 MAGGIO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La pioggia limita la partecipazione. Miazzi: &#171;Se passa il progetto chiudiamo il Parco&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;Non bruciamoci il futuro&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un migliaio al corteo con ecologisti, destra, sinistra e Lega&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(FRANCESCA SEGATO) /&lt;/p&gt; &lt;hr class=&quot;spip&quot; /&gt;
&lt;p&gt; MONSELICE. Una raccomandata spedita in Provincia, per dire che il territorio vuole scelte condivise e non imposte. Una scommessa vinta, nonostante la forte pioggia che ha bagnato l'inizio del corteo, la fiumana di gente che ieri ha invaso le strade di Monselice. L'hanno mobilitata i comitati contro il revamping Italcementi, e contro una Bassa Padovana che sembra condannata al ruolo di &#171;pattumiera del Veneto&#187;. La stima &#232; di un migliaio di partecipanti. Cittadini, esponenti di comitati da un po' tutto il territorio, politici di tutti gli schieramenti pronti a mettere la faccia su questa battaglia. Consapevoli che il territorio tra i Colli e la Bassa si trova a un punto di svolta. &#171;Se passa questo progetto - tuona Francesco Miazzi - raccoglieremo le firme per sciogliere il Parco&#187;. Fischietti, palloncini, striscioni. Un corteo colorato e pacifico, scortato da una cospicua presenza di forze dell'ordine, aperto dal lenzuolo con lo slogan ufficiale: &#171;Non vogliamo bruciare il futuro di questo territorio&#187;. La partenza &#232; un po' in insordina, sotto gli ombrelli, ma il serpentone s'ingrossa man mano. Sfilano giovani e meno giovani, cittadini alla prima manifestazione e ambientalisti, dietro i cartelli e gli striscioni che ricordano i tanti fronti aperti nella Bassa. A met&#224; del corteo, la fetta generosa di consiglieri comunali di maggioranza, i &#171;dissidenti&#187; del Pdl Lorenzo Nosarti e Paolo Drago, insieme al consigliere della Lega nord Emanuele Rosina e all'ormai ex assessore &#171;ribelle&#187;, Bruno Cama. Il gotha del Carroccio &#232; al completo quando li raggiungono l'onorevole Paola Goisis e il consigliere regionale (e comunale) Santino Bozza. Ci sono i sindaci di Baone Francesco Corso e di Este Giancarlo Piva, il Pd monselicense con Rino Biscaro. Tra i comitati che parlano, in chiusura, anche quello di Orgiano, paese dei Berici sede della cava Italcementi. &#171;Orgiano non la vuole - ricorda il portavoce Francois Bruzzo - Cavano dal 1972 e vorrebbero farlo fino al 2030, passano 500 bilici al giorno&#187;. Prendono la parola i politici, e si misura la trasversalit&#224; vera. &#171;Mi fa piacere vedere insieme i comitati, la destra, la sinistra e il mio partito - esclama la Goisis - Abbiamo 3 cementifici, 2 discariche, 8 inceneritori di pollina progettati, un termovalorizzatore e l'impianto di trattamento rifiuti a Saletto: diciamo no a tutto questo e combattiamo insieme. Italcementi dovrebbe chiudere tra 5 anni, non possiamo sopportare che inquini per altri 30. Vuol dire condannare il nostro territorio a una morte lenta, abbiamo il pi&#249; alto tasso di morti per tumori del Veneto&#187;. Torna a invocare il dialogo Corso, e bacchetta a distanza l'onorevole Alessandro Naccarato: &#171;Nel movimento trasversale dei 27 sindaci c'&#232; anche il Pd - sottolinea - L'attuale legge elettorale porta in parlamento gente scelta dalle segreterie dei partiti, ma i deputati devono rispondere alla comunit&#224;, e questa comunit&#224; si &#232; espressa in modo unanime e maturo&#187;. &#171;Non hanno voluto darci un referendum, ma la gente ha parlato lo stesso - chiude Miazzi - Oggi mandiamo una raccomandata alla presidente della Provincia: le scelte vanno condivise. Non chiediamo la chiusura delle cementerie: ma togliamo dal tavolo questo progetto e apriamo un confronto. Se passa questo progetto, raccoglieremo le firme per una legge che sciolga il Parco: se deve essere forte coi deboli e debole coi forti, se &#232; solo un carrozzone per mantenere qualche politico, non &#232; il Parco per cui ci siamo battuti, e lo spazzeremo via&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;LA RSU: FINITELA DI DIRE FALSITA'&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; In questi giorni leggiamo con grande soddisfazione che si sta allargando il coro dei rappresentanti politici che leggono il progetto del revamping come una opportunit&#224; sia per il lavoro che per l'ambiente. Noi lavoratori non pretendiamo che questo sia l'unico punto di vista, comprendiamo le preoccupazioni dei cittadini e degli amministratori locali, ma tra di noi la convinzione &#232; che molte delle preoccupazioni emerse siano il frutto di una carenza di informazione e conoscenza. Mancanza di conoscenza, non tanto dovuta ad un insufficiente coinvolgimento della popolazione e delle istituzioni a pi&#249; livelli, o a una scarsit&#224; di trasparenza nella chiarificazione del progetto, quanto piuttosto all'inibizione nella messa in discussione, dettata dalla mancanza di fiducia negli addetti ai lavori. Gli stereotipi comuni sul cementificio si stanno diffondendo a macchia d'olio tra la popolazione, pi&#249; velocemente di quanto non riescano ad elevarsi le vere linee del progetto che gi&#224; tiene conto di: ambiente, occupazione, collettivit&#224;. Per questo ci sono alcuni aspetti che vogliamo chiarire. * Mai cos&#236; tanto, come nel caso del progetto del revamping, il gruppo che ha promosso il fronte del no, ha cavalcato parole e definizioni non vere. Si &#232; cavalcato per primo il presunto pericolo per la popolazione del &#171;Cdr&#187; come combustibile, presunto perch&#233; non &#232; sicuramente un pericolo per i tedeschi (molto pi&#249; sensibili alla questione ambientale di noi italiani) o per tutti paesi del nord Europa dove &#232; regolarmente utilizzato. Ma presunto soprattutto perch&#233; Italcementi ha chiaramente affermato la volont&#224; di vincolare le autorizzazioni al non utilizzo del Cdr. * Si continua a insinuare nell'immaginario collettivo che i cementifici della Bassa Padovana sarebbero inceneritori, pur non avendone i requisiti tecnici e i limiti di legge a cui sono sottoposti gli inceneritori stessi, come proclamato nei volantini distribuiti proprio in citt&#224; o nel Consiglio comunale. Fatto totalmente falso, in quanto non si bruciano e non si sono mai bruciati rifiuti di alcun tipo in sostituzione o aggiunta dei combustibili fossili. Per questo per noi lavoratori sono importanti e sono finalmente molto apprezzati gli interventi di quei rappresentanti politici che partendo dalla centralit&#224; del lavoro, tanto pi&#249; in questo periodo di crisi, riescono ad analizzare il progetto del revamping con obiettivit&#224; al di l&#224; della narrazione non vera sui cementifici. Chiediamo che si smetta di alterare la percezione dell'attivit&#224; dei cementifici e del progetto del revamping, perch&#233; solamente cos&#236; si pu&#242; avere la possibilit&#224; di un dialogo e un confronto pacato nella comunit&#224;.
Maurizio Zanovello Tranquillo Cavestro Davide Garbin
della R.S.U. Italcementi di Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;IL PD: INVESTONO PER BRUCIARE SCARTI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;LAURA PUPPATO / PRESIDENTE FORUM AMBIENTE PD NAZIONALE / PRESIDENTE GRUPPO PD VENETO&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sui giornali del Veneto in questi giorni fuoriesce con molta evidenza il tema dei cementifici e/o coinceneritori che avendo ripercussioni sull'ambiente e sul lavoro divide tra favorevoli e contrari; mettendo in conflitto chi privilegia l'uno rispetto all'altro ma tralasciando un aspetto che io ritengo essere &#171;il&#187; vero colpevole di queste tensioni, ovvero l'assenza della politica regionale. Nessun intervento di indirizzo programmatorio e pianificatorio in questa nostra Regione nel corso degli ultimi anni. Mai approvato il piano regolatore regionale quel Ptrc tanto atteso, manca il piano su rifiuti e scarti industriali e manca anche il piano energetico; questa assenza espone il territorio e i suoi amministratori locali a scelte che, comunque fatte, lasceranno segni negativi e lacerazioni. Il Revamping di Monselice (Pd), come quello di Fumane (Vr) e la situazione che si vive a Pederobba (Tv) sono facce di una stessa realt&#224; che denuncia l'assenza di una politica capace d'individuare in un territorio vasto e bello come il Veneto i luoghi nei quali produrre e i luoghi da proteggere e tutelare. Mi pare evidente, a scanso di qualsiasi equivoco, che i Colli Euganei cos&#236; come la Valpolicella abbiano valori da difendere che trovano poca relazione con impianti che l'Europa definisce &#171;attivit&#224; insalubri di prima categoria&#187; inserendole &#171;nei registri delle aziende con maggiori emissioni&#187;. Vi sono situazioni come quelle della profonda crisi economica che viviamo che rischiano di farci diventare prede di una guerra tra poveri, mentre chi approfitta di lacune legislative e programmatorie ha, in un Veneto purtroppo assimilato in questa condizione al Sud del nostro Paese, il luogo nel quale chiedere di poter investire senza porsi particolari scrupoli sul come e dove. I cementifici nel nostro paese stanno vivendo un periodo aureo: vengono aumentati gli investimenti volti a moltiplicare le potenze produttive e a costruire nuovi impianti, nonostante il mercato nazionale del prodotto stia subendo riduzioni che superano il 50%. Il motivo si pu&#242; forse trovare nel combustibile che questi cementifici adoperano: pet coke ovvero la &#171;feccia del petrolio&#187; un prodotto di residui petroliferi e oleosi che viene considerato cancerogeno ma che dal 2002 in Italia, grazie a una norma introdotta dal governo Berlusconi per risolvere il problema di Gela, non &#232; pi&#249; rifiuto, come nel resto d'Europa, ma combustibile. Altro combustibile utilizzato nei cementifici d'Italia sono i pneumatici e il Cdr, ovvero il secco definito combustibile da rifiuto. Risolvendo il problema dei rifiuti tossici nocivi semplicemente per creare combustione negli impianti, i cementifici vengono ad essere pagati invece che pagare. Il solo gruppo Pesenti con Italcementi &#232; risultato beneficiario di 7 milioni di euro nel 2009 per i soli Cip 6 - i famosi certificati - che in Italia vengono pagati non solo a chi produce energia da fonti rinnovabili ma anche a coloro che la producono da fonti assimilate, come sono i materiali risultanti rifiuto o scarto industriale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il gazzettino (Domenica 30 Maggio 2010)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sfida &quot;trasversale&quot; alla cementeria&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Striscioni, palloncini, famigliole e comitati. Ma non solo: politici, amministratori e militanti, e soprattutto tantissimi fischietti. Tutti in piazza contro il revamping. Si &#232; svolta ieri pomeriggio in centro a Monselice la manifestazione di protesta contro il progetto proposto dall'Iltalcementi. Il nubifragio pomeridiano ha sfoltito le file dei manifestanti, che secondo gli organizzatori erano pi&#249; di 800. Il gruppone &#232; partito alle 17 da piazza Mazzini, sfilando poi nelle vie della citt&#224; vecchia. Imponente il servizio d'ordine, con i carabinieri, la polizia locale e la protezione civile. Erano presenti tutti i comitati ambientali della bassa padovana, oltre a gruppi provenienti dal vicentino, dal veronese e dalle altre province venete. Ben rappresentata anche la politica locale: hanno sfilato l'ex assessore Bruno Cama, i consiglieri comunali pidiellini Lorenzo Nosarti e Paolo Drago e i leghisti Santino Bozza e Emanuele Rosina. In marcia pure l'amministrazione comunale atestina, con il sindaco Giancarlo Piva e l'assessore all'ambiente, Beatrice Andreose. Sul palco di fronte al municipio di Monselice &#232; salita anche l'onorevole Paola Goisis, a dimostrazione della &#8220;trasversalit&#224;&#8221; del movimento contrario al revamping. &#171;Quindici anni fa &#8211; ha detto la deputata leghista &#8211; eravamo qui a raccogliere firme contro l'inceneritore di copertoni. Ora siamo di nuovo qui e consapevoli che in realt&#224; il progetto porter&#224; ad un nuovo inceneritore. Dobbiamo lavorare tutti assieme, in modo indipendente dall'appartenenza politica, perch&#233; non vogliamo essere condannati a una morte lenta&#187;. &#171;La politica non pu&#242; accettare &#8211; &#232; il commento di Francesco Corso, sindaco di Baone &#8211; che il futuro della nostra zona venga deciso da un solo Comune o da una multinazionale&#187;. &#171;Non ci faremo imporre &#8211; ha concluso Francesco Miazzi, consigliere di centrosinistra &#8211; un progetto senza alcuna discussione e alcun confronto. Questa manifestazione, alla quale hanno partecipato i rappresentanti di molte realt&#224;, &#232; una lettera per la Provincia, che avr&#224; l'ultima parola sul revamping&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il Gazzettino (Venerd&#236; 28 Maggio 2010)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cementifici, comitati in piazza&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ferdinando Garavello&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dalle stanze dei bottoni e dalle sale della politica la protesta sul revamping scende in strada. Domani si terr&#224; in centro storico una manifestazione popolare contro il progetto dell'Italcementi, alla quale parteciperanno anche molti sindaci del territorio. Un movimento che non porter&#224; in piazza bandiere o simboli di partito e impugner&#224; le mozioni emesse dai vari consigli comunali dell'area interessata. Le centinaia di manifestanti punteranno il dito contro l'ipotesi di intervento sulla cementeria monselicense, ma in ballo c'&#232; la delicata questione ambientale della zona a sud degli Euganei. &#171;La bassa padovana non &#232; la pattumiera del Veneto &#8211; spiegano gli organizzatori della protesta &#8211; dobbiamo vedercela con tre cementifici, discariche, un impianto di trattamento ceneri, cogeneratori a olio, distillerie, antenne, mangimifici e allevamenti vari, ed ora arriva anche la proposta di un inceneritore a Sant'Urbano&#187;. &#171;Per non parlare dell'uso del cdr nei cementifici &#8211; commentano ancora i promotori dell'iniziativa - di decine di richieste per impianti di cogenerazione a biomasse, inceneritori di pollina e deiezioni animali, e un impianto di trattamento di reflui speciali. Non vogliamo bruciare il futuro di questo territorio&#187;. Il programma prevede il raduno dei partecipanti alle 16.30, in piazza Mazzini. Alle 17 partir&#224; il corteo, che percorrer&#224; le vie 28 Aprile, Argine sinistro, Belzoni e Zanellato per poi arrivare in piazza San Marco. Da qui il serpentone ripartir&#224; su via Cadorna, toccando quindi le vie Santarello, Carboni, Battisti, Roma, Dante e Zanellato. Alle 18.30 si terr&#224; un sit in ai piedi del municipio, dove i rappresentanti parleranno della situazione. Hanno gi&#224; confermato la propria partecipazione il comitato Lasciateci respirare di Monselice, Conselve e Padova, i comitati No fly zone di Este e Carceri, il circolo atestino di Legambiente, il gruppo No reflui speciali di Sant'Urbano, Altrambiente e salute di Ospedaletto, Salute e ambiente di Tribano e il Moraro di Bagnoli. Arriveranno infine gruppi da fuori provincia, come il comitato per la salute e l'ambiente di Quarto d'Altino, una rappresentanza veronese e il coordinamento dei comitati riuniti di Treviso e Venezia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Corriere del Veneto 28-05-2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'ECOMOSTRO EUGANEO BLOCCATO DA UNA SORPRENDENTE MAGGIORANZA TRASVERSALE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Corrado Poli&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il tentativo di ampliare un gi&#224; enorme cementificio sito nell'area del Parco dei Colli Euganei ha trovato un valido ostacolo nel senso di responsabilit&#224; degli amministratori di Monselice. Sorprendentemente una maggioranza inedita e trasversale di consiglieri comunali &#8211; per tre quarti ufficialmente di maggioranza &#8211; ha bocciato la proposta del Sindaco, acceso sostenitore dell'impianto inquinante. Vedremo come andr&#224; a finire questo braccio di ferro, ma l'episodio va annoverato tra i casi in cui la democrazia rappresentativa e le istituzioni democratiche (qualche volta) funzionano. Il consenso popolare espresso in consiglio comunale ha avuto la meglio sia sugli interessi di pochi sia sulla necessit&#224; di ricorrere a partigiane manifestazioni di piazza. Il merito va sia agli amministratori sia a cittadini maturi non pi&#249; disposti a cedere su temi quali la propria salute e la salvaguardia del territorio. I cittadini hanno dimostrato anche maturit&#224; politica e istituzionale perch&#233; hanno fatto capire ai loro rappresentanti cosa si aspettano da loro e dalla politica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La realizzazione di una torre grigia e fumante alta 120 metri e il continuo via vai di camion nel parco Colli &#232; una cosa tanto assurda che non dovrebbe esserci nemmeno bisogno di discuterne. C'&#232; chi pu&#242; pensare che il futuro dell'economia e dell'occupazione nel Veneto possano essere ancora legato a industrie antiche e inquinanti? A un Convegno sulla ricostruzione, dopo il terremoto d'Abruzzo, a cui ho partecipato, autorevoli studiosi hanno dimostrato come si possano ridurre drasticamente i consumi di inerti per l'edilizia recuperando l'esistente. Una volta realizzato il cementificio, sar&#224; possibile bruciarvi rifiuti: tutti giurano che non lo faranno, ma poich&#233; si pu&#242; farlo, prima o poi succeder&#224;, magari senza che nessuno lo venga a sapere. I fumi tossici saranno respirati da Este a Monselice e nella zona termale. La materia prima verr&#224; trasportata da cave (anch'esse contestate dai cittadini) del vicentino (specificamente da Orgiano). L'ovvia conseguenza sar&#224; un congestionamento di traffico polveroso su un territorio che gi&#224; ha pagato molto in termini ambientali con la costruzione dell'autostrada.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il sindaco di Monselice giustifica la realizzazione dell'ecomostro euganeo con argomenti d'altri tempi e altri luoghi. Tali argomenti sarebbero discutibili anche se, piuttosto che nel Veneto del terzo millennio e nel Parco Colli, fossimo in Bengala o a Termini Imerese dove gravi problemi giustificano (e neanche del tutto) i guasti ambientali o dove si parla di migliaia di lavoratori.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oltre alla devastazione ambientale ci sono seri pericoli per la salute di cui i cittadini sono ormai consci per avere visto amici e parenti ammalarsi e i figli soffrire d'asma. Ma alcuni di noi talora tendono a credere a quanto fa comodo rifiutando la realt&#224;. Ricordo un mio amico dirigente di una fabbrica chimica i cui operai morivano di cancro. Anche il mio amico mor&#236; per lo stesso tumore dei suoi operai condividendo l'aria che respiravano. Ma, n&#233; lui n&#233; i suoi famigliari, ammisero mai che corresse una relazione tra la malattia e l'inquinamento della fabbrica. Diceva che si trattava di una predisposizione genetica, di famiglia. Questa sua convinzione, giusta o errata che fosse, lo aiut&#242; molto a morire sereno.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Carta - gioved&#236; 28 maggio 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;A Monselice, contro il cementificio che vuol bruciare i rifiuti&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;GIULIO TODESCAN&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sabato 29 maggio a Monselice si gioca una partita importante nella battaglia contro il &#171;revamping&#187; dell'Italcementi, il progetto di ristrutturare l'esistente cementificio con una nuova torre alta 122 metri e l'apertura a nuovi materiali da bruciare, compreso il cdr, ovvero i rifiuti. La manifestazione [partenza alle 16.30 da piazza Mazzini] di sabato nella cittadina della bassa padovana arriva in un momento di forti contrapposizioni: negli ultimi giorni c'&#232; stato il voto a sorpresa del consiglio comunale che ha bocciato il progetto Italcementi, spaccando la maggioranza del sindaco di centrodestra Francesco Lunghi; c'&#232; stata poi la presa di posizione dei consigli pastorali di alcune parrocchie, contrarie; e infine il parere della commissione tecnica del Parco dei colli Euganei, che ha definito il nuovo cementificio &#171;incompatibile&#187; con le finalit&#224; del Parco stesso. Ma &#232; esplosa anche la contraddizione pi&#249; grande, quella fra la necessit&#224; di liberarsi di un modello di sviluppo insostenibile e la difesa dei posti di lavoro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La posizione dei sindacati e dei cento [duecento con l'indotto] lavoratori dei tre cementifici di Monselice si &#232; andata polarizzando in favore del progetto, che prevede altri trent'anni di lavorazione del cemento. Ne parliamo con Francesco Miazzi, consigliere comunale di Citt&#224; Futura, lo scorso anno sfidante al ballottaggio dell'attuale sindaco, e anima dei comitati che si oppongono al revamping. &#171;Questa &#232; fra le quattro aree pi&#249; inquinate del Veneto insieme a Porto Marghera, Porto Tolle e la valle del Chiampo. Fra chi verr&#224; alla manifestazione ci sono anche i consigli pastorali del quartiere vicino al cementificio, con i figli di chi ci lavora. Sono ragioni ben radicate quelle del territorio stanco di vivere in un ambiante inquinato &#8211; dice Miazzi -. Chiediamo di venire qui sabato perch&#233; qui si gioca una battaglia fra le pi&#249; difficili, dove la contraddizione tra ambiente e lavoro si esprime in modo pi&#249; doloroso, ma apre anche lo spiraglio per un dibattito finalmente serio sul modello di sviluppo. L'unico parallelo in Veneto si pu&#242; fare con Porto Marghera, pi&#249; in grande&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La piccola Marghera della bassa &#232; fatta di tre inceneritori in cinque km quadrati [un record], con emissioni di polveri e diossine superiori in media del 30 per cento rispetto agli inceneritori, perch&#233; per fare il cemento si brucia un po' di tutto: sabbie di fonderia ricche di residui di metalli, gessi chimici provenienti da Marghera, tonnellate di ceneri da tutto il nord Italia. Il nostro paese ha una produzione annua di cemento di 800 kg per abitante, il Veneto 1200. La media europea 400. La crisi e l'aumento dei costi hanno comunque abbattuto la produzione negli ultimi anni, e la risposta per abbattere i costi &#232; il revamping, che aprirebbe alla possibilit&#224; di usare il redditizio cdr, i rifiuti da bruciare per fare il cemento. Nel 1996 Italcementi prov&#242; ad usare i copertoni esausti, nel 2001 fu la volta delle farine animali, ipotesi sempre respinte. Bruciando i rifiuti, i cementifici ci guadagnerebbero e potrebbero &#171;stare sul mercato&#187; ancora per anni. &#171;Uno dei cementifici di Monselice sta per siglare un accordo con centro trattamento rifiuti di Sarzano [Rovigo] che tratta i rifiuti meccanicamente e li porter&#224; nel cementificio &#8211; spiega Miazzi -. Portare i rifiuti in discarica costa 100 euro a tonnellata. Portarla in cementificio solo 50 euro di tonnellata. Invece di usare carbone e pet coke il cementificio riceverebbe soldi per ogni tonnellata smaltita. Per sostituire una tonnellata di carbone servono 2 tonnellate di cdr: doppio guadagno al posto di una spesa&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I 27 comuni della zona, il Parco, le parrocchie, alcune categorie economiche e ora anche il consiglio comunale di Monselice pensano invece che questa crisi sia l'occasione per uscire dalla monocoltura del cemento, anche affrontando il ricatto dei posti di lavoro. &#171;In paese si respira un clima di scontro sociale fortissimo. Ma c'&#232; anche molta partecipazione: il consiglio comunale &#232; stato seguito da 700 persone in in video da un'aula magna, ed &#232; stato trasmesso in diretta tv su Tele Estense &#8211; prosegue Miazzi -. Tre quarti della sala era popolazione contraria al revamping, un quarto erano sindacalisti, operai e i loro familiari. L'unico strumento democratico sarebbe il referendum ma nessuno si &#232; sognato di concederlo. D'altra parte nessuno vuole chiudere i cementifici da un giorno all'altro: il documento dei sindaci [di tutti i partiti] pone con forza il discorso di aprire un tavolo e verificare cosa si pu&#242; fare per l'occupazione. Le mobilitazioni di questi giorni chiedono di sospendere l'iter del progetto per discutere togliendo la pistola dal tavolo&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dall'altra parte per&#242; il sindacato, partendo da posizioni dialoganti, si &#232; irrigidito negli ultimi tempi, appoggiando senza riserve il progetto Italcementi. &#171;Ci sono parti del sindacato meno rigide, ma non si sono ancora evidenziate. Ora c'&#232; un appiattimento tra Cisl e Cgil, che prima facevano dei distinguo, la Cgil &#232; stata contraria all'uso combustibili alternativi, negli anni scorsi. Ma chi era contro copertoni e farine animali ora appoggia il cdr. Le persone per&#242; vivono un disagio pesante: quando in una via a ridosso del cementificio hai tre bambini con shock anafilattico, quando la gente chiude le finestre perch&#233; arrivano zaffate di aria irrespirabile, il discorso di salvare cento posti di lavoro passa in secondo piano&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La torre di 122 metri che campeggia nei rendering dei progetti Italcementi sarebbe pi&#249; alta della casa del Petrarca ad Arqu&#224;, che si staglia sui colli poco lontani. La torre &#8211; che si propone elegante e &#171;firmata&#187; - &#232; percepita da molti come la croce sopra alle speranze del Parco, che negli anni ha costruito una piccola economia di agriturismi, agricoltura di qualit&#224; e turismo. L'ultima parola sulla questione la dir&#224; la giunta provinciale di Padova, fra tre mesi. Francesco Miazzi ricorda come trent'anni fa furono chiuse le cave, a Monselice, fra le proteste, e come ora nessuno si sognerebbe di riaprirle.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Revamping italcementi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il revamping si discute ,eccome. Chi, se non gli amministratori, che rappresentano i diritti e gli interessi di tutti i cittadini del territorio, e non di una sola categoria, pu&#242; discutere legittimamente dello sviluppo economico dell'area che temporaneamente rappresentano? E' possibile, per una volta tanto, porsi in modo responsabile l'interrogativo su l futuro ecosostenibile della Bassa Padovana, in particolar modo di quella che gravita attorno ad Este e Monselice, senza derive isteriche che contrappongano lavoro ad ambiente?Credo sia indispensabile coniugare i due diritti , quello all'occupazione e quello alla protezione dell'ambiente,programmando nel medio periodo con resposnabilit&#224;, consapevolezza e competenza, uno sviluppo economico ed urbanistico rispettoso dell'ambiente , del paesaggio e della salute umana. Nei giorni scorsi ho accompagnato per un giro turistico per le vie del centro lo scrittore Marco Tornar arrivato ad este per la presentazione in prima nazionale di un suo libro dedicato a Clara Clermont, amante di Lord Byron turista ad este per tre mesi nel 1818. Tornar era rapito dalla bellezza della citt&#224; , dai suoi monumenti, dalle sue strade. Perch&#232; non prevedere uno sviluppo legato alle attivit&#224; ecocompatibili ed al turismo per questi nostri centri dalla bellezza incomparabile? In quanto al revamping sottolineo che Italcementi (18 impianti solo in Italia) pu&#242; ammortizzare l'investimento (&#8364;160 Mil: i primi 10 anni per il pareggio, i secondi 10 anni per guadagnare alti 160 Mil di euro: totale 20 anni) solo sottraendo fette di mercato a Radici e a Cementizillo (che hanno 1 impianto ciascuno). Il rischio che nel medio perido la cementeria inizia a bruciare Cdr esiste non solo sulla carta. Italcementi brucia gi&#224; i rifiuti (chiamate &quot;materie prime seconde&quot;) nei propri stabilimenti presenti negli altri paesi. Dare il via ad un progetto di questo genere rappresenta un pericolo non solo per gli abitanti e per l'ambiente euganeo ma per gli stessi lavoratori con i quali si deve iniziare a discutere di una alternativa storica per il nostro territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Beatrice Andreose - assessore all'ambiente del Comune di Este&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Caro Naccarato,&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;devo esprimerti la mia sorpresa e delusione per il tuo intervento a sostegno dell'ignobile progetto &quot;revamping&quot; della Italcementi (cui afferisce anche Calcestruzzi, indagata a Caltanissetta per mafia). Credo tu sia caduto in un errore di frettolosa valutazione, optando per un sostegno davvero autolesivo a un progetto che fa solo gli interessi della lobby cementiera. E poi, se noi ci proponiamo come difensori del metodo democratico, come si pu&#242; andare contro le norme - il Piano Ambiente del Parco Colli -, contro la maggioranza dei comuni dell'area, per allinearci alla frazione pi&#249; retriva di un consiglio comunale spaccato in due. Anzich&#233; avvalerci del non indifferente successo politico di aver messo in minoranza un sindaco di centro-destra, che probabilmente copre per propria dabbenaggine interessi pi&#249; grandi di lui. Mi spiace, ma non voter&#242; pi&#249; PD, a queste condizioni. Posso consigliarti una lettura? E' Benedetta Tobagi, Come mi batte forte il tuo cuore, uscito il mese scorso. Potrebbe illuminarti. Non farmi votare per IdV alla prossima occasione...&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oddone Longo&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; IL MATTINO DI PADOVA - VENERD&#204;, 28 MAGGIO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Naccarato spacca il fronte dei sindaci&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La linea ufficiale del Pd resta il no, ma anche Bortoli si dissocia: salvare il lavoro&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ribadita la richiesta di una riunione congiunta di tutti i Comuni in attesa del voto della Via&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;di Francesca Segato MONSELICE. Il revamping Italcementi scuote la sinistra, a partire dai sindaci. Tra i 27 primi cittadini che hanno sottoscritto la richiesta di uno stop alla Via e l'appello al dialogo, ci sono infatti i sindaci di area Pd della zona, insieme ai colleghi degli altri schieramenti. Fuori dal coro, a livello locale, l'astensione di Pietro Antonio Aldrigo, pi&#249; in alto l'intervento dell'onorevole Alessandro Naccarato. La linea votata dal partito &#232; l'appoggio ai sindaci. A smarcarsi, per&#242;, &#232; una parte degli ex Ds. Il caso Naccarato. Schierato decisamente pro-revamping, il parlamentare ha bacchettato gli ambientalisti. Una posizione per&#242; minoritaria. La linea ufficiale del Pd si riassume nell'appoggio all'iniziativa dei sindaci: posizione votata in una riunione della scorsa settimana. &#171;Una riunione con parlamentari, consiglieri regionali e sindaci&#187;, rivela il senatore Giaretta. &#171;E' stata condivisa a larghissima maggioranza la posizione assunta dai sindaci, e questa mi risulta essere la linea del partito, e quindi anche la mia. Quello di Naccarato &#232; un intervento personale. Ognuno di noi &#232; libero di esprimere un'opinione, ma il territorio si &#232; espresso con molta chiarezza&#187;. Toni simili usa l'onorevole Margherita Miotto: &#171;Tutti sono per la difesa del lavoro, ma io non accetto l'idea di dover mettere in contrapposizione il lavoro con la salute. Dobbiamo ascoltare il territorio. Spero che si faccia questo tavolo al pi&#249; presto&#187;. Con Naccarato, invece, il consigliere regionale Mauro Bortoli. &#171;I lavoratori sono lasciati in totale solitudine, non &#232; pensabile che diventiamo un partito che &#232; contro i lavoratori e le organizzazioni sindacali. Io mi sono espresso a favore del revamping, per due motivi: primo, migliora le emissioni, secondo, stiamo desertificando i siti produttivi nel nostro territorio. E io non ho mai creduto che senza produzione ci possa essere sviluppo&#187;. Il caso Aldrigo. A Monselice, lo strappo si &#232; aperto con l'astensione di Pietro Antonio Aldrigo nel voto di venerd&#236; sera. Posizione isolata e personale, o espressione di un pezzo del partito? Sembra pi&#249; il primo caso, visto che l'esecutivo del Pd ha sposato compattamente la mozione presentata e votata in Consiglio, e con essa la linea del capogruppo Rino Biscaro. Di sicuro non hanno dubbi l'ex Margherita e la componente giovanile del partito. Ad avere qualche mal di pancia, potrebbero essere gli ex Ds. Ma quella della &#171;vecchia guardia&#187; Ds &#232; una componente ormai piuttosto defilata. Un esempio &#232; Carla Montelatici, vicina ad Aldrigo, che per&#242; sul tema del revamping preferisce non pronunciarsi, essendo indirettamente parte in causa per via del marito, la cui attivit&#224; &#232; notoriamente collegata ai cementifici. Dal canto suo, Aldrigo riveler&#224; oggi i motivi della sua astensione. &#171;La mozione letta e approvata non l'avevo firmata, avevo firmato esclusivamente quella che aveva presentato il Pd&#187; si limita a precisare. Ma perch&#233; la sua posizione ha suscitato tanto scalpore? Il motivo &#232; semplice. Fino a pochi giorni prima del voto, Aldrigo si era schierato contro il revamping. Tant'&#232; che, con Miazzi e Nosarti, in commissione consigliare ambiente aveva espresso un parere negativo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;NACCARATO/1&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una presa di posizione inspiegabile non siamo degli ambientalisti fanatici&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;L'onorevole si schiera con gli operai solo apparentemente In realt&#224; lo fa per il centrosinistra&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;LEANDRO BELLUCO / MONSELICE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Caro direttore molti di sinistra e parecchi di destra sono rimasti sorpresi dalle dichiarazioni dell'onorevole Naccarato apparse sul mattino di Padova in cui egli ha manifestato un incondizionato appoggio al revamping del cementificio Italcementi di Monselice. Io, sinceramente, no. Anzi, me l'aspettavo, anche se pensavo lo esprimesse con maggiore eleganza. Perch&#232;? In primo luogo perch&#232; ho avuto modo, non molto tempo fa, di parlare con l'onorevole su questi argomenti e l'ho trovato, come dimostra tra l'altro il suo demagogico intervento, assai poco preparato e con nessuna intenzione di ascoltare coloro che da anni affrontano la questione e che quindi, inevitabilmente, ne conoscono quasi tutti i risvolti. In secondo luogo perch&#232; ha dimostrato disprezzo per coloro che lui definisce uno sparuto gruppo di ambientalisti ideologizzati, non rendendosi conto (e questo &#232; gravissimo per una persona che ha velleit&#224; politiche) che non si tratta di ambientalisti fanatici ma di gente comune di sinistra, di destra, di centro e anche di persone che non votano perch&#232; nauseate da certa politica. Cio&#232;, a mio giudizio, l'onorevole non ha capito che chi si oppone a questa torre di 122 metri -il cui investimento di 160 milioni di euro &#232; economicamente giustificabile solo con l'utilizzo di rifiuti (smaltiti e/o bruciati)- &#232; una grande e responsabile parte della societ&#224;, come &#232; stato provato dal fatto che 28 comuni del circondario compreso finalmente quello di Monselice, sostengono la tesi di buon senso che il futuro di un territorio non pu&#242; essere lasciato in mano alla decisione di pochissimi, anche se molto potenti. In terzo luogo perch&#232; l'impressione che ho avuto &#232; che l'onorevole fosse e sia molto pi&#249; interessato a sostenere alcune amicizie locali, assai di parte e sconfitte pesantemente durante le ultime primarie tenute a Monselice. E' certo che l'immagine che l'onorevole desidera dare di se &#232; dell'uomo di sinistra che appoggia i lavoratori, giustamente preoccupati. In realt&#224; forse spera che possa ritornare a Monselice quella parte della sinistra sostenuta da certi affari; essa &#232; una delle cause per cui un territorio con tante potenzialit&#224; ha avuto uno sviluppo unidirezionale, &#232; anche a questo genere di sinistra che i lavoratori cos&#236; biecamente strumentalizzati dovrebbero chiedere spiegazioni. Sotto questo aspetto sembra quanto meno poco credibile l'attacco diretto che fa al direttore generale dell'Arpav per i suoi presunti interessi privati nel territorio in questione. L'onorevole Alessandro Naccarato farebbe bene a controllare la sua tracotanza e a ricordare che il detto &#171;chi &#232; senza peccato scagli la prima pietra&#187; vale per tutti, pure per lui.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;NACCARATO/2&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;No a atti di coraggio sulla pelle degli altri&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;EX ASSESSORE PROVINCIALE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gentile direttore, credo che su questo argomento ci siano due diversi piani: quello politico e quello pratico. Nutro grandi perplessit&#224; nei confronti del modo scelto dal sindaco Francesco Lunghi per gestire la vicenda. Io credo che questa situazione avrebbe dovuto essere presentata e spiegata con largo anticipo non solo ai cittadini di Monselice, ma anche agli amministratori degli altri comuni. Una serie di incontri con i sindaci, un momento di condivisione di questo progetto, avrebbe inviato un segnale importante: il sindaco di Monselice non pu&#242; pensare di dover rendere conto solo ai cittadini del suo comune. Detto questo, non si pu&#242; lasciare che la forma, il modo, prendano il sopravvento sulla sostanza. Qui in gioco non ci sono gli equilibri politici di un comune o le ripicche personali di qualcuno: c'&#232; il futuro di un territorio ma, prima ancora, di tante famiglie il cui destino &#232; legato direttamente a Italcementi. Allora io credo che in questa vicenda il diritto di critica debba essere legato strettamente al concetto di &#171;responsabilit&#224;&#187; nei confronti di queste famiglie. Tutti coloro che sostengono le ragioni del &#171;No&#187;, cosa sono pronti a fare, in concreto e subito, per venire incontro alle esigenze delle famiglie dei lavoratori Italcementi e delle tante aziende dell'indotto che si troverebbero in enorme difficolt&#224;? Se la risposta a questa domanda &#232;: &#171;Non possiamo fare nulla&#187;, allora penso sia il caso di fare un profondo esame di coscienza prima di muovere critiche a questo progetto. Mentre in altre zone d'Italia ci sono operai che salgono sui tetti delle loro aziende per cercare di impedirne la chiusura, qui c'&#232; un soggetto economico pronto ad investire. Chi si mette di traverso a questa prospettiva deve offrire alternative credibili ed immediatamente realizzabili. Altrimenti saremo di fronte all'ennesimo caso di chi fa il coraggioso con la pelle degli altri.
