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LA PESCHERIA E’ LO SPECCHIO DI UNA PESSIMA AMMINISTRAZIONE

domenica 18 luglio 2010 di massimo

L’immagine di un mercato di lidi lontani, è quella che appare oggi ai rari clienti che si avventurano, tra la polvere, nel cortile dell’ex segheria che ospita “provvisoriamente” il mercato del pesce a Monselice. Si vuol far passare questa scelta come la conseguenza di un’emergenza dovuta alle carenze igieniche della vecchia Pescheria, ma purtroppo quello che sta accadendo è il frutto di anni e anni di superficialità, negligenze, incapacità amministrativa da cui oggi è difficile uscire.

Tra l’altro questo spostamento “provvisorio”, confligge in modo evidente con la destinazione d’uso dell’area che ricordiamo dovrebbe ospitare i camper dei turisti. Quanto può durare questa convivenza tra marcato del pesce e camperisti?

Va precisato che le carenze strutturali, impiantistiche ed igienico-sanitarie dell’edificio della Pescheria sono note da anni: la presenza di topi e colombi citati per avvalorare la tesi dell’emergenza, rappresentano una problematica vecchia come questi problemi.

Ogni volta che l’amministrazione Conte prima e quella di Lunghi ora, hanno affrontato la questione, sono emerse sempre proposte diverse quanto confuse e non si sono mai affrontati in maniera organica i veri nodi che sottendono alla vicenda.

Con il pretesto della sistemazione delle mura storiche, era stato approntato un progetto (anche questo con gravissime lacune procedurali, già segnalate anche al Prefetto di Padova), che ha portato a predisporre in Via Argine dx delle Piazzole fornite di punti luce, acqua e scarichi fognari. La destinazione di questi spazi era pensata per il trasferimento del mercato del pesce.

Solo che lì, i “nostri” pescivendoli al momento non possono andare, in quanto non essendo “ambulanti”, non possono occupare uno spazio su posti che sottostanno all’assegnazione con bando a valenza regionale. E mancando il “PIANO COMUNALE DEL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE”, tutto si è arenato.

Ecco perché la situazione si è trascinata e ora il mercato del pesce è finito in un luogo dove è destinato a morire! Altro che emergenza colombi…

Sul destino della Pescheria si sono riempite pagine di annunci propagandistici, ma alla resa dei conti si è tornati al punto di partenza: dall’idea di fast food si è passati a quella del “Pedrocchino”, si è predisposto un Bando di Gara andato deserto e poi ancora silenzio, fino all’ultima trovata di uno spazio vendita per piccole attività alimentari. Non ci vuole un indovino per capire che anche questa cosa è destinata a fallire.

INVITIAMO IL SINDACO A DEDICARE MENO TEMPO AI “GRANDI PROGETTI” e ad applicarsi di più su queste problematiche, sulle quali ruota il futuro del commercio e della vita nel centro storico.

Per quanto riguarda l’edificio, Lunghi metta da parte i grandi sogni, si faccia carico del recupero e della messa a norma dell’edificio e lo riconsegni alla sua destinazione originaria. Un percorso che potrebbe coinvolgere i pescivendoli attuali e altre attività affini e che potrebbe portare al recupero di uno spazio nel segno della tradizione e della sinergia con il mercato e le altre attività del Centro.

ED IN OGNI CASO METTA IN REGOLA L’OPERATO DEL COMUNE SULLA COMPLESSA NORMATIVA DELLE AREE DESTINATE AL COMMERCIO, PRIMA CHE INTERVENGANO LE AUTORITA’ PREPOSTE E SALTINO TUTTE LE ATTIVITA’ PRESENTI…

FRANCESCO MIAZZI – Consigliere Comunale

Monselice 19-07-2010


SCHEDA

A Monselice, per un’incredibile negligenza e omissione amministrativa, manca il “PIANO COMUNALE DEL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE”, che la normativa (Legge regionale 6 aprile 2001, n. 10 in applicazione decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114) ha reso obbligatorio.

Per essere più precisi, la legge Regionale fissava in 6 mesi il tempo per la stesura del Piano. A Monselice invece, si devono attendere 4 anni solo per vedere approvata la “Ricognizione dello stato attuale“, approvata con Delibera di Giunta nel 2005.

Nel 2007 viene sistemata la disposizione dell’area della Fiera e bisogna pazientare fino al 2009 per vedere una proposta, strutturata dagli uffici preposti, che prevede lo spostamento del Mercato Ittico nei giardini di Via Argine dx.

Il Piano delle Aree del Commercio che dovrebbe normare la disposizione dei Mercati centrali e rionali, dei settori di vendita, delle sagre e delle feste intanto langue nei cassetti. Gli uffici comunali ci lavorano da oltre 6 anni, ma le varie Amministrazioni non hanno mai trovato il tempo di portare queste proposte all’attenzione del Consiglio Comunale.

RIUSCIRA’ IL SINDACO LUNGHI A TROVARE UN PO’ DEL SUO TEMPO PREZIOSO PER DEDICARSI A COLMARE QUESTA LACUNA?

O PER VEDERE UNA PROPOSTA DOVREMO NUOVAMENTE RIVOLGERCI AL PREFETTO?


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