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PIANO CASA A MONSELICE

martedì 4 agosto 2009 di massimo

- Il Mattino di Padova - SABATO, 01 AGOSTO 2009

Sotto la Rocca abitazioni più grandi

Il Comune di Monselice approva il Piano casa, critica la minoranza

MONSELICE. Il Piano Casa è operativo nella città della Rocca. L’altra sera il consiglio comunale ha recepito la legge regionale su quelle «misure urgenti» per dare una boccata d’ossigeno al settore edilizio. Monselice è il primo comune del padovano a tagliare il «traguardo».

I cittadini potranno ora, con una semplice Dia, partire con l’ampliamento fino al 20 per cento del volume per gli edifici residenziali. Per i fabbricati ad uso produttivo, l’ampliamento si calcola invece sulla superficie coperta. I bonus aumentano fino al 40 per cento per gli edifici costruiti prima del 1989. A patto però che vengano demoliti e ricostruiti con bioedilizia o energie da fonti rinnovabili. Per definire questi ultimi standard, però, si dovranno aspettare le linee guida della Regione. Che arriveranno entro l’11 ottobre. Un altro allettante incentivo è la riduzione del 60 per cento degli oneri di urbanizzazione, per gli ampliamenti alla prima casa. «L’amministrazione ha scelto di recepire il Piano com’è - ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Stefano Peraro - senza ulteriori bonus né limitazioni. Ci adegueremo alle linee guida, ma intanto i cittadini possono partire subito con gli ampliamenti del 20 per cento». «Stiamo verificando con gli istituti bancari la possibilità di facilitare l’accesso al credito per chi usufruisce del Piano» ha aggiunto il sindaco Francesco Lunghi.

Critica la minoranza, soprattutto sulla «corsa» all’approvazione. Laddove altri comuni si stanno muovendo con molta prudenza. «La legge 14 presenta vari aspetti di dubbia interpretazione - ha sottolineato Arnaldo Merlin, consigliere della Nuova Monselice -. Ad esempio potrebbe collidere con la normativa sulle sopraelevazioni. Che senso ha poi recepire la legge senza le fantomatiche linee guida regionali, che devono dare le indicazioni sui criteri per avere il bonus del 40 per cento?». «Non è una gara a chi arriva primo, si rischia di dar più lavoro agli avvocati che ai costruttori - ha sintetizzato Francesco Miazzi -. Dov’è finito il ruolo di capofila del Comune di Monselice per il coordinamento con altri Comuni? L’assessore comunale, essendo ora all’opposizione in provincia, lavora contro il suo successore?». Il riferimento è al ruolo di coordinamento, da parte della Provincia, auspicato da altri comuni del Padovano. Proprio per evitare una possibile Babele di diverse applicazioni. «Queste critiche sono compatibili con un altro livello di programmazione - ha replicato Peraro -. Il Piano Casa è solo un provvedimento che dà una facoltà ai cittadini. E sono in tanti che da 15 giorni vengono a chiedere quando possono partire».

Qualche polemica c’è stata pure sui numeri. Secondo le stime dell’assessorato all’Urbanistica, a Monselice il Piano movimenterà 40 milioni di euro in due anni. «Se partiamo dalle cifre dell’Ance, al massimo saranno 8 milioni e 20 posti di lavoro» ha conteggiato Miazzi. «Un po’ perplesso sui dati» si è detto anche l’ex sindaco Fabio Conte: «Comunque una ricaduta ci sarà».

di Francesca Segato

- Il Gazzettino - Sabato 1 Agosto 2009,

Il piano casa regionale decolla a Monselice.

L’aumento del 20 per cento delle abitazioni civili è uno strumento edificatorio che potrà essere utilizzato fin da subito dalla collettività. Il provvedimento è uno dei primi che viene adottato a livello provinciale.

«È uno strumento per rilanciare l’attività edilizia, settore che rappresenta il volano dell’economia nazionale – ha sostenuto l’assessore all’Urbanistica Stefano Peraro – ed è attraverso questo strumento che metteremo in moto l’economia locale. La recessione economica sta allungando i suoi tentacoli anche a livello locale: perdita di posti di lavoro e fabbriche che chiudono. L’edilizia pertanto sarà usata come cavallo di Troia per cercare di chiudere il capitolo della crisi economica».

Peraro ha messo sul piatto alcuni dati, com’è nel suo stile.

«Le stime sono fornite a livello regionale per quanto riguarda le entrate derivanti dagli oneri di costruzioni che saranno garantiti dall’applicazione della norma regionale. A Monselice, nel breve periodo, dovrebbero superare i cento milioni euro. La situazione si rifletterebbe positivamente anche sull’occupazione, in particolare nell’ambito della progettazione e dell’attività edificatoria. Non potevamo lasciarci sfuggire il nuovo strumento urbanistico perché rappresentava per molte persone è la soluzione dei loro problemi abitativi. Dare delle concrete risposte alla gente era un mio obbligo che ho assolto portando all’approvazione la delibera del piano casa regionale».

Il capogruppo dell’opposizione Francesco Miazzi ha replicato criticamente punto per punto a Peraro.

«Sino a qualche mese fa Peraro, guidava l’assessorato provinciale all’Urbanistica ed ha “tormentato” con le sue pressioni i comuni per l’adozione del piano d’ambito territoriale intercomunale (Pati) ma per generare degli interventi con gli altri comuni per un razionale ed armonico sviluppo urbanistico. Adesso c’è questa fuga in avanti di Monselice. L’amministrazione comunale ancora prima dell’adozione degli strumenti attuativi pensa al recepimento della legge regionale, mentre tutti gli altri comuni aspettano le mosse della Provincia, alla quale la norma assegna il ruolo di coordinamento. Infine gli introiti per il comune vanno ridefiniti e non arriveranno ai 7-8 milioni di oneri di costruzione ed i nuovi posti lavoro non supereranno la quindicina».

Orfeo Meneghetti


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