LETTERA/APPELLO DI SOSTEGNO AI COMITATI
martedì 15 marzo 2011 di massimo
Caro Amico e/o cara Amica,
ci permettiamo di disturbarti perchè hai già condiviso con noi un momento fondamentale della battaglia contro il Revamping firmando la diffida assieme a più di altre 800 persone.
Potrai leggere nell’allegato una sintesi dei fatti che si sono susseguiti in questi mesi e che ci hanno impegnato a fondo: dall’esposto in Procura, al ricorso al TAR del Veneto che verrà discusso finalmente il prossimo 5 maggio, alla citazione per danni che abbiamo ingiustamente ricevuto da Italcementi.
Come saprai, la multinazionale (che ha dichiarato circa 5 miliardi di euro di fatturato) sostiene che con la nostra diffida e con un volantino del Comitato “E noi?” sono state diffuse notizie false e perciò è stata lesa la sua immagine.
Per questo ha chiesto che il Giudice ci condanni al pagamento di 160 mila euro di risarcimento più la pubblicazione su tre quotidiani locali a nostre spese della rettifica di quanto abbiamo scritto. Come non bastasse il Tribunale competente è quello di Bergamo, cosa che costringerà i nostri Avvocati a numerose trasferte.
Da parte nostra possiamo assicurare che tutto quanto abbiamo affermato è comprovato da documenti e quindi non abbiamo commesso alcun reato di diffamazione.
Purtroppo però l’esperienza ci insegna che quando la controparte è così potente non si può essere sicuri di nulla e pertanto riteniamo necessario avviare una raccolta di contributi, sia per fronteggiare le spese di difesa sia per costituire un fondo in grado di sopperire ad una ipotetica condanna, le cui conseguenze economiche graverebbero – con devastanti conseguenze - solo sui presidenti dei due Comitati, in quanto rappresentanti legali.
Chiediamo dunque la tua solidarietà perché mai come in questo frangente: “L’unione fa la forza”. Puoi versare un contributo (con bonifico bancario) in uno dei seguenti conti correnti secondo la tua preferenza:
• Comitato “E Noi?” IBAN: IT52 Q084 5262 6600 3013 0030 930
• Comitato “Lasciateci Respirare” IBAN: IT89 S076 0112 1000 0000 4341 082
Anche con Carta di Credito collegandoti al sito http://www.lasciatecirespirare.it/
E’ comunque nostra sincera convinzione che il Giudice riconoscerà le nostre ragioni assolvendoci dalle accuse che ci sono state mosse.
In tal caso – una volta conclusa la vicenda - vorremmo poter utilizzare le somme raccolte per costituire una Fondazione che operi sul territorio creando nuove e migliori opportunità per tutti.
Se lo desideri, però, potrai chiedere la restituzione di quanto versato esibendo la ricevuta del bonifico stesso. In questo caso, sarà eventualmente trattenuta solo una piccola percentuale quale contributo per le spese legali, che - ci auguriamo - saranno minime.
Ti ringraziamo per l’attenzione che ancora una volta ci hai riservato e contiamo anche sul tuo aiuto per riuscire – tutti insieme – a vincere questa battaglia importantissima per il nostro avvenire e soprattutto per i nostri figli.
Monselice, 15 marzo 2011
Francesco Miazzi Silvia Mazzetto Comitato “Lasciateci respirare” Comitato “E Noi?”
Cosa è successo in questi mesi?
Lo scorso mese di novembre, firmata dai presidenti dei due Comitati, è stata inviata agli enti interessati all’approvazione del “Revamping” (Parco Colli Euganei, Provincia di Padova, Comune di Monselice, Direzione Regionale dei Beni Culturali e Italcementi) la diffida sottoscritta da più di 800 persone. E’ anche stata depositato in Procura un esposto-denuncia sulle gravi anomalie che – secondo noi – hanno caratterizzato il percorso autorizzativo del progetto di ”Revamping”.
Nell’imminenza dell’emanazione del parere favorevole da parte della Commissione V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) i comitati annunciavano che avrebbero presentato ricorso al TAR, come poi è effettivamente avvenuto nei primi giorni del mese di gennaio. Proprio il 29 dicembre 2010, infatti, la Provincia ha rilasciato il parere favorevole sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) indispensabile per la costruzione della torre di 89 m. e quindi per la realizzazione del revamping.
Nel frattempo, il 27 dicembre partiva da Bergamo l’atto di citazione notificato ai presidenti dei due Comitati accusati di aver diffamato e causato danni all’immagine di Italcementi, la quale perciò ha chiesto il risarcimento di complessivi 160.000 euro. La prima udienza avrà luogo a Bergamo il prossimo 3 maggio.
Questo atto è stato duramente condannato da Legambiente, Italia Nostra e molti altri nomi illustri perché si tratta di un tentativo di intimidazione, gli amministratori del Comune di Monselice – il Sindaco Francesco Lunghi, il Vice Sindaco Gianni Mamprin e l’ex Sindaco Fabio Conte, invece hanno pubblicamente dichiarato che l’azione di Italcementi è stata giusta e doverosa, dovendosi l’azienda difendere dagli attacchi dei Comitati ambientalisti. E questo la dice lunga sul senso democratico dei nostri amministratori.
LA CONVENZIONE E LA SOSPENSIVA
Il Parco Colli, Italcementi e il Comune di Monselice hanno firmato una convenzione dove viene stabilito che Italcementi proseguirà l’attività nel nuovo stabilimento per altri 28 anni.
I Sindaci di Baone e Este, contrari al revamping, sono stati illegittimamente esclusi dalla firma della “Convenzione”, e perciò hanno a loro volta presentato ricorso al TAR, chiedendo al Giudice la sospensiva della “Convenzione” stessa.
Il 24 febbraio il Giudice del TAR di Venezia ha di fatto concesso la sospensiva, obbligando le parti (Comune di Monselice, Parco Colli Euganei e Italcementi) a non fare alcunché fintanto che il Tribunale stesso non avrà deciso nel merito, unendo nel giudizio anche il ricorso presentato dai Comitati. La prima udienza si terrà a Venezia il prossimo 5 maggio.
E’ del mese di marzo, invece, la buona notizia che il TAR del Veneto ha accolto il ricorso presentato dai Comitati di Fumane (Verona) contro la Provincia di Verona che aveva dato l’autorizzazione per un progetto presentato dal Cementificio Rossi, (analogo a quello di Italcementi), e del quale aveva parlato anche la trasmissione di Report, qualche mese fa. Quel cementificio, infatti, si trova in Valpolicella, la terra del pregiato vino Amarone.
Questo ci fa ben sperare per il nostro ricorso, anche se dobbiamo essere realisti e prevedere l’ipotesi di dover affrontare un possibile ricorso al Consiglio di Stato.
Purtroppo la battaglia legale è iniziata perché non abbiamo avuto altra scelta!
Se vogliamo sperare di creare qui un futuro appetibile per i nostri figli, se vogliamo cambiare finalmente il territorio in cui viviamo, non possiamo far altro che difenderlo dagli appetiti di chi vuole solo sfruttarlo utilizzando tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione dei cittadini per tutelare i beni comuni.
massimo
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