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DOPO IL SI ALL’INCENERITORE DI POLLINA DI MOTTA, I COMITATI SONO PRONTI A RIPRENDERE LE MOBILITAZIONI

lunedì 18 ottobre 2010 di massimo

SABATO, 16 OTTOBRE 2010

Sì a sorpresa a Venezia all’impianto di Motta che brucerà pollina

Soltanto il Comune ha confermato il «no» Lega in forte imbarazzo

ESTE. Colpo di scena, e questa volta il botto è proprio forte. L’inceneritore di pollina di Motta si farà: a sancire il «sì» definitivo è stata la Conferenza dei servizi regionale che si è riunita ieri a Venezia. Al tavolo delle decisioni c’erano Provincia, Regione, Fattorie Menesello e Comune di Este. L’assente eccellente era invece l’Arpav. La municipalità atestina ha rimediato un sonoro 4-1: quattro sono stati i pareri favorevoli alla realizzazione dell’impianto. La Conferenza. L’organo regionale era chiamato a dare il parere definitivo all’intervento: un impianto da 1 megawatt di potenza che sorgerà in via Gazzo per volere delle Fattorie Menesello e brucerà pollina e cippato. Pareva dovesse arrivare lo stop al progetto. A Venezia si è invece registrato il colpo di scena: l’Arpav, assente alla seduta di ieri e fino a ieri contraria all’intervento, ha raggiunto un accordo con le Fattorie Menesello che è valso il parere positivo all’impianto. Il «sì» all’inceneritore è quindi stato confermato da tutti gli enti, eccezion fatta per il Comune. «Una decisione gravissima - commenta il sindaco Giancarlo Piva, ieri a Venezia con l’assessore Beatrice Andreose - che non tiene conto delle nostre osservazioni. Ci auguriamo che ora la giunta regionale esprima parere contrario, altrimenti ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità». Sarà infatti la giunta di Luca Zaia ad avere l’ultima parola. Il Comune, tra le decine di osservazioni presentate in conferenza, ha sottolineato soprattutto come non venga in alcun modo chiarito il quantitativo di diossina emesso nell’aria. E proprio su questo, il sindaco non ha risparmiato parole velenose all’Arpav: «Sono questi i difensori dell’aria che respiriamo?». Le reazioni. «Che senso ha l’espressione paroni a casa nostra? - attacca l’onorevole leghista Paola Goisis - In casi come questi sembra un semplice motto! Ho promesso che mi sarei dimessa dal partito se fosse arrivato il via libera all’impianto: mi riservo di vedere cosa deciderà la giunta e di capire che peso avrà la parte politica in questa decisione». Parla di tradimento Natalino Furlan, presidente del Consiglio comunale atestino e segretario del Pd di Este: «Gli esponenti della Regione prima si vantano di essere i maggiori difensori del territorio, e poi lo tradiscono in questa maniera. Terremo alta la tensione su questo argomento: gli interessi degli imprenditori vengono dopo il rispetto del territorio e la tutela della salute». Sulla stessa linea l’ambientalista Francesco Miazzi: «Questa decisione rappresenta uno schiaffo ai residenti e alle centinaia di persone che hanno manifestato il loro dissenso. In attesa che la giunta assuma la decisione definitiva siamo pronti a riprendere le mobilitazioni, perché questo fatto può rappresentare la rottura di un argine e il via libera a decine di altri impianti simili».


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