Gino Gastaldo&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Lettere: Stretti nella morsa di tre cementifici&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Un giornalista ha scritto: &#171;Il lavoro (e relativa busta paga) non pu&#242; essere un calvario doloroso; calvario troppe volte nascosto, o peggio negato&#187;. La conseguente sensazione &#232; che in Italia sull'argomento molto ci sia ancora da scoprire, conoscere e da far sapere. Monselice si trova stretta nella morsa di ben tre cementifici, e non vorrei che in futuro ci trovassimo a celebrare tardivi processi (alla memoria?) per danni le cui cause ci sono occultate. Emblematici i processi di Taranto e Monfalcone dove i capi di imputazione sono di disastro ambientale, omicidio plurimo aggravato per motivi determinati dal profitto, omissine dell'informazione e di doverosi controlli seri e meticolosi. Preme significare che nei decreti di rinvio a giudizio l'aspetto economico e dei posti di lavoro viene ritenuto insignificante rispetto alla salute dei cittadini. Ma torniamo a Monselice. In passato dopo verifica che le emissioni nocive dei tre stabilimenti superavano enormemente i limiti di legge, ci era stato assicurato che progressivamente il destino delle cementerie sarebbe stato la progressiva scomparsa per loro obsoleta vetust&#224;. Stiamo invece assistendo a continui interventi conservativi e di potenziamento delle medesime: ultimo la ormai famosa torre dell'Italcementi. Vengono spontanee alcune considerazioni. se disattende la vigente normativa che disciplina lo sviluppo del territorio l'Ente Parco Colli batta un colpo; se la torre non si fa &#232; questione finita. Se invece (in ottemperanza al detto &#171;forte coi deboli, debole coi forti&#187;), la torre si fa, &#232; la palese prova dell'inutilit&#224; del citato Ente. Se &#232; vero che le emissioni della torre sono meno nocive delle attuali, che bisogno c'era di scaricarle a 120 metri di altezza? Ed infine mi permetto di esprimere un'opinione personale, apparentemente estranea all'argomento. Sono oroglioso di essere concittadino di un uomo di &#171;multiforme ingegno&#187; e straordinaria energia. Infatti risce a svolgere contemporaneamente le mansioni di medico, primario d'ospedale, sindaco, legalmente (ci mancherebbe) retribuite con pubblico denaro: fulgido esempio di deontologia e coscienza morale e sociale nonch&#233; di vorace aggiotaggio di retribuzioni pagate con denaro pubblico, quindi anche mio. Ne consegue che per quell'uomo nutro s&#236; un doveroso rispetto, ma non lo stimo: la stima &#232; una scelta personale e una cosa seria.
Pietro Gavanelli - Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; IL MATTINO DI PADOVA 27-05-10,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Fratture anche nell opposizione. Aldrigo e Biscaro in disaccordo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. E' burrasca anche nel Pd per gli strascichi della votazione sul revamping Italcementi. Il Partito Democratico, che a Monselice conta due consiglieri, venerd&#236; sera si &#232; spaccato al momento del voto. Rino Biscaro, il capogruppo, ha votato la mozione che poi &#232; passata. Pietro Antonio Aldrigo, l'altro consigliere, si &#232; invece astenuto. La mozione del centrosinistra, poi votata anche da parte del centrodestra, era stata presentata con le firme di tutti e quattro i consiglieri di opposizione. Dopo il voto, circolavano con insistenza voci di dimissioni da parte di Aldrigo. Ma al momento non si &#232; visto nulla. Interviene per&#242; con fermezza l'esecutivo cittadino del Pd, che ricorda la posizione condivisa: quella di Biscaro e non quella di Aldrigo. &#171;Il 15 maggio si &#232; riunito l'esecutivo del Partito democratico per giungere a conclusioni condivise sul tema del revamping - spiega una nota - Le posizioni ribadite dall'esecutivo sono state di pieno appoggio alle osservazioni proposte e deliberate nel corso del consiglio comunale dello scorso venerd&#236;: tale posizione &#232; stata oggetto di ampia discussione e condivisione, sia da parte dell'assemblea degli iscritti del partito, sia del coordinamento&#187;. Una posizione che il Pd riassume nella richiesta di un tavolo urgente in Provincia, tra tutti gli interessati. &#171;Il perch&#233; a fronte di tale richiesta, tanto legittima ora, quanto dovuta allora, ci sia stata una levata di scudi, non &#232; dato comprendere. La citt&#224;, il Parco, i Colli appartengono a una comunit&#224; ampia che deve poter esprimere le proprie considerazioni, i propri dubbi e le proprie perplessit&#224;. In primis perch&#233; questa comunit&#224; &#232; soggetta al rispetto delle norme del Piano ambientale del Parco, cui tutti debbono sottostare. Ribadiamo quindi la nostra condivisione alla posizione espressa dal Capogruppo del Pd&#187;. Il parlamentare Alessandro Naccarato si &#232; invece espresso a favore del revamping. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maggioranza divisa. Continuano gli scontri nel centrodestra&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;di Francesca Segato MONSELICE. Non accenna a placarsi il terremoto politico innescato dal consiglio comunale sul revamping Italcementi (e stasera l'assemblea torna a riunirsi). Si susseguono ancora chiarimenti, prese di posizione, solidariet&#224; e contro-solidariet&#224;, che rendono bene l'idea di quanto sia ancora lontana dal rimarginarsi la ferita aperta dal voto di venerd&#236; notte. Solidariet&#224; al sindaco Francesco Lunghi, per gli &#171;attacchi subiti&#187;, esprimono gli assessori rimasti dentro la giunta. Se ne fa portavoce il responsabile del Bilancio Giacomo Fina. &#171;Su mia proposta, nella giunta di marted&#236; - spiega Fina - insieme agli assessori presenti Negrello, Mamprin e Zerbetto, abbiamo espresso la nostra totale solidariet&#224; al sindaco per il virulento attacco che ha subito come sindaco e come persona dai consiglieri Nosarti e Miazzi. Abbiamo ritenuto che gli attacchi siano andati oltre il dovuto. Ancor pi&#249; grave quello di Nosarti, perch&#233; esponente della maggioranza, e perch&#233; secondo noi ha preso a pretesto il revamping per sferrare un attacco al sindaco&#187;. &#171;Il sindaco deve piangere solo i propri errori - ribatte Lorenzo Nosarti (Pdl) - anche perch&#233; mi sembra sia d'obbligo la solidariet&#224; in giunta. Una questione importante come il revamping non va politicizzata, come si cerca di fare da pi&#249; parti&#187;. Spiega il perch&#233; del suo voto, sul fronte opposto a Lunghi, il consigliere Pdl Andrea Basso. &#171;A soli 28 anni non avrei immaginato di dover affrontare, gi&#224; al primo mandato, una questione cos&#236; delicata - commenta Basso - Nella questione revamping ci siamo mossi affinch&#233; ognuno potesse far sentire la propria voce, ognuno potesse esternare le proprie convinzioni e nessuno dovesse subire passivamente un intervento che comporterebbe una modifica radicale per il nostro territorio. Ci si chiede quanto pu&#242; essere giusto un progetto che non viene condiviso da ben 27 comuni, dagli organi preposti e che discrimina il singolo cittadino, creando notevoli tensioni sociali. Il progetto di revamping &#232; una questione di coscienza, va al di sopra dei colori politici e non &#232; esclusiva n&#233; di un partito n&#233; di una corrente&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;LA LETTERA Votando Naccarato ho votato per Pesenti&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;GIANNI SANDON&lt;/p&gt; &lt;p&gt;LA LETTERA Votando Naccarato ho votato per Pesenti
Dai primi anni 70 l'Italia con 700/800 kg/anno per abitante mantiene il primato mondiale nel consumo di cemento. A differenza ad esempio della Germania che partendo dagli stessi livelli ha pi&#249; che dimezzato la sua produzione. Questo primato rende sicuramente fiero Pesenti. E pare anche Naccarato. Pesenti poi ha fatto i suoi programmi: ha chiuso tutti gli altri suoi stabilimenti nel Veneto e ne sta chiudendo altri nel resto d'Italia. Ha deciso che per lui &#232; ottimale l'area del Parco regionale dei Colli Euganei. Naccarato concorda. Credevo di avere votato Naccarato, mi accorgo di aver votato Pesenti!&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;COMUNICATI STAMPA - 27 maggio 2010&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'ON. NACCARATO INDOSSA L'ELMETTO DELL'ITALCEMENTI GROUP&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In poche righe volevo rispondere al pesantissimo intervento dell'on. Naccarato del PD, visto che mi riconosco tra i principali bersagli delle sue invettive. Prima di tutto mi chiedo: Naccarto conosce la storia dei progetti italcementi di utilizzare copertoni e farine animali come combustibile? Pensa veramente che ci siamo inventati tutto? Io penso che qualcuno dovrebbe documentarlo prima di fargli scrivere simili stupidaggini. Per il resto un intervento in soccorso del Sindaco Lunghi con argomenti frutto di un copia/incolla dai comunicati stampa di Italcementi. Non c'&#232; una riga di riferimento al piano ambientale, alla situazione di grave inquinamento della bassa padovana in buona parte dovuta alle emissioni dei cementifici. Come un rullo compressore, passa sopra il documento sottoscritto da 30 Sindaci, ridicolizza tutti gli amministratori, i Consigli pastorali, i consiglieri e i dirigenti del suo partito, i semplici cittadini che hanno avanzato riserve sul progetto e chiedono con forza una discussione senza pregiudiziali. Una presa di posizione che aiuta il Sindacato a continuare a sbagliare, a proseguire come un'ariete contro tutto e contro tutti, senza lasciare spazio al dialogo e al confronto.
A differenza di Naccarato, non ci siamo posti il problema dei voti o degli schieramenti politici: abbiamo deciso di portare avanti la nostra idea di alternativa parlando con tutti, perch&#232; a differenza dell'onorevole, noi qui ci viviamo e vorremmo continuare a viverci lasciando ai nostri figli un ambiente migliore, creando per i lavoratori e le future generazioni una prospettiva occupazionale diversa.
Visto che un parlamentare dovrebbe rappresentare degli interessi generali, invece di sputare sentenze e denigrare chi difende la salute e l'ambiente, l'on. Naccarato farebbe meglio ad orientare il suo impegno in questa direzione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Francesco Miazzi&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;NACCARATO COME PESENTI: AVANTI COL CEMENTO!&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Dai primi anni 70 l'Italia con 700/800 kg/anno per abitante mantiene il primato mondiale nel consumo di cemento A differenza ad esempio della Germania che partendo dagli stessi livelli ha pi&#249; che dimezzato la sua produzione. Questo primato rende sicuramente fiero Pesenti. E pare anche Naccarato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Pesenti poi ha fatto i suoi programmi: ha chiuso tutti gli altri suoi stabilimenti nel Veneto e ne sta chiudendo altri nel resto d'Italia. Ha deciso che per lui &#232; ottimale l'area del Parco regionale dei Colli Euganei. Naccarato concorda.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Credevo di avere votato Naccarato, mi accorgo di aver votato Pesenti!&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Gianni Sandon&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova - MERCOLED&#204;, 26 MAGGIO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;MONSELICE. &#171;Non vogliamo bruciare il futuro di questo territorio&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Obiettivo dire no ai troppi progetti per realizzare nella Bassa impianti inquinanti Niente bandiere di partito&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. &#171;Non vogliamo bruciare il futuro di questo territorio&#187;. E' all'insegna di questo slogan che i comitati e le associazioni della Bassa Padovana lanciano l'appello per la manifestazione di sabato a Monselice, contro il revamping Italcementi. E non solo. Cementifici, discariche, trattamento ceneri, cogeneratori, distillerie, antenne, mangimifici, la proposta di un inceneritore, il rischio del Cdr nei cementifici, decine di richieste per impianti di cogenerazione a biomasse, inceneritori di pollina, un impianto di trattamento reflui speciali a Saletto. E' questa la mappa della Bassa Padovana che i promotori della manifestazione vogliono ridisegnare da capo. &#171;Nell'ultimo periodo, l'impegno di tutti &#232; stato rivolto ad evidenziare le numerose contraddizioni e i pericoli collegati alla proposta di Italcementi di attuare un'imponente ristrutturazione, progetto che ha creato sconcerto, paura, e rabbia tra la popolazione&#187; spiegano i comitati. &#171;Ma questo grosso problema non deve oscurare le decine di piccole battaglie in corso in ogni paese di questa parte della provincia. La manifestazione del 29 maggio &#232; un momento importante che a partire dalla critica al cosiddetto revamping di Italcementi, vuole nel contempo evidenziare le criticit&#224; ambientali presenti in tutto il territorio&#187;. Al centro della protesta, la proposta di un patto ai lavoratori. Obiettivi: ridiscutere il progetto Italcementi e chiedere agli amministratori una proposta alternativa che tuteli lavoratori e cittadini. Oltre ai Comitati e alle associazioni locali, l'appello alla mobilitazione ha gi&#224; raccolto numerose adesioni da ogni angolo del Veneto: vari comitati e coordinamenti invieranno i propri rappresentanti a testimoniare la loro solidariet&#224;. &#171;Hanno assicurato la loro presenza numerosi sindaci e amministratori locali di ogni schieramento politico - assicurano i promotori - proprio per rafforzare quella trasversalit&#224; rappresentata dal documento dei 27 Sindaci e dal voto nel Consiglio comunale di Monselice&#187;. La manifestazione partir&#224; alle 16.30 da piazza Mazzini. Dalle 17, il corteo si snoder&#224; lungo le vie del centro, per concludersi con un sit-in e interventi alle 18.30, di fronte al municipio. Per finire, i promotori fanno una raccomandazione: &#171;Questa &#232; una battaglia di tutti: portate tante persone, cartelli, mascherine, striscioni ma non portate bandiere di partito&#187;. (f.se)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;E' stata sentita ieri pomeriggio sul caso&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La commissione provinciale convoca Chiara Matteazzi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; PADOVA. C'&#232; una proroga virtuale dei termini per presentare le osservazioni sul Revamping Italcementi. &#171;Ad oggi non &#232; arrivata alcuna richiesta di autorizzazione paesaggistica e di impatto ambientale da parte della ditta - esordisce Chiara Matteazzi, presidente del Parco Colli - E' stato presentato un progetto in Provincia in relazione al quale ho convocato la Commissione ambiente del Parco, assistita da un tecnico dell'Universit&#224; di Padova. E' emerso che per poter effettuare un intervento, questo va sicuramente convenzionato&#187;. Lo ha detto la presidente al tavolo della Quinta commissione consiliare &#171;Ambiente e territorio&#187; della Provincia, riunitasi ieri pomeriggio per valutare una mozione promossa dall'Italia dei Valori in merito al &#171;Revamping&#187;. Antonio Albuzio ha chiesto se si tratta di lavori di ampliamento o se vadano invece considerati come installazioni ex novo, in quanto sostituire tre forni orizzontali con uno verticale, a suo giudizio, comporta un intervento innovativo. Sabrina Di Napoli intende portare la vicenda alla valutazione dell'intero Consiglio. L'assessore Mauro Fecchio: &#171;Va tenuto presente che l'autorizzazione ad esercitare l'attivit&#224; scadr&#224; nel 2013 e comunque &#232; ipocrita e riduttivo concentrare tutto su Italcementi, quando a Este tra Sesa e Zillo vi &#232; una movimentazione enorme di mezzi, oltre all'impatto ambientale&#187;. Il funzionario provinciale Livio Baracco ha precisato che il termine ultimo, previsto per oggi, per presentare le osservazioni viene di fatto prorogato fintanto non sar&#224; presa la decisione da parte della Commissione: ha altri 90 giorni per farlo. (s.s.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Decine le obiezioni depositate&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Comuni, partiti e tecnici si appellano alla Provincia&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Qualcuno sostiene che la decisione spetti alla Regione perch&#233; le ricadute non sono solo padovane&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Una valanga di osservazioni al progetto di revamping. Oggi scade ufficialmente il termine dei 60 giorni, previsto dalla procedura per la Valutazione di impatto ambientale, e sul tavolo della Commissione Via, in Provincia, sono gi&#224; arrivate decine di osservazioni. Molte di carattere tecnico, ma altrettante con un forte peso politico. E' il caso di quella firmata dai 27 sindaci della Bassa Padovana e dei Colli, che sottolinea l'incompatibilit&#224; dell'intervento con il Piano ambientale del Parco Colli, evidenzia l'impatto della torre da 122 metri e il pericolo dell'uso di Cdr. Ma soprattutto, richiede alla Provincia di sospendere la procedura di Via e attivarsi per istituire un tavolo che discuta le alternative per una &#171;lungimirante politica occupazionale per la Bassa Padovana&#187;. Improntate allo stesso tenore sono anche le numerose delibere approvate dai Consigli comunali delle stesse municipalit&#224;. A cui si &#232; aggiunto, venerd&#236; sera, il ventottesimo comune: Monselice, con la delibera passata con il voto di centrosinistra e parte del centrodestra. Ma anche singoli gruppi di consiglieri si sono mossi per far sentire la propria voce critica. Cos&#236; ad esempio 8 consiglieri comunali della maggioranza di Monselice (6 del Pdl e 2 della Lega) hanno depositato in Provincia le loro osservazioni. Cosa rilevano? &#171;Non si tratta di adeguamento tecnologico, ma di nuova costruzione&#187; scrivono. Evidenziano il parere negativo dato dalla Commissione ambiente di Monselice. E invocano l'opportunit&#224; di un referendum. Un'altra osservazione l'hanno depositata i consiglieri del centrosinistra, sempre di Monselice. Contiene un lungo elenco di appunti tecnici, ma prima ancora, si contesta la competenza della Provincia. Perch&#233;? Vista l'altezza del camino, la dispersione dei fumi e degli inquinanti pu&#242; avvenire in un raggio di svariate decine di chilometri. Quindi sarebbero coinvolte pi&#249; province, e la Via spetterebbe dunque alla Regione. Si appuntano su aspetti di compatibilit&#224; con il Piano ambientale le osservazioni promosse da Legambiente e dai consiglieri di minoranza del Parco. Un altro rilevo lo muove l'architetto Davide Ruzzon, che sottolinea il rischio della &#171;giungla&#187; che potrebbe nascere da rivendicazioni di altri soggetti sulle altezze degli edifici, qualora si desse il disco verde alla maxi torre. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;IL REVAMPING DELL'ITALCEMENTI&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Confermato all'unanimit&#224; il principio &#171;Niente cementerie nell'area euganea&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Progetto incompatibile col Parco colli&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lo ha stabilito la Commissione tecnica, ma la presidente apre uno spiraglio&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il parere servir&#224; nella Valutazione d'impatto ambientale ma non &#232; vincolante Ventilata per&#242; la strada della &#171;convenzione&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;di Francesca Segato
ESTE. &#171;Incompatibile&#187;. Sta tutta in questa parola, e in un parere lapidario, di quattro righe, la svolta nella posizione dell'Ente Parco dei Colli Euganei sul revamping dello stabilimento Italcementi (a destra, com'&#232; oggi). La Commissione tecnica del Parco, riunitasi luned&#236; pomeriggio, ha espresso all'unanimit&#224; parere negativo sul progetto di ristrutturazione del cementificio. Un parere destinato a pesare in sede di Valutazione di impatto ambientale del colossale progetto. Il parere. L'organo tecnico del Parco, chiamato a pronunciarsi sull'intervento di &#171;Adeguamento tecnologico alle migliori tecniche disponibili&#187;, presentato da Italcementi, si &#232; espresso senza messe misure. &#171;Ai sensi di quanto previsto dall'articolo 19, comma 1, lettera c, delle Norme di attuazione del Piano ambientale l'intervento risulta incompatibile&#187; recita il parere della Commissione tecnica. L'articolo 19 ormai lo conoscono tutti: &#232; quello che stabilisce che le cementerie non possono esistere nel parco. La Commissione tecnica, presenti la presidente del Parco Chiara Matteazzi e i membri Francesco Pio Dotti, Paolo Drago, Massimo Valandro e Beppino Zerbetto, ne ha tratto le conseguenze del caso. Senza giri di parole e all'unanimit&#224;. La posizione messa nero su bianco dall'organo tecnico chiarisce anche un ulteriore aspetto: &#171;Non si ritiene la proposta rientrante tra gli interventi disciplinati dal successivo punto 3 del medesimo articolo (la manutenzione, l'adeguamento degli impianti e delle strutture e le ristrutturazioni interne)&#187;. Cosa significa? In base alla lettura data dalla Commissione, si direbbe che non c'&#232; scampo per il revamping: nemmeno con la stipula di una eventuale convenzione con l'Ente Parco. La presidente. Chiara Matteazzi ha preso atto del parere dell'organo tecnico. E lo ha allegato alla comunicazione, partita sempre luned&#236;, diretta alla Commissione Via, Provincia di Padova, settore Ambiente Ecologia. Il parere del Parco, pur non essendo di per s&#233; determinante, &#232; destinato a pesare parecchio. La comunicazione inviata dalla presidente prende le mosse proprio dall'incompatibilit&#224;, sancita dall'articolo 19 del Piano ambientale, tra cementerie e Parco Colli. In un dettaglio si discosta per&#242; dal parere che ha reso la Commissione tecnica. Secondo quanto scrive la presidente, dall'analisi del progetto &#171;risulta le opere proposte ricadono tra &#8220;gli interventi eccedenti la manutenzione e l'adeguamento degli impianti e delle strutture e le ristrutturazioni interne&#8221;&#187;. Di conseguenza, come prevede la norma, devono essere subordinati alla stipula di apposite convenzioni. Per stabilire che cosa? Le modalit&#224; e i tempi per la prosecuzione dell'attivit&#224;, per le eventuali dismissioni, e infine i programmi di investimento, di riassorbimento occupazionale e di eventuale rilocalizzazione in aree esterne. Le conseguenze. Provando a semplificare, la Commissione tecnica del Parco dice che il revamping &#171;non s'ha da fare&#187;. La presidente ne prende atto ma scrive che, a suo avviso, il revamping si potrebbe fare previa stipula di una convenzione. Sembra comunque una bocciatura della procedura cos&#236; come l'ha impostata finora Italcementi. Il revamping non &#232; solo una manutenzione, e deve passare (almeno) attraverso una convenzione. Un parere che sembra cos&#236; spingere nella direzione di una sospensione della procedura di Via, e del revamping stesso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;MURARO/3&lt;/p&gt; &lt;p&gt;ITALCEMENTI, QUALE BELLEZZA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Bepi Contin&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Potr&#224; mai l'arte, l'architettura, la grande firma, risolvere il conflitto artificiale-naturale? Sapr&#224; conciliare due opposti quali &#8220;torre&#8221; Italcementi e Colli Euganei nella malaugurata ipotesi che si puntasse ancora una volta sul cemento come risorsa economica? Operare la catarsi? No. Il caso Monselice si presenta come una vera e propria provocazione: proporre il simbolo stesso dell'inquinamento in un sito naturalistico/ambientale &#232; una prova di forza che si fa culturale: &#232; il pensiero economico che ci prova a prevalere culturalmente su tutto. A prevaricare. Per metodologia il tema progettuale ha due parti: prima &#232; la corrispondenza tra forma e contenuto e poi la percezione prevalente, dei codici primari e secondari, dei significati che producono &#8220;senso&#8221;. La prima &#232; antica: parte da Parmenide - che crede che ognuno sia in grado di fare quel che &#232; in grado di pensare -, poi si va ad Aristotele e a G.W.F. Hegel e a Umberto Eco e la sua &#171;Struttura assente&#187; con la semiologia che considera l'opera d'arte, l'architettura, un linguaggio: un sistema logico di segni, codici, significati. Qualche esempio: la parola &#8220;colli&#8221; ha il significato che ha se resta tale, basta sostituire una sola lettera, la prima, e il significato cambia: diventa &#8220;bolli&#8221;, &#8220;folli&#8221;, &#8220;molli&#8221;, &#8220;polli&#8221; ecc. Cos&#236; che anche &#8220;Colli Euganei&#8221;, con l'inserimento di una qualsiasi altra &#8220;lettera&#8221; (come la &#8220;torre&#8221; protagonista del revamping), pu&#242; cambiare significato. Barare non si pu&#242;, poich&#233; si ha a che fare con la percezione, con quella particolare sensazione che produce nella nostra mente un'associazione logica fra forma e contenuto che rende responsabile l'autore nei confronti del suo lavoro e del suo tempo. E siamo cos&#236; alla percezione prevalente, che comporta l'introduzione del concetto di &#8220;quadro&#8221;, di campo. Nel caso della &#8220;torre&#8221; Italcementi - per quel che &#232; dato capire dai rendering - si legge che essa ha la forma delle sue stesse funzioni e tra queste le emissioni in atmosfera (vero o meno che sia): se vedo una &#8220;torre&#8221; a forma di ciminiera non penso che possa essere qualche cosa di diverso, possa essere una torre sanatorio con cura elioterapica; se vedo uno con la sigaretta in bocca penso sia un fumatore anche se non lo &#232;, e se vedo uno spinello penso sia di Cannabis e non di golosa tiramolla; pertanto se nel quadro-immagine &#8220;Colli&#8221; vedo un cementificio con torre penso che l&#236; si produrranno dei fumi e che siano nocivi e che i cento e venti metri di altezza siano anche utili per disperderli e mandarli pi&#249; in l&#224; del perimetro aziendale (nella Bassa) anche se non &#232; vero, e questo perch&#233; la forma diventa contenuto. Quindi, l'assioma forma inaccettabile/proposta inaccettabile parrebbe vero, e non falso, perch&#233;, sempre da Aristotele, abbiamo bisogno fin da principio di sapere di che si parla. Pure tenuto conto che la &#8220;torre&#8221; in s&#233; non &#232; affatto brutta, n&#233; un insulto estetico: al contrario possiede una sua potente e razionale bellezza; ma ci&#242; complica la situazione perch&#233; difficilmente potr&#224; essere altro da s&#233;, non si potr&#224; modificare. Essa &#232; il vero, la vera estetica, e la sua immagine diverr&#224; (perch&#233; &#8220;poderosa&#8221;) prevalente nel quadro immagine Colli Euganei, trasfigurandoli e rendendoli secondari nel passare da protagonisti dell'immagine a sfondo, in un quadro che da espressione del naturale diventa dell'artificiale (che non vuol dire &#8220;brutto&#8221;). Che dovrebbe dunque fare un artista: dovrebbe ingannare la cultura e quella di progetto, dando una forma diversa alla &#8220;torre&#8221;. Portarla a significare qualche cosa di diverso da cemento e fumi, portarla lontana dall'immagine-ciminiera. Dovrebbe camuffare, suggerire un particolare tipo di assioma. Falso. Dovrebbe dichiarare il falso. Ma se la &#8220;torre&#8221; inquinasse davvero, poco o tanto, allora la partita &#232; chiusa. Va bocciata. A prescindere dal possibile ruolo dell'arte, dell'architettura, del Bello. Bocciata anche se finisse per esaltare la stessa immagine dei Colli Euganei.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;MURARO/2&lt;/p&gt; &lt;p&gt;ITALCEMENTI, PARLARE A TUTTI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Francesco Corso - SINDACO DI BAONE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In tutta questa storia sembra che la cultura del dialogo e dell'ascolto non abbia avuto molta fortuna. Non c'&#232; stato dialogo tra Monselice e i Comuni del territorio circostante. Non c'&#232; stato confronto preventivo tra i soggetti interessati sul revamping. La posizione dell'Italcementi e del sindacato &#232; stata da subito &#8220;il revamping non si discute!&#8221;. Non &#232; solo l'altezza della torre (122 metri sul livello del mare) che colpisce, ma l'assenza di un confronto a tutto campo sull'intervento in se, sul suo significato, sulla necessit&#224; di comporre i vari interessi in campo e sulla necessit&#224; che le Amministrazioni Pubbliche, insieme alle organizzazioni sindacali e alle associazioni di categoria, abbiano un ruolo da protagonisti nel disegnare il futuro della nostra area. Non pu&#242; essere una multinazionale e nemmeno una sola amministrazione comunale che detta l'agenda e i tempi del nostro futuro. Le 27 amministrazioni comunali che hanno condiviso le osservazioni che anche il Consiglio comunale di Monselice ha approvato chiedevano un passo di una semplicit&#224; unica: fermarsi, fermare il revamping e istituire un tavolo con Regione, Provincia, Comuni, Parco Colli, organizzazioni sindacali e associazioni di categoria per condividere insieme eventuali alternative di sviluppo ed occupazionali. Per questo approccio che affermava la volont&#224; di essere attori con tutti gli altri portatori di interessi e non supini esecutori alcuni di noi hanno subito fortissime critiche e anche qualche insulto. Ancora diverse settimane fa abbiamo affermato in una assemblea organizzata da Italcementi che non &#232; certo mettendo una parte della citt&#224; contro un'altra parte, mettendo Monselice contro gli altri Comuni, mettendo lavoratori contro altri lavoratori che si difende l'occupazione e l'interesse generale. Anche se inascoltati ne siamo sempre pi&#249; convinti e se le strade seguite fossero state quelle del dialogo ora non saremo in questa situazione di fortissima contrapposizione. In tutta questa vicenda anche la cultura del rispetto delle norme deve ritrovare il proprio spazio. Credo che tutte le opere citate dal professor Gilberto Muraro nella sua analisi sul mattino di luned&#236; non siano camuffi di industrie inquinanti e siano opere costruite nel rispetto delle norme degli strumenti urbanistici esistenti o variati all'occorrenza. Tantissimi pregevoli progetti di edificazioni e interventi vari nel Parco Colli non sono stati autorizzati perch&#233; incompatibili con le norme e la zonizzazione del Piano Ambientale del Parco dei Colli Euganei. Gli abitanti dei 15 Comuni dei Colli lo sanno bene. Se la compatibilit&#224; di ogni intervento nel Parco dei Colli Euganei deve essere valutata caso per caso si devono cambiare le norme. Con queste norme non &#232; possibile nei Colli Euganei realizzare la Torre Eiffel ed eventuali eccezioni non devono valere solo per l'Italcementi. La cultura che sorregge l'esistenza del Parco Colli Euganei ne subirebbe un colpo mortale. Ed &#232; proprio in base alla normativa esistente del Piano Ambientale che la Commissione tecnica del Parco ha espresso l'altro pomeriggio, all'unanimit&#224;, parere sfavorevole al revamping dell'Italcementi. Crediamo che per attuare l'opera complessa di coniugare programmazione dello sviluppo futuro, salute, tutela dell'occupazione, valorizzazione del Parco Colli (tutti obiettivi ai quali non vogliamo rinunciare) l'unica strada sia quella del dialogo, vale a dire il contrario di chi ha finora affermato che il revamping non si discute. Ricostruiamo il dialogo tra Amministrazioni. Chiediamo ai lavoratori la disponibilit&#224; piena al confronto. Ce lo impone la complessit&#224; della questione in campo, la necessit&#224; di salvaguardare l'occupazione, la necessit&#224; di disegnare uno sviluppo economico coerente con l'istituzione del Parco Colli.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;MURARO/1&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;ITALCEMENTI, DIRE DI S&#204;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Alessandro Naccarato - DEPUTATO / DEL PARTITO DEMOCRATICO&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il progetto di riqualificazione dell'impianto dell'Italcementi di Monselice deve essere analizzato, come ha fatto il professor Gilberto Muraro sul mattino di Padova di luned&#236; 24 maggio, senza pregiudizi ideologici e senza rincorrere la demagogia. Il progetto, nato con l'obbiettivo di raggiungere una maggiore efficienza ambientale nei processi produttivi, &#232; il risultato di due elementi: l'accordo tra Italcementi e Governo per ridurre i gas a effetto serra in base all'accordo di Kyoto, richiesto e sostenuto dalle principali associazioni ambientaliste; le indicazioni del tavolo tecnico della provincia di Padova sui cementifici. Il piano prevede un investimento privato di 150 milioni di euro per abbassare i costi di produzione. I miglioramenti sul piano ambientale saranno consistenti. Sar&#224; ridotto l'uso di energia, di acqua, di materie prime e, di conseguenza, caler&#224; il traffico veicolare. Diminuiranno le emissioni in atmosfera di tutti i principali inquinanti: del 31 per cento per le polveri; del 90 per cento per l'anidride solforosa; del 36 per cento per gli ossidi di azoto. La riduzione al minimo dell'impatto ambientale &#232; cos&#236; evidente che nessuno si &#232; azzardato a sostenere il contrario. Gli unici argomenti di opposizione al progetto riguardano il camino-torre alto pi&#249; di cento metri e l'eventualit&#224; che il nuovo impianto possa bruciare il combustibile da rifiuto (il CDR). Sul primo punto non ripeto le considerazioni assolutamente condivisibili espresse dal professor Muraro nella sua analisi pubblicata luned&#236;. Sul secondo Italcementi ha gi&#224; dichiarato che non brucer&#224; CDR perch&#233; non &#232; conveniente. Sono anni che sparuti gruppi di pseudo ambientalisti sfruttano la buona fede delle persone raccontando, cosa mai avvenuta, che nei cementifici verranno bruciati copertoni, rifiuti, CDR. Con l'allarmismo non si forma una responsabile cultura per lo sviluppo sostenibile ma si alimenta la paura dei cittadini con la speranza, nel caso di Monselice peraltro vana, di conquistare qualche voto. Il progetto presenta notevoli vantaggi anche sul piano occupazionale e produttivo. In un momento di grave crisi economica, la difesa della produzione e la salvaguardia dell'occupazione sono una priorit&#224; assoluta. Bisogna avere il coraggio di dire con chiarezza che il progetto di Italcementi costituisce una grande opportunit&#224; per tutelare l'occupazione e per ridurre l'impatto ambientale. A forza di &#8220;no&#8221; quasi tutte le industrie si sono trasferite all'estero causando gravi perdite nel patrimonio culturale e produttivo dell'industria italiana. Negli altri Stati europei i progetti simili a quello di Italcementi vengono accolti e incentivati proprio per favorire il mantenimento degli insediamenti industriali. Per queste ragioni &#232; necessario un confronto aperto che consenta di valutare con attenzione e obbiettivit&#224; il progetto. Per iniziare sarebbe utile accantonare ipocrisie e sparate propagandistiche. Tra le posizioni contrarie, ad esempio, ho l'impressione che si nascondano anche interessi che c'entrano poco con il rispetto dell'ambiente. Solo cos&#236; si spiegano le posizioni espresse da Andrea Drago, presidente dell'Arpav, l'Agenzia regionale per l'ambiente del Veneto, che ha proposto di &#8220;portare all'agricoltura quella vallata stupenda&#8221;. La proposta &#232; assurda e impraticabile e, alla luce del fatto che Drago &#232; socio di un importante studio di progettazione che lavora molto per gli insediamenti produttivi dell'area e per alcune lottizzazioni private dal discutibile impatto ambientale nell'area dei Colli Euganei, suscita l'impressione che molti soggetti si stiano muovendo per condizionare il futuro delle zone industriali di Monselice con finalit&#224; speculative.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I Comitati e le associazioni della Bassa padovana lanciano un appello alla mobilitazione per SABATO 29/05 A MONSELICE, rivolto a tutte quelle realt&#224; associative, ai Sindaci, agli amministratori che in questi anni e in questi mesi si sono battuti per contrastare progetti inquinanti e devastanti proposti nel nostro territorio. Nell'ultimo periodo, l'impegno di tutti &#232; stato rivolto ad evidenziare le numerose contraddizioni ed i pericoli collegati alla proposta di Italcementi di attuare un'imponente ristrutturazione, progetto che ha creato sconcerto, paura, e rabbia tra la popolazione. Ma questo grosso problema, non deve oscurare le decine di piccole battaglie in corso in ogni paese di questa parte della provincia.
