CENTRO RICICLO DI MONSELICE: SOSPENSIONE SCIOPERO E BLOCCO DEI CANCELLI
mercoledì 22 aprile 2009 di massimo
DOPO LA CONVOCAZIONE DI UN INCONTRO IN PREFETTURA PER IL GIORNO 29 APRILE, L’ASSEMBLEA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI HA DECISO LA SOSPENSIONE DEL BLOCCO IN ATTESA DELL’INCONTRO.
L’ASSEMBLEA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DEL CENTRO RICICLO DI MONSELICE - ADL-COBAS
MARTEDÌ 21 APRILE 2009
Nella serata odierna, dopo due giorni di sciopero e blocco dei cancelli del Centro Riciclo di Monselice l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori della coop mylog ha deciso di sospendere il blocco, dopo che dalla Prefettura è arrivata la notizia della convocazione di un incontro tra le parti che dovrà affrontare le questioni poste dalla lotta, la cui data è stata fissata per il 29/4, con possibilità di essere anticipata, qualora vi siano le condizioni.
In questi due giorni di sciopero e blocco si è voluto porre all’attenzione dell’opinione pubblica e delle forze istituzionali alcune questioni che rivestono un ruolo di natura pubblica, da un lato, e di rapporti di lavoro, dall’altro.
Tutto era nato dalla proposta formulata dalla coop. MYLOG e dal Consorzio Team Service alle lavoratrici e ai lavoratori, consistente nel chiedere il loro consenso ad una riduzione della paga oraria di ben 1,20 €, per far fronte, a loro dire, alla crisi che si è venuta a creare, dovuta al calo del prezzo della plastica e alla scomparsa della carta da selezionare.
La gravità di una proposta di questo tipo è balzata immediatamente agli occhi di tutte le lavoratrici e dei lavoratori, in quanto, la sua accettazione, avrebbe significato subordinare il salario al prezzo delle merci che vengono prodotte. Si sarebbe trattato ovviamente di un fatto molto grave che avrebbe creato un precedente molto pericoloso. Tanto più che il lavoro di selezione dei rifiuti è parte della filiera che parte dalla raccolta differenziata , passa attraverso la selezione, per arrivare alla fine al vero e proprio riciclaggio delle materie recuperate.
E tutto ciò riveste ovviamente un ruolo di utilità sociale e pubblica di importanza primaria e strategica. Infatti l’ente pubblico pensa a questa funzione come ad un bene comune che non può essere legato esclusivamente al prezzo di mercato delle materie da riciclare, tant’evvero che i Comuni, la raccolta differenziata, la fanno, a prescindere dal prezzo di mercato. Ma questo principio non vale per le persone che sono impiegate in questo settore, vale in altri settori, tipo i trasporti o la sanità, o la scuola, all’interno dei quali, ovviamente, il salario non dipende dal mercato.
Sulla base di questi ragionamenti, sviluppati all’interno di questa lotta, si è arrivati a respingere in modo netto la proposta di riduzione della paga oraria e di avviare una battaglia perchè questa quiestione venga posta nelle sedi politiche opportune, in quanto non può essere una question di mercato, ma è essenzialmente un problema politico.
Dopo due giorni di sciopero e di blocco dei cancelli per chiedere che si arrivasse ad un incontro chiarificatore su questi punti si è arrivati alla decisione di sospendere la lotta, per rinviare ogni decisione al dopo incontro fissato dalla Prefettura.
L’assemblea ha deciso che dall’incontro dovranno scaturire risposte molto chiare ai quesiti posti.
Il primo è che venga garantita continuità lavorativa e contrattuale a tutte/i lavoratrici e lavoratori del Centro Riciclo, a prescindere dalla cooperativa che gestirà l’appalto; il secondo è che va risolto politicamente e finanziariamente il nodo che il salario non può essere una variabile dipendente dall’andamento del prezzo delle merci lavorate.
All’unanimità, l’assemblea ha deciso che qualora, dall’incontro in Prefettura, non verrà data una risposta adeguata alle richieste fatte, la lotta riprenderà in modo ancora più duro e determinato.
