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ELETTRODOTTO DA 132 KV MONSELICE-BAONE-ESTE. SONO PARTITI I LAVORI PER L’INTERRAMENTO!

lunedì 23 febbraio 2009 di massimo

In questi giorni sono iniziati in Via Veneto, Zona Industriale di Monselice, i lavori per l’interramento dell’elettrodotto. L’avvenimento rappresenta il frutto di 14 anni di mobilitazioni dei cittadini di questo territorio, dei Comitati, delle associazioni ambientaliste e delle Amministrazioni che hanno creduto in questo obiettivo. Un risultato che garantisce la salute degli abitanti e la salvaguardia dell’ambiente:

1. La schermatura prevista nei pressi delle aree residenziali dovrà consentire il rispetto del limite di 0,2 microtesla nei valori d’induzione elettromagnetica.

2. La realizzazione del nuovo elettrodotto in cavo interrato Monselice-Baone -Este, permette di evitare di deturpare l’area con tralicci alti più di 50 metri.

3. La possibilità di dismettere l’attuale rete a 50 kv, per complessivi 62 chilometri (di cui 22 all’interno del Parco regionale dei Colli Euganei) a fronte di soli 9,8 chilometri dell’elettrodotto in cavo interrato,eliminando le cabine a 50 kv ubicate in area urbana di Este e di Battaglia Terme.

4. L’opera di costruzione della nuova rete ad alta tensione a 132 kv, sostituisce la precedente che fornisce energia elettrica ad oltre 52 mila tra abitazioni, uffici, negozi, centri commerciali, imprese.

5. La nuova fase dei lavori prevede la soluzione in cavo interrato ad una profondità di 1,60 metri, l’utilizzo del sistema di trivellazione teleguidata con posa ad una profondità di circa 4 metri lungo le strade ad alto scorrimento e nei sottopassi di ferrovie e canali e la schermatura dei tratti delle zone abitate.

6. La lunghezza del cavo sarà di 9,8 chilometri, il costo complessivo di 6 milioni di euro, la durata del cantiere di 9 mesi.

L’avvio dei lavori è un importante passo in avanti, anche se rimangono alcuni nodi che dovranno essere affrontati con determinazione, affinché sia pienamente rispettato il Protocollo d’intesa del 31/07/2006 sottoscritto dai Comuni Monselice, Baone ed Este, dalla Provincia di Padova, dall’Ente Parco Colli, dalla Regione Veneto e dall’ENEL. In particolare si chiede l’avvio dell’interramento anche dei tratti A e D che interessano i tralicci già costruiti, nella derivazione alla Cementeria Radici e nella linea che attraversa Este-Calaone, ancora oggetto di confronto tecnico tra le parti.

Nel Protocollo sottoscritto dall’ENEL con i rappresentanti degli Enti pubblici coinvolti (Provincia di Padova, Ente del Parco Colli Euganei e i Sindaci di Monselice - Baone - Este) si stabilisce l’utilizzo dei fondi già stanziati: 2.800.000 Euro dalla Regione Veneto, 400.000 Euro dalla Provincia. 100.000 Euro da ogni singolo Comune e dall’Ente Parco Colli.

AUSPICHIAMO CHE L’INTERRAMENTO PROCEDA IN TUTTI I TRATTI PREVISTI E CHE VENGA ESEGUITO CON LE MODALITA’ STABILITE

Monselice/Este/Baone 22/02/’09

FRANCESCO MIAZZI per il Comitato Popolare "Lasciateci Respirare"


SCHEDA SINTETICA PER RICOSTRUIRE LA VICENDA DELL’ELETTRODOTTO DA 132 KV MONSELICE - BAONE - ESTE

Dell’elettrodotto da 132 kv che passando per i Comuni di Monselice, Baone e Este attraversa il territorio del Parco Regionale dei Colli Euganei si è iniziato a discutere fin dal lontano 1994 quando la costruzione della linea aerea ottenne le autorizzazioni senza che nessun ente esprimesse contrarietà.