La manifestazione del 29 maggio si configura quindi, come un momento importante che a partire dalla critica al cosiddetto revamping di Italcementi, vuole nel contempo evidenziare le criticit&#224; ambientali presenti in tutto il territorio.
Oltre ai Comitati e alle associazioni locali, sono pervenute adesioni significative da ogni angolo del Veneto, comitati e coordinamenti che invieranno propri rappresentanti a testimoniare la loro solidariet&#224; a queste battaglie.
Hanno assicurato la loro presenza numerosi Sindaci e amministratori locali di ogni schieramento politico, proprio per rafforzare quella trasversalit&#224; rappresentata dal documento dei 27 Sindaci e dal voto nel Consiglio Comunale di Monselice.
Lo svolgimento della pubblica manifestazione in difesa della salute e dell'ambiente, sar&#224; articolata nel modo seguente:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#183; ORE 16.30: Concentramento in Piazza Mazzini &#8211; Monselice;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#183; Ore 17.00: corteo che percorrer&#224; Via XXVIII Aprile, Via Argine Sx, Riviera Belzoni, Via Zanellato, Piazza San Marco, Via Cadorna, Via Santarello, Via Carboni, Via Battisti, Via Roma, Via Dante, Via Zanellato;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#183; Ore 18.30: Sit &#8211; in PIAZZA SAN MARCO di fronte al MUNICIPIO con interventi dei rappresentanti delle varie realt&#224;);&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Abbiamo un sogno che continueremo a coltivare: vedere sfilare con noi anche i lavoratori dei cementiti,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;INSIEME PER CREARE OCCUPAZIONE NEL RISPETTO DELLA SALUTE E DELL'AMBIENTE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;RETE DEI COMITATI &#8220;SALUTE E AMBIENTE&#8221; DELLA BASSA PADOVANA&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Monselice 25.05.10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Gazzettino (Marted&#236; 25 Maggio 2010)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Un attacco ai lavoratori&#187;
Gli operai della Italcementi riuniti in assemblea&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Camilla Bovo&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Assemblea dei lavoratori ieri pomeriggio nello stabilimento di Italcementi. L'incontro &#232; stato organizzato dopo l'esito del consiglio di venerd&#236; sera, che ha amareggiato i lavoratori. &#171;Il consiglio &#232; stato solo un pretesto per la resa dei conti all'interno della maggioranza &#8211; ha commentato il sindacalista Marco Benati &#8211; Nella mozione deliberata c'&#232; una grande contraddizione di fondo: i consiglieri si lamentano di non aver avuto tempo di discutere sul progetto. Ma il tempo c'era eccome. Invece hanno aspettato l'ultimo momento per scagliarsi contro il revamping&#187;. I sindacati hanno deciso di chiedere un incontro con la presidente della Provincia Barbara Degani e annunciano che nei prossimi giorni organizzeranno un presidio in Provincia. La decisione di scendere in piazza, anche con banchetti e manifestazioni, &#232; nata dalla convinzione dei lavoratori che il progetto non &#232; stato capito dalla gente. &#171;La percezione collettiva &#232; distorta, anche in seguito alle false informazioni distribuite dai politici, come sul cdr&#187;, spiega Benati. Molto dura &#232; la riflessione di Salvatore Federico, segretario regionale Filca-Cisl, che senza mezzi termini ha definito la questione &#8220;una vergogna&#8221;. &#171;Siamo davanti a un pesantissimo attacco al lavoro. E qui il revamping c'entra molto poco. Vorrei ricordare ai nostri politici che il lavoro &#232; l'oggetto del primo articolo della costituzione italiana. E loro hanno mostrato di non rispettarlo. C'&#232; molta demagogia nelle loro prese di posizione, ma non c'&#232; stata alcuna proposta concreta. Questa cosa non finisce qui, anzi, per quanto ci riguarda siamo solo agli inizi&#187;. Tra le proposte lanciate dal segretario regionale anche quella di organizzare un incontro con i lavoratori delle sei cementerie venete. &#171;Troppo spesso questi impianti vengono demonizzati, ma in realt&#224; sono luoghi sicuri e costantemente monitorati&#187;. I lavoratori hanno espresso il proprio stupore anche per la presa di posizione della parrocchia del Carmine, rammaricandosi di non essere stati contattati. E tra di loro serpeggia la paura, sempre pi&#249; concreta, di perdere il lavoro. Ognuno ha le proprie difficolt&#224;. Chi ha cinque figli e chi deve fare i conti con le rate del mutuo. &#171;A pochi interessa davvero il revamping &#8211; accusa Diego Tresoldi, lavoratore di Italcementi da 23 anni &#8211; Tutta questa faccenda &#232; solo un pretesto per attaccare il sindaco&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;IL FRONTE DEL &quot;NO&quot;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Centro sinistra e Legambiente &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Ca.B.) Scade oggi il termine per presentare in Provincia le osservazioni sul progetto di revamping di Italcementi. I consiglieri di centrosinistra Francesco Miazzi, Rino Biscaro e Francesco Bussi ne hanno presentate due. Entrambe sono di carattere specifico, ma una di queste, in particolare, analizza minuziosamente i dati tecnici dell'intervento, mettendo in discussione la competenza della Provincia. &#171;Con un camino alto 120 metri il raggio di ricaduta delle emissioni sarebbe di trenta o forse addirittura di cinquanta chilometri &#8211; spiega Francesco Miazzi &#8211; Perci&#242; verrebbe interessata un'area geografica collocata oltre i confini provinciali. In tal caso la competenza per la commissione Via dovrebbe essere regionale. Chiediamo espressamente che questo dato venga valutato preliminarmente&#187;. Un'altra osservazione &#232; poi stata presentata dai consiglieri di centrosinistra del Parco Colli, che hanno messo in evidenza in modo articolato ed approfondito l'incompatibilit&#224; urbanistica del progetto con l'articolo 19 del piano ambientale del Parco. Sui tavoli della Provincia non poteva mancare l'osservazione del circolo Legambiente di Este, prettamente di carattere urbanistico, che chiede vengano affidate maggiori competenze al Parco Colli. Al centro del documento la discussione sulla natura dell'intervento di revamping: semplice ristrutturazione, come il nome inglese suggerisce, o nuova costruzione?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;CLIMA INFUOCATO&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nessun aspirante al posto dell'assessore silurato&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Maggioranza, prova di tenuta&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Ca.B.) Il clima politico a Monselice &#232; ancora infuocato. Dopo la debacle sul revamping di venerd&#236; sera, pare che il sindaco Francesco Lunghi avesse preso in considerazione l'idea di dare le dimissioni. Il primo cittadino sarebbe poi tornato sui propri passi, soprattutto in seguito a una presunta telefonata, pare addirittura della presidente della Provincia Barbara Degani, che avrebbe convinto Lunghi a restare al suo posto. Le supposizioni si sprecano. Ma certo &#232; che Lunghi ha preso in pugno la situazione, prima con l'allontanamento dell'assessore Bruno Cama e poi con l'assunzione ad interim delle sue deleghe. Nessuno dei consiglieri detrattori del progetto sarebbe ora disposto ad accettare il ruolo di assessore, una soluzione di mediazione fra le parti che potrebbe portare una maggiore stabilit&#224; in giunta a favore del sindaco. Il &quot;licenziamento&quot; dell'assessore Cama, diventato scomodo per la presa di posizione contro il revamping, renderebbe riluttanti i consiglieri ad entrare in giunta. Al momento dunque la tensione regna sovrana, in una sorta di calma prima della tempesta. E la tempesta potrebbe scatenarsi gi&#224; gioved&#236; sera, in occasione del prossimo consiglio comunale convocato a palazzo Tortorini. All'ordine del giorno non ci sono argomenti esplosivi, a meno che l'opposizione non decida di presentare qualche interpellanza al vetriolo, ma le votazioni riveleranno se l'amministrazione &#232; riuscita a raggiungere un nuovo equilibrio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova - MARTED&#204;, 25 MAGGIO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un presidio in Provincia&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Assemblea infuocata, la rivolta dei lavoratori Italcementi&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I sindacati chiedono di poter incontrare la presidente Degani Al via pure dei banchetti informativi a Monselice&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(FRANCESCA SEGATO) /&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. La nuova settimana &#171;calda&#187; del revamping Italcementi comincia con una infuocata assemblea dei lavoratori, ieri pomeriggio all'Italcementi. Tanta rabbia per la decisione del consiglio comunale di Monselice, ma la battaglia va avanti: i dipendenti dell'impianto sono pronti a portare in Provincia le loro ragioni. Oggi scade il termine per presentare le osservazioni al progetto e sempre oggi &#232; convocata sul tema la Commissione Provinciale Ambiente. La settimana si chiuder&#224; sabato pomeriggio, con la manifestazione lanciata a Monselice dai Comitati Salute e Ambiente della Bassa Padovana, allo slogan &#171;Per non bruciare il futuro del nostro territorio&#187;. Indignazione, senso di ingiustizia, sconcerto: questi i sentimenti che si respiravano ieri pomeriggio all'assemblea dei lavoratori Italcementi, convocata alle 13 nello stabilimento. Per un'ora e mezza una novantina di dipendenti hanno discusso animatamente gli esiti del consiglio e le prossime mosse. &#171;Al consiglio di venerd&#236; sera, del revamping non si &#232; parlato nel merito - accusa Marco Benati, segretario provinciale Fillea Cgil -. E' stato preso come motivo per una resa dei conti interna alla maggioranza. C'&#232; un controsenso nella delibera che &#232; passata: ci si lamenta che &#232; mancato il tempo per discutere, ma non si vuole veramente discutere il progetto, si &#232; contrari a priori. Tanto &#232; vero che si chiede di discutere le alternative&#187;. I sindacati ora preparano un presidio in Provincia e hanno richiesto un incontro urgente alla presidente Barbara Degani. L'idea &#232; anche di organizzare banchetti informativi a Monselice. &#171;Vogliamo dialogare con la gente&#187; assicura Benati. Tra la rabbia dei lavoratori, emergono le storie di un dipendente con 5 figli, e di Diego Tresoldi, da 23 anni in azienda, furente con i consiglieri comunali: &#171;Solo un dialogo ideologico, a pochi interessa il revamping&#187;. Presente ieri anche Salvatore Federico, segretario regionale Filca Cisl. &#171;C'&#232; un attacco ai cementifici in Veneto - sostiene, citando come esempio il servizio di Report sul cementificio di Fumane-. Per questo stiamo pensando a una grande iniziativa a Monselice, che coinvolger&#224; tutti i lavoratori dei cementifici veneti. Noi lavoratori siamo i primi garanti del rispetto dell'ambiente. Mentre certi radical chic si sono messi in testa di rappresentare l'ortodossia nella difesa dell'ambiente. Mi ha stupito anche la presa di posizione della diocesi&#187;. Oggi intanto scade il termine per presentare le osservazioni relative alla procedura di Via. Alle 16.30 inoltre si riunisce in Provincia la 5&#170; Commissione Consiliare Permanente Ambiente. Sar&#224; presente la presidente del Parco Chiara Matteazzi. Verr&#224; discussa la mozione sul revamping Italcementi presentata dai consiglieri provinciali dell'Idv.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Lunghi era ad un soffio dalle dimissioni&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. E' arrivato a un soffio dalle dimissioni, il sindaco Francesco Lunghi. A tre giorni dall'incandescente consiglio sul revamping, si rincorrono ancora le voci su quello che &#232; avvenuto appena terminata la seduta, che ha visto il primo cittadino soccombere sulla mozione votata da centrosinistra e dissidenti di Lega e Pdl. Secondo i bene informati, Lunghi era determinato a rimettere il mandato. Perch&#233; allora ha cambiato idea, e anzi in poche ore &#232; arrivato a espellere dalla giunta l'assessore &#171;ribelle&#187; Bruno Cama? Decisive alcune telefonate. Sempre stando alle indiscrezioni, a chiedergli di restare sarebbero stati la presidente della Provincia Barbara Degani e il vicepresidente del consiglio regionale Marino Zorzato, seguiti dall'onorevole Lorena Milanato. Al momento Lunghi resta quindi al suo posto e trattiene la delega alle Attivit&#224; produttive: una rapida sostituzione di Cama in giunta sarebbe esclusa. Certo al sindaco potrebbe far comodo far entrare in giunta uno dei dissidenti, recuperando cos&#236; un consigliere del Pdl a lui pi&#249; vicino. Ma pare che non sar&#224; tanto facile. Specie dopo aver visto quanto presto si fa a mandare a casa un assessore sgradito. Ora &#232; convocato un nuovo consiglio comunale per gioved&#236; sera. Non ci sono temi particolarmente &#171;caldi&#187;, ma molti ritengono sar&#224; un primo banco di prova per verificare se la burrasca &#232; davvero passata. O se &#232; solo all'inizio. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'assessore Fecchio ripercorre le date&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;Rispettati i tempi per il progetto&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;MAURO FECCHIO / ASSESSORE PROVINCIALE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In merito all'articolo pubblicato nel &#171;Mattino di Padova&#187; di ieri, a pagina 16 dal titolo &#171;La Provincia concede solo due giorni per studiare il progetto&#187;, l'assessore provinciale all'Ambiente precisa che: la domanda di Valutazione impatto ambientale (Via) e la contestuale autorizzazione integrata ambientale (Aia), &#232; stata presentata dalla ditta in Provincia e al Comune di Monselice il 17 marzo scorso. Successivamente, il progetto &#232; stato inviato ai Comuni di Este, Arqu&#224; Petrarca, Baone e al Parco Colli. In data 26 marzo &#232; stato comunicato alla societ&#224; l'avvio del procedimento e il 29 marzo, sul sito della Provincia, &#232; stato pubblicato anche l'avviso di deposito del progetto con la relativa sintesi non tecnica. L'avviso &#232; stato poi pubblicato anche nei quotidiani locali dalla ditta stessa in data 3 aprile e il 23 aprile la societ&#224; ha presentato il progetto al pubblico. Gi&#224; da parecchie settimane, quindi, il progetto era a disposizione di tutti per le opportune osservazioni. Per favorire gli interventi degli interessati, la Provincia ha prolungato i termini di presentazione delle osservazioni fino al 25 maggio. L'ultima nota protocollata in data 20 maggio aveva solamente lo scopo di ricordare ulteriormente il termine, gi&#224; peraltro noto a tutti gli enti e le associazioni. La legge prevede 60 giorni per le eventuali osservazioni a partire dalla data di presentazione della domanda, ma va comunque ricordato che &#232; prassi costante della commissione Via valutare tutte le osservazioni comunque pervenute, anche se inviate oltre il termine previsto dalla legge.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova - 24-05-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La Provincia concede solo due giorni per studiare il progetto&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Due giorni di tempo per consultare progetti, visionare migliaia di pagine tecniche e formulare osservazioni a un progetto da 160 milioni di euro. E' questo il tempo che la Provincia di Padova ha lasciato agli amministratori e ai portatori di interesse per poter approfondire il progetto di revamping dello stabilimento Italcementi. Il termine per presentare le osservazioni scade domani, 25 maggio. Avranno avvisato per tempo? Macch&#233;. La raccomandata agli amministratori e alle associazioni di categoria e ambientaliste &#232; partita solo il 20 maggio. Tenuto conto che sabato e domenica gli uffici sono chiusi... gli interessati avrebbero appena due giorni per scrivere le osservazioni. &#171;Tanto si comunica al fine di promuovere il pi&#249; ampio dibattito sull'argomento&#187; conclude la missiva. &#171;Una vergogna che si commenta da sola - ritiene Francesco Miazzi - e che inclina la nostra fiducia sulla neutralit&#224; della Provincia in questa vicenda&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;ITALCEMENTI, NON &#200; UN CAMINO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Davide Ruzzon (architetto)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ristrutturazione dell'impianto di produzione di cemento della Italcementi: qui non stiamo parlando di camino s&#236; camino no. Mi inserisco nell'intelligente dibattito avviato ieri su questo giornale dal professor Muraro per introdurre un altro elemento. Lui parlava di conti. Io parler&#242; di progetti. Stiamo discutendo intorno all'idea di realizzare ai piedi di Arqu&#224; Petrarca un cementificio verticale. S&#236;, la torre non &#232; infatti un vano tecnico come qualcuno sostiene, cio&#232; un camino, un elemento accessorio del cementificio. Questa torre contiene il cuore e l'innovazione pi&#249; significativa del ciclo di produzione del nuovo impianto. Nel merito la sentenza del Consiglio di Stato (V Sez. 13 maggio 1997, n. 483) del 1997 ha dettato una linea che &#232; poi stata continuamente ribadita: un vano tecnico non pu&#242; possedere una qualche autonomia dalla struttura di cui &#232; appendice. Un elemento tecnico &#232; tale se assume il ruolo di strumento accessorio, che per qualche motivo non possa essere collocato all'interno del volume principale, al quale si riferisce e la cui funzione coadiuva. Nel nostro caso, invece, la torre ospita in quattro stadi verticali, il processo di preriscaldamento del materiale di cottura che diventa poi a fine cottura il cemento. E' di fatto, perci&#242;, una parte fondamentale della linea di produzione del cemento, non un accessorio alla produzione: secondo la linea tracciata dalla sentenza del 1997 non mi pare possa essere quindi considerato un vano tecnico. Dov'&#232; il problema? Nonostante il Piano Ambientale del Parco Colli Euganei non consenta la realizzazione di nuovi impianti (li vincola anzi alla dismissione dentro il suo perimetro con l'articolo 19 delle sue Norme Tecniche) si riesce a concepire l'idea di proporre un'ulteriore aumento dell'altezza dell'impianto di produzione esistente, sino a 120 metri. Questo fatto gi&#224; in s&#233; sarebbe un precedente molto pericoloso per la gestione delle altezze nelle costruzioni, non solo in ambiti sensibili, ma ovunque. Non serve fare esempi per immaginare cosa potrebbe accadere alle citt&#224;, se si facesse strada l'idea che una parte importante di un'attivit&#224; economica, ma anche di residenze, perch&#233; no?, potessero in ragione di una rivendicata (ma ipotetica) strumentalit&#224; andare oltre le altezze massime consentite al corpo edilizio principale: ne nascerebbe una totale de-regolazione, una giungla insomma. Lavoro a progetti d'architettura tutto il giorno e la mia idea di bellezza si basa anche sulla congruenza e il dialogo tra nuovo oggetto e il luogo che lo accoglie: non mi verrebbe mai in mente di realizzare una enorme cabina dell'Enel in Piazza San Pietro. Anche se dovessi parlare tutte le lingue del creato architettonico, per rendere bella una cabina elettrica nel porticato del Bernini, a nulla servirebbero. Se gli uomini hanno spesso deciso di tagliare una montagna ed incidere un paesaggio splendido, spesso nel modo sbagliato, lo hanno fatto per realizzare un bene collettivo: hanno insieme rinunciato a qualcosa per un oggetto di pubblica utilit&#224;, perch&#233; non era forse possibile fare diversamente. Ma siamo in questo caso? Mi chiedo e chiedo a tutti, nel 2010 possiamo fare una torre a quattro cicloni per il clinker, di un'azienda privata, alta 122 metri davanti ad Arqu&#224; Petrarca? Pensiamo davvero che esista un genio che riuscirebbe a rendere proprio quell'oggetto a quel luogo? Io non credo. Infine mi chiedo, perch&#233; mai una cos&#236; importante societ&#224;, che desidera investire 160 ml di euro per una nuova tecnologia di produzione, non ne spende altri 50 per realizzare anche dei nuovi fabbricati, insieme agli impianti tecnologici? Con una somma di quest'entit&#224; infatti (non i 500-600 ml di euro paventati dal direttore dello stabilimento durante l'incontro pubblico del progetto) si potrebbero realizzare, magari fuori dal Parco Colli, in un luogo pi&#249; adatto, la torre e il nuovo impianto industriale. Il progetto aldil&#224; degli inglesismi &#232; gi&#224; un progetto di nuova costruzione. Perch&#233; non si ragiona anche di questa opzione? Se cos&#236; fosse da domani potremo parlare del futuro del Parco dei Colli Euganei e dei lavoratori, della convivenza di manifattura e di turismo sostenibile: diversamente potremo condurre la politica sempre dentro alla solita logica ideologica di contrapposizione tra diavolo ed acqua santa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Revamping, tensioni in giunta&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Francesca Segato) /&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Pu&#242; sembrare la calma dopo la tempesta. Ma &#232; una calma irreale, carica di tensione, quella che si respira a Monselice dopo il burrascoso consiglio sul revamping, e l'avvio della crisi di giunta. L'unico dato certo, al momento, &#232; che il sindaco Francesco Lunghi ha sbattuto fuori dalla porta un primo assessore, Bruno Cama, ad appena 11 mesi dal voto amministrativo. Che gli aveva consegnato una maggioranza senza precedenti, di 16 consiglieri contro 4. Come il voto sul revamping ha evidenziato venerd&#236; sera, dei 16 gliene sono rimasti appena 8. E' in questo quadro che il primo cittadino dovr&#224; operare, per cercare di ricucire lo strappo nella sua maggioranza. Per il momento Lunghi ha trattenuto a s&#233; la delega alle Attivit&#224; Produttive, revocata a Cama, assessore &#171;ribelle&#187; che si era permesso di dissentire pubblicamente dalla linea del sindaco sul revamping Italcementi. La revoca dell'incarico, avvenuta appena 10 ore dopo il voto sul revamping, ha suscitato qualche imbarazzo negli ambienti della maggioranza. Anche componenti molto vicine al sindaco hanno giudicato inopportuna la rapidit&#224; con cui &#232; stata eseguita l'operazione, che ha tutto il sapore di una vendetta politica. E' vero che era nell'aria da tempo, e del resto Cama aveva &#171;disobbedito&#187; all'ordine di tacere sul revamping. Ma un &#171;licenziamento&#187; a 10 ore dal voto, non aiuta certo a gettare acqua sul fuoco. Trovare la quadra ora non sar&#224; semplice. Uno dei nomi accreditati per l'ingresso in giunta &#232; quello di Andrea Parolo, capogruppo Pdl che nelle votazioni di venerd&#236; sera si &#232; astenuto. &#171;Non mi &#232; arrivata voce che io sia il candidato - si schermisce Parolo -. Io auspicherei che il sindaco tenesse ad interim l'assessorato, e poi che il futuro nominativo rimanesse al Pdl e fosse un nome di ampia condivisione da parte di tutti i consiglieri del Pdl, oltre che del sindaco&#187;. Il fatto &#232; che il sindaco potrebbe comunque trovarsi a non avere una maggioranza certa in consiglio. Sul suo emendamento, venerd&#236; sera, ha incassato 11 voti contrari: met&#224; pi&#249; uno dei consiglieri. Un incidente di percorso legato al tema particolare del revamping, che non si ripeter&#224; pi&#249;? Questa &#232; la visione espressa da Lunghi all'indomani del voto. Ma se non riuscir&#224; a trovare una sintesi con i dissidenti di Lega e Pdl, sembra molto arduo che possa continuare a governare senza il rischio di incappare in nuove difficolt&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Non condanniamo la torre di 120 metri&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gilberto Muraro
Dopo la bocciatura del revamping da parte del consiglio comunale, sul rinnovamento del cementificio di Monselice, serve innanzitutto una seria analisi economica. Se sul piano economico si dovesse concludere che tale ipotesi contrasta con la prospettiva dello sviluppo turistico e che quest'ultima &#232; la scelta pi&#249; promettente per l'economia della zona, si sarebbe alla fine dell'analisi e si dovrebbe solo studiare quando chiudere gli impianti esistenti. Se sul piano economico dovesse invece sopravvivere la prospettiva del cementificio, occorrerebbe un supplemento di indagine. Si dovrebbe infatti valutare se il guadagno economico giustifichi oppure no l'impatto ambientale, perch&#233; la tutela dell'ambiente naturale, in particolare di un ambiente prezioso come quello dei Colli Euganei, potrebbe ben giustificare la rinuncia al vantaggio occupazionale. Sono indagini difficili, in particolare la seconda che deve esprimere valutazioni in campo ambientale; ma lo sviluppo della &#171;analisi costi benefici&#187; negli ultimi decenni assicura la possibilit&#224; di arrivare a stime accettabili. Non avendo svolto alcuna indagine del genere, lo scrivente si guarda bene dal prendere posizione. E tuttavia c'&#232; un contributo importante sul piano del metodo che si pu&#242; proporre anche nell'ignoranza dei dati specifici. Riguarda l'assioma, perch&#233; come tale viene presentato in tutti gli articoli sin qui letti sul tema, secondo cui un camino (in realt&#224; una poderosa e articolata torre) di 120 metri &#232; un insulto estetico: insulto intollerabile per molti, per i quali, detto questo, &#232; detto tutto; e insulto astrattamente tollerabile per gli altri, ma sempre dato negativo, da giustificare con dimostrati vantaggi di diversa natura. Va detto invece che tale assioma &#232; falso. Non che si possa cadere nel ridicolo dell'assioma contrario, secondo cui ogni manufatto &#232; un abbellimento. Semplicemente, bisogna distinguere. Ci sono manufatti sciatti e informi, nei cui confronti la reazione negativa &#232; generale (anche se non ha impedito il generale degrado del paesaggio veneto nella seconda met&#224; del Novecento). Ma ci sono interventi, anche vistosi e violenti, che hanno una loro intrinseca personalit&#224; architettonica, nei cui confronti bisogna ammettere la legittimit&#224; di gusti e pareri diversi. Alla fine si dovr&#224; effettuare una scelta, ma consapevoli della sua opinabilit&#224; e quindi nel rispetto delle opinioni sacrificate. Qualche illustre esempio a chiarimento (si parva licet...). E' rispettabile la tesi di chi pensa che il Golden Gate abbia distrutto l'incomparabile bellezza della baia di San Francisco, che il Ponte Europa abbia spezzato le armoniose curve delle Alpi vicino a Innsbruck, che in generale i viadotti autostradali e ferroviari siano una ferita al paesaggio, che la Torre Eiffel, per citare la controversia storica pi&#249; nota, sia un pretenzioso ammasso di ferraglia che si distingue solo per la sua volgarit&#224; tra le composte linee dell'architettura parigina; e infine, venendo a casa nostra, che il Memoriale per l'11 settembre 2001 di Daniel Libeskind sia fuori luogo nella piccola golena di Porte Contarine a Padova. Ma pretendo rispetto anche per coloro, tra cui mi colloco, che giudicano che tali interventi abbiano aggiunto bellezza ai luoghi e regalato ulteriori emozioni allo spettatore, al di l&#224; di ogni giustificazione economica o comunque pratica (non c'era altro posto per il Libeskind, ho sentito dire; invece, &#232; proprio l&#236; che sta bene, perch&#233; &#232; il contrasto tra la linea morbida della golena e il profilo tagliente dei pannelli verticali, che dialogano con gli edifici retrostanti e la cupola del Carmine, che lo rende particolarmente suggestivo). E allora non condanniamo a priori una torre di 120 metri che, trovando l'architetto adeguato, potrebbe essere attraente e creare, da vicino e da lontano, mille prospettive nuove con il profilo dolce dei Colli, diventando un altro segno significativo della capacit&#224; dell'uomo di arricchire anzich&#233; depauperare la bellezza della natura. E magari sarebbe l'occasione per far tornare a lavorare da noi Libeskind (o altro artista ugualmente bravo, e ne abbiamo anche in Italia).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Gazzettino - (Luned&#236; 24 Maggio 2010)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;CONSIGLIO La seduta dopo la protesta dell'Italcementi. &#200; crisi sul revamping&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dopo la revoca dell'incarico all'assessore Cama
Giunta, venti di crisi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;No revamping, a rischio anche la poltrona del leghista Zerbetto
Crisi politica a Monselice, dopo la bocciatura dell'emendamento proposto dal sindaco sul revamping di Italcementi. Il primo a farne le spese &#232; stato l'assessore all'industria Bruno Cama, a cui sabato mattina &#232; stato revocato l'incarico in giunta. Ma non sarebbero finiti qui i colpi di scena. Secondo i rumors che si inseguono in citt&#224; anche un altro assessore rischierebbe di venir buttato fuori dalla giunta. E sempre secondo queste voci a rischio sarebbe l'assessore leghista Beppino Zerbetto, a causa della decisione dei due consiglieri del Carroccio di votare contro il revamping. Ma anche se cos&#236; non fosse, ora il sindaco dovr&#224; decidere chi nominare assessore al posto di Cama, che dopo essere stato silurato ha commentato: &#171;Il sindaco Lunghi fa bene a sostituirmi con un altro yesman&#187;. Scatta cos&#236; il toto-assessore. In lizza ci sarebbe il consigliere Andrea Parolo, capogruppo del Pdl, che in consiglio comunale ha per&#242; scelto di astenersi, contribuendo alla bocciatura dell'emendamento di Lunghi. In caso avesse votato a favore della proposta del sindaco, infatti, questa non sarebbe comunque passata, essendo pari i voti a favore e quelli contro, ma almeno il primo cittadino avrebbe evitato di andare sotto. Resta dunque da capire come l'astensione di Parolo verr&#224; interpretata dai suoi compagni di partito. Certo &#232; che sull'argomento Lunghi non ha la maggioranza in consiglio e per evitare una crisi amministrativa dovr&#224; essere disposto a mediare tra le varie posizioni. E determinanti per ristabilire gli equilibri saranno gi&#224; i prossimi giorni. Nel frattempo le deleghe di Cama verranno assunte ad interim dal sindaco, che nelle sue scelte post-consiglio si &#232; mostrato deciso a proseguire il percorso politico intrapreso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Camilla Bovo&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Difesa del Popolo, 23 maggio 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo, risponde alla parrocchia del Carmine&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cementifici: &#232; l'ora di un vero progetto di sviluppo del territorio&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&quot;Accolgo volentieri l'invito della parrocchia a condividere con tutti i
lettori della Difesa questo intervento. E lo considero un modo per estendere
simbolicamente l'affissione all'albo parrocchialea tutte le nostre comunit&#224;,
perch&#233;il problema ch viene sollevato &#232; di estrema rilevanza per un territorio
ben pi&#249; ampio di quanto non sia la parrocchia del Carmine.
Non &#232; questo il luogo idoneo per entrare nel merito tecnico del progetto che
Italcementi ha presentato per il suo impianto, n&#233; delle paure che molti
comitati paventano di una sua possibile sua futura trasformazione in
inceneritore.
Appare di tutta evidenza che le autorit&#224; pubbliche sono di fronte al difficile
equilibrio tra pi&#249; esigenze e valori: la tutela dell'occupazione diretta e
dell'indotto da un lato, la tutela della salute pubblica e dell'ambiente
dall'altro. Credo opportuno ricordare che non &#232; la prima volta che accade, e
non &#232; la prima volta che se ne parla sulle nostre pagine. Esattamente
quarant'anni fa, nel 1971, i progetti di chiusura delle cave provocarono
cortei, assemblee, blocchi stradali e ferroviari, incendi di copertoni e
vecchie automobili.
