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LA BASSA PADOVANA NON E’ LA PATTUMIERA DEL VENETO

domenica 21 febbraio 2010 di massimo

La cronaca della manifestazione del 20 febbraio 2010 contro il progetto del nuovo inceneritore di pollina ad Este

20 / 2 / 2010 - tratto da Global Project

Questo pomeriggio alle ore 14.30 il Coordinamento Comitati della Bassa Padovana ha dato vita ad una manifestazione contro il progetto del nuovo inceneritore di pollina che dovrebbe sorgere in località Motta di Este, in provincia di Padova.

Dalla strada regionale 10, la Padana Inferiore sono partiti centinaia di cittadini che hanno dato vita ad un corteo colorato e rumorosissimo composto da residenti locali e da delegazioni degli altri comitati che compongono il coordinamento e di altri da altre zone del Veneto. Il percorso del corteo si è snodato per le strade locali che hanno portato prima all’abitazione e poi allo stabilimento delle “Fattorie Menesello” che hanno richiesto l’autorizzazione per un impianto di incenerimento delle deiezioni animali.

Successivamente il corteo di è spostato in Piazza Maggiore ad Este, il comune di riferimento per la zona del nuovo impianto e ha dato vita ad un presidio all’interno della stessa piazza mentre sotto i portici sono stati allestiti i materiali informativi frutto del lavoro dei vari comitati ed hanno preso il via gli interventi nonostante la pioggia battente. Rispettando l’appello che ha convocato la manifestazione erano presenti molti striscioni ma nessuna bandiera di partito.

Moltissimi erano invece i cartelli e gli slogan con i quali i partecipanti hanno dimostrato non solo di essere determinati a impedire l’installazione di questo inceneritore ma di avere anche una conoscenza approfondita del problema ed in generale dello “stato di salute” del proprio territorio. Ben lontani dalla sindrome “non nel mio giardino” hanno invece spiegato durante la giornata quale sia la situazione ambientale della bassa padovana. La zona di cui si parla è una zona residenziale, a promozione agricola e nella quale dovrebbe sorgere il futuro ospedale della bassa padovana e si trova attualmente ad avere tre cementifici, diverse discariche, un cogeneratore ad olio, distillerie oltre ad antenne e svariati altri impianti inquinanti.

I partecipanti alla giornata di oggi sono convinti che questa zona sia già fortemente inquinata e abbia bisogno di bonifiche e alternative praticabili e non di ulteriori impianti inquinati. In particolare la critica viene rivolta agli impianti di incenerimento e al “bruciare” come soluzione per l’eliminazione dei rifiuti e la produzione di energia. Le deiezioni animali, la cosiddetta “pollina” non sono infatti di necessità rifiuti da eliminare ma costituirebbero un valido sostituto dei fertilizzanti chimici, sia dal punto di vista economico che da quello ambientale per l’inquinamento delle falde e della desertificazione dei terreni. Inoltre un impianto per essere produttivo e giustificato economicamente avrebbe bisogno di enormi quantità di pollina, che bisognerebbe addirittura “importare” da altri territori con un ulteriore pesante impatto anche dal punto di vista dell’inquinamento da traffico. Un’altra preoccupazione riguarda la tendenza degli impianti che hanno la possibilità di bruciare ad altre temperature ad essere individuati come siti di combustione per il CDR (combustibile derivato dai rifiuti) di altra natura come dimostrano le battaglie del Comitato Lasciateci Respirare a Monselice e ad Este.

I cittadini oggi hanno invece chiesto all’amministrazione comunale di mantenere e rafforzare le politiche di raccolta differenziata, di riciclaggio, riduzione e riuso dei materiali perchè “non ci sia più niente da lasciar bruciare” alla logica del profitto. Nonostante l’opposizione dei cittadini riuniti in comitati su quest’ultimo particolare impianto, a cui si sono aggiunti il parere negativo dell’amministrazione comunale, dell’Arpav e dell’ULSS 17 la commissione tecnica regionale ha espresso parere favorevole.

Per questo sono stati lanciati la manifestazione e il presidio di oggi che si è sciolto solo nel tardo pomeriggio malgrado il tempo inclemente dopo gli interventi dei partecipanti che hanno ribadito la loro ferma opposizione a questo ulteriore impianto imposto agli abitanti e al territorio.


- Il Mattino di Padova - DOMENICA, 21 FEBBRAIO 2010

Corteo sotto la casa dei Menesello

Trecento dimostranti alla manifestazione di protesta «No Inceneritore»

Gli organizzatori fanno togliere i cartelli affissi davanti all’abitazione Presenti molti sindaci della zona

NICOLA CESARO

ESTE. Fischietti, tamburi, striscioni e slogan: chi non era informato poteva pensare a un tifo da stadio. In realtà la protesta messa in atto ieri a Motta d’Este ha avuto un significato ben più profondo del semplice baccano. In più di trecento, ieri pomeriggio, hanno manifestato il proprio dissenso contro la realizzazione di impianti di smaltimento della pollina nella Bassa Padovana. Impianti meglio noti con il termine di «inceneritori». E il titolo della grande protesta di ieri era «No Inceneritore Day». La pioggia che incessante non ha raffreddato i bollenti animi dei partecipanti.