L’ASSEMBLEA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DEL CENTRO RICICLO DI MONSELICE - ADL-COBAS
CENTRO RICICLO DI MONSELICE: resoconto assemblea del 15 aprile L’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori della Coop MyLog-Team Service del Centro Riciclo di Monselice
Comunicato ADL Cobas
VENERDÌ 16 APRILE 2009
Al Centro Riciclo Monselice
A Team Service
All’Assessore Provinciale
al lavoro R. Tosetto
All’Assessore Provinciale
all’ambiente R. Marcato
Al Sindaco e agli Assessori Attività produttive e Ambiente di Monselice
Alla Prefettura di Padova
Agli organi di stampa
Padova, 16 aprile 2009
Con la presente, diamo comunicazione dell’esito dell’assemblea tenuta dalle lavoratrici e dai lavoratori della Coop MyLog impiegati c/o il Centro Riciclo di Monselice tenutasi nella giornata di mercoledì 15 aprile.
L’assemblea si è soffermata a lungo sulle questioni sollevate da Team Service e sulle risposte fin qui avute a livello aziendale e istituzionale alle questioni poste dall’apertura del terreno vertenziale, con l’iniziativa di lotta dell’8 aprile.
La prima questione sollevata riguarda la situazione che si è venuta a creare a seguito dell’arrivo di 15 lavoratrici dalla Star Recycling di Padova. La domanda che viene posta è: sulla base di quale progetto si è arrivati ad attuare questa scelta? Si era consapevoli del fatto che ciò avrebbe comportato seri problemi di riduzione di orario di lavoro che si sarebbero aggravati a causa dei problemi intervenuti? Qual’è la logica che presiede ad una scelta che produce una riduzione di orario di lavoro per tutti, senza intravvedere una prospettiva di incremento di orario di lavoro, visto che comunque tutti avevano un contratto a full-time? Poiché stiamo parlando di questioni di grande importanza sociale, si chiede che a queste domande vengano fornite risposte adeguate a chi di competenza in sede istituzionale.
Grazie allo sciopero attuato si è riusciti a capire che la causa della riduzione della lavorazione della carta non è attribuibile al fatto che i comuni non attuano più la raccolta differenziata della carta, ma al fatto che, da qualche mese a questa parte, la Ditta Devizia raccoglie carta e plastica in modo già differenziato ed in conseguenza di ciò la carta viene portata alla Ditta Nalin e non più al CRM. Su questo primo punto viene posta una prima domanda.
Come è possibile che su una questione di questa portata, che porta ad una modifica sostanziale del rapporti di lavoro, non vi sia stata né informazione alla cooperativa che gestisce l’impianto, né ai comuni che usufruiscono di questo servizio. Ciò che come O.S., come lavoratrici e lavoratori, contestiamo pesantemente è che, in relazione ad un servizio di vitale importanza, quale è quello del riciclaggio dei rifiuti, tutto sia lasciato interamente alle logiche di mercato e che non vi sia alcuna forma di controllo da parte istituzionale che possa prevenire l’insorgere di problematiche occupazionali.
E’ stato detto alle lavoratrici e ai lavoratori, che, a causa del deprezzamento della plastica, della riduzione di lavorazione del volume della carta e del suo deprezzamento, la cooperativa non poteva più sostenere i costi del lavoro e si vedeva, di conseguenza, costretta a proporre una riduzione della paga oraria, a parità di lavoro, di 1,20 € fino a dicembre, per continuare a gestire l’impianto. Dopo lo sciopero dell’8 aprile, la cooperativa si è dichiarata disponibile a ridimensionare la proposta, da 1,20 a 0,70.
Pur rilevando che comunque l’iniziativa intrapresa abrebbe prodotto un ridimensionamento del danno economico sul salario, su questo punto l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori ha espresso un parere molto netto e preciso. Entrambe le proposte vengono respinte per un motivo molto semplice. Qui non siamo in presenza di assenza di lavoro, o di necessità di ridurre ulteriormente l’orario, siamo in presenza di una situazione particolare di calo del prezzo dei rifiuti trattati, da cui deriverebbe la necessità per la cooperativa di ridurre i costi. Accettare di ridurre il salario percepito a parita di orario di lavoro, significherebbe stabilire un principio inaccettabile e, cioè, che la paga oraria non è più stabilita sulla base dei contratti nazionali di lavoro, ma sulla base della redditività delle merci che si lavorano. La paga oraria diventerebbe una variabile dipendente dai profitti, ma solo in peggio, quando i profitti vengono meno.
Sulla base di queste considerazioni, la questione va rigettata interamente sui soggetti interessati al servizio che, comunque, viene svolto. Comuni che riforniscono il Centro Riciclo di Monselice, Provincia, CRM, Team Service o altre cooperative che subentreranno, dovranno comunque trovare il modo per garantire che il lavoro svolto venga pagato come è previsto contrattualmente. Questo è quanto è stato proposto dall’assemblea tenuta nella giornata del 15 aprile. Su questo punto, il diritto ad essere retribuiti secondo contratto, non è oggetto di contrattazione e quindi le lavoratrici e i lavoratori sono pronti a mettere in atto tutte le forme di lotta che riterranno più opportune per salvaguardare questo diritto.