Quella scelta lasciava senza prospettive i dipendenti delle sei cave, una
sessantina di camionisti e pi&#249; di venti imprese artigiane. L'anno successivo la
legge Romanato-Fracanzani pose fine all'attivit&#224; estrattiva, ma a differenza di
quanto andavano vaticinando i sostenitori delle cave non pose fine alla vita
sociale ed economica di Monselice. Semmai ridusse in maniera drastica le morti
per silicosi e lo scempio dei colli. Certo in quei giorni anche dalle nostre
colonne si scriveva che la citt&#224; della Rocca aveva bisogno di un nuovo modello
di sviluppo, che &quot;date le brevi scadenze, non pu&#242; essere ancora discusso per
anni&quot;. Ne sono passati quaranta, e a leggere l'appello che giunge dalla
parrocchia del Carmine pare siano trascorsi senza offrire apprezzabili
risultati.
Spiace constatare che c'&#232; chi oggi dichiara che ne serviranno trenta per
chiudere definitivamente il capitolo cementifici. Alla politica e alle forze
sindacali chederemmo, oltre alle grandi visioni strategiche, anche un pizzico
di velocit&#224; e concretezza.&quot;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Guglielmo Frezza (direttore)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il mattino di padova23 MAGGIO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Protestano gli operai Italcementi, tensione dentro e fuori l'auditorium. Licenziato l'assessore dissidente&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Monselice boccia il revamping&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Centrodestra spaccato, il sindaco Lunghi messo in minoranza&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Il consiglio comunale boccia il progetto del revamping dell'Italcementi. Si spacca la maggioranza di centrodestra, il sindaco Francesco Lunghi finisce in minoranza e l'indomani licenzia l'assessore alle Attivit&#224; produttive Bruno Cama, che sul progetto si era detto scettico. Il tutto di fronte a un'assemblea di 500 cittadini interessati alla qualit&#224; dell'aria, mentre all'esterno dell'auditorium dove s'&#232; tenuto il consiglio comunale, le maestranze dell'Italcementi manifestavano nel timore di perdere il posto di lavoro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;LA DELIBERA
Ha soltanto valore politico
Non blocca l'iter del piano&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. La delibera votata in consiglio ha un valore puramente politico. Non blocca il revamping, perch&#233; il Comune non ha questo potere. Si limita a chiedere alla Provincia di sospendere la procedura di Via e aprire un confronto. Il deliberato ricalca le posizioni gi&#224; espresse dai 27 sindaci di Colli e bassa, e le mozioni approvate nei rispettivi consigli. Le osservazioni al progetto. 1) Confligge con il Piano Ambientale del Parco Colli. 2) La torre di 122 metri ha un pesante impatto paesaggistico e crea un pericoloso precedente. 3) Deve essere scongiurata la possibilit&#224; di un futuro uso di Combustibili da Rifiuti. 4) Si chiede alla Provincia di istituire urgentemente con Regione, Parco Colli, Comuni interessati, sindacati e Associazioni di categoria un tavolo di lavoro, per verificare e/o costruire proposte alternative condivise, con l'obiettivo anche di verificare l'opportunit&#224; condivisa di addivenire ad un accordo di programma per la riconversione urbanistica-ambientale-turistica dell'area. 5) Si chiede alla Provincia, nel frattempo, di sospendere la procedura Via. Si vincola il sindaco a riportare in conferenza dei servizi i contenuti della delibera. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;IL FUTURO DI ITALCEMENTI&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sindaco bocciato sul revamping&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Passa la mozione di centrosinistra e dissidenti: no al progetto&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(FRANCESCA SEGATO)&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Il consiglio comunale boccia il revamping Italcementi. La maggioranza di centrodestra si spacca, il sindaco Francesco Lunghi va sotto e la citt&#224; della Rocca si allinea al fronte dei 27 sindaci che chiedono di ridiscutere il progetto. E' l'esito dell'incandescente consiglio comunale tenutosi l'altra sera all'auditorium del Kennedy, davanti a 500 persone. Al termine di una seduta blindata da una massiccia presenza di forze dell'ordine, passa la mozione del centrosinistra, emendata dai dissidenti di centrodestra. Il dibattito. La serata si apre con la presentazione delle due mozioni: Pdl pi&#249; Lega e centrosinistra. Seguono gli accorati interventi di Paolo Masin, a nome del comitato Lasciateci Respirare, e di Maurizio Zanovello, della Rsu Italcementi. Poi prende la parola il sindaco. Sfodera, per la prima volta, la sua corrispondenza con l'ingegner Pesenti. &#171;E' l'occasione per iniziare a programmare una dismissione in futuro&#187; evidenzia. &#171;Invito i consiglieri a tener conto della situazione economica&#187;. Ma l'aria di frattura insanabile nel Pdl si respira subito con l'intervento di Lorenzo Nosarti. &#171;E' il privato che detta il futuro di un territorio, o sono gli amministratori a dover fare delle scelte?&#187; tuona. &#171;Il sindaco non &#232; un uomo solo al comando - ammonisce Rino Biscaro, capogruppo Pd - deve tener conto degli indirizzi deliberati dal consiglio&#187;. Dal fronte opposto, parla Lucio Perin (Veneto Libero): &#171;Il problema &#232; la torre? Le scelte estetiche sono un lusso in questo momento&#187;. Francesco Miazzi (Nuova Monselice) esordisce con un affondo a Lunghi: &#171;Il sindaco deve agire da amministratore di una citt&#224;, non essere l'amministratore delegato aggiunto di un'azienda&#187;. Rincara Emanuele Rosina (Lega): &#171;Le regole valgono per i cittadini come per le multinazionali&#187;. 55 minuti. Il vero dibattito si apre dietro le quinte, quando il capogruppo Pdl Andrea Parolo chiede 10 minuti di sospensione. Ne passano 55, la seduta riprende a mezzanotte. I passaggi cruciali della serata si consumano in rapida successione. Lega e dissidenti del Pdl ritirano la loro mozione. Rimane sul tavolo solo quella del centrosinistra. Il sindaco allora propone un suo emendamento, che non comprende il blocco del progetto di revamping. Ma l'imboscata &#232; dietro l'angolo. Si alza Nosarti e legge un emendamento dei dissidenti, sempre alla mozione di centrosinistra. A quel punto Lunghi &#232; costretto al voto su emendamenti contrapposti. Il voto. Lunghi va sotto 11 a 9 sulla sua proposta. L'altra mozione passa con 10 s&#236;: del Pdl Nosarti, Drago, Montecchio, Gelsi, Basso, della Lega Bozza e Rosina, del centrosinistra Miazzi, Biscaro, Bussi. Votano contro in 9: Lunghi, Perin, del Pdl De Angeli e Lazzarin, della lista Conte Rangon, Baratto e Conte, dell'Udc Strada e Giacomo Peraro. Si astengono, determinanti, Parolo (Pdl) e Aldrigo (Pd). Tensioni. La serata si conclude in un clima infuocato. Scattano gli applausi e il grido &#171;Dimissioni&#187;, ma esplode anche la rabbia dei lavoratori e volano minacce all'indirizzo dei consiglieri che hanno votato la delibera. E' a quel punto che si rende necessario l'intervento delle forze dell'ordine. Una trentina gli uomini schierati tra vigili e carabinieri, con i rinforzi del battaglione di Mestre. In tenuta antisommossa, i carabinieri formano un cordone davanti al palco: i consiglieri escono incolumi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;IN ONDA SU TELESTENSE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Minoranza oscurata durante la diretta televisiva Vivaci proteste in sala&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. &#171;L'emittente privata sta oscurando la minoranza, invece del nostro intervento in onda c'&#232; il vicesindaco&#187;. Attimi di imbarazzo, l'altra sera, sul palco dell'auditorium del Kennedy. Il consiglio comunale sul revamping &#232; stato trasmesso in diretta tv da Telestense, previo accordo con l'amministrazione. Sono le 22 ed ha appena preso la parola Francesco Miazzi. Rino Biscaro gli si avvicina, prende il microfono e denuncia: &#171;Non stanno facendo vedere noi della minoranza, stanno trasmettendo un'intervista a Mamprin&#187;. In sala &#232; bagarre. Qualche spettatore, che sta seguendo la trasmissione tv dal cellulare conferma: in onda c'&#232; Mamprin. In realt&#224; la diretta &#232; stata alternata a spezzoni commentati da Mamprin e filmati di Italcementi. Certo l'impresa era ardua per chi si trovava a seguire un consiglio fiume cos&#236;, ma la scelta in sala &#232; stata percepita come un &#171;oscuramento&#187; della minoranza. Negli stessi istanti &#232; stato udito un epiteto lanciato da un consigliere di maggioranza... il bello della diretta? (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'ira del primo cittadino contro chi ha votato contro. Anche Zerbetto sembra in bilico &lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Lunghi &#171;licenzia&#187; Cama&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non ha perdonato all'assessore le sue esternazioni&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'amministratore dimissionato: &#171;Esco a testa alta e pago per le mie idee Il primo cittadino vuole solo yesman&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;MONSELICE. Chi ventilava l'ipotesi dimissioni per il sindaco, si sbagliava di grosso. Dopo l'esplosione del dissidio interno alla maggioranza, nel consiglio comunale dell'altra sera, non &#232; stato Lunghi a farsi da parte. Al contrario: ha dato il benservito all'assessore alle Attivit&#224; produttive Bruno Cama. Ieri mattina gli ha telefonato anticipandogli la revoca dell'incarico, che &#232; arrivata poco dopo, notificata dal messo comunale. La formula del licenziamento &#232; di circostanza: &#171;Sono venuti a mancare nell'ultimo periodo i presupposti per il proseguo di un rapporto collaborativo&#187;. Ma quello che Cama sconta, di fatto, &#232; aver espresso pubblicamente la sua posizione sul revamping e il futuro delle cementerie. Lunghi &#232; passato alle contromisure, dopo che i dissidenti gli hanno votato contro in diretta tv. Caustica la reazione di Cama. &#171;Questo atto si concretizza il giorno seguente al consiglio comunale che ha visto fallire l'impostazione e la proposta incarnata dal sindaco del revamping di Italcementi - commenta -. In epoca e tempi non sospetti, avevo pi&#249; volte avanzato le mie perplessit&#224; sull'operato e sulle scelte del sindaco in merito a questo delicato problema. In qualit&#224; di assessore all'Industria ho espresso la mia posizione sul tema&#187;. Cama ricorda poi come &#232; stato il consigliere Pdl eletto con pi&#249; preferenze. &#171;Fino ad oggi ho lealmente sostenuto il sindaco, &#232; bastato esprimere una posizione diversa sul tema del revamping per far venir meno, unilateralmente, questo rapporto di fiducia. Evidentemente Lunghi &#232; un propugnatore del &#8220;pensiero unico&#8221;. Questo atto della revoca mi lascia sereno dal punto di vista personale, ma dal punto di vista politico rappresenta l'immagine del fallimento dell'esperienza amministrativa condotta in questi mesi dal sindaco Francesco Lunghi. Per mia cultura personale, per la mia storia, non ho mai portato il mio cervello all'ammasso, per cui esco a testa alta da questa esperienza, ringraziando tutti coloro che fino ad oggi mi hanno sostenuto. Il sindaco fa bene a sostituirmi con un altro yesman o lacch&#232; di cui &#232; solito circondarsi&#187;. Ieri le voci si rincorrevano anche su Beppino Zerbetto, assessore leghista dato &#171;in bilico&#187;. &#171;Ora sono fuori casa e non so se sono ancora assessore o no&#187; ammette Zerbetto nel pomeriggio. Ma pare che resti al suo posto: la partita con la Lega &#232; pi&#249; complicata. E' cauto, infatti, il sindaco Lunghi. &#171;Vediamo come evolver&#224; la situazione e la posizione che assumeranno i consiglieri che hanno votato contro&#187; si limita a dire. Che ripercussioni avr&#224; questo terremoto sulla maggioranza? &#171;Qualcosa pu&#242; darsi che succeda. Ma il revamping &#232; una questione al di l&#224; degli schieramenti, si trattava di trovare un punto di equilibrio, che non &#232; stato raggiunto&#187;. Ma il problema &#232; solo il revamping, o c'&#232; un problema di dissenso pi&#249; esteso? &#171;Ci sono problemi politici a livello personale con qualcuno. Ma i membri della giunta devono essere uomini che condividano con me gli indirizzi politici, sono uomini che nomino io, a fare qualcosa nell'ambito del mio programma. In quest'ottica stamattina ho ritirato le deleghe a Cama. Non pu&#242; esserci uno della giunta che dice che non &#232; d'accordo su una linea per me importante. Non dico che devono pensarla come me, ma chi non &#232; d'accordo deve starsene zitto, non pu&#242; navigare contro la linea del sindaco&#187;. Quindi una revoca motivata dal revamping? &#171;E' venuto a mancare quel rapporto che ci dovrebbe essere&#187;. Ha valutato l'ipotesi di dimettersi? &#171;La mia prima impressione &#232; stata di non avere pi&#249; la fiducia della maggioranza del consiglio. Poi ci ho pensato su, ho avuto colloqui con alcuni consiglieri che mi avevano votato contro: non erano d'accordo sul revamping e basta&#187;. A questo punto, ritiene che si apra un problema politico serio nel Pdl? &#171;I dissidenti non sono nemmeno tutti del Pdl. Faccio un esempio, Nosarti non &#232; del Pdl, fa parte del Mpa. Non so neanche se abbia la tessera&#187;. E il revamping? &#171;Mi adeguer&#242; alla delibera e la invier&#242; in Provincia. Ma l'iter far&#224; il suo corso&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Gazzettino (Domenica 23 Maggio 2010)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Operai beffati dalla politica&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con uno stratagemma passa in Consiglio il &quot;no-revamping&quot;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La mozione &#232; stata fischiata dai lavoratori
presenti in aula&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Camilla Bovo&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'ennesimo clamoroso no al revamping di Italcementi arriva dal consiglio comunale di Monselice, svoltosi venerd&#236; sera al Kennedy e seguito da oltre cinquecento persone. A nulla sono serviti i tentativi di mediazione dei giorni scorsi. Il sindaco Lunghi si &#232; visto bocciare il proprio emendamento dalla sua stessa maggioranza. Ma andiamo con ordine. Il consiglio comunale era stato convocato in via straordinaria per esaminare le due mozioni sul tema presentate rispettivamente dall'opposizione e dalla Lega Nord unitamente ad alcuni dissidenti del Pdl. Fino alle 23 i consiglieri hanno dibattuto a lungo sulle ragioni della contrariet&#224; o del sostegno al progetto. &#171;Non pu&#242; essere un privato a decidere il futuro del territorio&#187;, &#232; intervenuto Nosarti. &#171;Non ci si pu&#242; permettere il lusso di badare alle scelte estetiche in un tale momento di crisi economica&#187;, ha ribattuto Perin sulla polemica che riguarda il nuovo camino. Miazzi ha poi accusato il sindaco di aver causato un deficit di comunicazione e di essersi espresso in modo contradditorio sull'utilizzo del cdr dal 2007 ad oggi. L'intero dibattito &#232; stato trasmesso in diretta televisiva su Telestense, e la stessa emittente &#232; stata accusata dal consigliere Biscaro di aver tagliato l'intervento di Miazzi a favore di un'intervista a Mamprin. Dopo una sospensione di quasi ora, richiesta per valutare una soluzione comune, il colpo di scena. I dissidenti del Pdl hanno ritirato la propria mozione e il sindaco ha presentato un emendamento alla mozione presentata dall'opposizione. In sostanza Lunghi chiedeva di votare per l'istituzione di un tavolo che valutasse la dismissione dei cementifici, ma a lungo periodo. Inoltre, a differenza della mozione del centrosinistra, non invitava la Provincia a sospendere la procedura di Via, ma solo a valutarla attentamente. Ben sette consiglieri di centrodestra gli hanno votato contro, presentando un emendamento alternativo, approvato da dieci consiglieri. Ma cosa implica il provvedimento? Di certo non l'arresto del progetto, ma solo un colpo di scena politico. Quanto al contenuto l'emendamento rispecchia molto il documento firmato da 27 sindaci del territorio e va ad approvarne le osservazioni sul conflitto con il piano ambientale del Parco Colli, sull'impatto paesaggistico, sul cdr, sull'istituzione di un tavolo di lavoro per la definizione di proposte alternative e sulla sospensione della procedura di Via. Il documento vincola inoltre il sindaco a riportare in sede di Conferenza dei Servizi i contenuti, fischiati a lungo dai lavoratori presenti, a dimostrazione del fatto che le logiche della politica e quelle dei lavoratori e della gente comune non sempre vanno di pari passo. il Gazzettino (Domenica 23 Maggio 2010)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Una doppia astensione che pesa&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Ca.B.) Sul caso politico scoppiato in consiglio pesano due astensioni. Nel centrosinistra quella di Pierantonio Aldrigo, che si &#232; astenuto solo nel momento della votazione per l'emendamento proposto da Nosarti e approvato dall'opposizione. Nella maggioranza molto pesante &#232; l'astensione di Andrea Parolo, che si &#232; rivelato l'ago della bilancia e ha determinato la bocciatura dell'emendamento proposto dal sindaco Francesco Lunghi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;CLIMA ROVENTE Revocata a Bruno Cama la delega al commercio&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E Lunghi &quot;silura&quot; l'assessore&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Ca.B.) L'assessore Bruno Cama &#232; stato silurato dal suo incarico a palazzo Tortorini. La revoca del mandato di assessore alle attivit&#224; produttive &#232; stata decisa dal sindaco, e notificata gi&#224; ieri mattina. Francesco Lunghi spiega che &#171;sono venuti a mancare i presupposti per un rapporto di fiducia nell'operato amministrativo&#187;. Ma poi racconta anche che forse Cama se l'aspettava e che ha preso la notizia con tranquillit&#224;. Ma &#232; davvero cos&#236;? Bruno Cama vuole togliersi qualche sassolino dalla scarpa. &#171;Questo atto si concretizza il giorno seguente al consiglio comunale che ha visto fallire l'impostazione e la proposta incarnata dal Sindaco del cosiddetto revamping di Italcementi. &#8211; attacca - In epoca e tempi non sospetti, avevo pi&#249; volte avanzato le mie perplessit&#224; sull'operato e sulle scelte del sindaco in merito a questo delicato problema&#187;. Cama sostiene di aver fino ad oggi lealmente sostenuto il sindaco in tutta la sua azione politica, e poi denuncia: &#171;&#200; bastato esprimere una posizione diversa sul tema del revamping per far venir meno questo rapporto di fiducia che politicamente durava da anni. Evidentemente il sindaco Lunghi non ammette forme di pensiero diverso dal suo. Questo atto della revoca, mi lascia sereno dal punto di vista personale, ma dal punto di vista politico rappresenta l'immagine del fallimento dell'esperienza amministrativa condotta in questi mesi dal sindaco. Lunghi fa bene a sostituirmi con un altro yesman o lacch&#232; di cui &#232; solito circondarsi&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;DELIBERA APPROVATA DAL CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO DI MONSELICE IL 21 MAGGIO 2010&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Oggetto: proposta avanzata da Italcementi S.p.A. di &#8220;ADEGUAMENTO TECNOLOGICO ALLE MIGLIORI TECNICHE DISPONIBILI IN COMUNE DI MONSELICE &#8220;. Analisi, osservazioni e linee d'indirizzo del Comune di Monselice.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Consiglio Comunale di Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Premesso che ITALCEMENTI S.p.A. &#8211; Cementeria di Monselice ha presentato alla provincia di Padova, una proposta di &#8220;ADEGUAMENTO TECNOLOGICO ALLE MIGLIORI TECNICHE DISPONIBILI IN COMUNE DI MONSELICE&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Premesso che l'art.19, comma 1, lettera &#8220;c&#8221; delle NTA del Piano Ambientale del Parco Colli Euganei definisce incompatibili con il Parco &#8220;gli impianti produttivi ad alto impatto ambientale, quali le cementerie&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Premesso che sempre l'articolo n. 19, comma 3, del Piano Ambientale recita testualmente &#8220;Per quanto concerne le cementerie esistenti [&#8230;] l'Ente potr&#224; sollecitare la conclusione di accordi di programma con la Regione, con il Ministero dell'Ambiente, i comuni e altri soggetti pubblici competenti, ai sensi dell'articolo 26 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 e dell'articolo 27 della legge 8 giugno 1990, n. 142, (ora D.L. 18 Agosto 2000 n. 267) per il coordinamento delle azioni di contenimento dell'impatto ambientale e paesistico e per concertare, con le aziende stesse, strategie di adeguamento, ed eventuale riconversione e/o rilocalizzazione delle attivit&#224; e degli impianti. In ogni caso gli interventi eccedenti la manutenzione e l'adeguamento degli impianti e delle strutture e le ristrutturazioni interne, sono subordinati alla stipula di apposite convenzioni, con la partecipazione dell'Ente Parco e dei Comuni interessati, che definiscano in particolare:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; a) le modalit&#224; e i tempi di prosecuzione dell'attivit&#224;, con particolare riguardo per il traffico indotto&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; b) le modalit&#224; e i tempi delle eventuali dismissioni, nonch&#233; delle condizioni di riuso dei sedimi e dei fabbricati, da verificare nell'ambito degli strumenti urbanistici locali, secondo le indicazioni del P.A.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; c) i programmi di investimento, di riassorbimento occupazionale e di eventuale rilocalizzazione in aree esterne&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Premesso che l'intervento ha ripercussioni su un'area vasta comprendente diversi Comuni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Preso atto che per quanto riguarda la richiesta dell'Italcementi S.p.A. &#232; gi&#224; in corso la procedura di V.I.A. presso la Provincia di Padova e che entro i termini previsti si possono presentare osservazioni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Preso atto che lo stabilimento dell'Italcementi S.p.A. insiste in area Parco Colli Euganei di particolare valenza paesaggistica, ambientale e culturale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Considerato che l'intervento previsto deve rispettare la normativa di Piano Ambientale del Parco Colli e le prescrizioni in esso contenute.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Considerato che l'intera vicenda, a partire dall'estate 2009, &#232; stata gestita unicamente dal Sindaco di Monselice in rapporto diretto con Italcementi S.p.A., senza alcun coinvolgimento istituzionale del Parco dei Colli Euganei, dei Sindaci dei Comuni del territorio e dello stesso Consiglio Comunale di Monselice, senza alcun rapporto con gli altri cementifici dell'area, senza alcuna relazione con tutti gli altri portatori d'interesse (Associazioni agricole, del commercio, turistiche e alberghiere, comitati e gruppi di difesa della salute e dell'ambiente, etc&#8230;).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Considerato che questo modo di operare non rappresenta un sistema condivisibile di governare la pubblica amministrazione ed ha determinato un grave clima di scontro sociale che rischia di lasciare un segno indelebile nella nostra comunit&#224;, determinando la falsa contrapposizione tra fautori dell'occupazione e sostenitori dell'ambiente, quando in realt&#224; entrambe le problematiche sono ben presenti, trasversalmente, in tutte le componenti sociali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;INVITA&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La ditta Italcementi S.p.A. a sospendere il progetto di Revamping gi&#224; avviato alla procedura di V.I.A., affinch&#233; si apra con tutte le componenti istituzionali, un costruttivo confronto che sgomberi il campo dalle tensioni sociali innescate e ricerchi un percorso condiviso con il territorio, in grado di coniugare i legittimi interessi aziendali, con la seria problematica occupazionale e le forti preoccupazioni presenti nella popolazione locale. Il tutto, con ampio riferimento alla normativa vigente, che mediante accordi di programma, deve coinvolgere il Ministero dell'Ambiente, la Regione Veneto, la Provincia di Padova, l'Ente Parco Colli ed i Comuni direttamente interessati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nell'attesa di questa responsabile decisione della ditta Italcementi S.p.A., in ogni caso&lt;/p&gt; &lt;p&gt;APPROVA LE SEGUENTI OSSERVAZIONI:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;n. 1 :&lt;/p&gt; &lt;p&gt;il cosiddetto Revamping confligge con il rispetto della normativa del Piano Ambientale del Parco Colli Euganei e in particolare dell'art.n.19 delle NTA del Piano Ambientale del Parco.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;n. 2 :&lt;/p&gt; &lt;p&gt;si ritiene sia pesante l'impatto paesaggistico. La torre alta 122 metri s.l.m. prevista dal revamping avr&#224; sicuramente un forte impatto visivo su tutta l'area e modificher&#224; in maniera significativa la leggibilit&#224; del paesaggio, non solo di Monselice, ma di un'area molto vasta, comprendente anche i Comuni limitrofi e si creerebbe, peraltro, un pericoloso precedente&lt;/p&gt; &lt;p&gt;n. 3:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;deve essere sicuramente scongiurata la possibilit&#224; di utilizzo futuro di combustibili-rifiuti, quali ad esempio il CDR, in quanto trattasi di cementificio e non di inceneritore e in quanto insistente su un'area fortemente antropizzata e critica per la salubrit&#224; dell'aria e considerando la presenza di altri due cementifici che potrebbero avanzare le medesime richieste.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;n. 4 :&lt;/p&gt; &lt;p&gt;si chiede alla Provincia di istituire urgentemente con Regione, Parco Colli, Comuni interessati, OO.SS., Associazioni di categoria un tavolo di lavoro, per verificare e/o costruire proposte alternative condivise, per avviare una lungimirante politica occupazionale per la bassa padovana, con l'obiettivo anche di verificare l'opportunit&#224; condivisa di addivenire ad un accordo di programma per la riconversione urbanistica-ambientale-turistica dell'area.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;n. 5 :&lt;/p&gt; &lt;p&gt;si chiede alla Provincia di Padova di sospendere la procedura V.I.A. in attesa delle determinazioni del richiesto tavolo di lavoro e in carenza di una analisi approfondita sulle ricadute sull'intero sistema economico e produttivo dell'area, riservandosi ulteriori precisazioni tecniche in merito.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;VINCOLA&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Sindaco di Monselice a riportare in sede di Conferenza dei Servizi della V.I.A. e in ogni altra sede dove il Comune deve assumere un parere in merito, i contenuti della presente Delibera.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;IMPEGNA&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Presidente del Consiglio Comunale all'immediata trasmissione della presente Delibera e delle osservazioni in essa contenute, ai competenti uffici della Provincia di Padova e p.c. al Presidente della Giunta Regionale del Veneto, alla Presidente della Provincia di Padova, ai Sindaci dei Comuni del parco Colli e del territorio, alla presidente dell'Ente Parco dei Colli Euganei, al Ministero dell'Ambiente e alla ditta Italcementi s.p.a.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; oggi mi &#232; stata notificata la revoca del mandato di Assessore alle attivit&#224; produttive da parte del Sindaco di Monselice, con la motivazione che sono venuti a mancare i presupposti per un rapporto di fiducia nell'operato amministrativo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo atto si concretizza il giorno seguente al Consiglio Comunale che ha visto fallire l'impostazione e la proposta incarnata dal Sindaco del cosiddetto revamping di Italcementi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In epoca e tempi non sospetti, avevo pi&#249; volte avanzato le mie perplessit&#224; sull'operato e sulle scelte del Sindaco in merito a questo delicato problema.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In qualit&#224; di assessore all'industria ho pubblicamente espresso la mia posizione sul tema.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ho sostenuto con convinzione la sua candidatura e sono stato il consigliere Comunale del PdL eletto con il maggior numero di preferenze, ma non ho mai nascosto i miei timori e la netta contrariet&#224; nei riguardi della possibilit&#224; di Italcementi di ricorrere ai Combustibili alternativi derivati dai rifiuti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fino ad oggi ho lealmente sostenuto il Sindaco in tutta la sua azione politica, &#232; bastato esprimere una posizione diversa sul tema del revamping per far venir meno, unilateralmente, questo rapporto di fiducia che politicamente durava da anni. Evidentemente il Sindaco Lunghi &#232; un propugnatore del &#8220;pensiero unico&#8221; e non ammette forme di pensiero diverso dal suo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo atto della revoca, mi lascia sereno dal punto di vista personale, ma dal punto di vista politico rappresenta l'immagine del fallimento dell'esperienza amministrativa condotta in questi mesi dal Sindaco Francesco Lunghi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per mia cultura personale, per la mia storia, non ho mai portato il mio cervello all'ammasso, per cui esco a testa alta da questa esperienza, ringraziando tutti coloro che fino ad oggi mi hanno sostenuto. Il Sindaco Lunghi fa bene a sostituirmi con un altro yesman o lacch&#232; di cui &#232; solito circondarsi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Monselice 22-05-10 Bruno dott. Cama&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova - SABATO, 22 MAGGIO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tir lumaca, la protesta&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Pro revamping anche un presidio di operai&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(FRANCESCA SEGATO) MONSELICE. Il blitz scatta alle 19.40. Davanti all'auditorium del Kennedy, dove ieri sera si &#232; celebrato l'incandescente consiglio comunale sul revamping Italcementi (500 i presenti), si materializza un lungo serpentone di autotreni. Una quarantina, i famosi Tir lumaca inventati da Giovanni Ba&#249;, presidente del consorzio Acm, sfilano lungo via De Gasperi. &#171;Gi&#249; le mani dalla nostra dignit&#224; di lavoratori&#187;, &#171;Gi&#249; le mani dal futuro dei nostri figli&#187; i cartelli appesi alle motrici. Una protesta a sorpresa, per ribadire con forza il proprio s&#236; al revamping. Lo stesso s&#236; convinto difeso dai lavoratori del cementificio, che in un centinaio hanno allestito un presidio all'ingresso del consiglio, supportati da Fillea Cgil e Filca Cisl. Il corteo, ipotizzato, non si &#232; svolto per mancanza delle autorizzazioni. Ma la protesta ha avuto un fortissimo impatto. I dipendenti del cementificio hanno appeso striscioni pro revamping e recanti lo slogan &#171;Contro la crisi, per un futuro certo delle cementerie&#187;. Al loro fianco anche lavoratori delle fonderie Zen, della Fiom, del distretto del legno. Uno solo il messaggio. &#171;In tempi di crisi non si pu&#242; dir di no a un'azienda che investe e resta sul territorio, oltretutto migliorando le emissioni&#187; scandisce Renato Ceccarello, segretario provinciale Filca Cisl. &#171;Dietro c'&#232; il disegno di quella parte della politica che da oltre un decennio mira a chiudere i cementifici&#187;. &#171;Chiediamo solo di poter fare quel che si fa da 50 anni, in maniera pi&#249; pulita&#187; protesta Maurizio Zanovello, Rsu Italcementi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Peraro &#232; favorevole al progetto &#171;Ridurr&#224; l'inquinamento&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Anche l'Udc rompe gli indugi e scende in campo. Schierandosi nettamente a favore del revamping Italcementi. Ieri il consigliere regionale dell'Udc Stefano Peraro ha reso noto il suo pensiero sulla ristrutturazione dello stabilimento, che tante polemiche sta sollevando in questi giorni. &#171;Chi ha potere di pronunciarsi sul revamping? La Provincia, il Parco Colli, la Sovrintendenza&#187; esordisce l'ex assessore all'Urbanistica. &#171;Le mozioni presentate a Monselice chiedono la sospensione della procedura di Via: ma il Comune non ha nessun potere di far questo. A sospendere la Via, pu&#242; essere unicamente chi l'ha proposta, e cio&#232; Italcementi&#187;. &#171;Sono esterrefatto che davanti a un progetto del genere, che riduce sensibilmente le emissioni, nessuno abbia chiesto perch&#233; non l'hanno presentato prima - continua Peraro -. Cosa dovr&#224; dire la Provincia davanti a questa proposta, dopo che per due anni, al tavolo provinciale, ha sollecitato Italcementi a ridurre le emissioni?