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COSA ASPETTA LA PROVINCIA AD INTERVENIRE PER BLOCCARE LO SCEMPIO NEL COMPLESSO DI VILLA SERRAGLIO

lunedì 28 aprile 2008 di Francesco

Interrogazione provinciale dei Verdi perché si applichi urgentemente l’art. 30 della L.R. 11/04

Dopo le denuncie delle associazioni ambientaliste sullo scempio urbanistico che il Comune di Este intende operare nel complesso di Villa Serraglio, concretizzatesi in un esposto alla Provincia per l’annullamento del provvedimento secondo l’art. 30 della L.R. 11/04, sulla vicenda è calato un pericoloso silenzio. Eppure, proprio alla fine del 2007 (14/12), il Settore Urbanistico della Provincia inviava una nota al Comune in cui lo preavvisava dell’accoglimento dell’istanza di annullamento proposta dall’esposto degli ambientalisti; nota a cui faceva seguito una osservazione del Comune in cui rigettava le argomentazioni sostenute dalla Provincia ritenendo "inaccettabile" l’accoglimento dell’istanza di annullamento. Da quel momento è calato, appunto, il silenzio: nulla si sa del provvedimento provinciale, né di altri passi dei due enti; intanto lo scempio rischia di realizzarsi pur in presenza di un riscontro della Provincia delle argomentazioni addotte dalle associazioni ambientaliste per fermarlo.

Nel complesso di Villa Serraglio, edificio di "interesse particolarmente importante" secondo la Legge n.1089 dell’1.6.39 (ora L. 42/04) il cui perimetro è compreso nel Parco dei Colli Euganei, utilizzando il "grimaldello" del suo restauro e riqualificazione funzionale, si vorrebbero edificare 8 nuovi appartamenti a schiera. Raccattando i volumi necessari letteralmente dalla demolizione di volumetrie abusive sorte nel tempo attorno al complesso della villa, il progetto prevede la costruzione di questi nuovi appartamenti, in palese contraddizione con le N.T.A. del PRG che, per gli edifici schedati (com’è questo), seppur esterni al centro storico, debba applicarsi la specifica normativa del Centro Storico e con la scheda n.62 del PRG che non individua i volumi indicati dal progetto per l’intervento previsto. Manca anche il parere del Parco, il quale, come dal "malcostume" consolidato, risulta essere troppo spesso distratto su interventi in palese contrasto con le N.T.A. del Piano Ambientale. In questo caso siamo in un’area di pertinenza e in un intorno di emergenza architettonica dove il P.A. prevede solo manutenzione, restauro e risanamento conservativo ed esclude interventi edilizi e infrastrutturali di nuova costruzione o di ampliamento di strutture esistenti.

Il contrasto con il PRG e con il Piano Ambientale è chiaramente rilevato anche dalla Provincia. Lo conferma la nota inviata dalla stessa al Comune. Cosa si aspetta ad agire con provvedimenti di sospensione o, meglio, di annullamento del provvedimento, salvaguardando il complesso e disponendone solo il restauro necessario? Come può la Giunta comunale avvallare un intervento di questo tipo, come può "chiudere gli occhi" di fronte all’evidente scempio e allo stesso tempo dirsi attenta alle problematiche ambientali e di salvaguardia del territorio? Ho presentato una interrogazione in Provincia proprio per sollecitare i provvedimenti necessari.

Paolo De Marchi - consigliere provinciale Verdi Padova


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