Conclusioni. Team Service ha già annunciato verbalmente che, qualora non fosse stata accettata dalle lavoratrici e dai lavoratori la loro proposta, dalla giornata di lunedì 20 aprile, verranno messe in atto misure atte all’ottenimento dell’obiettivo della riduzione del costo del lavoro. Auspichiamo che da parte istituzionale ed in particolare da parte della Prefettura, vi sia la volontà di arrivare in tempi molto veloci alla convocazione delle parti, al fine di evitare un grave conflitto sindacale che riguarda una novantina di famiglie, tutte straniere, ed un servizio strategico per la collettività
L’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori della Coop MyLog-Team Service del Centro Riciclo di Monselice
ADL-Cobas
Il Mattino di Padova - MERCOLEDÌ, 22 APRILE 2009
Arrivano buste paga e rassicurazioni Riprende l’attività al Centro Riciclo
MONSELICE. Blocco a oltranza. Non si arrendono i lavoratori del Centro Riciclo: da lunedì sera a ieri hanno interrotto l’attività della ditta. Ieri parecchi camion che trasportavano rifiuti al Centro hanno dovuto fare dietrofront.
In serata, dalla prefettura arriva l’annuncio che tutti aspettavano: verrà convocato un tavolo di confronto con tutte le parti. Probabilmente il 29 aprile. Da oggi quindi le attività dovrebbero riprendere. Il picchettaggio dei 90 lavoratori è stato deciso dopo la nuova assemblea, lunedì pomeriggio.
A esasperare gli animi, un ritardo nel pagamento degli stipendi e l’arrivo di altri lavoratori della cooperativa Mylog, provenienti dal centro Star Recycling di Padova. «Non si possono scaricare qui i problemi del centro di Padova, che è di un proprietario diverso» spiega Gianni Boetto, dell’Adl Cobas. In giornata comunque sono arrivati sia le buste paga, sia una rassicurazione dalla ditta: verrà fermato il flusso di lavoratori da Padova. Il nodo della protesta rimane la volontà della cooperativa di tagliare gli stipendi, per far fronte alla crisi nel mercato delle materie plastiche.
I 90 dipendenti stranieri, in maggioranza donne marocchine, rivendicano il diritto alla paga contrattuale. «La raccolta differenziata è un servizio di pubblica utilità, va fatta lo stesso, anche se c’è crisi - sottolinea Boetto - per questo ci attiveremo perché al tavolo partecipino i Comuni che usufruiscono del servizio». C’era anche un mezzo proveniente dalla Sardegna, ieri, tra i camion fermi fuori dai cancelli. «Sono qui dalle 7 del mattino» racconta il conducente, Nicola Carrara. Trasporta un carico di 121 quintali di plastica partito da Sassari, per la ditta Corepla. A proposito di filiera corta. ( f.se. )
Il Gazzettino - MERCOLEDÌ, 22 APRILE 2009
Sciopero dei lavoratori MyLog al centro di riciclo
Monselice ( O.M. ) I lavoratori del Centro riciclo di Monselice hanno proclamato lo sciopero ed il blocco totale dell’attività di separazione dei rifiuti. La decisione drastica mira a difendere il posto di lavoro. I novanta lavoratori, ieri mattina, sostenuti dai rappresentanti dell’associazione Difesa dei lavoratori (Adl) Ccobas, hanno bloccato i cancelli dell’impianto di via Umbria.
Le donne sembrano le più determinate e combattive: «L’attività è stressante, usurante, dobbiamo lavorate con le mani nude per separare vetro, lattine e plastica – ha detto la portavoce del gruppo – e la Mylog non ci fornisce neppure i guanti. Il tutto per un importo di 800 euro al mese. Adesso vogliono ridurci la paga oraria di 1.20 euro. Il tutto viene giustificato con la crisi economica mondiale che investe anche il settore del materiale da riciclare. Intanto la cooperativa ha trasferito nel nostro centro tre nuovi dipendenti. E’ una contraddizione».
Il sindacalista dell’Adl, Giovanni Boetto afferma: «Chiediamo un intervento urgente del Prefetto per risolvere la situazione». E in serata la Prefettura ha convocato per il 29 aprile un incontro tra le parti. Oggi l’attività riprende.