&#187;. Secondo Peraro anche la normativa del Parco Colli non osterebbe all'intervento. &#171;Io sono favorevole al revamping - mette in chiaro Peraro -. E agli amministratori che si dicono contrari ai cementifici nel territorio del Parco, chiederei come mai, quand'ero in Provincia, mi domandavano di inserire nel Pati altre zone produttive, dentro il Parco. Quanto al revamping, pu&#242; essere l'occasione per discutere una dismissione o riconversione a lungo termine nell'area dei cementifici. Chiaramente, al tavolo non possono mancare le propriet&#224;. Il ruolo della politica &#232; di attivarsi con le istituzioni di tutti i livelli, per trovare un accordo quadro per far arrivare sul territorio altre imprese. Ma ad oggi, un'alternativa non la vedo&#187;. E a sostegno del revamping scende in campo anche il gruppo di estrema destra CasaPound Italia. L'altra notte alcuni militanti hanno affisso, all'ingresso dei due cementifici di Monselice, due striscioni con lo slogan &#171;Gli operai non si delocalizzano&#187;. &#171;Siamo accanto ai sindacati&#187; afferma il responsabile provinciale Alessio Tarani. Il gruppo, presente anche al consiglio di ieri sera, preannuncia contestazioni. (f.se)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Gazzettino - (Sabato 22 Maggio 2010)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Este, bocciato in consiglio il revamping Italcementi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(F.G.) Il consiglio comunale atestino boccia in pieno il revamping dell'Italcementi di Monselice. Se ne &#232; parlato nell'ultima riunione dell'assemblea cittadina, tenutasi mercoled&#236; sera, che ha sfornato una mozione condivisa da tutti gli schieramenti politici. Il consiglio tira anche le orecchie al cementificio e al Municipio di Monselice, per non essersi &#8220;attivate in maniera preventiva per coinvolgere e per acquisire indicazioni e pareri dal Parco Colli e dai Comuni limitrofi&#8221;. Secondo la mozione, infatti, il progetto entra in conflitto con la normativa del piano ambientale del Parco colli. Inoltre l'impatto paesaggistico della torre di 122 metri avr&#224; una forte influenza sull'area, modificando la &#8220;leggibilit&#224;&#8221; del paesaggio. &#171;Deve essere scongiurata &#8211; recita poi il documento - la possibilit&#224; di utilizzo futuro di combustibili-rifiuti&#187;. Il Comune chieder&#224; alla Provincia di istituire un tavolo di lavoro, coinvolgendo le varie parti in causa, per approfondire la questione e verificare eventuali proposte. Infine verr&#224; richiesto all'amministrazione provinciale di sospendere la procedura di valutazione dell'impatto ambientale, in attesa dei risultati del tavolo. Resta da capire quale peso avr&#224; la mozione, sommata a quelle di altre localit&#224;, sulle decisioni dei &#8220;vicini di casa&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Operai in piazza per la cementerai&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Francesco Cavallaro&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ore 19.45 di ieri. Via De Gasperi &#232; completamente bloccata. Trenta motrici di camion che lavorano per le cementerie hanno manifestato a favore del revamping, il progetto di riorganizzazione e ammodernamento di Italcementi. Gli automobilisti in colonna hanno guardato sbigottiti i bestioni passare nel quartiere residenziale. Qualcuno ha provato a suonare il clacson per cercare di sveltire il corteo. Per tutta risposta i camionisti hanno acceso le quattro frecce. E hanno finito addirittura per rallentare l'andatura. Nel frattempo un centinaio di dipendenti si &#232; riunito in presidio nel cortile dell'istituto &quot;Kennedy&quot;. Hanno cenato al sacco, sventolando le bandiere dei sindacati di appartenenza. Sulla ringhiera hanno appeso cartelli con scritto &quot;Gi&#249; le mani dal futuro dei nostri figli&quot;, &quot;S&#236; alla salute, s&#236; al lavoro, s&#236; al tempo libero&quot; sotto gli occhi delle forze dell'ordine. Infine hanno distribuito il documento passato all'unanimit&#224; in occasione dell'assemblea dei dipendenti delle cementerie della Bassa Padovana. &quot;Chiediamo che si smetta con la campagna di disinformazione sull'attivit&#224; dei cementifici &#8211; si legge nel volantino &#8211; . Riteniamo sia necessaria la massima trasparenza, il confronto scientifico, il monitoraggio degli effetti su ambiente e salute. Proponiamo che il progetto del revamping prosegua con la partecipazione responsabile di tutti i soggetti coinvolti&quot;. Battuta finale di Maurizio Zanovello, Rsu Italcementi: &#171;Siamo qui per difendere il nostro lavoro. Vogliamo continuare la nostra attivit&#224; in maniera pi&#249; moderna e a basso impatto ambientale&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quattrocento persone all'auditorium per una seduta &quot;blindata&quot;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(F.C.) Consiglio comunale blindato dopo la manifestazione dei lavoratori delle cementerie. Almeno quattrocento persone hanno partecipato alla seduta che si &#232; tenuta per l'occasione all'auditorium del &quot;Kennedy&quot;. Fuori una decina di carabinieri e la polizia municipale. Sono saliti sul palco per portare le loro posizioni Paolo Masin, portavoce del comitato &quot;Lasciateci respirare&quot;, e Maurizio Zanovello, Rsu Italcementi. &#171;Invitiamo i consiglieri a guardare anche l'altra faccia della medaglia &#8211; ha esordito Masin - Il revamping non &#232; tutto oro colato come ci vogliono far credere. La nostra citt&#224; ha gi&#224; dato troppo negli anni passati. E' ora di dire basta&#187;. Zanovello si &#232; espresso a favore: &#171;Il revamping ha prima di tutto un approccio ambientalista. Si ridurrebbero le emissioni di almeno il 30 per cento. E poi il progetto prevede nuovi posti di lavoro&#187;. Infine il sindaco Francesco Lunghi: &#171;La salute si misura non solo con la qualit&#224; dell'aria che respiriamo, ma anche con l'occupazione che il territorio riesce a garantire&#187;. La decisione finale spetter&#224; comunque a Parco Colli e Provincia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova - VENERD&#204;, 21 MAGGIO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Parroco e consiglio pastorale contro il progetto di Italcementi. Invocato un modello di sviluppo ispirato a valori&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La parrocchia boccia il revamping&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Carmine: &#171;E' limitante e pericoloso seguire i piani di un unico soggetto&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; (FRANCESCA SEGATO) MONSELICE. Non ci sono solo i 27 sindaci. A scandire la seria preoccupazione sul progetto di ristrutturazione del cementificio Italcementi, scende in campo il mondo cattolico, con un documento che sta circolando nelle parrocchie della Bassa padovana. La prima a mettere nero su bianco questa preoccupazione &#232; stata la parrocchia del Carmine, con una nota gi&#224; protocollata in Comune. La nota &#232; indirizzata alla presidente della Provincia, alla presidente del Parco, al sindaco, alla Giunta, a tutti i consiglieri comunali, e al presidente della Regione. E' firmata dal parroco e dal Consiglio Pastorale. E condivisa dall'Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro. Il documento. Intitolato &#171;Lo sviluppo del territorio e i valori cristiani&#187;, &#232; di due pagine e non lascia dubbi su quale sia il comune sentire nella parrocchia del Carmine. Quella che si trova a 300 metri dallo stabilimento Italcementi. Due pagine che esprimono &#171;viva preoccupazione&#187; per le scelte in atto. Definiscono &#171;limitante e pericoloso&#187; assecondare un progetto di un singolo operatore, senza una vera progettualit&#224;. Reclamano a gran voce una diversa visione di sviluppo, e chiedono alla politica di riappropriarsi del suo ruolo: servire il bene comune, governando le scelte economiche. I valori. Per il Consiglio Pastorale del Carmine, i progetti in itinere definiscono &#171;ulteriori, invasive ipotesi evolutive per un vasto territorio intercomunale&#187;. Di qui la necessit&#224; di richiamare i valori cristiani di riferimento per lo sviluppo territoriale nella salvaguardia del bene comune. La cui &#171;grammatica&#187; &#232; indicata da Giovanni Paolo II nella Centesimus Annus, con il nome di &#171;ecologia umana&#187;. &#171;Riteniamo fortemente limitante e potenzialmente pericoloso assecondare tout court le richieste unilaterali di singoli operatori economici, senza avere preventivamente delineato, a livello politico, una progettualit&#224; a lungo termine, condivisa, vincolante, e ancorata ai valori sopra richiamati&#187; scrive il Consiglio Pastorale. &#171;Questa situazione deve essere colta come una grande occasione per ripensare una crescita economica, civile e sociale, in grado di promuovere, attraverso l'elaborazione di un nuovo piano di sviluppo dell'area, maggiore occupazione, mediante la valorizzazione di settori tecnologici, paesaggistici ed ambientali che esaltino le peculiarit&#224; di questo territorio. La politica, nella sua pi&#249; virtuosa espressione di servizio al bene comune, deve riappropriarsi del ruolo di governo delle scelte economiche&#187;. L'appello. &#171;E' questo il tempo di scelte radicali, che liberino nuove energie e consentano di ridare vita ad un territorio gi&#224; fortemente sfruttato. Non possiamo assumerci la responsabilit&#224; di far pagare questa nostra inerzia alle generazioni future. Pertanto chiediamo con forza alla Politica tutta, che si mettano in campo senza indugio, con viva coscienza e profonda onest&#224;, tutte le risorse tecniche, scientifiche, politiche, amministrative, ampiamente disponibili nel nostro territorio, per addivenire ad un tavolo di confronto aperto, che con franchezza, trasparenza, verit&#224; e mitezza delinei uno scenario di futura evoluzione rispettoso della persona, della sua salute, dell'ambiente, adoperandosi per definire alternativi e concreti percorsi di sviluppo occupazionale. Con viva preoccupazione per le scelte in atto - conclude il Consiglio Pastorale - seguiamo attentamente l'evolversi dei fatti&#187;. La lettera verr&#224; pubblicata integralmente domenica sulla Difesa del Popolo, accompagnata da una riflessione del direttore Guglielmo Frezza. E' gi&#224; stata trasmessa alle parrocchie dei vicariati di Monselice, Este, Conselve e Montagnana.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La protesta preceder&#224; un consiglio comunale &#171;caldo&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Tutto &#232; pronto per l'atteso e incandescente consiglio comunale sul revamping Italcementi. La seduta &#232; convocata all'auditorium del Kennedy per questa sera alle 19.30, inizio effettivo 20.30. E' attesa una grande partecipazione di pubblico. In via precauzionale &#232; prevista una nutrita presenza di forze dell'ordine. Sindacati e lavoratori saranno presenti con un presidio gi&#224; dalle 18,30. Al loro fianco un gruppo di solidariet&#224; di altri lavoratori provenienti da varie situazioni di crisi della Bassa. In difesa del revamping, non &#232; escluso che i lavoratori improvvisino gi&#224; oggi un corteo. La loro marcia partir&#224; dall'Italcementi, per concludersi con il presidio. &#171;Speriamo di poter intervenire in consiglio - anticipa Marco Benati, segretario provinciale Fillea Cgil -. Siamo fiduciosi in una risoluzione positiva&#187;. Due le mozioni in discussione stasera: quella presentata dai 7 consiglieri di Pdl e Lega e quella del centrosinistra. Probabile che il consiglio si spacchi in due. Nei giorni scorsi la Commissione Ambiente ha di nuovo sollevato perplessit&#224; sulla correttezza della procedura seguita da Italcementi per la Via. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Gazzettino - (Venerd&#236; 21 Maggio 2010)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Italcementi accende anche le parrocchie&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Camilla Bovo
Le parrocchie del territorio sono uscite allo scoperto e hanno deciso di manifestare le proprie preoccupazioni sul progetto di Italcementi. Spunto per la riflessione un documento presentato dalla parrocchia del Carmine, regolarmente protocollato in Comune e circolante ora in tutto il territorio. Il documento &#232; stato firmato dal parroco, dal Consiglio pastorale parrocchiale ed &#232; condiviso dall'ufficio diocesano per la Pastorale sociale e per il lavoro. &#171;Il Consiglio pastorale parrocchiale - si legge nel documento - esaminando l'attuale situazione congiunturale connessa alle progettualit&#224; in atto definenti ulteriori, invasive ipotesi evolutive per un vasto territorio intercomunale, desidera riaffermare i valori cristiani di riferimento per un sano e proficuo processo di sviluppo territoriale nella salvaguardia del ben comune. Riteniamo fortemente limitante e potenzialmente pericoloso assecondare tout court le richieste unilaterali di singoli operatori economici senza avere preventivamente delineato a livello politico una progettualit&#224; a lungo termine, condivisa, vincolante e saldamente ancorata agli oggettivi valori di riferimento&#187;. La parrocchia avanza una richiesta alle autorit&#224; e alla politica: &#171;Chiediamo la costituzione di un tavolo di confronto aperto, che con franchezza, verit&#224;, trasparenza e mitezza delinei uno scenario di futura evoluzione rispettosa della persona, della salute e dell'ambiente, adoperandosi per definire alternativi e concreti percorsi di sviluppo occupazionale&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;PAESAGGIO TERAPEUTICO (Therapeutic Landscape)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;paesaggio per il Ben-Essere dell'uomo &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class='spip_document_1299 spip_documents spip_documents_left' style='float:left; width:198px;'&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.cittafutura.net/IMG/jpg/TRASFORM_AREA_ITALCEMENTI_IN_PAESAGGIO_TERAPEUTICO.jpg&quot; class=&quot;spip_out&quot;&gt;&lt;img src='http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L198xH202/TRASFORM_AREA_ITALCEMENTI_IN_PAESAGGIO_TERAPEUTICO_rid-71ded.jpg' width='198' height='202' alt=&quot;Clicca per ingrandire&quot; title=&quot;Clicca per ingrandire&quot; style='height:202px;width:198px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; Sollecitato da una suggestiva intuizione del Consigliere Miazzi, nell'individuare la possibilit&#224; di spostare il Nuovo Ospedale Unico (ancora da realizzare) dall'attuale sito previsto all'area Italcementi l'Arch. Arnaldo Merlin, componente della Commissione Edilizia Comunale di Monselice nonch&#233; gi&#224; Assessore all'Urbanistica del Comune di Baone (2006-2009), ha trovato modo di approfondire tale sollecitazione. Con le premesse che si sono imposte a seguito di talune prese di posizioni attorno al progetto di Revamping, in particolare, la Mozione comune promossa dai 27 Sindaci del territorio che si oppongono a siffatto progetto, la Delibera emanata dall'Ente Parco Colli che stabilisce la rilocalizzazione dei cementifici conformemente al Piano Ambientale attraverso un Accordo di Programma Regionale, le motivate critiche avanzate dai pi&#249; diversi rappresentanti della politica locale e dalle diverse associazioni ambientaliste e di categoria, l'Arch. Merlin condivide l'impostazione che tutto ci&#242; potrebbe trasformarsi in una grande opportunit&#224; per il futuro di questo territorio. Sviluppando un ragionamento strutturato e graduale dice: &#8220;prima di tutto, per garantire il valore commerciale dell'area, immaginiamo l'attuale sito destinato al Nuovo Ospedale Unico trasformato per ospitare un grande polo sportivo intercomunale Este-Monselice, con pi&#249; campi da calcio, rugby, tennis, atletica e altro ancora che, assieme al vicino palazzetto dello sport recentemente inaugurato, rappresenterebbero un vero punto di eccellenza territoriale&#8221;. Poi: &#8220;immaginiamo l'area Italcementi delle dimensioni di 654.000 mq, inserita all'interno del Parco Colli, favorita come nessuna altra area per posizione strategica nella possibilit&#224; di offrire importanti servizi primari a scala territoriale data dalla vicinanza della S.S n. 10, della stazione ferroviaria sulla linea (PD-BO), della SS 16 e delle ulteriori importanti infrastrutture come la nuova SS 10 (in parte ancora da realizzare) oltre la prevista rete del sistema metropolitano regionale di superficie&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E ancora: &#8220;immaginiamo la stessa area inserita all'interno di un grande progetto integrato da definirsi sulla base del paradigma del &#8220;Paesaggio Terapeutico&#8221; (come talune esperienze del nord Europa e anche italiane dimostrano), dove sia possibile collocare non solo il Nuovo Ospedale Unico ma, con esso, anche ulteriori strutture affini e compatibili, che possano originare uno dei pi&#249; grandi ed evoluti &#8220;Distretti della salute e del paesaggio&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'ipotesi elaborata dall'Arch Merlin a scopo dimostrativo, mette l'accento sulla potenzialit&#224; soprattutto economiche che tutta l'area Italcementi potrebbe rappresentare dato il suo contesto, evidenziandole con l'inserimento nell'area stessa di alcuni edifici-funzione a dimostrazione della concretezza della proposta.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Al Nuovo Ospedale Unico vengono associati, come esempio, altri edifici quali: un centro di riabilitazione (tipo per malattie degenerative); una clinica specialistica (tipo clinica odontoiatrica low cost); delle strutture ricettive per un Turismo terapeutico (alberghi e SPA); un'area residenziale con parte commerciale-direzionale a scala urbana e, il tutto, immerso nel verde con aree a parco aventi percorsi riabilitativi predisposti per la pratica dell'Ecoterapia, dell'Ecoeducazione, dell'Orticoltura e del Giardino praticati a scopi terapeutici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Perch&#233; Paesaggio Terapeutico? &#8220;Perch&#233; in generale e in tale contesto la cura viene intesa come pratica che mira a dare supporto alle persone tramite attivit&#224; educative e terapeutiche direttamente connesse con l'ambiente. Con questa innovazione progettuale si tender&#224; cos&#236; alla valorizzazione degli spazi e del paesaggio come strumento attraverso il quale migliorare l'efficacia dei trattamenti riabilitativi&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In termini economici, quali potrebbero essere gli effettivi vantaggi per la societ&#224; Italcementi? &#8220;E' chiaro che la risposta &#232; implicitamente collegata all'operazione economica complessiva che si determinerebbe in funzione degli obiettivi posti dalle Parti coinvolte con l'eventuale Accordo di Programma. Ma, prospettando una variazione della destinazione d'uso dell'area con questa ipotesi e applicandole un indice di edificabilit&#224; territoriale minimo di 1mc/mq, si raggiungerebbe una potenzialit&#224; edificatoria pari ad un volume di c.ca 640.000 mc che, tradotto in termini commerciali, potrebbe capitalizzare un valore venale oscillante dai 64 ai 77 milioni di Euro (facendo riferimento ad un prezzo di mercato di 100,00/120,00 Euro/mq - ante urbanizazione) . Infine, se al valore dell'area conseguibile con il cambio di destinazione d'uso per l'attuazione del supposto &#8220;Paesaggio Terapeutico&#8221; aggiungiamo anche il valore delle attivit&#224; immobiliari atte alla realizzazione degli interventi ivi indicati si generer&#224; un significativo giro di affari che, con l'indotto, potrebbe collocarsi tra i 400 ai 450 milioni di Euro da fare risultare ancora pi&#249; evidente il lauto ritorno economico complessivo. A questo punto diventerebbe quasi superfluo affermare che non ci sar&#224; alcuna perdita dei posti di lavoro, anzi, si aprirebbe un panorama con alcune centinaia di nuove assunzioni all'orizzonte&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di padova 19-05-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;I lavoratori compatti per il revamping &#171;In ballo il futuro delle tre cementerie&#187;
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;di Francesca Segato MONSELICE. La voce dei lavoratori. Il loro s&#236; al revamping di Italcementi, e non solo: il loro appello per salvare il distretto del cemento. E' un evento senza precedenti nella storia recente, un'assemblea congiunta di tutti i lavoratori di Italcementi, Cementeria di Monselice, Cementizillo. Ieri i tre stabilimenti hanno dovuto rallentare la produzione, per consentire ai lavoratori di presenziare all'assemblea convocata al centro 5 Dita. Erano oltre 300, e altrettante mani si sono alzate per votare il documento congiunto proposto dai rappresentanti sindacali. Parte cos&#236; la controffensiva dei lavoratori. Dopo il fronte dei 27 sindaci perplessi sul revamping, e dopo che il Parco Colli ha annunciato l'avvio un accordo di programma che punta alla delocalizzazione dei cementifici, da ieri &#232; scattata la mobilitazione: i lavoratori sono pronti a scendere in piazza se sar&#224; necessario. Si preparano intanto a partecipare con un loro presidio al consiglio comunale di venerd&#236; sera. Al loro fianco scendono in campo i responsabili nazionali di Fillea Cgil e Filca Cisl, pronti a fare del revamping una battaglia nazionale. &#171;In discussione non c'&#232; semplicemente il revamping, ma il futuro delle tre cementerie - ha ricordato in apertura Marco Benati, segretario provinciale della Fillea Cgil -. I lavoratori coinvolti sono 800, con l'indotto diretto. Ci hanno detto che dovrebbero andare a fare i muratori, o gli agricoltori: non si pu&#242; parlare del lavoro in maniera cos&#236; sprezzante&#187;. L'obiettivo, per i sindacati, &#232; dare una spallata allo schieramento trasversale che si &#232; espresso in modo critico sulla mega ristrutturazione del progetto Italcementi. Sono quattro le richieste contenute nel documento votato all'unanimit&#224; dall'assemblea dei lavoratori. Primo: &#171;Si smetta con la campagna di disinformazione, come quando si tenta di etichettare i cementifici come inceneritori&#187;. La rabbia dei lavoratori si indirizza alle varie &#171;ricette alternative&#187; proposte da vari politici locali: &#171;Si smettano di proporre eventuali chiusure degli stabilimenti con fantasiose proposte di nostra ri-occupazione in altri settori. Si smettano di avanzare proposte di chiusura o riconversione richiamandosi a generici principi di salvaguardia dei posti di lavoro, eventualit&#224; molto remota da realizzare, in base alle esperienze di altri territori e diversi settori&#187;. Sul revamping, la posizione &#232; chiara. Deve andare avanti, &#171;attivando tutti i necessari momenti di verifica che gli obiettivi di abbattimento delle emissioni siamo realizzati&#187;. I sindacati ricordano il loro s&#236; al progetto, che garantir&#224; gli attuali livelli occupazionali per oltre 20 anni, migliorer&#224; le emissioni e permetter&#224; all'azienda di rispettare gli obiettivi posti dal protocollo di Kyoto. Rimane l'apertura al dialogo e alla concertazione. Si pu&#242; parlare del futuro delle cementerie, ma solo se a lungo termine, e purch&#233; la programmazione non diventi ostruzionismo &#171;ai progetti attuali e di futura discussione&#187;. Ora il documento sar&#224; spedito a Parco, Provincia, sindaci dei 27 Comuni e di Monselice, e ai capigruppo consiliari, perch&#233; sia letto nei rispettivi consigli comunali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Gli operai in difesa delle tre cementerie&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Una levata di scudi per salvare il megainvestimento di Italcementi con il cosiddetto &#171;revamping&#187; e l'accordo stipulato fra azienda e dipendenti. Un fronte comune in difesa delle cementerie. E' il senso dell'assemblea congiunta dei lavoratori dei tre stabilimenti di Monselice, Italcementi, Cementeria di Monselice e Cementizillo, cui hanno partecipato pi&#249; di trecento persone. Il loro s&#236; al &#171;revamping&#187;, in direzione opposta al parere espresso da 27 sindaci e dal Parco Colli, &#232; un appello per salvare il distretto del cemento, un'autentica controffensiva dei lavoratori. SEGATO ALLE PAGINE 40 E 41&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Levata di scudi per Italcementi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Una levata di scudi per salvare il mega investimento progettato da Italcementi. Un fronte comune in difesa delle cementerie. E' questo il senso degli interventi che si sono succeduti ieri. &#171;Qualcuno, strumentalmente, sta usando questo progetto per cercare di far chiudere le cementerie - attacca il segretario nazionale Filca Cisl, Riccardo Gentile -. Il problema si risolve trovando le soluzioni per rendere gli stabilimenti pi&#249; sostenibili&#187;. &#171;Stiamo vivendo la pi&#249; grande crisi dal dopoguerra. Qui abbiamo un investimento che salvaguarda l'occupazione, e il paradosso &#232; che forse non si far&#224; - afferma Mauro Livi, segretario nazionale Fillea Cgil -. Ai lavoratori diciamo: siamo al vostro fianco, perch&#233; &#232; una battaglia giusta. Non vorremmo dover salire sulle ciminiere, ma questa battaglia non finir&#224; finch&#233; non sar&#224; raggiunto l'obiettivo, che per noi &#232; di riuscire ad avere questo investimento a Monselice. Siamo pronti a farla diventare anche una battaglia nazionale&#187;. A far sentire la voce dei lavoratori sono intervenuti i componenti delle Rsu delle tre cementerie. &#171;L'accordo con l'azienda garantisce un posto certo per tutta la vita dello stabilimento - ricorda Maurizio Zanovello, Rsu Italcementi - ed esclude il ricorso alla cassintegrazione nel periodo del revamping. A noi sembra scandaloso mettere in discussione un intervento di questa portata&#187;. Rincara Renato Ceccarello, segretario provinciale Filca Cisl: &#171;Ben venga la programmazione, ma se &#232; un pretesto per chiudere le cementerie, &#232; sbagliato. Programmare interventi occupazionali alternativi, in presenza di un mercato che funziona? Finch&#233; c'&#232; mercato le cementerie continuino. Abbiamo abbastanza disgrazie occupazionali, non serve cercarne altre&#187;. Invitati all'assemblea, hanno preso la parola anche i sindaci di Monselice ed Este. &#171;Appena eletto, mi sono trovato di fronte a un'Italcementi a rischio chiusura - spiega Francesco Lunghi -. Nell'agosto 2009 ho incontrato i dirigenti di Bergamo e ho preso l'impegno a dare il mio appoggio a un ripristino dello stabilimento, a date condizioni. Il revamping &#232; l'occasione per iniziare a dialogare per una dismissione programmata tra 20 anni&#187;. Diverso il tenore dell'intervento di Giancarlo Piva. &#171;Siamo nel Parco Colli, e le regole devono valere per l'ultimo cittadino come per la grande multinazionale. Come 27 sindaci, chiediamo che sia interrotta la Via e aperto un tavolo di discussione. Ma senza ricatti: non possiamo prendere una decisione solo perch&#233; Lunghi scrive e l'Italcementi risponde. Il territorio va ascoltato&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Gazzettino - (Mercoled&#236; 19 Maggio 2010)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;N&#232; chiusura, n&#232; riconversione della cementeria
(Ca.B.) &#200; stato approvato all'unanimit&#224; da tutti i lavoratori il documento congiunto dei sindacati a difesa del revamping, inteso come investimento in controtendenza con la deindustrializzazione della Bassa Padovana. L'atto ribadisce l'importanza di coniugare ambiente e lavoro, in un clima di dialogo con tutti i soggetti coinvolti. I sindacati rifiutano la chiusura dello stabilimento di Italcementi, ma anche la sua riconversione o dislocazione. Il documento verr&#224; inviato oggi a tutti gli enti coinvolti e ai capigruppo consiliari, perch&#233; venga discusso durante i consigli comunali. Ora i lavoratori si sono dati appuntamento al consiglio di Monselice, che si svolger&#224; venerd&#236; dalle 19.30 nell'auditorium del Kennedy.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;CEMENTERIA Gli operai in difesa della ristrutturazione
Operai Italcementi &quot;bocciano&quot; i politici
I lavoratori dello stabilimento in assemblea: &#171;Il revamping &#232; una richiesta del sindacato&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le tre cementerie della Bassa Padovana hanno quasi interrotto la produzione per permettere ai lavoratori di partecipare alla grande assemblea sindacale svoltasi ieri pomeriggio al centro Cinque Dita di Monselice. Con oltre 300 persone presenti, la sala di via Piave non &#232; riuscita ad accogliere tutti: qualcuno ha dovuto ascoltare gli interventi dal giardino. Riccardo Gentile, segretario nazionale della Filca Cisl, ha criticato duramente l'incapacit&#224; di trovare una soluzione al problema delle cementerie. &#171;Non si pu&#242; sempre dire no &#8211; ha spiegato &#8211; Il nostro compito &#232; trovare soluzioni concrete. Dobbiamo creare le basi per permettere agli imprenditori di investire in questo territorio. Ma qui manca la fiducia&#187;. Il segretario nazionale della Fillea Cgil, Mauro Livi, ha commentato imbarazzato: &#171;Ci troviamo dentro a un paradosso. Il revamping &#232; il risultato delle richieste dei sindacati, preoccupati com'eravamo solo un anno fa del pericolo di ridimensionamento dell'impianto di Monselice. Ora le amministrazioni rispondano: il lavoro &#232; una priorit&#224;, s&#236; o no?&#187;. Livi ha anche promesso di essere pronto a condurre la battaglia a livello nazionale. Intervenuti al dibattito anche i sindaci di Monselice e Este. Lunghi ha dato la sua interpretazione all'articolo 19 del piano ambientale del Parco Colli: &#171;Quando c'&#232; un progetto di miglioramento dell'ambiente questo deve essere realizzato&#187;. Non la pensa cos&#236; Piva, che ha dichiarato: &#171;&#200; importante trovare un piano comune. Non esiste una risposta immediata, ma credo che la prima regola sia riconoscere la specificit&#224; del nostro territorio&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di padova 18-05-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Lavoratori pronti alla protesta&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Revamping Italcementi: spunta l'ipotesi di interrare parte della torre&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; (FRANCESCA SEGATO) / MONSELICE. Oggi alle 15, alla sala del Centro 5 Dita in via Piave, l'assemblea dei lavoratori dei tre cementifici, promossa dai sindacati. Parteciperanno i segretari nazionali di Fillea Cgil, Livi e di Filca Cisl, Gentile. Invitati i due sindaci di Este e Monselice, Giancarlo Piva e Francesco Lunghi. L'assemblea &#232; aperta alla presenza dei cittadini. Sul tavolo c'&#232; il contestato progetto di revamping di Italcementi, che piace ai sindacati ma ha prodotto una levata di scudi da molti amministratori locali. E c'&#232; l'accordo di programma lanciato dal Parco per l'adeguamento, la riconversione o la delocalizzazione dei cementifici. Un'ipotesi che, anche se a medio o lungo termine, &#232; sufficiente a scatenare un terremoto tra i lavoratori. Che oggi faranno il punto della situazione, decidendo anche eventuali azioni da intraprendere. E' il primo appuntamento di una sequenza &#171;calda&#187;. La prossima settimana scade il termine per le osservazioni al progetto di revamping, e per il 29 maggio &#232; convocata la manifestazione dei comitati. Stasera si riunir&#224; la commissione consiliare ambiente, in vista dell'atteso consiglio comunale fissato per venerd&#236;, alle 20.30 al Kennedy. Le mozioni saranno due. Quella del centrosinistra, pi&#249; soft, che ricalca le osservazioni dei 27 sindaci di Colli e Bassa. E quella dei dissidenti di Pdl e Lega, che chiede la riconversione del sito in 5 anni. In questi giorni fervono le trattative. Il consiglio sar&#224; ripreso in diretta da un' emittente locale, ma si attende anche tanta gente. E nella discussione prova a inserirsi di nuovo l'architetto Fernando De Simone, con un'altra proposta. Archiviata, per ora, quella di un traforo interno al Montericco, il vulcanico architetto, che rappresenta la norvegese Norconsult, specializzata in scavi in galleria, spiega come abbassare la torre da 120 metri del revamping Italcementi. &#171;Parte del camino si pu&#242; interrare, per 30 o 40 metri - spiega il professionista -. Noi siamo in grado di farlo, i costi sono relativamente bassi, qualche milione di euro, e si avrebbe un camino di una settantina di metri. Metteremmo tutti d'accordo&#187;. Un'idea, questa, che De Simone ha gi&#224; presentato anche al responsabile dell'unit&#224; operativa monselicense di Italcementi, Eric Goulignac.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Gazzettino - (Marted&#236; 18 Maggio 2010)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cementerie della Bassa, oggi lavoratori in assemblea&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Ca.B.) Grande assemblea sindacale, oggi pomeriggio a partire dalle 15.30, al centro Cinque Dita di Monselice. I sindacati hanno fatto un fronte comune per discutere del futuro delle tre cementerie della Bassa con i lavoratori di tutti gli impianti. Nella sala di via Piave saranno presenti i responsabili a livello nazionale della Fillea Cgil e della Filca Cisl, i rappresentanti delle sezioni locali e provinciali dei due sindacati, i lavoratori di Italcementi, Cementeria Radici e Cementizillo. All'incontro sono stati invitati anche il sindaco di Monselice Francesco Lunghi e quello di Este Giancarlo Piva. &#171;Se si blocca il progetto di revamping di Italcementi, domani potrebbero essere chiusi tutti gli impianti del territorio. &#8211; ha spiegato Marco Benati, segretario della Fillea Cgil di Padova &#8211;. Noi crediamo che il revamping debba procedere seguendo il percorso avviato, ma la programmazione delle attivit&#224; industriali deve essere discussa in modo approfondito e completo dagli organi competenti&#187;. I sindacati si sono cos&#236; detti disponibili a discutere nelle sedi opportune sulla programmazione a lungo termine, ma la loro posizione sul revamping &#232; nota e inamovibile: il progetto non deve essere ostacolato da ideologie che in questo momento di crisi economica potrebbero risultare sterili o addirittura controproducenti. L'assemblea di oggi pomeriggio sviscerer&#224; le motivazioni dei sindacati e dar&#224; la parola anche ai sindaci Lunghi e Piva, ma il dibattito con i lavoratori &#232; rimandato a un prossimo incontro, che potrebbe svolgersi gi&#224; la prossima settimana.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di padova 15-05-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;I sindacati: &#171;Il revamping non si discute&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Francesca Segato) MONSELICE. Avanti tutta con il revamping, sul lungo termine si pu&#242; discutere. Fermo restando che le cementerie non si possono riconvertire o delocalizzare. E' la posizione espressa ieri dai sindacati Cgil e Cisl. Marted&#236; alle 15,30 assemblea dei lavoratori delle tre cementerie al 5 Dita. Invitati anche i sindaci di Este Giancarlo Piva e di Monselice Francesco Lunghi. L'urgenza, per i lavoratori, resta il via libera al revamping, ossia la ristrutturazione da 160 milioni di euro dello stabilimento Italcementi. A ribadirlo sono i segretari provinciali di Fillea Cgil, Marco Benati, e di Filca Cisl, Renato Ceccarello, affiancati da Fulvio Dal Zio, della segreteria Cgil di Padova e da Gregorio Loreggian della segreteria Cisl. E' la prima presa di posizione del sindacato, dopo la clamorosa iniziativa annunciata la scorsa settimana dall'Ente Parco dei Colli Euganei: l'avvio di un accordo di programma che punta all'adeguamento, alla riconversione o alla delocalizzazione dei tre cementifici. &#171;Siamo favorevoli alla programmazione dell'attivit&#224; delle cementerie - spiega una nota congiunta di Fillea Cgil e Filca Cisl - fermo restando che non pu&#242; prescindere da prospettive di lungo periodo, e che non deve tramutarsi in un lungo processo di &#8220;ostruzionismo&#8221; per i progetti oggi in discussione&#187;. Insomma, ben venga il tavolo sulla programmazione, purch&#233; ora passi il revamping. A cui i sindacati sono favorevole&#187;. &#171;Rappresenta un importante investimento in controtendenza rispetto alla de-industrializzazione della Bassa Padovana - sottolineano Cgil e Cisl - garantir&#224; gli attuali livelli occupazionali per oltre 20 anni e un netto miglioramento dell'impatto ambientale&#187;. Chiudere ora al revamping, per i sindacati, vorrebbe dire mettere un'ipoteca anche sulle altre cementerie. &#171;Comprendiamo i timori degli amministratori - concede Dal Zio - ci dovranno essere i necessari controlli&#187;. &#171;Il tema non pu&#242; essere affrontato con chiacchiere da bar&#187; rincara Loreggian. Ancora pi&#249; esplicito Benati: &#171;Se il progetto di revamping dev'essere discusso in numerosi tavoli ci vorr&#224; molto tempo. Temiamo che il gruppo Italcementi possa decidere di investire altrove&#187;. E' vero che Italcementi ha assicurato che, anche se non passa il revamping, non chiuder&#224;. Cruciale per il destino dello stabilimento &#232; la proroga della cava di Orgiano. Ma i lavoratori non sono rassicurati. &#171;Siamo per la programmazione, ma a lungo termine - continua Benati - e con due punti fermi: i cementifici non si possono n&#233; riconvertire, n&#233; delocalizzare. Se il contesto sar&#224; quello di dialogo senza ostruzionismo, non ci sottrarremo&#187;. Sferzante Ceccarello: &#171;La questione dei cementifici &#232; sul tappeto da anni. Spesso la politica ha osteggiato queste attivit&#224;. Quel che ha fatto alzare il coperchio della pentola &#232; stato il revamping. Si &#232; sollevato un polverone che mira alla chiusura dei cementifici, sia pure in tempi medio-lunghi: noi non possiamo essere d'accordo&#187;. L'altra sera summit fra 10 sindaci e i dirigenti di Italcementi, promosso alla sede di Confindustria Este per illustrare il progetto. La prossima settimana l'assemblea dei lavoratori e il 21 consiglio comunale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Gazzettino - Sabato 15 Maggio 2010,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cementerie e ambiente:
