COMUNICATO RELATIVO AI RISULTATI DEL "TAVOLO DEI CEMENTIFICI"
giovedì 16 aprile 2009 di massimo
Prendiamo atto dei dati comunicati dall’assessore provinciale all’ambiente.
Dobbiamo altresì rilevare che anche i nostri amministratori hanno finalmente acquisito la consapevolezza del forte carico inquinante prodotto da questi impianti. Non era così scontato, visto che fino a poco tempo fa, la segnalazione di questi numeri allarmanti sembrava di stretto appannaggio del Comitato "lasciateci respirare". Vorremmo tanto felicitarci per i miglioramenti registrati, ma la nostra preoccupazione rimane elevata.
Se guardiamo gli Ossidi di zolfo, le 3 tonnellate rilevate da Radici e le 17 t di Cementizillo, scompaiono nelle 552 t prodotte da Italcementi. Anche con le Polveri, le proporzioni rimangono simili, e se Radici ne produce 0,5 t, Cemetizillo 8 t, Italcementi arriva a 42 t.
In linea generale quindi, le riduzioni avvengono in modo maggiore nei due stabilimenti più piccoli, mentre rimangono sostanzialmente invariate le emissioni a Italcementi, dove però si svolge oltre il 60% della produzione locale di cemento.
Cantare vittoria è assolutamente prematuro, la conferma di questi dati, che ci avvicinano al carico inquinante emesso dal traffico veicolare di una città come Padova, deve rappresentare un nuovo stimolo per la ricerca di ulteriori provvedimenti concreti. L’obiettivo dev’essere quello di migliorare complessivamente la qualità dell’aria, che come certificano le stesse centraline ARPAV, spesso è volentieri, è classificata come "PESSIMA".
Francesco Miazzi - consigliere comunale
Monselice 16-04-09
Il Mattino di Padova - GIOVEDÌ, 16 APRILE 2009
EMISSIONI IN CALO: Il «Tavolo» analizza i fumi Solo Italcementi in difetto.
L’impegno congiunto di Provincia, Arpav, comuni e aziende per abbattere il carico inquinante e migliorare l’aria sta dando incoraggianti risultati

MONSELICE. Un passo avanti per la salubrità dell’aria della Bassa. E’ quanto emerso ieri mattina nel corso del Tavolo Tecnico dei Cementifici tenutosi a Palazzo Santo Stefano, sede della Provincia. Dopo due anni di lavoro il Tavolo, presieduto e coordinato dall’assessore all’Ambiente Roberto Marcato, ha diffuso i primi risultati elaborati dal gruppo di lavoro composto da Provincia, Arpav, Comuni e cementifici.
«Partiamo dalla premessa che la concentrazione di tre cementifici nella stessa area non è una situazione idonea - ha spiegato Marcato -. Possiamo comunque dire che nel tempo si è venuta a creare una buona convivenza visto il drastico ridimensionamento dell’impatto ambientale». Un risultato che è frutto del lavoro dei vari enti, ma anche degli investimenti delle cementerie nell’ambito delle emissioni degli inquinanti in atmosfera: «Non tutti hanno investito come auspicato - continua Marcato -. Mi riferisco alla Italcementi, l’azienda che produce di più e investe di meno. I limiti di emissione sono sempre sotto gli standard di legge, ma dal 2005 non hanno subito rilevanti miglioramenti. Le altre due realtà hanno invece confermato notevoli abbattimenti delle emissioni».
Ogni anno le tre cementerie producono 2.200.000 tonnellate di clinker: 1.200.000 l’Italcementi, 400 mila la Cementizillo e il resto la Radici. L’impatto sull’ambiente è ben esplicato dai dati: la Radici produce 441,94 tonnellate annue di ossido di azoto, contro le 1.421,42 della Cementizillo e le 2.014,79 dell’Italcementi. Ossidi di zolfo 2,58 tonnellate sono state emesse da Radici, 17,65 da Cementizillo e ben 552,02 da Italcementi. Infine, in merito alle polveri la Radici si è distinta con mezza tonnellata di emissioni, contro le 8 della Cementizillo e le 42,08 dell’Italcementi.
