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L’ULSS 17 NON TRASMETTE I DATI DELLA MORTALITA’ PER TUMORE

giovedì 13 gennaio 2011 di massimo

LO SCANDALO DI UNA ULSS CHE NON TUTELA I SUOI CITTADINI, CHE NON TRASMETTE I DATI DELLA MORTALITA’ PER TUMORE DI QUESTO TERRITORIO.

Da una indagine epidemiologica sulla mortalità, effettuata negli anni 1995 - 2001 sul territorio dell’Ulss 17 che ha coinvolto il 15% della popolazione di 14 comuni, risulta che nella Bassa padovana la causa principale di morte siano le «malattie del sistema circolatorio».

Confrontando i dati divisi per sesso la mortalità nei maschi è nettamente superiore per le malattie neoplastiche mentre nel sesso femminile sono maggiormente presenti le malattie del sistema circolatorio. L’indagine è stata effettuata dal laboratorio di Epidemiologia ambientale del dipartimento di Medicina e sanità dell’Università e il progetto è stato concordato tra il Bacino Padova 3, l’Ulss 17, l’Arpav e l’Università. Nella Bassa i tumori più importanti hanno una incidenza maggiore rispetto ai dati di Regione e Provincia. Un esempio: il tumore trachea-bronchi e polmone nei maschi ha un’incidenza di 152,3 casi e nelle femmine di 31,5 casi per 100.000 abitanti contro i 123,3 e i 44,7 casi per 100.000 abitanti nella regione Veneto.

Di fronte a questi dati, per i cittadini che vivono nella bassa padovana, in particolare nell’area dei cementifici, era doveroso attendersi dalle Istituzioni un’attenzione particolare, invece inspiegabilmente si è verificata la situazione opposta.

Il Registro Tumori del Veneto è uno dei più grandi e dei più efficienti di tutta Italia, copre circa 2 milioni di abitanti e comprende 15 ULSS:

1. L’ULSS di Padova ha cessato la Registrazione nel 1999, non ha più fornito i dati codificati, rendendo impossibile l’attività di registrazione e quindi l’effettuazione di studi epidemiologici.

2. L’ULSS 17, una ULSS che tutti definiscono d’eccellenza per l’attività di screening oncologici, addirittura non è nemmeno presente in questo Registro.

In questa zona, tra quelle più esposte a rischi ambientali, nessuno si preoccupa di studiare e monitorate nel tempo la situazione epidemiologica della popolazione. Sindaci primari e Consiglieri Comunali medici si guardano bene dal segnalare questa anomalia, preferendo votare un revamping dell’Italcementi che condanna i cittadini ad altri 30 anni d’inquinamento, a norma di legge, anche 10 volte superiore a quello prodotto da un inceneritore. La dirigenza dell’ULSS è troppo occupata a gestire gli appalti del nuovo ospedale, le consulenze, le convenzioni per dedicare tempo e risorse per tutelare la salute dei suoi cittadini.

SIAMO STANCHI DI QUESTA SITUAZIONE, VOGLIAMO CONOSCERE LA REALTA’ IN CUI CI COSTRINGONO A VIVERE E IL TASSO DI MORTALITA’ CHE I CITTADINI DEVONO SOPPORTARE PER GARANTIRE I PROFITTI DEI CEMENTIERI. VOGLIAMO UNO FUTURO ATTENTO ALLA SALUTE E ALLA SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO.

Francesco Miazzi - Consigliere Comunale "Nuova Monselice"


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