&#171;Senza ostruzionismo&#187; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In rappresentanza dei lavoratori delle tre cementerie sono scesi in campo Fulvio Dal Zio e Marco Benati di Fillea Cgil, Renato Ceccarello e Gregorio Loreggian di Filca Cisl. &#171;Come organizzazione sindacale riconosciamo che il discorso non &#232; pi&#249; limitato al revamping di Italcementi, ma riguarda l'impatto generale dell'attivit&#224; dei tre cementifici, in particolare in considerazione della loro presenza all'interno del Parco Colli&#187;, ha introdotto Benati. &#171;Ambiente e lavoro sono due valori da coniugare in modo equilibrato &#8211; ha continuato Dal Zio &#8211; Gli amministratori dovrebbero mantenere una posizione meno ideologica e valutare con attenzione il da farsi, assicurandosi che ci siano le necessarie verifiche perch&#233;, in caso di realizzazione del revamping, vengano rispettati gli impegni assunti dall'azienda&#187;. Loreggian ha poi spiegato la necessit&#224; di attuare una programmazione del territorio a lungo termine, all'insegna della sostenibilit&#224; ambientale. &#171;Basta chiacchiere da bar, si facciano incontri tecnici per realizzare un investimento concertato con il territorio, nell'ottica di un miglioramento continuo&#187;. Ceccarello ha invece invitato i presenti a diffidare dai posti di lavoro alternativi promessi dalla politica. Infine Benati ha concluso: &#171;Siamo tutti d'accordo sull'idea che il revamping debba proseguire con la partecipazione responsabile di tutti i soggetti, riconoscendo che non sono possibili n&#233; la dislocazione n&#233; la riconversione. Siamo inoltre favorevoli alla programmazione dell'attivit&#224; delle cementerie, purch&#233; a lungo termine: non deve trasformarsi in un lungo processo di ostruzionismo per i progetti attualmente in discussione&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Battaglia terme 15 maggio 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;UN CORPO ESTRANEO:&lt;/p&gt; &lt;p&gt; il Parco dei Colli Euganei o le cementerie dell'area Euganea?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Parco dei Colli Euganei ha compiuto nel 2009 vent'anni di vita.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le attivit&#224; svolte per celebrare questo evento da parte dell'Amministrazione del Parco hanno trascurato di valutare pienamente da una parte la legge istitutiva del Parco e le sue finalit&#224;, dall'altra gli obiettivi raggiunti nei vent'anni di vita di questo Ente.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oggi tutte le forze politiche riconoscono valore alla scelta che nel 1989 &#232; stata fatta.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In quegli anni tante battaglie da parte del mondo ambientalista, tanti conflitti sul futuro dell'area euganea vedevano contrapposti interessi che riemergono oggi con straordinaria attualit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Parco dei Colli Euganei, quando &#232; stato istituito, voleva rappresentare un luogo dove sperimentare una modalit&#224; di sviluppo economico e sociale &#8220;alternativa&#8221; che, partendo dal rispetto dei luoghi desse un significato nuovo allo sviluppo delle comunit&#224; euganee.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In un momento di straordinaria crisi economica, come quella che oggi stiamo vivendo, ci rendiamo forse conto dell'occasione persa; non si &#232; voluto sperimentare fino in fondo il significato di sviluppo sostenibile e le alternative a quanto nel corso degli ultimi quarant'anni &#232; successo sui Colli Euganei.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se con la legge Romanato-Fracanzani si &#232; bloccata di fatto l'attivit&#224; di cava, nei fatti non si &#232; mai conclusa l'attivit&#224; delle cementerie che insistono nel nostro territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Piano Ambientale dei Colli Euganei, approvato dal parco, dichiara incompatibile la presenza delle cementerie nell'area del Parco.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Piano Cave approvato dal Consiglio dell'ente nel 1997, nel regolamentare l'attivit&#224; di cava di trachite finalizzando l'uso di questo materiale soprattutto per fini di manutenzione monumentale, definiva la cessazione di ogni attivit&#224; estrattiva di marna, prodotto che alimenta le cementerie per la produzione di cemento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se tutto questo &#232; vero, che senso ha parlare di &#8220;revamping&#8221; di Italcementi?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E cio&#232; di consistenti investimenti che dovranno essere ammortizzati nel tempo per la riqualificazione dello stabilimento di Monselice?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E poi, arriver&#224; forse la proposta dell'altra cementeria di Monselice e di quella di Este?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E quando mai riusciremo a liberarci di questa ingombrante presenza industriale nel nostro territorio ed immaginare uno sviluppo pi&#249; legato al turismo, attraverso la valorizzazione dei siti culturali e monumentali, e della piccola e media impresa e dell'artigianato che costituiscono la vera risorsa ed alternativa imprenditoriale alla grande impresa?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il tema non ammette dubbi: o il Parco &#232; un corpo estraneo e allora, via a tutti i vincoli, o le cementerie sono il vero corpo estraneo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Io non ho dubbi: le cementerie non rappresentano il futuro dello sviluppo economico per il nostro territorio. Il vero tema per il presente &#232; quello della riduzione della quantit&#224; di cemento prodotto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ora il Parco intende avviare un &#8220;accordo di programma&#8221; che punti all'adegiamento, alla riconversione o alla delocalizzazione dei tre cementifici, cos&#236; abbiamo letto sui giornali le prese di posizioni &#8220;estemporanee&#8221; della presidente. Non deve essere questo ulteriore &#8220;fumo&#8221; per nascondere od allontanare la soluzione di un problema ancora una volta. Se la volont&#224;, con chiarezza, &#232; quella di riprendere la discussione che ha portato alla approvazione del Piano Ambientale tra il 1994 ed il 1998, ed alla prima stesura del Progetto Cave ( intesa come regolamentazione e chiusura delle cave di marna) allora si pu&#242; parlare di comprensione per un nuovo modello di sviluppo senza portare indietro l'orologio della storia del Parco.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le amministrazioni comunali, i rappresentanti dei lavoratori, i rappresentanti delle imprese, le istituzioni devono farsi carico di questo problema e trovare le soluzioni pi&#249; adeguate affinch&#233; il Parco sia realmente tale, con la sua idea di cultura e di ambiente, e lo sviluppo economico legato al Parco stesso sia compatibile al nostro territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Paolo Bonaldi&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gi&#224; vicesindaco di Battaglia Terme 1995/99&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E membro del Com. Esec. dell'Ente Parco Colli E. dal 1991/94 e 1996/ 2000&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di padova 14-05-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Confronto sul revamping in diretta tiv&#249;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Francesca Segato) MONSELICE. Sar&#224; un consiglio comunale &#171;caldo&#187; quanto il dibattito che sta coinvolgendo il progetto di revamping dello stabilimento Italcementi. Si terr&#224; il 21 maggio, alle 20.30, all'auditorium del Kennedy: sede scelta per accogliere un pubblico numeroso. Inoltre il sindaco Lunghi ha espresso l'intenzione di affidare a una televisione privata la trasmissione in diretta dell'evento. In discussione le due mozioni presentate dal centrosinistra e da 7 consiglieri della maggioranza, di Pdl e Lega. Uscir&#224; allo scoperto la discussione che sta agitando la politica locale, e che ha avuto l'ultima tappa nell'infuocata riunione di maggioranza di marted&#236; sera. Ma sar&#224; anche una prova generale della manifestazione che i comitati hanno lanciato per il 29 maggio. Per la serata del consiglio sono gi&#224; allertati questura, prefettura, carabinieri e protezione civile. Nel frattempo, lancia una proposta-provocazione l'architetto Arnaldo Merlin, membro della commissione edilizia a Monselice ed ex assessore all'Urbanistica a Baone. Parte dall'idea di spostare l'Ospedale Unico nell'area Italcementi. &#171;Immaginiamo l'attuale sito destinato all'Ospedale trasformato per ospitare un grande polo sportivo intercomunale Este-Monselice, con pi&#249; campi da calcio, rugby, tennis, atletica e altro ancora che, assieme al vicino palasport, sarebbe un punto di eccellenza territoriale con investimenti di 20-25 milioni di euro&#187; dice Merlin. &#171;L'area Italcementi, inserita nell'area del Parco dei Colli Eeuganei, &#232; favorita come nessun'altra - aggiunge - per posizione strategica nella possibilit&#224; di offrire importanti servizi primari a scala territoriale per la vicinanza di strada regionale 10, stazione ferroviaria, strada regionale 16 e altre infrastrutture&#187;. Per l'architetto, l'area potrebbe inserirsi in un progetto di &#171;Paesaggio Terapeutico&#187;. Nel rendering, accanto all'ospedale, spuntano centro di riabilitazione, clinica specialistica, strutture ricettive, un'area residenziale con parte commerciale-direzionale. Il tutto immerso nel verde con aree a parco e percorsi riabilitativi. Secondo lo studio, l'azienda potrebbe capitalizzare un valore venale dai 64 ai 77 milioni di euro. Aggiungendo il valore delle attivit&#224; immobiliari per realizzare gli interventi, la stima &#232; di un giro di affari dai 400 ai 450 milioni. Per l'architetto Merlin &#171;si aprirebbe un panorama con alcune centinaia di nuove assunzioni all'orizzonte&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Monselice, 14 maggio 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;FUTURO DELLA BASSA PADOVANA:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;IL LAVORO E L'AMBIENTE! &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In questo ultimo mese, successivamente alla presentazione del progetto di ristrutturazione generale degli impianti (revamping) dello stabilimento Italcementi di Monselice, si sta sviluppando una forte discussione, con una posizione critica da parte di rappresentanti delle istituzioni locali, nei confronti dell'attivit&#224; dei cementifici della Bassa Padovana.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La discussione ed il confronto politico riguardano sia il progetto di revamping Italcementi, in particolare per l'impatto paesaggistico della prevista torre per l'abbattimento delle emissioni, ma effettivamente riguarda, in modo sempre pi&#249; evidente, l'impatto generale dell'attivit&#224; dei tre cementifici in particolare in considerazione della loro presenza all'interno del Parco Colli.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In riferimento a questo ultimo e principale aspetto, il Comitato esecutivo del Parco Colli ha deliberato, in data 05/05/2010, di attivare un &#8220;accordo di programma al fine di prevedere azioni di contenimento dell'impatto ambientale e paesistico e per concertare strategie di adeguamento, ed eventuale riconversione e/o ricollocazione dell'attivit&#224; dei cementifici&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Di fronte all'attuale discussione riteniamo necessario proporre&lt;/p&gt; &lt;p&gt;le nostre seguenti considerazioni:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ambiente e lavoro&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sono due valori che si devono coniugare in modo equilibrato e nel pieno rispetto della salute dei lavoratori e dei cittadini. Questa obiettivo &#232; sempre stato oggetto di analisi e di proposte da parte dei lavoratori delle cementerie. In questo particolare momento di crisi profonda e strutturale della Bassa Padovana, per quanto riguarda il lavoro manifatturiero, diventa ancora maggiore la responsabilit&#224; da parte di tutti gli attori sociali ed istituzionali promuovere un equilibrato punto di sintesi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per questo rifiutiamo l'etichetta del &#8220;ricatto occupazionale&#8221; che ci viene accostata quando noi richiamiamo responsabilmente la necessaria attenzione sui temi sopra esposti, partendo dalla necessit&#224; di garantire il mantenimento dei posti di lavoro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Revamping Italcementi&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La nostra valutazione del progetto presentato dall'azienda ha il nostro giudizio positivo principalmente per i seguenti motivi:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si tratta di un progetto industriale con un importante investimento, in completa controtendenza alla de-industrializzazione che stiamo drammaticamente attraversando nella Bassa Padovana, investimento che garantir&#224; gli attuali livelli occupazionali per oltre 20 anni. Il revamping degli impianti rappresenta, in base alla documentazione presentata dall'azienda che sar&#224; oggetto di valutazione della commissione VIA della Provincia di Padova, un netto miglioramento dell'impatto ambientale dell'attivit&#224; dello stabilimento a parit&#224; di quantit&#224; prodotta, sia per quanto riguarda le emissioni in atmosfera sia per quanto riguarda l'utilizzo del combustibile che delle materie prime. In base alla nostra valutazione riteniamo pertanto che il processo di valutazione del revamping debba proseguire con la partecipazione responsabile di tutti i soggetti coinvolti, attivando tutti i necessari momenti di verifica che gli obiettivi di abbattimento delle emissioni siamo realizzati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Programmazione dell'attivit&#224; delle cementerie&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Noi abbiamo sempre ritenuto opportuna la programmazione dell'attivit&#224; delle cementerie all'interno di un piano di sviluppo economico e sociale del territorio. Negli ultimi anni abbiamo pi&#249; volte richiesto l'apertura di un tavolo di programmazione, in quanto la programmazione delle attivit&#224; industriali, se svolta nelle sedi competenti, e con un senso di responsabilit&#224; sulle conseguenze in termini sociali, &#232; un metodo corretto per tutelare il lavoro e l'ambiente. Inoltre, la programmazione dell'attivit&#224; dei cementifici, rientra nella primaria necessit&#224; di programmazione dello sviluppo economico e sociale in termini sostenibili del territorio della Bassa padovana nel suo complesso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per questo siamo favorevoli alla programmazione dell'attivit&#224; delle cementerie, fermo restando che affinch&#233; sia responsabile ed efficace non pu&#242; prescindere da prospettive di lungo periodo e che non deve tramutarsi in un lungo processo di &#8220;ostruzionismo&#8221; per i progetti attualmente in discussione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;FILLEA FILCA di Padova&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;SABATO 29 MAGGIO, MANIFESTAZIONE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;NON VOGLIAMO BRUCIARE IL FUTURO DI QUESTO TERRITORIO&lt;/p&gt; &lt;p&gt;SABATO 29 MAGGIO '10 ore 16.30 PIAZZA MAZZINI MONSELICE (PD) MANIFESTAZIONE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;SULLA PROPOSTA DI ITALCEMENTI:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8226; I CEMENTIFICI RISCHIANO DI TRASFORMARSI IN INCENERITORI: &#232; ormai evidente il tentativo di usare CDR (combustibile derivato da rifiuti) in tutti e 3 i cementifici della bassa padovana. Questo incider&#224; in modo irreversibile sulla salute di lavoratori e residenti in una vasta area, in quanto i rifiuti nella combustione possono liberare sostanze nocive, tossiche, cancerogene e teratogene. Ci&#242; &#232; ancora pi&#249; grave nei cementifici, poich&#233; questi impianti non sono soggetti, pur smaltendo e/o bruciando rifiuti come gli inceneritori, ai controlli e ai limiti d'emissione degli inceneritori di rifiuti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8226; IL QUADRO ECONOMICO NON CONVINCE: non &#232; realistico rientrare in 10 anni dall'investimento di 160 milioni, in quanto si prevede una riduzione della produzione e si sta operando in una situazione di crollo della domanda e dei prezzi del cemento. In realt&#224; i guadagni potrebbero essere ottenuti attraverso l'uso dei rifiuti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8226; NON RISPETTA LE NORME DEL PIANO AMBIENTALE DEL PARCO COLLI EUGANEI: in particolare dell'articolo 19 delle Norme Tecniche di Attuazione che definisce questi impianti &#8220;incompatibili con le finalit&#224; del Parco&#8221; e subordina l'adeguamento degli impianti e delle strutture e le ristrutturazioni interne alla stipula di apposite convenzioni, con la partecipazione dell'Ente Parco e dei Comuni interessati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8226; NON SI GARANTISCE STABILMENTE L'OCCUPAZIONE: dopo la fase della demolizione/costruzione del nuovo impianto, &#232; prevista una riduzione della quantit&#224; di cemento prodotta e conseguentemente un taglio netto anche del numero degli occupati. Inoltre questa ristrutturazione, per effetto della concorrenza, potrebbe determinare ripercussioni negative sugli occupati degli altri stabilimenti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8226; SI DEVASTA IL PAESAGGIO COLLINARE: il nuovo forno dell'Italcementi, con i suoi 122 metri s.l.m., produrr&#224; un impatto visivo difficilmente riducibile, marchiando il territorio con un biglietto da visita che allontaner&#224; residenti, turisti ed investitori, con pesanti ricadute sull'intera economia del territorio. Questa torre rappresenter&#224; la fine del Parco dei Colli Euganei.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;PROPONIAMO UN PATTO AI LAVORATORI&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8226; PER RIDISCUTERE IL PROGETTO ITALCEMENTI &#8226; PER CHIEDERE AI NOSTRI AMMINISTRATORI UNA PROPOSTA ALTERNATIVA CHE TUTELI I LAVORATORI E TUTTI I CITTADINI DI QUESTO TERRITORIO&lt;/p&gt; &lt;p&gt;INSIEME PER CREARE OCCUPAZIONE NEL RISPETTO DELLA SALUTE E DELL'AMBIENTE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;RETE DEI COMITATI &#8220;SALUTE E AMBIENTE&#8221; DELLA BASSA PADOVANA&lt;/p&gt; &lt;p&gt;11.05.2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;f.i.p. p.zza xx settembre-monselice per contatti: info@lasciatecirespirare.it&lt;/p&gt; &lt;dl class='spip_document_1298 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;http://www.cittafutura.net/IMG/doc/VOLANTINO_MANIFESTAZIONE_ITALCEMENTI_29-05-102_avanti.doc&quot; title='Word - 30.5 Kb' type=&quot;application/msword&quot;&gt;&lt;img src='http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L52xH52/doc-cfac9.png' width='52' height='52' alt='Word - 30.5 Kb' style='height:52px;width:52px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt;
&lt;dt class='spip_doc_titre' style='width:120px;'&gt;&lt;strong&gt;VOLANTINO PER LA MANIFESTAZIONE&lt;/strong&gt;&lt;/dt&gt;
&lt;/dl&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;VENERDI' 21 MAGGIO SI DISCUTE DEL FUTURO DEL NOSTRO TERRITORIO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;TUTTA LA CITTADINANZA E' INVITATA A PARTECIPARE AL CONSIGLIO COMUNALE DI MONSELICE CHE SI TERRA' VENERD&#236; 21-05-2010 alle 20.30 PRESSO L'AUDITORIUM DELL'ISTITUTO j.f.KENNEDY in Via De Gasperi N. 20 a MONSELICE. &#8226; SI DISCUTE DEL FUTURO DEL NOSTRO TERRITORIO&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8226; E LE DUE MOZIONI PROPOSTE SUL TEMA DEL REVAMPING DI ITALCEMENTI:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;1) RICHIESTA DI ACCORDO DI PROGRAMMA PER LA RICONVERSIONE URBANISTICA, AMBIENTALE E TURISTICA AREA ITALCEMENTI E BLOCCO DETERMINAZIONE PROCEDURA VIA (presentata da 7 Consiglieri Comunali PdL+Lega Nord);&lt;/p&gt; &lt;p&gt;2) ANALISI ED OSSERVAZIONI ALLA PROPOSTA DI &quot;ADEGUAMENTO TECNOLOGICO ALLE MIGLIORI TECNICHE DISPONIBILI IN COMUNE DI MONSELICE&quot; PRESENTATA DA ITALCEMENTI S.p.A. (testo proposto dai 4 Consiglieri del centrosinistra).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La sala del Kennedy pu&#242; ospitare 4-500 persone, ma nel tentativo di evitare una presenza popolare, il Sindaco sta predisponendo una delibera di Giunta per affidare ad una TV privata la trasmissione in diretta dell'evento. A quanto &#232; trapelato il costo si aggirerebbe sui 6-7000 euro... insomma su questa vicenda non si bada a spese, basta che nessuno disturbi l'accordo Lunghi-Italcementi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;NOI INVECE RITENIAMO ESTREMAMENTE IMPORTANTE UNA FORTE MOBILITAZIONE ED UNA PRESENZA DELLA POPOLAZIONE, DEI COMITATI, DELLE ASSOCIAZIONI, CHE FACCIANO EMERGERE IL PUNTO DI VISTA ANCHE DI CHI NON E' STATO COINVOLTO, DI CHI MANIFESTA CONTRARIETA' A QUESTO PROGETTO, DI CHI CHIEDE UNA PROPOSTA ALTERNATIVA CHE TUTELI I LAVORATORI E TUTTI I CITTADINI DI QUESTO TERRITORIO.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;11.05.2010&lt;/p&gt; &lt;dl class='spip_document_1297 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;http://www.cittafutura.net/IMG/doc/VOLANTINO_MANIFESTAZIONE_ITALCEMENTI_-retro-.doc&quot; title='Word - 24 Kb' type=&quot;application/msword&quot;&gt;&lt;img src='http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L52xH52/doc-cfac9.png' width='52' height='52' alt='Word - 24 Kb' style='height:52px;width:52px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt;
&lt;dt class='spip_doc_titre' style='width:120px;'&gt;&lt;strong&gt;VOLANTINO PER IL CONSIGLIO COMUNALE&lt;/strong&gt;&lt;/dt&gt;
&lt;/dl&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di padova 12-05-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;LE INTERVISTE Solo sette su trenta i favorevoli al progetto&lt;/p&gt; &lt;p&gt;MONSELICE. Il revamping Italcementi non spacca Monselice proprio a met&#224;. Per un errore di stampa di cui ci scusiamo, ieri i 7 favorevoli sono diventati 17. In realt&#224;, il piccolo campione si &#232; suddiviso cos&#236;: 18 per il no al revamping, 7 per il s&#236;, mentre 5 non conoscevano il problema. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Camino alto? Italcementi paghi anche i danni al sistema turistico&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Francesca Segato)&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. &#171;E' giusto pensare che ci sar&#224; un momento in cui anche i cementifici avranno la loro morte naturale. Ma quella del revamping &#232; un'occasione da non sciupare&#187;. E' il pensiero di Giovanni Ba&#249;, presidente del consorzio degli autotrasportatori monselicensi, l'Acm Spa, sugli ultimi sviluppi della vicenda. Il Parco Colli lancia un Accordo di programma che punta, nel tempo, alla delocalizzazione delle cementerie. Come valuta l'iniziativa? &#171;Il Parco ha un suo statuto. E amministrare vuole dire saper programmare. E' giusto che cominciamo a prepararci per un percorso di riconversione. Anche se per indovinare quel che succeder&#224; tra vent'anni, ci vorrebbe la sfera di cristallo&#187;. Anche in passato se n'era parlato, oggi cosa &#232; cambiato? &#171;Forse era troppo presto. Mentre nel 2030-2040, gli stabilimenti avranno un'et&#224; operativa sugli 80 anni. Non lasciamoci prendere dall'assoluta volont&#224; di delocalizzare le cementerie, ma non dormiamoci neppure sopra, come &#232; successo in passato: in vent'anni &#232; possibile progettare una riconversione che metta in campo tutto il tessuto sociale che gravita intorno ai cementifici&#187;. Com'&#232; la situazione attuale? &#171;Da quando &#232; iniziato il periodo difficile diItalcementi, ci stiamo arrampicando sugli specchi. Abbiamo perso il 50% di fatturato. Se dovesse chiudere, cosa succeder&#224;? Non solo a noi: si chiude un'economia&#187;. Resta il suo assenso convinto al revamping? &#171;E' una ristrutturazione che porter&#224; a una forte riduzione delle emissioni. Lavorando nel settore, mi trovo a frequentare cementifici che bruciano pneumatici, come a Pederobba, o che si trovano addossati ai centri abitati, come a Piacenza, dove ce n'&#232; uno a ridosso del cimitero. Mi chiedo perch&#233; qui ci poniamo problemi che altrove non si pongono. Dovremmo fermarci per una torre alta poco pi&#249; del campanile di San Marco? Abbiamo dei sindaci che hanno l'Italcementi alle spalle e parlano del camino...&#187;. I sindaci per&#242; si sono fatti sentire in 27, con una presa di posizione senza precedenti. &#171;C'&#232; un forte desiderio dei sindaci di concertare, dialogare, ed &#232; bene che qualcuno faccia qualche passo indietro (il riferimento &#232; al decisionismo del primo cittadino di Monselice Francesco Lunghi, ndr). Tra amministrazioni e industria ci deve essere un &#8220;do ut des&#8221;. Per esempio, la &#8220;bretella Italcementi&#8221; &#232; un collegamento tra i Colli e la strada regionale: non ne beneficia solo Monselice. E se il problema &#232; la torre, io dico: quantifichiamo il danno che arrecher&#224; al turismo e mettiamolo nel conto di chi guadagner&#224; da questo impatto&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di padova 11-05-10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il progetto spacca Monselice a met&#224;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;di Francesca Segato&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. &#171;Revamping, favorevole o contrario?&#187;. Piccola indagine al mercato, per capire cosa ne pensa, la gente comune, del progetto di ristrutturazione dell'Italcementi. Senza alcuna pretesa di rappresentare un campione statisticamente significativo, abbiamo posto la questione a una trentina di persone. Contrari i pi&#249;, ma altrettanti i s&#236;, molti da persone che hanno lavorato nel settore. E troppi disinformati. Revamping. &#171;Le dice qualcosa questa parola?&#187;. Solo 16 su 30 sanno che il termine indica il grande intervento di ristrutturazione che Italcementi ha in programma per lo stabilimento monselicense: 159 milioni di euro per rammodernare l'impianto con un nuovo forno in sostituzione dei vecchi tre, meno emissioni, ma una torre da 122 metri. Molti, che pure conoscono il tema, scuotono la testa. &#171;Revamping? Mai sentito&#187;. &#171;Cos'&#232;, una festa notturna?&#187; ipotizza una ragazza. Una volta spiegato di che si tratta, 5 su 30 dichiarano di saperne poco o nulla. Tutte donne. Va ribadito che un giro tra i banchi del mercato pu&#242; indicare gli umori della gente, ma non &#232; certo un'indagine statistica. Dei 30 intervistati, 18 si dichiarano contrari al revamping, 17 si schierano a favore. Favorevoli. &#171;Penso che prima di tutto venga il lavoro. Non si pu&#242; lasciare a casa la gente&#187; commenta Cristian Temporin . &#171;Lavoro per un'impresa dentro l'Italcementi - racconta Andrea Cenceschi - e sono in cassa integrazione da 8 mesi. Non si sa come va a finire: sono coperto fino ad agosto, e poi se va male due anni di mobilit&#224;&#187;. &#171;Ho lavorato 27 anni in cementeria e dico s&#236;, se no dove mandiamo a lavorare le persone?&#187; dice Luigi Inglesi . Favorevoli due capicontrada, Paolo Cavestro e Alessandro Garbo . &#171;Ci ho lavorato 40 anni, trovo positivo rammodernare l'impianto - spiega Erminio Boschetto - per dare lavoro anche ai giovani&#187;. &#171;Io ho lavorato 30 anni in cementeria. Nel progetto non c'&#232; niente di negativo&#187; sostiene Erminio Piva . Una casella a parte per la provocazione di Giuseppe Ruzzante : &#171;Dico s&#236;, ma se mi danno un milione di euro ogni 100 metri di torre, per far crescere il calcio monselicense&#187;. Contrari. &#171;La cementeria crea grossi disagi alle persone che ci abitano vicino&#187; sostiene una residente. &#171;Le cementerie nel Parco Colli non ci dovrebbero essere - evidenzia Andrea De Marco - Abbiamo chiuso le cave, pareva non si potesse sopravvivere, invece la soluzione si &#232; trovata. Temo che sotto questo investimento ci sia un interesse per incenerire rifiuti&#187;. &#171;Sono contrario, ma mi metto nei panni dei lavoratori&#187; dice Pierangelo Mastrolillo . &#171;Contrario: l'aria &#232; irrespirabile&#187; afferma Giorgio Gattazzo . &#171;Spero non facciano niente&#187;. &#171;Sarebbe un danno per il paese&#187;. &#171;Si rovina il turismo per pochi posti di lavoro&#187; altri pareri di monselicensi. Maria Ferrato estrae dalla borsetta la medicina per l'asma: &#171;Mi dispiace per chi lavora, ma le cementerie vanno spostate. Soffro da tanti anni per colpa delle polveri&#187;. &#171;Sar&#224; difficile che se ne vadano, ma non se ne pu&#242; pi&#249; di fumi, odori e rumori&#187; rincara Maria Antonietta Greggio . &#171;Spero non si faccia, perch&#233; se poi vorranno bruciare rifiuti, la legge glielo permetter&#224;&#187; &#232; convinta un'altra cittadina. &#171;Contrario: quando ha chiuso la Saiace, tutti hanno ritrovato un lavoro&#187; sottolinea Giancarlo Fabbian . &#171;Contrario: alla chiusura delle cave tutti hanno trovato lavoro ed &#232; sparita la silicosi. Non dimentichiamoci l'alta mortalit&#224; per tumori di questa zona&#187; dice Giorgio Bonato . L'ex assessore Riccardo Ghidotti : &#171;Va bene la proposta del Parco, ma che non sia una scusa per far passare il revamping&#187;. Riassume Michela Segato , edicolante in piazza San Marco e osservatrice privilegiata: &#171;I lavoratori sono favorevoli, la gente comune contraria. Ma certo la chiusura comporterebbe seri problemi per l'economia del paese&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;Alternative al revamping del cementificio di Monselice&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ho letto con interesse l'intervento del Presidente Confindustria di Padova sulla questione revamping del cementificio Italcementi di Monselice.
Condivido i principi di carattere generale in esso contenuti (sostenibilit&#224; come bene pubblico, investimenti ambientali con corsia privilegiata, costruzione del consenso, responsabilit&#224; della classe dirigente nei confronti dell'interesse generale). Essi si studiano nelle universit&#224; pi&#249; qualificate e, come dirigente industriale, ho cercato di applicarli nei miei lunghi anni di attivit&#224; prima della pensione.
Bene ha fatto quindi il dr. Francesco Peghin, dato l'alto compito che riveste, ricordarli a tutti.
Inoltre, con l'equilibrio di un presidente responsabile, ha posto la domanda cruciale: &quot;esiste, forse, un diverso modello di sviluppo dell'area?&quot;
Se si fosse fermato a questo punto il Suo intervento sarebbe stato perfetto: centrata la questione e stimolate le risposte.
Purtroppo ha voluto andare oltre fornendo egli stesso la risposta dalla quale per&#242; appare, nella pratica, una visione riduttiva e meno lungimirante rispetto ai principi teorici evocati.
Le sue perentorie affermazioni non lasciano spazio alle alternative possibili, forse pi&#249; interessanti e stimolanti, rispetto al rigido mantenimento di uno status quo, anche se mascherato dalla moderna parola &quot;revamping&quot;.
In tutto il mondo i cementifici si costruiscono adiacenti alle cave da cui si estrae la materia prima necessaria. Questo principio base &#232; quello che 50 anni fa ha indotto la realizzazione dello stabilimento Italcementi a Monselice. Oggi lo stabilimento &#232; superato per tecnologia, privo di materia prima disponibile nei dintorni, ha una produttivit&#224; bassa, produce un inquinamento altissimo che &#232; ulteriormente peggiorato negli ultimi anni. Dunque quale sarebbe la scelta da &quot;sostenere&quot;, da &quot;privilegiare&quot;, col &quot;consenso della gente&quot; e di &quot;interesse generale&quot;? Investire 160 milioni di euro in un revamping di uno stabilimento che rimarr&#224; vecchio e il cui capitale investito potr&#224; essere ammortizzato assai difficilmente in tempi ragionevoli senza introdurre nel processo lo smaltimento e/ o l'incenerimento dei rifiuti?
La risposta appare scontata e la scelta di una &quot;classe dirigente responsabile dell'interesse generale&quot; dovrebbe essere ben diversa.
Per esempio, perch&#232; non pensare allo spostamento del cementificio in una zona, tra l' altro poco popolata, dove ci sono le materie prime che gi&#224; oggi si devono trasferire a Monselice (a 40 km di distanza)? Ci&#242; potrebbe consentire di avere un nuovo impianto veramente rispettoso delle BAT (best avaiable tecnology), ad alto rendimento produttivo, in grado di competere su un mercato difficilissimo, con le materie prime disponibili in prossimit&#224; della sede produttiva per i prossimi 30 o 40 anni, con conseguente garanzia occupazionale. Tutto questo con enorme abbattimento dell'inquinamento sia dovuto alla produzione che ai trasporti.
Se poi si associa il fatto che questa soluzione permetterebbe ulteriori vantaggi economici provenienti dal recupero della vastissima area dotata di strade, utilities e servizi, in una delle zone pi&#249; suggestive dei Colli Euganei, con la vista della Rocca e di Arqu&#224; Petrarca, che &#232; considerato uno dei pi&#249; belli borghi d' Italia, avremmo fatto un notevole passo verso la soluzione pi&#249; conveniente. Se infine ci fosse il coraggio di decidere lo spostamento del costruendo Ospedale in quest' area, si aggiungerebbero ulteriori vantaggi economici e territoriali evidenti. Chi non &#232; mai entrato nel cementificio guardando con occhi disinteressati, non pu&#242; rendersi conto di quanto felice sia quella posizione, attualmente deturpata; tutti amerebbero poter godere di una zona cos&#236; piena di fascino. L' utilizzo pi&#249; appropriato della bellezza che regala, oggi sprecata da scelte miopi non pi&#249; al passo con la modernit&#224;, favorir&#224; uno sviluppo economico a pi&#249; alto valore aggiunto. Questo territorio fino ad ora ha goduto (ma forse &#232; anche stato frenato) per il potente legame con la produzione del cemento.