Nel 1998 il tracciato progettato dal Enel divenne addirittura oggetto di una Convenzione con l’Ente Parco che autorizzava l’attraversamento dell’area protetta.

Il territorio nel tratto in questione, oltre che essere inserito nel Piano Ambientale dell’Ente Parco, è area di alto valore paesaggistico riconosciuta come S.I.C. (Sito di Importanza Comunitaria) e Z.P.S. (Zona di Protezione Speciale). Nello specifico il Piano Ambientale del Parco Colli espressamente prevede che l’autorizzazione alla costruzione di nuove linee elettriche in territorio vincolato possa essere concessa solo qualora ne sia prevista la realizzazione in cavo interrato e siano previste particolari misure onde evitare danni irreparabili ai valori paesaggistici ed ambientali.

Fin dall’inizio il proposito dell’Enel di procedere alla costruzione in linea aerea e pertanto in spregio alle norme, con pesante impatto dal punto di vista paesaggistico sul territorio, ha incontrato la forte opposizione della popolazione che si è costituita nel Comitato Popolare "Lasciateci Respirare" e che ha contrastato con fermezza l’avanzata dell’"eco-mostro" nel territorio del Parco.

All’inizio la mobilitazione dei cittadini e l’attività del Comitato hanno avuto un ruolo decisivo nella maturazione della coscienza ambientale degli amministratori locali, poi la battaglia è stata condotta all’unisono con l’Amministrazione comunale di Baone guidata da Francesco Corso, sindaco sino al 2004, e proseguita da Antonella Buson, attuale sindaco del piccolo Comune collinare.

L’Amministrazione di Baone, che di fatto non ha mai abbandonato i cittadini, ma li ha sostenuti nella lotta per la difesa dell’ambiente e della salute, ha avuto un ruolo determinante nel contrastare la costruzione dell’elettrodotto e nel coinvolgere gli altri Enti (comuni di Monselice ed Este, Ente Parco, Soprintendenza, Regione e Provincia) in una battaglia lunga oltre un decennio e ricca di colpi di scena di cui solo oggi finalmente si intravede l’esito positivo.

La richiesta legittima che si realizzasse la linea elettrica con cavo interrato ed adeguatamente schermato in prossimità delle abitazioni, sembrava lontanissima dagli intenti dell’Enel che era invece intenzionata a procedere comunque alla costruzione in via aerea con tralicci alti 50/60 metri.

Nonostante le forti resistenze e le mobilitazioni popolari, l’Enel forte anche di una nuova autorizzazione del Genio Civile richiesta su varianti tecniche risalente al Dicembre 2001, riusciva a realizzare alcuni tratti in via aerea nei Comuni di Monselice ed Este.

Il Comune di Baone invece decideva di ricorrere al TAR del Veneto contro i decreti del Genio Civile e furono costretti a ricorrere pure 36 cittadini dei Comuni di Este e Monselice supportati, anche finanziariamente, dalle centinaia di persone iscritte al Comitato Lasciateci Respirare.

Mentre si stava realizzando la costruzione di un impianto pericoloso per la salute, anche in funzione del principio di precauzione, devastante per l’ambiente ed illegittimo in base alle norme vigenti, ci fu un lungo periodo in cui i cittadini e l’Amministrazione di Baone furono lasciati veramente soli a difendere una Legge Regionale (L.R. 27/1993) e ciò nonostante i ripetuti tentativi di coinvolgimento degli altri Enti a vario titolo interessati (Comuni di Este e Monselice, Parco Colli, Regione, Provincia).

Nel 2004, mentre Enel stava davvero avanzando con le ruspe anche nel Comune di Baone, l’Amministrazione comunale poneva sotto tutela la zona oggetto di intervento precludendo, per ragioni di sicurezza stradale, il transito ai mezzi pesanti e nel contempo affidava un incarico legale all’avvocato Matteo Ceruti per un riesame di tutto il fascicolo e delle autorizzazioni riguardanti l’Elettrodotto.

