cittafutura

Miazzi (Verdi) sfida il presidente della regione più "cementificata" d’Europa

giovedì 10 aprile 2008 di Francesco

«Galan, blocca i lavori sulla Rocca»

«Dopo la presa di posizione sul Sassonegro, dimostra che hai davvero a cuore i colli e l’ambiente»

Arquà/Monselice

In che vespaio si è andato a cacciare Giancarlo Galan prendendo a cuore la lottizzazione Sassonegro ad Arquà. Per la quale la magistratura ha indagato otto persone: tecnici comunali, liberi professionisti, il presidente del consorzio immobiliare Sassonegro, il titolare dell’impresa edile e due ex amministratori comunali (sindaco e assessore all’edilizia di Arquà).

Sulla vicenda il Governatore ha espresso la sua posizione di persona che vive a Cinto Euganeo e conosce i colli. Affermazioni che non hanno convinto Francesco Miazzi, consigliere comunale dei Verdi di Monselice. «Le dichiarazioni di Galan - afferma - rappresentano un indubbio passo in avanti nella battaglia per la difesa dell’ambiente e del paesaggio veneto. Rappresentano una salutare sferzata per la pletora di sindaci, spesso senza distinzione di colore politico, che passano il tempo a studiare espansioni industriali e residenziali, pensano prevalentemente agli oneri di urbanizzazione e sono disponibili a chiudere entrambi gli occhi di fronte alle devastazioni provocate dalla cementificazione.

Da un’analisi più attenta si ha però la sensazione che Galan negli ultimi 15 anni non sia stato al Governo di una Regione dove il consumo di cemento è arrivato a circa 1.100 al chilogrammo per abitante, contro una media nazionale di 800 e europea di 500 chili. In questi anni i rappresentanti delle istituzioni locali e delle associazioni che si battono per la difesa del territorio e dell’ambiente, non hanno mai colto segnali di condivisione provenienti dalla Regione quando si battevano per difendere quelle aree (il mega complesso termale Regazzoni, Valli Selvatiche, ecc.) che ora Galan addita come oggetto d’interventi vergognosi e devastanti».

La trappola per Galan viene fatta scattare ad arte da Miazzi, quando dice: «Vogliamo misurare la reale volontà di cambiare rotta all’interno del territorio del Parco. I progetti in atto sul colle della Rocca (ascensore, locanda ex casa Bernardini, torre d’accesso al Mastio Federiciano), stanno portando ad uno stravolgimento irreparabile all’importante patrimonio ambientale e architettonico che presto potrebbe diventare un bene sotto tutela dell’Unesco. Contro questi progetti si sono pronunciati migliaia di cittadini. Galan in questo caso non può scaricare la colpa su altri, che tali progetti li hanno solo subiti, ma se ne deve assumere la principale responsabilità. L’irreparabile non è ancora avvenuto, i lavori si possono fermare, si può ancora riaprire un confronto che porti alla realizzazione di quegli interventi condivisi, realmente utili alla salvaguardia e alla valorizzazione del colle della Rocca».

Orfeo Meneghetti


Il balletto su Valli Selvatiche e Conca Regazzoni: «La Regione ha dato l’ok, Galan fa marcia indietro»

Battaglia Terme/Galzignano Conca Regazzoni e Valli Selvatiche, due progetti contestati. Visionati dalla Regione, che ha dato il suo avallo. Eppure il presidente Giancarlo Galan li ha definiti, in questi giorni, "obbrobri" come il Sassonegro ad Arquà che deturpano la natura, scatenando un’insurrezione tra i consiglieri comunali.

«Non capisco come si possa accomunare il Sassonegro con il progetto del Regazzoni - commenta Riccardo Roman, sindaco di Galzignano - Sono due cose diverse. Noi stiamo lavorando partendo dalla salvaguardia dell’ambiente per rilanciare il termalismo. Il progetto Regazzoni tiene conto del fattore ambientale, perchè i colli vanno salvaguardati».

Anche da Battaglia arriva un coro di risposte alle affermazioni di Galan. «Il presidente parla ormai da due anni un linguaggio nuovo - spiega Paolo Bonaldi, consigliere di opposizione a Battaglia - La lingua parlata da Galan è simile a quella delle associazioni ambientaliste. Ma ricordiamo che l’indirizzo urbanistico delle Valli Selvatiche nasce attraverso "spericolate" interpretazioni di norme vigenti ed approvate dalla stessa Regione. Per questo proponiamo al consiglio comunale di sottoscrivere un documento come impegno verso le generazioni future da inviare a Galan, a sostegno del rispetto al nostro territorio».

Sulla stessa linea Alessandro Baldin del gruppo indipendente. «Riapriamo la trattativa e smettiamola con contrapposizioni di basso profilo - afferma - Si è perso tempo prezioso, ma forse la partita non è chiusa. Siamo convinti che ci sia ancora la disponibilità di mediazione del presidente Galan per risolvere la questione. Chiediamo di riunire la commissione creata ad hoc per prendere in modo definitivo una decisione chiara sugli obiettivi per la risoluzione del problema».

Emanuele Masiero

il gazzettino di Padova Giovedi’ 10 Aprile 2008


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