Certo che per perseguire queste soluzioni, o altre che potrebbero essere suggerite da manager attivi ma meno visibili nel nostro territorio, sarebbe necessario manifestare, nei fatti, una reale disponibilit&#224; al confronto e non imporre l'ipse dixit pur proveniente da autorevolissima fonte. Non fossilizzarsi sulle idee proprie o care a chi detiene un qualche potere, &#232; segno di coraggio, di intelligenza e lungimiranza, proprie delle personalit&#224; di valore. Questo molte persone stanno gi&#224; responsabilmente cominciando a dimostrare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Leandro Belluco - Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di padova DOMENICA, 09 MAGGIO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Revamping Italcementi. Gianni Sandon replica a Francesco Peghin&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;Per i Colli non &#232; un privilegio la presenza di tre cementerie&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per l'ambientalista sono altri i modelli di sviluppo per gli Euganei Magarotto: &#171;Progetto da discutere&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Per il presidente di Confindustria Padova, Francesco Peghin, il revamping Italcementi &#232; un investimento da salvare, per non aprire la breccia a una &#171;deriva anti-industriale&#187;. A contrapporgli una diversa valutazione del progetto, e soprattutto una diversa visione di sviluppo, interviene Gianni Sandon, consigliere dell'Ente Parco. &#171;Per discutibili scelte di politica economica 15 dei 19 zuccherifici esistenti in Italia sono stati costretti a chiudere&#187;, esordisce Sandon. &#171;Le ricadute sono state pesantissime - aggiunge Sandon -. L'Italia continua invece a produrre cemento a livelli da primato mondiale. Un significativo confronto, fra i tanti, indice di un &#8220;amaro&#8221; modello di sviluppo che piacer&#224; tanto al presidente Peghin, ma a noi no. Dobbiamo oltretutto batterci per mantenerlo? Dobbiamo produrre e consumare meno cemento: questo dovrebbe essere finalmente l'imperativo, non tanto degli ambientalisti, ma di industriali &#8220;moderni&#8221;. Stando al presidente Peghin - continua Sandon - dovremmo invece riservare tutti una corsia preferenziale al magnifico progetto dell'Italcementi. Noi, al contrario, lo vogliamo discutere. Non siamo pi&#249; negli anni '50 e non ci sentiamo affatto lusingati da questa &#8220;amorevole&#8221; scelta dell'Italcementi, che in realt&#224; sta facendo senza tanti scrupoli la sua, ovviamente legittima, politica aziendale. Nel Veneto questa azienda ha gi&#224; chiuso gli altri suoi stabilimenti a Schio, Tregnago e Vittorio Veneto. Perch&#233; concentrare tutta la produzione nei Colli, dove c'&#232; un Parco, dove non ci sono pi&#249; cave, dove di cementerie ce ne sono altre due (nessun'altra zona d'Italia ha una concentrazione simile), dove i livelli di inquinamento sono allarmanti? Lo stesso direttore generale ha dichiarato che l'azienda non ha ancora finito con le chiusure. E sappiamo che proprio in quest'ottica l'azienda aveva deciso di &#8220;sacrificare&#8221; Monselice. E' stato il sindaco Lunghi a farle cambiare idea. Ma quale delitto sarebbe rinunciare a questo &#8220;privilegio&#8221;?&#187;. Quanto alla possibile combustione di rifiuti, Sandon &#232; meno certo di Peghin che non si far&#224;. Innanzitutto perch&#233; lo potr&#224; richiedere la concorrenza, sempre pi&#249; forte, che si innescher&#224; fra i produttori nel prossimo futuro. Ma poi perch&#233;, anche senza lanciarsi in previsioni, la &#171;valorizzazione di tutte le risorse, comprese quelle rappresentate dai sottoprodotti e dai rifiuti&#187; sta scritta nello stesso &#171;patto&#187; firmato il 7 luglio scorso tra Ministero dell'Ambiente e 11 aziende, tra cui l'Italcementi. Sul revamping interviene anche Emiliano Magarotto, capogruppo di Pdl-Lega in consiglio comunale a Baone. Che spiega perch&#233; il suo gruppo ha votato la mozione con le osservazioni alla Provincia, passata all'unanimit&#224;. &#171;Serve a sospendere l'iter dell'approvazione, per far s&#236; che non sia calata dall'alto, ma sia il frutto di valutazioni pi&#249; approfondite - spiega Magarotto -. Non ci dimentichiamo certo l'aspetto occupazionale. Obiettivo &#232; che Regione, Provincia, Parco, Comuni e l'azienda si siedano intorno a un tavolo&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il Gazzettino Domenica 9 Maggio 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Caso-Italcementi, maretta in consiglio&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con sette consiglieri della maggioranza schierati contro il progetto del revamping di Italcementi, il sindaco Francesco Lunghi si dice comunque sereno. &#171;I dubbi sono leciti. &#200; la normale evoluzione del problema &#8211; commenta &#8211; Se ne discuter&#224; nel prossimo consiglio, che vorrei venisse trasmesso in diretta su una rete locale. Forse si arriver&#224; a una mozione congiunta&#187;. Il sindaco commenta poi la mozione presentata dal Pdl. &#171;Come si pu&#242; fare un accordo di programma senza la controparte? Come riconvertire l'area in cinque anni? &#200; arrivato il momento di affrontare il problema, ma con onest&#224; intellettuale&#187;. Idee chiare anche per il consigliere Lucio Perin. &#171;La questione &#232; troppo strumentalizzata, mancano le proposte concrete &#8211; spiega &#8211; Credo ci si possa accordare su un'altezza inferiore della torre. Poi occorrerebbe stabilire con Italcementi un termine temporale, scaduto il quale l'azienda dovrebbe impegnarsi a dismettere a proprie spese l'impianto&#187;. Sul tema interviene anche Francesco Peghin, presidente di Confindustria Padova. &#171;Attorno al caso Italcementi &#232; in gioco la realizzazione di un progetto industriale di crescita sostenibile nel territorio. L'eventualit&#224; di una mancata approvazione del progetto Italcementi, oltre agli effetti (negativi) sulle prospettive di sviluppo locale, potrebbe avere un effetto domino, aprire la breccia a una deriva anti-industriale che potrebbe frustrare ogni concreta ambizione di intraprendere e investire nella nostra regione. Qual &#232; la classe dirigente che vuole assumersi questa responsabilit&#224; verso il futuro di famiglie, cittadini, lavoratori?&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'IDEA Il calore prodotto dal camino interrato potrebbe essere riutilizzato&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Riscaldare la citt&#224; con la ciminiera&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Ca.B.) La sua proposta di calare il camino dell'Italcementi dentro il Montericco &#232; stata accolta un po' freddamente dall'azienda e dagli amministratori del territorio. Ma l'architetto Fernando De Simone, rappresentante in Italia della Norconsult, illustra alcuni nuovi vantaggi che potrebbero derivare dalla realizzazione del suo progetto. &#171;I cementifici all'aperto disperdono una gran quantit&#224; di calore &#8211; spiega &#8211; Posizionando il camino dentro il Montericco il calore prodotto potrebbe essere utilizzato, magari unitamente a quello estratto dalle numerose fonti di acqua termale del Parco Colli ed ai collettori fognari, per riscaldare le citt&#224; vicine. In tal modo si manterrebbero gli attuali posti di lavoro e se ne creerebbero numerosi altri&#187;. Con il materiale estratto durante gli scavi De Simone propone anche il ripristino della forma originaria del Montericco. Anche il traffico stradale potrebbe sfruttare le nuove tecnologie. &#171;I camion e le auto potrebbero transitare in alcune aree della citt&#224; dentro a dei tunnel, dotati di filtri elettrostatici ed a carboni attivi per l'abbattimento dei gas di scarico. Cos&#236; facendo diminuirebbero drasticamente i livelli di inquinamento in tutta la citt&#224;&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di padova 08-05-10,&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;UN REVAMPING CHE SERVE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;presidente Confindustria Padova&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il dibattito intorno al progetto di revamping Italcementi di Monselice suggerisce alcune riflessioni generali. Innanzitutto, sul modello di sviluppo che vogliamo, la sua sostenibilit&#224;, la capacit&#224; di generare benessere diffuso e duraturo. Siamo un territorio ricco. Tra i pi&#249; ricchi d'Italia. Per reddito, diffusione di beni che aiutano a vivere meglio, salute e longevit&#224; della popolazione, agiatezza e propriet&#224; delle abitazioni. Ma siamo ricchi per sempre? La crisi economica globale degli ultimi due anni, che ha investito anche il nostro territorio ci ha dato con crudezza la risposta: il benessere economico e sociale, la sicurezza, il lavoro non sono acquisiti una volta per tutte. Vanno continuamente rinnovati, difesi, alimentati. L'alternativa non si vede, a meno che non si consideri socialmente accettabile l'ipotesi che il benessere sociale e materiale delle nostre comunit&#224; locali possa arretrare, a causa di un sistema industriale lentamente, ma inesorabilmente, messo ai margini. Attorno al revamping di Italcementi sono in gioco la realizzazione di un progetto industriale di crescita sostenibile nel territorio e una visione generale di sviluppo per il futuro, che non riguarda solo Monselice. Il paradigma attorno a cui si articola in modo trasparente il progetto Italcementi &#232; quello della sostenibilit&#224; dello sviluppo. Nella convinzione che la crescita dell'impresa non possa prescindere dall'accettabilit&#224; della propria azione da parte di chi vive, lavora e rappresenta il territorio. E' doveroso, allora, analizzare il progetto con animo obiettivo. Esso prevede l'adozione delle migliori tecnologie disponibili al fine di conseguire consistenti (e misurabili) miglioramenti di tutte le prestazioni ambientali, riducendo i consumi e le emissioni. Gli interventi sull'impianto esistente avranno un profilo architettonico innovativo. Sar&#224; realizzata una torre di pre-riscaldo di 110 metri, parte integrante del processo produttivo e dei miglioramenti ambientali ottenibili. Italcementi ha avanzato proposte estetico-architettoniche che ne mitighino l'impatto ed &#232; pronta a considerare anche altre soluzioni migliorative. Il progetto non prevede la combustione di rifiuti, muove un investimento di 150 milioni, con ricadute enormi in termini di sostenibilit&#224;, radicamento duraturo di un'attivit&#224; all'avanguardia, consolidamento degli attuali livelli e creazione di nuova occupazione. Credo che questo modello di industria debba tornare al centro della scena: il valore aggiunto da esso generato rappresenta un valore sociale, prima ancora che economico. Il sistema di autorizzazione dovrebbe essere parametrato su di esso e dedicare una corsia preferenziale. Viceversa, l'eventualit&#224; di una mancata approvazione del progetto Italcementi, oltre agli effetti (negativi) sulle prospettive di sviluppo locale, potrebbe avere ricadute su vasta scala, regionale e oltre. Aprire la breccia a una deriva anti-industriale, che potrebbe frustrare qualsiasi ambizione d'intraprendere nella nostra regione (e nel nostro paese). L'alternativa al progetto non &#232; la demolizione dell'impianto esistente con la destinazione dell'area ad attivit&#224; agricole o turistiche, bens&#236; il suo mantenimento nelle condizioni odierne. Esiste, forse, un diverso modello di sviluppo dell'area? Appare demagogica ogni posizione che improvvisa soluzioni e impegni non rispondenti a una logica di sistema. Con il rischio di bloccare tutto, in nome di alternative che non esistono o sono improponibili. Qual &#232; la classe dirigente che vuole assumersi questa responsabilit&#224; verso il futuro di famiglie e lavoratori? La sostenibilit&#224; dovrebbe essere vista come un bene pubblico. Investimenti finalizzati a miglioramenti ambientali dovrebbero avere una corsia autorizzativa privilegiata. Sono convinto che questa sia oggi la nostra priorit&#224;. Il bivio non &#232; semplice, perch&#233; non &#232; semplice la costruzione del consenso. Ma &#232; proprio questo il compito di una classe dirigente: costruire responsabilmente l'interesse generale. Regione, Provincia, Comuni interessati, sindacato e categorie economiche devono, ripeto devono, trovare il modo per accelerare gli investimenti virtuosi, come quello di Monselice. Nell'interesse di tutti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sfratto cementerie, cavallo di Troia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;di Francesca Segato MONSELICE.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I pi&#249; rimangono alla finestra, prudenti nel commentare il colpo di scena sfoderato ieri dal Parco Colli: Accordo di Programma per la delocalizzazione delle cementerie. Preferiscono aspettare a commentare i rappresentanti sindacali. Questi ultimi si riuniranno in questi giorni con le Rsu degli stabilimenti per fare il punto. Dal consiglio comunale si leva l'analisi critica di Francesco Miazzi (Nuova Monselice), che vede nella svolta del Parco lo &#171;zuccherino&#187; per far passare il revamping Italcementi. Mentre Lucio Perin (Veneto Libero) si spende a favore del revamping. E da Baone arriva il primo s&#236; alla mozione comune dei 27 sindaci. &#171;C'&#232; voluto un documento critico sulla procedura e sulla ristrutturazione proposta da Italcementi, sottoscritto praticamente da tutti i sindaci, per convincere la Presidente del Parco a dare un segno di vita - &#232; lo sferzante commento di Miazzi -. L&#236; per l&#236; viene da dire &#8220;finalmente!&#8221;. Poi si legge tra le righe, si affianca questa presa di posizione alla nuova esternazione del sindaco di Monselice Francesco Lunghi ed emerge il vero obiettivo: l'accordo di programma per la dismissione delle cementerie &#232; messo sullo sfondo per dare un contentino agli oppositori del progetto, uno zuccherino per far ingoiare a tutti la pillola del revamping. Si vorrebbero fissare altri 20-30 anni di attivit&#224; per i cementifici, in cambio della concessione alla ristrutturazione Italcementi, il tutto condito da una torre un pochino meno alta, da &#8220;paletti&#8221;, &#8220;condizioni&#8221;, &#8220;rassicurazioni&#8221; che lasciano il tempo che trovano, tanto le industrie di questo tipo gli impegni raramente li mantengono e fra 30 anni, chiss&#224; chi ci sar&#224; di questi ad esigerne il rispetto. Noi restiamo dell'opinione che i tempi delle furberie politiche siano finiti e che l'iter per l'accordo di programma debba partire subito, finalizzato per&#242; a determinare una concreta alternativa al revamping e ai progetti di trasformare i cementifici in inceneritori di rifiuti&#187;. Di tenore opposto l'intervento di Perin. &#171;La questione revamping &#232; troppo strumentalizzata e utilizzata da tanti come slogan, senza tener conto del danno che ci&#242; pu&#242; causare a tante famiglie - accusa -. Da tutto il trambusto, sparisce il fatto che questo revamping garantisce un miglioramento per la salute e posti di lavoro&#187;. Assurda, per Perin, la proposta di &#171;Monselice Due&#187; al posto del cementificio. Perin detta poi le sue condizioni al revamping: &#171;Tra 20 anni l'Italcementi si impegni per lo smantellamento dell'impianto, magari con un parco al suo posto. Dev'essere diminuita l'altezza della torre, per me a 80 metri, e si pu&#242; lanciare una gara di idee su come abbellirla. L'autorizzazione al revamping dovr&#224; portare anche alla revisione delle regole assurde che vigono all'interno del Parco e che penalizzano chi vi abita&#187;. Intanto l'altra sera il Consiglio comunale di Baone ha approvato, per primo, la mozione dei sindaci con le osservazioni contrarie al progetto di revamping. Unanimit&#224;, con i voti anche di Lega e Pdl.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il mattino di padova VENERD&#204;, 07 MAGGIO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il Parco Colli sfratter&#224; i cementifici&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Deliberata la rilocalizzazione, come prevede il Piano Ambientale&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; di Francesca Segato&lt;/p&gt; &lt;p&gt; ESTE. Un messaggio chiaro, forte e potenzialmente dirompente, quello che arriva dal Parco Regionale dei Colli Euganei. L'ente di tutela ha deliberato, e annunciato ieri, l'avvio dell'Accordo di Programma che dovr&#224; portare alla rilocalizzazione dei cementifici. Nel tempo, per carit&#224;. Ma &#232; un segnale di portata storica, e di valore simbolico enorme. L'equivalente della posa di una prima pietra, solo che in questo caso la pietra si toglie. La svolta. A dare l'annuncio &#232; la presidente Chiara Matteazzi, con il direttore dell'Ente Nicola Modica e all'assessore Simone Borile. Per la prima volta, l'esecutivo del Parco cerca di far applicare quel che nelle norme del Piano Ambientale &#232; scritto gi&#224; da 12 anni: i cementifici sono incompatibili con il Parco. E' l'inizio di una procedura lunga e complessa, che dovr&#224; vedere quale attore fondamentale la Regione. Una scelta su cui ha pesato il fronte di quasi trenta sindaci (quasi tutti quelli dei Colli) che l'altro ieri hanno presentato il loro documento sul revamping, chiedendo dialogo, rispetto delle norme, stop alla procedura di Via. E soprattutto puntando l'attenzione sul Parco, sulla necessit&#224; di chiarire, ora o mai pi&#249;, a quale tipo di sviluppo lo si vuole destinare. Chiara Matteazzi risponde poche ore dopo, con la delibera che segna la svolta. Delocalizzare. Ieri mattina la presidente ha scritto al Ministro dell'Ambiente, al Presidente della Regione, al Presidente della Provincia e ai sindaci di Este e Monselice, i due comuni coinvolti, chiedendo di fissare una data, entro il 20 maggio, per una prima conferenza dei servizi sulle cementerie. &#171;Puntiamo all'obiettivo pi&#249; alto, quello di delocalizzare le cementerie rispetto al territorio&#187; dichiara la Matteazzi. &#171;Voglio rassicurare tutti che questa procedura non avverr&#224; dall'oggi al domani: ci saranno tempi di dismissione a lungo termine. Quindi il problema occupazionale non deve essere assolutamente visto come un ostacolo a questo Accordo di Programma. Anzi, questa &#232; una giusta pianificazione, che non crea illusioni e soprattutto alibi. Tra 20 anni non vorrei che ci trovassimo come oggi, a dover dire &#8220;non delocalizziamo&#8221; per l'occupazione&#187;. Perch&#233; il Parco parte oggi? &#171;Visto che il tema &#232; oggi sensibilizzato da un problema singolo, ritentiamo opportuno cogliere l'occasione - spiega la presidente -. Parmiamone e arriviamo in 2-3 anni a una strategia definita, con tempi e modi&#187;. Insomma, dopo cave, elettrodotti e antenne, il Parco prende in mano l'ultima &#171;negativit&#224;&#187;: le cementerie. Per i tempi, il primo paletto &#232; il 2012, con la fine della concessione per cava Piomb&#224; a Baone, l'ultima rimasta, che rifornisce la Cementizillo. La Regione. A questo punto ha un ruolo chiave. &#171;Io confido nel presidente Zaia - assicura la Matteazzi - mi sembra persona operativa e molto sensibile ai temi dell'ambiente, e penso coglier&#224; al volo la grande occasione per questo territorio&#187;. &#171;Il procedimento che inizia oggi comporter&#224; scelte strutturali non indifferenti e dovr&#224; essere coordinato da una regia unitaria - aggiunge Borile -. Metter&#224; tutti di fronte alla propria responsabilit&#224;, specialmente la Regione&#187;. Revamping. I vertici dell'Ente Parco mettono le mani avanti: questo passo non implica un s&#236; o un no al revamping Italcementi. Per quello, la partita resta aperta. Dal punto di vista tecnico, l'iter dovrebbe passare attraverso una convenzione, come in passato per le altre cementerie. &#171;122 metri di torre in un Parco non sono accettabili - riassume la presidente - ma non mi sento di dire di no a priori a una riduzione del 50% dell'inquinamento. Possiamo trovare soluzioni intermedie o alternative&#187;. Resta da capire quindi cosa questa svolta sui cementifici potr&#224; comportare nel futuro prossimo, per il revamping in discussione. Italcementi potrebbe perdere l'interesse ad investire? O, come pare pi&#249; probabile, il revamping potrebbe avere disco verde, con qualche ritocco alla torre e la moneta di scambio di una riconversione a lungo termine?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Con il revamping chiusura pi&#249; facile&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il sindaco Lunghi vuole dettare condizioni. Piva contrario&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. &#171;Dismissione? Solo se passa il revamping&#187;. &#171;Ben venga la dismissione, purch&#233; non sia un lasciapassare al revamping&#187;. Sono di segno opposto, ma riflettono anche le due possibili letture della svolta data dal Parco, le reazioni dei sindaci di Monselice ed Este, Francesco Lunghi e Giancarlo Piva. &#171;Ci sono due livelli di discussione - spiega Lunghi -. Uno &#232; cosa succeder&#224; della richiesta di revamping Italcementi. La risposta la dovranno dare la Sovrintendenza e la Provincia. Se non viene approvato il revamping, abbiamo problemi di impatto ambientale, di riconversione, della possibile disoccupazione. Se viene approvato, sono convinto che possiamo mettere una serie di paletti all'Italcementi. Uno lo voglio discutere nel prossimo consiglio comunale: chiedere all'azienda di costituire, dall'undicesimo anno, un fondo per garantire l'eliminazione dello stabilimento, con ripristino dell'area a verde. Contestualmente andrebbe fatto un accordo con Regione, Provincia e Comuni interessati per dare all'Italcementi un credito edilizio di pari superficie destinato all'uso industriale, in altre aree dei Comuni interessati. Entro il 2030 si dovrebbe essere in grado di chiudere l'attuale Italcementi. La proposta del Parco mi pare in linea con questo: ma se non va avanti il revamping non va avanti neanche la dismissione&#187;. &#171;Ben venga che finalmente, responsabilmente, ci prendiamo la briga di cominciare a parlare del futuro vero del Parco e del problema cementerie - commenta invece Piva -. Lo facciamo in ritardo rispetto a quel che il Piano Ambientale impone da tempo: responsabilit&#224; anche delle precedenti gestioni del Parco, sempre latitanti su questo tema cruciale. Che il Parco si metta a parlare del futuro di questo settore &#232; un suo dovere, disposto dal Piano Ambientale: ma che questo non sia l'elemento che ci fa dire &#8220;Allora, se &#232; cos&#236;, accettiamo tutto&#8221; - ammonisce Piva -. Sull'ipotesi del revamping noi manteniamo assoluta contrariet&#224;. Se passa quel tipo di intervento il Parco non ha pi&#249; motivo di esistere&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il Gazzettino (Venerd&#236; 7 Maggio 2010)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;IL PIANO AMBIENTALE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ecco cosa prescrive la normativa regionale &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(F.G.) Ecco cosa dice il comma 3 dell'articolo 19 del Piano ambientale, per quanto concerne le cementerie dei colli. Ogni intervento al di fuori della manutenzione, dell'adeguamento e della ristrutturazione deve essere subordinato alla stipula di apposite convenzioni, alle quali partecipano il Parco e i Comuni. Le convenzioni definiscono modalit&#224; e tempi di prosecuzione dell'attivit&#224;, delle eventuali dismissioni e i programmi di investimento, riassorbimento occupazionale e rilocalizzazione in aree esterne.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cementifici &quot;incompatibili&quot;
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tutti i nodi vengono al pettine, prima o dopo. Se poi si tratta di tre &#8220;groppi&#8221; grandi come cementerie nella capigliatura folta del parco Colli, allora il pettine deve essere molto robusto. In questo caso si scrive pettine, ma si legge Piano ambientale. Il documento, approvato dal consiglio regionale nel 1998, parla chiaro. Soprattutto in materia di cementerie: dopo 12 anni di attesa il comitato esecutivo dell'ente ha approvato una delibera che affronta la questione dei tre cementifici. Italcementi e Radici a Monselice, Cementizillo a Este. Tre nomi, forse un solo destino. Che si chiama rilocalizzazione, oppure riconversione. In soldoni una piena ammissione dell'incompatibilit&#224; delle strutture con il piano ambientale della perla naturalistica padovana. Sar&#224; il presidente del Parco, Chiara Matteazzi, a dare il via all'accordo di programma che condurr&#224; alla soluzione relativa alle attivit&#224; dei tre siti di produzione. L'avvio dell'accordo di programma &#232; stato richiesto al Ministro dell'Ambiente, al presidente della Regione, alla Provincia e ai sindaci di Este e Monselice. Tempi e modi dell'eventuale riconversione o dello spostamento delle cementerie sono tutti da definire, ma il primo passo mosso nei giorni scorsi &#232; epocale. Si parla di qualche decina d'anni, tempi che di solito la politica snobba per questioni legate alla raccolta di voti. Ora, con la revisione del piano ambientale, diventa indispensabile dare il via al tavolo di lavoro. Nel mirino non ci sono solo azioni di contenimento dell'impatto ambientale e paesistico, ma anche le strategie di adeguamento delle realt&#224; incompatibili. &#171;Puntiamo all'obiettivo pi&#249; alto, la delocalizzazione delle cementerie di Este e Monselice &#8211; spiega la Matteazzi - ma vorrei fosse chiaro che questo non implica problemi di occupazione dato che il procedimento avviato e i tempi di dismissione delle attivit&#224; saranno molto lunghi&#187;. &#171;Vista la sensibilit&#224; ambientale gi&#224; dimostrata dal nuovo presidente della Regione, Luca Zaia, come nella forte posizione presa contro le centrali nucleari - continua la presidente - auspico un suo puntuale intervento nella soluzione di un problema che insiste da troppo tempo nel territorio del Parco regionale dei colli Euganei&#187;. &#171;Il procedimento che inizia oggi comporter&#224; scelte strutturali non indifferenti &#8211; le fa eco Simone Borile, assessore del Parco a pianificazione urbanistica, paesaggio e regolamento - dovr&#224; essere coordinato da una regia e metter&#224;, finalmente, tutti di fronte alla propria responsabilit&#224;. In particolar modo la Regione. Una volta avviato il procedimento, il Parco passera alla fase di redazione del progetto unitario e potr&#224; definire tempi e modi&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il Mattino di Padova MERCOLED&#204;, 05 MAGGIO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Affollata riunione a Baone: c'erano anche il consigliere regionale Padrin e quelli provinciali dell'Italia dei valori&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Cresce il fronte dei sindaci contrari al progetto&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; BAONE. Si allarga il fronte dell'opposizione al revamping Italcementi. E' quanto emerge dalla partecipata riunione di amministratori, associazioni ambientaliste e cittadini tenuta l'altra sera a Valle San Giorgio. Indetta dai consiglieri di minoranza al Parco Colli, ha visto l'intervento di una sessantina di persone e diversi esponenti politici di ogni schieramento, tutti concordi nelle critiche al progetto. Tra i presenti anche il consigliere regionale Leonardo Padrin. Il fronte dei sindaci critici sul revamping sarebbe giunto a quota trenta. &#171;Il Parco ora cerca di farsi da parte, quando deve far applicare le norme del Piano Ambientale - scandisce Antonella Buson, capogruppo di minoranza - Deve fare un Accordo di programma e coordinare delle azioni con Regione, Ministero e Comuni per concertare delle iniziative che puntino alla riconversione di questi impianti, dichiarati incompatibili. E non fare in modo che rimangano, ipotecando il futuro del Parco stesso&#187;. Si &#232; parlato anche di occupazione, ovviamente, ma molti hanno sottolineato come Italcementi abbia rassicurato sul fatto che la produzione continuer&#224; in ogni caso. A rinforzare la trasversalit&#224; del fronte anti-revamping, la presenza di Padrin, che nel suo intervento &#232; stato esplicito: &#171;Se il progetto va bene, si devono variare le norme e mettere in discussione il Parco stesso. Se non va bene, si deve decidere di conseguenza. Il Parco rischia di essere forte con i deboli e debole con i potenti. C'&#232; bisogno di un'assunzione di responsabilit&#224; della politica&#187;. Di mitigazioni dell'impatto hanno parlato Antonio Albuzio e Sabrina Di Napoli, consiglieri provinciali Idv, mentre Germana Urbani del Pd ha ricordato che bisogna far applicare il Piano Ambientale e Francesco Miazzi ha rilanciato la proposta di un patto con i lavoratori per salvaguardare l'occupazione. Conclusioni? Una levata di scudi trasversale, da parte di una Bassa che vuole decidere il suo futuro e non subire imposizioni dall'alto. Il prossimo passo saranno le osservazioni al progetto: ne presenteranno i consiglieri di minoranza del Parco, le associazioni ambientaliste, e soprattutto i sindaci, al di l&#224; dei colori politici. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il revamping Italcementi. Per Lunghi la presa di posizione contro l'operazione &#232; normale dialettica&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;Non ci sono i numeri per governare&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Andrea Tasinato ammette il problema innescato dai consiglieri dissidenti&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;di Francesca Segato&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. Il terremoto politico innescato dal revamping Italcementi continua a scuotere Palazzo Tortorini. La maggioranza accusa il colpo dell'uscita allo scoperto dei &#171;dissidenti&#187;: i 5 consiglieri del Pdl e i 2 della Lega che hanno chiesto un consiglio comunale urgente sul piano di ammodernamento della cementeria. La prima reazione &#232; affidata alla mediazione di Andrea Tasinato, che interviene in veste di co-coordinatore del Pdl cittadino, ruolo che divide con il sindaco. &#171;Il problema politico c'&#232; - esordisce senza mezzi termini - Il sindaco deve prendere atto che 6 consiglieri su 8 del Pdl non sono d'accordo con la sua linea. O si trova una mediazione, oppure non ci sono i numeri per governare. Non si pu&#242; pensare che le cose vadano bene cos&#236;: serve un confronto aperto, schietto e serrato con tutto il Pdl&#187;. Dal Consiglio comunale ormai &#232; scontato che esca un no al revamping. &#171;E' questa la posizione della maggioranza e bisogna prenderne atto - afferma Tasinato - I consiglieri rappresentano la maggioranza dei cittadini, e la gente non vuole questi lavori alla cementeria: questo &#232; il dato di fatto&#187;. &#171;Dieci anni fa avevo presentato uno studio per la dismissione dei cementifici - ricorda Tasinato - vedendo lo sviluppo di quest'area centrato sulla logistica, con il progetto dell'interporto, il cosiddetto autoparco. Ma &#232; stato bocciato. Quella sarebbe stata una valida alternativa per i lavoratori e per l'indotto&#187;. E a questo punto? &#171;I cementifici non possono vivere in eterno. Bisogna preparare la dismissione, fare quello che non si &#232; fatto 10 anni fa: orientare lo sviluppo economico della citt&#224; per dare un'alternativa occupazionale ed elaborare un piano per la riconversione dell'area&#187;. Minimizza invece il contraccolpo interno alla maggioranza il sindaco Francesco Lunghi. &#171;Sono tranquillo - esordisce - E' la normale evoluzione del problema. Come tanti cittadini hanno dubbi, anche se meno della met&#224; secondo me, anche i consiglieri hanno dei dubbi. Per questo avevo proposto la Commissione. Poi i consiglieri del Pdl non hanno gradito la composizione e hanno preferito discuterne in Consiglio comunale: lo faremo. Non so cosa ne verr&#224; fuori, forse una mozione congiunta. Ma che non impegnino il sindaco ad andare a Roma o a Bruxelles a cercare posti di lavoro: ci mando quelli che l'hanno proposta&#187;. Cosa uscir&#224; dal Consiglio allora? &#171;La mozione Pdl &#232; strana: si propone un Accordo di Programma senza la controparte. Si chiede una riconversione in 5 anni: vorrei che mi spiegassero come. La mozione del centrosinistra invece in parte riguarda il Parco, quindi non mi compete. Poi chiede alla Provincia di bloccare l'iter di Via. Se il Consiglio me lo chiede io scrivo alla Degani, ma la Via &#232; una procedura con tempi ben precisi, bloccarla sarebbe da denuncia&#187;. E' critico, Lunghi, anche sul tavolo proposto dalle mozioni: &#171;Se invitiamo 50 persone a discutere, non si conclude niente&#187;. &#171;Penso che il problema vada sviscerato - conclude Lunghi - ma con onest&#224; intellettuale&#187;. Intende dire che ci sono altri fini? &#171;Non credo sia questione di posti in giunta, credo che questi consiglieri vogliano pi&#249; spazio nei confronti del sindaco. Si sono trovati un sindaco troppo decisionista, che in 7 mesi ha fatto cose che non hanno visto in 70 anni. Se il problema &#232; questo, star&#242; due ore in pi&#249; anche a parlare con loro&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; il Gazzettino (Mercoled&#236; 5 Maggio 2010)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Italcementi spezza la maggioranza&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Camilla Bovo&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Equilibri a rischio all'interno del Parco Colli e del consiglio comunale di Monselice. E il motivo &#232; ancora una volta il revamping di Italcementi. &#171;Il territorio vuole avere voce sul tema dell'Italcementi. Il nuovo progetto non deve essere imposto dall'alto. Almeno trenta sindaci della provincia lo respingono&#187;, spiega Antonella Buson, consigliere di minoranza del Parco per il Comune di Baone. Luned&#236; sera a Valle San Giorgio c'&#232; stato un clamoroso incontro tra amministratori del territorio, rappresentanti del Parco Colli e delle associazioni ambientaliste, ma anche molti semplici cittadini. &#171;Cosa ne &#232; emerso? Che la preoccupazione &#232; doverosa sia per l'impatto ambientale che per i risvolti che un simile progetto potrebbe implicare &#8211; spiega ancora la Buson &#8211; O il Parco Colli rispetta le norme oppure non ha nemmeno senso che esista&#187;. Sulla stessa lunghezza d'onda gli interventi degli altri amministratori. Leonardo Padrin, consigliere regionale apertamente contrario al progetto, ha tuonato: &#171;&#200; ora che la politica si prenda la propria responsabilit&#224;. Questa situazione va risolta definitivamente&#187;. A Monselice, intanto, terremoto in casa del Pdl. Il co-coordinatore del partito, Andrea Tasinato, spiega: &#171;All'interno del partito sei su otto consiglieri sono contrari al revamping. Non si pu&#242; disconoscere questa volont&#224; politica. &#200; opportuno chiarire il malessere che cova dentro il partito, e che va oltre questo argomento. Ci sono altri temi da trattare, che possono essere bombe inesplose&#187;. Sul revamping Tasinato si pronuncia cos&#236;: &#171;&#200; opportuno cercare uno sviluppo alternativo in due direzioni: la riconversione dell'area e l'organizzazione della struttura economica del territorio. Gi&#224; nel 2000 ho portato avanti la convinzione che si dovesse lavorare per incentivare la struttura intermodale. Se ci fosse stata una maggiore lungimiranza ora si sarebbe creato un tessuto produttivo capace di assorbire i lavoratori di Italcementi e gli indotti che vi ruotano attorno&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Gazzettino 4 maggio 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;E i comitati &quot;Salute e ambiente&quot;