Dall’esame legale risultò che proprio ad inizio 2004 erano scadute le autorizzazioni di carattere ambientale e paesaggistico rilasciate dalla Soprintendenza dei Beni Ambientali nel 1999 con durata quinquennale e quindi la costruzione dell’elettrodotto ne risultava sprovvista.

Il Comune di Baone in virtù di ciò mandava un esposto alla Soprintendenza ed alla Procura della Repubblica ottenendo dalla Soprintendenza un provvedimento di annullamento del decreto di autorizzazione del Genio Civile.

Enel ricorreva al TAR contro il citato provvedimento ed otteneva la sospensiva. L’amministrazione di Baone, seguita anche da quelle di Monselice e di Este, ritirava i decreti di occupazione, ma durante tutta l’estate era costretta nuovamente a difendere il proprio territorio emettendo delle ordinanze sindacali che vietavano l’accesso ai mezzi pesanti poiché Enel, forte della sentenza sospensiva del TAR, tentava nuovamente di completare i lavori proprio nel territorio di Baone.

Nel frattempo il Consiglio Regionale del Veneto, in seguito alle forti pressioni del Comitato Lasciateci Respirare e dei Comuni, stanziava un contributo di 2.000.000,00 di Euro per l’interramento della linea e delegava la Provincia ad avviare un tavolo di trattative con gli Enti interessati e l’Enel.

A fine estate arrivava anche la Sentenza del Consiglio di Stato, al quale era ricorso il Comune di Baone, che annullava la sospensiva del TAR e decretava la validità del provvedimento della Soprintendenza.

Finalmente si apriva la possibilità di costringere Enel ad interrare la linea come previsto dalle normative vigenti e i Consigli comunali dei tre Comuni chiedevano all’unisono alla Provincia di seguire questa strada.

Nel 2005 iniziava una lunga e difficile trattativa condotta dalla Provincia per l’interramento dell’intera linea ricadente in area Parco e per la dismissione dei tratti già costruiti in via aerea e si cercava di reperire tutti i fondi necessari, tentando giustamente di far accollare ad Enel una parte dei costi e di implementare il contributo pubblico.

Il 31 luglio 2006 si è finalmente firmato il protocollo d’intesa tra Provincia, Comuni,Parco, Regione ed Enel per l’interramento dell’elettrodotto nel territorio ricadente nel Parco dei Colli Euganei.

E’ il risultato di una trattativa che i sindaci di Baone, Monselice ed Este, e l’Assessore Provinciale all’Ambiente, insieme con i rappresentanti del comitato Lasciateci Respirare, hanno costruttivamente ed unitariamente portato avanti con precise osservazioni alla bozza proposta originariamente dalla Provincia. Esso prevede:

- L’interramento di tutti i tratti di elettrodotto entro il perimetro del Parco dei Colli Euganei;
- Tratto A) derivazione a servizio della Cementeria di Monselice in comune di Monselice;
- Tratto B) Italcementi - Monselice in comune di Monselice;
- Tratto C) Italcementi C.P. Este Nuova nei comuni di Monselice, Baone, Este;
- Tratto D) C.P. Este Nuova - stazione di Este Santa Croce, località di Calaone, in comune di Este;
- Un crono-programma concordato tra le parti per la realizzazione dell’opera di interramento in tutti i tratti previsti;
- La schermatura dei cavi interrati in prossimità delle abitazioni;
- La verifica della regolare opera di schermatura attraverso un collegio di periti incaricati congiuntamente dagli Enti interessati;
- La demolizione delle parti di elettrodotto già realizzate in via aerea nei tratti interessati;
- La rinuncia da parte di ogni enti di ogni azione amministrativa, civile o penale pendente che sia sorta in questi anni a causa delle controversie relative alla costruzione dell’impianto;
- Il trasferimento degli oneri a carico dei comuni solo al termine dei lavori su tutti i tratti.

La tenacia dei cittadini e degli amministratori nella difesa del proprio territorio oggi ci permette di festeggiare uno straordinario risultato: l’interramento dell’Elettrodotto da 132 kv nell’area del Parco dei Colli Euganei.

a cura di Francesco Corso e Antonella Buson (Sindaco di Baone)


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