A sfilare, in un lungo corteo, c’erano cittadini di ogni estrazione: ambientalisti, politici, giovani con i capelli rasta e ragazzi in jeans e camicia, anziani e semplici famiglie, perlopiù residenti nella zona che dovrebbe ospitare l’impianto delle Fattorie Menesello. Il ritrovo era previsto alle 14.30 davanti alla chiesa di Motta: puntualissimi, i manifestanti si sono uniti in un lungo serpentone che si è snodato lungo la Sr 10 e poi attraverso via Gazzo e via Cortona. In coda ognuno ha cercato di manifestare la propria protesta nel modo più efficace possibile: chi aveva tamburo in mano e fischietto in bocca, chi si era travestito da cadavere, chi legato al polso teneva un macabro palloncino nero. E poi manifesti e striscioni, a decine. Il più simpatico era riferito proprio al business della pollina: «Le galline del Basso Padovano hanno deciso di aprire l’ano», giocando poi con i termini «approfitto» e «profitto».

Qualche attimo di tensione si è toccato quando il corteo si è fermato davanti all’abitazione dei Menesello, promotori dell’impianto: qui le urla di protesta hanno raggiunto parecchi decibel e qualcuno ha tappezzato la recinzione della casa con manifesti e striscioni. Il tutto sotto l’occhio di una decina di carabinieri di Este. Gli organizzatori hanno poi rimosso immondizie e cartelloni, stigmatizzando il comportamento dei più esagitati. Molti gli amministratori e i politici presenti al corteo, pur senza simboli e bandiere d’appartenenza: si sono visti i sindaci di Este, Ospedaletto, Baone, Ponso, Villa Estense, Vighizzolo, ma anche i candidati al consiglio regionale Francesco Miazzi e Germana Urbani.

E parecchi membri del Pd della Bassa. La Lega Nord ha appoggiato la manifestazione, pur ricordando che il primo «No Inceneritore Day» era stato organizzato a Motta proprio dal partito padano. I protagonisti sono stati ovviamente i comitati, zoccolo duro di quest’evento: ne sono arrivati anche dal Polesine. Alle 17 un centinaio di manifestanti ha fatto capolino in piazza Maggiore: qui sono stati letti alcuni messaggi. La speranza è che il corteo si allunghi e che la protesta sia accolta da chi è nella stanza dei bottoni.

- IL GAZZETTINO - Domenica 21 Febbraio 2010,

ESTE Manifestazione ieri pomeriggio sotto la pioggia per dire no all’impianto per la pollina

In 300 contro l’inceneritore

Bloccato per alcuni minuti il traffico sulla Padana inferiore, ma nessun incidente

Pioggia e vento non hanno fermato il "No inceneritore day", che ha portato centinaia di manifestanti nella frazione di Motta. Al movimento di protesta hanno partecipato ieri circa 300 persone. Tutti uniti contro il progetto, inoltrato in Regione da un privato, che potrebbe portare alla costruzione di un inceneritore di pollina proprio a Motta. Il corteo è partito alle 14.30 dalla chiesa vecchia del paese, scortato dai carabinieri della Compagnia di Este.

Il gruppone ha percorso qualche centinaio di metri sulla Padana inferiore, bloccando il traffico per alcuni minuti, per poi imboccare via Cortona in direzione delle fattorie Menesello. La protesta è giunta alla fine di fronte al cancello dell’azienda, che ha fatto richiesta per l’installazione dell’impianto. Molti gli striscioni contro la ditta, parecchi altri invece erano mirati al blocco totale delle richieste di costruzione di inceneritori di pollina in zona. Qualcuno l’ha buttata sul ridere, scrivendo su un cartello «è vero che la... porta schei».

Qualcun altro invece si è travestito da morte per ricordare il peso dell’inquinamento ambientale sulla salute dell’intera Bassa Padovana. Poi tanti fischietti, tamburi e musica. Non si sono verificati incidenti di alcun tipo ed il corteo è tornato sul piazzale della chiesa della frazione. Da qui i manifestanti si sono trasferiti in piazza Maggiore ad Este, dove era stato organizzato un sit-in di protesta. Qualche minuto sotto la pioggia battente, per far capire ai visitatori del centro storico i motivi ed il valore del No inceneritore day, quindi tutti a casa ad asciugarsi.

La palla ora torna in Regione, dove il progetto ha trovato negli ultimi tempi molti sostenitori. La commissione tecnica regionale ha espresso qualche settimana fa un parere favorevole alla richiesta dell’azienda.

Il via libera, che però non porterà direttamente all’approvazione definitiva del piano, è arrivato nonostante il pollice verso dell’Arpav, dell’Ulss17, della Provincia e dei Comuni dell’estense.

L’anno scorso, invece, la giunta regionale aveva spostato le deiezioni avicole dalla casella dei rifiuti a quella dei sottoprodotti. In tal modo la pollina diventa un combustibile regolare, ma i Municipi hanno impugnato la delibera di fronte al Tar.

(F.G.) «Non portate le bandiere di partito» avevano raccomandato i promotori della manifestazione. E così è stato. Fra le centinaia di persone presenti nel corteo spiccavano i sindaci di molti Comuni della zona, in modo indipendente dalle ideologie e dall’appartenenza politica. C’erano Giancarlo Piva per Este, Francesco Corso per Baone, Antonio Battistella per Ospedaletto Euganeo, Sandro Parolo per Ponso e Paolo Oppio per Villa Estense. Nel serpentone erano rappresentati quindi i comitati No fly zone di Este e Carceri, Lasciateci respirare di Monselice e Conselve, No reflui speciali di Sant’Urbano, Altrambiente e salute di Ospedaletto e Salute e ambiente di Tribano. Presenti anche le associazioni Il moraro, Legambiente e Italia nostra.


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