preparano una manifestazione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Ca.B.) Un volantino per invitare tutti alla mobilitazione contro il revamping di Italcementi. La rete dei comitati &#8220;Salute e Ambiente&#8221; della Bassa Padovana sta organizzando una manifestazione per la fine di maggio. Gli obiettivi sono due: superare le divisioni e sconfiggere il ricatto occupazionale, e chiedere agli amministratori una proposta alternativa che tuteli i lavoratori e tutti i cittadini. &#171;Proponiamo un patto ai lavoratori &#8211; spiega Miazzi (nella foto) - Non siamo contro di loro, anzi &#232; proprio con loro che vogliamo confrontarci. Ci assumiamo l'impegno di rimanere sempre al fianco dei lavoratori, per garantire un posto di lavoro adeguato e la garanzia di un reddito per tutti gli occupati&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tutto il consiglio frena Italcementi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Due mozioni che pesano come macigni. Sono state protocollate ieri mattina a palazzo Tortorini a firma, rispettivamente, dei quattro consiglieri d'opposizione e di sette consiglieri di maggioranza. Il tema &#232; ancora il revamping d'Italcementi, ma questa volta dalle parole si &#232; passati ai fatti. Di comune accordo, gli undici consiglieri hanno chiesto la convocazione immediata di un consiglio comunale sull'argomento, dopo le voci circolate nei giorni scorsi di un presunto boicottaggio del consiglio. Le due mozioni contengono alcune osservazioni molto critiche riguardanti il revamping, tanto che il centrodestra ha chiesto addirittura la dismissione dell'impianto. Miazzi, Biscaro, Aldrigo e Bussi hanno fatto proprie le osservazioni dei sindaci del territorio contrari al progetto e hanno motivato in cinque punti il loro rifiuto al revamping. &#171;Il revamping confligge con il rispetto della normativa del Piano ambientale del Parco colli euganei e in particolare dell'articolo 19 &#8211; hanno spiegato &#8211; E si ritiene sia troppo pesante l'impatto paesaggistico della torre alta 122 metri. Deve inoltre essere scongiurata la possibilit&#224; di utilizzo futuro di combustibili rifiuti. Pertanto si chiede alla Provincia di istituire urgentemente con Regione, Parco Colli, Comuni interessati, organizzazioni sindacali, associazioni di categoria un tavolo di lavoro per gli approfondimenti sul revamping. Infine la Provincia deve sospendere la procedura Via in attesa delle decisioni del richiesto tavolo di lavoro e in carenza di un'analisi approfondita sulle ricadute sull'intero sistema economico e produttivo dell'area&#187;. I consiglieri di maggioranza Rosina, Bozza, Basso, Drago, Gelsi, Montecchio e Nosarti, condividendo in toto le osservazioni del centrosinistra, hanno chiesto l'istituzione urgente di un tavolo di lavoro e all'amministrazione comunale di redigere un accordo di programma per la riconversione urbanistica, ambientale e turistica dell'area Italcementi in previsione della dismissione dell'impianto. Il Gazzettino (Marted&#236; 4 Maggio 2010)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova MARTED&#204;, 04 MAGGIO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;strong&gt;COMITATI SALUTE E AMBIENTE&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una manifestazione di piazza anche per salvare l'occupazione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. &#171;Una manifestazione per non bruciare il nostro futuro&#187;. I comitati &#171;Salute e Ambiente&#187; della Bassa padovana annunciano la loro discesa in campo sul revamping Italcementi, con una manifestazione programmata per fine maggio. Il perch&#233; della protesta, &#232; spiegato in un volantino: non li convince il quadro economico, che prevede un investimento di 160 milioni per la realizzazione dell'intervento. &#171;I cementifici possono diventare inceneritori&#187; ribadiscono, sottolineando che il rischio riguarda tutti e tre gli impianti della Bassa. &#171;Si devasta il paesaggio collinare&#187; aggiungono: &#171;La ciminiera dell'Italcementi, con i suoi 122 metri, produrr&#224; un impatto visivo difficilmente mitigabile, marchiando il territorio con un biglietto da visita che allontaner&#224; residenti, turisti e investitori&#187;. Ultimo punto, secondo gli ambientalisti &#171;non si garantisce stabilmente l'occupazione: dopo la fase della costruzione del nuovo impianto &#232; prevista una riduzione della quantit&#224; di cemento prodotta e conseguentemente un taglio netto anche agli occupati. Inoltre questa ristrutturazione, per effetto della concorrenza, potrebbe determinare effetti negativi sugli occupati negli altri stabilimenti, riproponendo il ricatto dell'uso di Cdr nei loro forni&#187;. La rete dei comitati prova a parlare ai dipendenti: &#171;Non siamo contro i lavoratori come qualcuno vorrebbe far credere, perch&#233; comprendiamo e condividiamo le loro giuste preoccupazioni - sottolineano - Non abbiamo mai avanzato proposte che non tenessero conto del problema occupazionale. Anzi &#232; proprio con loro che vogliamo confrontarci, come abbiamo sempre fatto in questi anni. Quello che chiediamo &#232; di discutere il progetto per evitare che venga imposto a tutti i costi alla popolazione. Noi assumiamo l'impegno di rimanere al fianco dei lavoratori, per garantire un posto di lavoro adeguato e la garanzia di un reddito per tutti gli occupati&#187;. Da qui l'invito alla mobilitazione &#171;per sconfiggere il ricatto occupazionale, per chiedere ai nostri amministratori una proposta alternativa che tuteli i lavoratori e tutti i cittadini&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La maggioranza &#232; contro Lunghi&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Undici consiglieri su venti vogliono discutere la chiusura della cementeria&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;di Francesca Segato MONSELICE. Sette consiglieri di Pdl e Lega nord e i quattro del centrosinistra, ieri mattina, hanno protocollato due richieste di Consiglio comunale urgente sul revamping Italcementi. Una doccia gelata per il sindaco Francesco Lunghi. La matematica non &#232; a suo favore: sette pi&#249; quattro fa undici, ossia una maggioranza schiacciante, pronta a votargli contro sul tema forse maggiormente cruciale per il futuro di Monselice. Chiss&#224; cosa avranno pensato, in municipio, quando si sono presentati insieme il capogruppo Pd Rino Biscaro, il capogruppo del Carroccio (e consigliere regionale) Santino Bozza e il consigliere Pdl Andrea Basso. Due le mozioni protocollate, uno solo, e pesantissimo, il significato politico. Il Consiglio comunale di Monselice vuole dire la sua sul revamping, prima che scada il termine per le osservazioni, fissato al prossimo 25 maggio. Il sindaco aveva inizialmente annunciato un passaggio in Consiglio. Che per&#242;, con questi numeri e questa ostilit&#224; dentro la maggioranza, poteva rivelarsi alquanto scomodo. Infatti nelle ultime settimane non se n'era pi&#249; parlato. Gli undici consiglieri hanno fiutato l'aria e deciso di giocare d'anticipo: ora il Consiglio dovr&#224; essere convocato entro 20 giorni. Giusto in tempo. Centrodestra. Le firme sulla richiesta sono quelle dei consiglieri Pdl Andrea Basso, Paolo Drago, Romano Gelsi, Tiziano Montecchio e Lorenzo Nosarti, e dei due consiglieri leghisti Santino Bozza ed Emanuele Rosina. La proposta &#232; esplicita quanto dirompente: un tavolo di lavoro per definire &#171;modalit&#224; e tempi della riconversione del sito, da attuarsi entro i prossimi cinque anni, in modo da avviare una lungimirante politica occupazionale per la Bassa Padovana&#187;. Si punta a coinvolgere il Governo nazionale, per attingere ai fondi europei per il recupero di siti industriali dimessi. La strada indicata &#232; un Accordo di programma per la riconversione urbanistica, ambientale e turistica dell'area Italcementi da dismettere. Si chiede alla Provincia di bloccare la procedura di Valutazione di impatto ambientale relativa al revamping. Centrosinistra. Pi&#249; &#171;soft&#187; la mozione del centrosinistra. Ricalca il testo che in questi giorni sta circolando tra i sindaci del circondario, e che avrebbe gi&#224; raccolto una ventina di adesioni. Parte dall'osservazione che il revamping &#232; in contrasto con il Piano ambientale del Parco Colli. Rileva il pesante impatto paesaggistico della torre alta 122 metri, che sarebbe inoltre un pericoloso precedente, e sottolinea la necessit&#224; di scongiurare l'uso di combustibile da rifiuti. Chiede quindi alla Provincia di istituire urgentemente un tavolo di lavoro sul revamping, per verificare proposte alternative condivise per l'occupazione. Nel frattempo, e in attesa un'analisi delle ricadute del revamping sull'intero sistema economico dell'area, si chiede alla Provincia di stoppare la procedura di Via. Il passaggio in Consiglio a questo punto &#232; obbligato. E quanto mai insidioso per la maggioranza, ormai in preda a un vero terremoto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova - SABATO, 01 MAGGIO 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Dobbiamo arrampicarci sulle ciminiere?&#187;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I lavoratori Italcementi minacciano proteste a favore del revamping&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(FRANCESCA SEGATO) MONSELICE. &#171;Noi lavoratori dell'Italcementi in queste settimane stiamo vivendo con forte apprensione la discussione che si sta sviluppando sul progetto di completo revamping degli impianti, progetto che darebbe la necessaria prospettiva di lungo periodo per il lavoro e il reddito di circa 250 lavoratori&#187;. Inizia cos&#236; la lettera che Maurizio Zanovello, rappresentante dei lavoratori Italcementi di Monselice, ha scritto in occasione del Primo Maggio. &#171;Abbiamo valutato positivamente il progetto del revamping presentato dall'azienda proprio perch&#233; risponde alle richieste di ammodernamento degli impianti, dimezzando le emissioni, e perch&#233; lo riteniamo un progetto realmente necessario per garantire il futuro ai nostri posti di lavoro. Per quanto riguarda il problema dell'impatto visivo per l'altezza della famosa torre - spiegano i lavoratori - non riteniamo che sia l'elemento che deturper&#224; il paesaggio pi&#249; di quanto non lo sia l'attuale complesso industriale, anzi, dovrebbe essere l'occasione per un &#171;restyling&#187; generale che potr&#224; migliorare dal punto di vista visivo l'area interessata. Non sar&#224; il nuovo impianto l'elemento che far&#224; recedere i potenziali turisti dal venire sui Colli Euganei, alla Festa dei fiori o del Palio medievale. Se il turismo non &#232; decollato fino ad oggi, gli amministratori locali si pongano delle domande e si diano delle risposte senza addossare responsabilit&#224; a quanto oggi ancora non c'&#232;. L'articolo 1 della Costituzione dice che &#171;L'Italia &#232; una Repubblica fondata sul Lavoro&#187;. Ogni giorno nei vari telegiornali assistiamo a manifestazioni di lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro perch&#233; le aziende vogliono lasciare il territorio o per crisi aziendali. Qui a Monselice siamo all'assurdo che forse dovremmo arrampicarci sulle ciminiere, manifestare sulle strade, andare a Roma, chiedere l'intervento del Ministro delle attivit&#224; produttive perch&#233; non si permette a una azienda di investire. E' un ricatto occupazionale oppure &#232; un dovere garantire un lavoro sicuro, di qualit&#224; e continuativo per i prossimi 20 anni a 250 famiglie?&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova - VENERD&#204;, 30 APRILE 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Legambiente ritiene il piano di Italcementi incompatibile con le norme del Parco Colli&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;Il revamping &#232; una nuova costruzione&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. &#171;A proposito di Italcementi, non sarebbe il caso di cominciare col dare il giusto nome alle cose?&#187;. Se lo chiede il circolo Legambiente di Este. &#171;Perch&#233; chiamare &#8220;revamping&#8221;, un termine rassicurante, simile a &#8220;lifting&#8221;, la costruzione di una nuova torre alta 120 metri in sostituzione di tre forni alti 20-30 metri ciascuno?&#187;. Secondo Legambiente, il progetto dell'Itacementi non pu&#242; essere definito n&#233; adeguamento tecnologico, n&#233; ristrutturazione, bens&#236; &#171;nuova costruzione&#187;. E quindi sarebbe soggetto a un iter ben preciso. &#171;Solo chiamando le cose col loro nome - sottolinea Legambiente - si eviter&#224; che il Parco Colli si chiami fuori dalla questione, quasi che l'intervento nel cementificio non lo riguardasse, quando invece il Piano Ambientale prevede che &#8220;gli interventi eccedenti la manutenzione e l'adeguamento degli impianti e delle strutture e le ristrutturazioni interne, sono subordinati alla stipula di apposite convenzioni, con la partecipazione dell'Ente Parco e dei Comuni interessati&#8221;. Com'&#232; stato fatto in passato per la costruzione del silo clinker di Zillo. Lasciando che il Parco si defili, si verificher&#224; quello che provocatoriamente hanno minacciato alcuni sindaci consiglieri del Parco, che non vedono l'ora di far fuori il Piano Ambientale per aver le mani libere sul territorio&#187;. &#171;Tutti ci rendiamo conto che in questo momento il mantenimento dell'occupazione &#232; un problema centrale - conclude Legambiente -. Ma se la ditta non ricatta nessuno, dichiarando che se il progetto non passa continuer&#224; l'attivit&#224;, perch&#233; dovrebbero usare toni da ultima spiaggia il sindacato e i lavoratori? Cerchiamo di trovare dei momenti di incontro e confronto tra le parti in causa e salvaguardare le ragioni dell'ambiente, del paesaggio e del lavoro&#187;. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;Circolo Legambiente &quot;Dai Colli all'Adige&quot; di Este&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A proposito di Italcementi, non sarebbe il caso di cominciare col dare il
giusto nome alle cose? Ad esempio: perch&#233; chiamare col termine inglese
&#8220;revamping&#8221; &#8211; un termine non tecnico, ma tanto rassicurante, cos&#236; simile a
&#8220;lifting&#8221;&#8230; - la costruzione di una nuova torre alta 120 metri in sostituzione
di tre forni alti 20-30 metri ciascuno?
In Italia (e nella nostra Regione) ci sono delle leggi che disciplinano la
definizione degli interventi edilizi : ebbene, secondo queste (DPR 380/2001 e
LR 14/2009) il progetto complessivo dell'Itacementi non pu&#242; essere definito n&#233;
adeguamento tecnologico, n&#233; ristrutturazione, bens&#236; &#8220;nuova costruzione&#8221;. E
quindi soggetto a un iter ben preciso.
Solo chiamando le cose col loro nome si eviter&#224; che il Parco Colli si &#8220;chiami
fuori&#8221; dalla questione, quasi che l'intervento nel cementificio non lo
riguardasse, quando invece il Piano Ambientale all'art. 19 prevede che &#8220;gli
interventi eccedenti la manutenzione e l'adeguamento degli impianti e delle
strutture e le ristrutturazioni interne, sono subordinati alla stipula di
apposite convenzioni, con la partecipazione dell'Ente Parco e dei Comuni
interessati&#8221;. Com'&#232; stato fatto, ad esempio, in passato per la costruzione del
silo clinker di Zillo.
Lasciando che il Parco si defili, si verificher&#224; quello che provocatoriamente
hanno minacciato alcuni sindaci consiglieri del Parco, che non vedono l'ora di
far fuori il Piano Ambientale per aver le mani libere sul territorio. E poter
cementificare &#8230;
Una riflessione attenta andrebbe fatta anche sulla produzione e sul consumo di
cemento, ma questo sembra non interessare nessuno. Eppure &#232; questo il nodo
cruciale che potr&#224; determinare il futuro dei tre impianti industriali della
zona (sopravvivranno tutti e tre? O qualcuno sparir&#224;, oppure sar&#224; &#8220;costretto&#8221; a
riconvertirsi magari a incenerire o a trattare altro tipo di &#8220;materiale&#8221;? )
Un' ultima riflessione a proposito della questione lavoro. Tutti ci rendiamo
conto che in questo momento il mantenimento dell'occupazione &#232; un problema
centrale. Ma se la Ditta non ricatta nessuno, dichiarando che se il progetto
non passa continuer&#224; l'attivit&#224; cos&#236; com'&#232; e non licenzier&#224; nessuno, perch&#232;
dovrebbero usare toni da ultima spiaggia il Sindacato e i lavoratori?
Cerchiamo di trovare dei momenti di incontro e confronto tra tutte le parti in
causa e individuare tutti insieme una via d'uscita onorevole, salvaguardando
contemporaneamente il pi&#249; possibile le ragioni dell'ambiente, del paesaggio e
del lavoro. Secondo noi &#232; possibile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Este, 29 aprile 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per il Circolo la presidente Flores Baccini&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; &lt;strong&gt;LE NOSTRE CONSIDERAZIONI SUL PROGETTO DI ITALCEMENTI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Italcementi di Monselice propone di sostituire i 3 vecchi forni con un &#8220;&lt;i&gt;nuovo forno di cottura tecnologicamente all'avanguardia&lt;/i&gt;&#8221;, garantendo un abbattimento del 50% delle emissioni in atmosfera, una riduzione nel consumo di risorse e la garanzia occupazionale&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;IL QUADRO ECONOMICO NON CONVINCE&lt;/strong&gt;: il totale per la realizzazione dell'intervento &#232; di &lt;strong&gt;160 milioni&lt;/strong&gt; a cui andrebbero aggiunti altri svariati milioni per la nuova viabilit&#224;. I Dirigenti di Italcementi hanno dichiarato che in &lt;strong&gt;10 anni&lt;/strong&gt; rientreranno dall'investimento. Noi manifestiamo tutte le nostre perplessit&#224; visto che si prevede una riduzione della produzione e si sta operando in una situazione di crollo della domanda e dei prezzi del cemento. &lt;strong&gt;Chiediamo di analizzare il loro piano d'ammortamento&lt;/strong&gt; e il (ROI) return of investiment, per accantonare il dubbio che in realt&#224; i guadagni possano essere ottenuti attraverso &lt;strong&gt;l'uso dei rifiuti&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;I CEMENTIFICI POSSONO DIVENTARE INCENERITORI&lt;/strong&gt;: al di la delle garanzie verbali, i &lt;strong&gt;rifiuti d'ogni genere&lt;/strong&gt; rappresenteranno per questi impianti &lt;strong&gt;parte integrante del processo produttivo&lt;/strong&gt;. Appare inoltre evidente che il &lt;strong&gt;rischio&lt;/strong&gt; rimane quello di vederli utilizzati come combustibile, &lt;strong&gt;in tutti e 3 i cementifici&lt;/strong&gt; della bassa padovana. L'impatto ambientale incider&#224; in modo irreversibile &lt;strong&gt;sulla salute di lavoratori e residenti&lt;/strong&gt; in una &lt;strong&gt;vasta area&lt;/strong&gt;, in quanto i rifiuti nella combustione possono liberare sostanze nocive, tossiche, cancerogene e teratogene. Ci&#242; sar&#224; ancora pi&#249; pericoloso nei cementifici in quanto questi impianti non sono soggetti, pur smaltendo e/o bruciando rifiuti come gli inceneritori, ai controlli e ai limiti d'emissione degli inceneritori di rifiuti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;SI DEVASTA IL PAESAGGIO COLLINARE&lt;/strong&gt;: la ciminiera dell'Italcementi, con i suoi &lt;strong&gt;122 metri&lt;/strong&gt;, produrr&#224; un impatto visivo difficilmente mitigabile, marchiando il territorio con un biglietto da visita che &lt;strong&gt;allontaner&#224; residenti, turisti ed investitori&lt;/strong&gt;, con pesanti ricadute sull'intera economia del territorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;NON SI GARANTISCE STABILMENTE L'OCCUPAZIONE&lt;/strong&gt;: dopo la fase della demolizione/costruzione del nuovo impianto &lt;strong&gt;&#232; prevista una riduzione della quantit&#224; di cemento prodotta&lt;/strong&gt; e conseguentemente &lt;strong&gt;un taglio netto anche agli occupati&lt;/strong&gt;. Inoltre questa ristrutturazione, per effetto della concorrenza, potrebbe determinare &lt;strong&gt;effetti negativi sugli occupati degli altri stabilimenti&lt;/strong&gt;, riproponendo il ricatto dell'uso di CDR nei loro forni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;PROPONIAMO UN PATTO AI LAVORATORI&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non siamo contro i lavoratori come qualcuno vorrebbe far credere, perch&#232; &lt;strong&gt;comprendiamo e condividiamo le loro giuste preoccupazioni&lt;/strong&gt;. Non abbiamo mai avanzato proposte che non tenessero conto del problema occupazionale. Anzi &#232; proprio con loro che vogliamo confrontarci, come abbiamo sempre fatto in questi anni. Quello che chiediamo &#232; di discutere il progetto per evitare che venga imposto a tutti i costi alla popolazione. &lt;strong&gt;Noi assumiamo l'impegno di rimanere sempre al fianco dei lavoratori, per garantire un posto di lavoro adeguato e la garanzia di un reddito per tutti gli occupati.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;NON VOGLIAMO BRUCIARE IL FUTURO DI QUESTO TERRITORIO &#8211; LAVORIAMO INSIEME PER CREARE OCCUPAZIONE NEL RISPETTO DELLA SALUTE E DELL'AMBIENTE - LA BASSA PADOVANA NON DEVE DIVENTARE LA PATTUMIERA DEL VENETO !&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;INVITIAMO TUTTI ALLA MOBILITAZIONE&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;IL 22 MAGGIO COSTRUIAMO INSIEME UNA MANIFESTAZIONE A MONSELICE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;*- PER SUPERARE LE DIVISIONI E &lt;strong&gt;SCONFIGGERE IL RICATTO OCCUPAZIONALE&lt;/strong&gt;; *- PER CHIEDERE AI NOSTRI AMMINISTRATORI UNA &lt;strong&gt;PROPOSTA ALTERNATIVA&lt;/strong&gt; CHE TUTELI I LAVORATORI E TUTTI I CITTADINI DI QUESTO TERRITORIO&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;RETE DEI COMITATI &#8220;SALUTE E AMBIENTE&#8221; DELLA BASSA PADOVANA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;monselice 30.04.2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;per contatti: &lt;a href='mailto:info@lasciatecirespirare.it' class='spip_mail'&gt;info@lasciatecirespirare.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;f.i.p. p.zza xx settembre &#8211;&lt;/p&gt; &lt;dl class='spip_document_1295 spip_documents spip_documents_center' &gt;
&lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;http://www.cittafutura.net/IMG/pdf/LE_NOSTRE_CONSIDERAZIONI_SUL_PROGETTO_DI_ITALCEMENTI-2.pdf&quot; title='PDF - 59.9 Kb' type=&quot;application/pdf&quot;&gt;&lt;img src='http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L52xH52/pdf-eb697.png' width='52' height='52' alt='PDF - 59.9 Kb' style='height:52px;width:52px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt;
&lt;dt class='spip_doc_titre' style='width:120px;'&gt;&lt;strong&gt;Considerazioni e proposta manifestazione&lt;/strong&gt;&lt;/dt&gt;
&lt;/dl&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova - 28 aprile 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Gi&#224; si litiga sulla commissione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. I due appuntamenti pi&#249; caldi, la presentazione pubblica e il primo consiglio del Parco Colli dedicato al revamping Italcementi, sono ormai alle spalle. Si &#232; intanto aperto il termine di trenta giorni per presentare al Comune le osservazioni al progetto. Tavolo revamping. Come gi&#224; annunciato dal sindaco Francesco Lunghi, con provvedimento di giunta &#232; stato istituito un tavolo di lavoro sul revamping. Il tavolo &#232; composto da due consiglieri di maggioranza e uno di minoranza, dal sindaco o suo delegato, da un rappresentante delle associazioni ambientaliste, uno dei lavoratori e uno dell'impresa. Ieri si &#232; riunita in Comune la conferenza dei capigruppo e la minoranza &#232; stata invitata a indicare il nome del consigliere designato. Dal centrosinistra per&#242; sono arrivate critiche sul metodo adottato dalla maggioranza: non &#232; andata gi&#249;, ai consiglieri, che il sindaco abbia deciso autonomamente la composizione di una commissione. Una scelta che, secondo il centrosinistra, rientrava nella competenza del Consiglio comunale. Dissidenti. Al consiglio del Parco Colli Euganei, luned&#236; pomeriggio, la contrariet&#224; interna alla maggioranza di Monselice si &#232; manifestata pubblicamente, con l'intervento del consigliere Pdl Romano Gelsi, di segno opposto rispetto a quello del sindaco. Il vertice in casa Pdl di domenica non ha dato gli esiti auspicati da Lunghi. Per ora nessuna nuova presa di posizione, gli eserciti restano schierati. Sindaci. Torneranno a riunirsi, nei prossimi giorni, i rappresentanti dei Comuni che si sono gi&#224; espressi in modo critico sul revamping. Sindaci del territorio collinare e della Bassa, di vari colori politici, chiamati a raccolta nei giorni scorsi dal primo cittadino di Baone Francesco Corso (esponente del centrosinistra) e dal suo omologo di Arqu&#224; Petrarca, Luca Callegaro (a capo di un'amministrazione di centrodestra). Il fronte sarebbe arrivato a una ventina di adesioni. La riunione servir&#224; per fare il punto, dopo la tappa del progetto all'Ente Parco. Obiettivo dei primi cittadini &#232; arrivare alla stesura di un documento comune, con una maxi osservazione sul progetto condivisa da tutti, da far approvare ai rispettivi Consigli comunali. Cementerie. Se l'Italcementi ora attende la prosecuzione dell'iter per la Valutazione di impatto ambientale, un attore che resta alla finestra &#232; la Cementeria di Monselice. Di cui si &#232; parlato anche l'altro ieri al Parco. Prima con un'uscita della presidente Chiara Matteazzi, che ha dichiarato di trovare pi&#249; impattante paesaggisticamente lo stabilimento Radici, che sorge a ridosso del Montericco, piuttosto che l'Italcementi che sorge in pianure sia pure in prossimit&#224; dei colli. E a chi ventilava col revamping Italcementi il rischio di mettere in crisi gli altri stabilimenti, in ipotesi anche creando nuovi problemi occupazionali, Lunghi ha replicato: &#171;A parte che i mercati di riferimento sono diversi, se Radici va in competizione economica, abbasser&#224; il costo del cemento. Non &#232; compito nostro intervenire&#187;. La cementeria, per&#242;, di recente gli ha rinfacciato la sua contrariet&#224; all'uso del Cdr. Se Italcementi non lo pu&#242; usare, non lo potrebbero usare neanche gli altri? E' un punto che ancora non &#232; stato chiarito.&lt;/p&gt; &lt;ul class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;li&gt; lettere - &lt;strong&gt;Il volantino: spero sia un segnale di debolezza&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Mirca Rango / Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Vivo dalla nascita a Monselice e quindi sono parecchi lustri. Ho assistito a tutti i mutamenti di una societ&#224; che cambia sempre pi&#249; in fretta: ancora ricordo la preoccupazione legata alla difficolt&#224; per la dismissione delle cave e ai relativi, sembrava irrisolvibili, ricatti occupazionali. Ho condiviso i timori della popolazione per la possibile combustione dei pneumatici, o pi&#249; di recente i malesseri legati agli odori acri, o la spiacevole scoperta che i forni bruciano pet coke, sorprendentemente non pi&#249; considerato rifiuto tossico nocivo ma semplice combustibile. L'economia di questo territorio &#232;, volenti o nolenti, legata a questi impianti. E' stato grande il mio stupore quando ho trovato nella mia cassetta postale un volantino patinato e colorato, recapitato addirittura dal colosso Italcementi, che si preoccupa di rassicurare gli ingenui polentoni veneti sul fatto che spender&#224; 160 milioni di euro solo per produrre cemento (un po' meno di ora ma, dice, con notevole risparmio di persone, energia, alcuni inquinanti, acqua!). Fino a che mi sforzavo di visualizzare la montagna di cemento che bisogner&#224; ogni anno produrre e far utilizzare per ammortizzare una spesa cos&#236; spropositata mi &#232; venuto un dubbio: non sar&#224; che sono ricorsi all'uso dei volantini perch&#233; temono che il loro appoggio nell'amministrazione comunale ritenuto cos&#236; solido e allineato, nonostante le assicurazioni e l'impegno profuso, stia perdendo vigore? Se ci&#242; fosse vero potremmo sperare di divenire un po' meno facile terra di conquista e un po' di pi&#249; &#171;paroni in casa nostra&#187;.&lt;/p&gt; &lt;ul class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;li&gt; Lettere - &lt;strong&gt;Monselice, il paese dei furbi?&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;In Europa e in tutti i paesi ad alta industrializzazione (eccetto qualche anomalia, come in Italia) la produzione del cemento &#232; in netto calo.
E' invece in forte crescita nei paesi in via di sviluppo.
Le motivazioni, intuitive ed ampiamente comprovate, riguardano non solo aspetti ambientali ed economico- industriali, ma anche di moderna tecnica delle costruzioni, per cui non vale la pena soffermarci.
Dovrebbe perci&#242; essere abbastanza evidente che chi deve pensare, con saggezza, ad una strategia di valorizzazione di un territorio in una ottica di medio - lungo periodo, non pu&#242; considerare, come fondamentale e irrinunciabile, questo tipo di industria.
D'altra parte risulta ovvio che queste considerazioni non possono trovare facile accettazione in chi il cemento lo produce e in chi dalla produzione del cemento trova il proprio sostentamento.
Nel caso di un territorio ad altissime potenzialit&#224; logistiche, naturalistiche e culturali ci si dovrebbe dunque aspettare una forte contrapposizione tra la politica responsabile e lungimirante di amministratori preparati che vogliono il meglio dal territorio di qualit&#224; che devono gestire e coloro che vogliono il mantenimento di privilegi anacronistici, seppur formalmente legittimi.
A Monselice tutto questo non avviene, anzi i responsabili dell'amministrazione del paese cercano di imporre esattamente il contrario avvalendosi di motivazioni che emozionalmente (il posto di lavoro) sono forti ma razionalmente assai deboli. Si ipoteca il futuro ancorandolo ad un passato attraverso il sostegno incondizionato verso attivit&#224; a bassissimo valore aggiunto e ad altissimo inquinamento ambientale.
E' intuitivo che la scelta immediata, che non richiede alcun sforzo manageriale agli amministratori, &#232; permettere al cementificio di ristrutturarsi istallando una torre di scarico fumi alta 110 o 120 metri e di prepararsi la strada alla combustione dei rifiuti (il vero affare) ottenendo in cambio, a regime, la garanzia di un minimo di occupazione (molto inferiore ai 123 attuali dipendenti).
Pi&#249; complicato &#232; sicuramente cercare e discutere una o pi&#249; delle tantissime alternative possibili e proposte.
Il dilemma che si manifesta a Monselice &#232; sempre lo stesso: &#232; meglio la soluzione dei furbi che risolvono il proprio problema scaricandolo sull'intera collettivit&#224; o quella intelligente e lungimirante che trova la soluzione che mira al bene comune?.
Purtroppo i furbi a Monselice questa volta potrebbero fare danni irreparabili per i prossimi 30 anni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Emma Tiozzo
Monselice&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.cittafutura.net/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; Il Mattino di Padova - 27 aprile 2010&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Chiara Matteazzi sibillina &#171;Il percorso del progetto non dipender&#224; dal Parco&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Francesca Segato&lt;/p&gt; &lt;p&gt; ESTE. &#171;Vorrei rassicurare i lavoratori: non &#232; nelle competenze del Parco decidere se voi dovete o no restare l&#236;&#187;. Inizia cos&#236;, la presidente Chiara Matteazzi, il suo intervento al consiglio del Parco dedicato al revampingItalcementi. Dalle vetrate si vedono ancora i lavoratori, una ventina, rimasti in strada a manifestare sotto uno striscione: &#171;Revamping, -50% emissioni e 250 posti di lavoro&#187;. La presidente &#232; un fiume in piena. Bacchetta le alleanze trasversali dei sindaci perplessi sul progetto, le telefonate &#171;a destra e sinistra&#187;. &#171;La trasversalit&#224; strumentale non serve a niente. Pensate che siete eletti dalla gente, questi poveracci credono che devono andare a casa se il Parco dice no - sbotta -. In tutti gli strumenti urbanistici, a livello regionale e provinciale, i cementifici sono attivit&#224; da consolidare. Chi non vorrebbe spostarli? Ma oggi si tratta di valutare a quale cosa dare pi&#249; peso: la torre di 120 metri, o l'abbattimento delle emissioni&#187;. I tecnici Italcementi, dopo aver illustrato il progetto, lasciano la sala. Non prima di aver espresso un importante chiarimento. &#171;La presenza in Veneto per noi &#232; strategica, nella malaugurata ipotesi che il revamping non passi noi non chiuderemo lo stabilimento&#187; afferma il direttore tecnico Edoardo Giudiceandrea. Parte la discussione. Se la presidente cerca di spostare il tiro, chiarendo che non sta al Parco dire la parola definitiva (non sta nemmeno al consiglio, dato che sar&#224; la commissione tecnica a dare il parere), gli interventi di sindaci e consiglieri riportano la palla al centro. Dove il centro &#232; il Piano Ambientale, con le sue norme e l'incompatibilit&#224; dichiarata, per i cementifici, all'articolo 19. Destra, sinistra, il monito &#232; chiaro: in gioco c'&#232; la stessa credibilit&#224; dell'ente. Perch&#233; se passa la torre da 120 metri, non si potr&#224; pi&#249; dir di no a tanti altri. Questo &#232; il messaggio che lancia per esempio Luca Claudio, sindaco di Montegrotto che si presenta al Parco dopo anni di assenza. &#171;Se d&#224; lavoro e riduce le emissioni, non vedo perch&#233; stiamo qui a discuterne&#187; taglia corto. Ma ricorda la querelle sulle altezze degli alberghi. Pi&#249; esplicito ancora Luca Ruffin, sindaco di Lozzo: &#171;Se questo progetto sar&#224; approvato, Lozzo ne presenter&#224; uno per una torre di 120 metri con un ristorante sopra, all'ingresso della Porta Ovest&#187; promette. &#171;Se questo passer&#224;, vuol dire che il Piano Ambientale ha fallito e va rivisto. Perch&#233; se c'&#232; un metro, deve essere uguale per tutti, non bastonare solo i deboli&#187;. &#171;Abbiamo il diritto e dovere di affrontare la questione, non possiamo mettere la testa sotto la sabbia e lasciare a Monselice la decisione&#187; ricorda la consigliere di minoranza Antonella Buson. &#171;Io ho l'Italcementi di fronte, a un chilometro, potete permettere che abbia qualche dubbio su questa torre&#187; rincara il sindaco di Arqu&#224; Luca Callegaro. Con l'impegno solenne della presidente Matteazzi a convocare una commissione ambiente aperta a tutti i rappresentanti del territorio, la seduta si chiude.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Gelsi in collisione con Lunghi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; ESTE. I panni sporchi si lavano al Parco. Momenti di imbarazzo al consiglio di ieri pomeriggio, quando &#232; emersa pubblicamente la diversit&#224; di vedute, sul revamping, tra il sindaco di Monselice Francesco Lunghi e il consigliere delegato al Parco, come lui del Pdl, Romano Gelsi. Interviene Lunghi e spiega la posizione sul Combustibile da Rifiuti. &#171;Le cementerie per legge possono bruciarlo, noi stiamo chiedendo a Italcementi che non lo facciano. Ho avuto dei dissensi con i consiglieri della mia maggioranza - ammette Lunghi -. Loro stessi sono convinti che si bruceranno rifiuti, non so neanche adesso se sono ancora convinti&#187;. Dopo un po' prende la parola Gelsi. &#171;Sono un po' in imbarazzo, perch&#233; ha gi&#224; parlato il sindaco e si &#232; espresso in una certa maniera - esordisce -. Rimane il problema dell'impatto che i cittadini di Monselice, Baone e Arqu&#224; avvertono. In questi giorni si &#232; capito che la gente il problema lo sente. E' proprio necessario fare una torre da 120 metri? O si pu&#242; ridurre l'impatto paesaggistico e al tempo stesso ridurre le emissioni? Italcementi ci ha garantito che comunque vada non intende dimettere l'impianto, e questo ci rassicura per i lavoratori. Ma siamo sicuri che questa torre ci garantir&#224; nel tempo la permanenza dell'occupazione?&#187;. L'ultimo passaggio di Gelsi, in linea con i ragionamenti di vari sindaci, &#232; sulle norme del Parco. &#171;Conosciamo le finalit&#224; della legge istitutiva e cosa dice il Piano Ambientale. La presidente si faccia carico che queste norme vengano rispettate&#187; conclude. Lunghi lo guarda male. Il dissenso interno non sembra rientrato. (f.se.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#171;I vincoli valgono pure per il cementiere&#187;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; MONSELICE. &#171;Migliaia di artigiani, commercianti e piccoli imprenditori hanno meno diritti di una grande industria?&#187;. Se lo chiede il consigliere regionale del Pdl Leonardo Padrin. &#171;Se lo stato di diritto garantisce a tutti i cittadini uguali diritti e doveri - dice a voce alta Padrin -, vorrei capire dove sta la diversit&#224; di giudizio rispetto al progetto di una torre-ciminiera alta 120 metri ed un qualsiasi altro intervento delle stesse dimensioni? O forse un Hotel da 40 piani, sul punto pi&#249; alto dei Colli Euganei, occuperebbe meno persone di quelle che vengono ipotizzate con la realizzazione del progetto revamping? Perch&#233; se il fine giustifica i mezzi basta scriverlo su un pezzo di legge ed avere lo stomaco per votarla. E allora, solo allora, si potr&#224; fare tutto&#187;. Insomma, 