Importanti, poi, gli adeguamenti messi in campo da Cementizillo e Radici: la prima prevede entro il 2011 di dimezzare l’ossido di azoto in aria, la seconda c’è riuscita con il nuovo impianto installato nel 2006.
Interessante analizzare anche l’impatto dovuto al traffico di mezzi pesanti legati ai cementifici: per quanto riguarda la diffusione in atmosfera di monossido di carbonio, la Cementizillo è passata dai 5.041 kg del 2005 ai 5.361 del 2008, l’Italcementi da 10.512 a 9.400 e la Radici da 5.989 a 4.075. I composti organici sono passati da 2.935 kg a 3.239 alla Cementizillo, da 6.665 a 5.876 all’Italcementi e da 3.526 a 2.518 alla Radici. L’ossido di azoto ha subito un’impennata nel triennio alla Italcementi (da 39.159 a 51.115), si è ridotto notevolmente alla Radici (da 33.203 a 17.961) ed è leggermente lievitato alla Cementizillo (da 28.077 a 30.086). Il benzene è diminuito di un kg all’anno (da 5 a 4), mentre è rimasto tale nelle altre due aziende (due chili all’anno).
Analizzando invece le emissione di polveri, per il Pm (materiale particolato) la Cementizillo è scesa da 3.071 kg a 3.066, l’Italcementi da 6.343 a 5.854 e la Radici da 3.540 a 2.414. Notevole miglioramento si è registrato alla Radici per il Pm 10 (da 1.901 kg a 1.001), modesto per Italcementi (da 2.571 a 2.425) e Cementizillo (da 1.571 a 1.384).( n.c. )
Il Gazzettino - GIOVEDÌ, 16 APRILE 2009
Cementifici, inquinamento ridotto fino al 50 per cento
Padova
Emissioni inquinanti diminuite, in alcuni casi anche del 50%, ma non basta. Al lavoro fatto si dovrà sommare un costante impegno a migliorare. È quanto si può desumere in sintesi dalla presentazione dell’attività svolta in due anni dai tavoli tecnici e politici istituti dall’assessorato provinciale all’Ambiente guidato da Roberto Marcato e dall’Arpav, che hanno monitorato gli impianti della Cementerai di Monselice nota come Radici, della Italcementi sempre di Monselice e della Cementizillo di Este. «Ci eravamo impegnati a coordinare il lungo lavoro tecnico per ridurre significativamente l’impatto ambientale in questa area - spiega Marcato – e l’abbiamo fatto. Un lungo lavoro e un lungo dialogo con queste attività produttive, con le quali è necessario convivere».
Poi una tiratina d’orecchi allo stabilimento Italcementi, che «da solo produce il 60% del cemento della zona, e pur mantenendo sempre i livelli di polveri al di sotto della soglia di legge consentita, non si è impegnato come hanno fatto gli altri due cemnentifici».
Tra il 2005 e il 2008, le emissioni totali annue di monossido di carbonio della CementiZillo sono passate da 5.041 chili a 5.361; quelle dell’Italcementi da 10.512 a 9.400; quelle della Cementeria Radici da 5.989 a 4.075. Migliora la situazione sul fronte dei composti organici volatili, calcolati nella stessa fascia temporale e sempre i chili: mentre la CementiZillo passa da 2935 a 3239, la Italcemementi scende da 6665 a 5876 e la Radici da 3526 a 2518.
Sul fronte dell’ossido di azoto solo la Radici riesce a dimezzare le emissioni, mentre le altre due registrano un aumento del 20 per cento. Quanto al benzene la Italcementi contrae di un quinto le emissioni e per il particolato il premio va alla Cementeria di Monselice, che si distingue anche per l’inquinamento da polveri sottili quasi dimezzato.
Presenti e (quasi) soddisfatti il sindaco di Este Giancarlo Piva e l’assessore comunale di Monselice Gianni Mamprin. I dati sono stati presentati dal direttore dell’Arpav provinciale Alessandro Benassi e dal direttore generale Andea Drago, che ha sottolineato anche come il progetto Inspetcem adottato per questa l’analisi sia stato condiviso e promosso dall’Unione Europea. Michela Danieli
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